Il corso estivo per bambini

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Giorni fa leggevo questo post dal blog di Farmacia Serra Genova e della loro soluzione per trovare un’attività interessante per i figli in attesa delle vacanze familiari. Certo, loro vivono in una città di mare e possono sfruttare il corso di canottaggio come campo estivo. Ma un corso intensivo per imparare una disciplina sportiva che li attira, è un buon modo di impiegare una parte della vacanza per i bambini, almeno dai sei anni in su.

Sto scrivendo questo post dalla spiaggia di Torbole, sul Garda Trentino, spot surfistico e velistico noto in tutta Europa, perchè dall’anno scorso il Piccolo Jedi ci chiedeva un corso di windsurf come si deve! E quindi eccomi qui: è un giorno piovoso di questa estate bizzarra, fa freddo, scende una piaggia leggera ma continua. Mio figlio è in acqua, con la muta, la tavola e la vela, è lì che pende dalle labbra del suo giovane istruttore. Ieri, prima lezione, con il sole, erano in quattro. Oggi piove, ma lui si è voluto presentare per forza, puntuale alle 9. Qui sono abituati ad un pubblico nordeuropeo e si esce in acqua anche sotto la pioggia. E così, eccolo lì… con un sorriso raggiante e le mani gelate.
Questo per dire che è pieno di entusiasmo.

I corsi di questo genere, secondo me, sono un’ottima occasione di crescita. Ci sono un po’ in tutte le discipline sportive, ma quelli negli sport nautici (vela, windsurf, canottaggio) ed equestri, insegnano non solo quella disciplina, ma anche la cura e la preparazione delle attrezzature e, nel secondo caso, il rapporto con l’animale.
I bambini di solito sono impegnati tutta la mattina o fino al primo pomeriggio: in questo caso pranzano insieme agli istruttori e imparano a fare gruppo.
Si alternano momenti di teoria a quelli di pratica. Si impara a trasportare le attrezzature, a montarle, a riporle e pulirle dopo l’uso. E si impara l’importanza di questa cura: perchè l’efficienza delle attrezzature è, prima di tutto, sicurezza.
Si imparano sport complessi e formativi, si impara la frustrazione del non riuscire in qualcosa e il modo di sdrammatizzarla condividendola con i compagni. Si sta in gruppo e ci si confronta.

Vedo mio figlio seguire alla lettera le istruzioni di un ragazzetto che sembra avere poco più dei suoi anni (ma no, forse a 20 anni ci arriva!). Però per lui è Il Mio Istruttore, quindi insindacabile, indiscutibile e profondamente carismatico. Ieri, quando i suoi compagni di corso non si erano dati alla fuga per “qualche goccetta di pioggia” (che madre snaturata che sono!!!), già dai primi minuti, quando li avevamo appena consegnati all’istruttore, avevano iniziato a chiacchierare e a familiarizzare. A fine giornata erano già I Miei Compagni, una piccola squadra.

Una settimana di questi corsi aiuta anche a migliorare molto le abilità manuali e fisiche e il controllo e la conoscenza del prorpio corpo. Rende più indipendenti nel gestirsi.
Se siete in vacanza al mare o vicino a un lago, provate a proporre un corso di vela e di canottaggio. Se siete in montagna pensate a un corso di equitazione, di kayak o di arrampicata. Ci si guadagna anche qualche ora di relax per i genitori! 😉

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4 COMMENTI

  1. Secondo me è essenziale che il corso sia gradito al bambino. Imporre un’attività del genere è terribile, proprio perchè si tratta di dedicare la giornata ad un unica attività: se non ti piace è una tortura!
    Capisco quello di cui parla Barbara. Se un corso di vela (o di qualsiasi altro sport del genere) non è gradito al bambino, meglio allora un centro estivo “classico” che propone più attività diverse. Passare 3 o 4 ore in barca può essere un godimento puro o un peso insopportabile. Certo, i genitori avranno mandato i loro figli a quei corsi con le migliori intenzioni, perchè spesso sono in posti bellissimi e si spera di farli star fuori dalle città e farli divertire. Solo che poi bisogna anche ascoltarli e capire quanto costa a loro.

  2. Io da bambina ho avuto due esperienze di corsi estivi:
    1) nuoto, a una decina di km dalla città dove vivevo. Un dramma. Dovevo alzarmi presto, di nuotare in piscina non me ne fregava niente (vivevo a 3 km dal mare!) e l’acqua della piscina era GE-LA-TA. Ho fatto quasi tutte le lezioni piangendo e tremando dal freddo, con accompagnamento di commenti tipo “forza non fare tutte quelle storie” (mia madre, presente a bordo piscina, che però ovviamente in acqua non metteva piede). Finalmente mi è venuta una tonsillite pazzesca, e lì mia madre qualche dubbio se l’è fatto venire. Fine del corso di nuoto.
    2) in vacanza in montagna con i miei, l’albergo organizzava un corso di sci per bambini (io avrò avuto 10 anni). Fantastico. Forse anche perché i genitori lì non ci seguivano, eravamo 6-7 con l’istruttore, pranzavamo tutti insieme al rifugio, è stata veramente una bella esperienza. Forse anche perché per me, che vivevo in Sicilia, sciare era una cosa assolutamente esotica.

    A mia figlia sì, spero di far fare dei corsi, ma possibilmente qualcosa che possa fare da sola, in cui io da genitore non mi debba intromettere. Una cosa che sia sua.

    @Barbara, io penso che i bambini, e a maggior ragione dei ragazzini grandicelli come quelli di cui parli tu, debbano sapere come stanno le cose. Se i genitori non hanno ferie, non hanno ferie e non c’è diplomazia che tenga. Certo si cerca di trovare delle attività che li divertano, nei limiti del possibile. Ma il momento in cui i bambini non vogliono più andare al “gruppo estivo” – qualunque esso sia – arriva sempre, e allora come si fa? Non ci trovo niente di male a dire la verità. In fondo non andiamo mica a lavorare per far dispetto ai figli.

  3. Io trovo che quello che scrive Silvia sia assolutamente spettacolare.
    I miei due sono ancora piccoli, Ele 4,5 e Fede appena 2…. ma io non vedo l’ora… davvero.
    Certo, per il relax e qualche ora di pace…. ma soprattutto per tutto quello che scrive Silvia. La condivisione, il senso di appartenenza, il senso di importanza delle cose cosiddette “di servizio”…. tutto, insomma… Certo, noi siamo in vacanza negli States e anche qui vedo cose fantastiche… ci sono corsi del genere che interessano anche bambini piccoli come i miei e sono stata anche tentata di farglieli fare….

  4. Il circolo velico dei miei genitori organizza tutti gli anni corsi di vela, e un paio di volte ho aiutato nell’organizzazione. Quindi mi permetto di dare ai genitori che vogliano fare una scelta di questo tipo un piccolo consiglio da chi “sta dall’altra parte”: presentate ai vostri figli il corso come una cosa divertente, un’occasione per svolgere un’attività altrimenti proibitiva, un’occasione per fare una vacanza senza genitori e cercate di partecipare con un pò di entusiasmo.
    Non vi dico quante volte ho sentito discorsi fra loro, negli spogliatoi o nei momenti di pausa, sui toni del “i miei mi hanno mandato qui una settimana perchè non hanno le ferie e non possono tenermi a casa”, “fra questo e un campo estivo in città abbiamo scelto questo che almeno somiglia di più a una vacanza” eccetera. Quello di cui parlo è naturalmente un corso con pernottamento, un pò diverso da quello di cui parla Silvia, ma spero di essermi spiegata…

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