genitorisbroccano è lo spazio da usare quando senti di avere solo voglia di urlare.
Quando non ne puoi più.
Quando senti che le tue qualità di mamma o papà paziente stanno venendo meno.
Quando tutti i tuoi buoni propositi sono miseramente crollati davanti all’incomprensibile ostinazione dei tuoi figli.
Quando hai mandato a farsi benedire tutte le tue più radicate convinzioni circa l’allenamento emotivo e l’empatia.
Quando sei riuscito a mettere tuo figlio in punizione già 3 volte da quando si è svegliato, e sono appena le 8.30 del mattino.
Quando hai ormai raggiunto la definitiva convinzione che sei una pessimamma o un papàpessimo.
Questa è una stanza insonorizzata: fuori da qui non sentono nulla. Ti leggeranno solo altri genitori solidali che sanno benissimo come ti senti.
Qui è vietato dare consigli (soprattutto quelli buoni).
Qui è vietato trovare soluzioni.
Qui è vietato citare “metodi”.
Qui è vietato fare i saputelli!
I commenti autorizzati sono solo le pacche sulle spalle: sarà nostra cura rimuovere ogni altro tipo di commento.
Da questo momento potete urlare! Nulla è inconfessabile per genitorisbroccano!
PS: Se invece hai bisogno di consigli, cerca un articolo nel resto del sito che faccia il caso tuo, e posta un commento lì : genitoricrescono.com
Sono d’accordo. Il lassismo educativo che imperversa è sconcertante. Più regole e meno concessioni, almeno fino ai 18 anni
buonasera,
scrivo dopo quasi un decennio. Purtroppo sembra che non sia più molto seguito e penso sia un peccato.
Porto il mio feedback di persona che ha cambiato idea dal non volere figli a diventare madre consapevolmente.
Dieci anni fa avrei potuto soccombere alle pressioni esterne, che non erano continue ma che alcune rare volte si sentivano. Fortunatamente non sono mai state fonte di preoccupazione, anzi mi scivolavano addosso.
Mi ricordo di avere anche commentato qui il mio desiderio totale di non maternità e una signora mi scrisse una frase che mi e` rimasta in mente ossia che non si può restare bambini per sempre e che bisogna prendersi delle responsabilità. Non ci fu consiglio mai più sbagliato.
Lo scrivo con grande consapevolezza verso chi prova dei dubbi verso la maternità che sono totalmente fondati, che nessuno deve prendere la decisione per voi.
La vita andrà bene vissuta in qualsiasi modo con o senza figli.
Il desiderio non e` una cosa innata o naturale che tutti hanno, e il cambiare idea anche dopo la maternità e` altrettanto normale.
Sento che essere diventati genitori in eta` “matura” ci rende genitori con possibilità che avevamo anche prima, ma che ora sono più solide e soprattutto siamo coscienti.
Tempo fa ho letto di una dottoressa americana che lascia i figli ogni giorno all’asilo a tempo pieno e che non desidera occuparsi della formazione dei proprio figli in prima persona ma lasciarla a chi di dovere e godersi bei momenti di svago con i figli.
L` hanno criticata tanto per questa esternazione, ma mi trova completamente d’accordo perche` e` esattamente quello che faccio io.
Dieci anni fa non avrei mai pensato di lasciare un figlio tutto il giorno alla scuola d’infanzia privata in lingue, ora lo posso fare e sono contenta per la formazione e supervisione che riceve.
Cosa voglio dire?
Che se alcune di voi, non se la sentono, non sentitevi in colpa, non ascoltate nessuno se non solamente voi stesse.
In questi dieci anni mi sono laureata la seconda volta in medicina da studente maturo, ora pratico part time e attività che mi permettono di essere indipendente e soprattutto essere in pace.
Una pace che prima non avrei mai e poi mai avuto.
Ogni esperienza e` singola, ma sappiate…ancora e ancora una volta ascoltate solamente Voi stesse!
Onestamente non so nemmeno io perché mi sfogo qui.
Credo che se fosse possibile vorrei tornare indietro e non avere mio figlio. I suoi continui strilli e pianti per le cose più insignificanti mi hanno uccisa. Sono morta senza essere almeno in pace sotto terra.
Io ci metto anche impegno: provo ad andare ai cari cazzinpocchi di attività ma lui al contrario di tutti gli altri bambini che vedo sta sempre appiccicato a me, mi colpisce quando è nervoso, e io non ho un attimo di requie e mi sento fortemente depressa perché quello che vorrei non è nemmeno chissà che. Vorrei un bambino come vedo gli altri che non piagnucola per ogni minima cosa, che si può portare al parco o soft play e avere un po’di pace.
Io ultimamente penso sempre di più di farla finita perché credo che deve esserci qualcosa di sbagliato con me se anche i bambini considerati impegnativi si possono almeno staccare e intrattenere con scivoli o cazzate varie. Io ci ho messo anni per riuscire a farlo andare su uno scivolo così non sta sempre attaccato a me. Non esiste un rimedio, non lo puoi rimandare al mittente un bambino. Mi sento isolata e sola.
Ciao Teresa,
sono passati un po’ di mesi dal tuo post. Come stai oggi? È migliorata la situazione?
credo che purtroppo il sito sia completamente o quasi lasciato a se stesso.
ho scritto tempo fa per scrivere che i miei vicini di casa hanno un bambino che piange, urla e strilla ad ogni santa ora del giorno.
non ne possiamo più tanto che sto pensando di comprare un altro immobile.
questo strillare quasi disumano fa rivoltare lo stomaco e fa male ai timpani, ma quello che da` ancora più fastidio sono i genitori di questo essere strillante che nulla sembrano fare.
ora, la buona educazione vorrebbe che qualcuno dicesse a queste persone in maniera molto gentile se hanno qualche problema con il figlio se magari si tratta di autismo o altro, ma credo che si tratti solamente di veramente cattivissimo esempio da parte dei genitori.
non riesco a suonare il campanello di questa famiglia, perché avrei vergogna più io di loro credo.
per chi leggesse questo messaggio vorrei farvi sapere che lasciare i vs figli gridare, piangere e sbattere cose per diversi minuti ad ogni ora del giorno arreca disturbo alle persone innocenti vicino che vorrebbero dormire o anche lavorare in pace o semplicemente non sentire queste urla.
per me che sto pensando se avere figli mi ha veramente fatto pensare questo urlare ma da genitore non riuscire mai e poi mai a lasciare andare la situazione fino a questo punto perché ci deve essere un momento in cui le cose cambiano.
a meno che appunto non si tratti di malattie gravi tanto da non potere fare nulla.
mentre scrivo sento le urla di questo bambino. e no, non viene picchiato.
prima ho chiamato l’agenzia immobiliare per comprare un altro immobile in un distretto finanziario perché non ce la facciamo più.
per fortuna che io me lo posso permettere, penso ai vicini dalle altre parti che sentono questo e devono stare qui.
I genitori di oggi o perlomeno alcuni con questo soft parenting non fanno altro che creare danni ai figli in primis e un giorno a se stessi e alle gente intorno.
ci vorrebbe un buon schiaffo a parole ma fatto con intelligenza.
io di sculaccioni ne ho ricevuti molto pochi, ma sono contenta di averli presi, perché. mi hanno lasciato una buona lezione di vita e chiara su cosa e` giusto e sbagliato.
parlare in maniera soft in certe situazioni come con questo essere strillante serve a poco.
le strilla e urla continuano e il padre che gli parla come se fosse un adulto e il bambino se ne frega.
ciao, capisco benissimo la tua frustrazione perchè anche io abito in una casa a poca distanza da un palazzo pieno di bambini e gente che urla e d’estate è un vero inferno. Capisco. Però ti invito a riflettere sul fatto che schiaffi e sculaccioni non sempre fanno smettere di urlare (anzi) e che inoltre, da fuori sembra sempre tutto facile e risolvibile, quando di fatto spesso non lo è. E’ un luogo comune quello di parlare del mettersi nei panni degli altri, ma chi realmente ci riesce? Quando avevo mia figlia malata, a 1 anno confebbre alta che piangeva inconsolabile, quelli del palazzo davanti mi urlavano urla, insulti, di farla tacere. E’ sempre stata una bambina tranquilla, eppure…nessuno si è domandato perchè in quei giorni urlasse, stava male, io cercavo di calmarla ma cosa potevo farci? Capisco davvero il tuo disagio ma forse quei genitori non hanno tutte le colpe.
Ciao Ofelia,
Lo hai scritto bene che tua figlia e` stata una bambina tranquilla, ma il figlio del mio vicino urla e piange da mesi quasi ogni giorno alle ore più improbabili.
I suoi vicini sono dei maleducati.
Come ho scritto, non avrei mai il coraggio di andare a suonare il campanello e chiedere se il bambino oramai grande e` autistico, andicappato o semplicemente se voi genitori vi rendete conto del tormento a cui sottoponete la gente a fianco di voi.
Cosa potrebbero fare questi genitori? niente. e io mi vergognerei più di loro a domandare cose cosi personali.
Non penso che la violenza fisica sia risolutiva, anzi e` proprio l’ultima risorsa in casi in cui le si sono provate tutte.
so che la maggioranza delle persone diranno..eh no, non si può, ma delle volte (poche si spera) serve.
Lo dico da figlia di una madre estremamente pazienti e meravigliosa, e penso che sarebbe dovuta essere più severa, nonostante abbia fatto un ottimo lavoro.
È completamente abbandonato il sito?
Così sembra..
Quest’uomo è REALE e per sempre. può anche aiutarti a riparare la tua relazione interrotta.
il mio amante è tornato! È stato come un miracolo! stiamo andando molto, molto bene nella nostra vita amorosa. ora mi ama più di prima
email di contatto ((Robi nsonbuc kler@yahoo.com))
Inserimento alla scuola materna del treenne, figurati se poteva andare bene.
Un mese e mezzo che fa solo mezza giornata e ancora non lo ritengono pronto, non mangia niente, non socializza, morde e dà pizzicotti ai compagni e alle maestre, non partecipa alle attività.
Io in croce al lavoro (faccio un full time su turni), a chiedere permessi e continui favori per prenderlo, io che supplico i miei genitori di darci una mano perché una baby sitter non ce l’ho e i nonni paterni neppure. Mio marito che é sempre via o che comunque non può assentarsi a metà giornata. Quando poi il nano è a casa, l’inferno: urla per mangiare, per farsi il bagno, per lavare i denti, anche solo per fare la pipì. Regressioni su tutta la linea. Se provi con le buone, niente di niente, se provi con le cattive partono le scene isteriche.
Io che mi chiedo ancora una volta perché non posso avere un bambino come gli altri, come fa un essere così piccolo a renderci la vita impossibile da quando è nato, io che penso alla mamma che sarei potuta essere con il mio bambino grande se 4 anni fa mi fossi ascoltata davvero e mi fossi fermata ad un figlio solo.
Io che mi chiedo se L. sia una sorta di punizione per qualcosa che ho fatto, visto che sta mandando all’aria tutto, la mia sanità mentale, il mio lavoro, anche il mio matrimonio. Io a volte sento di detestarlo e mi odio così tanto per queste sensazioni, ma non riesco a mandarle via. Vorrei solo che adesso se ne occupasse sempre qualcun altro perché io non ce la faccio più.
Da cosa scrivi mi domando se all’asilo hanno dato qualche consiglio. Quando ci sono problemi così qui in Inghilterra (certo, di rogne ne abbiamo, per carità) l’asilo stesso riferisce a consulti vari. Per carità io pure spesso sono svarionata e capisco che ne hai due e problemi persino più pesanti ma mi domando se esistono gli occupational therapist lì, non so il termine Italiano. In pratica si occupano di tutte le sensibilità sensoriali e aiutano a smussare certe cose, mi sembra che nessuno ti dà aiuti concreti al momento.
Noi col nostro certe cose le abbiamo lasciate andare: il bagno lo facevamo quando potevamo e lo pulivamo con le spugne quando serviva, mai I capelli tanto non si sporcavano granché. Evitiamo ancora ora i dolci al pomeriggio perché diventa un demonio, ho usato i metodi di Craig Canapari per il sonno ma ci sono voluti mesi e mesi, forse più di un anno, prima di averlo che dormiva dalle 7 e mezza alle 7, probabilmente anche perché a quattro anni va a scuola e si stanca il cervello. Tutto questo è un approccio che in Inglese chiamano “low arousal”, che serve a non istigare certi comportamenti, ma viene poco istintivo se ti confronti con bambini con esigenze più normali. Anche io mi sono spessissimo domandata perché non potevo averne uno come gli altri e mi ha molto aiutata leggere il post di Marzia qui e il suo blog l’ascia sull’uscio. Tutte le cose che descrivi a me sembrano quanto meno problemi sensoriali che si possono approcciare con l’aiuto di un professionista o almeno più conoscenza e aiuto ma ti leggo e vedo lasciata quasi a te stessa. Un abbraccio. Non so quanto ti possa aiutare ma ti dico che il nostro ha avuto un periodaccio per un paio di mesi dall’inizio della scuola ma poi si è assestato, con l’asilo di più ma abbiamo cominciato a un anno nonostante il costo perché temevo che inserendolo più tardi avrebbe causato problemi. Io in parte facevo e faccio fatica perché non ho mai incontrato nessuno con uno come lui e sentirmi dire che le cose migliorano mi avrebbe aiutato. Fossi lì onestamente ti vorrei dare una mano concreta perché un po’ trovo cose simili e un po’semplicemente mi avrà che hai davvero bisogno di una pausa. Ti abbraccio.
Io mi sono fermata a una sola proprio per questo. Tutte le mie amiche anche più giovani hanno fatto il secondo ormai, alcune le vedo isteriche, però ti dico anche sinceramente che avendo fatto quell’altra scelta non ti saresti mai liberata del costante senso di colpa che la accompagna, “ne hai fatto uno solo perché così potete fare quello che vi pare e portarvelo dietro come un pupazzetto, che ne puoi sapere tu che ne hai uno solo, non è una vera famiglia, lo hai privato di un dono irripetibile, avere un fratello è tutto, da grande come farà, quando non ci sarete più sarà solo ecc. ecc. ecc. ecc”. Sento questa litania in continuazione da 10 anni. Discorsi che ti fanno tutti gli altri e che ti fai anche te da sola, più cresci e più te li fai. Anche se la scelta che hai fatto è stata quella di dare il massimo a una, visto anche il tempo limitato e la pur valevole volontà di fare qualcosa di quei titoli di studio che hai accumulato con gran fatica. Però poi passi per egoista.
Quindi in ogni caso si sbaglia… coraggio
Ma c’è qualcuno di voi che legge le varie guide di comportamento, le mette in pratica e funziona?
Io sono quattro anni che le provo ste cose: e spiega perché non si fa questo o quello, che poi sono tutte cose che gli altri bambini fanno senza neanche doverglielo chiedere: non pararmisi di fronte ogni due minuti per strada al ritorno da scuola, cercare di seguire quello che dicono al nuoto senza farsi venire un aneurisma (il nuoto l’ho cancellato), mangiare quando è ora di mangiare.
A me pare che continuo ad essere scomandata (andiamo di qui, voglio questo, facciamo quello) ma le richieste più minime sono al di fuori della mia portata.
E allora urlo. E allora fa come dico. Ma allora mi domando: ma a che cavolo mi sforzo a fare di seguire tutte ste guide se mi ascolta solo se urlo?