Il CerVello di mamma e papà
In una pigra domenica pomeriggio di qualche anno fa mi trovavo a passeggio con mio marito e mio figlio, allora quasi duenne, in quel di Stoccolma verso uno dei tanti parchi giochi sparsi per la città. Era una delle rare giornate di sole che offre il nord, e il parco era pieno di famiglie. Mentre ci apprestiamo ad entrare notiamo un gruppo di persone, tutte con una maglietta rossa, che si avvicinano ai passanti come a voler vendere qualcosa. Do una gomitata a GG e gli dico: “mi raccomando, we don’t speak Swedish!” classica tecnica adottata per evitare questo genere di venditori. Poi l’occhio mi cade sulla scritta: “offriamo lavoro a genitori di bimbi piccoli“. Mi sono subito detta che stavo capendo male, che c’era sicuramente il trucco. Mi sono fatta offrire il caffè da una simpatica signora in rosso, e le ho chiesto chiarimenti. Lei mi ha spiegato che la sua azienda, che si occupa di consulenza informatica, era in espansione, e cercava di assumere nuovo personale. “E lo cercate tra i genitori di bimbi piccoli?” ho chiesto incredula. Mi sono sentita rispondere che certo-che-si, perché è ben noto che i genitori hanno quelle caratteristiche che un’azienda come la loro apprezza in un lavoratore. Mi ha parlato di efficienza e di concretezza, che un genitore sicuramente deve sviluppare per poter portare avanti una famiglia, in cui l’imprevisto è all’ordine del giorno. Mi ha parlato di empatia, come una capacità utilissima quando si deve trattare con un cliente. E ovviamente di problem solving, di multitasking, e di flessibilità. E il modo in cui l’ha detto era talmente di ovvietà, come per dire “giusto te che vieni dall’Italia non le sai ste cose. Non è nemmeno da spiegarlo il perché!”.
Ecco a me invece mi si è aperto un mondo nuovo. Uno in cui le prospettive erano quelle giuste, quelle che io avevo maturato dentro di me da quando ero diventata madre.
Un mondo in cui diventare genitori è considerata una ricchezza anche per le aziende, e non una perdita di tempo.
In seguito ho trovato conferma di tutto ciò in un libro The Mommy Brain: How Motherhood Makes Us Smarter di Katherine Ellison di cui ho avuto modo di scrivere in un post il cervello delle mamme. In questo post, scritto in modo un po’ provocatorio, mi chiedo perché non aggiungere alcune righe al mio CV che indichino proprio tutto quello che ho imparato nei mesi di maternità, e che potrebbero essere d’interesse per un’azienda.
Il post ha riscosso un gran successo, ha generato interesse, e ha scaldato gli animi. E’ stato scelto per essere letto durante uno spettacolo teatrale (rif), ed è apparso tra le testimonianze al femminile sul blog di Donne Pensanti, dove ha riscontrato molto interesse.
E’ per questo che insieme a Donne Pensanti abbiamo pensato di dare corpo a questa iniziativa. Per diffondere questa idea e portare la società a riflettere su questo tema importante.
- Dichiarare che un figlio NON è un intralcio ma anzi una ricchezza in termini di formazione personale, anche in ambito professionale
- Far capire che si può conciliare lavoro e famiglia con orari flessibili che non castrino ne’ l’uno ne’ l’altro
- Smettere di giustificarsi per il tempo “perso” in maternità/paternità
Da quando sono diventata mamma, mi sento più intelligente. Ho affinato skills che sono sicuramente molto ambite da molte aziende. E allora perché non posso scriverlo nel CV? Perché non posso considerare la mia maternità come un momento di crescita, anche professionale, da evidenziare magari in grassetto? E naturalmente questo vale anche per i papà!
E allora eccolo qui il mio CV:
Serena, ricercatrice
2009-2010 dieci intensissimi mesi di maternitàDurante questo periodo ho imparato ad esercitare le mie doti di pazienza fino allo stremo. Ho imparato a gestire conflitti, e ad osservare le cose da punti di vista differenti. Ho affinato le mia capacità di problem solver e sono diventata un campione di multitasking. Efficienza è diventato il mio secondo nome, e lavorare a progetti un modo di vita
E il tuo CV, cosa dice?

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Stefania, impiegata
Feb-Nov 2004 maternità a casa per periodo di disoccupazione: ho imparato a gestire conflitti (interiori ed esteriori) meglio di chiunque altro e a riconsiderare tutte le mie convinzioni ribaltando i punti di vista (la coerenza non è un valore assoluto), relativismo strategico.
Marzo 2005 trovo lavoro nonostante tutto in un posto ai limiti della decenza: improuving di risorse inaspettate, quali previsione di ogni possibile scenario, empatia.
Dic 2005 ad oggi psicologia applicata età evolutiva,problem solving misurabile in millesimi di secondo,medicina (tutte le specializzazioni), creatività, arte del negoziato, ottimale gestione del tempo e dei soldi, nel frattempo altra maternità 8 ad oggi in cui sto affinando quanto acquisto e imparando more&more
Lisa, project leader e software engineer, una laurea in matematica, 13 anni di esperienza di cui 8 mesi x 2 di maternità e altri 6 mesi x 2 di lavoro da casa.
Questo post l’avevo letto tempo fa ma non ero riuscita davvero a convincermi di essere una lavoratrice migliore di prima. Ma è stata una sfida e domenica scorsa mi sono messa d’impegno per capire che skill poter aggiungere al mio cv. Un po’ lungo da raccontare, quindi ci ho scritto un post (http://delpapallo.wordpress.com/2010/07/05/competenze-lavorative/) che però temo dovrò riassumere per metterlo in cv.
Quasi 34 anni e 2 pargoli. Lavoro nel mondo della comunicazione e da quando ci sono rendo di più e, cosa importante, nel minor tempo di prima. Ho subito tanti castighi da quando ho deciso di diventare mamma ma ne sono uscita più forte e più motivata ad andare avanti.I figli ti insegnano il valore del tempo e soprattutto a come ottimizarlo al meglio. Ti insegnano a distribuire le energie nell’arco della giornata e a rimanere lucido anche alle 3 del mattino quando li culli con le tue ormai amiche occhiaie. Oggi nel mio Cv metto anche questo,questa energia sovrumana che tiri fuori quando devi gestire prole, quotidianità varia e te stesso. Ho parlato di questa iniziativa fantastica nel mio ultimo post. La sposo in pieno perchè ci credo davvero.
Ciao, ho 33 anni ed ho 3 figli (4 e 5 anni le bimbe, 6 mesi l’ultimo). Ho sostenuto l’esame di avvocato (scritto e orale) quando le bime avevano 1 e 2 anni. E’ stat dura, ma loro mi hanno dato una forza ed una detrminazione uniche. Ho fatto l’acrobato per anni, studiato come un’ossesa durante tutti i loro riposini, rubato ore al sonno già scarso, ma il risultato ottenuto con tanti sacrifici è stato grande. Tuttora lavoro perchè posso contare sui nonni che mi tengono il piccolo durante tutte le mattine. Ho la fortuna di lavorare in proprio e decidermi gli orari.
Non ho un cv ma vi vorrei mandare un elaborato (breve, sono solo 12 pagine) che ho scritto dopo la nascita della mia seconda figlia, in occasione di un concorso sulla creatività femminile, donna e lavoro. E’ una proposta su come conciliare maternità e lavoro e su come redistribuire i carichi familiari in famiglia creando nel contempo opportunità di lavoro pr le donne (e non solo). Vi va di leggerla? L’essere mamma mi ha stimolato a cercare soluzioni ai problemi della nostra società, mi sono tirata su le maniche come non mai, non so se l’avrei fatto senza bimbi. Forse sì, perchè credo che molto risieda nel carattere, ma forse tutte le mie energie avrebbero preso un’altra direzione.
Complimenti per il vostro progetto.
Ecco il sito dove è pubblicato il mio lavoro:
http://www.libreriadelledonne.it/Stanze/Lavoro/Documenti/house_benefit_santin.pdf
ho letto il post che hai scritto per la casa nella prateria mi ha colpito quando hai scritto che i figli dovrebbero essere una risorsa e non una discriminazione. da me a sorrento ti dicriminano già quando ti sposi perchè poi pensano che fai figli…ottima l’idea di dividere i congedi tra papà e mamme ma credo che l’italia abbia un’idea ancora troppo misogina in questo campo i figli sono della mamma…e quindi le donne con prole vengono escluse dal mondo del lavoro o declassate
Ciao,
leggo da un po’ di questa iniziativa, che mi sembra molto bella e innovativa.
Un po’ in ritardo, ecco anche la mia storia!
Il mio percorso è un po’ diverso, perché avendo sempre lavorato con bambini – come insegnante, istruttrice di nuoto, babysitter, organizzatrice di feste di compleanno da Mc Donalds – certe “attitudes and skills” erano già presenti in partenza – almeno sul curriculum : )
Ho comunque un’ esperienza molto positiva in merito, che ho voglia di raccontare e di non dimenticare. Sono rimasta incinta al penultimo anno di università, poi mi sono laureata comunque nei tempi previsti, proprio io che avevo cambiato indirizzo di studi mille volte, mai troppo convinta di stare facendo la cosa giusta: il miracolo è avvenuto in parte grazie ai salti mortali di mio marito, in parte grazie alla presenza della piccola che mi ha portata a concentrarmi su quello che facevo e a non perdere di vista i motivi per cui studiavo più di quanto non avessi mai fatto prima.
Freschissima di laurea ho iniziato a cercare lavoro. Non avevo scritto sul cv di essere mamma. Non saprei dire perchè, ma l’avevo omesso.
Durante la terza intervista è saltato fuori, in modo del tutto non programmato. L’ intervista aveva toni molto rilassati, le facce della direttrice e vice direttrice erano amichevoli, distese, e così quando mi hanno chiesto quanto pensavo di rimanere nella città in cui viviamo, Londra, io ho risposto: “Almeno qualche anno: mi piace l’ idea che mia figlia cresca qui, che assorba quello che questa città ha da offrirle.”Ops. It slipped through.
Da lì abbiamo iniziato a parlare di come la forte presenza di bambini renda questa città un posto migliore, più allegro e vivibile, e di che tipo di vantaggi e svantaggi possano trarre i piccoli dal crescere in una metropoli. E di cosa possa rappresentare la scuola in una realtà come questa, come dovrebbe equipaggiare i propri alunni, quali dovrebbero essere le priorità.
E’ andata a finire che sono stata assunta il giorno stesso, con contratto a tempo indeterminato, come insegnante in Year 1, proprio l’ età a cui miravo.
Sono abbastanza sicura che Mrs M., la mia direttrice, mamma anche lei di tre ormai grandi, abbia valutato positivamente l’ idea che avessi sulle spalle la responsabilità di crescere una figlia, con tutta la gioia, l’ ansia, la frenesia e le abilità acquisite di cui sopra che questo comporta.
Le buone sensazioni che avevo avuto durante il colloquio sono poi state confermate, e, con qualche inevitabile ups and downs, la scuola si è rivelata un buon posto dove lavorare, sia in termini di rapporto con la staff che con i bambini.
Ecco qua: mi piace pensare le cose si stiano muovendo in questa direzione, in Inghilterra, in Italia, altrove. So che in realtà il riconoscimento dell’identità di genitore come un valore aggiunto sul mercato del lavoro è un traguardo ancora lontano, ma è importante che si diffonda piano piano una presa di coscenza in merito, sia da parte dei datori di lavoro che degli impiegati. Non ne sono sicura, ma da quel che sento e leggo mi pare che le cose si stiano muovendo in questo senso. Chiaramente, non aiutano gli interventi alla marystar gelmini, che indicano come soluzione ottimale il ritorno al lavoro dal giorno zero, implicando un giudizio del congedo maternità come tempo perso – che tristezza. Se non altro, la sua intervista ha avuto la conseguenza di suscitare riflessioni in merito molto più equilibrate e – uhm – sensate (“sensible”?).
Grazie ancora per questo spazio di condivisione e riflessione!
Elle
ottaviano, 38 anni, medico specialista in psichiatria, psicoterapeuta.
ho lavorato per molti anni nell´ambito dei disturbi mentali gravi: attivitä estremamente impegnativa in termini di carico soggettivo(emotivo, relazionale) ed oggettivo (molte ore di lavoro: giorno, notte, feriali, festivi…).
due anni fa ho dovuto lasciare il lavoro che amavo visceralmente per iniziare una attivitä che mi permettesse di dedicarmi al mio bimbo.
oggi lavoro nell´ambito delle dipendenze legali( patologie alco-correlate, tabagismo, gioco d´azzardo). e´un lavoro altrettanto impegnativo sul piano del carico soggettivo, e tuttavia
la mia esperienza di padre mi aiuta ogni giorno a dare una collocazione alla sofferenza dei miei pazienti e delle loro famiglie a partire da un vertice osservativo che prima non avevo.
ho rispolverato antichi interessi ricominciando ad occuparmi di ricerca clinica.
l´arrivo della cicogna ha certamente dato valore aggiunto alla mia professionalitä, e fra un mese ne arriverä un´altra, di cicogna. aiuto! opsss..:)
Traduttrice e mamma-bis (1 bimbo di 6 e 1 bimbo di 2 anni)
La maternità è stata un’esperienza unica, ha davvero ribaldato le priorità… per non parlare del concetto di stress e fatica.
14 mesi di notti insonni col primo e 18 mesi col secondo hanno forgiato una donna stanca ma pronta e sempre all’erta.
Per non parlare del multi-tasking, davvero si impara a fare e pensare anche nelle condizioni più estreme…
Stavo seguendo questa iniziativa, pensando a come divulgarla tra i colleghi educatori, ed ecco che la Cooperativa Sociale ci richiede un aggiornamento del CV, quale occasione migliore per parlarne? ho contattato la Cooperativa (via mail, per ora sono ancora in maternità) lasciando il link del “CerVello di mamme e papà”, e chiedendo di diffonderlo tra gli altri educatori, (lavorando nel sociale, e quindi con, e per, bambini con handicap e disagio, le competenze acquisite come genitori rappresentano di sicuro un valore aggiunto incalcolabile!), ora spero che la cosa prenda piede ed abbia l’attenzione che merita! Complimenti, è un’iniziativa rivoluzionaria!
clara, media and communication senior planner
10 anni di studi universitari e post-laurea in archeologia ai quali sono seguiti senza soluzione di continuità oltre 10 anni in agenzia di pubblicità
nel frattempo:
10 anni di family team building
– allenamento al multi tasking, al problem solving a qualsiasi livello e agli imprevisti
– forte esperienza in family-friendly travel organization
– eccezionale capacità di adattamento alle esigenze delle diverse fasce di età (i miei due figli hanno attualmente 7 e 3 anni)
– capacità di valorizzare il poco tempo a casa con i miei figli e a gestire da fuori figli, nonni, marito e amici
– battuto il record di percorrenza casa-scuola, che nemmeno schumacher
- capacità di gestire due diavoletti dall’alba al momento in cui mettono piede a scuola e arrivare in ufficio sorridente e apparentemente meno stanca di chi si è svegliato solo un’ora prima
– esperienza in cucina per bambini, torte decorate per compleanni, gestione di feste e pranzi per famiglie, organizzazione di gite, castagnate, visite a musei, partecipazione a laboratori, campus estivi e affini.
Ai miei colleghi propongo stage gratuiti (si fornisce vitto e alloggio) per sperimentare da vicino la vita emozionante di una media famiglia italiana.
Per il momento nessuna adesione.
Lorenza, 36 anni, economista.
Mamma di Matilde, AKA Piccola Peste.
La maternità mi ha insegnato a rispettare le opinioni degli altri, anche se a esprimerle è un soldo di cacio urlante.
Ho avuto la conferma che non sempre si può prevedere tutto e ho affinato la mia capacità (sviluppata in anni di lavoro come analista economico) di creare scenari di previsione.
Ho capito l’importanza di avere sempre un piano B (e un piano C, D, E, F…).
Ho potenziato l’abilità a lavorare sotto pressione con deadline stringenti, o meglio imprevedibli, a svolgere più mansioni contemporaneamente, a essere sempre all’erta.
Una mamma a un agente del Mossad gli fa un baffo.
Valentina, avvocato, un figlio “grande” di quattro anni, due figli piccoli di due.
Fino al 2006, spensierata trentenne in carriera senza le minime doti di pazienza e managerialità.
Dal 2006 al 2008, mamma di Mattia, allegro, sorridente, dormiglione, ma decisamente scatenato, preciso fino allo sfinimento, capace di innervosire anche un santo. Conseguente sviluppo da parte mia di eccellenti capacità di gestione dei conflitti, pazienza, collaborazione.
Dal 2008, mamma anche di Tommaso e Riccardo, due allegre canaglie che corrono per la casa. Conseguente ulteriore sviluppo di enorme pazienza, autocontrollo e, sopratutto, propensione al lavoro di squadra.
Io ho sempre lavorato moltissimo. Ho una mia azienda di new media design.
Con mio figlio ho messo in pratica lati dimenticati di me. Ho incominciato a creare progetti creativo-manuali assieme a lui e, dopo qualche anno, ne è nata una collana di libri che ora sono in libreria.
Qunidi non solo nuove capacità, ma un nuovo lavoro (forse), comunque nuove divertenti prospettive
ho un blog, se volete vedere cosa facciamo http://www.creareinsieme.info
Margherita, traduttrice e redattrice freelance
Mamma da 27 mesi
Con una figlia insonne, ho imparato a lavorare alla massima concentrazione anche quando sono stanchissima; sono diventata più veloce (ma non meno accurata) perché il tempo stringe, stringe sempre; tra la gestione della casa, del lavoro e della famiglia mi sono specializzata in problem solving e multi-tasking. Soprattutto ho imparato a gestire i conflitti e lo stress.
Sara
mamma di un nano 9 mesi e visto che non le basta…continuo a fare l’educatrice di nido…
Quando ho scoperto di aspettare Ale… mi son sentita subito tagliata fuori dal mondo del lavoro visto che avevo un contratto a tempo determinato e visto che cmq il mio lavoro mi obbligava ad una maternità anticipata …
La coop per la quale lavoravo …non mi ha piu’ cercata nonostante la disponibilità data ..adducendo scuse….
Ho ripreso a lavorare che ALe aveva 5 mesi…ho colto una palla al balzo, sostituisco a mia volta una matarnità…
In questi mesi di lavoro ho ridimensionato la mie priorità
ho imparato ad averne altre…
Ho imparato a mettermi nei panni delle altre mamme
a godere appieno delle ore passate in famiglia a scapito della casa, seppur nuova
Sicuramente sono capace di lavorare in equipe
e a fare formazione ai neo genitori
ho “allevato ” un abile educatore…il mio compagno!
Ale, mamma di Pulcino, 15 mesi, giornalista che si ricicla come impiegata.
da quest’esperienza ho imparato a dubitare su tutto, prima di tutto su me stessa e il mio modo di accudire mio figlio!
genitori, suocera e affini docet. fino a quando – di forza – dopo un lungo periodo di depressione post partum che, sebbene non fortissima ha molto minato le mie sicurezze e la mia serenità e quella del pulcino mi sono ripresa di forza il controllo della situazione, annaspando tra il piccolo (che è uno duro!), le ingerenze alle quali non mi posso totalmente sottrarre perchè – tornata a lavorare – ho assoluto bisogno dei nonni!
il risultato, invece, è stato che il mio istinto si è suoer affinato: percui se mio figlio piange tantissimo e gli sta spuntando un molare e tutti dicono che è quello, io sola riesco a distinguere e capisco che è la 4° otite in 3 mesi, se sta con 3 nonni a giocare e io torno da lavoro come entro dalla porta mi accorgo che ha la febbre, mentre a loro il dubbio non è venuto neanche!
problem solving e flessibilità e cioè:
come sopravvivere a un cucciolo irrequieto e vivacissimo, 3 nonni anzianotti, una cognata strega, un ritorno a lavoro con sorpresa (demansionamento!) e una ristrutturazione con trasloco imminente!!
GIOIENDO A TUTTE LE SUE PICCOLE MA ENORMI CONQUISTE
Francesca, Web Master.
Dal 1967 al 2007 ho cercato di capire. Laureandomi prima in “Filologia delle seghe mentali” , successivamente, con una tesi dal titolo “Da Bridget Jones a Carla Bruni in 8 mosse”, specializzata in “Scienze delle paranoie e dell’autostima”.
Nel mese di agosto 2007 invece ho cominciato a vivere. e sono nata il 25 parile 2008, assieme a Lorenzo, il mio amatissimo “nano” dagli occhi blu.
Durante lo “stage” formativo (agosto 20’07-aprile 2008) ho sperimentato cosa sia l’essere al centro del mondo per parenti e amici, e come il baricentro cambi improvvisamente da un giorno all’altro, in base al liquido amniotico che circola nel nostro corpo.
Dal 25 aprile sono finalmente sta awsunta atempo indeterminato anche se da “sp9ina” i primi sei mesi sono stati di urla notti insonni pannolini e ninne nanne ininterrotte.
Poi mi hanno cambiato d’ufficio e sono andata per lo piu’ in cucina e dal seggiolone le cose sono migliorate piano piano.
Ora l’autonomia è pari all’uso continuato della scopa elettrica e dello scottex, ma ne vale la pena perchè il ditino sulla guancia e il “buonoooo mammmaaa” sono cose impagabili, che a Vissani gli fanno una emerita p….
to be contnued..
Ciao a tutti,
sono una quasi mamma e trovo questa vostra iniziativa molto carina e per questo motivo ho pubblicato un post sul mio blog per pubblicizzarvi e invitare alla lettura del vostro sito.
questo tema mi sta molto a cuore. Devo dire che rispetto a molte mie coetanee sono fortunata poichè posso dire di essere trattata molto bene da capi e colleghi in questo periodo cosi bello e delicato della mia vita. Per fortuna le aziende sono fatte di persone. Conosco molte amiche che sono state soggette a vero e proprio mobbing.
Tuttavia pare che questa mia nuova condizione possa precludere riconoscimenti per il lavoro svolto fino ad ora…ben venga quindi questa iniziativa: le mamme lavoratrici non sono inaffidabili ma andrebbero premiate perchè si fanno sempre in quattro per tutto!!!
Michele, Family CEO.
Coordino i progetti di 4 figli di 15, 13, 11 e 9 anni. Ottime capacità decisionali, problem solver, strategy manager. Sono in società con Silvia (ovviamente socio di maggioranza). La crisi adolescenziale sta incrinando i successi fin qui raggiunti dalla nostra società, ma i nuovi piani strategici ci consentiranno di superare questo periodo difficile.
Barbara 37 anni assistente studio professionale
mamma gemellare, DOPPIA in tutto nelle problematiche e nelle risoluzioni
Esperta nello sfruttare le risorse della “rete” per approfondire le conoscenze su argomenti di vario interesse.
Studi di psicologia infantile mediante autocontrollo e pazienza
Aperta al dialogo, maggiore attenzione nell’interagire con il prossimo e problem solving
Acquisita maggiore esperienza nel valutare il profilo delle persone che mi circondano.
Eccomi qua…
Valentina: informatica ed educatrice
Sono molti anni che faccio la mamma, prima di mio fratello e della mia stessa mamma e poi….di mia figlia.
Nel 1981 mi sono trovata ad affrontare una difficile situazione familiare.
In questa situazione io (che facevo la prima superiore) ho iniziato oltre che a fare la studentessa a lavorare e ad occuparmi della famiglia.
Non pecco di poca umiltà, ma credo di aver avuto una buona capacità di gestione delle emergenze, di organizzazione nonché di adattamento.
Mi sono poi iscritta all’università nel 1985-86 e mi sono laureata in matematica nel 1996
In questi anni oltre a continuare a lavorare con più frequenza e con orari piu lunghi, mi sono trovata a dover affrontare delle altre problematiche personali, quali il matrimonio, il trasferimento in un’altra regione e poi la separazione-divorzio-annullamento e di conseguenza due traslochi.
Ritengo che anche questa esperienza mi abbia fornito delle buone capacità.
Di gestione innanzitutto, poi di autocontrollo, di “multitasking”, di coordinamento temporale e materiale.
Nel agosto 2006 sono diventata mamma e attualmente svolgo un lavoro part-time.
L’esperienza della maternità “di pancia” mi ha fatto ancora una volta affinare le mie capacità gestionali e mi ha fatto anche acquisire delle nuove capacità: la pazienza, la capacità di delegare, il lavoro per obiettivi, la velocità con cui si elabora una strategia e si prende una decisione, l’adattabilità, la capacità di pianificazione e la capacità di discernere le cose urgenti da quelle che non lo sono.
Inoltre mi ha fatto rimetter in gioco per quanto riguarda le mie conoscenze.
Sono di natura una persona che ha molti interessi, che ama leggere e aggiornarsi e anche in questa “avventura” di vita, mi sto documentando al meglio.
Inoltre sto affinando le mie doti di educatrice (che dico la verità sarebbe stato il lavoro dei miei sogni), portando la mia bimba e le sue amiche in ludoteca, biblioteca, al parco, ai musei…..
insomma credo di aver acquisito moltissimo da tutte queste esperienz e di vita che riportano tutte in un certo senso alla maternità….
Ale 35 anni, impiegata
2005-2008 master ad honorem dopo 3 anni di fecondazione assistita in ginecologia applicata, con indirizzo in lingua fiammingo-francese
2008 otto lunghi mesi di maternità allettata, con approfondimento su tutta la letteratura per bambini. Acquisizione di gran capacità di cestinare libri assolutamente inutili e tiranni.
2008-2010 approfondimento della maternità, con rientro immediato in ufficio, dove sono diventata la vera problem solver della situazione.
Scusatemi se ci ho giocato un po’ su, ma io sono la prima che si prende un po’ giro. La tua riflessione è giustissima, ora dopo la nascita della nana, mi sento assolutamente più capace di gestire casa, famiglia, affetti e (perchè no?) vita sociale. Più reattiva, più veloce.
Nell’ultimo periodo sto applicando tutto il mio autocontrollo (che sicuramente prima non avevo), per contrastare il caratterino della nana.
marta, architetto.
Dal 1998 ad oggi ho affrontato contemporaneamente 24 ore/su 24 nello stesso “ambiente2 fisico la vita professioanle, di coppia, di genitore per 5 anni.
mi son poi trasferita all’estero con la famiglia e per altri 6 anni mi son dedicata ad imparare una nuova lingua, affrontare la vita professionale in un altro paese, inserire il mio bimbo in un nuovo contesto scolastico e sociale, gestire una separazione sola, fuori casa.
In questi ultimi 2 anni sono impegnatissima ad affrontare il reinserimentio mio e del mio bimbo nel nostro paese: ambiente, scuola, lavoro che non è facile riprendere (libera professione)dopo annidi assenza.
mi sono iscritta ad un corso specialistico e ringrazio mia madre dell’aiuto che mi da in questo momento così difficile.
credo di essre a datta a qualsiasi tipo di lavoro!
Marcella, product specialist biomedicale
In maternità da Novembre 2009.
Sono assolutamente d’accordo con voi. Ecco come mi ha arricchito questa meravigliosa esperienza:
- il 13 Novembre io e mio marito abbiamo realizzato assieme un capolavoro, il successo più bello mai raggiunto!
Questo traguardo in realtà non si è rivelato altro che l’inizio di un’esperienza meravigliosa che mi mette alla prova ogni giorno come donna, come mamma e come lavoratrice.
Ecco quello che fino ad oggi ho imparato/migliorato e di cui vado fiera:
- forte capacità relazionale
- grande passione, entusiasmo e motivazione per ciò che faccio
- cerco di dare sempre il meglio di me e migliorare ogni giorno
- immaginazione, creatività e spirito di iniziativa
- forte adattabilità
- capacità decisionale: mi assumo la responsabilità di azioni, decisioni e risultati.
- mi metto in discussione e cerco di imparare e migliorare continuamente
- esperta di comunicazione non verbale
- conoscenza approfondita del mercato gravidanza/puericultura/prima infanzia
- esperta in valutazione dei rischi e analisi delle alternative
- Il successo e il benessere del “team” venono prima del mio interesse personale
- incoraggio gli altri a raggiungere i loro traguardi e valorizzo i loro successi
- Rispettosa della volontà e delle inclinazioni degli altri, cerco di comunicare sempre in modo aperto, semplice e positivo
Caspita a pensarci io mi assumerei subito!!! ;oP
Silvia, cool hunter (e anche altro), quasi 40, “suino” di 4 anni
Al contrario di molti sopra, il mio cv si è arricchito di una sola voce: awareness, consapevolezza. Penso che il multitasking sia insito nella condizione di donna, forse mio marito ha imparato un po’ a praticarlo (forse, io lo chiamo ancora amorevolmente “monopista”
)
Quello che per me è l’opposto del multitasking, ossia la consapevolezza di vivere appieno quel singolo istante, mi è stata insegnata da mia figlia, grazie alla quale ora sono in grado di concentrarmi su un e un solo argomento senza che la mia mente divaghi su altri 300mila tasks che dovranno essere prima o poi svolti.
Provate voi a giocare con un bambino a “facciamo finta di essere…” e nel contempo essere multitasking? E’ IMPOSSIBILE!!!
Paola, product manager, giornalista, esperta di media e comunicazione, saggista.
Madre di due bambini nati nel 2007 e nel 2008.
La maternità ha potenziato i miei skill didattici, e ha migliorato l’attenzione agli aspetti “soft” delle relazioni e l’impostazione delle priorità.
La prima gravidanza mi ha ispirata a concentrare la mia attività di ricerca, come direttore della Fondazione Ideazione e come giornalista, sui temi dell’educazione e della genitorialità.
Ho accudito e educato personalmente entrambi i miei figli insieme a mio marito. L’ottimo spirito di squadra, la forte motivazione e l’orientamento all’obiettivo ci hanno consentito di far convivere proficuamente momenti ludici, lavorativi e funzionali nel rispetto delle esigenze di ciascuno.
La stesura del mio saggio sulle politiche di conciliazione è avvenuta mentre allevavo la mia prima bambina e attendevo il secondo. La ricerca e la rielaborazione dei dati su cui il saggio si basa ha positivamente beneficiato della contemporaneità con i giochi, la cura domestica e l’apprendimento che hanno caratterizzano la quotidianità genitoriale, ricavandone una immediata verifica esperienziale.
Per inciso: devo confessare che la forma-CV nonostante tutto mi sembra inadeguata a descrivere la ricchezza dell’esperienza materna, e faccio una certa fatica a “costringerla” entro lo schema data-esperienza. Forse prima di integrare queste informazioni nella propria storia lavorativa bisognerebbe anzitutto cambiare il modo di pensare quest’ultima.
Infine: mi piacerebbe prima o poi che a qualcuno venisse l’idea di valorizzare anche il cosiddetto “lavoro di cura”, profuso nella conduzione, nella manutenzione e nella gestione della casa. Personalmente credo che uno dei miei migliori talenti consista in queste attività: vado fiera del mio talento per l’economia domestica, e del modo in cui mio marito ed io riusciamo ad assicurare alla nostra famiglia non solo la serenità, ma l’organizzazione, il decoro e la buona riuscita della vita quotidiana. C’è chi ha proposto di farne un mestiere retribuito: più banalmente, a me piacerebbe che questo tipo di talento venisse riconosciuto come fattore di successo non solo privato.
Paola
Marzia, Inside Sales Rep. Supervisor
2004: 9 mesi di gravidanza e forte preparazione teorica all’arte genitoriale
2005-2010: 5 anni di totale revisione (a casa) delle teorie apprese e sperimentazione in ufficio
A titolo puramente esemplificativo:
- lavoro per progetto: per dormire almeno 3 ore la notte, dosare pasti e riposini con metodo scientifico
- risoluzione dei conflitti: no amore, non si spinge il bimbo giù dallo scivolo solo perché è entrato nel tuo spazio vitale
- assegnazione dei carichi di lavoro: se io preparo bagnetto e pappa a Nano, tu marito carichi la lavatrice (adesso!)
- valorizzazione del budget assegnato: se rimani nel carrello 15 minuti mentre facciamo la spesa, mamma ti regala la trecentesima pallina
- analisi delle performance: negli ultimi 12 mesi abbiamo aumentato del 40% le ore di sonno notturno, del 50% i minuti seduti a tavola, dell’80% le parole pronunciate all’asilo.
P.S. A dirla tutta funziona molto meglio con i colleghi che con mio figlio. Lui ne sa sempre di più … Uffa!
Eccomi qui, di seguito l’estratto del mio cv
Dal 2007 ad oggi: impegnata da circa 3 anni nel lavoro più impegnativo e faticoso del mondo: crescere un figlio.
In questi mesi ho affinato diverse skills e ne ho acquisite di nuove. Ora posso dire di avere un’ottima capacità di problem solving e di gestione dello stress, il mio livello di pazienza e di capacità di lavorare in team sono nettamente migliorati, sono diventata più versatile e decisamente multitasking, ho sviluppato il mio senso organizzativo e affinato la capacità di gestione economico-pratico dell’azienda Famiglia, sono riuscita ad ottimizzare il tempo a disposizione raggiungendo il traguardo della trasformazione delle consuete 24 ore giornaliere in ben 28ore (solo chi è genitore può comprendere).
Riassumendo: sono assolutamente in grado di ricoprire ruoli che prevedano il coordinamento di persone che abbiamo superato i 36 mesi d’età.
Ricercatrice in astrofisica, 9+10.5 mesi di maternita’.
In questo periodo ho imparato ad affrontare con serenita’ ed efficienza problemi fisici, medici, psicologici di tutte le eta’ (la mia, quella di mia figlia, quella di mio marito, dei nonni, dei nipoti in crisi d’abbandono etc, per non parlare del cane e del gatto di casa).
Ho affinato enormemente la gestione delle priorita’ e del multitasking (dove per multi si intende almeno maggiore di 5, non 2…), nonche’ della rapidita’ richiesta da ciascun task.
Ho migliorato enormemente le mie capacita’ di operare sotto stress e insufficienza di sonno, senza rinunciare a nessuno degli impegni assunti e senza sottrarmi dalle piu’ disparate prove di problem solving.
Ho imparato ad ascoltare il mio istinto.
Infine (per ora, mia figlia ha solo 10 mesi e mezzo e neanche va all’asilo!! immaginate quanto posso ancora imparare?), ho imparato ad ascoltare le opinioni e i consigli di tutti quelli che mi stanno intorno senza farmi influenzare nelle mie sicurezze e compiendo un grande lavoro di eliminazione e sintesi per superare le mie insicurezze.
Quanto puo’ essere lunga questa sezione del mio CV?
Maddalena ed Edoardo farmacista
immersi da 12 anni nella gestione dei 4 “mostri “dagli 11 ai 5 anni.
Prima di questo full sentendo le mamme in farmacia quasi sembrava un mondo alieno .
Entrati nel tunnel la nostra preparazione e la gestione dei piccoli e grandi problemi casalinghi e’stata immediatamente e continuamente travasata e scambiata con quella dei clienti .
Stessa situazione riguardante la ricerca di prodotti innovativi comprati e provati per noi e riproposti solo dopo averli valutati. E’ abbastanza normale che avvenga il travaso sul territorio , la rete ci ha dato possibilita’ di far entrare mamme imprenditrici nel mercato italiano con piccole e utili idee.
La ricerca per ricambio di dipendenti ovviamente ci ha fatto selezionare solo mamme appunto per arricchire l’ esperienza .
Piccoli incidenti domestici da genitori ci hanno fatto pensare all’ utilita’ di a mettere a disposizione di tutte le 300 farmacie genovesi 30000 volantini per la prevenzione degli avvelenamenti. Oppure pensare all’iniziativa dell’ angolo dell’ allattamento .
Arricchiti in toto da questa esperienza !
Questa idea è proprio bella e, ad esempio di come a volte la maternità possa essere valorizzata anche da chi ti valuta per assumerti, volevo raccontarvi di come ho trovato lavoro.
Antefatto: nel 1996 mi sono ritrovata incinta al secondo anno di università. Il futuro papà (e futuro marito e poi ex-marito) abitava qui a lussemburgo (l’avevo conosciuto quando lui era in ferie in Friuli). Dopo innumerevoli riflessioni, dubbi ecc. ho deciso di continuare l’università (era una laurea breve, quindi ero a metà strada)grazie soprattutto al supporto dei miei genitori, che si offrirono di aiutarmi tenendomi la bambina mentre andavo ai corsi. Portai quindi a termine gli studi e mi trasferii in seguito a lussemburgo.
A fine ’98 ho iniziato a cercare lavoro. Dopo alcuni mesi, vengo finalmente contattata per un lavoro a tempo pieno. Faccio un primo colloquio e vengo poi selezionata per il secondo colloquio. Ero apparentemente “in competizione” con una ragazza che corrispondeva meglio al profilo richiesto. Il responsabile amministrativo però ha fatto due conti: ha visto sul c.v. l’anno del diploma di laurea (1998) e l’anno di nascita di mia figlia (1997) e, guardando la mia età, si è reso conto che non avevo perso nemmeno un anno di studi. Al che, mi ha chiesto se ero veramente riuscita a laurearmi avendo avuto una figlia durante il percorso. Quando gli ho detto di si, mi ha risposto che “se hai avuto le palle di finire gli studi con una bambina piccola, avrai di sicuro le palle per imparare un lavoro che non ti è familiare. Ti assumo”.
La morale è che, dopo quasi undici anni, sono ancora qui… grazie a lui e alla mia maternità!!!!!
Prima del 2007 ero solamente un figlio e il mio cv era povero, senza speranza alcuna di essere preso in considerazione da alcuno. Dopo il 2007, ho iniziato a trasformarmi in padre, arricchendo la mia formazione giorno dopo giorno. Oggi, le esperienze che ho fatto e quelle nuove, che tuttora sto facendo, contribuiscono a rendere la mia ‘figura professionale’ completa e sono convinto che la mia educazione ‘sul campo’, ancora ‘in fieri’, mi ha fatto diventare e mi renderà sempre più adeguato per qualsiasi sfida.
Luisa, Digital Marketing Manager, 41 anni 7+1 mesi + 6+2 mesi di maternità + 8+7 di gravidanza. Seguono 4 anni e mezzo da mamma.
Durante questo periodo ho raffinato le mie capacità di delega, gestione del tempo e delle priorità. Ho migliorato inoltre le mie capacità di auto-controllo nel crise management e re-indirizzato i miei obiettivi. Ho lavorato con impegno sulla mia auto-stima permettendomi di intraprendere nuovi percorsi professionali. Oggi il change management è il mio punto di forza.
Ammazza che sborona!!!
Silvia, giornalista
agosto/ ottobre 2006 Tre mesi di autocontrollo, stabilità interiore, forza d’animo (Ric in terapia intensiva)
ottobre 2006/agosto 2009 tre anni di psicologia infantile, di problem solving, con tanto di infarinatura di pediatria.
agosto 2009 fino ad oggi ho acquisito capacità organizzative (Ric alla scuola dell’infanzia) e di dialettica (insegnanti inadeguate) non comuni
Simona, architetto.
9 mesi di corso all’autocontrollo e alla disciplina.
7 anni di full immersion in -controllo e gestione dell’impresa famiglia- prima, -controllo e gestione dell’impresa mamma single- dopo.
7 anni di psicologia infantile, psicologia maschile, psicologia nonnile.
7 anni di capacità all’adattamento.
7 anni di dietologia, farmacologia, tendenze moda bimbo, psichiatria, pediatria, allergologia, dinamiche socio-culturali.
e si.
penso proprio di essere adatta a qualsiasi lavoro.
intuito geniale, che solo ad una mamma poteva venire……..
Patrizia, giornalista, master in maternità (13 anni di esperienza)
Bellissima riflessione, complimenti.
Sono d’accordo: nella maternità oltre a imparare a essere multitasking e ovviamente problem solving ho approfondito la conoscenza antropologica fra le radici e le cause delle differenze psicologiche fra maschile e femminile. (Non sto scherzando)
Non avendo fratelli, zii e cugini non avevo mai avuto modo di capire come si formano le abitudini, le convinzioni, le emozioni nel cervello dei maschi. Le mie uniche esperienze con il mondo maschile sono
state quelle da adulta. Invece, da madre, frequentando madri e padri di maschi e guardando bambini maschi crescere e giocare ho compreso un sacco di cose interessanti.
Adesso posso interagire con l’altra metà del cielo in modo molto più smart.
SIlvia, avvocato
2004 otto intensissimi mesi di maternità
Durante questo periodo ho valorizzato le mie capacità di gestione efficace del tempo, ho migliorato la mia propensione all’autocontrollo ed ho acquisito inaspettate potenzialità multitasking.
L’esperienza della maternià, nel suo insieme, ha indirizzato i miei interessi professionali verso nuove prospettive, portandomi ad approfondire le tematiche dell’interazione del diritto penale con quello di famiglia.
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Le neuroscienze confermano che il cervello delle mamme, ma anche dei papà e di chi accudisce un'altra persona, si modificano in modo profondo, aumentando capacità di percezione, efficienza, resilienza, motivazione e intelligenza emotiva. Queste qualità rendono la maternità o paternità un momento di arricchimento. Per questo siamo orgogliosi di scriverlo sul nostro CV.
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