La pancia di mamma
Mamma è sempre più buffa, con quella sua pancia tonda che cresce. Alcuni bambini possono sviluppare un timore reverenziale di fronte a questa deformità e rifiutarsi di toccarla. Altri la abbracciano, la baciano, la fanno loro, perchè non la vedono come distinta da mamma, che ai loro occhi è sempre bellissima. Il Vikingo ha altalenato molto tra questi due sentimenti. Mi diceva spesso “Mamma, tu sei panciona” con evidente aria da presa in giro. Ha abbracciato la pancia, l’ha baciata, ci ha parlato facendo finta di parlare al bebè. Ma molto di tutto ciò era messa in scena. Se sentivo scalciare il bebè, invitavo il Vikingo a sentirlo con la mano. Ma puntalmente i calci smettevano, nonostante il Vikingo dicesse “si, si sente!” inscenando un sorrisetto di soddisfazione, per nulla diverso da quando mi sussurra “mamma, attenta, c’è un leone in cucina” mentre si aggira per casa con la sua torcia in mano.
Allo stesso tempo è stato molto curioso del bebè fin da quando ha ricevuto la notizia, tempestandomi di domande sulle sue attività: “dorme? E’ sveglio?”. Per evitare di dargli l’impressione che il bebè mi facesse male, non gli ho mai detto che mi dava calci o botte, e ho cercato di lavorare invece sulla sua fantasia. Dicevo che il bebè bussava nella pancia perchè voleva parlare con noi. A quel punto inscenavo un dialogo, a cui il Vikingo assisteva a bocca aperta. A volte prendeva lui l’iniziativa e bussava “toc toc! C’è nessuno li dentro?”
Altre volte era più timoroso, e quando gli dicevo di aiutarmi a mettere la crema lo faceva con un tocco delicatissimo, sfiorandomi appena.
Un giorno, quando sono arrivata all’asilo, ho trovato uno dei suoi disegni sull’apposita mensolina, apparentemente raffigurante un teschio. Gli ho chiesto un po’ preoccupata cosa fosse, e lui mi ha spiegato che il cerchio grande è mamma, con dentro la sua pancia. E nella pancia, provvista di gambe, ci sono il bebè più piccolo, e il Vikingo più grande. A questo punto ho iniziato a contenere a fatica le mie lacrimuccie di commozione. E le macchie di colore? Sono i capelli del Vikingo, del bebè e di….papà! Papà???
- Ma come, Vikingo, i capelli di papà stanno nella pancia di mamma?
- No, mamma, non nella pancia. Sulla pancia.
- Ah già!
E così la pancia di mamma ha assunto una connotazione primordiale: la pancia di mamma dà la vita, è punto di unione e contenitore dell’intera famiglia.
Bello no?
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beh…io piango commossa
Bello!!!
bello!!..beh! questo un po’ mi rincuora perchè quando io chiedo a Pucci (quasi 2 anni), se vuole un fratellino/sorellina mi risponde sempre: “NO!”…e io rimango un po’ male. Per carità la sua risposta è del tutto comprensibile…ma anche se sembrerà sciocco…sono molto preoccupata dell’impatto che potrebbe avere su di lei un fratellino. Il nostro rapporto ora è così esclusivo..così affettuoso..così equilibrato. La nostra famiglia ha trovato questa stabilità a tre così dorata che ogni tanto ho quasi il terrore di rompere. Del resto quando ho in braccio qualche pargoletto piccino di amiche Pucci prova dopo le prime coccole a stritolargli un piedino o la manina.
E allora viene naturale pensare..farò bene?? creerò l’infermo??
Comunque i motivi per i quali io vorrei un altro figlio sono questi:
1) Regalare a mia figlia un fratello per non doversi mai sentire “sola” (anche se un fratello non sempre ti può garantire questo)…visto che di tre zii nessun si decide a fare il cuginetto..e sarà così molto a lungo…
2) Regalarmi il sogno di una seconda gravidanza…perchè la prima è stata bellissima e comunque penso che la maternità sia un’eperienza faticosa ma meravigliosa.
3) Perchè più invecchio e più mi rendo conto che non c’è niente di più bello che avere una bella famiglia..perchè è l’unico vero fine che abbiamo nella vita…in questa vita di delusioni lavorative quotidiane..di valori perduti..di mostri dietro l’angolo….
Forse mi sono risposta da sola..ma ho bisogno di un po’ di contagiosa esortazione a buttarmi!! Che dite?? Mi butto??
Direi che non c’è altro da aggiungere… Se anche l’altro collaboratore alla creazione del figlio è d’accordo, si direbbe che è il momento di procedere!
La domanda vera è: visto che hai tutta questa voglia di un secondo figlio, come ti sentiresti tra qualche anno se non lo facessi? E se poi la tua Pucci ti chiedesse perchè non gli hai fatto un fratellino?
Ti sei già detta tutto da sola! Che aspettate? Coraggio. Il primo figlio è frutto di pura incoscienza. Il secondo è piuttosto un tentativo di suicidio mal riuscito. Alla fine il tutto è semlicemente un’avventura meravigliosa
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