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La pillola del giorno dopo

In Svezia la pillola del giorno dopo si può acquistare in farmacia come medicina da banco. L’efficacia della protezione infatti è maggiore quanto prima si assume la pillola dopo il rapporto sessuale e si tenta di minimizzare il più possibile gli ostacoli alla sua reperibilità. In Italia c’è bisogno di ricetta, e quindi c’è bisogno di trovare un medico disposto a prescriverla, il che spesso risulta in un bel po’ di ore passate in giro tra ambulatori vari.
Oggi ospitiamo il post di Lutlia, autrice del blog patapanza.blogspot.com e ilmioparto.blogspot.com. Lutlia è molto attenta a problematiche legate al ruolo della donna e alla maternità che discute nel suo blog sempre con intelligenza e molto equilibrio. Questa volta la sua riflessione parte dalla sua esperienza personale che le ha permesso purtroppo di provare con mano una situazione di disagio per la donna molto diffusa in Italia.

Mi è capitato, come a molte donne italiane, di dover ricorrere alla contraccezione d’emergenza, e di vedermela negata, da parte di quel medico che per legge era tenuto a prescrivermela. Ho cercato quindi di approfondire l’argomento: in realtà non c’è moltissimo da sapere, basta googlare e si trovano le informazioni necessarie sia dal punto di vista medico che legale, e interessanti discussioni e testimonianze di denuncia. In fondo a quest’articolo trovate alcuni link utili su come comportarvi e cosa c’è da sapere se credete di dover ricorrere alla pillola del giorno dopo, e se incontrate difficoltà a farvela prescrivere o ad acquistarla in farmacia.

Informazioni a parte, l’idea che mi sono fatta è che della questione della pillola del giorno dopo in Italia è importantissimo parlare, per almeno tre ragioni diverse.

La prima è che molte persone ignorano persino cosa sia esattamente.
La seconda ragione è che, sebbene ottenerla sia un diritto, farsela prescrivere è spesso difficile, complicato, disagevole.
Infine, la realtà che sta alla base di queste complicazioni: una situazione culturale che ha sfumature sinistre e derive che intaccano non solo questo diritto, ma più in generale quello alla parità e all’autodeterminazione.

Vado con ordine. Cos’è, e cosa non è, la pillola del giorno dopo?
Se ne parli in un gruppo di persone, anche di buona cultura, qualcuno probabilmente penserà che ti riferisci alla RU486, la pillola abortiva dal nome fastidioso.
Del resto ci sono decine di articoli di giornale sulla stampa italiana che producono e inducono costantemente questa confusione tra contraccezione d’emergenza e pillola abortiva.
Per questo motivo, in parecchi troveranno normale, comprensibile o plausibile che all’idea della pillola del giorno dopo si possa associare il concetto di obiezione di coscienza.
Dunque può succedere che le prime battute della conversazione abbiano a che fare, sorprendentemente, con il tema dell’aborto.
“Io credo che ogni donna debba poter scegliere… però… io non me la sentirei”.
“Non metto in dubbio il diritto di una donna. Però… bisogna tener conto anche della coscienza del medico e del farmacista”.
Bene… (Anzi, male…) Mettendo per un momento da parte la questione della coscienza, innanzitutto dovremo spiegare che la pillola del giorno dopo non è una pillola abortiva. Essa agisce inibendo l’ovulazione, come fa la pillola anticoncezionale. Qualora l’ovulazione sia già avvenuta e nel caso in cui un ovulo sia stato fecondato, la pillola del giorno dopo non ha alcun effetto sull’ovulo. Esiste un dibattito bioetico riguardo all’inizio della gravidanza: si deve parlare di gravidanza a partire dalla fecondazione dell’ovulo, o dall’impianto dell’ovulo fecondato? Indipendentemente dalle risposte che la bioetica, la legge italiana o le sue interpretazioni possano dare a questa domanda, essa non riguarda la pillola del giorno dopo, che non ha potere né su un ovulo già impiantato né su un ovulo “solo” fecondato.
Quindi, la pillola del giorno dopo, o contraccezione d’emergenza, o contraccezione postcoitale, non ha niente a che vedere con l’interruzione di gravidanza.

E allora come mai è così difficile ottenerla? Medici di base, medici in genere, consultori, strutture ospedaliere sono obbligati per legge a prescriverla su richiesta della donna, senza esami né visite. E invece molti medici fanno obiezione e non la prescrivono.
L’obiezione di coscienza è prevista nel nostro paese in riferimento alla legge 194 sull’interruzione di gravidanza. Ma l’obiezione non è prevista e non è ammessa sulla contraccezione.
C’è da chiedersi se questi medici, che costringono una donna a rimbalzare da uno studio a un consultorio alla ricerca di un dottore che sia disposto a fare il suo lavoro (col rischio di non riuscire ad assumere in tempo il farmaco che, per garantire la massima efficacia, va preso entro 24 ore), siano davvero così ingenui o disinformati da credere che la pillola del giorno dopo possa avere un effetto abortivo. Certo, un dubbio fino a poco tempo fa esisteva, ma le ricerche successive hanno smentito un simile effetto e gli organismi sanitari hanno ovviamente recepito e diffuso il dato scientifico, raccomandando la modifica dei foglietti illustrativi del medicinale.
Io temo, piuttosto, che l’obiezione illegale di medici (e a volte farmacisti) sulla pillola del giorno dopo riguardi qualcosa di diverso dalla pura e semplice obiezione di coscienza sull’aborto (tema sul quale, peraltro, il dibattito è infuocato, dato che l’esistenza della possibilità di obiettare in Italia – considerata da molti un assurdo giuridico – sta attualmente rendendo impossibile usufruire del diritto all’aborto, perché la percentuale di medici obiettori è impressionante). Temo che questo rifiuto sia piuttosto espressione di una cultura ostile tanto all’aborto come diritto, quanto alla contraccezione. E all’educazione sessuale nelle scuole, al divorzio, alla parità di genere. E temo che per le donne si prefiguri, come scrive Chiara Lalli, “un’ipotesi ancora più tetra: fare marcia indietro sulla strada dei diritti civili, a forza di leggi e di aggressioni indirette alla possibilità di scegliere riguardo alla propria esistenza e al proprio corpo”. Ampliando il discorso al di fuori della tematica di genere, questa mentalità è la stessa che osteggia la procreazione assistita e il testamento biologico. È quella che marcia “per la vita” il giorno della festa della mamma con la sua faccia più aggressiva, e che con quella più presentabile, persino rassicurante, indossa ogni giorno il suo camice bianco da ginecologo obiettore in un ospedale pubblico, salvo poi, in alcuni casi, eseguire interruzioni di gravidanza privatamente, cioè illegalmente.

Links:
Società italiana contraccezione: Position Paper sulla contraccezione d’emergenza per via orale clicca qui
Ministero della Salute
Associazione Luca Coscioni
Aied
Vita di Donna
Lipperatura
Chiara Lalli

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Co-fondatrice di genitoricrescono. Astrofisica convertita alla comunicazione. Vivo a Stoccolma. Dalla vita ho imparato che avere figli è come essere astronomi, si continua a non dormire la notte.

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29 COMMENTI

  1. Personalmente credo che l’obiezione di coscienza sull’ivg sia giuridicamente ed eticamente incompatibile col diritto all’ivg. Un medico non dovrebbe potersi rifiutare di praticare un aborto se lavora per il servizio pubblico, così come non ha il diritto di esercitare un’ipotetica coscienza individuale in contrasto con la coscienza collettiva, in casi come prestare cura a un assassino, o a un detenuto colpevole di stupro o truffa aggravata. Per fare degli esempi. La legge è stata un compromesso politico e culturale, il minore dei mali, ma con la lobby clericalista lo strumento di obiezione viene adoperato per vanificare il diritto delle donne, e a quel punto perde anche quel barlume di accettabile senso storico e di conciliazione che ha avuto.

  2. Io comunque vorrei tanto poter parlare con uno di questi medici obiettori e chiedergli il perchè e il percome di certe scelte, specialmente quando riguardano delle spudorate bugie normative.

  3. @Close lo ripeto: l’unica arma che abbiamo è l’informazione. Dovremmo avere stampata a casa la normativa e presentarci negli ospedali con tutte le carte, magari dichiarando di essere avvocati e minacciando roba tremenda a destra e a manca.

  4. Dato che non lo ha fatto nessuno, linko questa incredibile testimonianza pubblicata nel blog di Loredana Lipperini

    http://loredanalipperini.blog.kataweb.it/lipperatura/tag/pillola-del-giorno-dopo/

    Cito in particolare questa frase: “Intanto, per caso, chiacchierando con una persona amica, vengo a conoscenza di episodi di integralismo religioso in cui questa dottoressa sarebbe coinvolta nella città dove abito: il rifiuto di prescrivere pure la contraccezione ordinaria, ostracismi massicci e ahimè efficaci a colleghi impegnati sul fronte della procreazione assistita, ingerenze nella scuola pubblica contro i corsi di educazione sessuale.”

    Per me questa dottoressa non è tale, stante il comportamento da denuncia all’Ordine, ma quello che preoccupa è il modo in cui questi nuovi talebani stanno prendendo d’assalto la sanità pubblica con dépliant che propongono alle donne di fare come Santa Beretta Molla. Pur con tutto il profondo rispetto per questa donna che ha fatto una coraggiosissima scelta personale, trovo ignobile imporre l’eroismo e il martirio a tutte le donne d’Italia. Non ci siamo mai allontanate dal modello di santa Maria Goretti, questa è la verità.

    Il “movimento per la vita” andrebbe parafrasato come “movimento per la morte della madre”. E non è un modo di dire, cercate su internet informazioni sull’emendamento “let women die” discusso di recente negli USA.

  5. Mi dispiace ma l’Italia da questo punto di vista e’ un paese incivile. Io sostengo sempre la nostra sanita’ pubblica, ma su queste faccende mi si smuovono le budella.
    Proprio di recente un’ amica ha dovuto affrontare un aborto terapeutico e per fortuna ha avuto la prontezza di spirito e i mezzi economici per andarsene in Svizzera a farsi trattare con rispetto, invece di dovere attraversare il calvario in un ospedale pubblico italiano, in cui si adoperano al meglio delle loro possibilita’ perche’ tu ti penta amaramente delle tue scelte. Si puo’ essere pronti a fare qualsiasi battaglia di civilta’ e si puo’ essere attrezzati culturalmente, ma nel momento del dolore e del bisogno non ti puoi sottoporre a umiliazioni e sofferenze inutili.
    Io, in Olanda, sono dovuta ricorrere alla pillola del giorno dopo una volta, dopo la nascita della mia seconda figlia. L’ho fatto con coscienza e ho ringraziato il destino che mi ha fatto vivere in un paese dove non c’e’ bisogno di sentirsi giudicati dal primo medico (segretari e infermieri annessi) e dal primo farmacista che capita.
    Tra l’altro ho acquistato la pillola in parafarmacia, senza prescrizione, non ho avuto alcun effetto collaterale e ho deciso che ne comprero’ una scatola e la daro’ a mia sorella che vive a Milano. NElla vita non si sa mai.

  6. Se la pillola del giorno dopo come dice Tullia viene inserita a bella posta nell’ambito dell’IVG quando invece dovrebbe essere inserita nella contraccezione, credo che le percentuali siano grosso modo le stesse. Cito da un’intervista a Chiara Lalli: si dichiarano obiettori in Italia

    Il 75% dei medici
    Il 44% dei paramedici

    Leggevo che in alcune regioni del sud si raggiunge il 90% per cui deduco che le donne che hanno bisogno della pillola debbano cambiare rapidamente regione. Non so voi, a me questa cosa fa venire in mente la situazione degli USA, con i cittadini che cambiano stato per vedere riconosciuto un diritto.

  7. Marilena ha ragione quando dice che sarebbe cosa buona e giusta vivere o portare avanti un tipo di cultura in cui chi è sessualmente attivo un minimo di informazioni se le va a procurare, preferibilmente dal medico o comunque da un esperto.

    Questo nella 194 era previsto, ma come si sono boicottati vari punti di quella legge, ancora di più lo si fa con questo. Educazione sessuale, ma quando mai? E poi parliamoci chiaro, se parliamo di adolescenti si dovrebbe piuttosto parlare anche di educazione all’ affettività, visto che le cose ad minchiam che imparano su Internet, e non solo far vedere come si infila un profilattico su un cetriolo, così acquisiamo tutti la motricità fine necessaria a farlo.

    (Posso dirlo perché in Olanda, dove le lezioni di cetriolo le fanno da anni e dove le ragazze, per star tranquille, certe volte vanno a farsi prescrivere la pillola prima di iniziarla una vita sessuale, queste cose le fanno). Non ho cercato statistiche, ma qui piuttosto ti coadiuvano che non ti bloccano. Perché?

    Perché c’ è lo stato sociale e io le mie tasse preferisco usarle per qualcosa che è utile a me piuttosto che per mantenere la prima testa vuota sedicenne che decide di farsi mettere incinta da un altro che non ha voglia di far niente e molla la scuola prima del diploma. Ci sono state discussioni enormi quando per risparmiare sulle spese sanitarie ogni due per tre si parla di togliere la pillola dal pacchetto base, nel senso che te la paghi da te e non te la rimborsano. Perché si cerca di capire cosa costa di più allo stato, e quindi figurati se non di prescrivono la pdgd, ma di corsa.

    Il che ci riporta al contesto sociale e al fatto che fino a che ce l’ abbiamo una legge che almeno sulla carta ci tutela, dobbiamo tutte, impillolate o meno, scopatrici o vergini, e tutti, altrimenti non ve la diamo più (adesso Lorenzo mi bacchetta sul sessismo) portare avanti il cambiamento sociale. Alla faccia dei pro-life, di quelli che predicano bene e razzolano male e che in genere fanno i santi sulla panza delle altre. Il sesso è una cosa bellissima, ma la procreazione ha del miracolo, ed è per questo senso di sacralità che bisogna crearsi i presupposti perché ogni concepimento, gravidanza e nascita siano voluti e desiderati. Il resto sono giochetti di potere e dove si esercita meglio il potere sull’ essere umano? A tavola e a letto.

  8. @Serena: tiè! Mi sto grattando quello che non ho, perchè @marilena io sono una di quelle che la pillola non la può prendere, da 14 anni circa a questa parte, e dato che ne ho 40 (quasi) fatti i tuoi conti. Non ho mai dovuto prendere la pillola del giorno dopo (ari-tiè!), ma nonostante io non sia una grande fatalista, vedi il mio atteggiamento com’è.

  9. @Marilena: Marilena, ma siamo tutte brave finchè non si sbaglia! A me è successo di doverla prendere 1 volta in 20 di vita sessualmente attiva. Sono da biasimare? Non credo proprio. E per che cosa poi, se è solo contraccezione. Io vivo al Nord, ero sicura del mio diritto di ottenerla, ma ci ho messo 6ore per averla. Sono passata dal medico pronto soccorso, che ha cercato di dissuadermi in tutti i modi, dicendomi pure che le possibilità che io fossi rimasta in.cinta erano molto basse. Mi ricordo che a quel punto, mezzo scherzando, gli ventilai una sorta di causa per il mantenimento del futuro bambino, qualora , nonostante il suo parere, si fosse ostinato a nascere.Così mi mandò dal ginecologo di turno, che mi avrebbe fatto una visita(!?) e poi prescritto la benedetta pillola. Il medico di turno in questione , che era di tutt’altra pasta, mi prescrisse la pillola senza bisogno di nessuna visita. Allora a me pare che, più che di questioni etico-morali, si tratti, come spesso succede in questo paese, di questioni politiche, non nascondiamoci dietro a un dito.

  10. Marilena:
    “Pero’ non si puo’ obbligare un dottore a fare una cosa che va contro le sue credenze come non si puo’ obbligare una donna.”

    Sono pienamente d’accordo sul fatto che non si possa obbligare nessuno, e allora forse è bene che un medico pensi se davvero vuole essere medico e al momento di scegliere la specializzazione, conosca bene ciò che gli compete, in modo tale che lui non sia obbligato a fare qualcosa che non vuole, e che ogni donna possa esercitare liberamente le sue scelte in merito a maternità, salute, dolore, contraccezione etc…

  11. Ma io non ho detto di essere contraria alla pillola del giorno dopo o alla pillola abortiva. Non sono assolutamente contraria. Credo che la prevenzione sia molto importante pero’. Appunto perche’ come dice Lutlia non deve essere usata come anticoncezionale. Io conosco soltanto 2 persone che hanno usato la pillola del giorno dopo ed entrambe avevano avuto rapporti sessuali non protetti. Quello non dovrebbe succedere. Poi ovvio che se non vogliono rimanere incinta abortirebbero quindi meglio usare la pillola del giorno dopo. Pero’ la prevenzione deve essere insegnata prima di tutto. Ripeto ogni donna che vuole essere attiva sessualmente dovrebbe visitare un ginecologo o consultorio. Conosco cosi tante persone che non usano nessun tipo di prevenzione ed e’ cosi pericoloso. Perche’ rimanere incinta e’ il minimo dei guai che puo’ succedere se non usi prevenzione.
    Per quanto riguarda i medici che non vogliono prescrivere la pillola del giorno dopo o praticare un aborto credo che sia un loro diritto. Come una donna ha il diritto di scegliere cosi un medico ha il diritto di scegliere. Non credo che dovrebbero essere obbligati. Non conosco tanti medici ma quelli che io ho incontrato non avrebbero problemi a darmi la pillola del giorno dopo quindi non mi sembra che siano cosi tanti quelli che si oppongono. Almeno nel nord. Forse nel sud e’ diverso. Pero’ non si puo’ obbligare un dottore a fare una cosa che va contro le sue credenze come non si puo’ obbligare una donna.

  12. Marilena, la pillola del giorno dopo non deve essere usata come contraccezione ordinaria ed è indispensabile una corretta informazione ed educazione sessuale (la stessa osteggiata dai movimenti pro life, dai medici obiettori ultracattolici e dai medici di base che si rifiutano di prescrivere la pillola del giorno dopo…) perché donne e uomini adoperino anticoncezionali in modo consapevole. E’ stato fatto notare che la p.d.g.d. poteva evitare una grossa percentuale di aborti, eppure in UK recentemente si è notato che non è stato così nemmeno consentendone l’acquisto senza ricetta: segno che molte giovani donne sono effettivamente irresponsabili, assieme ai loro compagni, nella loro condotta sessuale. Ciò detto: per ovviare a questo problema, tu credi che negare la p.d.g.d possa avere una valenza educativa? O non credi che le stesse ‘irresponsabili’ ricorrerebbero all’aborto? e che se questo fosse illegale, all’aborto clandestino? Perché negare la contraccezione d’emergenza, per punire e ammonire? Non è per caso lecito perfino essere indecise o cambiare idea? Ci si dimentica costantemente che è di una donna e di ciò che avviene tra se stessa e il suo corpo, che si parla. Per giunta, di una dose extra di ormoni con effetto contraccettivo e non abortivo: perché dovrebbero essere affari di chiunque altro al di fuori della signora o signorina in questione? E ho volutamente evitato di menzionare i casi, non infrequenti, di rottura di preservativo, stupro o fidanzato menefreghista.

  13. Non mi stupisce il commento di Marilena e per fortuna Serena ha puntualizzato che può capitare a tutte. Di solito ci si stupisce che accada, ma solo perché semplicemente si è scampato il pericolo.
    Penso che se un medico ha problemi di obiezione di coscienza ha sbagliato professione, magari facendo altro non gli si poneva il dubbio.
    La professione medica non è solo una scelta personale è anche un servizio che si fornisce ed interromperlo per motivi di “coscienza” è poco corretto.
    Purtroppo molti ginecologi pensano ancora che la donna sia un contenitore e non un essere umano e questa è una grave mancanza di rispetto.

  14. Scusatemi pero’ io non riesco a capire una cosa e qui forse offendero’ tante persone, davvero non e’ mia intenzione. Pero’…se una donna e’ sessualmente attiva invece di pensarci dopo non dovrebbe pensarci prima? Io ho sempre preso la pillola anticoncezionale. E’ sicura, non fa male, non fa ingrassare anzi in tanti casi bilancia i tuoi ormoni. E’ vero che alcune donne non possono prenderla ma e’ un numero limitato e allora esistono altri metodi. Ci sono dei tipi di spirale senza ormoni. Io credo che sia importante che le donne e giovani donne capiscano che quando credono di essere pronte per essere sessualmente attive devono essere pronte per andare a parlare con un ginecologo riguardo ai metodi contraccettivi. Io non sono contraria alla vendita della pillola del giorno dopo e neanche alla pillola abortiva ma non capisco perche’ servono con tutti i metodi anticoncezionali che ci sono oggi.

    • @Marilena ci sono situazioni non prevedibili, quali la rottura del preservativo, la dimenticanza di una pillola della quale ci si accorge solo dopo l+atto sessuale, un diaframma mal posizionato…non saltiamo a conclusioni affrettate, dai su, che può succedere a chiunque ;)

  15. Grazie Lutlia, sul sito dell’AIED ho trovato che anche le donne minorenni la possono richiedere senza l’autorizzazione di un genitore. Questo non lo sapevo, ma sono da parecchio fuori da quella fascia d’età…

  16. Decenni fa per motivi di acne mi prescrissero la Diane, che era una bomba di ormoni all’ epoca, e qualcuno mi disse che in un determinato dosaggio la si poteva usare pure come pillola del giorno dopo. cosa confermatami anche da una prescrizione della ginecologa dell’ AIED a una mia amica, le presi io la prescrizione in farmacia e mi sembravano delle normali pillole, solo ne andavano prese un certo numero tutto insieme.
    Tutto questo mi fa pensare a certi argomenti secondo me passati dall’ alto dei temi sulla droga che ci facevano fare alle elementari, ovvero: che le maggiori conoscenze in campo chimico permettevano alla gente di drogarsi mettendo insieme sostanze non proibite. Che col. senno di poi non è che finalmente tutte quelle confezioni del Piccolo Chimico avessero prodotto dei geni tossici, semplicemente uno per sentito dire sa che se prende x con y ottiene l’ effetto z.
    Questa divagazione per dire che si, l’ informazione è la nostra arma maggiore. Solo che in caso di salute e di sostanze non proibite, sarebbe legittimo aspettarsele dagli addetti ai lavori informazioni corrette, cosa che evidentemente non è possibile. E allora tocca a noi farlo.

  17. Al supe-volo, sugli effetti collaterali: la pillola odierna non ne ha quasi, è perfezionata, io non ne ho avuto nessuno. Per l’efficacia è come dice Serena e per conoscere meglio il meccanismo seguite i link in fondo al post, è spiegato tutto.

  18. @claudia non sono un’esperta, ma da quello che ho letto in giro è in pratica una forte pillola anticoncezionale (cioè funziona con lo stesso principio attivo) che provoca immeditamente la mestruazione, rendendoti non fertile. La fecondazione dell’ovulo non avviene immediatamente, ma quasi, e la pillola del giorno dopo ti rende di botto non fertile in quei giorni, impedendo l’ovulazione. Per questo va assunta immediatamente dopo il rapporto a rischio. E’ una botta ormonale grossa, io non l’ho mai presa ma da racconti di amiche che hanno dovuto prenderla (profilattico che si rompe, tipicamente) poi si sta abbastanza male, ovviamente chi più chi meno, quindi dopo la prima volta ti passa proprio la voglia di usarla come emtodo anticoncezionale…

  19. Sono l’esempio pratico della disinformazione: sapevo che esisteva la “pillola del giorno dopo” e che non era la stessa cosa della pillola abortiva, ma non avevo idea di come funzionasse.
    Ma se non tocca l’eventuale ovulo fecondato nè impedisce il suo annidamento, allora non è molto affidabile come metodo anticoncezionale e lascia comunque un ampio margine di rischio. O no?

  20. Sarò cretina, ma io questa storia non la vedo molto come un’intrusione nella capacità o diritto di scelta delle donne quanto come uno di quei casi in cui poteri molto forti pretendono di prendere decisioni per noi. Con noi intendo tutti, uomini e donne, forse perchè la mia cretineria sta nel perseverare a considerare la gravidanza e il bambino come qualcosa che riguarda tutti.
    Se il medico mi deve prescrivere la pillola del giorno dopo solo sulla base della mia richiesta e senza effettuare alcuna visita, a che serve la ricetta? Serve a mettere un filtro, ed eccolo lì che poi a distanza di 20 anni il filtro (pubblico) risulta completamente controllato, la gente non sa nemmeno cosa sia esattamente questa pillola e non sa che esistono associazioni che garantiscono al presenza di un medico in sede 24/7 per prescriverla. E che ti aiutano anche a cercare una farmacia che te la venda.
    La nostra unica arma è l’informazione.

  21. Molto importante parlare di questi temi e chiarire gli equivoci connessi; molto diffusi.
    Per mia fortuna, l’unica volta che ho ritenuto di servirmi della pillola del giorno dopo (capendo contestualmente di cosa si trattava, perché allora anch’io credevo che fosse una sorta di pillola abortiva!), ero ben adulta e ho avuto tutto il tempo di farmela prescrivere. Sono certa comunque che la farmacista me l’avrebbe data anche senza prescrizione (me l’ha lasciato intendere chiaramente). Ma quant* si comporterebbero così, magari con una ragazzina e non con una donna adulta?
    Agghiacciante poi il dato dell’obiezione di coscienza (che spesso è bieco opportunismo per favorire il privato, altro che coscienza!!!!) in Italia. Quasi quanto gli ostacoli che ha incontrato l’introduizione della Ru486, che demacellizza almeno un po’ un evento di per sé già così doloroso e traumatico… Paese barbaro!

  22. Grazie di questo post devo dire per me inaspettato. Confesso che io per prima ho confuso la pillola del giorno dopo con la RU486. Quello che non mi spiego è la posizione di molti ginecologi. O meglio, me la spiego con il clima molto pesante che si respira oggi riguardo alla sfera sessuale e riproduttiva femminile per cui è del tutto evidente che i reparti di ginecologia e ostetricia sono ostaggio dei “movimenti della vita” (mi trattengo dal fare commenti su questa dicitura). Cioè, vige il principio che è meglio per la carriera far vedere che non si prescrive la pillola del giorno dopo, come è meglio vendersi come obiettori di ru486 e di ivg, si sa mai che il proprio superiore non gradisca…