Come gestire il Natale tra genitori separati

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Come organizzare la gestione dei figli durante le vacanze di Natale quando i genitori sono separati

foto di Matthew Nenninger utilizzata in licenza Creative Commons da Flickr
foto di Matthew Nenninger utilizzata in licenza Creative Commons da Flickr
I periodi festivi creano sempre qualche tensione in più nelle coppie separate. Già quando si sta insieme la gestione degli impegni familiari natalizi è complicata (e spesso genera conflitti), quando poi i genitori sono separati ci sono ancora più incastri da far combinare.

La divisione dei giorni di vacanza dei figli e soprattutto l’organizzazione dei giorni di vera e propria festa, può diventare campo di lotta. Proviamo a chiarire quali sono le regole, proprio per evitare che ci si scontri.

Una regola di legge non esiste. Come in tutta la materia delle separazione tra coniugi, soprattutto quando ci sono figli minori, non può esserci una regola definita dalla legge, perché il principio che governa tutto questo campo del diritto è la priorità del benessere dei minori.
Sarebbe impossibile dettare una regola a priori, perché le esigenze familiari sono tante quante sono le famiglie e le norme devono offrire principi e non regole prefissate.
Può sembrare una complicazione, ma diversamente il sistema non funzionerebbe.

Esistono prassi diffuse, che i giudici applicano quando devono decidere in assenza di accordo tra i genitori e in situazioni che non presentano particolarità.

L’organizzazione tipica che viene scelta nelle separazioni consensuali in assenza di esigenze particolari o che viene applicata dai giudici quando non ci sono motivi per modificarla è questa: i bambini trascorrono le vacanze di Natale metà con un genitore e metà con l’altro, facendo in modo che, ad anni alterni, passino con uno il periodo dal 23 (chiusura delle scuole, quindi anche prima) al 30 e con l’altro dal 31 al 6 gennaio.
Nella prima settimana cadono due giorni che di solito si trascorrono in famiglia e in cui si festeggia: il 24 e il 25. Stessa cosa nella seconda: il 31 e il 1° gennaio.
In questi casi si cercherà di alternarsi se la vicinanza dei genitori lo permette: se nella prima settimana i bambini stanno con la mamma, sarà opportuno che o la sera del 24 o la giornata del 25 la passino col papà. Così nella seconda settimana, stiano con la mamma o la sera del 31 o il giorno di capodanno.
Sempre con l’accortezza di alternare gli anni.
E’ evidente che, se i genitori abitano distanti e questo provoca più stress nei bambini che giovamento, sarà opportuno evitare e accettare che tutto il Natale sia trascorso con un genitore e tutto il Capodanno con l’altro.

Altra soluzione possibile e molto praticata è quella di trascorrere con il genitore collocatario il periodo dalla chiusura delle scuole al 24 compreso. Poi stare con l’altro genitore dal 25 al 31 sera e tornare dal primo genitore dalla mattina di Capodanno al 6 gennaio. In questo modo, sobbarcandosi spostamenti proprio nei giorni di festa, si riesce a far trascorre le feste in modo equilibrato anche a bambini che hanno i genitori residenti non troppo vicini.

Vi assicuro che non sono poche le famiglie che hanno scelto la soluzione ottimale: il Natale e il Capodanno si trascorrono comunque INSIEME, mamma e papà separati sotto lo stesso tetto. Magari dai parenti dell’uno che sono rimasti più affezionati all’altro (spesso i cognati e i cugini sono preziosi in questo ruolo di ospiti neutrali). Sempre più spesso con la presenza di nuovi compagni o nuovi coniugi e soprattutto con i fratelli dei bambini nati da successive unioni.

Ricordate, però, che qualsiasi altra organizzazione è possibile, sempre che sia rispettosa di tutti, bambini per primi, ma anche dei genitori (e delle loro esigenze logistiche ed economiche), senza dimenticare che a Natale l’esigenza di coltivare le relazioni familiari si sente di più.
Quindi, lo sforzo per mettere da parte eventuali frizioni e rancori con la famiglia dell’altro, deve essere maggiore. La pretesa di “non far vedere” i bambini a questo o quel parente deve essere seriamente e gravemente motivata, altrimenti meglio mettersela via.

Un consiglio: non trascurate le diverse tradizioni e abitudini delle famiglie dei due genitori e fatene un modo per indirizzare la scelta di chi terrà i bambini. Se in una famiglia si privilegia la festa della sera del 24 e nell’altra il pranzo del 25, inutile pretendere un’alternanza ferrea che può dispiacere ai bambini. E’ anche possibile che i bambini trascorrano sempre il 24 con la famiglia che festeggia la sera della vigilia e sempre il 25 con l’altra, in modo che possano sviluppare una LORO personale tradizione natalizia, composta da entrambe le feste, in modo che possano vivere con piacere anche le differenze.

Se poi avete un regime delle festività natalizie stabilito in una sentenza o in una ordinanza e vi rendete conto che la situazione di fatto è radicalmente cambiata, oppure vi accorgete che quest’anno, per motivi contingenti, è difficile metterla in pratica, attivatevi per tempo pepr accordarvi con l’altro genitore e discutetene. Arroccarsi sui proprio diritti stabiliti in un provvedimento del giudice, se una soluzione diversa può aiutare i bambini a vivere meglio le feste, non paga mai.
Un accordo tra i genitori, meglio se formalizzato anche in uno scambio di mail (in modo che poi nessuno dei due possa obiettare di non aver conosciuto o accettato i termini dell’accordo), può sempre superare qualsiasi statuizione del giudice.

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