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Allergia e intolleranza al latte e risvegli notturni

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Se da quando avete iniziato lo svezzamento vostro figlio si sveglia 20 volte per notte, se non c’è Estivill che tenga, se Tracy Hogg gli fa un baffo, e se siete sul punto del suicidio famigliare, provate a pensare ad un allergia. O almeno questa è la nostra storia.

Facciamo un salto indietro a 5 anni fa, quando il mio piccolo Vikingo di circa 10 mesi si svegliava numerose volte la notte con evidente strapazzo dei suoi genitori che vagavano come zombie e si chiedevano cosa avevano fatto di male. Ovviamente tutti sapevano esattamente la ragione di questi risvegli, ed era ovviamente interamente colpa nostra. Le ipotesi più accreditate erano: a) lo facevamo stancare troppo durante il giorno (noi??? Se non stava fermo un attimo?), b) non lo facevamo stancare abbastanza durante il giorno (!!!!), c) non dormiva nel nostro letto e pertanto si sentiva abbandonato nel suo lettino, d) eravamo troppo rigidi nel seguire una routine organizzata e) varie ed eventuali.
Naturalmente il fatto che grazie a Tracy Hogg riuscivamo ad addormentarlo in un battibaleno era di secondaria importanza, anzi a veder bene magari era pure un po’ colpa di Tracy Hogg e delle sue tecniche troppo stressanti.

Io invece avevo notato una certa corrispondenza tra i risvegli notturni e la quantità di formaggio ingurgitato durante il giorno (ne era particolarmente goloso). Ne ho parlato con il pediatra svedese, e anche con quello italiano ed entrambi hanno alzato le spalle dicendo che era troppo difficile sapere con esattezza se fosse allergico al latte oppure no. Dopo altri due mesi di torture notturne, il pediatra svedese si è mosso a compassione e mi ha proposto di usare prodotti senza lattosio. Io ci ho provato, ma senza grandi successi, e quindi sono tornata dal pediatra a lamentarmi. Nel frattempo ero perfettamente in grado di descrivere la situazione: mio figlio si svegliava la notte urlando, si tirava in piedi, emetteva un gran quantitativo di aria e si rimetteva a dormire immediatamente.
A forza di insistere, dopo altri due mesi sono riuscita ad imporre la mia opinione, ed ho ottenuto di fare un test allergico che però ovviamente, è risultato negativo.

Fatemi fare una premessa per chi non lo sapesse, esistono allergie ed esistono intolleranze.
Un’allergia è una reazione eccessiva del sistema immunitario che si sente attaccata da un elemento estraneo considerandolo pericoloso. Le allergie sono classificate a seconda della gravità, e quelle più gravi possono portare anche a shock anafilattico e morte della persona, ma sono sostanzialmente sempre date dallo stesso meccanismo, la protezione eccessiva e ingiustificata del proprio sistema immunitario nei confronti di un allergene che in realtà di suo è abbastanza innocuo. L’allergia è una reazione immediata, avviene entro 10-15 minuti, e può essere scoperta con dei semplici test sulla pelle o un prelievo del sangue, che controlla il livello di immunoglobuline E (IgE).
Un’intolleranza, a volte chiamata anche reazione allergica ritardata (delayed allergic reaction), è indipendente dalle immunoglobine e quindi non è misurabile con una semplice analisi del sangue o un test sulla pelle. Questo rende più difficile effettuare una diagnosi corretta.

L’allergia al latte normalmente significa un’allergia alle proteine del latte, che sono molte e varie, ed è una condizione che colpisce il 2 % circa dei bambini piccoli e che scompare con la crescita.
In caso di allergia al latte bisogna eliminare latte di mucca ma anche di capra e di pecora in quanto le proteine dei rispettivi latti sono molto simili tra di loro.

Un’intolleranza invece può indicare un’intolleranza alle proteine del latte oppure al lattosio (ossia agli zuccheri del latte). L’intolleranza al lattosio, che più comune degli adulti che nei bambini, si risolve assumendo l’enzima responsabile della scissione degli zuccheri e il gioco è fatto.
Le cause alla base dell’intolleranza alle proteine del latte invece non sono molto chiare, ed è per questo che non esistono test riconosciuti, almeno dal sistema svedese.
Il test più accreditato per verificare un’intolleranza è quello così detto dell’eliminazione. In pratica si elimina l’alimento sospetto dalla dieta del bambino e si verifica immediatamente se i sintomi scompaiono. A quel punto si può procedere alla reintroduzione dell’alimento e verificare se i sintomi ricompaiono.

Una volta eliminati il latte e il formaggio dall’alimentazione del Vikingo abbiamo subito notato che le sue sveglie notturne sono passate da 10-15, a 2-3 per notte. Lo abbiamo tenuto su una dieta senza latte e formaggi per un paio di settimane, e poi abbiamo introdotto di nuovo il latte nella sua dieta. Le sveglie notturne sono tornate ai valori insostenibili di 10-15 per notte. Questo semplicissimo test ci ha tolto ogni dubbio: il piccolo Vikingo era intollerante alle proteine latte.

Tre anni più tardi ci siamo ritrovati nelle stesse condizioni con Pollicino ma questa volta siamo andati direttamente al punto. Eliminato il latte e il formaggi diminuivano drasticamente le sveglie notturne.

Ecco quindi le raccomandazioni nel caso di allergia o intolleranza alle proteine del latte:

  • 1. fate attenzione al latte nascosto nei preparati (alcuni salumi, precotti, dolci, cioccolato, eccetera). Controllare sempre la lista degli ingredienti per essere certi che non contenga latte.
  • 2. il latte scremato contiene le stesse proteine del latte intero quindi non aiuta in nessun modo.
  • 3. il latte di capra o di pecora contiene molte delle proteine del latte di mucca, quindi generalmente non aiuta, nonostante siano molti i pediatri che lo suggeriscono come sostituto (e mi chiedo se qualcuno può spiegarmi questa cosa)
  • 4. esistono moltissimi prodotti di soya e di avena, yogurt, latte e persino formaggi che possono essere usati come alternativa

La maggior parte dei bambini risolve il problema dell’intolleranza intorno ai 2-3 anni di età, per questo ad un certo punto si può provare ad re-introdurre l’alimento, e sperare di aver superato la fase critica. la reintroduzione deve però avvenire gradualmente, e conviene iniziare prima con formaggio stagionato, poi con l’uso di latte o formaggi nelle ricette, e solo in ultimo il latte da bere.
Il Vikingo intorno ai 3 anni e mezzo ha superato completamente il problema, ed anche se non è diventato un appassionato di latte, ha ripreso abbondantemente ad ingurgitare tonnellate di formaggio. Pollicino invece segue tuttora una dieta milk free ma abbiamo speranze per il prossimo futuro, visto che ha già 2 anni compiuti.

E voi? Avete anche voi esperienza in merito?

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Co-fondatrice di genitoricrescono. Donna di scienza, lavoro con la comunicazione, ma spesso mi perdo a spasso in mondi pieni di idee. Vivo a Stoccolma da un numero di anni a 2 cifre e credo che l'esperienza di vita all'estero sia la cosa più formativa che ho scelto di fare nella vita. Oltre i figli naturalmente.

39 COMMENTI

  1. Per Francesca….. Io nella mia ignoranza ho letto intollerante al latte e pensavo si trattasse di semplice intolleranza e non di allergia. Comunque visto che mi sembrate tutti molto esperti potreste aiutarmi rispondendo ad alcuni quesiti? Io ho 2 figli. La grande 3 anni che ho allattato per 2 anni, non ha mai avuto una colica ha preso il mio latte per 1 anno intero e a 12 mesi compiuti mi è venuto facile svezzarla e dalle la pastina con il cucchiaino, anche perchè era grande ormai. Invece il nano ha 5 mesi. Non mi fa dormire, è intollerante al lattosio, non ne vuole sapere di omogen. Di liofilizzati, beve il latte con la crema di riso dal biberon. Come faccio a svezzarlo? Cosa posso proporgli che non gli faccia male? È come se fosse il primo figlio perchè è un esperienza totalmente diversa. E poi mi servirebbe anche una gru per sollevarlo perchè il ragazzino pesa 9 kili e io non riesco a tenerlo tanto in braccio. Sapete dove le vendono ?grazie.

  2. per Simona: non è che tutti i pediatri siano idioti! E’ perché nel nostro come in moltissimi altri casi non si trattava di intolleranza al lattosio (uno zucchero), che ha base genetica e si può individuare con un “semplice” test del DNA, ma di allergia alimentare ritardata alle proteine del latte. Il nome comune di queste allergie mediate da IgG è di nuovo “intolleranze”; come per il lattosio, ma il meccanismo alla base è diverso e non si può capire con un esame del DNA. Si stanno sviluppando test per quantificare le IgG circolanti dirette contro specifici antigeni, cioè le molecole -in questo caso di origine alimentare- che stuzzicano il sistema immunitario. I risultati permettono in teoria di capire a quali alimenti si è intolleranti (cioè si manifesta un’allergia alimentare ritardata) ma ma sono di difficile interpretazione e non diffusamente applicati. I test citologici funzionano benino per gli adulti ma non sono informativi per i bambini. L’unico vero strumento diagnostico è la dieta di privazione seguita da test di reintroduzione e osservazione dei sintomi.

    PS: mio figlio è poi risultato intollerante anche alla soia; è molto comune che l’infiammazione da cibo sia scatenata da molti alimenti, e che gli effetti si sommino confondendo ulteriormente il quadro

  3. Mio figlio fin. Da quando è nato ha avuto disturbi nel sonno, si svegliava anche 8-9 volte, pensavamo che fossero normali coliche o coccolette come le chiama mia figlia Sofia. E dopo averle provare tutte con il mio pediatra, ( formistin, milikon, tachipirina ecc….,sono andata dal pediatra e gli ho detto dottore non è normale che di notte non dorme io mi sento uno zombi, faccia qualcosa…. a 2 mesi mi ha fatto fare le analisi del sangue, e da li si è visto che era intollerante al lattosio. Mio figlio beve latte di soia, va in bagno regolarmente e il colore delle feci è giallo oro come dovrebbe essere. Non capisco come mai per voi ci sia voluto tutto questo tempo 1 anno o più????? Come mai i vostri pediatri non vi hanno fatto fare subito il test???? Buonagiornata a tutti.

  4. Ciao a tutte!
    Ho trovato solo ora questo post… Mio figlio ha 13 mesi e ho il problema dei risvegli notturni. Da piccolo L. ha sofferto di reflusso e secondo me a volte lo stomaco lo disturba ancora un pochino. Comunque… appena prima dello svezzamento abbiamo provato un paio di settimane con un latte idrolizzato ma non è cambiato niente. Non è cambiato il reflusso, non è migliorata la dermatite sul viso e non dormiva di più. Sono indecisa se riprovare una dieta senza latticini. E se fossero i denti? Come avete capito che non si trattava dei denti?
    L. si sveglia, piange, a volte basta il ciuccio e si riaddormeta subito. A volte lo metto nel lettone (proprio quando non ne posso più…) e lì dorme, sempre un po’ agitato, oppure addirittura vuole giocare. Se fosse un’intolleranza piangerebbe di più? Scusate se mi sono dilungata ma sono proprio nel pallone. Grazie a tutte!

  5. x Leila
    mio figlio ha avuto la reazione a 3 mesi e facendogli gli esami del sangue(RAST) abbiamo scoperto che è allergico alle proteine del latte vaccino.Ora ha 3 anni e una volta o fa sempre i Rast e i prick test.

  6. è dura combattere su più fronti… comunque se i tuoi bimbi sono allergici (non al lattosio, che è uno zucchero e non antigenico, ma alle proteine del latte) puoi fare test che evidenziano la presenza di anticorpi specifici nel sangue. Tuttavia per lo più si tratta di intolleranza, e quindi non ci sono test specifici che siano attendibili sui bimbi. Puoi controllare i livelli di istamina nel sangue e verificare che sia un istamino-produttore, ma soprattutto devi provare una dieta di eliminazione rigorosa, seguita da una reintroduzione controllata, poi di nuovo eliminazione ecc. Se i sintomi scompaiono dopo l’eliminazione per ricomparire al reinserimento, hai le prove da mostrare ai tuoi familiari. Per quanto riguarda invece l’intolleranza al lattosio ci sono test specifici, che evidenziano la carenza di un enzima che degrada il lattosio – ma da quello che dici, sembra piuttosto che il problema siano le proteine.
    Nel caso di mio figlio, la sostituzione con latte di soya non ha mai funzionato: si gonfiava come un palloncino! Siamo passati senza problemi al latte di riso, facendo attenzione che assumesse sempre proteine e minerali da altre fonti. Ora ha 3 anni e 1/2 e da due dorme come un sasso 10/11 ore per notte + riposino diurno; è meno sensibile ma continua a non poter mangiare latticini di nessun tipo salvo ogni tanto qualcosa che contenga burro come ingrediente (ma lì, le proteine residue sono molto poche). Ora è in arrivo un fratellino, vedremo se a lui il latte piacerà!
    Buona fortuna

  7. ciao, io ho due figli di 29 e 17 mesi. Il primo già dall’età di 6 mesi ha iniziato ad avere delle bronchiti, ed il medico mi ha detto di eliminare il lattosio. Noi lo abbiamo eliminato quasi del tutto, voglio dire: levati latte, formaggi e yogurt, ma mai troppo attenti ai biscotti o ad alcuni salumi… Le bronchiti sono scomparse, ma all’età di 1 anno e mezzo ha iniziato ad avere feci lente e non digerite, ed è ancora così dopo quasi un anno. Purtroppo il bimbo ha una nonna “distratta” che ogni tanto gli fa fare degli sgarri e un papà che “non crede nelle allergie”, che ogni tanto gli dà un cucchiaio di yogurt o un biscotto contenente latte.
    Ora gli stessi sintomi sono comparli nel fratellino.
    Chiedo a voi che avete esperienza: i test sono attendibili su bimbi così piccoli? Purtroppo mi trovo in una situazione in cui devo “dare delle prove” ai miei familiari più stretti… leila

  8. provate per più di qualche giorno! ci mettono parecchio a “calmarsi” del tutto, soprattutto se la situazione si trascina da sempre. il fatto che un antiistaminico funzioni è un’ottima indicazione che vostro figlio è, probabilmente, un produttore di istamina; ma invece di intervenire con degli inibitori della percezione della molecola, è molto meglio se si riesce ad abbassarne la quantità eliminando quello che ne scatena il rilascio! se poi togliere il latte funzionerà, fate attenzione anche a certi pesci, alcuni frutti eccetera. ma il latte è certamente il maggiore indiziato. buona fortuna

  9. salve a tutti brevemente vorrei raccontare la mia storia…ho bimbo di 20 mesi e purtroppo sin dal primo giorno la notte ha avuto difficoltà a dormire e tutt’ora è così…non vi sto a raccontare cosa si prova a non dormire per quasi 20 mesi,ma i bambini in questa fascia d’età non possono esprimersi per spiegare qual’è il loro disturbo…comunque da genitori io e mia mogli le abbiamo provate veramente tutte,anche comprando il libro di tracy hogg :)…ma adesso leggendo ciò che ha scritto il nostro amico mi rivedo tanto nella sua descrizione e devo dare dire che è da un pò di tempo che mi frulla in testa l’ipotesi di un’intolleranza al latte…proverò ad eliminare o sostituire per un paio di giorni i derivati del latte per vedere come si comporta,anche perchè il pediatra ha prescritto al bimbo il formistin che principalmente viene somministrato per gli stati allergici e la cosa curiosa è che quando assume codeste gocce dorme bene e avvolte senza svegliarsi nemmeno una volta…vi farò sapere….un saluto a tutti

  10. Che dire, leggendo del tuo piccolo Vikingo, mi è sembrato di rivedere mio figlio. Lui ha quasi otto mesi e da quando ne aveva circa tre, cioè da quando ho cominciato ad allattarlo artificialmente, il suo sonno è sempre stato disturbato. Tanto disturbato che ha cominciato a dormire sempre e solo a pancia sotto, altrimenti erano urla. Tanto disturbato che di giorno dopo mezz’ora era già sveglio. Però la notte era ancora salva e lui si faceva un sonno unico dalle 21 alle 6/7 del giorno dopo con rari risvegli. Non ne parliamo del suo umore, poi:sempre nervoso, ha cominciato a sorridere tardi. E poi quella pancia gonfia…però la mia pediatra sentenziò un semplice “il bambino cresce per cui sta bene” e “la pancia gonfia è tipica dei neonati”.
    Dal sonno disturbato diurno, però, si passò al sonno disturbato notturno. risvegli continui ogni ora o mezz’ora. Ero allo stremo. Per cui mi sono rivolta ad un pediatra omeopata che, dopo la visita e dopo aver sentito i sintomi mi gelò con questa frase “ma insomma signora, cosa deve fare di più suo figlio per farle capire che non digerisce bene il latte?”. Così siamo passati al latte ha, idrolisato, e le cose sono immediatamente migliorate. Ora, però, sono di nuovo peggiorate, complice anche la fase della dentizione, per cui mio figlio è tornato a svegliarsi infinite volte per notte e così abbiamo eliminato il latte vaccino, per passare a quello di soya e, anche se il pediatra dice che non dobbiamo estremizzare, io ho eliminato anche le pastine plasmon o, in generale, quelle che contengono proteine del latte..
    Oggi è il primo giorno con latte di soya, speriamo che le cose migliorino presto!

  11. Per Simona: anche il latte di soja è altamente proteico, i bambini che hanno questo tipo di problema sovente reagiscono male. Con mio figlio (che è poli-intollerante, ma non allergico) ho fatto solo un tentativo, ed è gonfiato come un palloncino, più i soliti problemi di pancia e pelle, irrequietezza ed insonnia. Per un po’ prova a passare a latte di riso, avena, miglio; hanno un gusto gradevole (migliore di quello di soja!) e ne trovi addizionati di Calcio e altri microelementi. Certo poi devi fare attenzione che tua figlia abbia da altre fonti (che tollera) le proteine di cui ha bisogno; la razione minima giornaliera dovrebbe essere intorno a 1.5g per ogni kg di peso (se è normopeso; questa è l’opinione del nostro pediatra, non so se ci siano altre scuole di pensiero). Quindi se riesci, fa’ in modo che i pasti principali siano sempre completi. Occhio che se vuoi fare una dieta di eliminazione vera (quindi anche senza burro) devi stare attenta a tutti i prodotti da forno industriali (biscotti, torte, brioche, pane, grissini). Per quanto riguarda i test, quelli probanti per le intolleranze sono quelli di citotossicità, ma non sono utili sui bimbi piccoli. L’unico modo è fare dieta di eliminazione (totale) e reinserimento, e vedere come va. In concomitanza con gli inserimenti puoi fare un test per vedere i livelli di istamina ematica, in caso di problemi dovrebbero essere superiori alla norma. Ma il tuo occhio di mamma sui sintomi vale più di mille test.
    A 2 anni e 8 mesi, mio figlio continua ad avere problemi seri con il latte vaccino e di soja, ma ha ripreso a mangiare quasi tutti i tipi di pesce, l’uovo (sempre solo il rosso, però) e quella frutta e verdura che prima gli davano fastidio, come le arance e i pomodori. E nonostante le rinunce, è alto 1 mt e pesa 17 kg abbondanti, quindi è cresciuto benone!
    Buon lavoro

  12. Scusate ma potete dirmi cosa date ai bimbi a colazione e cena x sostituire il latte? Mia figlia ha 11 mesi e da quando abbiamo iniziato lo svezzamento si risveglia frequentemente di notte . Sono convinta che sia nn allergica ma intollerante alle proteine del latte. La pediatra nn mi supporta e io di testa mia le ho dato il latte di soia . Ma stasera ( era il secondo gg) lo ha vomitato tutto . Quindi x almeno una settimana vorrei proprio eliminare il latte di qualsiasi tipo. Ma cosa le do a colazione e cena?

  13. Cara Luisa, Francesca ha ragione.Sei sicura che sia allegica al lattosio?Fossi in te farei un po’ di esami(il mio piccolo ha iniziato quando aveva 3 mesi)per vedere cosa possa essere.
    Noi siamo stati in ospedale la pediatra,bravissima, gli ha fatto il prick test (sulla pelle diciamo che è un pro-forma)e gli esami del sangue;tramite quest ultimi è uscita la sua allergia alle proteine del latte.
    Abbiamo iniziato col latte idrolizzato Nutramigen per un anno;poi su internet ho trovato che anche la Mellin ha il latte idrolizzato
    Polilat.Se non vuoi fargli fare gli esami prova un po’ questi e vedi i risultati.
    Il prossimo mese dobbiamo fare la prova del latte di soia sperando che vada bene così abbiamo un po’ di alimenti in più da fargli provare( budini , gelati…).
    Spero di esserti stata di aiuto …saluti

  14. per Luisa: latte idrolizzato significa che le proteine sono ridotte alle loro componenti (gli aminoacidi) tramite idrolisi. Gli aminoacidi sono molecole chimicamente molto più semplici delle proteine, e che non si comportano da antigeni (come invece fanno le proteine). Quindi un “latte idrolizzato” non va a stuzzicare il sistema immunitario di tuo figlio, che non lo riconosce come “non sé” e non rilascia istamina – che è la molecola che poi lo rende irrequieto, insonne eccetera. Il latte scremato ha meno lipidi, ma la componente proteica è intatta; quindi se il problema di tuo figlio è l’intolleranza alle proteine del latte, con il latte di vacca scremato non risolvi nulla. Sei sicura che il problema sia il lattosio?

  15. ciao Chiara, latte idrolizzato?
    io da una settimana uso latte hd parzialmente scremato e 2 biscotti misura privolat sciolti nel bibe… però non vedo miglioramenti anche se poi per tutti gli altri pasti sono attenta a non darle lattosio.
    ho paura che non tolleri questo tipo di latte..che dici?

  16. x Luisa:
    il mio Gio ieri ha compiuto 2 anni;2 settimane abbiamo fatto il challenge del latte ma purtroppo non abbiamo risolto nulla.E’ ancora allergico alle proteine del latte vaccino.Io per colazione ho iniziato col latte idrolizzato con biscotti Misura Privolat;ora che è più grande aggiungo anche dell orzo bimbo, tanto per cambiare un po’ il gusto oppure uso mettergli anche un biscotto al cacao sempre Misura.

  17. ciao, la mia piccola ora ha un anno e finalmente la mia pediatra si è convinta a confermare che è intollerante al lattosio ( io lo immaginavo da tempo dato i frequenti risvegli, e il grande mal di pancia se le davo formaggino nella pappa)
    io lo allattata fino ad ora però oramai il mio latte scarseggia e dovrei passare ad un latte hd dice la pediatra ma per i biscotti che faccio? voi che date a colazione?
    grazie

  18. per Rosa: è un dubbio molto, molto fondato, ma fossi in te non mi orienterei verso un’intolleranza al lattosio, quanto piuttosto alle proteine del latte. E sì, i sintomi possono manifestarsi non solo a carico di sistema nervoso centrale, cute e intestino (con feci poco formate oppure, al contrario, stitichezza; e infiammazione delle mucose), ma spesso anche a livello respiratorio. Rivolgiti a un pediatra migliore e, nel frattempo, fa’ un paio di settimane di dieta di eliminazione. Capirai molto in fretta se sei sulla strada giusta. Buon lavoro!

  19. Qualcuno di voi si è mai trovato davanti ad un caso di vomito e stitichezza? Mio figlio di 2 anni, da un paio di giorni vomita sporadicamente e ha stitichezza. Il dubbio di un intolleranza al lattosio, mi è venuto leggendo un articolo, poi ho notato che quando mangia il parmigiano, intorno al musetto diventa tutto rosso. Non presenta febbre ed ha un po di gonfiore intestinale.In più la seetinama scorsa gli sono uscite in viso delle macchie rosse che poi sono andate vie da sole. A detta del pedriata non ci sarebbe nulla di rilevante, lui ha notato solo la gola un pò arrossata e il gonfiore intestinale. A dire il vero, il dubbio mi era venuto già tempo fa , perchè mio figlio ha dalla nascita sempre muchi e su questo articolo ho letto che il naso che cola sempre potrebbe essere un sintomo. Secondo voi è un dubbio fondato ?

  20. Ciao
    anche noi prima figlia negativa ai test (eravamo noi ansiosi per il medico), pero’ non si dormiva la notte, abbiamo scoperto a seguito esami che aveva sangue occulto nelle feci, tolto latte e derivati tutto si e’ sistemato, a a 2 anni abbiamo reintrodotto con successo i latticini al secondo tentativo.

    Per la seconda figlia dopo continue malattie parte alta vie respoiratorie e produzione industriale di muco abbiamo fatto test e sembra sia intollerante al latte e frumento… quindi si ricomincia…

  21. x Marcello:
    devi essere sicuro a che cosa è allergico il tuo bimbo;il mio è allergico alle proteine del latte vaccino che è ben diverso dal lattosio che è lo zucchero del latte.Dovresti fargli fare gli esami del sangue:con quelli riesci a scoprire.Per quanto riguarda gli alimenti io mi segno sul calendario quello che gli do per non essere ripetitiva il pranzo è divwerso dalla cena e va a rotazione; pesce, pollo, coniglio, tacchino ,agnello ,cavallo ora anche maiale, col sugo di pomodoro,di verdure, lenticchie, i legumi,anche il rosso dell uovo,ho scoperto la pancetta Montorsi che è senza proteine del latte;i biscotti e merendine Misura Privolat.
    Per il latte io uso quello della Mellin Polilat (800gr ,39 euro).
    Ripeto: devi fargli le analisi e anche il prick test per essere sicuro.Il mio piccolo la prima volta le ha fatte a 3 mesi e la prossima settimana deve rifarle per vedere se i valori sono diminuiti.

  22. Salve sono il papa’ di un piccolo nanerottolo che ha 14 mesi, Leggendo i vostri post ho capito che forse il mio nano aveva gli stessi problemi. Ho iniziato a fare delle prove, ho tolto da prima il parmigiano dalla pappa e poi il formaggino, ed ho notato un notevole miglioramento nelle sveglie notturne, da 12/15 a 3/4, poi ho provato a togliere anche latte artificale e yogurt ed ho inserito quelli di soya. Le sveglie notturne non sono diminuite un ganche’, ma la consistenza della sua cacca si. Quando ho iniziato lo svezzamento, avevo contattato un pediatra a pagamento e gli avevo illustrato il mio problema, numerose sveglie notturne e cacca brutta, verde scuro e dura, lui mi aveva liquidato con ” il suo intestino si deve abituare alle pappe”. Si sicuramente si doveva abituare, ma sono passati 8 mesi e non e’ cambiato niente. Ora la mia domanda e’ : e’ possibile che anche le uova gli creino lo stesso problema? e come deve essere la sua dieta se tolgo formaggi e uova? 5 volte a sett. carne 3 pesce 4 legumi, rimangono 2 pasti, con cosa li sostituisco? esistono formaggi senza lattosio? altra domanda esistono dei latti con lo 0,1 di lattosio li posso gia’ dare a 14 mesi?

  23. Salve a tutti.
    Io ho un bambino di 20 mesi.All età di 3 mesi ha avuto ina orticaria gigante.Noi pensavamo al sudore,al caldo visto che era il giorno di ferragosto.E invece ,portato al pronto soccorso d urgenza,la pediatra ha diagnosticato Allergia alle proteine del latte vaccino.Fatto il prick test (negativo), esami del sangue positivi.
    Da allora eliminazione del latte vaccino e tutti i suoi derivati dall alimentazione del piccolo.Ogni 3 mesi fa il prick test che ora esce sempre positivo e ogni 6 mesi analisi del sangue anche queste positive.
    A gennaio farà l ennesimo esame del sangue e in base al risultato decideremo se fare la reintroduzione del latte vaccino sempre in ospedale sotto osservazione della pediatra (in caso ci fosse reazione anafilassi).
    Spero che i valori si siano abbassati e che la prova riesca nel miglior modo possibile.Veder soffrire il proprio piccolo mentre gli fanno tutti questi esami è molto dura per una mamma perchè devi esser forte e fargli coraggio.E il tuo cuore vorrebbe scoppiare….
    un augurio di Buone feste a tutti

  24. Ciao a tutte, è da maggio che volevo lasciare un commento, ma poi mi dicevo … non credo interessi, però … oggi ho deciso che invece un commento lo lascio.

    Mia figlia è pluriallergica e fra le tante è fortemente allergica anche al latte (tuttora, sebbene abbia già sei anni compiuti) sin dai primi mesi (diagnosticata sia con i Rast sia con un bel episodio di anafilassi a 11 mesi).
    Nel nostro caso i risvegli notturni non sono cessati nemmeno con la dieta, ma c’era di mezzo anche la dermatite atopica e quindi come vedi ogni caso è un caso a sé stante, ma quello che mi ha colpito è leggere della “stessa alzata di spalle” comune a molti che non ritengono la madre sufficientemente “competente”. Questo è un discorso che vorrei affrontare da tempo nel mio blog, ma che mi porterebbe lontano, e quindi rimando sempre.

    Per questo ho apprezzato la mia pediatra tedesca (madre di due figli e in attesa del terzo quando Alice aveva un anno circa) quando mi disse:”Io faccio una diagnosi qui ed ora, ma Lei osserva sua figlia quotidianamente e ciò che Lei osserva tutti i giorni, può essere un indizio prezioso per me…” Saggia donna.
    Quindi fai bene a incoraggiare le mamme a osservare e riferire e io aggiungerei a non arrendersi…

    Ben detto, allergia e intolleranze non sono sinonimi, e a questo proposito di dò un’informazione che forse non ti serve e non ti interessa o forse sì. Al fine di verificare nei casi di dubbio se trattasi effettivamente di intolleranza al lattosio, esiste un test che pare piuttosto attendibile: breath test al lattosio, ma temo sia riservato ai bambini da una certa età in poi, perché devono collaborare, nel senso che devono soffiare in un palloncino particolare. Qui trovi altre info in merito: http://www.ospedalebambinogesu.it/portale2008/Default.aspx?IdItem=2357

    Ancora una curiosità: in Germania (dove ho vissuto a lungo e dove è nata e cresciuta mia figlia per qualche anno) era (non saprei se ancora lo sia) possibile detrarre le spese per l’acquisto di certi prodotti, specifici legati all’intolleranza al lattosio, in fase di Dichiarazione dei Redditi… Curioso vero? E se non sbaglio anche in Austria. In Italia non mi risulta. E in Svezia?

    p.s. Mi permetto di suggerirti di scrivere “potrebbe scomparire con la crescita” invece di “scompare con la crescita”, perché in realtà l’allergia non è detto che scompaia dopo i due anni, a volte si protrae nel tempo, è molto soggettiva e in alcuni casi non scompare affatto:(

    In ogni caso non è facile trattare l’argomento in modo esaustivo ed esauriente in un solo post e tu hai fatto un buon lavoro:)

  25. il caso di nostro figlio Elia è stato in linea con quelli che ho letto. Neonato facilissimo, dormiva 8 ore per notte dalla quarta giornata… allattamento al seno con integrazioni serali. Poi dalla prima grattata di parmigiano, sono cominciati i problemi: sonno via via più irrequieto, peggioramento della dermatite, intestino mai a posto. A 2-3 mesi dall’inizio dello svezzamento, i risvegli erano ogni 20-40 minuti, e a volte stava per ore a fissare nel vuoto… estremamente irrequieto anche durante il giorno, aveva un sonno comunque agitato, in cui si lamentava di continuo. E tutti ci davano i consigli più incredibili, che però si riassumevano nella frase “ma che ti aspettavi? di dormire tranquilla?”. Solo mia mamma mi sosteneva e confermava che non era normale! Dopo un altro paio di mesi, presa dalla disperazione, ho cominciato a fare ricerca bibliografica; se su Pubmed si digita “insomnia” e “infant” escono migliaia di citazioni e non ci si cava più d’impiccio. Ma cominciavo a sospettare che ci fosse una base alimentare, anche se la dermatologa insisteva che fosse allergico al pelo di cane (che stava fuori, e comunque era a quel punto Gennaio e pioveva, si stava sempre in casa… perché avrebbe dovuto peggiorare?). La reazione doveva essere modesta (ma con effetto cumulativo) a qualcosa di quotidiano, o avremmo avuto delle fasi alterne di miglioramento e peggioramento (e invece, il peggioramento era lento ma costante). L’unico vero indiziato erano i latticini, la cui quantità era andata crescendo dall’inizio dello svezzamento fino alla sostituzione dei formulati “umanizzati” con il latte vaccino vero e proprio (cosa che aveva infine davvero scatenato i sintomi). E quando ho aggiunto “milk” alle parole chiave, ecco pochi, sparuti lavori degli anni ’80 che mettevano in evidenza il legame in modo scientificamente certo. In anni più recenti il collegamento tra livelli di istamina nel SNC e regolazione dei cicli sonno veglia (e non solo) sono poi stati studiati più precisamente… Ho provato la dieta di sottrazione-reintroduzione, e nel giro di pochissimo non abbiamo avuto dubbi. Ora il problema è che si sono aggiunti molti altri alimenti che danno problemi (certi pesci, la soia, certi frutti, il bianco d’uovo, certe carni)… ma ha 20 mesi ormai, e con la sua dieta ipoallergenica e pre-industriale cresce molto bene; spero lo traghetteremo indenne a una età in cui questi problemi saranno solo un ricordo. Spero. Spero.
    PS: la figlia di mia sorella ha avuto lo stesso percorso, iniziato però solo intorno ai 2 anni della bimba, dopo aver visto cosa stava succedendo a Elia.

  26. Quanto mi rivedo nel racconto di mamma Serena e del suo piccolo Vikingo!!!Il mio problema è che nessuno,compreso i pediatri,mi abbiano mai consigliato di provare ad eliminare il latte vaccino dalla dieta di mio figlio!!!!!morale della favola,dopo aver speso un capitale in dermatologi,creme costosissime di farmacia sciroppi vari x favorire il sonno e quant’altro mi ritrovo a scoprire dopo OTTO anni che mio figlio è intollerante alle proteine del latte.Da quando abbiamo quasi completamente escluso dalla dieta latte vacino e derivati, la sua dermatite è migliorata tantissimo e x quanto riguarda i risvegli notturni x fortuna il problema si era già risolto intorno ai due anni emmezzo se non che …colpo di scena ARRIVO’ LA SORELLINA e le levatacce notturne sono proseguite x alti due anni,fortunatamente non cosi’ frequenti come quelle del fratello!!

  27. Ciao a tutte! La mia prima figlia non ha mai dormito fino a dieci mesi, risvegli notturni ogni mezz’ora con pianti inconsolabili :(:( Ormai decisa a passarla sul gas (scherzo, ovviamente!!) vado dall’omeopata il quale mi dice solamente di togliere il latte vaccino dalla mia e dalla sua alimentazione (allattavo ancora…). Come per magia, nel giro di un paio di giorni…dorme tutta notte!!!! E io a vegliarla pensando che non stesse bene…non riuscivo a capacitarmi di una cosa simile!!! Avrei fatto un monumento all’omeopata!! :) Abbiamo poi reintrodotto graduatamente il latte vaccino e le cose sono andate bene; ancora adesso, però, se fa un’overdose di latte e formaggio ha mal di pancia…e ha 11 anni!!
    Con la mia seconda figlia, ho da subito eliminato il latte e ha sempre dormito benissimo. Magari con lei sarebbe stato diverso, ma non ho voluto rischiare! :)
    Buona giornata!

  28. Non riesco a leggere tutti i commenti ma… boh, esperienza pasticciata.

    Sara: coliche fino a 6 mesi, con pianti, nervosa dal primo pomeriggio, lagnosa dalle 16/17, pianto isterico dalle 20 in poi, fino anche a mezzanotte. Non c’è stato massaggio, finocchio, milycon che abbia aiutato. Però finite le coliche, era sonno profondo, fin dalle prime settimane anche 6 o 7 ore di fila. Passano le coliche, inizia lo svezzamento, iniziano i risvegli notturni, pochi, uno o due per notte, basta una carezza, l’acqua, e generalmente dorme. Fino a 4 anni. Cosa sia stato non lo sappiamo, forse anche le adenoidi gonfie, forse no.

    Alessia. Piccole coliche da subito, non concentrate come la sorella e non così forti, ma distribuite durante la giornata, ogni tanto si irrigidiva e piangeva, due minuti e passava. Di notte ha sempre dormito. Poi sono incominciati, con lo svezzamento, rigurgiti acidi che hanno fatto pensare a un lieve reflusso. Andiamo avanti con lo svezzamento e arrivano i risvegli. Ogni notte, pianti, a volte brevi, altre di ore. Rigida, si piega, fa aria, passa. tutte le notti. Cresce poco. Test intolleranze, negativi. Ma decido (d’accordo con la pediatra) di provare.

    Elimino il latte e la situazione migliora. Provo ad aggiungerlo pian piano. Vedo che se non lo dò da merenda in poi (cioé si a colazione e poco a pranzo) e se evito i formaggi (ok a latte e yogurt a colazione e pranzo) va molto meglio. E mi dicono che fino ai 3 anni le allergie è difficile rilevarle anche con gli esami del sangue.

    boh… Ormai ha due anni, può anche mangiare il gelato al pomeriggio senza grandi problemi. dA un mese i risvegli sono molti meno e inizia a dormire tutta la notte. Io ancora non sono sicura di cosa abbia avuto. Spero che stia passando sul serio però! So solo che il tempo passa,ti dicono “è normale, devi avere pazienza” e intanto tu non dormi, lei non sta bene, e nessuno sa che fare…

  29. La mia piccolina (che ora ha 13 mesi) ha mostrato una stitichezza pesante dal primo giorno della nascita. Non è stata allattata e fin dall’inizio ha bevuto latte artificiale. Dopo 7 mesi di “perette” e strazi continui e l’inizio dello svezzamento, si è presentato una dermatite sulla faccia che ci ha fatto pensare. Portata da un pediatra tanto antipatico quanto bravo le è stata diagnosticata l’intolleranza alle proteine del latte vaccino. Dopo due/tre settimane la bimba non presentava più alcun problema (ma aimè i risvegli sono continuati per molti mesi a prescindere dall’intolleranza!). Ora stiamo cominciando a reintrodurre qualcosa che contenga latte, ma con molta calma e rispettando i suoi gusti. A noi i pediatri consultati ci hanno detto che questa intolleranza dopo l’anno di età passa, vedremo…..

  30. Ciao, anche noi intolleranza fortissima alle proteine del latte, notata intorno ai 7 mesi con l’introduzione di parmigiano e yogurt. Mai notata però una correlazione con i risvegli notturni, ma solo un forte arrossamento delle labbra e delle guance. In alcuni casi (latte di capra) addirittura labbra gonfie e eritemi sull’interno braccia e gambe.
    I test fatti al gaslini ad 1 anno (prick test) hanno rilevato forte intolleranza alle proteine del latte, compresi carne di vitello, manzo e agnello, che contengono proteine del latte.
    Abbiamo eliminati i formaggi e sostituito il latte con latte di riso e, naturalmente, anche evitato la carne. Il parmigiano è stato sostituito con il grana padano che non dà alcun problema (mi dicono contenga enzimi diversi dal parmigiano(?)).
    A 2 anni è tutto risolto, ma non abbiamo comunque introdotto il latte vaccino visto che sia io che mio marito non ne beviamo perchè ci risulta indigesto. Formaggi e yogurt comunque molto pochi.
    Ora vediamo con il secondo che succede… speriamo bene ;)
    Ciao

  31. questo articolo – e l’esperienza di wonderland – che conoscevo già – rispecchia la situazione in cui ci troviamo da mesi. soltanto, a noi accade con il latte materno! si tratta, crediamo, di intolleranza al lattosio – slatentizzata dalla varicella o dall’antivirale (aveva un mese e mezzo). ora stiamo mettendo in atto svezzamento (anche se ovviamente la pediatra continua a dirmi “mi raccomando, pappone con tanto parmigiano… seee stai fresca!!) e inserimento di latte di soia, sperando che entrambe le cose portino a notti “accettabili”… dita incrociate e .. ci sentiamo ;) grazie

    p.s. se qualcun’altro passasse di qui con la stessa esperienza, mi faccia un fischio, che devo ancora capire come organizzarmi con lo svezzamento, ok?!

  32. Porpi: 8 mesi di risvegli (anche 20 per notte, uno ogni mezz’ora o meno). Sentenza: intolleranza alle proteine del latte. Stiamo provando a reintrodurre ora, dopo un anno e mezzo di dieta ferrea… (sul blog intanto trovate qualche ricettina)

  33. a me è venuto il sospetto che Bibo fosse intollerante alle proteine del latte quando ho introdotto il fomaggino, la notte si svegliava urlando e non capivamo il perchè (normalmente si sveglia ma non piange). ho lasciato stare il formaggino per un pò di tempo e dopo qualche mese ho riprovato cambiando marca, e pare abbia funzionato.
    non so se si tratta di un’intolleranza vera e propria o se sia stato quel determinato tipo di formaggino a dargli fastidio, sinceramente non credo che gli attuali risvegli notturni di Bibo (1-2 senza piangere) siano dovuti al latte…mah! dovrei fare qualche prova

  34. @kunziker, l’uomo e’ pure l’unico mammifero che cucina :-PPPPPP

    (scusate, non ho resistito… perdono perdono perdono)

  35. oh yes…la mia piccolina, 8 mesi, è intollerante a latte e derivati (e uova!!!!). la cosa mi stupisce poco visto che io non bevo latte da circa 20 anni e ho limitato tantissimo il consumo dei latticini. il papà molto più integralista di me perchè non assume nè latte nè latticini praticamente dalla nascita.
    tutta la nostra famiglia è seguita da una bravissima omeopata che ci supporta nelle nostre scelte alimentari per compensare eventuali carenze…che, ad ogni modo, pare non ci siano mai state. assumiamo calcio dalla verdura a foglia verde (scuro), semi (nmandorle, noci, semi…) etc…e, soprattutto con la piccolina, cerchiamo di ridurre almeno per l’ora l’assunzione di fibre perchè una quantità eccessiva rdurebbe l’assorbimento del calcio.
    in sostituzione al latte, quando smetterò di allattare al seno, darò latte di avena e riso.
    non per portare l’acqua al mio mulino (anche perchè a me fondamentalmente i formaggi ahimè piacciono molto), ma concludo con una frase che è sempre presente nello studio della mia dottoressa “avete mai visto una muca bere del latte? l’uomo è l’unico mammifero che continua a bere latte dopo lo svezzamento”.

  36. sarah ha avuto gli stessi problemi con le coliche e non riuscivo a convincere la pediatra…e così anche io ho fatto da me sostituendo l’unica poppata artificiale con latte “confort” e non mangiando latticinei(allattato fino al quarto e in seguito l’ho fatto anche col grano visto che dopo l’introduzione del grano non cresceva più).

    Mi sono affidata ad una rivista di ricerca infermieristiC..”evidence based nursing”…perchè a volte la disperazione è più forte dei pregiudizi dei medici..ora a 4 anni segue un’alimentazione normale..
    PS: anche i nostri test erano negativi.

    • @mammadifretta a noi invece ha continuato a seguirci il pediatra e l’allergologo, quindi medici a tutti gli effetti. Il fatto che i test fossero negativi infatti non è indicativo per quanto riguarda le intolleranze.

      @kunzinker a noi una dietologa ci ha dato un integratore di calcio, avvertendoci che i bambini normalmente non lo amano, e infatti nessuno dei due ne ha voluto sapere. Però ci aveva spiegato che seguire una dieta bilanciata sarebbe stato più che sufficiente, anche perché molti dei prodotti alternativi che si trovano in commercio, come il latte o lo yogurt di soya o di avena hanno calcio aggiunto. Per quanto riguarda le mucche che non bevono il latte, spero che sia una battuta, perché è pieno di cose che mangia l’uomo (onnivoro) rispetto alle mucche (erbivore) oltre al latte ;)

      @supermambanana non avrei saputo dirlo meglio! Ah ah ah!

      @francesca se si tratta di 1 o 2 risvegli e non piange, allora direi proprio che sono risvegli assolutamente normali. Non ti mettere a fare prove alimentari inutilmente, perché è effettivamente faticoso. Magari il problema non era nemmeno il formaggino, ma chissà che altro.