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Il CerVello di mamma e papà

55 CerVelli di mamma e papà

il CerVello di mamma e papàIn una pigra domenica pomeriggio di qualche anno fa mi trovavo a passeggio con mio marito e mio figlio, allora quasi duenne, in quel di Stoccolma verso uno dei tanti parchi giochi sparsi per la città. Era una delle rare giornate di sole che offre il nord, e il parco era pieno di famiglie. Mentre ci apprestiamo ad entrare notiamo un gruppo di persone, tutte con una maglietta rossa, che si avvicinano ai passanti come a voler vendere qualcosa. Do una gomitata a GG e gli dico: “mi raccomando, we don’t speak Swedish!” classica tecnica adottata per evitare questo genere di venditori. Poi l’occhio mi cade sulla scritta: “offriamo lavoro a genitori di bimbi piccoli“. Mi sono subito detta che stavo capendo male, che c’era sicuramente il trucco. Mi sono fatta offrire il caffè da una simpatica signora in rosso, e le ho chiesto chiarimenti. Lei mi ha spiegato che la sua azienda, che si occupa di consulenza informatica, era in espansione, e cercava di assumere nuovo personale. “E lo cercate tra i genitori di bimbi piccoli?” ho chiesto incredula. Mi sono sentita rispondere che certo-che-si, perché è ben noto che i genitori hanno quelle caratteristiche che un’azienda come la loro apprezza in un lavoratore. Mi ha parlato di efficienza e di concretezza, che un genitore sicuramente deve sviluppare per poter portare avanti una famiglia, in cui l’imprevisto è all’ordine del giorno. Mi ha parlato di empatia, come una capacità utilissima quando si deve trattare con un cliente. E ovviamente di problem solving, di multitasking, e di flessibilità. E il modo in cui l’ha detto era talmente di ovvietà, come per dire “giusto te che vieni dall’Italia non le sai ste cose. Non è nemmeno da spiegarlo il perché!”.
Ecco a me invece mi si è aperto un mondo nuovo. Uno in cui le prospettive erano quelle giuste, quelle che io avevo maturato dentro di me da quando ero diventata madre.
Un mondo in cui diventare genitori è considerata una ricchezza anche per le aziende, e non una perdita di tempo.

In seguito ho trovato conferma di tutto ciò in un libro The Mommy Brain: How Motherhood Makes Us Smarter di Katherine Ellison di cui ho avuto modo di scrivere in un post il cervello delle mamme. In questo post, scritto in modo un po’ provocatorio, mi chiedo perché non aggiungere alcune righe al mio CV che indichino proprio tutto quello che ho imparato nei mesi di maternità, e che potrebbero essere d’interesse per un’azienda.

Il post ha riscosso un gran successo, ha generato interesse, e ha scaldato gli animi. E’ stato scelto per essere letto durante uno spettacolo teatrale (rif), ed è apparso tra le testimonianze al femminile sul blog di Donne Pensanti, dove ha riscontrato molto interesse.
E’ per questo che insieme a Donne Pensanti abbiamo pensato di dare corpo a questa iniziativa. Per diffondere questa idea e portare la società a riflettere su questo tema importante.

  • Dichiarare che un figlio NON è un intralcio ma anzi una ricchezza in termini di formazione personale, anche in ambito professionale
  • Far capire che si può conciliare lavoro e famiglia con orari flessibili che non castrino ne’ l’uno ne’ l’altro
  • Smettere di giustificarsi per il tempo “perso” in maternità/paternità

Da quando sono diventata mamma, mi sento più intelligente. Ho affinato skills che sono sicuramente molto ambite da molte aziende. E allora perché non posso scriverlo nel CV? Perché non posso considerare la mia maternità come un momento di crescita, anche professionale, da evidenziare magari in grassetto? E naturalmente questo vale anche per i papà!

E allora eccolo qui il mio CV:

Serena, ricercatrice
2009-2010 dieci intensissimi mesi di maternità

Durante questo periodo ho imparato ad esercitare le mie doti di pazienza fino allo stremo. Ho imparato a gestire conflitti, e ad osservare le cose da punti di vista differenti. Ho affinato le mia capacità di problem solver e sono diventata un campione di multitasking. Efficienza è diventato il mio secondo nome, e lavorare a progetti un modo di vita

E il tuo CV, cosa dice?

55 CV »

  • Lavoro: come cercarlo on e off line ha scritto:

    […] E ricordatevi che fra le vostre skills avete anche molte nuove competenze da aggiungere, come genitori, rispetto a prima della vostra vita nano-muniti! Non ci credete? Provate a leggere questo articolo di GenitoriCrescono: Il CerVello di mamma e papà […]

  • MaaM: un progetto su maternità e lavoro | genitoricrescono.com ha scritto:

    […] di un concetto di genitorialità come energia, potenzialità e crescita. Noi ne avevamo parlato ne Il CerVello di mamma e papà. Con MaaM questi concetti sono stati oggetto di studio e hanno trovato una forma per essere […]

  • Il cerVello di mamma e papà - Blogmamma.it ha scritto:

    […] La redazione di Blogmamma, sempre attenta alle esigenze delle mamme e al mondo che le circonda, non poteva non parlare alle sue fedeli lettrici di questa bellissima iniziativa, “Il cerVello di mamma e papà”, messa a punto da due donne, Silvia e Serena, mamme, lavoratrici e autrici del blog genitoricrescono. […]

  • harry ha scritto:

    Ciao, il mio nome è la signora Harry, voglio usare questa opportunità per condividere la mia testimonianza, mi è stata segnata con un uomo di nome Johnson, abbiamo vissuto felicemente per gli ultimi 8 anni non è un problema, un giorno, quando uscire con un amico è tornato tardi a casa molto ubriaco, quindi ero molto triste causa Non lo vedi nel modo prima, poi il giorno dopo mattina, ha detto che sta andando in ufficio, poi dopo qualche ora più tardi il mio amico mi ha chiamato i rispondere alla chiamata lei mi gridò che quello che sto facendo a casa quando mio marito è in camera d’albergo con un’altra donna, ero così scossa da qui che mi fido di mio marito con tutto il cuore che non sapevo che lui può fare una cosa del genere, dopo il giorno in cui è tornato lui basta cambiare automaticamente lo salutai lui non ha risposto al mio saluto mi ero perso di speranza, dopo due giorni più tardi, quando è tornato dal lavoro mi ha spinto fuori di casa con un machete, poi ho parcheggiato fuori di casa ho davvero, io amo mio marito con tutta l’anima mia vita e di cuore, non ho potuto resistere poi sono andato a casa di un mio amico che mi aiuti prego mio marito mi ha permesso di tornare, ma ancora eppure nessun modo, dopo 8 mesi stavo ancora pensando a lui perchè non riuscivo a dimenticarlo pensato nella mia mente, poi cerco un caster per aiutarmi a riportarlo indietro, ma so uno vuole aiutare me, ma solo per mangiare la mia denaro, fino a quando il mio amico mi introduce a una volta il dottor Lawrees un grande mago dalla accento Parigi d’Africa, che mi aiutano a portare mio marito, quando ho incontrato la prima volta mi ha detto che mio marito tornerà a me, ma l’ho fatto non credo perchè ho provato tante spell caster ma so modo, ha detto che lui è un uomo diverso che mi può aiutare ho detto va bene fammi gli do una prova davvero dopo che ho fatto con quello che lui mi chiede di fare il mio modo bel marito è venuto a casa mia con il suo amico mi implorando il perdono non ho altra scelta che di perdonare lui, da allora abbiamo stare insieme con l’amore, la felicità, la fiducia e molto di più, prego è necessario contattare quest’uomo ragione che egli è un vero e proprio mago egli è grande, si prega di contattare la sua e-mail è: lawrees24hrspellhome@gmail.com prega di reale bisogno di contattare lui.

  • Viola ha scritto:

    Viola, giornalista

    28 anni e 2 mesi di maternità

    In questi due mesi ho capito come ottimizzare al meglio il tempo per far conciliare vita privata e professionale. Fino agli ultimi giorni prima del lieto evento ho lavorato con passione, stessa cosa che ho ripreso a fare già da qualche giorno con piccole collaborazioni da casa.

    Peccato, però, che il mio posto in redazione sia stato occupato da una collega senza pargoletti…

  • Alessandra ha scritto:

    Alessandra, 29 anni, musicista ed insegnante

    Sono mamma da 3 mesi, e questa è probabilmente la credenzialità più rilevante del mio C. V.
    Non perchè il resto non valga nulla, anzi, ma perchè dalla gravidanza in poi sono maturata più che in tutta la mia vita.
    Anni di studi con ottimi risultati, concerti portandomi la mia arpa a destra e sinistra, situazioni di stress e forte impegno superate al meglio, classi e classi di allievi anche piccolissimi a cui fare amare la musica e soprattutto far comprendere giocando concetti anche difficili…e poi? Poi il resto del tempo lo passavo a sentirmi dire di fare figli il più tardi possibile, che poi col mio lavoro non ce l’avrei più fatta e mi sarei rovinata…NON CI HO MAI CREDUTO!
    Anzi, se ho aspettato 29 anni è stato solo perchè io e mio marito abbiamo aspettato un pelo di stabilità economica in più, ma ne ero sicura, un figlio non mi avrebbe ostacolata, bensì dato nuova vita.
    Così è stato, sia per me che per mio marito: ogni giorno, anche se incasinato, difficile, lungo e faticoso, è affrontato con un sorriso e dedicato alla nostra piccola e profumata creatura.
    Stefano ci ha dato nuova speranza per il futuro, nuova energia e coraggio, creatività ed intraprendenza…grazie a lui mio marito si lancia nell’aprire un’azienda (suo sogno da sempre) e io ho ritrovato stimolo nei miei mille impegni quotidiani, che con un po’ di impegno e flessibilità si incastrano perfettamente con un figlio!
    Viva i figli, viva i genitori pensanti e viva la vita !

  • Diana ha scritto:

    Diana, 35 anni, mamma da 16 mesi+9, sociologa
    L’evento più straordinario che mi sia capitato, la mia piccola ha rivoluzionato la mia vita e anche quella professionale.
    Al rientro dalla maternità accoglienza terribile al lavoro, fino a quel momento credevo che non fosse possibile, eppure è capitato. Niente più incarichi di responsabilità, nessuna titolarità di progetto, come se le mie competenze si fossero azzerate di botto.
    Così a testa bassa, come una capretta pronta a caricare chi le sbarra la strada, riprendo il mio lavoro come se fosse il mio primo giorno. Prima non avrei mai pensato di poter sopportare una situazione simile ma ora c’è lei, cambiano le priorità ma resta la passione per il mio lavoro.
    E allora si imapara a mediare, a risolvere gli imprevisti quotidiani, a svolgere il proprio lavoro bene e in metà tempo, ad essere tolleranti e pazienti, ma soprattutto sicura di potercela fare!

  • MARICA ha scritto:

    Marica,34 anni modellista d’abbigliamento.

    Bellissimi 9mesi dopo i quali e’ arrivato il nostro “orsetto”+10
    nei quali ho imparato che dare la vita a qualcuno e’ bellissimo,e dove ho aquisito:

    *una forte capacità relazionale/grande passione, entusiasmo e motivazione per ciò che faccio/cerco di dare sempre il meglio di me e migliorare ogni giorno/esagerata dose di immaginazione e creativita’/forte adattabilità/capacità decisionale: mi assumo la responsabilità di azioni, decisioni e risultati.
    /mi metto in discussione e cerco di imparare e migliorare continuamente/esperta di comunicazione non verbale e non/conoscenza approfondita sull’argomento gravidanza/puericultura/prima infanzia/omeopatia/esperta in valutazione dei rischi e analisi delle alternative/Il successo e il benessere del mio “team” vengono prima del mio interesse personale sempre e comunque

    Ad oggi mamma part-time,dove al lavoro i problemi arrivano sempre nell’ora in cui dovrei staccare e andare via…..con dei capi super maschilisti dove con le mie 6 ore sono una 1\2 lavoratrice,a cui non dare mansioni importanti.
    Vorrei tanto una legge che tutelasse di piu’ noi donne lavoratrici,e soprattutto vorrei dei lavori che valorizzassero di piu’ le mamme concedendo piu’ orari flessibili senza per forza sentirsi in colpa per questo.

  • Il CerVello di mamma e papà ha scritto:

    [...] non avete idee potete lasciarvi ispirare da qualcuno degli esempi sulla pagina del CerVello di mamma e papà. Se invece avete mille idee potete aiutarci aggiungendo anche la vostra testimonianza. 2. L’8 [...]

  • Mafalda ha scritto:

    eccomi anch’io!!!
    claudia, oggi recruiter 35 anni fino al 2007 votata al lavoro. Poi sono rimasta incinta e ho perso il primo bimbo e lì ho capito che inventavo solo storie per non prendere in mano seriamente la mia vita.
    Giugno 2008 resto incinta di Puzzola..il vitello di 4,5 kg nasce a febbraio e io passo le giornate a guardare solo lui..mi sembra di vivere una vita parallela..siccome la mia ex attività (ero responsabile della filiale) includeva una buona dose di trsferte con la macchina decido di chiedere il pt. “ma certo che ti diamo il pt..ma a termine e lasci la direzione dell’ufficio e ti metti a fare la recruiter!”
    “E chi se ne frega!!”, rispondo io. Mi godo mio figlio per un anno intero e quando rientro al lavoro dopo 2 mesi sono di nuovo incinta di Strillona.
    Da quando sono mamma non solo si sono amplificate le competenze di cui già avete parlato tutte: problem solving, multitasking, gestione del tempo e delle priorità ecc. ecc.. ma soprattutto io sono diventata più sicura di me, combattiva, tenace, flessibile, più generosa e anche più socievole!

  • Venusia ha scritto:

    Eccomi: Maddalena, ex-ingengere, impiegata in azienda informatica.

    Mamma di due PiccolePesti di 6 e 3 anni, in questi 6 anni + 9 mesi di pancia ho imparato l’arte dell’equilibrismo, della pianificazione e dell’organizzazione del lavoro, del raggiungimento degli obiettivi in metà tempo, della conciliazione, della delega ed altro ed altro ancora. Vorrei potervi raccontare qualcosa di positivo, ma…
    Dopo la prima maternità tolgono una risorsa dal mio team. Dopo la seconda maternità la mia collaboratrice che mi ha sostituito si tiene con la complicità del mio capo metà del mio incarico. La vita vuole che mio figlio si ammali gravemente ed io resto a casa con lui per un anno. Al mio rientro vengo ulteriormente demansionata e relegata sotto un altro reponsabile (donna senza figli e dedita ad orari impossibili in ufficio). Che dire…vorrei davvero far qualcosa per noi donne, mamme, mogli, lavoratrici e assolutamente sottovalutate dalle aziende e dalla società che non riconosce il nostro ruolo e le nostre capacità!

  • MammaPerSempre ha scritto:

    Ciao a tutte le colleghe mamme!Sono una Recruiter , ho 35 anni e 3 bellissime figlie (di 8 e 6 anni e l’ultimo splendore di 15 mesi).
    Dopo le prime due maternità (8 mesi + 8 mesi ) mi sentivo davvero a “pezzi” sul lavoro, davvero mi sentivo di aver rubato qualcosa e la mia autostima viaggiava a livelli sotterranei. Poi ho capito che non avevo tolto niente a nessuno, anzi avevo arricchito l’universo e che potevo e posso tutt’ora vantare 10 marce in più di prima delle maternità. E quindi ho fatto un’altro figlio, anzi figlia, e stavolta ho fatto addirittura 12 mesi di maternità, che sono stati i più belli perchè vissuti al massimo della gioia e della serenità.
    Pertanto il mio cv:
    - ottime e rapidissime capacità di puntare all’obbiettivo e di concentrarmi;
    - sviluppate attitudini multitasking;
    - empatia ai massimi livelli;
    - gestione dei conflitti;
    - capacità di individuare il “bambino” che c’è negli altri;
    - soprattutto, tolleranza, tanta tolleranza agli imprevisti e ottime capacità di problem solving;
    - ottime capacità organizzative e di “economia” di spostamenti e di energia.
    Infine, senza vanto, penso di essere fisicamente anche più bella e in forma e più giovane di 10 anni fa!

  • gekina73 ha scritto:

    Niente CV ma un consiglio leterario…
    Neuro-mania. Il cervello non spiega chi siamo

    Neuroeconomia, neuromarketing, neuroestetica, neuroteologia…: si affacciano oggi sulla scena nuove e sempre più fantasiose discipline frutto del cortocircuito tra saperi antichi e scoperte recenti sul funzionamento del cervello. Sui media proliferano articoli divulgativi, corredati da foto a colori del cervello, che ci mostrano il luogo preciso dove si sviluppa un certo pensiero o una certa emozione, facendoci credere che sia possibile vedere direttamente, senza mediazioni, il cervello al lavoro. Ma le cose stanno veramente così? Questo volume, scritto da due studiosi di psicologia e neuropsicologia, discute alcuni luoghi comuni associati alla relazione mente-corpo, cervello-psiche, natura-cultura, mettendoci in guardia dalle ricadute culturali che un uso distorto delle possibilità aperte dalle nuove e potenti tecnologie di neuroimmagine può comportare.

  • Il cervello delle mamme : OVS Kids ha scritto:

    [...] è stato proprio questo libro ad ispirare una delle più importanti iniziative di Genitoricrescono: Il CerVello di mamma e papà, con la quale si invitano tutti le mamme e papà a inserire e valorizzare nel loro curriculum vitae [...]

  • E' uscito Il cervello delle mamme | genitoricrescono.com ha scritto:

    [...] qualche mese fa e da quel post è partita una delle più importanti iniziative di genitoricrescono: Il CerVello di mamma e papà. Rizzoli deve aver sentito parlare della nostra iniziativa, perché ha ritenuto opportuno tradurre [...]

  • Giusy ha scritto:

    Eccomi,
    40 anni, una neonata di 5 mesi e mezzo, che credo di poter definire “amplificata”

    Io, project manager e software engineer con laurea in Matematica da 13 anni (come Lisa.. hai per caso frequentato a Bari??)

    Sede di lavoro principale: Università di Savona-Liguria
    Sede mia di lavoro: Centro di Geodesia Spaziale di Matera – Basilicata
    Sede di lavoro da mamma: Puglia

    In ballo tra 3 regioni, credo di poter dichiarare, senza timore, di aver sviluppato notevoli doti di multitasking spazio-temporale

    Guido l’auto meglio di un pilota, macino centinaia di km in un giorno e posso essere operativa al pc in 10 secondi netti dopo la chiusura dello sportello auto
    Innegabili capacità di gestione dell’emergenze – nelle alluvioni , (il mio lavoro) , e nelle esondazioni sia di fiumi, sia della piccola marmotta appena nata
    Problem solving in tempo quasi reale,date le distanze
    Tenacia, resistenza e molta, moltissima pazienza: sono giunta alla vittoria del sonno con il metodo Pik-up\Put down in 5 giorni- con numerose ricadute, mantenendo nervi saldi anche quando non vi erano più possibilità

    Dimenticavo: gestisco anche due gatte e la cosa vi assicuro non è trascurabile.. e non ho una colf !!

  • Annabarbara ha scritto:

    Annabarbara, 39 anni, buyer per una multinazionale americana.

    I negoziatori più agguerriti che ho affrontato? I miei figli di 7 e 3 anni. Tutti i giorni e per ogni cosa.

    Quando sono rientrata dalla seconda maternità mi hanno chiesto come pensavo di continuare a lavorare con due figli. La mia risposta è stata che i figli non rendono deficienti, ma più efficienti.

  • Come nasce un sito : OVS Kids ha scritto:

    [...] Circa un paio d’anni fa, un’amica di brevissima data, mi disse: “Ho intenzione di fare qualcosa su internet“. Non so bene perchè, ma le risposi: “Beh, quando decidi cosa, fammelo sapere…” Con quell’amica, che oggi è la mia “socia” Serena nell’avventura di genitoricrescono, avevamo iniziato, un po’ di tempo prima, a parlare del temperamento dei nostri figli. Avevamo entrambe a che fare con due “strani” bambini, che sembravano amplificare ogni loro reazione, che rispondevano sempre in modo estremo ad ogni stimolo, che sembravano contenere un’energia esplosiva costante, che avevano dei ritmi sempre accelerati. Allora ci venne in mente la definizione di “bambino amplificato”, che poteva tradurre la definizione inglese “spirited child“. Ero alla ricerca di una spiegazione a quello strano modo di essere sempre amplificato di mio figlio, che andasse al di là del fatto che io fossi una mamma assolutamente incapace ed inadeguata: il confronto con Serena fu determinante. Capire che i caratteri amplificati di mio figlio fossero stati identificati, catalogati, insomma che esistevano nella realtà e che non erano una mia fantasia, mi ha permesso di rilassarmi. Condividere l’esperienza mi ha tranquillizzata. Da li, insieme a Serena, abbiamo iniziato un percorso di informazione personale e di condivisione di esperienze, che è sfociato ed è cresciuto sempre più in genitoricrescono.com. I temi trattati si sono moltiplicati per toccare molti aspetti della vita delle famiglie e del rapporto tra genitori e figli, a tutte le età. Abbiamo organizzato la nostra attività intorno a diversi temi da svolgere ognuno nel corso di un intero mese, per trattarne tanti diversi aspetti. Abbiamo creato un semplice sistema per aggregare altri blog intorno ai temi del mese, con il progetto blogstorming. Abbiamo chiesto ad amici blogger di scrivere per noi guestopost, perchè le voci si moltiplicassero. Abbiamo creato la valvola di sfogo per le crisi dei genitori con genitorisbroccano. Abbiamo sostenuto che essere genitori è un valore aggiunto alla persona e va manifestato anche sul lavoro, con il progetto il CerVello di mamma e papà. [...]

  • mammatendenteallinfinito ha scritto:

    Stefania, impiegata

    Feb-Nov 2004 maternità a casa per periodo di disoccupazione: ho imparato a gestire conflitti (interiori ed esteriori) meglio di chiunque altro e a riconsiderare tutte le mie convinzioni ribaltando i punti di vista (la coerenza non è un valore assoluto), relativismo strategico.

    Marzo 2005 trovo lavoro nonostante tutto in un posto ai limiti della decenza: improuving di risorse inaspettate, quali previsione di ogni possibile scenario, empatia.

    Dic 2005 ad oggi psicologia applicata età evolutiva,problem solving misurabile in millesimi di secondo,medicina (tutte le specializzazioni), creatività, arte del negoziato, ottimale gestione del tempo e dei soldi, nel frattempo altra maternità 8 ad oggi in cui sto affinando quanto acquisto e imparando more&more

  • Lisa ha scritto:

    Lisa, project leader e software engineer, una laurea in matematica, 13 anni di esperienza di cui 8 mesi x 2 di maternità e altri 6 mesi x 2 di lavoro da casa.
    Questo post l’avevo letto tempo fa ma non ero riuscita davvero a convincermi di essere una lavoratrice migliore di prima. Ma è stata una sfida e domenica scorsa mi sono messa d’impegno per capire che skill poter aggiungere al mio cv. Un po’ lungo da raccontare, quindi ci ho scritto un post (http://delpapallo.wordpress.com/2010/07/05/competenze-lavorative/) che però temo dovrò riassumere per metterlo in cv. :-)

  • Nuvola ha scritto:

    Quasi 34 anni e 2 pargoli. Lavoro nel mondo della comunicazione e da quando ci sono rendo di più e, cosa importante, nel minor tempo di prima. Ho subito tanti castighi da quando ho deciso di diventare mamma ma ne sono uscita più forte e più motivata ad andare avanti.I figli ti insegnano il valore del tempo e soprattutto a come ottimizarlo al meglio. Ti insegnano a distribuire le energie nell’arco della giornata e a rimanere lucido anche alle 3 del mattino quando li culli con le tue ormai amiche occhiaie. Oggi nel mio Cv metto anche questo,questa energia sovrumana che tiri fuori quando devi gestire prole, quotidianità varia e te stesso. Ho parlato di questa iniziativa fantastica nel mio ultimo post. La sposo in pieno perchè ci credo davvero.

  • Marta ha scritto:

    Ciao, ho 33 anni ed ho 3 figli (4 e 5 anni le bimbe, 6 mesi l’ultimo). Ho sostenuto l’esame di avvocato (scritto e orale) quando le bime avevano 1 e 2 anni. E’ stat dura, ma loro mi hanno dato una forza ed una detrminazione uniche. Ho fatto l’acrobato per anni, studiato come un’ossesa durante tutti i loro riposini, rubato ore al sonno già scarso, ma il risultato ottenuto con tanti sacrifici è stato grande. Tuttora lavoro perchè posso contare sui nonni che mi tengono il piccolo durante tutte le mattine. Ho la fortuna di lavorare in proprio e decidermi gli orari.
    Non ho un cv ma vi vorrei mandare un elaborato (breve, sono solo 12 pagine) che ho scritto dopo la nascita della mia seconda figlia, in occasione di un concorso sulla creatività femminile, donna e lavoro. E’ una proposta su come conciliare maternità e lavoro e su come redistribuire i carichi familiari in famiglia creando nel contempo opportunità di lavoro pr le donne (e non solo). Vi va di leggerla? L’essere mamma mi ha stimolato a cercare soluzioni ai problemi della nostra società, mi sono tirata su le maniche come non mai, non so se l’avrei fatto senza bimbi. Forse sì, perchè credo che molto risieda nel carattere, ma forse tutte le mie energie avrebbero preso un’altra direzione.
    Complimenti per il vostro progetto.
    Ecco il sito dove è pubblicato il mio lavoro:
    http://www.libreriadelledonne.it/Stanze/Lavoro/Documenti/house_benefit_santin.pdf

  • supermamma ha scritto:

    ho letto il post che hai scritto per la casa nella prateria mi ha colpito quando hai scritto che i figli dovrebbero essere una risorsa e non una discriminazione. da me a sorrento ti dicriminano già quando ti sposi perchè poi pensano che fai figli…ottima l’idea di dividere i congedi tra papà e mamme ma credo che l’italia abbia un’idea ancora troppo misogina in questo campo i figli sono della mamma…e quindi le donne con prole vengono escluse dal mondo del lavoro o declassate

  • Elle ha scritto:

    Ciao,
    leggo da un po’ di questa iniziativa, che mi sembra molto bella e innovativa.
    Un po’ in ritardo, ecco anche la mia storia!
    Il mio percorso è un po’ diverso, perché avendo sempre lavorato con bambini – come insegnante, istruttrice di nuoto, babysitter, organizzatrice di feste di compleanno da Mc Donalds – certe “attitudes and skills” erano già presenti in partenza – almeno sul curriculum : )
    Ho comunque un’ esperienza molto positiva in merito, che ho voglia di raccontare e di non dimenticare. Sono rimasta incinta al penultimo anno di università, poi mi sono laureata comunque nei tempi previsti, proprio io che avevo cambiato indirizzo di studi mille volte, mai troppo convinta di stare facendo la cosa giusta: il miracolo è avvenuto in parte grazie ai salti mortali di mio marito, in parte grazie alla presenza della piccola che mi ha portata a concentrarmi su quello che facevo e a non perdere di vista i motivi per cui studiavo più di quanto non avessi mai fatto prima.
    Freschissima di laurea ho iniziato a cercare lavoro. Non avevo scritto sul cv di essere mamma. Non saprei dire perchè, ma l’avevo omesso.
    Durante la terza intervista è saltato fuori, in modo del tutto non programmato. L’ intervista aveva toni molto rilassati, le facce della direttrice e vice direttrice erano amichevoli, distese, e così quando mi hanno chiesto quanto pensavo di rimanere nella città in cui viviamo, Londra, io ho risposto: “Almeno qualche anno: mi piace l’ idea che mia figlia cresca qui, che assorba quello che questa città ha da offrirle.”Ops. It slipped through.
    Da lì abbiamo iniziato a parlare di come la forte presenza di bambini renda questa città un posto migliore, più allegro e vivibile, e di che tipo di vantaggi e svantaggi possano trarre i piccoli dal crescere in una metropoli. E di cosa possa rappresentare la scuola in una realtà come questa, come dovrebbe equipaggiare i propri alunni, quali dovrebbero essere le priorità.
    E’ andata a finire che sono stata assunta il giorno stesso, con contratto a tempo indeterminato, come insegnante in Year 1, proprio l’ età a cui miravo.
    Sono abbastanza sicura che Mrs M., la mia direttrice, mamma anche lei di tre ormai grandi, abbia valutato positivamente l’ idea che avessi sulle spalle la responsabilità di crescere una figlia, con tutta la gioia, l’ ansia, la frenesia e le abilità acquisite di cui sopra che questo comporta.
    Le buone sensazioni che avevo avuto durante il colloquio sono poi state confermate, e, con qualche inevitabile ups and downs, la scuola si è rivelata un buon posto dove lavorare, sia in termini di rapporto con la staff che con i bambini.
    Ecco qua: mi piace pensare le cose si stiano muovendo in questa direzione, in Inghilterra, in Italia, altrove. So che in realtà il riconoscimento dell’identità di genitore come un valore aggiunto sul mercato del lavoro è un traguardo ancora lontano, ma è importante che si diffonda piano piano una presa di coscenza in merito, sia da parte dei datori di lavoro che degli impiegati. Non ne sono sicura, ma da quel che sento e leggo mi pare che le cose si stiano muovendo in questo senso. Chiaramente, non aiutano gli interventi alla marystar gelmini, che indicano come soluzione ottimale il ritorno al lavoro dal giorno zero, implicando un giudizio del congedo maternità come tempo perso – che tristezza. Se non altro, la sua intervista ha avuto la conseguenza di suscitare riflessioni in merito molto più equilibrate e – uhm – sensate (“sensible”?).

    Grazie ancora per questo spazio di condivisione e riflessione!
    Elle

  • ottaviano ha scritto:

    ottaviano, 38 anni, medico specialista in psichiatria, psicoterapeuta.
    ho lavorato per molti anni nell´ambito dei disturbi mentali gravi: attivitä estremamente impegnativa in termini di carico soggettivo(emotivo, relazionale) ed oggettivo (molte ore di lavoro: giorno, notte, feriali, festivi…).
    due anni fa ho dovuto lasciare il lavoro che amavo visceralmente per iniziare una attivitä che mi permettesse di dedicarmi al mio bimbo.
    oggi lavoro nell´ambito delle dipendenze legali( patologie alco-correlate, tabagismo, gioco d´azzardo). e´un lavoro altrettanto impegnativo sul piano del carico soggettivo, e tuttavia
    la mia esperienza di padre mi aiuta ogni giorno a dare una collocazione alla sofferenza dei miei pazienti e delle loro famiglie a partire da un vertice osservativo che prima non avevo.
    ho rispolverato antichi interessi ricominciando ad occuparmi di ricerca clinica.
    l´arrivo della cicogna ha certamente dato valore aggiunto alla mia professionalitä, e fra un mese ne arriverä un´altra, di cicogna. aiuto! opsss..:)

  • Rossella ha scritto:

    Traduttrice e mamma-bis (1 bimbo di 6 e 1 bimbo di 2 anni)

    La maternità è stata un’esperienza unica, ha davvero ribaldato le priorità… per non parlare del concetto di stress e fatica.
    14 mesi di notti insonni col primo e 18 mesi col secondo hanno forgiato una donna stanca ma pronta e sempre all’erta.
    Per non parlare del multi-tasking, davvero si impara a fare e pensare anche nelle condizioni più estreme…

  • luci ha scritto:

    Stavo seguendo questa iniziativa, pensando a come divulgarla tra i colleghi educatori, ed ecco che la Cooperativa Sociale ci richiede un aggiornamento del CV, quale occasione migliore per parlarne? ho contattato la Cooperativa (via mail, per ora sono ancora in maternità) lasciando il link del “CerVello di mamme e papà”, e chiedendo di diffonderlo tra gli altri educatori, (lavorando nel sociale, e quindi con, e per, bambini con handicap e disagio, le competenze acquisite come genitori rappresentano di sicuro un valore aggiunto incalcolabile!), ora spero che la cosa prenda piede ed abbia l’attenzione che merita! Complimenti, è un’iniziativa rivoluzionaria!

  • acasadiclara ha scritto:

    clara, media and communication senior planner

    10 anni di studi universitari e post-laurea in archeologia ai quali sono seguiti senza soluzione di continuità oltre 10 anni in agenzia di pubblicità
    nel frattempo:
    10 anni di family team building
    – allenamento al multi tasking, al problem solving a qualsiasi livello e agli imprevisti
    – forte esperienza in family-friendly travel organization
    – eccezionale capacità di adattamento alle esigenze delle diverse fasce di età (i miei due figli hanno attualmente 7 e 3 anni)
    – capacità di valorizzare il poco tempo a casa con i miei figli e a gestire da fuori figli, nonni, marito e amici
    – battuto il record di percorrenza casa-scuola, che nemmeno schumacher
    - capacità di gestire due diavoletti dall’alba al momento in cui mettono piede a scuola e arrivare in ufficio sorridente e apparentemente meno stanca di chi si è svegliato solo un’ora prima
    – esperienza in cucina per bambini, torte decorate per compleanni, gestione di feste e pranzi per famiglie, organizzazione di gite, castagnate, visite a musei, partecipazione a laboratori, campus estivi e affini.

    Ai miei colleghi propongo stage gratuiti (si fornisce vitto e alloggio) per sperimentare da vicino la vita emozionante di una media famiglia italiana.

    Per il momento nessuna adesione.

  • Lorenza ha scritto:

    Lorenza, 36 anni, economista.
    Mamma di Matilde, AKA Piccola Peste.
    La maternità mi ha insegnato a rispettare le opinioni degli altri, anche se a esprimerle è un soldo di cacio urlante.
    Ho avuto la conferma che non sempre si può prevedere tutto e ho affinato la mia capacità (sviluppata in anni di lavoro come analista economico) di creare scenari di previsione.
    Ho capito l’importanza di avere sempre un piano B (e un piano C, D, E, F…).
    Ho potenziato l’abilità a lavorare sotto pressione con deadline stringenti, o meglio imprevedibli, a svolgere più mansioni contemporaneamente, a essere sempre all’erta.
    Una mamma a un agente del Mossad gli fa un baffo.

  • Valewanda ha scritto:

    Valentina, avvocato, un figlio “grande” di quattro anni, due figli piccoli di due.
    Fino al 2006, spensierata trentenne in carriera senza le minime doti di pazienza e managerialità.
    Dal 2006 al 2008, mamma di Mattia, allegro, sorridente, dormiglione, ma decisamente scatenato, preciso fino allo sfinimento, capace di innervosire anche un santo. Conseguente sviluppo da parte mia di eccellenti capacità di gestione dei conflitti, pazienza, collaborazione.
    Dal 2008, mamma anche di Tommaso e Riccardo, due allegre canaglie che corrono per la casa. Conseguente ulteriore sviluppo di enorme pazienza, autocontrollo e, sopratutto, propensione al lavoro di squadra.

  • susanna albertini ha scritto:

    Io ho sempre lavorato moltissimo. Ho una mia azienda di new media design.

    Con mio figlio ho messo in pratica lati dimenticati di me. Ho incominciato a creare progetti creativo-manuali assieme a lui e, dopo qualche anno, ne è nata una collana di libri che ora sono in libreria.

    Qunidi non solo nuove capacità, ma un nuovo lavoro (forse), comunque nuove divertenti prospettive ;-)

    ho un blog, se volete vedere cosa facciamo http://www.creareinsieme.info

  • Margherita ha scritto:

    Margherita, traduttrice e redattrice freelance
    Mamma da 27 mesi

    Con una figlia insonne, ho imparato a lavorare alla massima concentrazione anche quando sono stanchissima; sono diventata più veloce (ma non meno accurata) perché il tempo stringe, stringe sempre; tra la gestione della casa, del lavoro e della famiglia mi sono specializzata in problem solving e multi-tasking. Soprattutto ho imparato a gestire i conflitti e lo stress.

  • Bietolina ha scritto:

    Sara
    mamma di un nano 9 mesi e visto che non le basta…continuo a fare l’educatrice di nido…

    Quando ho scoperto di aspettare Ale… mi son sentita subito tagliata fuori dal mondo del lavoro visto che avevo un contratto a tempo determinato e visto che cmq il mio lavoro mi obbligava ad una maternità anticipata …
    La coop per la quale lavoravo …non mi ha piu’ cercata nonostante la disponibilità data ..adducendo scuse….

    Ho ripreso a lavorare che ALe aveva 5 mesi…ho colto una palla al balzo, sostituisco a mia volta una matarnità…

    In questi mesi di lavoro ho ridimensionato la mie priorità
    ho imparato ad averne altre…
    Ho imparato a mettermi nei panni delle altre mamme
    a godere appieno delle ore passate in famiglia a scapito della casa, seppur nuova

    Sicuramente sono capace di lavorare in equipe :) e a fare formazione ai neo genitori :P ho “allevato ” un abile educatore…il mio compagno!

  • smurzy ha scritto:

    Ale, mamma di Pulcino, 15 mesi, giornalista che si ricicla come impiegata.

    da quest’esperienza ho imparato a dubitare su tutto, prima di tutto su me stessa e il mio modo di accudire mio figlio!
    genitori, suocera e affini docet. fino a quando – di forza – dopo un lungo periodo di depressione post partum che, sebbene non fortissima ha molto minato le mie sicurezze e la mia serenità e quella del pulcino mi sono ripresa di forza il controllo della situazione, annaspando tra il piccolo (che è uno duro!), le ingerenze alle quali non mi posso totalmente sottrarre perchè – tornata a lavorare – ho assoluto bisogno dei nonni!
    il risultato, invece, è stato che il mio istinto si è suoer affinato: percui se mio figlio piange tantissimo e gli sta spuntando un molare e tutti dicono che è quello, io sola riesco a distinguere e capisco che è la 4° otite in 3 mesi, se sta con 3 nonni a giocare e io torno da lavoro come entro dalla porta mi accorgo che ha la febbre, mentre a loro il dubbio non è venuto neanche!

    problem solving e flessibilità e cioè:

    come sopravvivere a un cucciolo irrequieto e vivacissimo, 3 nonni anzianotti, una cognata strega, un ritorno a lavoro con sorpresa (demansionamento!) e una ristrutturazione con trasloco imminente!!
    GIOIENDO A TUTTE LE SUE PICCOLE MA ENORMI CONQUISTE

  • kika ha scritto:

    Francesca, Web Master.
    Dal 1967 al 2007 ho cercato di capire. Laureandomi prima in “Filologia delle seghe mentali” , successivamente, con una tesi dal titolo “Da Bridget Jones a Carla Bruni in 8 mosse”, specializzata in “Scienze delle paranoie e dell’autostima”.

    Nel mese di agosto 2007 invece ho cominciato a vivere. e sono nata il 25 parile 2008, assieme a Lorenzo, il mio amatissimo “nano” dagli occhi blu.

    Durante lo “stage” formativo (agosto 20’07-aprile 2008) ho sperimentato cosa sia l’essere al centro del mondo per parenti e amici, e come il baricentro cambi improvvisamente da un giorno all’altro, in base al liquido amniotico che circola nel nostro corpo.

    Dal 25 aprile sono finalmente sta awsunta atempo indeterminato anche se da “sp9ina” i primi sei mesi sono stati di urla notti insonni pannolini e ninne nanne ininterrotte.
    Poi mi hanno cambiato d’ufficio e sono andata per lo piu’ in cucina e dal seggiolone le cose sono migliorate piano piano.
    Ora l’autonomia è pari all’uso continuato della scopa elettrica e dello scottex, ma ne vale la pena perchè il ditino sulla guancia e il “buonoooo mammmaaa” sono cose impagabili, che a Vissani gli fanno una emerita p….

    to be contnued..

  • prez ha scritto:

    Ciao a tutti,
    sono una quasi mamma e trovo questa vostra iniziativa molto carina e per questo motivo ho pubblicato un post sul mio blog per pubblicizzarvi e invitare alla lettura del vostro sito.

    questo tema mi sta molto a cuore. Devo dire che rispetto a molte mie coetanee sono fortunata poichè posso dire di essere trattata molto bene da capi e colleghi in questo periodo cosi bello e delicato della mia vita. Per fortuna le aziende sono fatte di persone. Conosco molte amiche che sono state soggette a vero e proprio mobbing.

    Tuttavia pare che questa mia nuova condizione possa precludere riconoscimenti per il lavoro svolto fino ad ora…ben venga quindi questa iniziativa: le mamme lavoratrici non sono inaffidabili ma andrebbero premiate perchè si fanno sempre in quattro per tutto!!!

  • Michele ha scritto:

    Michele, Family CEO.

    Coordino i progetti di 4 figli di 15, 13, 11 e 9 anni. Ottime capacità decisionali, problem solver, strategy manager. Sono in società con Silvia (ovviamente socio di maggioranza). La crisi adolescenziale sta incrinando i successi fin qui raggiunti dalla nostra società, ma i nuovi piani strategici ci consentiranno di superare questo periodo difficile.

  • Barbara ha scritto:

    Barbara 37 anni assistente studio professionale

    mamma gemellare, DOPPIA in tutto nelle problematiche e nelle risoluzioni

    Esperta nello sfruttare le risorse della “rete” per approfondire le conoscenze su argomenti di vario interesse.
    Studi di psicologia infantile mediante autocontrollo e pazienza
    Aperta al dialogo, maggiore attenzione nell’interagire con il prossimo e problem solving
    Acquisita maggiore esperienza nel valutare il profilo delle persone che mi circondano.

  • Valentina ha scritto:

    Eccomi qua…

    Valentina: informatica ed educatrice

    Sono molti anni che faccio la mamma, prima di mio fratello e della mia stessa mamma e poi….di mia figlia.

    Nel 1981 mi sono trovata ad affrontare una difficile situazione familiare.
    In questa situazione io (che facevo la prima superiore) ho iniziato oltre che a fare la studentessa a lavorare e ad occuparmi della famiglia.
    Non pecco di poca umiltà, ma credo di aver avuto una buona capacità di gestione delle emergenze, di organizzazione nonché di adattamento.
    Mi sono poi iscritta all’università nel 1985-86 e mi sono laureata in matematica nel 1996
    In questi anni oltre a continuare a lavorare con più frequenza e con orari piu lunghi, mi sono trovata a dover affrontare delle altre problematiche personali, quali il matrimonio, il trasferimento in un’altra regione e poi la separazione-divorzio-annullamento e di conseguenza due traslochi.
    Ritengo che anche questa esperienza mi abbia fornito delle buone capacità.
    Di gestione innanzitutto, poi di autocontrollo, di “multitasking”, di coordinamento temporale e materiale.
    Nel agosto 2006 sono diventata mamma e attualmente svolgo un lavoro part-time.
    L’esperienza della maternità “di pancia” mi ha fatto ancora una volta affinare le mie capacità gestionali e mi ha fatto anche acquisire delle nuove capacità: la pazienza, la capacità di delegare, il lavoro per obiettivi, la velocità con cui si elabora una strategia e si prende una decisione, l’adattabilità, la capacità di pianificazione e la capacità di discernere le cose urgenti da quelle che non lo sono.
    Inoltre mi ha fatto rimetter in gioco per quanto riguarda le mie conoscenze.
    Sono di natura una persona che ha molti interessi, che ama leggere e aggiornarsi e anche in questa “avventura” di vita, mi sto documentando al meglio.
    Inoltre sto affinando le mie doti di educatrice (che dico la verità sarebbe stato il lavoro dei miei sogni), portando la mia bimba e le sue amiche in ludoteca, biblioteca, al parco, ai musei…..
    insomma credo di aver acquisito moltissimo da tutte queste esperienz e di vita che riportano tutte in un certo senso alla maternità….

  • alem ha scritto:

    Ale 35 anni, impiegata

    2005-2008 master ad honorem dopo 3 anni di fecondazione assistita in ginecologia applicata, con indirizzo in lingua fiammingo-francese

    2008 otto lunghi mesi di maternità allettata, con approfondimento su tutta la letteratura per bambini. Acquisizione di gran capacità di cestinare libri assolutamente inutili e tiranni.

    2008-2010 approfondimento della maternità, con rientro immediato in ufficio, dove sono diventata la vera problem solver della situazione.

    Scusatemi se ci ho giocato un po’ su, ma io sono la prima che si prende un po’ giro. La tua riflessione è giustissima, ora dopo la nascita della nana, mi sento assolutamente più capace di gestire casa, famiglia, affetti e (perchè no?) vita sociale. Più reattiva, più veloce.
    Nell’ultimo periodo sto applicando tutto il mio autocontrollo (che sicuramente prima non avevo), per contrastare il caratterino della nana.

  • marta ha scritto:

    marta, architetto.
    Dal 1998 ad oggi ho affrontato contemporaneamente 24 ore/su 24 nello stesso “ambiente2 fisico la vita professioanle, di coppia, di genitore per 5 anni.
    mi son poi trasferita all’estero con la famiglia e per altri 6 anni mi son dedicata ad imparare una nuova lingua, affrontare la vita professionale in un altro paese, inserire il mio bimbo in un nuovo contesto scolastico e sociale, gestire una separazione sola, fuori casa.
    In questi ultimi 2 anni sono impegnatissima ad affrontare il reinserimentio mio e del mio bimbo nel nostro paese: ambiente, scuola, lavoro che non è facile riprendere (libera professione)dopo annidi assenza.
    mi sono iscritta ad un corso specialistico e ringrazio mia madre dell’aiuto che mi da in questo momento così difficile.
    credo di essre a datta a qualsiasi tipo di lavoro!

  • Marcella ha scritto:

    Marcella, product specialist biomedicale

    In maternità da Novembre 2009.
    Sono assolutamente d’accordo con voi. Ecco come mi ha arricchito questa meravigliosa esperienza:

    - il 13 Novembre io e mio marito abbiamo realizzato assieme un capolavoro, il successo più bello mai raggiunto!

    Questo traguardo in realtà non si è rivelato altro che l’inizio di un’esperienza meravigliosa che mi mette alla prova ogni giorno come donna, come mamma e come lavoratrice.
    Ecco quello che fino ad oggi ho imparato/migliorato e di cui vado fiera:

    - forte capacità relazionale

    - grande passione, entusiasmo e motivazione per ciò che faccio

    - cerco di dare sempre il meglio di me e migliorare ogni giorno

    - immaginazione, creatività e spirito di iniziativa

    - forte adattabilità

    - capacità decisionale: mi assumo la responsabilità di azioni, decisioni e risultati.

    - mi metto in discussione e cerco di imparare e migliorare continuamente

    - esperta di comunicazione non verbale

    - conoscenza approfondita del mercato gravidanza/puericultura/prima infanzia

    - esperta in valutazione dei rischi e analisi delle alternative

    - Il successo e il benessere del “team” venono prima del mio interesse personale

    - incoraggio gli altri a raggiungere i loro traguardi e valorizzo i loro successi

    - Rispettosa della volontà e delle inclinazioni degli altri, cerco di comunicare sempre in modo aperto, semplice e positivo

    Caspita a pensarci io mi assumerei subito!!! ;oP

  • Silvia ha scritto:

    Silvia, cool hunter (e anche altro), quasi 40, “suino” di 4 anni

    Al contrario di molti sopra, il mio cv si è arricchito di una sola voce: awareness, consapevolezza. Penso che il multitasking sia insito nella condizione di donna, forse mio marito ha imparato un po’ a praticarlo (forse, io lo chiamo ancora amorevolmente “monopista” :-D)
    Quello che per me è l’opposto del multitasking, ossia la consapevolezza di vivere appieno quel singolo istante, mi è stata insegnata da mia figlia, grazie alla quale ora sono in grado di concentrarmi su un e un solo argomento senza che la mia mente divaghi su altri 300mila tasks che dovranno essere prima o poi svolti.
    Provate voi a giocare con un bambino a “facciamo finta di essere…” e nel contempo essere multitasking? E’ IMPOSSIBILE!!! ;-)

  • Paola Liberace ha scritto:

    Paola, product manager, giornalista, esperta di media e comunicazione, saggista.

    Madre di due bambini nati nel 2007 e nel 2008.
    La maternità ha potenziato i miei skill didattici, e ha migliorato l’attenzione agli aspetti “soft” delle relazioni e l’impostazione delle priorità.

    La prima gravidanza mi ha ispirata a concentrare la mia attività di ricerca, come direttore della Fondazione Ideazione e come giornalista, sui temi dell’educazione e della genitorialità.

    Ho accudito e educato personalmente entrambi i miei figli insieme a mio marito. L’ottimo spirito di squadra, la forte motivazione e l’orientamento all’obiettivo ci hanno consentito di far convivere proficuamente momenti ludici, lavorativi e funzionali nel rispetto delle esigenze di ciascuno.

    La stesura del mio saggio sulle politiche di conciliazione è avvenuta mentre allevavo la mia prima bambina e attendevo il secondo. La ricerca e la rielaborazione dei dati su cui il saggio si basa ha positivamente beneficiato della contemporaneità con i giochi, la cura domestica e l’apprendimento che hanno caratterizzano la quotidianità genitoriale, ricavandone una immediata verifica esperienziale.

    Per inciso: devo confessare che la forma-CV nonostante tutto mi sembra inadeguata a descrivere la ricchezza dell’esperienza materna, e faccio una certa fatica a “costringerla” entro lo schema data-esperienza. Forse prima di integrare queste informazioni nella propria storia lavorativa bisognerebbe anzitutto cambiare il modo di pensare quest’ultima.
    Infine: mi piacerebbe prima o poi che a qualcuno venisse l’idea di valorizzare anche il cosiddetto “lavoro di cura”, profuso nella conduzione, nella manutenzione e nella gestione della casa. Personalmente credo che uno dei miei migliori talenti consista in queste attività: vado fiera del mio talento per l’economia domestica, e del modo in cui mio marito ed io riusciamo ad assicurare alla nostra famiglia non solo la serenità, ma l’organizzazione, il decoro e la buona riuscita della vita quotidiana. C’è chi ha proposto di farne un mestiere retribuito: più banalmente, a me piacerebbe che questo tipo di talento venisse riconosciuto come fattore di successo non solo privato.

    Paola

  • Marzia ha scritto:

    Marzia, Inside Sales Rep. Supervisor
    2004: 9 mesi di gravidanza e forte preparazione teorica all’arte genitoriale
    2005-2010: 5 anni di totale revisione (a casa) delle teorie apprese e sperimentazione in ufficio

    A titolo puramente esemplificativo:
    - lavoro per progetto: per dormire almeno 3 ore la notte, dosare pasti e riposini con metodo scientifico
    - risoluzione dei conflitti: no amore, non si spinge il bimbo giù dallo scivolo solo perché è entrato nel tuo spazio vitale
    - assegnazione dei carichi di lavoro: se io preparo bagnetto e pappa a Nano, tu marito carichi la lavatrice (adesso!)
    - valorizzazione del budget assegnato: se rimani nel carrello 15 minuti mentre facciamo la spesa, mamma ti regala la trecentesima pallina
    - analisi delle performance: negli ultimi 12 mesi abbiamo aumentato del 40% le ore di sonno notturno, del 50% i minuti seduti a tavola, dell’80% le parole pronunciate all’asilo.

    P.S. A dirla tutta funziona molto meglio con i colleghi che con mio figlio. Lui ne sa sempre di più … Uffa!

  • Manuela ha scritto:

    Eccomi qui, di seguito l’estratto del mio cv

    Dal 2007 ad oggi: impegnata da circa 3 anni nel lavoro più impegnativo e faticoso del mondo: crescere un figlio.
    In questi mesi ho affinato diverse skills e ne ho acquisite di nuove. Ora posso dire di avere un’ottima capacità di problem solving e di gestione dello stress, il mio livello di pazienza e di capacità di lavorare in team sono nettamente migliorati, sono diventata più versatile e decisamente multitasking, ho sviluppato il mio senso organizzativo e affinato la capacità di gestione economico-pratico dell’azienda Famiglia, sono riuscita ad ottimizzare il tempo a disposizione raggiungendo il traguardo della trasformazione delle consuete 24 ore giornaliere in ben 28ore (solo chi è genitore può comprendere).
    Riassumendo: sono assolutamente in grado di ricoprire ruoli che prevedano il coordinamento di persone che abbiamo superato i 36 mesi d’età.

  • Barbara ha scritto:

    Ricercatrice in astrofisica, 9+10.5 mesi di maternita’.
    In questo periodo ho imparato ad affrontare con serenita’ ed efficienza problemi fisici, medici, psicologici di tutte le eta’ (la mia, quella di mia figlia, quella di mio marito, dei nonni, dei nipoti in crisi d’abbandono etc, per non parlare del cane e del gatto di casa).
    Ho affinato enormemente la gestione delle priorita’ e del multitasking (dove per multi si intende almeno maggiore di 5, non 2…), nonche’ della rapidita’ richiesta da ciascun task.
    Ho migliorato enormemente le mie capacita’ di operare sotto stress e insufficienza di sonno, senza rinunciare a nessuno degli impegni assunti e senza sottrarmi dalle piu’ disparate prove di problem solving.
    Ho imparato ad ascoltare il mio istinto.
    Infine (per ora, mia figlia ha solo 10 mesi e mezzo e neanche va all’asilo!! immaginate quanto posso ancora imparare?), ho imparato ad ascoltare le opinioni e i consigli di tutti quelli che mi stanno intorno senza farmi influenzare nelle mie sicurezze e compiendo un grande lavoro di eliminazione e sintesi per superare le mie insicurezze.

    Quanto puo’ essere lunga questa sezione del mio CV?

  • farmaciaserrage ha scritto:

    Maddalena ed Edoardo farmacista

    immersi da 12 anni nella gestione dei 4 “mostri “dagli 11 ai 5 anni.

    Prima di questo full sentendo le mamme in farmacia quasi sembrava un mondo alieno .
    Entrati nel tunnel la nostra preparazione e la gestione dei piccoli e grandi problemi casalinghi e’stata immediatamente e continuamente travasata e scambiata con quella dei clienti .

    Stessa situazione riguardante la ricerca di prodotti innovativi comprati e provati per noi e riproposti solo dopo averli valutati. E’ abbastanza normale che avvenga il travaso sul territorio , la rete ci ha dato possibilita’ di far entrare mamme imprenditrici nel mercato italiano con piccole e utili idee.
    La ricerca per ricambio di dipendenti ovviamente ci ha fatto selezionare solo mamme appunto per arricchire l’ esperienza .

    Piccoli incidenti domestici da genitori ci hanno fatto pensare all’ utilita’ di a mettere a disposizione di tutte le 300 farmacie genovesi 30000 volantini per la prevenzione degli avvelenamenti. Oppure pensare all’iniziativa dell’ angolo dell’ allattamento .

    Arricchiti in toto da questa esperienza !

  • mammemigrata ha scritto:

    Questa idea è proprio bella e, ad esempio di come a volte la maternità possa essere valorizzata anche da chi ti valuta per assumerti, volevo raccontarvi di come ho trovato lavoro.
    Antefatto: nel 1996 mi sono ritrovata incinta al secondo anno di università. Il futuro papà (e futuro marito e poi ex-marito) abitava qui a lussemburgo (l’avevo conosciuto quando lui era in ferie in Friuli). Dopo innumerevoli riflessioni, dubbi ecc. ho deciso di continuare l’università (era una laurea breve, quindi ero a metà strada)grazie soprattutto al supporto dei miei genitori, che si offrirono di aiutarmi tenendomi la bambina mentre andavo ai corsi. Portai quindi a termine gli studi e mi trasferii in seguito a lussemburgo.
    A fine ’98 ho iniziato a cercare lavoro. Dopo alcuni mesi, vengo finalmente contattata per un lavoro a tempo pieno. Faccio un primo colloquio e vengo poi selezionata per il secondo colloquio. Ero apparentemente “in competizione” con una ragazza che corrispondeva meglio al profilo richiesto. Il responsabile amministrativo però ha fatto due conti: ha visto sul c.v. l’anno del diploma di laurea (1998) e l’anno di nascita di mia figlia (1997) e, guardando la mia età, si è reso conto che non avevo perso nemmeno un anno di studi. Al che, mi ha chiesto se ero veramente riuscita a laurearmi avendo avuto una figlia durante il percorso. Quando gli ho detto di si, mi ha risposto che “se hai avuto le palle di finire gli studi con una bambina piccola, avrai di sicuro le palle per imparare un lavoro che non ti è familiare. Ti assumo”.
    La morale è che, dopo quasi undici anni, sono ancora qui… grazie a lui e alla mia maternità!!!!!

  • Cristiano ha scritto:

    Prima del 2007 ero solamente un figlio e il mio cv era povero, senza speranza alcuna di essere preso in considerazione da alcuno. Dopo il 2007, ho iniziato a trasformarmi in padre, arricchendo la mia formazione giorno dopo giorno. Oggi, le esperienze che ho fatto e quelle nuove, che tuttora sto facendo, contribuiscono a rendere la mia ‘figura professionale’ completa e sono convinto che la mia educazione ‘sul campo’, ancora ‘in fieri’, mi ha fatto diventare e mi renderà sempre più adeguato per qualsiasi sfida.

  • Mamma Cattiva ha scritto:

    Luisa, Digital Marketing Manager, 41 anni 7+1 mesi + 6+2 mesi di maternità + 8+7 di gravidanza. Seguono 4 anni e mezzo da mamma.

    Durante questo periodo ho raffinato le mie capacità di delega, gestione del tempo e delle priorità. Ho migliorato inoltre le mie capacità di auto-controllo nel crise management e re-indirizzato i miei obiettivi. Ho lavorato con impegno sulla mia auto-stima permettendomi di intraprendere nuovi percorsi professionali. Oggi il change management è il mio punto di forza.

    Ammazza che sborona!!! :D

  • Silvia ha scritto:

    Silvia, giornalista

    agosto/ ottobre 2006 Tre mesi di autocontrollo, stabilità interiore, forza d’animo (Ric in terapia intensiva)

    ottobre 2006/agosto 2009 tre anni di psicologia infantile, di problem solving, con tanto di infarinatura di pediatria.

    agosto 2009 fino ad oggi ho acquisito capacità organizzative (Ric alla scuola dell’infanzia) e di dialettica (insegnanti inadeguate) non comuni

  • Simona ha scritto:

    Simona, architetto.

    9 mesi di corso all’autocontrollo e alla disciplina.
    7 anni di full immersion in -controllo e gestione dell’impresa famiglia- prima, -controllo e gestione dell’impresa mamma single- dopo.
    7 anni di psicologia infantile, psicologia maschile, psicologia nonnile.
    7 anni di capacità all’adattamento.
    7 anni di dietologia, farmacologia, tendenze moda bimbo, psichiatria, pediatria, allergologia, dinamiche socio-culturali.

    e si.
    penso proprio di essere adatta a qualsiasi lavoro.
    intuito geniale, che solo ad una mamma poteva venire……..

  • extramamma ha scritto:

    Patrizia, giornalista, master in maternità (13 anni di esperienza)

    Bellissima riflessione, complimenti.
    Sono d’accordo: nella maternità oltre a imparare a essere multitasking e ovviamente problem solving ho approfondito la conoscenza antropologica fra le radici e le cause delle differenze psicologiche fra maschile e femminile. (Non sto scherzando)

    Non avendo fratelli, zii e cugini non avevo mai avuto modo di capire come si formano le abitudini, le convinzioni, le emozioni nel cervello dei maschi. Le mie uniche esperienze con il mondo maschile sono
    state quelle da adulta. Invece, da madre, frequentando madri e padri di maschi e guardando bambini maschi crescere e giocare ho compreso un sacco di cose interessanti.
    Adesso posso interagire con l’altra metà del cielo in modo molto più smart.

  • Silvia ha scritto:

    SIlvia, avvocato

    2004 otto intensissimi mesi di maternità

    Durante questo periodo ho valorizzato le mie capacità di gestione efficace del tempo, ho migliorato la mia propensione all’autocontrollo ed ho acquisito inaspettate potenzialità multitasking.
    L’esperienza della maternià, nel suo insieme, ha indirizzato i miei interessi professionali verso nuove prospettive, portandomi ad approfondire le tematiche dell’interazione del diritto penale con quello di famiglia.

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