Eco-decluttering in cameretta

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Visto che Serena e Silvia si lanciano con iniziative benefiche che stanno già sbancando in giro per la rete (e per le case) ottime per la salute delle mamme e per la condivisione delle fatiche del gestire una casa, oggi con eco-famiglie crescono vi propongo una pratica che vi farà sentire picevolmente sollevate. Niente paura: continuerete a dire ‘scusa il disordine’, ma vi sentirete comunque meglio, più leggeri insomma.

Parliamo di decluttering, declinato nel mondo dei giocattoli e degli accessori dei nostri bimbi. Il decluttering è la pratica di liberarci degli oggetti inutili, che occupano spazio fisico e vitale, che stanno dentro le nostre case, facendole assomigliare a dei tetris. Spesso ci tolgono energia, ingombrano e generano stress inutile che potremmo evitare.

Liberarsi delle cose che noi o i nostri bambini non usiamo è giusto e sacrosanto, ma va fatto con un criterio che risponda anche a propositi ecologici: aprire l’armadio o la stanza dei bimbi e riempire un cassonetto o una discarica non è proprio la cosa più indicata. Io che sono la moglie di un sedicente contadino (che in realà è un informatico ndr) che terrebbe tutto, ma proprio tutto, ho affinato strategie complesse per uscirne viva e mantenere i miei ideali ecologici.

Ho notato che con la crescita delle mie bambine sono diminuite proporzionalmente le mie cose (e aumentate a dismisura le loro). Ma mi chiedo: le mie bambine hanno bisogno di tutti quei giochi, accessori, oggetti? Quanto tempo effettivo hanno per utilizzare e godere di ciò che affolla le loro camerette?
Direi che la colpa va attribuita essenzialmente alla ragnatela del consumo, che ci istiga a comprare qualunque cosa: a quell’invito dobbiamo opporre i nostri no e convincere chi ci sta vicino che siamo nel giusto ;).

Alla lunga i giocattoli sono un incubo. Cercate di capirmi: chiunque ama i propri figli e vuole che giochino al meglio, stilmolando creatività e fantasia. Ma come non odiare chiunque arrivi in casa con i giochini cinesi del tutto a 1 euro (nonno compreso)?

Mettiamoci d’accordo con amici e parenti tutti, aboliamo la diabolica pratica per cui a Natale e ai compleanni ogni singolo parente e amico fa un ‘pensiero’ al nostro bimbo. Cerchiamo di unire le forze: se babbo Natale porta i pattini, tu nonno porta un caschetto e tu madrina amatissima portaci i salvapolsi e le ginocchiere. Attiviamo una mailing list con le mamme della scuola e ai compleanni facciamo una colletta di pochi euro ciascuno e acquistiamo un unico regalo, bello però, utile, fatto con materiali rinnovabili (legno ad esempio o stoffa) che magari possa crescere con il nostro bambino, stimolare la sua creatività e fantasia. Conoscete ad esempio il Kapla? Ma non è l’unico, ci sono un’infinità di giochi ‘sostenibili’, semplici, non luccicanti e rumorosi e a bassissimo impatto.
Quando li acquistiamo scegliamo giocattoli con imballaggio minimo, e boicottiamo le bambole dei supermercati, inscatolate e strozzate alla gola e a tutti gli arti!

Eliminiamo senza pietà giochi rotti che non si possono aggiustare e dei rimanenti facciamo in modo di averne pochi a vista. Li faremo ruotare, togliendo temporaneamente una parte di ciò che è in casa.

Regaliamo i giochi che i nostri figli non amano (o con cui giocano poco), diamoli in beneficenza, vendiamoli nei negozi dell’usato, facciamo sì che abbiano nuova vita con altri bambini.

Sul vestiario valgono le stesse regole: siamo obbligati a svuotare periodicamente gli armadi dei nostri figli. Facciamo lo stesso anche con i nostri, magari attiviamoci per riadattare vecchi abiti che non portiamo, ma teniamo nell’armadio solo l’indispensabile. Tutto il resto può andare nella nostra craft room (averla!), o diventare un vestito di carnevale per i nostri figli, un pupazzo o una bambola. Ho scoperto che non serve avere grosse abilità di cucito per inventare cose come cuori di pezza, pupazzi semplici che persino con cuciture un po’ storte esercitano un potere enorme nella fantasia delle mie bimbe. Alla faccia del tutto1euro.

Su tutto il resto della casa dobbiamo cercare di darci dentro con un decluttering realista e positivo, che tenga conto dei nostri limiti e che cerchi di recuperare tutto ciò che può essere recuperato in chiave diversa.
Barattiamo, regaliamo, differenziamo tutto il possibile e poi all’ultimo andiamocene in discarica e liberiamoci. A cosa fatte ci sentiermo davvero meglio.
Per chi volesse fare un’operazione graduale, la lettura del Quaderno di esercizi per liberarsi delle cose inutili può essere di grandissimo aiuto: è salutare e divertente (e occupa poco spazio).

Qui di seguito trovate qualche idea strabiliante di riciclo, giochi handmade per rendere positivo e magari creativo il vostro decluttering nelle camerette dei bimbi.
Se potete aiutateci ad allungare la lista

http://www.recyclart.org/
http://www.declutterdaily.com/
http://declutterorganizerepurpose.wordpress.com/
http://www.unideanellemani.it/
http://ri-creazione.iljournal.it/
http://www.piacerediconoscerti.it/tag/giocattoli/

 

Elisa di Mestieredimamma.it

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12 COMMENTI

  1. Odio gli ovetti anche io, e per fortuna l’ha capito anche mia figlia (e se l’ha capito da sola, vuol dire che le sorprese sono odiose!).

    Marito che terrebbe tutto “si sa mai, potrebbe servire”. io che butterei tutto meno l’indispensabile (ma non lo faccio perché ho anche un animo ecologista… che fregatura! 🙂 ). Ecco, per esempio mi vengono i capelli dritti quando nelle case altrui vedo le collezioni delle sorprese degli ovetti, mai usate ma ben esposte!

    Riciclo, la piccola non ha un vestito suo, non uno, recupera dalla sorella, dalla cugina e dalla figlia di amici. Per la grande è stato diverso, ma sempre tutto al minimo. E ora che la piccola cresce, passo vestiti e giochi che non usa più ad amici con figli (solo che… sono troppo gentili, poi restituiscono!).

    La mia difficoltà sta nella differenza d’età: 6 anni con giochi di società, lego, costruzioni, pianola, cucina, bambole, 2 anni e mezzo con costruzioni e giochini di ogni genere, pentoline, macchinine, formine, musichette. Insomma, doppio ingombro perché in comune hanno poco.

    Libri presi solo in libreria (compro solo quelli che mi riservono, praticamente un libro l’anno, forse… e i libri in inglese per loro). I libri che non usiamo più (perché sono cresciute o perché sono stati acquisti sbagliati o di anni fa) li ho passati in biblioteca. Li riprendo quando voglio se decido, ma intanto non ingombrano.

    E ogni anno prima di Natale e compleanni, con la scusa dei “regali nuovi che poi da qualche parte dovrai mettere” passo con sacco della spazzatura (per i giochi rotti, rovinati e inutilizzabili che però guai a toccargli) e una borsa buona (per i giochi buoni che passo poi ad amici, o nido o asilo o centro aiuto alla vita) e le convinco a trovare qualcosa da togliere.

    Però anche noi abbiamo la nonna dei giochi da “ma tanto l’ho pagato poco”. Si, ma ingombra tanto, e inquina anche tanto, perché il giorno dopo è rotto e lo butti! Ma ho risolto: mammina, in casa non ho più spazio, compra pure quello che vuoi, ma in da noi non entra più niente, lo usano qui da te. Non è guarita ma ha ridotto 😉

    Insomma, 4 anime e due gatti in meno di 70 mq, dobbiamo stringerci. Buttare non mi piace, e di caos ce n’è sempre tanto senza aggiungere. Il vantaggio è che così compro poco e risparmio!

  2. @supermambanana sull’usato sfondi una porta aperta. IO ci credo molto, ma in italia la gente ha ancora un po’ la puzza sotto il naso, anche se è un mercato in grandissima espansione, per fortuna. All’estero ci insegni che è la normalità. Ho acquistato or ora per me e marito 2 giubbotti che son pure di marca (anche se non è che mi interessi in modo particolare, anche se devo dire che sono di ottima qualità) ad un prezzaccio… e per i bimbi si trova di tutto e di più

    @claudia gli ovetti convenzionali io ho iniziato a boicottarli perchè anche io trovo le merendine assurde. Oltre al ridicolo slogan più latte e meno cacao (quando ce vo ce vo). Le mie bimbe li chiedono quando li vedono e io ho optato per quelli del mercato equo e solidale che hanno come soprese dei piccoli animaletti prodotti artigianalmente: non sono giochi ma a loro piace collezionare queste cose.

  3. Anch’io sono in fase decluttering, un po’ per necessità e un po’ perché a volte mi prendono dei veri e propri raptus. A questo proposito ci tengo a esprimere pubblicamente il mio odio più profondo per le sorpresine dentro gli ovetti >:( Sono di pessima qualità, non servono a niente, i bambini ci giocano per il tempo necessario a montarli e poi li mettono da parte…. AAARGH! Io periodicamente li raccolgo e li butto, non se ne accorge mai nessuno. Se vi vengono delle idee su come riciclarli, che so esperimenti sulla temperatura di fusione della plastica, fatemi sapere. (O forse c’è un mercato dell’usato anche per questa spazzatura?)

  4. Sante parole!In questi giorni guarda la zona giorno/soggiorno/libreria di casa nostra e mi vengono i brividi!
    Già avevamo una grossa quantità di giocattoli, poi a Natale siamo stati sommersi da grossi, enormi camion e macchine, plasticosi, cinesi li odio!!Io avrei preferito Lego o altri giochi in legno da incastro che mio figlio ama molto ma niente da fare e dire che con quelli che ha ricevuto non ci gioca nemmeno, non gli piacciono proprio!
    Urge declutting o almeno fare un pò di ordine, solo a guardare tutto quel casino mi viene l’ansia.

  5. come dicevo credo in un altro post, c’e’ anche il complementare di questa operazione: nell’acquisto, io cerco sempre di comprare usato. Ho trovato giochi su ebay che levati, ottenendo con una semplice azione ben tre risultati, far contenti i bambini, contruibuire al riciclo, e declutterare una casa altrui, quindi aiutando qualcuno come scritto qui su. I libri di casa, per noi o per i bimbi, sono sempre usati, grazie al magnifico mercato parallelo di amazon.co.uk. Perche’ aivoglia a portare i nostri giocattoli nei negozi dell’usato, ma se nessuno poi li compra siamo al punto di partenza. Non sono ancora, pero’ passata al livello successivo, cioe’ regalare cose usate… mi piacerebbe, ma non riesco ancora. Ci pensero’ meglio pero’…

  6. ho giocato anch’io in questi giorni con i kapla perchè li ho regalati al nano che all’asilo ci gioca da un anno e più. a me piacciono molto ma a vederli a freddo uno può pensare: cosa c’è di speciale nelle listarelle da parquet? eppure. ti perdi in queste costruzioni pazzesche e l’effetto finale è il declutteramento del cervello, che poi alla fine per me è quella la difficoltà vera, declutterare il cervello….

  7. Co-moderatrice di Flylady Italia a rapporto! Ora Flylady ha un gruppo su yahoo, con il quale manda ogni giorno le missioni e altri articoli tradotti in italiano.

    Il succo del metodo è infatti, come dice Mammamsterdam, avere solide routines al mattino e alla sera, sbarazzarci del “clutter” cioè di tutti gli oggetti che ingombrano per 15 minuti al giorno, e dedicarci al riordino e pulizia di una zona della casa per 15 minuti ogni giorno. Si dedica inoltre 1 ora alla settimana per la pulizia generale. Fine.

    Altre informazioni: http://it.groups.yahoo.com/group/flyladyitalia/ oppure chiedete pure a me, che pur essendo super incasinata con questo metodo riesco a tenere la casa in modo decente.

    melanele

  8. Io per un periodo ero abbonata a FlyLadies che ti mandano vari messaggi al giorno, che tu puoi scegliere di ignorare o di farti ispirare, per fare in 30 secondi quei lavoretti che rimandi sempre al momento in cui avrai 3 ore per fare una pulizia generale. L’ idea `e che puoi metterci tre ore a ripulire il bagno bene in una volta, oppure nel momento in cui ti arriva la mail, ti alzi dal computer, vai a fare la pipì e con una spugnetta o fazzolettino usa-e-getta (antiecologico, lo so, ma uso l aceto per compensare) pulisci bene e in 30 secondi quel punto dietro il water che uno non tocca quasi mai.
    Oppure ti dicono: metti un timer da tot minuti, prendi un sacco della monnezza, corri per tutta casa infilandoci dentro 27 cose da buttare, chiudi il sacco senza riguardare e mettilo fuori dalla porta per buttarlo appena esci.

    Insomma, il decluttering è il loro mantra e a volte penso che dovrei riiscrivermi.

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