Allergia e intolleranza al latte e risvegli notturni

47

Se da quando avete iniziato lo svezzamento vostro figlio si sveglia 20 volte per notte, se non c’è Estivill che tenga, se Tracy Hogg gli fa un baffo, e se siete sul punto del suicidio famigliare, provate a pensare ad un allergia. O almeno questa è la nostra storia.

Facciamo un salto indietro a 5 anni fa, quando il mio piccolo Vikingo di circa 10 mesi si svegliava numerose volte la notte con evidente strapazzo dei suoi genitori che vagavano come zombie e si chiedevano cosa avevano fatto di male. Ovviamente tutti sapevano esattamente la ragione di questi risvegli, ed era ovviamente interamente colpa nostra. Le ipotesi più accreditate erano: a) lo facevamo stancare troppo durante il giorno (noi??? Se non stava fermo un attimo?), b) non lo facevamo stancare abbastanza durante il giorno (!!!!), c) non dormiva nel nostro letto e pertanto si sentiva abbandonato nel suo lettino, d) eravamo troppo rigidi nel seguire una routine organizzata e) varie ed eventuali.
Naturalmente il fatto che grazie a Tracy Hogg riuscivamo ad addormentarlo in un battibaleno era di secondaria importanza, anzi a veder bene magari era pure un po’ colpa di Tracy Hogg e delle sue tecniche troppo stressanti.

Io invece avevo notato una certa corrispondenza tra i risvegli notturni e la quantità di formaggio ingurgitato durante il giorno (ne era particolarmente goloso). Ne ho parlato con il pediatra svedese, e anche con quello italiano ed entrambi hanno alzato le spalle dicendo che era troppo difficile sapere con esattezza se fosse allergico al latte oppure no. Dopo altri due mesi di torture notturne, il pediatra svedese si è mosso a compassione e mi ha proposto di usare prodotti senza lattosio. Io ci ho provato, ma senza grandi successi, e quindi sono tornata dal pediatra a lamentarmi. Nel frattempo ero perfettamente in grado di descrivere la situazione: mio figlio si svegliava la notte urlando, si tirava in piedi, emetteva un gran quantitativo di aria e si rimetteva a dormire immediatamente.
A forza di insistere, dopo altri due mesi sono riuscita ad imporre la mia opinione, ed ho ottenuto di fare un test allergico che però ovviamente, è risultato negativo.

Fatemi fare una premessa per chi non lo sapesse, esistono allergie ed esistono intolleranze.
Un’allergia è una reazione eccessiva del sistema immunitario che si sente attaccata da un elemento estraneo considerandolo pericoloso. Le allergie sono classificate a seconda della gravità, e quelle più gravi possono portare anche a shock anafilattico e morte della persona, ma sono sostanzialmente sempre date dallo stesso meccanismo, la protezione eccessiva e ingiustificata del proprio sistema immunitario nei confronti di un allergene che in realtà di suo è abbastanza innocuo. L’allergia è una reazione immediata, avviene entro 10-15 minuti, e può essere scoperta con dei semplici test sulla pelle o un prelievo del sangue, che controlla il livello di immunoglobuline E (IgE).
Un’intolleranza, a volte chiamata anche reazione allergica ritardata (delayed allergic reaction), è indipendente dalle immunoglobine e quindi non è misurabile con una semplice analisi del sangue o un test sulla pelle. Questo rende più difficile effettuare una diagnosi corretta.

L’allergia al latte normalmente significa un’allergia alle proteine del latte, che sono molte e varie, ed è una condizione che colpisce il 2 % circa dei bambini piccoli e che scompare con la crescita.
In caso di allergia al latte bisogna eliminare latte di mucca ma anche di capra e di pecora in quanto le proteine dei rispettivi latti sono molto simili tra di loro.

Un’intolleranza invece può indicare un’intolleranza alle proteine del latte oppure al lattosio (ossia agli zuccheri del latte). L’intolleranza al lattosio, che più comune degli adulti che nei bambini, si risolve assumendo l’enzima responsabile della scissione degli zuccheri e il gioco è fatto.
Le cause alla base dell’intolleranza alle proteine del latte invece non sono molto chiare, ed è per questo che non esistono test riconosciuti, almeno dal sistema svedese.
Il test più accreditato per verificare un’intolleranza è quello così detto dell’eliminazione. In pratica si elimina l’alimento sospetto dalla dieta del bambino e si verifica immediatamente se i sintomi scompaiono. A quel punto si può procedere alla reintroduzione dell’alimento e verificare se i sintomi ricompaiono.

Una volta eliminati il latte e il formaggio dall’alimentazione del Vikingo abbiamo subito notato che le sue sveglie notturne sono passate da 10-15, a 2-3 per notte. Lo abbiamo tenuto su una dieta senza latte e formaggi per un paio di settimane, e poi abbiamo introdotto di nuovo il latte nella sua dieta. Le sveglie notturne sono tornate ai valori insostenibili di 10-15 per notte. Questo semplicissimo test ci ha tolto ogni dubbio: il piccolo Vikingo era intollerante alle proteine latte.

Tre anni più tardi ci siamo ritrovati nelle stesse condizioni con Pollicino ma questa volta siamo andati direttamente al punto. Eliminato il latte e il formaggi diminuivano drasticamente le sveglie notturne.

Ecco quindi le raccomandazioni nel caso di allergia o intolleranza alle proteine del latte:

  • 1. fate attenzione al latte nascosto nei preparati (alcuni salumi, precotti, dolci, cioccolato, eccetera). Controllare sempre la lista degli ingredienti per essere certi che non contenga latte.
  • 2. il latte scremato contiene le stesse proteine del latte intero quindi non aiuta in nessun modo.
  • 3. il latte di capra o di pecora contiene molte delle proteine del latte di mucca, quindi generalmente non aiuta, nonostante siano molti i pediatri che lo suggeriscono come sostituto (e mi chiedo se qualcuno può spiegarmi questa cosa)
  • 4. esistono moltissimi prodotti di soya e di avena, yogurt, latte e persino formaggi che possono essere usati come alternativa

La maggior parte dei bambini risolve il problema dell’intolleranza intorno ai 2-3 anni di età, per questo ad un certo punto si può provare ad re-introdurre l’alimento, e sperare di aver superato la fase critica. la reintroduzione deve però avvenire gradualmente, e conviene iniziare prima con formaggio stagionato, poi con l’uso di latte o formaggi nelle ricette, e solo in ultimo il latte da bere.
Il Vikingo intorno ai 3 anni e mezzo ha superato completamente il problema, ed anche se non è diventato un appassionato di latte, ha ripreso abbondantemente ad ingurgitare tonnellate di formaggio. Pollicino invece segue tuttora una dieta milk free ma abbiamo speranze per il prossimo futuro, visto che ha già 2 anni compiuti.

E voi? Avete anche voi esperienza in merito?

Prova a leggere anche:

47 COMMENTI

  1. buongiorno, ho trovato questo post e farò un tentativo, la mia piccola ha 10 mesi e strilla per ore di notte da quando abbiamo iniziato lo svezzamento anche a cena (la sera mangia pappa con 50 gr di ricotta).
    Prima dello svezzamento mangiava il latte artificiale e dormiva tutta la notte…perchè col latte dormiva e con la ricotta no! Allora ho provato a ridarle solo il latte a cena ma si sveglia lo stesso. La mia domanda è: si può diventare intolleranti al lattosio o lo si è per forza dalla nascita? Il mio pediatra dice che sono tutte stupidaggini e che è solo una rompiscatole. Ma vi farei vedere come si inarca e si dimena di notte, sembra veramente sofferente (e abbiamo già escluso ogni altra causa fisica).. grazie per l’aiuto che vorrete darmi con le vs esperienze di mamme

  2. stesse identiche reazioni, il problema è che io sono un adulto, che probabilmente all’improvviso ha sviluppato questa intolleranza, potrei avere anche io elenco alimenti da eliminare soprattutto le marche di tanti alimenti impensabili, grazie

  3. Vi porto la mia testimonianza perché trovo sia fondamentale diffondere questo tipo di informazione. Anche io, ben 12 anni fa, ho dovuto fare a testate con pediatri vari per la mia piccola. Stessi identici sintomi…iperattività, scarsa crescita e 10/15 risvegli notturni ma senza il minimo segno di colica…roba da impazzire. Dico alla pediatra che mi pare che la situazione peggiori notevolmente dopo una cena a base di formaggio e questa mi risponde : “Non ho mai sentito una cavolata del genere!!” Che dire? 20 mesi di questa vita, poi leggo su una rivista per mamme che, raramente, l’intolleranza al lattosio “può causare un’alterazione del meccanismo dell’addormentamento”. Faccio 2 più 2 tutta da sola, tolgo tutto ciò che ritengo dannoso per mia figlia e la situazione migliora notevolmente!! Poi la vera svolta: rintraccio una mamma di mia conoscenza con un figlio a cui è stata diagnosticata la stessa intolleranza e mi faccio dare il nome del medico che lo segue. 10 minuti di vega-test, diagnosi: intolleranza marcata a lattosio e proteine del latte. Il medico mi consegna una preziosa lista con gli alimenti compatibili con questa condizione (marche testate, reperibili al supermercato…tipo: lo sapete che nelle paste della Barilla ci sono le proteine del latte? Mentre DeCecco e Voiello non le utilizzano?). Faccio la spesa eliminando tutto ciò che non è incluso nella lista e…ta-daaa! mia figlia in TRE GIORNI comincia a dormire TUTTA LA NOTTE. Ora ha 12 anni, cresce benissimo, ha imparato a gestirsi da sola quando è fuori casa e non ha nessun tipo di carenza alimentare (io sto comunque attenta a farle mangiare legumi e verdure ad alto contenuto di calcio). Ogni tanto decide di “fare uno strappo” e…paga con coliche, emicrania, nausea, insonnia. Il medico mi aveva avvertito: è un tipo di intolleranza che può regredire nei primi tre anni di vita, ma più raramente può accompagnarti per il resto della vita. Speravo le andasse bene, ma la mia storia famigliare non prometteva niente di buono: l’intolleranza l’ha ereditata da me, che a mia volta l’ho ereditata da mia madre. Poco male. Senza latte e derivati si vive benissimo, l’importante è imparare a schivarli!!

    • Ciao, ho scoperto che il mio bimbo di 20 mesi e’ allergico al latte vaccino. Non è’ che sei così gentile da girarmi la lista degli alimenti ( Marche comprese ) che ti ha dato il tuo allergologo.
      Grazie infinite

    • Ciao ho letto la tua esperienza, io sto attraversando lo stesso problema, mio figlio ha 19 mesi e la notte non dorme più, si sveglia in continuazione, io ho la tua stessa sensazione, potresti inviarmi la lista dei prodotti che ti sono stati dati? Sono certa che andrei a risolvere questo problema

    • Cara Mara, care mamme
      anche io ho una bimba che deve avere una intolleranza al lattosio o alle proteine del latte. I primi mesi sono stati un inferno. Lei la notte si svegliava in continuazione e urlava e mi graffiava tutta da quanto male aveva e perino in carrozzina non riusciva a stare, come la appoggiavo aria e aria e ancora aria. Feci verdi come gli evidenziatori, poverina mi faceva pena. Per le urla siamo andati al pronto soccorso due volte ma non hanno trovato nulla. La pediatra allora verso i tre mesi e mezzo mi ha detto di cambiare dieta e di escludere tutti i latticini. Beh dopo 20 giorni il mio latte si era purificato e la bimba ha iniziato a dormire. Al 30 giorno ho provato a mangiare uno yogurt. Beh ho fatto la notte in bianco. Mi avrà chiamato un 12-14 volte. Non ho più sgarrato. Adesso che ha 7 mesi ed è svezzata quasi del tutto lei mangia il mio latte solo la notte. Io continuo con la mia dieta senza latticini ed ovviamente la sto facendo fare anche a lei. Vedo però che ha un po’ di muco nelle feci. Pensate che si tratti della reazione al parmigiano? Unico formaggio che le metto in minestrina e solo a pranzo?
      Chiedo a Mara se può girare anche a me la sua lista, mi sembra un vademecum prezioso.

  4. Per Francesca….. Io nella mia ignoranza ho letto intollerante al latte e pensavo si trattasse di semplice intolleranza e non di allergia. Comunque visto che mi sembrate tutti molto esperti potreste aiutarmi rispondendo ad alcuni quesiti? Io ho 2 figli. La grande 3 anni che ho allattato per 2 anni, non ha mai avuto una colica ha preso il mio latte per 1 anno intero e a 12 mesi compiuti mi è venuto facile svezzarla e dalle la pastina con il cucchiaino, anche perchè era grande ormai. Invece il nano ha 5 mesi. Non mi fa dormire, è intollerante al lattosio, non ne vuole sapere di omogen. Di liofilizzati, beve il latte con la crema di riso dal biberon. Come faccio a svezzarlo? Cosa posso proporgli che non gli faccia male? È come se fosse il primo figlio perchè è un esperienza totalmente diversa. E poi mi servirebbe anche una gru per sollevarlo perchè il ragazzino pesa 9 kili e io non riesco a tenerlo tanto in braccio. Sapete dove le vendono ?grazie.

  5. per Simona: non è che tutti i pediatri siano idioti! E’ perché nel nostro come in moltissimi altri casi non si trattava di intolleranza al lattosio (uno zucchero), che ha base genetica e si può individuare con un “semplice” test del DNA, ma di allergia alimentare ritardata alle proteine del latte. Il nome comune di queste allergie mediate da IgG è di nuovo “intolleranze”; come per il lattosio, ma il meccanismo alla base è diverso e non si può capire con un esame del DNA. Si stanno sviluppando test per quantificare le IgG circolanti dirette contro specifici antigeni, cioè le molecole -in questo caso di origine alimentare- che stuzzicano il sistema immunitario. I risultati permettono in teoria di capire a quali alimenti si è intolleranti (cioè si manifesta un’allergia alimentare ritardata) ma ma sono di difficile interpretazione e non diffusamente applicati. I test citologici funzionano benino per gli adulti ma non sono informativi per i bambini. L’unico vero strumento diagnostico è la dieta di privazione seguita da test di reintroduzione e osservazione dei sintomi.

    PS: mio figlio è poi risultato intollerante anche alla soia; è molto comune che l’infiammazione da cibo sia scatenata da molti alimenti, e che gli effetti si sommino confondendo ulteriormente il quadro

  6. Mio figlio fin. Da quando è nato ha avuto disturbi nel sonno, si svegliava anche 8-9 volte, pensavamo che fossero normali coliche o coccolette come le chiama mia figlia Sofia. E dopo averle provare tutte con il mio pediatra, ( formistin, milikon, tachipirina ecc….,sono andata dal pediatra e gli ho detto dottore non è normale che di notte non dorme io mi sento uno zombi, faccia qualcosa…. a 2 mesi mi ha fatto fare le analisi del sangue, e da li si è visto che era intollerante al lattosio. Mio figlio beve latte di soia, va in bagno regolarmente e il colore delle feci è giallo oro come dovrebbe essere. Non capisco come mai per voi ci sia voluto tutto questo tempo 1 anno o più????? Come mai i vostri pediatri non vi hanno fatto fare subito il test???? Buonagiornata a tutti.

  7. Ciao a tutte!
    Ho trovato solo ora questo post… Mio figlio ha 13 mesi e ho il problema dei risvegli notturni. Da piccolo L. ha sofferto di reflusso e secondo me a volte lo stomaco lo disturba ancora un pochino. Comunque… appena prima dello svezzamento abbiamo provato un paio di settimane con un latte idrolizzato ma non è cambiato niente. Non è cambiato il reflusso, non è migliorata la dermatite sul viso e non dormiva di più. Sono indecisa se riprovare una dieta senza latticini. E se fossero i denti? Come avete capito che non si trattava dei denti?
    L. si sveglia, piange, a volte basta il ciuccio e si riaddormeta subito. A volte lo metto nel lettone (proprio quando non ne posso più…) e lì dorme, sempre un po’ agitato, oppure addirittura vuole giocare. Se fosse un’intolleranza piangerebbe di più? Scusate se mi sono dilungata ma sono proprio nel pallone. Grazie a tutte!

  8. x Leila
    mio figlio ha avuto la reazione a 3 mesi e facendogli gli esami del sangue(RAST) abbiamo scoperto che è allergico alle proteine del latte vaccino.Ora ha 3 anni e una volta o fa sempre i Rast e i prick test.

  9. è dura combattere su più fronti… comunque se i tuoi bimbi sono allergici (non al lattosio, che è uno zucchero e non antigenico, ma alle proteine del latte) puoi fare test che evidenziano la presenza di anticorpi specifici nel sangue. Tuttavia per lo più si tratta di intolleranza, e quindi non ci sono test specifici che siano attendibili sui bimbi. Puoi controllare i livelli di istamina nel sangue e verificare che sia un istamino-produttore, ma soprattutto devi provare una dieta di eliminazione rigorosa, seguita da una reintroduzione controllata, poi di nuovo eliminazione ecc. Se i sintomi scompaiono dopo l’eliminazione per ricomparire al reinserimento, hai le prove da mostrare ai tuoi familiari. Per quanto riguarda invece l’intolleranza al lattosio ci sono test specifici, che evidenziano la carenza di un enzima che degrada il lattosio – ma da quello che dici, sembra piuttosto che il problema siano le proteine.
    Nel caso di mio figlio, la sostituzione con latte di soya non ha mai funzionato: si gonfiava come un palloncino! Siamo passati senza problemi al latte di riso, facendo attenzione che assumesse sempre proteine e minerali da altre fonti. Ora ha 3 anni e 1/2 e da due dorme come un sasso 10/11 ore per notte + riposino diurno; è meno sensibile ma continua a non poter mangiare latticini di nessun tipo salvo ogni tanto qualcosa che contenga burro come ingrediente (ma lì, le proteine residue sono molto poche). Ora è in arrivo un fratellino, vedremo se a lui il latte piacerà!
    Buona fortuna

  10. ciao, io ho due figli di 29 e 17 mesi. Il primo già dall’età di 6 mesi ha iniziato ad avere delle bronchiti, ed il medico mi ha detto di eliminare il lattosio. Noi lo abbiamo eliminato quasi del tutto, voglio dire: levati latte, formaggi e yogurt, ma mai troppo attenti ai biscotti o ad alcuni salumi… Le bronchiti sono scomparse, ma all’età di 1 anno e mezzo ha iniziato ad avere feci lente e non digerite, ed è ancora così dopo quasi un anno. Purtroppo il bimbo ha una nonna “distratta” che ogni tanto gli fa fare degli sgarri e un papà che “non crede nelle allergie”, che ogni tanto gli dà un cucchiaio di yogurt o un biscotto contenente latte.
    Ora gli stessi sintomi sono comparli nel fratellino.
    Chiedo a voi che avete esperienza: i test sono attendibili su bimbi così piccoli? Purtroppo mi trovo in una situazione in cui devo “dare delle prove” ai miei familiari più stretti… leila

LASCIA UN COMMENTO