Frida Kahlo ritratto di un’antiprincipessa

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Con laGrande abbiamo letto il libro su Frida Kahlo della collana “antiprincipesse” di Nadia Fink e Pitu Sàa edito e prodotto dalla Rapsodia Edizioni: ci siamo fatte rapire dai disegni, dalle riproduzioni dei quadri e dalla storia di Frida.

Foto di proprietà. Tutti i diritti sono riservati.
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Al termine, laGrande (7 anni) ha voluto che cercassi per lei su internet le immagini dei quadri di Frida e osservarseli uno per uno. Il suo primo commento è stato che era bella, Frida, bella la sua storia, belli i suoi quadri.
La vicenda di Frida è stata un po’ più difficile, da rielaborare, anche assieme: una vicenda articolata, capace di tenere assieme tanti dolori, sofferenze, rivolte ma anche un’indomabile voglia di vivere l’ha emozionata tanto.
Per dirla con le sue parole:

“è stata sfortunata, ma anche fortunata. Sfortunata per la malattia, l’incidente, ma fortunata per il bene della famiglia e di chi ha saputo starle vicina”.

Il volume descrive molto bene il ruolo salvifico della pittura, il dono da parte della madre della scatola di pennelli, la capacità di riviversi nel proprio autoritratto e attraverso di esso uscire e andare oltre l’immobilità cui era costretta a letto.
LaGrande è stata rapita dai colori vivi, vivaci e ricchi degli autoritratti e dei dipinti: l’hanno fatta interrogare su come sia possibile che Frida abbia vissuto in un paese povero, in un’epoca di grande cambiamento e rivoluzioni, e che le sia stato ugualmente possibile venire così arricchita – dal suo stesso povero paese – da tradizioni colorate, intense, vibranti di vita.
Accompagnandola nella lettura io stessa mi sono fatta coinvolgere dalle sue domande su com’è possibile che ci sia tanta sofferenza, che sia inevitabile, quasi insita nelle vicende personali dell’essere umano. Ho ripensato a questo articolo di Anna Maria Testa in cui raccontava la teoria di Nassim Taleb secondo cui

“Se “fragile” è qualcosa che viene danneggiato dai colpi, dal caos e dall’incertezza, il suo opposto non è “robusto (ciò che resta indifferente ai colpi) ma, appunto, ciò che è “antifragile”: capace di prosperare grazie a colpi, caos e incertezza, stress e disordine.”

Frida è tutto questo e il libro, con interessanti rimandi, inserzioni, collegamenti, rende molto bene la sua notevole capacità di trasformare tutto il male subito e patito in un progetto innovativo: personale e artistico, pubblico e sociale.
Non tralascia la ribellione, l’anticonformismo: chissà, forse letto in preadolescenza potrebbe aprire spunti di discussione e confronto, immedesimazione e proiezioni utili a comprendersi in un’età difficile.
Forse rileggendolo tra qualche anno laGrande trasformerà le immagini dei dipinti di Frida in amuleti capaci di infonderle il giusto coraggio, ne trarrà spunto per superare le difficoltà e i dolori trasformandoli in un suo progetto innovativo, vedrà in lei un modello positivo: di coraggio, di gioia di vivere, di “antifragilità”, appunto.
Oggi, Frida è stata capace di parlarle attraverso i colori, il sorriso e l’allegria delle immagini che il libro sceglie di lei, gli animali affettuosi di cui si circondava, i quadri scelti con cura, in questo agile volume, per farci comprendere il suo tocco originale.

Un libro notevole, un buon inizio di collana.
Età consigliata (per noi): 7, meglio 8 anni.

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2 COMMENTI

  1. Le mie sono più grandi ma è piaciuto anche a loro. A me piace molto tutto ciò che reca una prospettiva diversa da quella comune, che ci spinge a interrogarci su quanto ciò a cui siamo abituati, ciò che ci sembra normale, come ad esempio un canone di bellezza, possa (e debba) essere identificato, analizzato e poi buttato, in favore di qualcosa che ci piace di più o che ci fa sentire più noi stessi. Quindi apprezzo molto il senso di questa collana e anche la protagonista di questa prima uscita.
    Bravissimo l’illustratore, ma i quadri non li avrei riprodotti.

    • Sai, a me è piaciuto tanto anche riscoprire con i suoi occhi una pittrice che credevo di conoscere. Anche credendo già di aver proposto qualcosa che interroga, rivederlo e riscoprirlo mi ha costretto a correggere quelle che erano le mie “norme” con cui avevo proposte Frida…
      qualunque sia il soggetto, conosciuto o sconosciuto, leggerlo e ritrovarlo assieme ai bambini è sempre arricchente!
      🙂

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