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I diritti dei figli

Scritto il 30 Apr 2009 da Silvia 672 commenti

diritti dei figli

Nell’ambito del tema della pluralità di figli e dei rapporti tra fratelli e sorelle, anche provenienti da diverse situazioni familiari, analizziamo quali sono i diritti, in particolare patrimoniali, dei figli nei confronti dei loro genitori.

Il principio essenziale del nostro ordinamento è che i figli sono tutti uguali tra loro e sono riconosciuti loro pari diritti. Quindi non vi è alcuna differenza tra figli nati nel matrimonio e figli nati al di fuori, intendendo per questi ultimi sia i figi nati nell’ambito di una convivenza more uxorio, sia quelli nati da una relazione che non comporti convivenza tra i genitori.
I figli, dunque, hanno pari diritti successori nei confronti nei genitori, ma hanno pari diritti anche in vita dei genitori, in particolare il diritto di essere cresciuti, mantenuti, istruiti ed educati dai genitori (art. 30 Costituzione), fino alla loro indipendenza economica, secondo le loro capacità, inclinazioni naturali ed aspirazioni (art. 147 c.c.).

Chiariamo prima di tutto il significato della terminologia giuridica:
- figli legittimi: sono i figli nati in costanza di matrimonio
- figli naturali: sono quelli nati da genitori non sposati, quindi i figli dei conviventi ed i figli nati da relazioni che prescindono dalla convivenza tra i genitori. In caso di matrimonio dei genitori successivo alla nascita, il figlio diviene legittimo.
- figli riconosciuti: sono i figli naturali per i quali i genitori hanno posto in essere un atto formale di riconoscimento, ovvero la dichiarazione di essere genitore del bambino. Tale riconoscimento si fa nell’atto di nascita, ma può essere fatto anche prima, quando è già avvenuto il concepimento, innanzi ad un ufficiale dello stato civile o al giudice tutelare, oppure dopo la nascita in un atto pubblico o in un testamento. Possono riconoscere i figli naturali anche le persone sposate (quindi si possono riconoscere i figli nati da una relazione extraconiugale oppure da una persona che si è separata dal coniuge solo di fatto) ed il riconoscimento è un atto che deve essere compiuto anche dalla madre e non solo dal padre (quindi la madre può non riconoscere il figlio).
Se un genitore non ha riconosciuto un figlio, il figlio stesso di ricognizione di paternità/maternità per ottenere la dichiarazione giudiziale di paternità o maternità.

Distinguiamo, ora, le diverse situazioni
FIGLI LEGITTIMI (nati nell’ambito del matrimonio).
- Diritti successori: i figli, come il coniuge, sono eredi legittimari. I legittimari: sono quei soggetti a cui la legge riserva una quota di eredità, in virtù del vincolo di parentela che li lega al defunto. I figli ereditano quindi il patrimonio del loro genitore anche e soprattutto in assenza di testamento.
In presenza di un figlio e del coniuge superstite, il patrimonio sarà diviso a metà tra questi, ma se vi è una disposizione testamentaria a favore di terzi, la quota riservata al coniuge ed al figlio sarà di un terzo ciascuno del patrimonio.
In presenza di più figli e del coniuge superstite, quest’ultimo erediterà un terzo del patrimonio ed i figli divideranno in parti uguali i restanti due terzi. In caso di disposizione testamentaria in favore di terzi (soggetti diversi dai figli e dal coniuge), il defunto testatore potrà disporre di una quota del suo patrimonio pari ad un quarto (c.d. quota disponibile), non di più: la metà di quanto possiede in beni mobili o immobili (costituenti la c.d. quota legittima indisponibile), deve essere destinato ai figi ed un ulteriore quarto al coniuge.
- Diritti patrimoniali in vita dei genitori: i figli hanno diritto di essere mantenuti, cresciuti ed educati da entrambi i loro genitori, secondo le possibilità familiari e nel rispetto delle loro inclinazioni. E’ quindi dovere dei genitori non solo sostentare i figli, ma provvedere anche alle loro esigenze affettive e mantenerli in una situazione economica adeguata a quella del tenore di vita familiare, in relazione alle loro possibilità, fino a quando i figli non diventino autosufficienti. Questo momento non può certo essere identificato con la maggiore età, ma con la concreta indipendenza ed autosufficienza economica. E’ più che evidente che questo momento oggi si è spostato sempre più avanti nel tempo a causa delle crescenti difficoltà di collocazione lavorativa stabile dei giovani. Infatti il momento in cui un genitore può legittimamente smettere di mantenere un figlio, non può più neanche identificarsi con il termine degli studi, che siano superiori o universitari. Questa è comunque una materia in cui non può identificarsi un limite temporale prestabilito: la legge non obbliga un genitore a mantenere un figlio che eviti di impegnarsi in qualsiasi lavoro anche dopo molto tempo dalla fine degli studi, così come non lo obbliga a mantenere un figlio che prolunghi i suoi studi per un tempo irragionevole.
- Diritti in caso di separazione: in caso di separazione personale dei coniugi e poi di successivo divorzio, il diritto dei figli ad essere mantenuti da entrambi i genitori, in modo commisurato alle loro possibilità economiche permane inalterato, come in costanza di matrimonio. Per questo motivo il coniuge non affidatario dei figli, o meglio, oggi non “collocatario” dei figli, dato che l’affidamento dovrebbe essere generalmente congiunto, deve provvedere a concorrere al loro mantenimento, normalmente con un assegno mensile da corrispondere all’altro coniuge. L’assegno è versato per i figli, ma non direttamente a questi, poiché è il genitore che li ha con sè che deve provvedere al loro concreto mantenimento. Questo valeva anche dopo la maggiore età dei figli, se rimanevano in casa. Oggi la riforma del 2006 sembrerebbe aver “normalizzato” il pagamento diretto al figlio maggiorenne, anche se è una norma che (forse giustamente) fatica ad entrare nell’uso e viene spesso disattesa.
L’assegnazione della casa coniugale, poi, segue normalmente la collocazione dei figli: quindi la casa è lasciata al coniugi che avrà con sé i figli, proprio perchè è tutelato il loro diritto di non cambiare, per quanto possibile, le loro abitudini di vita e la loro tranquillità domestica. Tutte le norme sulla separazione dei coniugi, infatti, quando ci sono figli, sono sempre orientate alla loro tutela. E proprio a rafforzare questa tutela tendeva l’ultima riforma del 2006: i giudici, in ogni decisione, devono sempre orientarsi al “superiore interesse dei figli”.
-competenza per affidamento e mantenimento. Il Tribunale ordinario (civile) ed in particolare il Presidente (o il Giudice che assume tale funzione) è competente per tutte le decisioni in materia di affidamento, collocamento e mantenimento dei figli, in sede di causa per la separazione personale dei coniugi. Anche in caso di separazione giudiziale, infatti, è prevista una prima udienza (c.d. presidenziale), in cui il Giudice stabilirà prima di tutto dell’affidamento e del mantenimento dei figli, anche se in modo provvisorio che andrà poi confermato o modificato all’esito finale della causa di separazione. In caso di separazione consensuale, invece, tale udienza esaurisce il procedimento e “omologa” gli accordi dei coniugi.

FIGLI NATURALI RICONOSCIUTI
- Diritti successori: i figli nati in una convivenza o al di fuori di questa e riconosciuti dai genitori, hanno diritti di successione del tutto identici a quelli dei figli legittimi, anche se i genitori abbiano altri figli nati da precedenti o successivi matrimoni. Sono pertanto eredi legittimari. Unica differenza con eventuali figli legittimi dello stesso genitore, è che questi ultimi possono, in sede di successione, esercitare il c.d. diritto di commutazione: possono soddisfare in denaro o beni immobili ereditari la porzione del fratello, estromettendolo dalla comunione ereditaria.
- Diritti patrimoniali in vita dei genitori. Anche in questo caso i diritti sono identici a quelli di figli legittimi. Questo è evidente e normalmente praticato in caso di figli nati in una stabile convivenza. E’ invece molto più difficoltoso, nella pratica, quando il figlio nasce al di fuori di un rapporto stabile tra i genitori, dato che troppo spesso in questi casi viene cresciuto esclusivamente dalla madre (inutile qui parlare di “un genitore”, dato che praticamente la totalità dei casi di bambini nati al di fuori di un rapporto stabile viene cresciuto dalla mamma). Sono questi i casi in cui dovrà intervenire il Tribunale secondo le competenze sotto descritte.
- Diritti in caso di cessazione della convivenza: Come per la separazione dei genitori tra loro sposati, anche in questo caso i diritti dei figli nei confronti di entrambi i genitori rimangono inalterati anche quando cessa la convivenza, sia in merito al mantenimento che alla frequentazione. In mancanza di accordo tra i genitori, provvederà il Tribunale secondo le modalità e competenze di seguito indicate.
– competenza per affidamento e mantenimento. Su tutte le questioni relative all’affidamento di un minore in caso di genitori tra loro non sposati e non conviventi, o per cessazione di una convivenza stabile o perchè non hanno mai convissuto, decide il Tribunale per i Minorenni, su ricorso del genitore che abbia interesse alla sua pronuncia. In questo caso lo stesso tribunale può decidere in merito agli obblighi di mantenimento del bambino. Se invece i genitori non intendano sollevare il problema dell’affidamento, perchè non è questione discussa tra loro o già risolta con precedenti pronunce del Tribunale per i Minorenni, e si debba ricorrere al Tribunale solo perchè stabilisca modalità ed entità del mantenimento da parte del genitore non convivente con i bambini, sarà competente il Tribunale ordinario (civile), sempre su ricorso del genitore che vi abbia interesse.

I figli non riconosciuti acquisiranno diritti nei confronti dei genitori solo con il riconoscimento o con la dichiarazione giudiziale di paternità o maternità.

L’art. 570 del codice penale, infine, prevede come ipotesi di reato il comportamento di chi si sottrae agli obblighi di assistenza inerenti alla potestà dei genitori, in particolare facendo mancare i mezzi di sussistenza ai figli (se minorenni il reato è perseguibile d’ufficio).

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672 Commenti »

  • Antonio ha scritto:

    Salve ho cresciuto una figlia biologicamente non mia dalla gravidanza della mamma,ora abbiamo problemi con la mamma mia convivente, per rancore non mi da la possibilità di vederla .Premetto che per la bambina io sono il papà,volevo sapere se ho diritti sulla bambina, nel senso se posso vederla.La ringrazio anticipatamente.

  • Kia ha scritto:

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  • Ennio ha scritto:

    Salve. Ho comprato una casa, nella quale ho convissuto con la mia ex compagna. Abbiamo un figlio. Attualmente e solo preventivamente la casa è stata assegnata a lei per via di mio figlio. Posso vendere la casa?

  • Serena ha scritto:

    Buon giorno. Ho un dilemma particolare..
    Mio marito ha avuto una figliada un precedente matrimonio…10 giorni prima del divorzio sono morti entrambi i suoi genitori. In seguito decise di rinunciare all’eredità e non essendo ancora sposato con me automaticamente a favore della figlia. Ma le pratiche per l’accettazione dell’eredità per la figlia sono state fatte dopo il nostro matrimonio quando già aspettavamo il nostro figlio. Mio figlio non ha diritto alla metà dell’eredità o quantomeno della legittima? Io stessa non ne ha diritto? Il problema è che solo riimpugnando l’eredità avremo la possibilità di gestirla a favore dei nostri figli perché al momento la ex moglie si è appropriata di tutto…
    Grazie

  • nadia ha scritto:

    Buongiorno. Vorrei sapere questo..sono figlia solo da parte di madre. Mia madre è regolarmente sposata , con comunione dei beni. Casa di proprietà e soldi. Se dovesse mancare mia madre che diritti avrei con l eredità?

  • VIVIAN ha scritto:

    Buongiorno,
    sono la più piccola di cinque figli, vivevo con mia madre vedova, ora deceduta, la cui unica proprietà che ci ha lasciati è appunto la casa.
    Gli altri fratelli sono già sposati. Volevo sapere se sono più tutelata in quanto ancora residente.
    Ringrazio anticipatamente.

    Saluti

  • Enzo ha scritto:

    Buongiorno, per evitare che mio figlio venga continuamente ricoverato senza vere patologie ma solo perchè la mamma in questo modo viene compatita e raggiunge lo scopo di ottenere attenzione, volevo provare a toccare l’unico tasto importante per lei, i soldi.
    La domanda è: posso decurtare dalla mensilità il periodo che il bimbo passa in ospedale? Ripeto che non è per risparmiare ma per tentare di evitare queste continue corse in ospedale che secondo me lede la salute e la psiche del mio bambino. Ringrazio per l’attenzione.

  • Domenico ha scritto:

    Buon giorno ,siamo tre figli tra cui due figli già hanno avuto l eredità dei miei genitore dal 1980 io in vece niente sin ad oggi , ho solo comprato un appartamento dove abitano i miei genitori . Mio fratello cerca una firma da parte mia dichiarando che la casa nn lo pagata ,ma io nn gli firmo niente cosa posso fare

  • beniamino fede ha scritto:

    desidero sapere se devo dare una parte del tfr a mio figlio al quale corrispondo mensilmente dell’assegno di mantenimento, ma non ho obbligo di assegno di divorzio per la mia ex moglie dalla quale sono divorziato dal 1998. grazie

  • disperata ha scritto:

    Salve, ho 29 anni, la mia situazione è molto complicata, cercherò di essere il più sintetica e chiara possibile….i miei genitori non sono mai stati sposati, nè hanno avuto una vera e propria relazione, convivenza, da questa specie di relazione siamo nate io e mia sorella, cresciute in tutto e per tutto dalla nonna materna e dalla mamma anche se assente per “stare” con nostro padre, il quale non ci ha tutt’oggi riconosciute o aiutate economicamente se non qualche volta facendo la spesa alimentare e comprandoci raramente vestiario.entrambe siamo cresciute con la mancanza di qualcosa, ed io rispetto alla mia sorella ne ho sofferto particolarmente e ho avuto fin da piccola il disturbo dell’alimentazione e sono stata soggetta a vari incontri con psicologi per aiutarmi a colmare questo vuoto. Cosa che ovviamente non è successa, a me il padre mi è sempre mancato e l’ho desiderato sempre, finalmente circa 3 anni fa sono riuscita a convincerlo a prendermi con se e da due anni vivo con lui ( io e lui da soli), sembrava che tutto andava per il meglio ma da qualche mese minaccia di rimandarmi via poichè lui è stato sempre abituato a vivere da solo e la mia presenza gli pesa, anche se abitiamo in una villetta su piani con 6 stanze a disposizione. volevo sapere se ho qualche diritto per farmi riconoscere, se mi spetta qualcosa di un mantenimento che non è mai arrivato, e soprattutto se posso in qualche modo forzare la mia presenza qui anche perchè da pochissimo ho trovato un lavoretto qui vicino circa 5 km da casa. Aggiungo anche che non mi è possibile uscire e fare vita sociale poichè se esco mi fa sentire in colpa e mi butta battute pesanti, un anno fa circa mi ha fatto perfino “mollare” un ragazzo che stavo conoscendo perchè non sopportavo più le sua allusioni. Purtroppo non mi posso mantenere con 200 euro al mese( questo è il mio stipendio)la ringrazio in anticipo per la risposta che spero arrivi il prima possibile.

  • flavio ha scritto:

    BONGIORNO

    Vorrei ricevere una risposta se possibile

    Mia moglie a un fratello alcolista dopo essere stato ospite in diverse comunità è scappato stiamo facendo dei tentativi per reinserilo nuovamemte ma si prospettano tempi lunghi ora e’ ricoverato in ospedale ma ha breve verra’ dimesso

    invalido al 75% Hà QUASI 50 ANNI I GENITORI SONO MORTI
    CI SONO ALTRI 2 FRATELLI E UNA SORELLA CHE NON NE VOGLIONO SAPERE
    C’E’ UN MODO PER OBBLIGARLI Ha contribuire alle spese di mantenimento
    per ciò che andremo incontro fin ora è sempre stata mia moglie ad occuparsene inviando vestiti soldi e sopportanto i continui disagi che procurava

  • bakita ha scritto:

    salve sono una figlia di genitori separati, vorrei chiedere come fare ad avere gli alimenti mai ricevuti da mio padre, in quanto i miei si sono separati 24 anni fa lasciando mia madre piena di debiti in quanto mio padre firmava cambiali a nome di lei per cose che non ha mai utilizzato. mio padre ha versato la cifra di 150 mila lire solo per 6 mesi il tempo di ottenere il divorzio effettivo,siccome mio padre risiede in Germania non so come comportarmi, io sono una studentessa e quindi non riesco a lavorare e studiare, sono stata mantenuta da mia madre fino a quest’anno che purtroppo e venuta meno in salute e quindi non riesce a lavorare e non ricevendo neanche pensione non sappiamo davvero come fare.poi avrei anche una altro quesito: ha avuto in eredità una casa del quale noi eravamo a conoscenza ma non abbiamo potuto far nulla per ottenerla in quanto appena gli è stata donata l’ha venduta per soli 20 mila euro quando era stato stimato un valore di 65 mila euro cosa si può fare? vi prego aiutatemi
    bakita

  • gnna ha scritto:

    Buongiorno avvocato,

    la mia situazione è un po’ diversa e vorrei capire come devo comportarmi in merito.

    Il padre di mio figlio,con il quale non siamo stati mai sposati e peraltro lo ha riconosciuto dopo tre anni dalla nascita senza pero’ dargli un centesimo di mantenimento e io non ho mai chiestio nulla, accampa diritti di ogni tipo scegliendo i giorni in cui vedere il bambino,portarlo alla madre,non fargli fare i compiti quando è con lui…e fin qui non ho trovato nulla da eccepire anche per evitare al bambino di assistere a discussioni inutili e sterili,in ultimo la bella notizia che acconsente al rilascio del documento per il bambino (che ha 6 anni) solo se non è valido per l’espatrio.
    Questa estate mio figlio voleva andare a Parigi ad Eurodisney e mi sembra assurdo negarglielo solo per far vedere che se lui non vuole non si muove una foglia e che io debba far rinunciare a mio figlio ad una cosa che lui desidera, non capisce che il dispetto lo fa proprio al bambino? Dece che ci sono tanti posti in Italia come Gardaland o altro e che non c’è bisogno di andare fuori. D’altra parte non gli stiamo chiedendo i soldi per partire come non glieli abbiamo chiesti neanche per una matita. Desidero sapere quali sono i diritti di questo “signore” e quali sono le cose per cui si puo’ appellare considerando il nostro tipo di rapporto.
    lui crede che solo per il fatto di avergli dato il cognome ora è padrone delle nostre vite.

    Grazie

  • adriana ha scritto:

    salve mi chiamo adriana siamo sei figli e una madre di 92 anni allettata una delle mie sorelle ha deciso di portarsi mia madre a casa sua sotto compenso di una somma di circa 1.100 euro da premettere che mia madre percepisce una pensione di 1.300 euro al mese compreso accopagno questa mia sorella non gli basta più le 1100 chiede sempre aumento e sta convingento a mia madre che se non gli danno tutta la pensione la mette fuori e nello stesso tempo vuole che mia madre chiama un notaio e si fa firmare una carta che la sua quota di proprità venga assegnata a lei siamo sei figli già proprietari di un 18 ognuno posso impedire la vendita della casa?

  • John dennis ha scritto:

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  • ninny ha scritto:

    salve, il mio caso è un pò complicato vorrei avere se è possibile delle informazioni … mia madre quando era ancora viva ha dovuto comprare un appartamento che prima era del comune, per motivi fiscali la casa l’ha intestata a mia sorella maggiorenne, senza avere le firme degli altri fratellianch’essi maggiorenni che acconsentivano,( io premetto che l’ho scoperto dopo dieci anni, non sapevo che la casa fosse stata intestata a mia sorella oltretutto disoccupata che abitava cn mia madre)il mutuo l’ha pagato interamente mia madre e mia sorella viveva cn lei, l’anno scorso mia madre è deceduta e la casa intestata solo a mia sorella, per questo gli altri figli nn possono usufruire ne dei beni che ci sono all’interno ne della proprietà stessa… oltretutto sono stati prestati dei soldi da due figli, come dobbiamo comportarci per riuscire ad avere anche noi il diritto a questa proprietà… ???????????????????

  • lorena ha scritto:

    puo un genitore in difficolta economica evitare di pagare una mensilita e l’altro genitore affidatari per questo impedirgli di vedere i figli

  • pino caserta ha scritto:

    buona sera vorrei sapere mio padre e morto un mese fa e ci hanno approvato la pensione di accompagnamento ora dovremmo percepire un anno di arretrati ma mi hanno detto che tutti i 5 figli devono firmare se un figlio non firma che succede? a chi andranno questi soldi si perderanno ? grazie spero di ricevere a presto vostra risposta distinti saluti pino,,,

  • LUCA ha scritto:

    Buongiorno,

    ho una relazione con una ragazza madre dell’UE residente in Italia con regolare permesso di soggiorno permanente. Stiamo pensando di sposarci e vorrei sapere se una volta sposati posso chiedere, con il consenso della madre la tutela legale del minore che attualmente ha 11 anni. In alternativa ci sono altre soluzioni percorribili? Molte grazie.

  • Domenico ha scritto:

    Salve,sono un ex tossico dipendente disoccupato di anni 52 e vivo a spese di mia Madre di anni 79,percepisce una pensione di 650 euro,la mia domanda è;mia Madre ha diritto a qualche forma di aiuto sociale.Ringrazio per l’attenzione e attendo una VS cordiale risposta

  • demina ha scritto:

    Vorrei chiedere una informazione riguardo mio caso sono separata con affidamento esclusivo con il figlio gia 13 anni con omologa che il padre puo vedere il figlio solo in presenza della madre fino quando le sue condizione di salute migliorerano.LUI ha la diagnosi DISTURBO BIPOLARE che è una malatia mentale è stato ricoverato per sua volonta in 3 casedi cura mentale è ora ha chiesto modifica che parte che io ostacolo vedere il figlio Parte con una menzogna .Non ha mai venuto Vuole assistenti sociali di controlare il figlio Vorrei aggungere che io in precenza ho lasciato la casa cognugale ora pago mutuo non poca per momento lavoro e sto bene con figlio ma devo dire che queste assistenti sociali in precenza mi hanno spinte di di lasciare casa cognugale e di trovarmi in grossa dofficolta nonostante questo sono riuscita di farmi tutto da xsola.Questi assistenti sociali fanno paura il fatto di non avere niente con loro seguendo loro consigli ho lascato tutto suo è sono uscita da casa perche il epoca questa ass.sociale non diffendeva il bambino ma il suo padre .Io perche sono straniera di orrigine russa .Mi ricordo bene che ass.sociale mi ha detto che se non lascio la casa sua poi loro fanno relazioni.Per salvare il figlio ho lascato la sua casa è sono andata prima in affito poi sono riuscita prendere il mutuo non ho nessun altro compagno sto sola con il mio figlio lui studia bene è ha ottimi vuoti .Il suo padre non ci ha lasciato in pace è nonostante che ho ceduto la sua casa ora vuole modificare condizioni della separazione ma non puo nascondere che è malato mentale l’hanno tolto anche la sua patente perche ha fatto il tre incidenti gravi ora non ha.Ma lui in sostantanza vuole che mi tolgono il figlio percheluinon vuole e non puo guardarlo .Vuole che questi trovano motivi per portarlo in comunità!!!.Vivo nella grossa paura perche ho letto e ho visto tante casi dove loro fanno relazioni falsi ,trovano ,psicologi che scrivano falsi perizie e scrivano PAS ,ho bambino depresso .Devo dire che il ragazzo è tutto ora tranquillo e sereno studia fa lo sport io lavora è facciamo una vitàsemplice e dignitosa.Con la nuova legge il ragazzo 13 anni puo opporsi di non vedere suo padre sopratutto che lui ha una malataia mentale è qusto suo stato puo portare di per se danni anche nel ragazo!!!Vorrei una vostra risposta .Grazie mille Sono disperata.

  • pierpaolo ha scritto:

    Salve vorrei fare una domanda:
    Sono sposato con due figli piccoli entrambi disocupati, i genitori di mia moglie hanno una azienda agricola dove lavorano entrambi i genitori e il fratello di mia moglie. Non fanno nulla per aiutarci economicamente soprattutto ai loro nipotini. Possiamo ho abbiamo dei diritti pari a quello del fratello di mia moglie. In caso che li avessimo? come possiamo risolvere il problema dato che ha loro non interssa minimamente saperne nulla di noi?

  • angela ha scritto:

    buongiorno. vorrei fare una domanda. per sapere se il coniuge ha avuto un figlio con un’altra donna durante il matrimonio e lo ha riconosciuto quale certificato lo dimostra? attendo una vostra risposta. grazie.

  • angela ha scritto:

    buongiorno. vorrei fare una domanda. per sapere se il coniuge ha avuto un figlio con un’altra donna durante il matrimonio e l’ha riconosciuto quale certificato lo dimostra? attendo una vostra risposta. grazie.

  • Figli e basta: la riforma sull'equiparazione dei figli | genitoricrescono.com ha scritto:

    [...] tutti gli altri DIRITTI e DOVERI l’equiparazione era già completa. Le norme relative ai figli che si trovavano nella sezione sul matrimonio del codice e tutte quelle [...]

  • Alessandro ha scritto:

    Buongiorno, io vorrei fare una domanda.Scusate se mi dilungo ma è solo per chiarire la situazione.Il nostro nucleo familiare è composto da 5 persone: genitoori + 3 figli.Alla morte di mio nonno mia madre ha ereditato una casa ed è stata rivenduta per 180000. Questi soldi vengono tuttora utilizzati per pagare un mutuo per una casa, dove però il mutuo è stato aperto dai miei fratelli(che tuttora cmq non pagano niente) ed i miei genitori sono usufruttuari. Io sono stato escluso. Volevo chiedere io non ho nessun diritto circa i 180000 euro, oppure verso la casa? Grazie per la risposta e scusate la lunghezza.

  • nuzzo isabella ha scritto:

    domanda -puo nostro padre lasciare 1/3 della villa alla sua nuova compagna in donazione? madre defunta 1998 1 fratello defunto2000, lasciando 1 figlia e moglie, e 4 figli cioe 5 figli (con il fratello defunto)puo fare entrare la compagnia in eredita´? visto che non si e´fatto ancora la divisione dei beni nemmeno per noi figli leggittimari?grazie.urgente risposta via eimeil

  • camila ha scritto:

    ciao, per favore ho bisogno delle risposte prima possibile, a luglio mi sono sposata con un citadino italiano ad agosto siamo andati in questura a fare domanda per il mio permeso di soggiorno perche sono irregulare in italia, fino adesso non he pronto il mio permesso adesso sono in cinta di 2 mesi ma mio marito non ne vuole sapere niente lui vuole mandarme in ospedale per abortire y ha detto che si non lo facchio lui se ne andra ad un altro paese y non lo reconoscera al bambino mai non so cosa fare io voglio questo bambino ho paura che se lui se ne vada non avro piu il permesso di soggirno vorrei sapere si lui non lo reconosci al bambino che diritti avra il bambino visto che siamo sposati y cosa posso fare per avere il permeso di sogiorno per favore e urgente auitatemi e scusa si ho scrito male non so bene il italiano spero che capisca

  • alessandro ha scritto:

    buonasera
    io vorrei sapere , se mi spetta in caso vada via di casa da parte di mia madre che ha (pensione, liquidazione, assegno di mantenimento da parte di mio padre e affitto di un’altra casa) una quota di tali soldi per vivere appunto fuori decorosamente visto che non lavoro.
    Sarei molto grato ricever un risposta

    Alessandro

  • viola ha scritto:

    Buongiorno
    sono una mamma di 11 mesi il suo papà la riconosciuto ma dopo 2 mesi di convivenza è andato via di casa senza farci sapere il motivo,dopo 3 mesi di silenzio è tornato alla ribalta e adesso vuole fare il papà io volevo fare le cose con calma mentre lui voleva subito portarsi via il bambino allora di 6 mesi per portarlo dai nonni che non ha mai visto mi sono opposta con fermezza (in tutto cio non mi ha dato nessun mantenimento)tra minacce e cattiverie mi ha detto che andava da un avvocato. Cosa mi devo aspettare? posso non far dormire il bambino con lui finchè non ha un rapporto con il padre ed una età giusta(cioè 5-6 anni) ma soprattutto non voglio che frequenta i nonni che non hanno mai chiesto di lui?
    grazie

  • Roberto ha scritto:

    Buongiorno, cercherò di essere semplice e diretto:
    nel caso ci siano 2 figli maggiorenni e un padre come ci si comporta con l’asse erditario? Cioè il padre tramite testamento potrebbe lasciare tutto solo ad uno dei figli? Oppure per legge ai figli spetta per parità metà ciascuno dei beni?
    Nel caso accada che tutto venga disposto per testamento solo ad uno dei due figli, quello rimasto a mani vuote può per legge ottenere la metà dei beni?
    E se non ci fosse un testamento? Come ci si comporta?
    Grazie.

  • Giuseppe ha scritto:

    Salve, volevo solo chiederle:
    Un’individuo ha i genitori separati. Ha un’immobile (credo di sua proprietà) e intende affittarlo. L’individuo, potrebbe riscontrare problemi x stipulare il contratto dato che ha i genitori separati? ovvero, ci sono leggi che impediscono di stipulare un contratto se si è figli di coniugi separati? La ringrazio a priori.

  • raffaele ha scritto:

    aggiungo che la casa è la mia cioè è quella gravata da usufrutto

  • raffaele ha scritto:

    salve sono proprietario di una casa comprata dai miei cui abbiamo concesso usufrutto fino a morte ,adesso mio padre è morto e mia mamma non è in grado di provvedere a se quindi gli è stato riconosciuto accompagnamento in questo momento lei è con me , tuttavia mio fratello appena separato dice di voler prendersi cura lui di mamma insieme alla sua nuova compagna la figlia di lei e suo figlio (premetto che non sono sposati ) , pretendendo di andare a vivere con mia madre in una casa di 50 metri quadri adducendo che io non posso dirgli nulla in quanto mamma ha usufrutto volevo sapere che diritti ha lui e se posso fare qualcosa grazie considerate che mamma ha il parkinson e non è capace più di camminare

  • arianna ha scritto:

    grazie claudia-cipi :-) la tua esperienza mi è utile in questo momento così delicato, mi tranquillizza!! auguri di felicità per la tua famiglia!:-)

  • Claudia-cipi ha scritto:

    ARIANNA intanto ti rispondo per quel che so dalla mia esperienza (ho due figli dal mio compagno e ancora non ci decidiamo a sposarci).
    Dovete andare insieme a riconoscerlo al comune perchè se va solo lui (come succede di solito quando la coppia è sposata) TU non saresti registrata come madre del bambino. La paternità non viene in alcun modo messa in dubbio, il tuo compagno può stare tranquillo.

  • arianna ha scritto:

    salve! ho 27anni, sono incinta da pochi mesi; il padre del bimbo è il mio uomo da 7 anni, ed ora si pone il problema del matrimonio per “regolarizzare l’unione”e “garantire al bambino la nascita in una famiglia”.L’intenzione era quella di sposarci solo civilmente per il momento e poi, una volta nato il bimbo, celebrare il religioso (che è quello per noi più importante) e contestualmente il battesimo. il tutto deve svolgersi in un periodo in cui dobbiamo anche ristrutturare casa, quindi spese su spese (poco sostenibili)!! in termini logistici è più conveniente andare semplicemente a convivere (more uxorio).informandoci abbiamo visto che il bimbo(naturale) ha gli stessi identici diritti di un figlio legittimo!quindi ok! ma il mio ragazzo si sente posto in secondo piano perchè all’atto del riconoscimento dobbiamo esserci entrambi, e lui vede qsta cosa come se io in quel momento dovessi garantire la sua paternità.io credo che stia distorcendo le info ma non riesco a fargli vedere la realtà.potrebbe gentilmente spiegarci in termini molto pratici come funziona l’atto del riconoscimento, potestà e soprattutto il ruolo del padre (che riconosce) in tutta questa situazione?? la ringrazio tanto…questa situazione mi sta facendo vivere ansiosamente la gravidanza….

  • desire ha scritto:

    ho un quesito, sono una ragazza di ventitre anni, ho perso mia madre a otto anni e mezzo, sono vissuta con i miei nonni che mi hanno mantenuto visto che mio padre è sempre stato completamente disinteressato; oggi mio nonno paterno non c’è più, mia nonna materna è malata di alzheimer, io gestisco le spese relative alla badante in virtù della sua pensione di cui ho la delega, mia nonna vive con mio padre ma lui oltre a non provvedere al sostentamento della famiglia, non paga bollette e gioca assiduamente a giochi d’azzardo non disdegnando l’alcool… è totalmente irresponsabile…cosa devo fare? io ho solo 23 anni e abito lontano…studio grazie all’aiuto dei miei nonni materni…sottolineo che mio padre non mi ha mai dato un centesimo…ho già parlato con assistenti sociali..che mi hanno detto che c’è ben poco da fare…ma non dovrebbe essere un diritto di noi figli il mantenimento fin quando non si raggiunge la cosiddetta indipendenza economica?… vi prego di rispondermi per avere n consiglio…

  • ivan ha scritto:

    volevo u ninformazione importante,sono separato,legalmente,in attesa di divorzio,ora ho una bimba di 4 anni con la mia nuova compagna con la quale convivo ma non sono sposato,posso fare un qualcosa che assomigli ad un fondo patrimoniale,intestando alla mia piccola i beni(auto e casa)acquistati con la mia nuova compagna,tenendo conto che sull immobile ci sono ipoteche mutuarie della banca e anche di equitalia….per problemi ESCLUSIVAMENTE inerenti la mia attvita’artigianale………vorrei evitare che i miei problemi lavorativi si trasferissero sulla testa di mia figlia,non me lo perdonerei,so che il fondo patrimoniale e’applicabile solo a coppie sposate legalmente,non esiste nulla per le coppie conviventi,che abbiano gli stesi requisiti?un saluto e ringraziamento in anticipo

  • DANIELA ha scritto:

    Salve
    Sono Daniela, la mamma di due figli naturali riconosciuti. Io lavoro col padre dei bimbi. Adesso c’è un pò di casino al lavoro fra i soci che sono tre compreso il padre dei miei bimbi.
    Adesso i tre soci si stanno separando, volevo sapere se i miei figli entrano nella titolarità, per quota parte ovviamente, della società che adesso è in essere; e sopratutto se facendo ricorso alla legge è possibile che loro stessi diventino soci nella stessa misura di tutti gli altri soci, ma ovviamente nella parte del padre.
    I bimbi sono piccoli quindi sono io la tutrice legale e affidataria della prole.
    Vorrei avere un responso
    Grazie
    Daniela

  • Roberta Reale ha scritto:

    Buonasera,
    io e mio fratello siamo intestatari al 50% dell’immobile del quale i nostri genitori hanno sia l’usufrutto che la procura a vendere..
    Nel caso in cui l’immobile venisse venduto, ed io e mio fratello dovremo firmare per questa vendita, chi riceve il pagamento? Io e mio fratello metà per uno o i nostri genitori avendo la procura?
    Grazie per la disponibilità
    Roberta

  • Teresa ha scritto:

    Salve a tutti io ho 20 anni e un bambino di 9 mesi il papà se ne completamente fregato sia di me ke del bambino non lo vede e ne si interessa come sta o se gli serve qualcosa premetto ke nn siamo sposati ma al momento della nascita lui ha riconosciuto il bambino poikè i nostri rapporti erano ancora buoni ba dopo un paio di mesi ci ha abbandonati io sinceramente non voglio neanche un mantenimento anche perchè non lavora e dopo gli toccherebbe vedere il bambino e nn è neanche una persona affidabile xkè beve… volevo che qualcuno mi desse qualche informazone su come ottenere il disconoscimento da parte del papà visto ke volevo mettergli il mio cognome… aiutatemi!!! Grazie

  • Laura ha scritto:

    Salve, sto’ assieme ad un ragazzo da 3 anni ed è separato e ha gia un figlio..Da due settimane ho scoperto di essere incinta e lui mi ha abbandonata..non vuole riconoscerla nè aiutarmi con le spese ginecologiche.Premetto che non lavoro e vivo con i miei genitori e sono veramente disperata perchè non sò in che modo mantenere economicamente questa situazione. In queste circostanze lui non è obbligato a pagare le spese ginecologiche? e quando nascera bimbo/a con l’esame del dna posso costringerlo a riconoscerlo per mantenerlo? grazie spero mi risponda..

  • toni ha scritto:

    salve,vorrei sapere se posso rendere nulla una donazione fatta da mia madre al fratello,di una sua parte di propieta,fatta scavalcandomi,io figlio unico,si tratta di un appartamento,ed e giá passato non uno ma almeno tre anni,e il fratello e deceduto …avendo moglie e tre figli

  • Damodara ha scritto:

    Salve,
    sono incinta di una bambina (nascerà a fine marzo) concepita con un ragazzo straniero.
    La mia domanda è: che diritti ha il padre se riconosce la bimba?
    che differenza c’è tra il riconoscimento alla nascita e la paternità egale?
    Mi è stato detto che c’è la possibilità di far riconoscere alla nascita la bimba al padre, ma farle avere cmq il mio cognome,la paternità legale la potrebbe avere a età avanzata della bimba(magari a 12 anni) con il mio consenso.
    Questo per capire se il padre,avendone il diritto ,possa prendere la bimba e farla uscire dal territorio nazionale senza il mio permesso.
    E inoltre, anche solo con il riconoscimento alla nascita,con il mio cognome,il padre avrebbe l’obbligo di aiutarmi economicamente?
    Ringraziandola in anticipo.
    cordiali saluti

  • Dmodara ha scritto:

    Salve,
    sono incinta di una bambina concepita con un ragazzo straniero.
    Vorrei sapere che diritti avrebbe il padre se riconoscesse la bambina.
    Mi è stao detto che potrei fargli riconoscere la bimba alla nascita senza darle il suo cognome, il riconoscimento di paternità potrebbe averlo più avanti con il mio consenso.
    Chiedo questo per potermi tutelare nel caso in cui volesse portare l abimba fuori dal territorio italiano senza il mio permesso.
    La ringrazio in anticipo.

  • Nico Giardina ha scritto:

    Buona sera,

    Quali sono le possibiltá per controllare le spese di mio padrigno adesso che mia mamma eé ricoverata e incapace die intendere e volere.

    Noi vorremo evitare die essere chiamati in causa per im mantenimento di mia madre,per sperpero di fondi da parte di mio padrigno. Abbiamo il diritto di controllo che scaturische dall’obbligo di assistenza verso mia madre ?

    Grazie ?

  • Loredana Barani ha scritto:

    Buongiorno Silvia,
    le faccio presente il mio caso.
    Ho 32 anni e il mio padre naturale ha rifiutato di riconoscermi, in realtà quando mia madre ha detto lui di essere incinta lui l’ha lasciata lavandosene le mani (era già sposato e con figli).Ora io chiedo: posso avere dei diritti patrimoniali verso quest’uomo? Dovrei prima richiedere il riconoscimento? E se lui si tirasse indietro? Nel caso di riconoscimento, dovrei poi portare il suo cognome o posso tenere quello acquisito dall’uomo che mia madre successivamente ha sposato? Se il mio padre biologico avesse problemi economici, io sarei obbligata a riparare o al suo mantenimento? Faccio presente che non lavoro, non ho un reddito e nessuna proprietà o altro. Grazie infinite. Loredana

  • eldra ha scritto:

    Salve ho una figlia da un precedente matrimonio, ne ho contratto un secondo ( anche mio marito ha già una figlia) e sono in comunione dei beni. Vorrei capire che diritti avrà mia figlia su quella che sarà l’ eredità. Grazie

  • ROSA ha scritto:

    DIMENTICAVO…AVVOCATESSA SILVIA LEI HA UN BLOG OR SITO DA CONSULTARE A PARTE QUESTO?

  • ROSA ha scritto:

    COMPLIMENTI PER IL BLOG AVVOCATESSA SILVIA!…OGGIGIORNO E` DIFFICILE TROVARE PERSONE CHE SI DEDICANO AL LAVORO SOLO PER PASSIONE…O BENEFICENZA!

  • Maria ha scritto:

    Salve, sono una mamma Argentina ,convivo con un Italiano ho una figlia italiana di 11 anni e una figlia Argentina riconosciuta di 5 anni .Vorrei sapere ,si voglio tornare in Argentina con le mie figlia devo fare tutte due affidamento in Italia o posso farle in Argentina sia che posso viaggiare con le bimbe ,hanno un permesso di viaggio fino 18 anni ,in caso che ci siano di motivo per la bimba Italiana quando po decidere per conto suo ?e cosa devo fare ? Le ringrazio se me risponde .

  • angela ha scritto:

    Buongiorno, Vorrei sapere visto che il padre di mia figlia si è licenziato per non dare il mantenimento alla figlia, sono circa 4 anni che non da niente, mia figlia è maggiorenne e invalida del 46 per cento, posso pignorare lo stipendio del fratello visto che i genitori di lui sono deceduti tutti e due. Grazie

  • Barbara ha scritto:

    Buon giorno , sono figlia di genitori separati da parecchio tempo . Negli anni sono sempre stata indipendente economicamente ma ora verso in una situazione difficile . Sono single e non ho proprietà . I miei genitori hanno l’obbligo di aiutarmi anche se non sono piu’ giovanissima ( 40 anni ) ?
    Mio padre è assente dalla mia vita da oltre 25 anni , ha una gioielleria da oltre 40 anni ma ,otre avermi precluso la possibilità di proseguire negli studi universitari attualmente , di fatto , non conosco la sua situazione economica , ci sono metodi per sapere qualcosa ?
    So che si è risposato con una donna moldova , in caso di conto corrente e beni mi potrebberero essere sottratti o distratti subito dopo un suo eventuale decesso ?

  • Elena rossi ha scritto:

    Buongiorno . ho una situazione particolare e chiedo un consiglio.
    Attualemnte sono socia al 5 % di una s.p.a e così anche mio fratello.
    A capo del gruppo di aziende c’è mio nonno che tra poco passerà tutto a mio padre.
    Io in 8 anni non ho mai ricevuto gli utili ( pur essendo socia ) tantomeno sono stata interpellata in cda o riunioni varie.
    Attualmente ho un contratto lavorativo con un’altra società sempre familiare pari ad euro 1600 netti che mio padre mi ha fatto per essere “in regola” con tutto.
    Io non lavoro perchè ho cambiato città ma continuo a percepire la somma.
    Da quando mi sono trasferita poichè mio marito lavora in una delle aziende di famiglia al nord ,è iniziato un accanimento nei miei confronti e la mia famiglia non mi ha più garantito un lavoro , ovvero io ad esempio non posso lavorare in questa azienda dove lavora mio marito.
    Il risultato è che mio fratello che ha le quote di questa azienda al nord, percepisce 3 stipendi , uno per qeusta azienda, uno dalla sp.a nel quale è socio al 5 % e dove attualemtne lavora ed un altro da un ‘altra società sempre di famiglia dove ha lavorato in passato e che ora si sta inglobando nel gruppo.
    Mio marito percepisce 1400 euro lordi al contrario mio fratello quasi 4 500.
    Noi paghiamo un affitto perchè mio padre non mi ha voluto ristrutturare la casa che mi ha comprato e io ci ho dovuto fare un’atività( casa vacanze ) e mio fratello sta in una casa che appartiene ad una delle società di mio padre quindi non paga affitto , l’ha ristrutturata con i soldi ( dicono) del suo lavoro ed ha un tenore di vita di gran lunga superiore al mio..
    Le basti pensare che mia cognata ha 2 colf e io neanche una.
    Vorrei sapere se ci sono i presupposti per agire legalmente.
    Attendo notizie grazie mille

  • fabio ha scritto:

    salve vorrei u informazione io sono in una casa non ammobigliata e ho 2 bambini e mia moglie con mio padre che percepisce una minima pensione di invalidita’ non riusciamo a pagare l’affitto il comune mi puo aiutare con una casa parcheggio e il titolare della casa puo mandarmi via avendo un contratto di 4+4? grazie mille aspetto notizie al piu presto possibile

  • tony ha scritto:

    ciao silvia io o un problema grave io e la mia convivente abbiamo litigato lei cosa a fatto e andato alla silo e andato prendere nostro figlio di 5 anni e sene andata di casa io vorrei sapere l affidamento del piccolo a chi tocca pero ce un particolare sul estrato di nascita io o sia l paternita che la maternita poi ce un altro particolare io mi trovo anche agli arresti domiciliari io vorrei fare affidamento di mio figlio a mie genitori e metterlo sul l oro stato di famiglia cosa dici cosi l oro possono dagli tutto il sostegno che serve grazie silvia aspetto una tua risposta

  • mauri ha scritto:

    Vorrei sapere come funziona se due conviventi che in sieme anno una casa con mutuo cointestato,due figli minorenni sotto i 6 anni e la compagna è senza reddito e di conseguenza tutte le spese sia della casa che della famiglia sono tutte sulle spalle del compagno si separano perche la compagna senza reddito tradisce il compagno?

    Sarà il compagno a dover lasciare la casa anche se la compagna non è in grado ne di mantenere la casa ne i figli? Il compagno può pretendere che la compagna lasci l’appartamento? In sostanza quali sono i doveri e diritti del compagno e della compagna riguardo ai figli e la permanenza nell’appartamento?

  • marco ha scritto:

    salve
    purtroppo mio padre è in grave situazione di salute ed è ricoverato in una struttura di mantenimento, purtroppo non potendo continuare a permettermi i costi sono costretto a vendere la sua casa.
    ora per poterla vendere dovrei diventare suo tutore, sapete indicarmi come posso diventare tutore e che prassi devo eseguire???
    accetto consigli utili da tutti.
    saluti

  • monica ha scritto:

    Salve , sono Monica ed ho 31 anni. Ho interrotto gli studi di scienze biologiche qualche anno f con l’intenzione di iniziare a lavorare per poi ricominciare eventualmente gli studi.Purtroppo ho avuto tutti lavori saltuari ,ed al momento non riesco a trovare un nuovo lavoro,ma continuo ogni giorno nella ricerca. I miei genitori si sono scagliati contro di me quando ho chiesto loro un aiuto economico perchè al momento non possiedo risorse , dicendomi che è colpa mia che non trovo lavoro e non voglio trovarlo. Ho delle spese da sostenere anche di carattere medico …analisi e spese settimanali di colliri che devo usare costantemente .Non vivo con loro ma in un appartamento di proprieta’dei miei genitori nello stesso stabile.Sono molto preoccupata per la mia situazione momentanea. Come posso agire?

  • Emi ha scritto:

    Salve a tutti, ho un problema che a ogni giorno peggiora, io e mio marito possediamo una casa de proprietà. Quattro anni fa mio suocero se è ammalato, lui viveva da solo nella casa di sua proprietà, (divisa in 3 appartamenti) casa questa dove vivano altri due dei suoi figli, che pero non vogliono assisterlo; io e mio marito con i bambini piccoli ci siamo trasferiti nella casa di mio suocero per assisterlo, ora mio suocero è fermo a letto e bisogna de una assistenza maggiore, abbiamo cercato di coinvolgere tutti i altri figli che usufruiscono della casa, pero loro non ne vogliono sapere, in più hanno detto che si a noi non sta bene guardare il babbo malato noi dobbiamo andare via de casa, già che mio suocero ora vuoi trasferire in salotto per dormire, e loro possono mettere ad spesa del mio suocero una badante. Domando: Quale sono e dovere dei altre 2 figli in assistere mio suocero? Siamo obbligati ad andare via di casa dove siamo residente? Devo lasciare mio suocero dormire in salotto quando abbiamo 4 camera da letto, ho 2 bambini piccoli che hanno bisogno di spazio per giocare? Grazie Emi

  • stella ha scritto:

    un mia amica e rimasta incinta , e adesso il ragazzo la lasciata . volevo sapere che diritto a sul bambino.

  • luca ha scritto:

    Salve
    sono un uomo di 39 anni ,tre anni fa circa ho conosciuto una donna piu giovane di me, con la quale ho avuto un figlio che ora ha 10 mesi e mezzo.
    Al tempo in cui l’ho conosciuta vivevo assieme ad un altra donna con la quale comunque non cera più nessun rapporto,ma che per mia difficoltà economica mi sosteneva dandomi ospitalità e comunque era all’oscuro di questa mia storia.
    La madre per tutta questa situazione ha ritenuto giusto evitare che io riconoscessi mio figlio.
    sono stati solo 3 anni di litigi e probabilmente a parte il figlio che ci teneva uniti ,non cè più nessun sentimento che mi lega a lei.
    è stata capace di distruggermi e vorrei sapere non avendo riconosciuto il bambino e quindi non avendo nessun dovere verso di lui se non quelli che stabilisce la madre a mezzo minacce verbali e materiali,come mi devo comportare essendo ancora economicamente abbastanza incapace di potere sostenere un mantenimento?
    grazie
    luca

  • Paolo ha scritto:

    Salve
    vorrei chiedergli mia moglie ha un figlio che ha avuto in precedenza da un altro matrimonio il suo ex marito lo ha dichiarato come figlio ora il suo ex marito è deceduto ora il figlio di mia moglie potrebbe ereditare il patrimonio del padre (Deve ricevere un patrimonio della assicurazione)
    non so bene perché ma ho saputo perché era andato in coma
    ora i l figlio di mia moglie può ereditare quel patrimonio ??
    ex marito aveva una sorella Ora quella sorella se non ci muoviamo può prendere il patrimonio??

  • Gabriele ha scritto:

    Salve sono un ragazzo di 18 anni, quasi 19 anni i miei si stanno separando e a breve sosterrò la maturità (che per altro mi auguro di superare con i massimi voti). Volevo chiederle considerando il fatto che mi auspico di laurearmi in Giurisprudenza se al momento della separazione congiunta posso richiedere di vivere da solo e di mantenermi agli studi nella mia città universitaria, obbligando mio padre (l’unico che lavora) a mantenermi oppure devo vivere con lui in casa e viaggiare per studiare…

  • Rosaria ha scritto:

    Salve, sono in una situazione molto complicata e avreei davvero bisogno di capire come ci si comporta in questi casi. Sono una studentessa di 24 anni, vivo in un contesto familiare disagiato: genitori separati in casa, violenze domestiche, morali e fisiche, seppure mai documentate, un padre con pregressi problemi di alcolismo… Ribellatami a questa condizione mi sono trovata in una condizione di scontro aperto con i miei, che dopo la mia decisione di intraprendere un corso di studi a loro poco congeniale, a 18 anni mi hanno tagliato completamente i fondi; da allora, pur vivendo in casa con loro non ho accesso a nessunissima forma di aiuto economico, se non saltuariamente a dei “contributi” che mio padre sotto mia insistenza mi ha versato nell’ultimo anno e mezzo per far fronte ad una parte delle tasse universitarie e ad una parte delle spese mediche(soffro di una patologia degenerativa, che mi costringe a frequenti visite, esami e terapie presso l’ospedale della mia città e privatamente dal mio medico). Ho provveduto fino ad oggi a pagarmi per intero vestiario, libri e tutto l’occorrente per gli studi d’arte (diverse centinaia di euro l’anno), le spese per quanto riguardi il volontariato, lo svago e il tempo libero sono tutte a carico mio, pago autonomamente il mio conto telefonico, tutto grazie alle borse di studio, dei lavoretti saltuari, qualche prestazione in nero e l’aiuto economico di persone a me vicine( ma non miei parenti).I miei sono benestanti, possiedono beni mobili ed immobili, hanno altri 4 figli oltre a me che, 3 dei quali maggiorenni che, al momento, mantengono economicamente 1 in casa e 3 fuori casa. Dopo l’ennesima lite mio padre ha deciso di negarmi anche quei pochi soldi con cui contribuiva in parte alle spese mediche, a suo dire per mettermi nei guai, mentre mia madre insiste con l’idea che persistendo nel peggiorare le mie condizioni di vita in casa loro, io mi trovi costretta a lasciarla pur non avendo i soldi per mantenermi, ne un posto dove andare(a suo dire dovrei farmi mantenere ed ospitare dagli stessi amici che mi hanno aiutata in questi anni). Mi accusano inoltre di furti e danneggiamenti gravi che non ho commesso, sebbene durante violente liti e dopo aver subito percosse io abbia effettivamente arrecato dei danni a degli oggetti in casa, mai oggetti preziosi, mai in momenti diversi da quelli della concitazione di una lite in cui subivo comunque violenza,cosa avvenuta comunque anche con i miei fratelli. Ora non so come fare fronte alle spese mediche che avrò questo mese, i miei minacciano, se di nuovo dovessi svolgere qualche lavoretto in nero di denunciare me e chi mi aiuta offrendomi denaro o lavoro non regolare, quindi non so come procurarmi il danaro di cui non posso fare a meno. Possibile che nessuno possa obbligarli a provvedere alle mie spese? nemmeno a quelle mediche? io non posso permettermi un avvocato, a chi posso rivolgermi per conoscere i miei diritti o anche solo per sollecitarli per queste spese necessarie???mi hanno minacciata più volte nel caso sporgessi denuncia per le violenze e il resto, di lasciarmi fuori dalla porta, possono farlo? in quel caso non potrei rientrare a casae non saprei dove andare, come funzionano queste cose? se può farmi sapere come ci si comporta in questi casi mi sarebbe molto utile per sapere come muovermi.

  • eleonora ha scritto:

    salve, sono una ragazza di 21 anni,vivo cn i miei genitori ke mi mantengono a tutti gli effetti. questo però è un brutto periodo perchè ho una relazione complicata cn il mio fidanzato ke per poterlo vedere mi porta a ad andare a casa sua(xhe poi sarebbe qquella di sua madre) e ad intrattenermi per vari giorni. il problema è che questo mi porta ad una insabilità emotiva perchè i miei nn accettano questa situazione, minacciano di cacciarmi di casa. io vorrei andarmene ma io e il mio fidanzato nn abbiamo ancora le disponibilità economiche per andare a convivere. Allora la mia domanda è…possono davvero cacciarmi di casa???

  • Gabriella ha scritto:

    Salve, mio papà rimasto vedovo si risposò decidendo per la comunione dei beni, anche se mantenevano i conti separati. Ora la moglie è incapace di intendere e di volere,a gestire il suo patrimonio è ora una sua nipote, anche se il rapporto tra tutti noi è ottimo. Ma vorrei gentilmente sapere se un domani alla morte della mia matrigna l’eredità va completamente alla nipote. Grazie

  • laura ha scritto:

    Salve, io e mia sorella abbiamo perso mamma 3 anni fa. Intanto papa’ ci ha dato aiuto economico per comprare casa (vendendo delle proprieta’ intestate a mamma)Ora lui vive nella casa di famiglia e temo abbia intenzione di risposarsi. Che ne sara’ della casa nel caso si sposasse? che diritti acquisirebbe la nuova moglie (sia in caso di matrimonio in comunione ,che in separazione di beni)? Cosa succedera’ alla sua morte? Qual’è il consiglio che puo’ darci per “perderci” il meno possibile?Grazie anticipatamente.

  • Alessandro ha scritto:

    Salve, mio padre pensionato ha contratto debiti con una finanziaria mediante cessione del quinto..non e’ intestatario di nulla in quanto la casa in cui vive e’ intestata a me e mio fratello, lui dispone solo dell’usufrutto vita natural durante. Ora, nel malaugurato caso di un suo decesso, dobbiamo onorare noi i suoi debiti sopracitati? In attesa di un suo parere la ringrazio anticipatamente e la saluto

  • stella ha scritto:

    salve .. .mia sorella convive con il suo compagno,loro hanno un figlio di 3 mesi,lui si comporta molto male con lei,alza le mani,non li da soldi,,,,lei lo vuole lasciare..pero ha paura che lui prendera il bimbo..lei non lavora..lui fa solo la staggione ,fa il cuocco…per favore voglio sapere cosa devi fare per non perdere lui il bambino..aspetto la vostra risposta………………..

  • stella ha scritto:

    salve .. .mia sorella convive con il suo compagno,loro hanno un figlio di 3 mesi,lui si comporta molto male con lei,alza le mani,non li da soldi,,,,lei lo vuole lasciare..pero ha paura che lui prendera il bimbo..lei non lavora..lui fa solo la staggione ,fa il cuocco…per favore voglio sapere cosa devi fare per non perdere il bambino..aspetto la vostra risposta………………..

  • andrea ha scritto:

    w

  • carlo ha scritto:

    fatti sentire al piu presto prima che questi loschi figuri mangino tutto a mio padre

  • carlo ha scritto:

    cara Silvia mia padre si e’ sposato nel 1959 in comunione di beni con mia madre! te la faccio breve; nel 1978 mia madre e’ morta e nel frattempo mio padre e’ stato conduttore di due richieste di appartamento: una a via dell’ inpruneta n. 7 alla Magliana( rm)e l’ altra al laurentino 38 sempre a roma con una cooperativa.
    la casa presa con la cooperativa l’ gha data a mio zio senza nemmeno riscattarla( come fanno tutti ) e ane a me e ne a mio fratello e’ stato dato nulla! ora vorrebbbe vendersi , con lo stesso sistema l’ appartamento di via dell’ impruneta 7! dice di aver ricevuto acconti da una donna che seppur fa la commerciante spilla a mia padre 700,00 euro mensili per pulire una casa che rimane lurida dopo le pulizie!ho scoperto che miao padre oramai 79 enne viene plagiato da questa donna che oltre lo stipendio sommerso percepito le spilla altri soldi che ti diro’ se mai vorrai prendere in caso il mio problema! cosa fare?

  • flavia ha scritto:

    Buongiorno Silvia le pongo un quesito:
    sono vedova con 2 figli minori. Mio marito era socio al 60% di una società SNC mentre il 40 è posseduto dai suoi 2 figli di primo letto. Lo statuto della società dice che “alla morte di un socio gli altri soci possono decidere se continuare il rapporto con gli eredi o liquidarli” le quote non sono quindi ereditarie secondo lo statuto. I soci/figli ci hanno anticipato che ci liquideranno ed io vorrei sapere se tale clausola non sia vessatoria ed impugnabile poichè io vorrei che i miei 2 figli avessero gli stessi diritti dei figli di primo letto e che possano entrare come soci della società secondo le quote di loro spettanza.
    La ringrazio sin da ora per la Sua cortese risposta
    Flavia

  • claudio ha scritto:

    salve vorrei sapere se in caso di decesso del padre ,la successione dei beni di famiglia va fatta per forza dal notaio o si può fare anche da altri enti .questo vale anche per la casa ?? grazie del suo aiuto

  • Vittoria ha scritto:

    Salve avrei questo quesito:
    Mia nipote ha 18 anni e mio nipote 12 vivono negli Stati Uniti con la madre ed il padre vive in Italia e passa loro il mantenimento ogni mese, ora la madre è venuta a mancare (lei comunque negli stati uniti si è risposata con un italiano) ora cosa può succere??? I due ragazzi sono costretti a tornare in Italia o possono continuare a vivere negli stati uniti con il loro patrigno???

  • marcello ha scritto:

    Gentile Silvia, vorrei chiederti un aiuto: abbiamo acquistato da poco un appartamento con l’aiuto importante dei miei suoceri (circa un terzo dell’importo). Mia moglie ed io siamo in comunione dei beni e abbiamo un figlio. Ultimamente mi sembra però che mio suocero si sia pentito, non tanto per la somma che comunque ha contribuito al benessere della figlia e del nipote, ma in quanto noi un giorno potremmo separarci e la figlia potrebbe perdere il 50% del valore dell’appartamento o cose del genere. Potresti consigliarmi il modo per poterlo rassicurare con uno scritto, tipo dichiarazione ecc.. nel quale io rinuncio volentieri alla parte della quota che lui ha donato in favore della figlia? Spero tanto di essermi spiegato.
    Aspettando una risposta Ti auguro un felice Natale ed un Buon Anno Nuovo!!

  • enzo ha scritto:

    Sono vittima di una situazione vessatoria da parte di fratello e sorella per varie supprosi morali. Vorrei sapere se c’è una norma relativo ad un mancato avviso da parte loro riguarda ad un funerale non partecipato di una sorella che era invalida . Grazie cordiali saluti

  • ALBERTO ha scritto:

    ciao Silvia,sono divorziato da 11anni,la mia ex lavora dal 2008,fino ad allora prendevo in busta il 50% detrazione figli,poi col 730 recuperavo il 50% che lei non richiedeva,poichè senza reddito(mi era stato detto).Un mese fa mi è arrivato un controllo ufficio imposte,dove mi contestano l’aver richiesto il 100%.Ho presentato i documenti richiesti spiegando. Dove ho sbagliato? Qual’è la regola? Nell’omologa separazione e poi divorzio,non c’è scritto nulla.
    Oggi mi arriva una lettera di avvocato mia ex,in cui mi richiede 442euro per aver dichiarato il 100% di mio figlio nel 2008,senza menzionare anche mia figlia(entrambi minorenni nel 2008)poichè l’ufficio imposte le vuole da mia ex. Se io dovessi restituire il 50% che recuperavo a luglio e dare i 442 a mia ex ora,sarebbe come non aver mai avuto neppure il mio 50% spalmato sui 12 mesi dal mio datore di lavoro. Scusa la confusione. Alberto

  • claudia ha scritto:

    la ringrazio anticipatatmente
    mio fratello ci ha lasciati da poco tempo, conviveva con una donna e con questa ha fatto una figlia , stiamo cercando di fargli avere la reversibilita della pensione ma ci hanno detto che per questo la mamma ,non avendo diritti, deve chiedere la tutela della bambina e deve fare una domanda al giudice tutelare.
    mi chiedo possibile questa cosaor la mamma la cresciuta fino ad esso ora cosa è cambiato ? seconda domnada mio fratello ha una piccola macchina la sua compagna non la vuole, ho chiesto alla compagna se posso prenderla io, dandogli naturalmente dei soldi ed ha acconsentito posso fare il passaggio ho devo comunque aspettare la sentenza del giudice tutelare ?

  • Lili ann ha scritto:

    Buongiorno, vorrei chiedere alcune cose, io sono straniera che vivo regolarmente in Italia mi sono sposata con un italiano nel 2000, adesso abbiamo una figlia di 2 anni, io vorrei recarmi al mio paese , per andare a trovare la mia famiglia, i miei genitori anziani e fratelli nel mio paese di provenienza, soltanto per un periodo breve d 3 settimane, mio marito non vuole che la bambina faccia il viaggio con me giustificandosi con un sacco di motivi assurdi. Secondo me e solo che lui vuole impedire che la mia bambina abbia alcun tipo di relazione con la mia famiglia. C’e da dire che la mia famiglia si e sempre comportata nene anzi benissimo nei confronti di mio marito. Io quello che chiedo, mi si puo vietare una cosa del genere? Visto che solo e una cosa temporanea e mi sembra giusto che la mia bambina sia vista ogni tanto dai suoi nonni materni, e possibile soffrire un ricatto di questo tipo da parte di una persona così egoista? Ci avrò qualche diritto? O perche sono straniera devo vivere così isolata dai miei cari. Io lavoro full time non ho mai fatto la mantenuta Ho provveduto a comprare tutte le cose che dall’inizio miabfigliavha avuto bisogno. Sto valutando anche la separazione mi potresti dare qualche consiglio..? Grazie

  • cinzia ha scritto:

    BUONA SERA, HO BISOGNO DI SAPERE SE UN GENITORE PUO’ VENDERE SENZA VINCOLI UNA PROPRIETA’ AVENDO UN FIGLIO INVALIDO, VISTO CHE IL NOTAIO HA ACCENNATO A QUESTA POSSIBILITA’ MA E’ UN’INFORMAZIONE CHE NON TROVO DA NESSUNA PARTE. I BENI DI CUI PARLO SONO RICEVUTI IN EREDITA’ E AVENDO UN COMFLITTO CON LA SUA EX MOGLIE SI E’ RISPOSATO PER NON LASCIARE NULLA AI FIGLI DI CUI UNO MALATO E INVALIDO AL 100%. VI PREGO DI AIUTARMI.

  • rino ha scritto:

    sono divorziato e ammalato di cancro ai polmoni, il 01 dicembre 2010, mi sono operato al Polmone dx (asportato meta’), sono stato malissimo per effetto di chemio ecc. i miei 2 figli maschi maggiorenni uno di 26 e l’altro 37 non si sono fatti vivi neanche per chiedere come stavo,anzi il grande ha detto a mia sorella se muore manco al funerale vado. mia moglie mi perseguita con cause per rompermi le scatole. anzi durante il mio ricovero lo scorso anni ha chiesto il sequestro della pensione, perchè non gli avevo dato la quota del tfr che gli spettava, (non glielo data perchè avevo saputo del mio cancro, e i soldi mi sono serviti per curarmi, perchè mi sono operato fuori dalla mia città. chiedo: come posso fare e se posso denunciare tutti figli e moglie

  • Andrea ha scritto:

    Salve, volevo chiedere un informazione:
    I genitori di mia moglie, siamo sposati da 5 anni con 3 figli, in tutti questi anni non ci hanno mai aiutato economicamente e manualmente anzi si sono dileguati proprio e noi siamo stati aiutati solo dai miei genitori che hanno tirato fuori tanti soldi in questi anni e addirittura si sono dovuti fare un finanziamento piccolo per darci una mano.
    I miei possono legalmente chiedere indietro una certa somma ai genitori di mia moglie perchè non si sono mai interessati a noi e non ci hanno mai aiutato?
    Quando i miei suoceri moriranno, se non lasciano niente di scritto, la loro casa deve andare anche a mia moglie oltre che alla sorella? e se lasciano scritto che lasciano la casa alla sorella, a cosa andiamo incontro?
    Spero che qualcuno mia dia una risposta non so più dove sbattere la testa.

  • maurizio ha scritto:

    Salve Silvia avrei bisogno di alcune risposte: 2 anni fa’ e’ morta mia madre mio padre ha provveduto a fare la successione dopo di che si e’ risposato , volevo sapere se decidesse di vendere la casa che era anche di mia madre lo potrebbe fare senza il consenso dei tre figli ?
    nel caso di vendita quale quota spetta a lui e quale a noi figli?
    nel caso invece di morte di mio padre cosa spetterebbe alla nuova moglie,
    pervio consenso di quest’ultima? ringraziandola in anticipo per il tempo dedicatomi le invio i miei cordiali saluti

  • giovanni ha scritto:

    scusa mia madre e mio padre si sono divorziati pero prima abbitavamo in affitto stavano aggiustando la casa dove vivere pero si sono divorziati ed mio padre e mia madre decisero si mettere in proprieta a tutti e due la casa pero lei non mi vuole dare la mia meta cosa faccio? grazie

  • Dèsirèè ha scritto:

    Buongiorno Silvia…ricercando notizie relative ad un problema che credo dovrò affrontare a breve mi sono imbattuta in questo blog…vorrei chiederti un consiglio:sono madre di un bimbo di quasi 6 anni avuto da una relazione con convivenza…è la mia più grande gioia.la relazione è terminata 2 anni fa e ad oggi ho finalmente incontrato un uomo degno di esser definito tale che però vive e lavora a forlì…è un militare…per diverse ragioni il trasferimento è cosa assai lontana.io sono una lavoratrice indipendente e per l’esattezza lavoro in un call center .allo stato attuale delle cose mi si sta prospettando la possibilità di trasferirmi perchè li ho la concreta possibilità di un lavoro che mi possa anche garantire dei giorni di permesso per i vaccini ,per le visite mediche,per eventuali malattie mie o del mio piccolo,cose che ora non posso permettermi.il papà del bimbo non è un padre assente anzi,ma da quando è andato via da casa non ha mai contribuito economicamente al sostentamento del piccolo perchè dice non averne la possibilità…premettiamo che lui ha fatto ritorno nella casa dei genitori e per questo non deve sostenere nessun tipo di spesa al contrario della sottoscritta che tra affitto,bollette,assicurazione auto e il resto con le misere 500 euro che percepisco faccio realmente fatica.il piccolo inizierà la prima elementare il prossimo settembre e io per evitargli spostamenti nell’arco dell’anno scolastico ho pensato di trasferirmi in quel periodo,ovviamente andando prima li per organizzare un po le cose visto che anche con l’aiuto di un superiore del mio compagno e di sua moglie tutto potrà essere più semplice ringraziando dio.e facendo presente al mio ex compagno che l’assegno famigliare dovutomi dall’inps lo utilizzerebbe lui per venire dal figlio(visto che ha una sorella che vive a 15 minuti da forlì)e che un fitte settimana al mese io verrò comunque quì in puglia e che tutte le vacanze e festività varie potrà portare con se il bambino..ma accennando questo al padre del mio bambino si è scatenato l’inferno..continua a dirmi che non devo e non posso portarlo con me e che se voglio resto quì ma lui non darà mai un soldo perchè non può…premettiamo anche che i suoi genitori sono anziani e che lui ha un lavoro decisamente precario..cosa prevede la legge in questi casi?anche se ad essere sincera avrei preferito gestire le cose con buon senso anzichè con carte bollate e varie.ti ringrazio di cuore

  • Daniela ha scritto:

    Ciao SILVIA sono nuovamente Daniela ,ho un grandissimo problema ho un’azienda con il mio ex marito e da tempo nn percepisco la mia quota mensile stabilita giuriticamente con accordi. Ricevo briciole che nn mi permettono di affrontare nessun tipo di percorso riguardante la mia vita privata attuale. AQUISTI DI NESSUN GENERE SOLO necessità prioritarie, preciso che dalla mia azienda sono socia al 50% e nn ho nessun reso conto annuo nemmeno estratti bancari niente di niente .Ho provato a rimettermi in gioco x la contabilità ma la sua compagna lo ha portato da un suo commercialista e sai come sono(i primi ladri sulla faccia della terra .Adesso stanno facendo di tt x far fuori un’azienda che vive da 14 anni la mia mi stanno mettendo in condizioni di fallire loro nel frattempo hanno aperto un’altra azienda sempre con gli stessi canoni tt a nome di lei.IO CHE FINE FARO’? COSA POSSO FARE X TUTELARMI?TI PREGO AIUTAMI SONO NELLA CACCHINA TOTALE………. LUI puo’ dire che nn percepisce nulla e nn pagarmi le mie mensilità?FAMMI SAPERE SONO NELLA ROVINA TOTALE IO quando eravamo sposati l’ho aiutato ad aprire l’attività intestandomi tt xkè lui nn poteva e QUESTO E’ IL RINGRAZIAMENTO OLTRE ALLE FIGLIE?CIAO A PRESTO DANIELA

  • mario ha scritto:

    buongiorno, il mio caso è che sono sposato con una divorziata madre di due figli affidati i modo condiviso con obbligo di dimora presso la mamma. un figlio ha scelto di vivere col padre da circa un anno.
    il padre deve versare ugualmente l’assegno di mantenimento per il figlio che vive con la mamma?
    La mamma è in cerca di lavoro e non ha reddito proprio.
    grazie

  • anna ha scritto:

    salve,
    vorrei aiuto!!!!!!!!!!!io e il padre di mio figlio abbiamo deciso di sposarci e di finire uno dei due appartamenti della villa di mia suocera dato che lui da quando è vedova gli paga il mutuo credendole che la casa rimarra a lui e niente ai due altri figli , di cui una non sposata e vive lì. lui non vuole andare in casa d’affitto per paura di perdere la casa se non paga il mutuo di cui ben 10 anni pagati dal padre all’ora in vita, aiutato da mio marito senza riscontri scritti. vorrei chiederti se , con tanti sacrifici, finiamo di pagare il mutuo dell’iteraq villa , quando morirà mia suocera che diritto avremo. e per la parte dove vive la sorella con la mammma devo aspettare anche la sua morte per ussufluirne? che diritto ha l’altro figlio che del mutuo se ne lavato le mani…. urgente grazie

  • Silvia (author) ha scritto:

    Elisa, semplicemente sì.
    Ovviamente tuo padre a quel punto potrà immediatamente chiedere la riduzione dell’assegno di mantenimento che versa a tua madre, dato che non sarà più per te e tua sorella, ma solo per lei e avrebbe anche lui diritto a ricevere un contributo per il tuo mantenimento. Nel frattempo potrebbe anche ridurlo di sua iniziativa (anche se non sarebbe una procedura del tutto corretta: sarebbe necessario aspettare il provvedimento del giudice che prende atto del tuo trasferimento definitivo, ma in questi casi un po’ di iniziativa viene tollerata…).
    Comunque a 18 anni non credo sia più un problema restare a casa da sola anche se tuo padre lavora!

  • elisa ha scritto:

    ciao sono una figlia di due genitori separati, loro si sono separati 10 anni fa circa e io ora ho 17 anni quasi 18…finalmente! e dico finalmente perchè me ne vorrei subito andare perchè ho veramente una famiglia di pazzi.. ho una sorella di 13 anni nata tra mia madre e mio padre e un’altra sorella di 3 anni nata tra mia madre e il suo compagno.. la convivenza è una follia.. chi urla a destra chi urla a sinistra e mia madre è veramente una persona INSOPPORTABILE: pettegola, assillante, stressante, ansiosa, maleducata, veramente una persona di merda ke rispetto per me ne ha meno di zero. lei lavora in ospedale, prende 1000 euro, il suo compagno anke lui 1100 euro al mese e mio padre da 650 euro di mantenimento al mese.. però lei non compra mai niente a noi, mai un vestito , mai neanke un paio di mutande..di calze… le scarpe non ce le compra mai.. anzi ogni volta usa la frase: “fattele comprare da tuo padre”
    Io sono in 5 superiore quest’anno e direi che mi sono veramente rotta di questa vita che faccio oramai da quando avevo 7 anni… lei crede di avere in pugno la mia vita, non mi da soldi, mi risponde male, mi comanda, mi rompe proprio i coglioni in poche parole.. lei dice ke non mi compra quello che mi serve perche io mi comporto male, ma se io gli rispondo male questo non vuol dire ke io devo andare in giro come una barbona, senza soldi,oramai sono senza manco un euro in tasca da 6 mesi e dovrei comprarmi tutte le cose invernali xk sto andando in giro con le canottiere sotto le felpe…(tanto per far capire)
    io vorrei proprio sapere se questa donna – che non si può definire madre- ha il diritto di intascarsi i soldi ke da mio padre tutti i mesi senza comprare a noi figlie quello di cui abbiamo bisogno ( scarpe, vestiti, biancheria, giubbotti x l’inverno, medicine, magari anche qualche volta un euro per il caffè o la focaccia…. non so se sono io che chiedo molto o se sono pazza io completamente allora boooooh…) so solo che ogni volta non posso uscire fuori a mangiarmi una pizza e gli altri si, le mie amiche comprano cose nuove , cose necessarie e io no, loro fanno shopping e io no, loro si fermano al bar a prendere caffè sigarette io no, io le devo kiedere in giro o scroccare alle mie amiche le sigarette……
    per non parlare di appena metto piede nella mia casa, mia madre urla che devo fare questo, devo fare quello, lava, apparecchia, sparecchia, scopa per terra, molte volte metto nella lavastoviglie tutto e si incazza perche la stronza vuole che faccio a mano-.- poi arrivo in cameretta lei mi segue,urla, si siede in camera mia e dice, sposta questo sposta quello, stendi, stira, lei mi assilla con qualsiasi cosa, ogni minuto mi kiama vienii/..passami..chiudi la finestra/la porta…pooooiii????????????????? questa pretende troppo… e il bello è che spesso lo faccio… ragazzi io vado anche a scuola mi stavo dimenticando di dirvi, a giugno ho la maturità devo studiare, non sto quasi piu uscendo il pomeriggio però nooo a casa mia nooon si può..ka situazione è grave.. non riesco a fare niente .. non posso fare una vita del genere io…
    qui siamo una famiglia, che dovrebbe collaborare ecc ecc ecc… però non ci sono solo io… cè anche mia sorella di 13 anni che non fa na minkia proprio, il compagno di mia madre che proprio non vuole muovere un dito… proprio gente che non ha voglio di muovere il culo questa…….e in piu c’è una bambina di 3 anni che è dolcissima ma viziata come non so che cosa.. una roba impressionante,, a questa figlia ve lo giuro ogni giorno comprano qualcosa, vestiti , giochi, cazzate ecc.. in frigo ad esempio non si può quasi toccare niente. ( cè sempre il frigorifero PIENO ) Però l’affettato è esclusivamente di mia sorella, il latte della mattina pure, le brioche anche, la filadelfia è sua, il formaggino anche, il fruttolo, yogurt ecc.. tutto suo…. apri il figo di casa mia praticamente e ti trovi: una zucchina le carote acqua crodino pomodori cipolla aglio burro maionese dadostar …e sai ke pranzi che ti fai!!!
    –.–”
    è questo non è giusto per favore aiutatemi..questa madre a me proprio non mi sopporta, non capisco neanke perchè è andata avanti a fare figli se tanto lei tolleranza zero.
    boooh.. povera la mia ultima sorellina….
    questa donna sta vermante facendo di tutto per rovinarmi l’esistenza, in ogni modo e in ogni forma..
    purtroppo però io non posso impazzire a quest’età non so se mi capite, io devo socializzare con le persone, uscire, studiare, divertirmi, fare anke un po di disordine in camera anke solo un po.. fa parte della mia età, lei non può esasperare la mia vita sotto tutti gli aspetti :(
    questa donna mi ha fatto passare gli anni , che dovevano essere i piu belli della mia vita, una schifezza assoluta.
    mi odia è palese
    per fortuna mio padre vive da solo un bel po di anni oramai in una casa neanke tanto lontana dalla mia residenza, giusto 7-8 km ….e indovinate?????
    gia a 12-13 anni quando a lei gli scazzava la giornata, mi prendeva le cose faceva su una valigia e mi spediva da mio padre ,,anche per 2-3 settimane..senza kiamarmi, senza sapere come stavo, cosa facevo..mi mandava fuori di casa anche la sera coi mezzi da sola, dovevo attraversare mezza milano per arrivare da mio padre solamente perchè avevamo litigato per Cazzate
    perchè la cosa piu assurda è capire quanto è BAMBINA mia madre.. ….
    l’anno scorso insieme a mio padre avevamo deciso che sarei rimasta da lui a vivere, lui si è interessato bene, con gli avvocati e tutto e lei si è rifiutata di firmare perchè se io fossi andata a vivere da mio padre poi lei non avrebbe piu ricevuto il mantenimento, perchè lui avrebbe mantenuto me e lei mia sorella.
    poi mi ha convinta a rimanere a casa dicendomi che devo crescere insieme alle mie sorelle perchè è giusto cosi, che mio padre non mi avrebbe curato come mi avrebbe curato lei a casa ecc.e eccc eccccc ..tutte cazzate! =(
    non avrei mai dovuto ascoltarla
    tanto in casa di mio padre ho la mia cameretta, il mio armadio, i miei vestiti e tutto… li avrei trovato la pace in me, li sarei rimasta un po da sola, magari avrei sofferto di solitudine..anzi..molto probabilmente, ma sicuramente sarei rimasta in pace, libera e senza mal di testa
    povera sfigata
    io veramente ho 18 anni, adesso sono una ragazza razionale, che vede con gli occhi e capisce con la testa e la ragione, purtroppo mi vergogno di avere una madre cosi, e anche le mie amiche, le persone che porto in casa, il mio ragazzo , l’hanno potuto capire e rendersene conto.
    dopo varie discussioni questa donna quest’estate tralaltro ha deciso di partire per la calabria 1 mese e mezzo e di lasciarmi da sola a casa di mio padre che doveva andare al lavoro e quindi sarei dovuta restare praticamente sola.. per fortuna in quel periodo mi è stato vicino il mio ragazzo sennò che tristezza!!
    io ora vorrei una commento, un consiglio da voi perchè io sclero con lei, mi porta all’esasperazione ve lo giuro. e vorrei sopratutto sapere, ora che tra 30 giorni compio 18 anni, posso trasferirmi senza problemi da mio padre o no??

  • Fabio Paoli ha scritto:

    Buongiorno,ho un grosso problema,dopo la morte di mio padre,che ha lasciato in eredità il 50% di una casa e e il 50% di un terreno ”l’altro 50% è di mia zia sua sorella”,quindi arriviamo al problema adesso io mi trovo a dover convivere con mia madre nella stessa casa che è al 50%di mia zia e il restante 50% di mia madre di mio fratello e mia,avendo avundo avuto dei grossi problemi relativi ad interessi su vecchi debiti fatti da mia madre all’insaputa mia e dio mio fratello,io non vorrei avere più nessun rapporto con mia madre, almeno a livello d’interessi”non di convivenza”ma qui nasce il problema,mia madre è superconvinta che io non ho nessun diritto di abitare nella casa che già è stata di mio nonno”paterno”di mio padre e di mia zia”tale zia tra le altre cose approva pienamente che io abiti in questa casa tanto è vero che mi ha firmato un CONTRATTO DI COMODATO D’USO GRATUITO con scadenza nel 2020”.Adesso vorrei tanto sapere e capire se io ho oppure non ho il diritto di abitare in questa casa,ah dimenticavo io vivo qui con la mia famiglia e sono residente e quindi condivido anche lo stato di famiglia con mia madre,la quale vorrebbe ”buttarmi”fuori di casa dicendo che questa casa finchè lei è viva ha un diritto di proprietà che è solo suo,io so per certo che un coniuge ha il diritto abitazionale,ed io come figlio ho oppure no il diritto di vivere ”non felicemmnte purtroppo”nella casa che è stata già del mio nonno di mio padre e oggi una piccola parte è anche mia……………..vi ringranzio e in attesa di una delucidazione porgo Distinti Saluti…..

  • miky ha scritto:

    salve
    vorrei un informazio ho un figlio nato da una convivenza vorrei sapere visto che do dei soldi per il mantenimento
    ho qualche diritto di avere il bambino qualche giorno con me?
    la ringrazio

  • Ennio ha scritto:

    Buongiorno,

    Scrivo questa mail in condizione di vera emergenza, se possibile avere informazioni.
    Per multe di parcheggio non pagate nel 2001, di 480 €, la ditta dove lavoro ha ricevuto da un legale atto di pignoramento del mio stipendio per un importo di multe, arrivato ad oggi, a ben 3.750 €. Il mio stipendio è di 1.090 €/mese, più contributi e assegni familiari, in quanto ho moglie a carico e bambino piccolo, 1 anno e mezzo.
    Praticamente arriverei a prendere solo più 820 €/mese.
    Già con quello che prendo facciamo difficoltà ad arrivare a fine mese, anzi, proprio non ci riusciamo se non con l’aiuto, sovente, di amici.
    500 € di affitto, 300/400 €/mese per mangiare io,mia moglie (sopravvivere, non vivere…) e sopratutto il bimbo, pannolini, vestiario quelle che si deve per forza di cose comperare, acqua luce gas..Già da qualche mese eravamo in allarme perchè c’è anche da pagare il riscaldamento, ma facciamo sacrifici e fino ad oggi abbiamo sempre pagato tutto. Quello che più ci interessa, ovviamente, è la salute del bimbo.
    .Praticamente è facile intuire che siamo in condizione disagiata e facciamo letteralmente i “salti mortali” per arrivare, per quanto possibile interi, allo stipendio successivo… Adesso questa “mazzata” ci ha letteralmente annientati..Si è persa la serenità in familia, mia moglie ha crisi di pianto continue anche perchè è ignara di tutto e le pare tutto così strano.. (ci siamo sposati nel 2009, lei è Moldava). Ho provato sentire il legale che per conto del Comune ci chiede i soldi ed ha pignorato lo stipendio: non gliene può fregare di meno, lui agisce “secondo Legge” anzi, ho pure ricevuto una minaccia (almeno a me sembra così, faccio attenzione anche a scrivere poichè non vorrei ritorsioni sulla mia famiglia), dato che mi ha detto che se non sono in grado di pagare vuole dire che non sono probabilmente nemmeno in grado di mantenere un figlio minore, e questa “sarebbe tutta un’altra faccenda”. Premetto che tengo a mio figlio e mia moglie più della mia stessa vita, e mai toglierei loro un centesimo se questo può far star loro male. Ma cosa posso fare?? Non ho voce in capitolo. Il mio titolare dice che, per ora, è obbligato a trattenermi la quota in attesa della decisione del giudice, la quale udienza è fissata per Aprile 2012…Con quello che prendo ora siamo alla catastrofe…tutto ciò che penso si infrange con la dura realtà: impossibile cambiare alloggio: dalle nostre parti meno di 400€/450 € mese un monolocale, tanto vale stare dove siamo, ci sarebbero solo nuove spese non più affrontabili.. Esiste una soluzione a questo incubo? Questa volta hanno davvero spento la luce.

    Una precisazione:

    Sono tutte multe per parcheggio. Al tempo l’auto in questione era usata da me e dalla mia allora fidanzata, pertanto và a capire adesso chi le ha prese….parliamo di 10 anni fa….
    Comunque avevo ricevuto nel 2007 una raccomandata dove mi intimavano il pagamento ma, purtroppo, preso da problemi di allora la stessa era andata in dimenticatoio….poi cambiai varie volte residenza…allora ero a Cologno.

    Grazie

  • Alexia ha scritto:

    Buongiorno, mi chiamo Alexia e ho 17, sono figlia di genitori separati da quando avevo 11 anni e fino a quest’estate ho sempre vissuto con mia madre e i miei altri 2 fratelli. Il rapporto con mio padre non è mai stato facile, non dico però che non ci abbia mantenuto o comunque voluto bene fino ad ora, infatti ha sempre provveduto bene o male a rilasciare un assegno mensile a mia madre e venirci a trovare almeno 4 giorni al mese. E’ successo però che negli ultimi anni lui come persona è cambito completamente, probabilmente per influenza della sua compagna e della sua religione che sembra l’abbiano stregato completamente. Per lui ora tutto gli è dovuto, dato che lui non ci ha mai abbandonato noi 3 ora dobbiamo sempre chinare la testa, acconsentire in tutto quello che dice, verità e cosa sempre giusta secondo quanto pensa lui e che se non ci stiamo a lui non gli fà nè freddo nè caldo, semplicemente smette di adempire ai suoi obblighi di padre, ossia non ci mantiene. Attualmente ha preso casa vicino a quella di mia madre e per questa ragione lui non versa più un soldo a mia mamma che tra l’altro in questo periodo ha perso il lavoro( ma non interessa minimamente a mio padre), che in tutti questi anni ha fatto i salti mortali per farci essere sempre felici. Mio padre ritiene infatti ora giusto che noi 3, suoi figli dobbiamo vivere 15 giorni con lui e 15 con nostra madre, sconvolgendoci di punto in bianco il nostro stile di vita. I miei fratelli sono ancora piccoli, ma io non ci stò per tanti motivi: facendo questo mi ha dimostrato che i soldi vengono prima di no, dato che ha tagliato di punto in bianco i fondi a mia madre “obbligandola” a convincerci di passare più giorni a casa di nostro padre, e se qualcosa non mi va bene, si posso vivere con mia madre, ma posso dimenticarmi i soldi per la scuola e i beni fondamentali, come se non esistessi e dove stà allora tutto il suo amore che tanto eclama?), inoltre il clima a casa su lo detesto, a partire dal fatto che detesto la sua compagna, con la quale mio padre ha tradito mia mamma e che sempre lei ha trasformato e comandato indirettamente mio padre. Io sinceramente non so più che fare, non sento più niente verso di lui e quado lo vedo mi ritornano in mente tutte le cose brutte che mi ha fatto, ma se ancora una volta non abbasso la testa e dico “hai ragione papà ho sbagliato io” lui non mi mantiene più e divento un “peso” per mia mamma che non ha con cosa pagarmi la scuola, anche i mieie fratelli ultimamente non stanno così spesso con mio padre, stanno incominciando a capire anche loro tutto, ma lui si preoccupa di come fa mia mamma a mantenerci? almeno un piccolo aiuto? NOO! Cosa dovrei fare? Lui è mio padre e almeno in un minimo deve aiutare mia madre non è giusto che lui si faccia piscina, casa nuova e vacanze quando mia mamma deve fare l’impossibile per riuscire a pagarmi l’abbonamento del treno… La prego mi dica cosa possiamo fare

  • Silvia (author) ha scritto:

    Daniela, ma perchè no? A prescindere dalle questione giuridiche, la prima domanda che mi viene in mente è: perchè no?
    Vi siete ricostruiti una vita entrambi e le vostre figlie dovrebbero poter vivere in egual modo le due famiglie dei genitori. Perchè la compagna di tuo marito non potrebbe venire a prendere la bambina o accompagnare l’altra, se è più comodo per l’organizzazione domestica? La sua compagna, come il tuo compagno sono a pieno titolo membri della famiglia delle tue figlie. La compagna del tuo ex marito si assume un compito domestico, come tanti altri: una volta i figli li va a prendere uno, una volta l’altro.
    Giuridicamente non c’è nulla di specifico da segnalare e non ritengo che, per questo,il padre non si assuma i suoi diritti e doveri.
    Una separazione comporta necessariamente che dopo si viva una famiglia allargata. Per di più una delle bambine vive con il padre e la sua compagna. Il mio consiglio è di vivere serenamente questa vostra famiglia e di apprezzare i vantaggi del fatto che la compagna del tuo ex sia così attiva e presente nella gestione delle tue figlie.

  • Daniela ha scritto:

    Ciao sono mamma di due figlie minorenni,ho preferito una separazione cosensuale.Ovviamente ed è giusto così entrambi abbiamo ricostruito una
    vita con altri compagni.
    Da persone civili ci si sente per quanto riguarda la gestione chiaramente dei figli,ma cè una cosa alla quale nn sono pienamente d’accordo sulle responsabilità da genitore sarebbe a dire se è permesso legalmente alla compagna del padre accompagnare o venire a prendere le figlie? Lui nn assume a pieno i suoi diritti e doveri, se nel tragitto succedesse qualcosa e lui nn è presente? Sono una mamma estremamente materna e protettiva, una delle due figlie la più piccola si è traserita con me e il mio convivente, la grande x motivi di comodità scolastiche è rimasta dal padre.Attendo di sapere se effettivamente questa donna possa assumersi questa responsabilità .TI RINGRAZIO

  • luca ha scritto:

    Cara Silvia
    proverò a spiegarle la mia situazione il più chiaramente possibile sperando che ci sia qualcosa di interesse comune per il blog ed auspicando cosi una sua risposta!.Ho 27anni sono un figlio naturale di una fugace storia.Sono stato dato in affido alla sorella di mia madre in quanto mia madre affetta da problemi mentali e in quanto mio padre non ha voluto farsi onere di me.Ho cmq ricevuto il cognome. ORA SONO CIRCA 10 ANNI che vivo per mio conto e mi mantengo tra alti e bassi lavorativi sono uno dei molti precari al momento disoccupato!.Premetto che non ho un titolo di studio secondario in quanto quando è stato il momento mio padre disse che non avrebbe sostenuto i miei studi in quanto non serviva e avrei dovuto lavorare.In questo momento ho chiesto sostegno a mio padre( che e gia pensionato da molti anni dell’olivetti e continua pero a lavorare ad oggi come maestro di sci )ma non e ha voluto sapere dicendo in uno sfogo di rabbia che io non sono suo figlio e molte altre cattiverie.. Io vorrei sapere in primis se c’e modo di avere un suo aiuto visto che ho 5 mesi d affitto arretrato a cui ora si aggiungono acqua e gas e sono gia stato contattato dai miei padroni al riguardo.Ora abito in questa casa da 4anni e non e mai successo che restassi cosi indietro da non saldare.Seconda parte della domanda riguarda le altre due figlie di mio padre e di una seconda madre,loro sono entrambi più grandi di me e non sono cresciute con me ma con la loro madre e il nuovo marito di lei anche se mio padre gli e stato sempre vicino abitando anche vicino a loro. Con loro ci siamo sentiti telefonicamente e mi hanno detto di non sentirmi un loro fratello non hanno usato parole molto dolci e diciamo che tutto questo, bene non fa.Purtroppo mi sarebbe piaciuto avere delle sorelle e un papa in quanto fino all’età di 10anni andavo regolarmente i week end a casa loro e quindi io ho dei ricordi e positivi di quegli anni ma queste figure non esistono o forse resterà sempre e solo un ricordo del passato e una mia fantasia per il futuro.Ora una di queste convive mentre l’altra conviveva ma ha lasciato il ragazzo ed e tornata da papa con 2 figli.Conscio di questo ho cosi fatto delle ricerche ed ho visto che mio padre avendo diverse proprietà ha donato delle case alle mie sorelle e ne ha vendute altre sempre alle mie sorelle dividendole cosi tra loro e mantenendone pero’ l’usufrutto su alcune.Vorrei quindi sapere che azioni dovrei e mi converrebbe intraprendere e quando farlo cioè ora che lui e in vita oppure aspettare il corso del tempo…So che potrò sembrare forse un cattivo figlio con quest ultima domanda ma ho sofferto veramente molto per questa lontananza di mio padre. Grazie in anticipo per la sua risposta.

  • Monica ha scritto:

    cara Silvia,

    sono una ragazza madre di 27 anni, il mio ex compagno non ha riconosciuto nostra figlia non facendosi mai sentire da 14 mesi a questa parte. adesso gli si è svegliato un non so che e mi ha minacciata più di una volta chiedendomi di fargliela vedere e di portarmi in tribunale per il riconoscimento. cosa posso fare? ha diritto al riconoscimento in qualsiasi momento della vita di mia figlia? mi posso opporre in qualche modo? deve dimostrare qualcosa nel caso in cui richieda il riconoscimento?
    in oltre dal suo profilo fb ho scoperto che si vede con una donna sposata, potrebbe essere un fatto a pro mio nel caso in cui dovesse rompermi le scatole per vedere la bambina?
    sappi che lui si sveglia Una Tantum e poi sta mesi e mesi senza farsi sentire…

    grazie mille Monica

  • maggi ha scritto:

    ciao silvia vorrei capire si il mio compagno il cui abbiamo una bambina di 9 anni ,ha donato tutti il suo avere al figli legittimi case, le cuote de la fabbrica e tutti soldi come poso fare

  • Marco ha scritto:

    Buona sera. Sono separato consensualmente da cinque mesi e nell’omologa abbiamo deciso di assegnare il primo piano della casa (di mia esclusiva proprietà) a mia moglie, mentre il secondo piano è assegnato allo scrivente. Aggiungo che gli ingressi hanno una scala esterna in comune, mentre gli ingressi ai due appartamenti sono indipendenti. In pratica è un piccolo condominio con tutti i servizi (bagni, riscaldamento, acqua ecc..) indipendenti.
    Al catasto il numero di particella è unico.
    Entrambi abbiamo il problema dello stato di famiglia che sta creando problemi relativamente alla denuncia del reddito e a tutte le questioni fiscali.
    Possiamo chiedere al comune due, in forza all’omologa del tribunale la separazione dello stato di famiglia.
    Aggiungo, infine, che non abbiamo figli.
    Grazie
    Marco

  • antonio ha scritto:

    Salve, sono separato da anni, ma non ho ancora il divorzio, convivo con la mia compagna da anni da cui ho avuto 2 figli, la mia compagna aveva 2 figli da un precedente matrimonio poi è rimasta vedova, vorrei sapere se i figli di mia moglie sono miei discendenti in quanto fratelli unilaterali dei miei figli. Grazie Antonio

  • Lidia ha scritto:

    Salve, il mio compagno non vuole riconoscere la bambina. Come devo comportarmi anche con l’assistente sociale in ospedale quando andrò a dichiararla? Economicamente posso mantenerla, e sono giovane.

  • caterina ha scritto:

    mio padre è morto da poco.era sposato da 20 anni con un’altra donna .mia madre è morta da 28 anni..ma adesso che mio padre è morto ,sua moglie si rifiuta di darci quello che mi spetta x diritto..premetto che io ho accudito mio padre un mese intero prima di morire..volevo sapere quanto mi spetta dell’eredità di mio padre..siamo 2 figli del deceduto..grazie

  • gino ha scritto:

    buonasera , io ho avuto un rapporto sessuale con una mia ex ragazza dopo che
    ci
    eravamo lasciati , e da questo in seguito lei mi ha avvertito che èra
    rimasta incinta , e il tempo piu o meno coincideva con l’ultima volta che lo
    abbiamo fatto.Ora pero tra il
    tempo che lei ha saputo di essere incinta ha conosciuto un ‘altro ragazzo
    che
    tuttora ci convive tanto da fargli credere che sia lui il padre pero non
    consentendogli di riconoscerla come sua figlia perche lo sa benissimo anche
    lei
    che sono io il padre , tanto che me mi ha allontanato in modo da non
    creargli
    problemi. pechè gli avevo detto di farmio fare il test in modo che se
    risultava mio ero pronto a riconoscerla ed assumermi tutti i doveri.Volevo
    sapere se posso intraprendere un ‘azione legale per ottenere un
    test dna e il conseguente riconoscimento ?, Una volta ottenuto il
    riconoscimento siccome la bimbe ha otto mesi volevo sapere se lei mi puo
    richiedere le spese fino ad ora da lei sostenute, e se io una volta
    accertata
    la paternita posso richiedere un risarcimento per tutti questi mesi che mi
    sono
    perso mia figlia,in piu volevo sapere il costo
    complessivo ti tutto cio e il tempo che ci vuole.

  • Gigi ha scritto:

    Buongiorno
    Volevo porre un quesito ma non vorrei essere fuori luogo.
    In caso di separazione consensuale, le chiavi della casa ove risiedono i figli con il genitore affidatario, devono essere restituite dal coniuge non affidatario.
    La casa risulta essere di proprietà di entrambi i genitori al 50%.
    Ringrazio anticipatamente e saluti.
    Gigi

  • beppe ha scritto:

    ciao sono separato ma mai sposatio due bimbe la mia vita con lei e stata un inferno,… mi comandava su tutto in 4 anni non mi son potuto mai fare unapasseggiata da solo con mia figlia piu grande 3 anni perche lei era morbosa mi ha agrredito con offese buttato fuori d casa sua ecc ecc…. io paziente me ne sono andato…. lei e proprietaria di una casa non paga mutuo prche rgalata… io pago 700 euro di mutuo casa mia e prendo 1900 quando dovrei dargli di assegno ? lei inizia ad esigere cifre esorbitanti….vi ringrazio vivamente per un evenutale risposta

  • Angelo70 ha scritto:

    Buongiorno , con la domanda postaLe da mio figlio Angelo, non era nostra intenzione andare oltre a quello che lei ha precisato poi di seguito, avevamo letto insieme quasi tutte le domande e le risposte che Lei aveva dato in questo blog e la nostra domanda ci sembrava potesse essere utile come risposta ad altre persone invalide e non assistite dai genitori, anche perchè leggendo il suo blog non ne avevo trovato nemmeno una riferita a figlio disabile, abbiamo letto domamnde e risposte di mantenimento a figli maggiorenni tenendo conto delle sue risposte,ma nel caso di mio figlio chiedevamo solo un suggerimento se forse è meglio andare a un avvocato e tutelare mio figlio nel prossimo futuro , anche perchè è una cosa che come madre non ho mai desiderato fare, me sembrava una cosa talmente brutta usare la forza del mantenimento quando invece le leggi non dovrebbero
    prevalere sul cuore, comunque la ringrazio e se la precisazione che è stata da lei fatta è anche riferito a mio figlio, rispetto e me ne scuso ,ma sei lei vorrà dedicare un piccolo spazio per la risposta la ringrazio fin d’ora.
    grazie per il tempo che dedica a persone che come noi tutti abbiamo difficoltà a spendere dei soldi per chiedere interventi ad avvocati che specifico a chi non lo sapesse: chiedono solo per essere ascoltati e dare poi dei pareri come fa lei dalle 150,00 alle 200,00.
    Grazie ancora , mamma di Angelo, lilli

  • Morgana ha scritto:

    Buongiorno.
    Sto vivendo una situazione piuttosto poarticolare e difficile.
    Sposata da 7 anni, in comunione dei beni, abbiamo 2 figlie e viviamo nella casa a titolo gratuito di mio suocero, che vive in un altra città e li ha altre 2 case, una delle quali presto verrà venduta.
    Stiamo pensando alla separazione, ma mio marito dice che lui non se ne andrà mai da questa casa perchè è di suo padre, piuttosto dovrei andar via io, che owiamente non lavorando mi è impossibile. e che quindi, eventualmente, mi toglierebbero le bimbe e verrebbero affidate ai servizi sociali, perchè lui non potrebbe occuparsene visto che lavora. questa cosa mi sta dilaniando, possono togliermi le bimbe e cacciarmi dalla loro casa per essere affidate ad altri? lui guadagna 1600 € ma abbiamo parecchie spese contratte insieme, circa 800€ quindi è chiaro che non potrebbe pagarsi un affitto. io ho proposto la vendita di questa casa per comprarne 2 più piccole, ma lui si rifiuta aggrappandosi al fatto che è di suo padre e che quindi non se ne andrà. c’è qualche verità in quello che dice o la casa potrebbe essere assegnata alle bimbe e loro a me? la prego di rispondermi. Ho paura di perdele.
    Grazie.
    Saluti Morgana

  • Silvia (author) ha scritto:

    Vorrei precisare, come ho fatto già più volte, che questo non è un forum. Nei commenti a questo post continuano a venir posti quesiti e casi personali che, spesso, nulla aggiungono a quando già detto nel post e nella lunghissima conversazione successiva.
    Sono convinta che le risposte che cercate ai diversi casi personali non possano e non debbano essere cercate nei commenti a un post di un blog. Questi articoli hanno una funzione orientativa e informativa, ma non possono sostituire in alcun modo una consulenza.
    Ho senz’altro difficoltà a rispondere per motivi di tempo, ma sono anche convinta che, ormai sia giusto rispondere solo a quelle domande che possono aggiungere qualcosa di costruttivo al contenuto dell’articolo

  • Serena ha scritto:

    Silvia è molto impegnata in questi giorni per motivi di lavoro. Risponderà a tutti, come fa sempre, quando ne avrà l’opportunità. Vi ricordo che questo è un servizio totalmente gratuito, e che come tale rispetta i tempi e i modi di chi lo gestisce. Sono certa che comprenderete.

  • Angelo70 ha scritto:

    Gentile Avvocato se percaso non sei piu’ disponibile per motivi personali , noi li rispettiamo , però avvisaci cortesemente , cosi’ non staremo tutti qui speranzosi di una tua risposta che non verrà magari mai , che speriamo sia solo causata da grossi impegni di lavoro e null’altro.
    auguri

    mamma di Angelo/70

  • serena ha scritto:

    Salve ho convissuto per 3 anni e mezzo e con un bimbo di 2 anni, ora ci siamo lasciati, la casa è in affitto. Ora vorrei sapere se ho diritto ad un mantenimento e l’affitto di una casa x me e x nostro figlio..grazie è urgente!

  • giovanni ha scritto:

    Mi sa che l’esperto non risponde più…..peccato!

  • Marco ha scritto:

    Salve a tutti, non sono pratico del forum, spero qualcuno mi possa rispondere, ringrazio anticipatamente.
    Mi dovrò sposare con una donna che ha già 2 figli avuti da relazioni precedenti, se in un futuro ; spero di no; ci dovessimo lasciare e quindi divorziare i 2 figli avuti da precedenti relazioni non mi comporterebbero alcun adempimento oppure avrei qualche obbligo verso di loro anche se nn sono miei figli, che nemmeno verrebbero a vivere con noi.
    Avrei solo da pagare gli alimenti sempre se dovuti giusto??

  • Neman ha scritto:

    Salve, volevo sapere se nel caso di matromonio fra un cittadino italiano e uno straniero è legalmente riconosciuto sia in italia e anche nell’altro paese automaticamente opppure deve essere celebrato anche nell’altro stato di cui è cittadino l’altra persona.
    Grazie della risposta.

  • Angelo70 ha scritto:

    Buongiorno, sono un ragazzo di 41 anni invalido al 100% fin dalla triste età di 19 anni, malattia che non mi rende disabile nei movimenti ma purtroppo grave , sono disabile al lavoro , non collocabile ,la mia malattia e’ la schizofrenia paranidea allucinatoria , la mia domanda è questa :ho solo una invalidita’ dieuro 270,00 al mese , qualche aiuto sporadico dal comune in cui vivo, ma chi mi mantiene fin dal momento della separazione e di divorzio e mia mamma, per motivi inerenti alla mia grave patologia vivo in casa da solo ,ma sono perennemente a contatto contatto con mia madre che abita vicino a me.
    mio padre non ha mai passato un mantenimento a mia madre ne quando ero piccolo ne fino al 2007, quando mia madre disperata perche non poteva piu’ farcela è riuscita a fare dare a me e solo a me 300 euro mensili dal 2007, io solo da quest’anno do 100 euro a mia mamma per riconoscere quello che fa per me, ma il mio dubbio è: come faccio ad essere sicuro che questa quota mi verrà sempre data da mio padre?, mi hanno consigliato di prendere un avvocato e fare relazionare tutto per scritto in maniera che ioposa avere una garanzia, visto che per 27 anni non mi ha mai mantenuto, nonostante tutte le spese che mia madre ha dovuto sostenere per me , non chiede nulla mia madre , ma adesso mi ha detto che è meglio anche lei mettere tutto per scritto, in quanto l’età avanza e lei vorrebbe e desidererebbe sapere che continuerà obbligato dalla legge a pagare.
    inoltre oltre a questa somma non mi da nient’altro, a tutto ci pensa mia madre.
    cosa posso fare grazie
    saluti
    Angelo e Mamma Lilli

  • Stefania ha scritto:

    vivo in un appartamento con mia Madre la casa è intestata solo a Me sono unica proprietaria ho un reddito, alla morte di mia Madre Mia sorella può pretendere qualcosa? premetto che sono figlia inabile. Grazie

  • giovanni ha scritto:

    Buon giorno, alla morte di mio padre ho scoperto che nel 2004 aveva staccato un assegno a mio fratello (siamo solo noi 2) di 20.00 E, che lui ha regolarmente incassato versandolo sul suo conto. Ho chiesto spiegazioni e mio fratello che mi ha scritto che è un regalo che gli ha fatto il babbo allora: posso esigere la restituzione della metà? Grazie.

  • gabriela ha scritto:

    salve,ho bisogno anche io di un informazione,sono stata convivente con un uomo italiano,ed e risultata la nostra figlia che adesso ha 10 anni,e stata riconosciuta di suo padre e ha il suo cognome,come e successo che il padre e morto,volevo sapere se esiste un mantenimento da parte dell stato italiano per bambini minoreni con un genitore deceduto,io adesso abito in romania insieme a mia figlia,mia figlia mai a ricevuto nessun mantenimento da parte di padre,vi ringrazio

  • ha scritto:

    salve.i miei genitori sono divorziati da quando avevo poco più di 1 anno.ora ne ho 23 e da un bel pò di anni mio padre non mi passa il mantenimento e si dichiara nullatenente quando non è assolutamente vero,anzi sta molto bene economicamente e,nei pochi incontri tra me e lui in tentativi di chiarimento,lo ammette anche e lo ammette anche sua nipote al corrente dei fatti con la quale a volte mi sento.mia madre da un pò di anni si è stancata di intentare cause contro di lui(anche perchè non vuole assumersi la responsabilità di mandarlo in galera visto che non è incensurato ed è pur sempre mio padre)e di spendere soldi in avvocati visto che non navighiamo per nulla nell’oro.lui abita con sua madre,che insieme agli altri figli,nipoti e nuore ha intestati tutti gli averi di mio padre,compresa la nuda proprietà,per permettergli di risultare nullatenente per l’appunto.Cosa posso fare per smascherarlo ed avere il mantenimento(anche se non mi importa tanto dei soldi quanto del principio)?è vero che posso chiedere il mantenimento anche a mia nonna?penso che questo comportamento possa essere giudicato mafioso.che schifo.ti ringrazio anticipatamente per la risposta

  • Alberto ha scritto:

    Ho ricevuto una lettera da INTENDENZA DI FINANZA,dove mi invitano a presentare documentazione su 730 del 2009 di reddito 2008. L’oggetto del loro interesse sembra essere: Frigorifero acquistato con detrazione 20% di cui avevo allegato tutti i documenti,eventuali polizze infortuni/vita aperti dal 2001 e la detrazione figli cui risultava anomalia. Io in busta paga ho il 50% spalmato su ogni mese ma a maggio,con il 730 recupero il 50% che la mia ex non prende,in quanto disoccupata e priva di reddito. Ora io,non vedo o parlo con mia ex da 4anni,i rapporti con i figli son proseguiti bene ed autonomamente in quanto hanno 19 e 20 anni,non studiano piu’ e non lavorano ancora. Sembra che mia ex lavori in un asilo comunale dal 2008. Ho diritto a queste detrazioni o dovro’ restituirle?

  • grazia ha scritto:

    ciao vorrei un consiglio io e il mio convivente ci troviamo in una situazione difficile,abbiamo due 2 figli e lavoriamo , lui ha una madre anziana chi si occupa di lei siamo noi e un altro fratello ,ti faccio presente che sono in 5 ,gli altri 2 sorelle e un fratello nn si fanno neanche sentire per sapere come sta la mamma ,come ci dobbiamo comportare ,anche loro dovrebbero darci una mano ,vorrei un consiglio grazie

  • Rosaria ha scritto:

    Ciao, scrivo per un mio carissimo amico che da gennaio di quest’anno e’ disoccupato con 2 anni di mobilita’. Per causa di questa crisi non riesce a trovare niente anche se percepisce la disoccupazione ma non sono abbastanza per pagare l’affitto e il mantenimento di 2 figli poiche’ e’ separato.Io so’ che c’e’ una legge che il comune ti aiuta nel affitto e nelle bollette ovviamente ti da una percentuale ma non so’ se e’ ancora in vigore!! Puo’ aiutarmi o indirizzarmi su altro? grazie

  • Dama ha scritto:

    Salve,
    ho scritto un po’di tempo fa riguardo all’improvvisa scomparsa del mio papà con il quale mi ero ritrovata a 25 anni da un anno e mezzo.
    Silvia mi aveva consigliato di chiedere una ricognizione di paternità e di rivolgermi ad un professionista esperto in materia.
    Ogni Avvocato al quale mi sono rivolta mi ha però scoraggiata e non mi ha dato informazioni dettagliate su cosa comporterebbe portare fino in fondo questa mia dolorosissima battaglia.
    Io sono determinata, ma ho davvero bisogno di aiuto.
    Voi potete consigliare qualche professionista in grado di aiutarmi davvero?

  • marco ha scritto:

    buongiorno,
    sono cittadino italiano, ma per lavoro vivo da un anno nelle Isole Canarie in Spagna.
    La mia compagna è italiana, attualmente risiede in Italia e ha un figlio di 5 anni nato da una relazione extraconiugale precedente.
    Premetto che il minore vive con la madre in zona Milano e il padre biologico, per lavoro, vive al confine con la Svizzera. Secondo quanto stabilito con una scrittura privata tra le parti, lui ha diritto di visita un fine settimana ogni 2 settimane e paga la somma di 200 euro al mese ( più conguagli per spese extra )per il mantenimento del figlio. Nel periodo di visita a lui destinato, si limita a portare il bambino dai suoi genitori. Quando il bambino è malato o ha problemi è sempre la madre che deve rinunciare al lavoro chiedendo permessi per assistere e curare il bambino: tutto ciò va a discapito della gestione e mantenimento del minore e di se stessa. Lui dice che lei deve “arrangiarsi” perchè lui non guadagna abbastanza e non ha tempo per dedicarsi al figlio. Ora, tramite legale si è fatto ricorso al Tribunale dei Minori in quanto lei vorrebbe trasferirsi con il figlio presso il mio domicilio in Spagna, dove poter costruire una famiglia vera. Il piccolo già mi conosce e abbiamo avuto tempo e modo di frequentarci. Quante possibilità abbiamo di riuscita? Avendo già espresso la volontà comune di contrarre matrimonio potrebbe avvantaggiarci?
    La ringrazio anticipatamente per al risposta.

  • antonio ha scritto:

    buon giorno Silvia,
    volevo una tua risposta su un quesito: siamo quattro fratelli e sorelle da parte di madre (due di noi sono nati da un secondo matrimonio dopo la morte del primo marito)i nostri genitori sono anziani e vivono da soli in casa di loro proprietà e hanno bisogno di continuo aiuto da parte nostra perchè non autosufficienti. Io figlio del secondo matrimonio e una delle sorelle avute dal primo matrimonio siamo gli unici che ci diamo da fare mentre le altre due si presentano saltuariamente (di cui una ,avuta dal primo matrimonio, molto di rado arriva a far visita alla madre due / tre volte l’anno e ci ha esplicitamente detto che lei non vuole partecipare all’accudire dei genitori ) ma però ci ha già fatto sapere che un domani, spero lontano, vorrà la sua parte di eredità. Come ci dobbiamo comportare e come la legge risponde in questi casi su diritti e doveri di tutti i figli? Grazie per avermi ascoltato ti ringrazio anticipatamente .

  • Maury ha scritto:

    Buon giorno vorrei alcune informazioni:

    Quando mi sono sposato mia moglie mi disse di essere incinta e io accettai il matrimonio, dopo 3 anni ci siamo separati e io ho proveduto a effettare i pagamenti di mantenimento sino alla sentenza del tribunale che mi assolveva a non proseguir il pagamento degli alimenti ma il problema adesso é che dopo tanti anni mi é stato riferito da mia suocera che la ragazza non é mia figlia di sangue, come posso comportarmi in questo caso visto che la mia ex mi pretende ancora i pagamenti degli alimenti

    la ringrazio anticipatamente per la risposta

  • giuseppina ha scritto:

    buonasera,vorrei un consiglio come fare x impedire a mio fratello di prendersi cura di mio padre solo x entrare in possesso della delega della pensione e prendergli tutti i soldi messi da parte da anni.
    Siamo 3 figli e ora che mio padre e’ vecchio ,mio fratello e’ riuscito ad entrare nelle grazie di mio padre essendo disoccupato.
    A quale organo competente posso rivolgermi x mettere un tutore a mio padre che impedisca a questo mio fratello di mettere mano sui soldi di nostro padre?

  • Salvatore ha scritto:

    Sono padre di un figlio di 21 anni, Francesco, che ha avuto un figlio da Chiara di 18 anni d’età ( aveva compiuto il diciottesimo anno d’età prima del parto): Daniele. Tra poco Daniele compirà i suoi primi 4 mesi e, in questi quattro mesi,Francesco, rimanendo residente con noi ha vissuto nella casa dei suoi “suoceri” per star vicino alla sua donna ed al proprio figlio. La situazione di convivenza in questa famiglia (madre, figlio padre divorziato diversi anni prima)da parte di mio figlio Francesco si è fatta tesa. Invitati ad un incontro tra la nostra famiglia, la famiglia di Chiara, presente il papa di Chiara, anche se divorziato, si è fatta enorme pressione a che i due ragazzi ed il figlioletto NON VADANO A VIVERE da soli, come da loro piu volte espressa volontà. I motivi addotti sono, nell’ordine: la ragazza è affetta da malattia tanto particolare che se non assistita puo anche morire (?) non si sa che malattia sia. E’ incapace di accudire la casa e pensare al figlio piccolo da sola! La stessa Chiara dopo aver espresso la volontà di voler vivere con Francesco ed il figlio Daniele nell’occasione ha dichiarato di aver preso in giro Francesco e che per lei è preminente frequentare l’ultimo anno di scuola e quindi va bene che a suo figlio pensi la sua famiglia e che lei sia libera da pensieri. Domanda: visto che Francesco ha un lavoro, visto che ha un piccolo appartamento in affitto, preso con la sicurezza di viverci con compagna e figlio, visto che la convivenza nella casa della sua “suocera” si è fatta insopportabile visto che tiene tantissimo a Chiara ma molto di piu al figlio Daniele, cosa puo attuare a sua tutela e di suo figlio, senza essere, com’è, prevaricato dalla genitrice di lei? Puo prendere il bambino e farlo vivere nel suo appartamento, ottemperando ai doveri di legge di accudirlo, nutrirlo e farlo crescere con l’aiuto dei servizi quali asilo nido (per quando lavora)? Ci si deve rivolgere per forza al Giudice Minorile o c’è qualche altra strada percorribile?
    Sono un padre che vede suo figlio,Francesco, consumarsi di lavoro e di questi conflitti che, vedo, per lui, quasi insopportabili. Ed essendo padre e marito da piu di 25 anni,capisco, impotente, il suo struggersi per la sua donna e suo figlio.
    Grazie

  • MEL ha scritto:

    BUONGIORNO E GRAZIE IN ANTICIPO PER LA CONSULENZA.

    DUNQUE: IN UNA SITUAZIONE IN CUI UNA MADRE NON PARLA PIU’ CON UNA FIGLIA DA 15 ANNI E NEL CORSO DI QUESTO TEMPO ABBIA VENDUTO AD UN’ALTRA SUA FIGLIA LA SUA QUOTA SOCIETARIA DELLA SOCIETA’ DI FAMIGLIA – INIZIALMENTE SUDDIVISA IN TRE – , SI PUO’PENSARE , AL DECESSO DELLA MADRE, DI FAR VALERE LA COLLAZIONE PER LA QUOTA PARTE DI EREDITA’ FACENTE CAPO A QUELLA QUOTA SOCIETARIA CHE E’ STATA VENDUTA IN VITA, CHE E’ STATA DI FATTO SOTTRATTA ALL’ASSE EREDITARIO E CHE PERALTRO DOPO LA CESSIONE HA ACQUISITO BEN ALTRO VALORE? GRAZIE ANCORA

  • simona ha scritto:

    buongiorno silvia…
    cerchero’ di essere il piu’ sintetica possibile e precisa..

    ho 22 anni e un bambino di 3 avuto con un padre che l’ha riconosciuto alla nascita ma che poi ho lasciato perche’ era violento e offensivo..

    in due anni che ci siamo lasciati lo è solo venuto a trovare 2/3 volte all’anno e quando il bambino tornava non mi piacevano le cosa insensate che diceva..non mi ha mai dato un euro inoltre non ha mai fatto neanche un regalo al piccolo,ne’ x natale ne’ x il compleanno(e cmq non mi interassano i suoi soldi dal momento che a 28 anni ancora non ha mai lavorato ed è solo un combina-guai)

    quello che mi interessa è che ora che ho inscritto mio figlio ad un asilo in una scuola nuova loro mi chiedono assolutamente le firme del padre per là riconosciuto e xchè quindi ha diritto sul minore e cmq richiedono le firme almeno sulle deleghe che ho fatto io dei nonni che possano andare a prendere il bambino..altrimenti non possono lasciarglielo xchè la scuola potrebbe passare dei guai penali.

    Io pero’ non voglio che il padre sappia in che scuola va e in questo modo sarei obbligata a dirglielo e autorizzarlo a tutti gli effetti, per di piu’ vorrei essere l’unica a rispondere di mio figlio dal momento che è nel mio stato di famiglia(in cui ci sono io,mio padre e mia madre)e che me ne sono sempre occupata da sola..

    se io dovessi andare al tribunale dei minori ho paura di non riuscire ad ottenere il gratuito patrocigno(io nel 2010 ho avuto un redditto di 4.000 euro annuali e mia madre di 12.000)per di piu’ ho paura che se intervengo in modo legale il padre tiri fuori in tribunale tutto l’istinto paterno che non ha mai tirato fuori in tre anni solo per non avere torto e che poi una volta finiti i processi mi cerchi in giro per crearmi dei problemi..gia’ ha avuto una accesa discussione con il mio fidanzato dopo che lui ha fatto e sta facendo tantissimo x mio figlio..cosa posso fare?

  • claire ha scritto:

    scusate per il mio messaggio non sapevo come esprimermi meglio e non mi sono accorta di aver mandato così comè il msg…sono straniera e spero mi capiate…scusate di nuovo…

  • claire ha scritto:

    buona sera

    sono una mammaa senza lavoro con 2 bambini da mantenere.la piu piccola ha solo 9 mesi io e il suo papa c stiamo separando non siamo sposati ma stiamo convivendo avevamo programato di trasferire ma all’improvvisso abbiamo avuto un problema e

    sono una mamma di 2 bambini (uno 5anni e una di soli 9 mesi) .il papa di mio figlio piu grande non lha riconosciuto allora i miei genitori mi hanno aiutato a mantenerlo(non sapevo come chiedere il mantenimento dal padre visto che ha preso il mio cognome)ma poi dopo qualke anno ho conosciuto il mio compagno che mi aiutava con lui,tutto andava bene e abbiamo avuto la nostra bambina all’arrivo della piccola mia madre ci ha chiesto se potevamo trasferirci e vivere da soli cme una famiglia vera ma poi pian piano la situazione era cambiato discutevamo spesso e anche piu di una volta ha alzato le mani su di me e quindi adesso sò cosa fare anche perchè non posso piu chiedere aiuto ai miei genitori perchè stanno per tornare al nostro paese per sempre….non sò a chi devo rivolgermi,neanche ad un avvocato perche non posso permettermelo…mi aiuti per favore e grazie in anticipo…

  • annamaria ha scritto:

    Buonasera, mi ripresento in quanto ancora mi sembra impossibile : forse finora non avevo/non ho trovato una fonte informata correttamente : possibile che, DOPO TUTTI I DANNI -RAGGIRI ED ALTRO DI MOLTO PEGGIO COMBINATO DA MOLTISSIME BADANTI A PERSONE ANZIANE ED AI LORO FAMIGLIARI – Dopo 10/12 anni in cui parlando fra Famigliari Ed Anziani stessi se ne sentono davvero di Ogni : davvero non esiste ancora almeno un gruppo di Famiglie / Un Ente / Un ufficio referente adove segnalare i Comportamenti Intimidatori E Prevaricatori Da parte di questi lavoratori e lavoratrici SULLE Persone Anziane, spesso LORO Diretti Datori E Datrici di Busta-paga
    ed il resto ?
    Grazie per una risposta / indicazione in merito

  • nina ha scritto:

    buona sera ,In caso di figli di genitori non sposati ma conviventi di chi è la patria potestà e a chi spetta l’affidamento del figlio? Mi spiego meglio: sono diventata mamma in 2008, mio figlio è stato riconosciuto dal papà ma io e lui che siamo stati fidanzati per circa 5 anni e conviveamo dal 2007 ci stiamo lasciando. Il bimbo porta cogniome di mio compagno e stato ricunosciuto come suo figlio,io purtropo non ho per momento un lavoro sono stata acasa con bambino perche lui voleva che io non lavorasi e che mi dedicasi al nostro figlio.lui lavora in proprio ,
    Non so’ come fnziona in questi casi. E’ così piccolo che l’idea di separarmi da lui per qualche giorno mi terrorizza. Grazie per chi mi aiuterà.

  • elena ha scritto:

    Intanto buon giorno!
    Stavo cercando informazioni.. quando ti ho trovato,così,eccomi qua a chiederti un chiarimento.Un mese fa mio padre che viveva con la sua compagna da 30 anni e che avevano l’usufrutto dell’immobile in cui vivevano,ci ha chiamati in punto di morte per dirci verbalmente(eravamo io mio fratello e lei presente)di non litigare e di dividerci quello che volevamo dei suoi averi(quadri mobili ecc.) perchè sapeva di morire.Ovviamente abbiamo rimandato la situazione perchè speravamo che lui si rimettesse,invece dopo 5 giorni è morto!Ora per caso ci siamo accorti che lei si sta trasferendo e che ha svuotato la casa dicendo che ormai è tutto di sua propietà,anche tutti gli oggetti,i mobili ecc che mio padre aveva quando eravamo una famiglia ancora unita.
    Ora ci chiediamo:10 anni fa papà ha venduto una casa di sua propietà,lei ha trasferito i soldi della vendita su un suo conto,si prende i mobili senza chieder se volevamo qualcosa..ma noi non abbiamo nessun diritto?Se avessimo agito quel giorno(azione x me indegna)portandoci via quel che avremmo voluto per piacere di averlo in eredità,ci saremmo comportati si male ma lei non avrebbe avuto tutto! Grazie per l’informazione che mi darete se fosse positiva per noi sarei felice di avere un oggetto in ricordo di papà in casa!!!

  • Carlo ha scritto:

    Buongiorno, sono stato cresciuto soltanto da mia madre, separatasi subito da mio padre, che ha sempre vissuto all’estero, io l’ho visto rarissime volte, e da 20 anni ho perso ogni contatto. Da poco ricevo notizia da parenti che è defunto (e di possibili complicazioni con cause legali e spese da pagare. Il mio quesito è se io non mi pronuncio sulla rinuncia alla scadenza dei 10 anni cosa succede? Visto che anche il codice civile dice che pur nel caso un creditore per via legale facesse richiedere tramite il giudice al chiamato se accettare o rinunciare all’eredità anche in quel caso se non vi fosse pronuncia il chiamato decaderebbe dall’eredità. Giusto? Grazie in anticipo per l’attenzione

  • annamaria ha scritto:

    Salve, ho 47 anni e per mia scelta convivo con mia madre di 87 anni nel l appartamento di proprietà famigliare. Cortesemente DUE Domande :Mi è stato raccontato, a me sembra una Gran Bufala, che alla morte del genitore il figlio/la figlia che NON si è sposato/sposata ha diritto a rimanere a vivere nella casa dei genitori ed i fratelli/ sorelle NON possono mandarlo / mandarla via : è proprio così?
    Pur avendo una badante in servizio a 54 ore mia madre peggiora molto lentamente anche perchè questa signora NON la stimola, in nessun modo : è sempre più che pronta a dirle che deve riposare e che poverina, non ce la fà.Inoltre anticipa in ogni occasione e modo l’espressione di ogni una volontà. Esiste (dopo 10/12 anni in cui moltissime persone-badanti agli ANZIANI, Ai Famigliari nelle nostre case ne hanno combinate DI OGNI) : Esiste un Organo/Ufficio/Ente a cui almeno le famiglie – gli Anziani stessi DATORI DI LAVORO, oltre la paga+vitto+alloggio+contributi E QUANT’ ALTRO, possano rivolgersi per PROPRIA TUTELA E ALMENO SEGNALARE PER NOME E COGNOME Queste Dipendenti ed il Loro Comportamento Da Un punto di Vista Psicologico PREVARICANTE sulla Persona Anziana ? O quanto meno che una persona competente -presentando delle prove di questa prevaricazione / di cui io sono in possesso/ – possa controllare il modo di comportarsi verso le persone anziane ?

  • Emanuela ha scritto:

    Buona sera,
    avrei bisogno di un’informazione sulla posizione giuridica della mia situazione. Attualmente convivo da quasi 5 anni, ma vorrei separarmi; dato che seppur non spostati, il mio attuale compagno ha riconosciuto la ns bambina di di 2 mesi, vorrei capire cosa mi è concesso di fare. Posso lasciare casa sua ed andare a vivere nel mio appartamento di proprietà solo con la bimba?
    Grazie,
    Emanuela

  • sara ha scritto:

    salve!sono una ragazza di 24 anni, ed ho una situazione famigliare un pò particolare.Mio padre è deceduto circa 8 mesi fa, mia madre è malata ed è in una clinica riabilitativa ( ha avuto ad aprile un’ischemia celebrale) ed ora siamo a casa io e mia sorella ( di 18 anni, frequentante l’ultimo anno di liceo).Inoltre io sono rimasta da aprile senza lavoro ed ora percepisco la disoccupazione.Ovviamente in casa ci sono delle spese da affrontare come luce, gas, acqua, spese di genere alimentare e per il mantenimento della casa, bollo e assicurazione di due macchine e ovviamente le spese del carburante ( perchè tutti i giorni vado a trovarla in clinica e sono 15 km di distanza..calcola per 7 giorni..!)Insomma, volevo sapere se io posso andare tramite una delega a ritirare sul conto di mia madre ( dato che lei non è autosufficente, nè nel camminare, nè nell’uso di una mano).Oppure essendoci solamente la sua firma può effettuare operazioni solo lei che è l’intestataria??!! grazie Sara.

  • erminia ha scritto:

    salve, ho bisogno di un consiglio. Divorziata dal 2004 da un uomo che ha utilizzato la mia firma, ovviamente falsa, per ricevere prestiti bancari ed altre agevolazioni, non ha mai pagato i debiti e le banche si rivolgono a me in funzione delle mie firme, false,apposte in avalloo garanzia, oggi che il nostro unico figlio ha 18 anni un avvocato mi dice che se io non pago il debito passerà direttamente al ragazzo. Come posso tutelare mio figlio e quel che rimane di me dai problemi causati da quest’uomo? quali azioni posso compiere? Ovviamente mentre io e mio figlio viviamo in modo regolare con il mio stipendio il grande uomo vive al meglio con barche, viaggi ecc. il tutto non intestato a lui ma a prestanome…che altro? Grazie

  • catia ha scritto:

    sono Catia
    le vorrei chiedere altre due informazioni:
    in caso di separazione dei beni tra me e mio marito, devo concorrere anch’io che sono la nuora al mantenimento alimentare di mia suocera?l’assistente sociale puo’ avvalersi della legge per andare a verificare se ho dei risparmi messi da parte in banca,e chiedermeli per un evventuale sostentamento alimentare?
    cosa significa essere obbligati agli allimenti nei confronti della madre: bisogna solo dare a lei da mangiare oppure bisogna fornire anche l’allogio (gas ,luce ecc ecc…)

  • Romy ha scritto:

    vorrei sapere se posso denunciare la persona che x errore porto il suo cognome e che non vuole firmarmi il suo disconoscimento di paternità… grazie

  • Silvia (author) ha scritto:

    Catia, che faccia valere tutti questi argomenti, spiegandoli e documentandoli all’assistente sociale. Se la madre decidesse di andare davanti a un giudice potrà opporre il fatto di non essere stato mantenuto e accudito nell’infanzia e l’impossibilità attuale di provvedere al mantenimento della madre.

  • catia ha scritto:

    Gentile sig.Silvia,volevo sapere se un figlio deve mantenere la madre dopo che a tredici anni gli hanno tolto la patria potesta’, è dovuto andare in un collegio dai 13 ai 18 anni,non ha potuto studiare perche’ dopo tre esami all’universita’ ha dovuto ritirarsi perchè dopo 8 ore di lavoro edile non riusciva più a studiare ,il padre lo ha sempre picchiato,entrambi i genitori hanno proprietà,sono separati ma non legalmente,è sparita per linghi periodi andando ad abitare in alberghi o in case private facendo la badante , ora si è rivolta all’assistente sociale chiedendo vitto e alloggio e loro hanno convocato il figlio perchè dia un contributo per il mantenimento .Il figlio si è sposato e ha una figlia ,mutuo da pagare.
    Le chiedo se la legge lo può obbligare a pagare anche se lui con il suo stipendio e quello della moglie arrivano a fine mese come tutti a stento.grazie spero di essere stata chiara attendo una sua risposta

  • Silvia (author) ha scritto:

    Serena, se il bambino fosse collocato presso di te (cosa molto probabile), in caso doveste lasciarvi, potresti aver diritto a restare nell’abitazione anche se di proprietà dei suoi genitori.

    Valerio, no, tranquillo. Tra l’altro avete un altro figlio, che al limite costituisce una diminuzione del tuo reddito.

    Barbara, il fatto che non siano neanche separati non aiuta, ma in queste situazioni valgono anche le prove con testimoni della separazione di fatto. La soluzione migliore è la nomina di un amministratore di sostegno che gestisca tutti i beni di tuo padre. Ovviamente davanti al giudice tutelare che deve nominarlo, avrai modo di provare perchè non può essere nominata tua madre.

    Domenico, no.

  • Silvia (author) ha scritto:

    Mary, se i nipoti sono a carico del nonno e solo se sono minorenni, possono percepire il trattamento di reversibilità. Comunque, quando sarà, potresti chiedere una modifica del mantenimento giustificata dalla morte di tuo padre che ti priverebbe del sostegno economico.

    Cinzia, il trattamento di reversibilità spetta a: “ai figli che alla data di scomparsa del genitore siano minori, studenti o inabili o a suo carico. I figli aventi diritto al trattamento sono i minorenni, gli studenti fra i 18 e i 21 anni, a carico dello scomparso, che non prestano attività lavorativa, gli universitari per la durata del corso legale di studi (comunque non oltre i 26 anni), sempre a patto che non svolgano attività lavorativa e fossero a carico del genitore. Il diritto spetta anche ai figli inabili con grave infermità fisica o mentale tale da non consentire lo svolgimento di un’attività lavorativa.” La casa, ovviamente, spetta a te.

  • Silvia (author) ha scritto:

    Patrizia, dovreste chiedere informazioni all’ente che eroga la pensione (INPS o altro ente previdenziale)

    Tommaso, se tua madre è d’accordo non c’è nessun problema ad andare a vivere con tuo padre. E’ senz’altro possibile che voi due fratelli andiate a vivere ognuno con un genitore, soprattutto ora che siete grandicelli. Se tua madre non fosse d’accordo, purtroppo tuo padre dovrebbe ricorrere al giudice che ha pronunciato la separazione per modificarne le condizioni. In quel caso sarebbe senz’altro presa in considerazione la tua volontà, vista la tua età. In bocca al lupo.

    Ciro, buona parte del tuo diritto al mantenimento sarà probabilmente prescritto. Dipende da quando sei diventato economicamente indipendente. Ti conviene farti consigliare in modo specifico da un legale che valuterà tutti i dati della tua situazione.

  • Silvia (author) ha scritto:

    Carmy, insieme ai tuoi fratelli potete ricorrere al giudice tutelare per far nominare un amministratore di sostegno. Potreste proporre uno di voi fratelli e avreste occasione di spiegare al giudice perchè non ritenete adatta vostra madre. E’ una procedura piuttosto rapida.

    Simona, finchè tua suocera è in vita può spendere i suoi soldi come crede. In futuro, in sede di divisione di eredità potrete far valere quell’acquisto come donazione alla figlia.

    Alberto, con un ricorso per modifica delle condizioni di divorzio in cui chiedi di pagare direttamente ai figli. In questa situazione non dovrebbe essere difficile ottenerlo.

    Karin, non avrete alcun obbligo.

  • Silvia (author) ha scritto:

    teodoro, i tuoi fratelli e tuo padre dovrebbero ricorrere a un giudice per la divisione giudiziale del bene prima di venderlo. Normalmente se la maggior parte degli eredi vogliono vendere e ci sono motivi validi (per esempio il fatto che sono residenti altrove) è facile ottenere l’autorizzazione a vendere e poi dividere i proventi.

    Mimmo, si, tutti i figli sono tenuto ad assistere il genitore che non sia autosufficiente. Ovviamente si può adempiere anche delegando a terzi (badanti, case di cura, ecc.)

    Stella, è ovvio che se i nonni non hanno capito i documenti, non sanno neanche cosa state chiedendo. Sarebbe meglio tradurli

  • Silvia (author) ha scritto:

    Ernesto, non ho idea di come potremmo aiutarti. Forse potresti aiutarti da solo dicendo a tutti la verità.

    Iole, può interessarti questo post http://genitoricrescono.com/separazione-e-diritti-ereditari/. La separazione lascia intatti tutti i diritti ereditari, quindi sì, erediterebbe anche tuo marito.

    Rosmeri, devi inqualche modo farti assistere da un legale per tutelare i tuoi diritti.

    Marco, se tuo fratello avesse un figlio ovviamente questo sarebbe erede dei suoi beni esistenti al momento della sua morte. La donazione a tua figlia sarebbe comunque da riconsiderare, mentre la vendita (che comunque sarebbe avvenuta prima della nascita del figlio) e la successiva destinazione del denaro non potrebbero essere sindacati

  • Silvia (author) ha scritto:

    Rosalba, la metà di tuo marito, però sarebbe comunque ereditata da te e dai suoi figli. Tu comunque resteresti proprietaria della maggior parte dell’immobile.

    Gianni, la casa resta affidata, di norma, al genitore presso cui è collocato il figlio minore. Ovviamente dipende da molti fattori (lei lavora? Che reddito ha? Può trovare un’altra sistemazione?) e, in primo luogo dal vostro accordo. La bambina può stare con uno dei genitori o con entrambi (un perodo da uno e un periodo da un altro), sempre secondo il vosro accordo, se lo raggiungete. Altrimenti deciderà un giudice.

    Stefania, non è una questione da sbrigare con poche righe su un sito. Devi informarti in modo esauriente. COnsulta un legale, magari anche in un patronato, per farti spiegare con accuratezza diritti e doveri.

  • domenico ha scritto:

    salve, vlevo sapere se un padre vende una casa ai figli spetta una parte della vendita ?
    grazie.

  • barbara ha scritto:

    salve io volevo un informazione. ho mio padre di 78 anni che vive in sardegna e mia madre in piemonte da 20 anni non sono separati legalmente ne’ divorziati. adesso che mio padre e’ malato di alzahimer sta per trasferirsi da lui anche se lui non si ricorda di lei per i suoi interessi perche’ non puo’ pagarsi l’affitto perche’ prendera’ 500,00 euro e non riuscirebbe a mantenersi,invece tornando da mio padre avrebbe 1250,00 mensilepiu’ accompagnamento e invalidita’.io avevo attivato per mio papa’ un ‘assistenza domiciliare e lo vado atrovare appena posso perche’ abito in emilia romagna volevo sapere se c’e’ qualche legge che le impedisce di sfruttare mio padre e se lei riesce ad stabilirsi a casa se io ho ancora qualche diritto, garzie

  • Valerio ha scritto:

    Ciao Silvia, desidero sposare la mia attuale compagna con cui ho avuto una bambina. La procedura sarà quella della Separazione dei Beni.Di contro sono già padre di un’altra bimba arrivata da una precedente relazione more uxorio. Per quest’ultima il Tribunale dei Minorenni ha già emesso il Decreto per le disposizioni di carattere economico e di visita. Una volta sposato la mia ex può chiedere una revisione dei provvedimenti indicati nel Decreto del Tribunale dei Minori in specialmodo per quanto riguarda l’assegno di mantenimento anche se ho la separazione dei beni con mia moglie? In pratica può incidere anche il reddito di mia moglie?.

    Grazie
    Valerio

  • magaly cruz ha scritto:

    ciao silvia vorrei sapere ho una bambina con problemi de discapacidad , il padre a presentato sintoma di azaimet il figlio abuto con la moglie lo a traferido da lui encieme con mio figlio pui picolo laciandoci per la strada ha mio figlio di 19 anni e la BAMBINA di 9 dicendoci che la casa e di propiedad di loro, ma devo dire che luis era propietario di varie case la cuale loro mi dicono che luis le ha ventuta a loro e no posiedi niente che solo ha deviti e la fabrica di propiedad luis il 60 e il figli il resto dicono che faranno falimento io devo dire che no o soldi per pagare un avvogato cosa devo fare ,per favore

  • serena ha scritto:

    Sono ragazza che aspetta un bambino. tra poco andrò a convivere con il mio ragazzo nella casa di proprietà dei suoi genitori. Non ci sposiamo ma solo convivenza. La mia domanda è la seguente: che diritti avrò sull’immobile nel caso ci dovessimo lasciare? Ho qualche diritto se l’affidamento del bambino spetta a me?
    Grazie

  • cinzia ha scritto:

    Salve, sono una ragazza figlia unica e vorrei sapere: se i miei genitori (o solo uno dei due) non ancora in pensione dovessero morire, a me andrebbero le loro pensioni e la casa oppure solo la casa?
    Grazie anticipatamente, mi sono posta il problema per curiosità e per sicurezza per il futuro.

  • Mary ha scritto:

    Salve, non sono sposata ma ho tre bambini avuti da due diverse relazioni entrambe risolte. Ora vivo con mio padre il quale ci aiuta ad andare avanti poiche’ io non lavoro. Quando lui non ci sara’ piu’ la pensione di reversibilita’ potra’ andare ai nipoti, che sono per legge equiparati ai figli? La legge dice (nella normativa INPS sulla reversibilita’) “se uno o entranbi i genitori non lavorano”. Cosa significa? Io non sono mai stata sposata ed i figli sono affidati a me e sono nello stato di famiglia di mio padre.Il mantenimento dei due padri non e’ sufficiente al sostentamento. Grazie anticipatamente

  • Alberto ha scritto:

    Ciro…credo che tu non abbia molte possibilita’,visto che son passati troppi anni. Possibile che ti riconoscano eventualmente un unica unatantum…tipo 5000euro..

  • ciro ha scritto:

    Dichiarato all’anagrafe mio padre nn mi h mai dato un soldo,e sposato con un altra persona ed ha altri due figli,si possono chiedere gli alimenti che non ho mai avuto in 30 anni, cioe’ gli arretrati’?
    Sono sposato ed ho prole questo puo’ impedire un eventuale risarcimento che voglio chiedere a questa persona..

  • Tommaso ha scritto:

    salve a tutti io sono un ragazzo di 14 anni e i miei genitori si sono separati.per ora vivo con mia madre e i miei nonni materni ma non mi trovo bene perche ci sono sempre liti e tutti in famiglia parlano male e cercano di farci inculcare certe cose che non sono vere.il problema e che io me ne voglio andare da mio padre che vive all’estero ma c’è mio fratello che vuole finire almeno la terza media quindi vorrei sapere si possono dividere 2 fratelli?la costituzione italiana lo permette?

  • Patrizia ha scritto:

    Salve,
    il padre del mio compagno è morto parecchi anni fa e lui percepisce una pensione per il diritto allo studio.
    Qualora noi volessimo sposarci prima di terminare gli studi, la pensione gli sarebbe revocata?
    e in ogni caso, c’è un termine massimo?
    la madre non gli dà un centesimo…
    grazie milla

  • KARIN ha scritto:

    mio cognato lavora saltuariamente i soldi li chiede ai suoi genitori e la moglie (disoccupata anche lei che non vuole lavorare)li chiede alla soerella. hanno già due figli piccoli.
    Alla morte dei miei suoceri noi abbiamo qualche obbligo nei confronti loro e dei bambini? Io ho la separazione dei beni ho qualche obbligo pure io?

  • ALBERTO ha scritto:

    Buongiorno,sono divorziato da 11anni,ho 2 figli di 20 e 19 anni che vivono tutt’ora con la madre. La mia ex lavora con busta paga da 4anni come bidella presso un asilo comunale. Io passo tutt’ora,con trattenuta diretta dal datore di lavoro in busta paga,730euro con rivalutazione ISTAT annua,non so quanto percepisca la mia ex ma ultimamente capita spesso che stia fuori casa per 5 o piu’ giorni,lasciando il frigo vuoto e i miei 2 figli senza un euro in casa.Ora sono 2 settimane che non rientra,è a Como presso un “amico” e il moroso di mia figlia ha fatto una spesetta di 50euro.
    Come posso procedere in questa circostanza e soprattutto per far dare direttamente ai figli il mantenimento? Io convivo da 4anni ed ho anche una bimba di 9mesi,la mia compagna non lavora ed il mio reddito netto(tolto il mantenimento figli) è di circa 900/1200 a seconda degli straordinari. GRAZIE

  • simona ha scritto:

    Salve, ho un quesito da porle.
    Mio marito ha un lavoro fisso da 1100 euro al mese, io non lavoro e sono incinta, viviamo in una casa in affitto. Con l’arrivo del bimbo ci troveremmo in difficoltà economiche. Mia suocera, in virtù di una ricca eredità, ha acquistato una casa intestandola alla figlia senza dire niente a mio marito. E’ giusto che possa fare queste differenze intaccando il proprio patrimonio solo verso una dei figli?

  • carmy ha scritto:

    Salve.Volevo avere un chiarimento se è possibile.Mio padre lo scorso anno ha avuto un malore ed non è piu capace a gestire nemmeno le spese.Siamo 3 figli(tra cui io ancora studentessa) e mia madre con cui non andiamo daccordo.Mia madre ha preso il potere su tutto affermando che tutto quello che ci circonda è solo suo,anche la casa e che non noi non abbiamo diritto a nulla.Volevo sapere se in qualche modo io e i miei fratelli potevamo tutelarci poichè tutti i risparmi di mio padre accumulati con tanti sacrifici per offrirci un futuro migliore stanno per essere sperperati.Il problema è che in banca può accedere solo lei e noi no perchè mio padre è stato un po ingenuo a non prevedere che si venisse a creare una situazione del genere.Attendo una risposta.Grazie per l’attenzione

  • Stella ha scritto:

    sono una ragazza mai sposata , ma ho avuto 2 figli 11 anni è 8 anni, io vivo in germania e il loro padre vive in Italia. questo uomo si è sposato e rifatto una famiglia,e ha dei figli….mio figlio maggiore di 11 anni non ne vuole sapere del padre. Lui vive in un colegio a carico dello stato della germania…

    il loro papa da quando se ne è andato no ha mai dato un solo ai miei figli…io non lavoro vivo dei soli datti dal comume di berlino e non soldi per averne un avvocato ..ma mi sono rivolta a una agenzia di avvocati di famiglia che aiutano alle persone di poche risorse economiche .
    mi pare che questa agenzia abbia spedito dei documenti in tedesco allo indirizzo dei nonni paterni dei mie figli perche del padre non ne so niente.non so dove vive.

    allora la mia domanda è? cosa posso fare per averne risposta ???perche fin adesso no so niente , forse porche i documenti sono scritti in tedesco e nessuno lo capisce.

    sarebbe meglio che questi documenti per averne un valore legale siano scritti in lingua italiana???

    ringrazio la vostra gentil risposta.

  • MIMMO ha scritto:

    Vista l’obbligatorietà del genitore di assistere il figlio fino alla loro indipendenza economica, secondo le loro capacità, inclinazioni naturali ed aspirazioni…..la mia richiestà è, la legge obbliga in seguito il figlio a prestare assistenza ai genitori, se quest’ultimi hanno adempiuto in tutto e per tutto ai principi dell’art. 147 c.c? Nel mio caso siamo tutti figli legittimi, ringrazio anticipatamente l’eventuale risposta ciao.

  • Teodoro ha scritto:

    Ciao Silvia gentilmente potresti darmi delucidazioni:mio padre ed i miei 3 fratelli ( che vivono in germania ),vogliono vendere l’ appartamento che era di mia madre ( morta nel 2007 )( disattendendo il suo ultimo desiderio , che era di non vendere l’ appartamento ) sito in italia di cui tutti dovremmo essere eredi, se non erro io e i miei fratelli di 1/6 . Se non ricordo male mio padre ha già sbrigato le pratiche per la successione di morte. DOMANDA: possono venderlo senza il mio consenso ( come sostiene mio fratello, e qualche giorno fa’anche un mio cugino mi ha telefonato consigliandomi di accettare perche’ tanto lo possono fare lo stesso per legge ). Grazie anticipatamente, ciao.

  • Marco ha scritto:

    Cara Silvia, ho un grosso problema e ti chiedo aiuto, i miei genitori sono morti molto giovani e siamo rimasti solo io e mio fratelli che è invelido al 100×100 lui abita in una casa che è stata da lui donata a mia figlia che è minorenne mentre io abito in una casa che ho comprato con i mie soldi ma che per ragioni che non posso spiegarle al momento non ho potuto intestarmi e quindi l’ho intestata a mio fratello.
    negli ultimi periodi mio fratello frequenta delle compagnie femminili, volevo chiederle se mio fratello avesse un figlio da una di queste donne le proprietà immobiliariovvero la mia casa che è a suo nome e la casa donata a mia figlia minorenne sarebbero in pericolo?
    tra l’altro la casa da me comprata ma con atto a suo nome da 2 mesi è in vendita, l’eventuale figlio per mano della madre potrebbe pretendere percentuali sulla vendita? che comunque andrebbe investita in altro acquisto ma a questo punto a mio nome?
    Grazie
    Marco

  • rosmeri ha scritto:

    cara silvia trovandomi per la strada con una bambina di 9 anni he due figli di 19 he 16 perche il figli legitmi di mio ex compagno ci anno chuiso la casa dove si vive da 15 anni devito a che il padre he affetto di una malatia lo anno dichiarato incapace he anno presso tutto il suo patrimonio laciandomi a le presse con loro, vorei sapere si posso fare procedimenti per la erencia en vida he che mie fibli posono otenere cio che li spetta adesso. ti ringracio
    grazie silvia

  • iole ha scritto:

    Ciao, sono Iole, sono in regime di separazione con affidamento congiunto e sono l’affidataria dei figli. Il mio ex coniuge non può pagare il residuo mutuo di due anni della casa cointestata e mi chiede se con un prestito posso finire di estinguere il mutuo e dargli una parte in soldi come saldo della casa e diventarne l’unica proprietaria. Abbiamo due figli, e vorrei sapere se nel caso della mia morte accidentale e una volta divenuta proprietaria totale di questo immobile, lui erediterebbe comunque nonostante i miei sforzi fatti adesso per aiutarlo, il 50% della casa.
    Grazie in anticipo della risposta, cordiali saluti.

  • ernesto ha scritto:

    Sono in grossa difficolta’e non so cosa fare apparte scomparire da questa vita
    Sono sposato da 5 anni e o due bellissime bimbe, ma dopo una relazione con una straniera sono rimasto fregato da lei cioe’ e’ uscita in cinta e da due anni lei si occupa di questo bambino e io ogni mese la aiuto economicamente con 350 euro al mese
    senza che mia mogli sappia nulla ma da qualche giorno lei mi minaccia che vuole ritornare al suo paese e portare il banbino con se e sparire dalla mia vita, in cambio vuole 100 mila euro che io non o assolutamente altrimenti gia’ glieliavrei dati basta che mi lasciasse in pace non so piu’ cosa fare lei dice che intrrverra’ suo padre venendo da me e la mia famiglia
    Distruggendomi definitivamente la mia vita
    So che manca poco a tutto questo e non e’ o mai parlato con nessuno tengo tutto dentro di me e sto’ malissimo non so cosa fare
    viprego aiutatemi

  • stefania ha scritto:

    salve, sono stefania, tra 1 mese compio 19 anni. sono incinta e a metà ottbre nasce la bimba. volevo sapere meglio i diritti che ha il papa in caso che riconosca la bambina e che cosa devo fare in caso che lui rifiuti di riconoscerla. poi nel caso che sia che la riconosca e che non la riconosca se io dovessi morire ancora in ospedale per 1 emoragia, la bimba a chi viene affidata? viene affidata per forza a lui? non posso fare 1 delega o 1 testamento dove dichiaro che in caso che io venga a mancare la bambina l’affido ai miei geniori?

  • GIANNI ha scritto:

    cara silvia vorrei sapere .CONVIVO CON UNA RAGAZZA HO UNA BAMBINA DI 8ANNI ABBIAMO DECISO DI LASCIARCI ORA IO HO UN MIO PROPRIO LAVORO E HO COMPRATO UNA CASA INTESTATA A ME PAGO IL MUTUO LEI VOLENDO PUO PRENDERMI LA CASA E MANDARMI VIA PER VIA LEGALE LA BAMBINA LA POSSO TENERE IO GRAZIE ANTICIPATAMENTE

  • rosalba ha scritto:

    Gentile Dottoressa,
    sono sposata in regime di separazione di beni. Mio marito dal precedente matriminio ha avuto due figli ora maggiorenni ma che convivono ancora con la loro mamma. Io non ho mai avuto figli. Vorremo comprare una casa insieme ma vorrei tutelarmi in caso di premorienza di mio marito. Come possiamo fare? Se vendessi un appartamento di mia proprietà già prima del matrimonio e con quei soldi comprassi la metà della nuova casa. Potrebbe esserre una soluzione valida? Mi può dare Lei dei suggeriemnti? La ringrazio cordialmente.
    Rosalba MG

  • simone ha scritto:

    Grazie Silvia,
    continuerò ad andare in albergo per stare un pò di tempo con i miei fatelli e per vedere papà e nonna. Ma papà non può impuntarsi facendo capire a mamma che i figli sono tutti uguali, anche quelli che già sono realizzati con una loro vita?
    Gazie ancora

  • Silvia (author) ha scritto:

    Enzo, state facendo azioni inutili se non vi costituite parte civile. Pià che le querele penali, dovete iniziare un’azione esecutiva per il mantenimento non pagato e pignorare gli immobili. Altrimenti lui verrà sì condannato, ma voi non otterrete nulla, perchè il processo penale in sè non serve per consentire il risarcimento del danno o il pagamento del dovuto.

    Stefano, sulla tua quota parte dell’attività sì (per quanto un’attività difficilmente ha un valore in sè e le quote di una piccola società non sono facilmente monetizzabili). Puoi avviare l’attività con una società a nome solo della tua compagna o al 50% sua e al 50% di uno dei tuoi genitori. Al divorzio puoi riacquistare quella parte di quote.

    Hermann, si che potete farlo. Per una diffida ad avvicinarsi dovreste fare delle denunce o almeno degli esposti e se lui ha atteggiamenti persecutori nei vostri confronti potete chiedere un “avviso orale” da parte della Pubblica Sicurezza. In caso lui continui con i suoi atteggiamenti dopo un avviso orale, gli eventuali atti persecutori successivi sarebbero considerati aggravati.

    Eleonora, perchè non ti rivolgi al tribunale per i minorenni per far regolare questo rapporto? E’ una procedura dove in teoria non avresti neanche bisogno di un avvocato, potendo scrivere il ricorso in proprio, anche se ti sconsiglio di andare da sola. Il padre DEVE mantenerlo. Sulla frequentazione al momento non hai nessun dovere specifico e anche lui non può pretendere senza avviso di prendere il figlio. Comunque una regolamentazione dei vostri rapporti farebbe bene a tutti, prima di tutto a vostro figlio (e a te che lo mantieni da sola).

    Simone, attualmente la casa è dei tuoi genitori e basta, non è per 1/3 dei figli. Quindi, è penoso, ma tua madre può non accoglierti in casa.

  • simone ha scritto:

    Buongiorno,
    siamo 3 fratelli con entrambi i genitori in vita. I 2 miei fratelli vivono sotto il tetto dei miei genitori, io da anni ho la mia vita fuori dalla regione dei miei, dove ho una casa di proprietà, una moglie ed una figlia. Domando se esiste una legge che mi consente di usufruire del tetto dei miei genitori (anche solo per dormire), ogni tanto per andare a trovare i miei cari? O devo ogni volta pagare un albergo essendo per 1/3 anche mia la casa dei miei genitori dove vivono i miei 2 fratelli? (Naturalmente chiedo questo perchè con mia mamma non vado d’accordo e mi fa ostruzionismo per andare a dormire)
    Grazie

  • eleonora ha scritto:

    buon giorno Avvocato, ho un figlio di 4 anni, non sono mai stata sposata col padre che lo ha riconosciuto nè ho mai convissuto con lui. il padre non vuole mantenere il figlio perchè dice che non vive con lui. si frequentano in media 2 volte la settimana e capita che il padre cambi i suoi programmi a seconda dei suoi comodi, sempre avvisandomi all’ultimo momento. nel caso in cui il padre decidesse di voler far dormire il bambino da lui che vive coi genitori (lui fa 2 lavori che lo tengono occupato anche la notte e comunque ha orari impossibili per un bimbo), oppure mi chiedesse di portarlo in vacanza, io posso rifiutarmi?

  • Hermann ha scritto:

    buon giorno Avvocato,

    per dirlo sinteticamente .. . . io purtroppo ho una malattia non curabile e ho un figlio ( che lavora) di oltre 30 anni in più vive in casa nostra, non vuole saperne di assistermi in più i rapporti tra noi (mia moglie e io) sono sempre tesi non c e dialogo io in piu ho bisogno di tranquillità.

    A questo punto ci chiediamo se possiamo mandare fuori di casa il figlio e magari che non possa avvicinarsi più di tanto a noi?

    grazie per la risposta

  • Stefano ha scritto:

    Buongiorno Avvocato,
    sono padre di tre figli, i primi due li ho avuti con una persona, dalla quale mi sono separato nel nov.2009 e l’ultimo con l’attuale compagna con la quale convivo nell’appartamento di proprietà dei miei genitori.
    Nel caso in cui io e la mia compagna decidessimo di aprire un’attività (bar/gelateria/ristorante…) nel periodo in cui sono solo separato dalla moglie ed io per qualsiasi causa, venissi a mancare prima del divorzio, la mogli potrebbe rivalersi sull’attività nella sucessione dei beni? In tal caso, come posso tutelarmi da questa possibilità?
    Grazie.

  • Enzo ha scritto:

    Salve,
    —————-
    Gentile avvocato,
    Tizio è un artigiano con reddito esiguo, ma ha un patrimonio immobiliare di circa 1milione di euro. E’ separato da 8 anni, da 6 anni non versa il mantenimento per i suoi tre figli (è stato condannato a 4 mesi,non ha comunque versato un cent,ha altre due denunce pendenti), inoltre sta svendendo le sue proprietà, con il dichiarato intento di dilapidare tutto in bacco-tabbacco-venere.
    1)Come possono, se possono, i figli tutelare questo patrimonio?
    2)E’ possibile per i figli avere la proprietà o il godimento di alcuni dei suoi beni invece del mantenimento pregresso e futuro?

    Grazie,
    cordiali saluti
    questo messaggio l’ho scritto il 21 marzo del 2011,
    —————-
    oggi c’è stata la terza condanna per il mantenimento: 2mesi convertiti in multa da euro2800,00… (che vergogna per un paese “civile”, noi patiamo e lo stato incassa!)la cancelliera, persona di buon cuore, mi ha consigliato di costituirci parte civile(alla prossima querela), in modo da poter meglio spiegare la situazione al giudice (il quale non gli ha nemmeno intimato di pagare il mantenimento) dovremmo pagare un avvocato, il problema è che di avvocati ne abbiamo pagati tanti senza ottenere nulla, ci sembra che tutti sono contro di noi… perchè? siamo tre giovani di cui uno minorenne e dobbiamo occuparci di nostra madre invalida che almeno ha un minimo di pensione, altrimenti dovremmo chiedere l’elemosina… spero di non essere stato poco “astratto” e le chiedo cortesemente un consiglio, grazie

  • MAGALY ha scritto:

    CIAO SILVIA GRACIE PER LE TUE RISPOSTE MA ADESSO VORREI CAPIRE SI IL PADRE DE LA MIA BAMBINA A FATTO UNA VENDITA SIMULATA AI FIGLI LACIANDO SOLO IL USO FRUTTO PER LUI LACIANDO LA MIA BAMBINA DI 9 ANNI E IN PUI HE UNA BAMBINA CON PROBLEMA DE DISCAPICITA COME POSO TUTTELARE LA MIA FIGLIA PER FAVORE SILVIA MANDAMI RISPOSTA PRESSO IL MIO MSM mcmagaly@hotmail.it TI RINGRACIO ,

  • Silvia (author) ha scritto:

    No, Simona.

  • Simona Montisci ha scritto:

    Ciao la mia è una situazione un po particolare. io sono stata adottata da mio zio,perche non potevano avere figli,e il mio genitore biologico mi ha dato in adozione. volevo sapere se io rientro nella eredita del genitore biologico. grazie

  • lu ha scritto:

    Temevo questa sua risposta, gentilissima Silvia, ma speravo che ci fosse una legge che ristabilisse le eventuali disparità tra fratelli.
    Seguirò il suo consiglio allora grazie!!!!

  • Silvia (author) ha scritto:

    Lu, e allora perchè non rivolgersi a un avvocato?

    Carlotta, mi è un po’ oscuro il momento in cui il padre ha perso la potestà sulla figlia, perchè comunque sarebbe stato tenuto al mantenimento, al posto del tuo compagno. Comunque dovreste far analizzare in concreto la situazione economica e di fatto per valutare se è il caso di tentare una modifica delle condizioni.

  • Carlotta ha scritto:

    Gentilisima Silvia, ti scrivo per conto del mio compagno, ed approfitto della tua esperienza e cordialità per avere alcune infomazioni. Anni fà si ero sposato con una donna divorziata che era già madre di una figlia regolarmente riconosciuta dal proprio ,marito. dopo il matrimonio e’ nato un figlio che attualmente vive con il mio compagno, preciso che durante il matrimonio la madre ha fatto perdere la patria podestà della figlia all’ex marito (invalida al 100%)e di conseguenza veniva affiliata a dal mio compagno, dopo avvenuto ciò furbamente ha chiesto la separazione ed il divorzio. Attualmente questa ragazza ha 35 anni e si trova ricoverata presso una struttura pubblica, percepisce la pensione di invalidità e accompagnatore che in parte viene trattenuta da predetta struttura, con un disavanzo di circa 190 euro la mensili che la mamma pue essendo autonoma si dice di mettere da parte essedosi fatta nominare amministratore, il mio compagno continua a versasare alimenti per la ragazza . Vorrei sapere se tutto ci’ e’ ancora possibile e se prova ad effettuare delle modifiche di sentenza di divorzio e possibile che tutto cio’0 vada a cessare.
    Confido in un tuo prezioso consiglio.
    Grazie

  • lu ha scritto:

    Grazie per la risposta , ma non mi ha chiarito il dubbio.
    Ok che il genitore può fare in vita ciò che vuole ,anche se i figli dovrebbero essere uguali soprattutto quando entrambi si comportano bene con i genitori;ma se padre e primo figlio sono d’accordo possono utilizzare questo escamotage facendo possedere e godere i beni per 20 anni o più( orto ,fondo rurale o altri beni che siano)solo al primo figlio? Lui allora non ne diventa automaticamente proprietario?
    Il secondo figlio può rivalersi sul fratello? Può dimostrare che quei beni fanno parte della comune eredità.Quando però, come?Vorrei un consiglio pratico.Cosa fare a chi rivolgersi?
    p.s. Il tribunale come fa a dichiarare l’usucapione?

  • Silvia (author) ha scritto:

    L’usucapione non la decide il proprietario del bene, anzi, da un punto di vista giuridico avviene perchè il proprietario, per 20 anni e oltre, non fa valere più i suoi diritti di possesso. Perciò da un punto di vista giuridico non si fa acquistare un bene per usucapione. Ovviamente difficilmente potrà verificarsi l’usucapione per la casa dove vive il padre. L’usucapione va comunque dichiarata dal tribunale e comunque il genitore in vita può disporre dei suoi beni, che, in questo modo non risulteranno donati ad un figlio.

  • lu ha scritto:

    Buongiorno a tutti, volevo avere un chiarimento a proposito di una situazione un pò delicata. Cerco di spiegarmi meglio : può un padre decidere di far acquisire un bene immobile tramite usucapione solo al primo dei suoi due figli,in modo che dopo i termini di legge (20 anni? ) ne diventi automaticamente il proprietario? il padre in questione può avvalersi di questo mezzuccio anche per tutti gli altri beni di cui è proprietario. Cosa può fare il secondo figlio per far valere i suoi diritti? Per favore datemi una risposta e un consiglio. Grazie

  • conni ha scritto:

    ciao silvia io volevo dire che nn ne posso piu perche mi fanno dei spregi poi volevo pure sapere sicome io sono la conpagnatore di mio suocero volevo sapere se mi tocca qualcosa del aretrati di acconpagnamento. perche fino ora nn o visto nehe un centesimo perche mia suocera dice sempre che nn faccio niente e io mi perdo per loro in fatti quando devono andare a controllo ci va sempre mio marito e io ma nn vogliono uscire soldi da noi vogliono tutto gratis.e gle li da a chi dice lei chi nn fa niente .dammi un consiglio grazie

  • Bruno ha scritto:

    Buongiorno a tutti/e, ho una domanda da fare e se qualcuno mi rispondesse ne sarei molto grato: io ero accompagnato con una ragazza Cubana, in questa convivenza è nata una bimba oviamente riconosciuta. Dopo 5 anni la convivenza si rompe e la bambina resta con la madre, minacce su minacce da parte sua intimandomi che sarebbe partita per il suo paese portandosi la piccola, alch’è io da buon padre cerco tramite avvocato, di calmare l’ira ma dopo tanti sacrifici inutili penso bene di far ritirare il passaporto di mia figlia aggiungendo che se lei volesse partire….. che lo faccia pure ma la figlia risiede nella mia residenza mia fino al suo ritorno (carta scritta e controfirmata dinanzi agli avvocati da ambe le parti). Dopo un pò di calma vengo chiamato davanti ad un guidice (donna) dalla controparte e presentandomi tranquillamente spiego le mie motivazioni, tassativamente rispondo in modo negativo. Il guidice mi dà pienamente ragione e convince la donna a tranquilizzarsi. Poco tempo fà , la stessa guidice pensa bene di ritrattare e di suo pugno fa ridare il passaporto alla mia piccola motivando che non c’è alcun pericolo da parte della madre a non tornare più in Italia. Ma io mi chiedo e mi domando: ma quella persona ha bevuto una grappa? Ma quante donne dei caraibi lasciano i propi figli alle loro madri per essere più libere (se è vero che torna). E poi se lei si presentasse in un areoporto, non dovrebbero chiedergli
    la firma pure del padre per far espatriare?

  • Silvia (author) ha scritto:

    Papà disperato, vi consiglio di cercare un buon accordo, voi che potete non ricorrere ai giudici. Obbligarla decisamente non puoi (ci mancherebbe!), potete accordarvi sulla divisione delle spese.

    Conni, non capisco bene la domanda: come puoi fare per cosa?

  • conni ha scritto:

    io bado mio suocero e mia suocera in tutti i senzi e mi da la conpagnamento pero con lei ci abita mio cognato la moglie e tre figli e nn fanno niente ma gli da da mangiare e nn contribuisce e giusto cosi cosa posso fare per favore mi puo dare una risposta in tutto questo grazie

  • Papà disperato ha scritto:

    Cara Silvia,
    ho un figlio di 7 mesi, io e sua madre non andiamo più d’accordo.
    Non mi dilungo sullo strazio che significa per me dover andare a stare senza il mio bimbo..
    Premetto che, non siamo sposati, siamo convienti in una casa che affittiamo, con affitto cointestato, ma in cui non abbiamo nè io e nè lei la residenza(ognuno è residente in precedente indirizzo).
    Sarà una decisione difficile, ma credo che decideremo di separarci.
    Ora il problemaa è il seguente, l’affitto (benanche sia intestato a tutte e due, da quando è rimasta incinta l’ho sempre pagato io). L’affitto è piuttosto alto, attorno al migliaio di euro o poco più, io posseggo un altro immobile , dove andrei a vivere e lei no. Nel mantenimento del figlio devo comprendere anche metà dell’affitto che dovrebbe pagare per stare dove siamo ora? Posso abbligarla a stare in un posto meno caro?
    Un grazie anticipato.
    S.

  • Silvia (author) ha scritto:

    Barbara, non è affatto vero: sull’argomento ho scritto tempo fa questo post http://genitoricrescono.com/affidamento-minori-nonni/ che già smentiva le tante preoccupazioni sul punto.
    Posso tra l’altro aggiungere che sta per essere varata (è passata alla Camera ed è praticamente certa la maggioranza al Senato) la legge che eliminerà per sempre la differenza tra figli nati nel matrimonio e quelli nati da genitori non sposati. Per cui tra pochissimi mesi non esisterà più nel nostro Paese la distinzione tra figli e i rapporti di parentela si avranno con tutti i parenti dei genitori. Quindi potete evitare questo matrimonio!
    Appena potrò leggere il testo definitivo della nuova legge, ci scriverò sicuramente un post.

  • BARBARA ha scritto:

    Ciao
    convivo con il mio compagno da 14 anni e abbiamo due figlie di 6 e 10 anni
    Da più parti mi sento dire che dobbiamo assolutamente sposarci per tutelare tutti i diritti delle nostre figlie, visto che, a quanto pare, la legge non le equipara a figli di genitori sposati e specie in caso di morte di entrambi i genitori, non risulterebbero avere parenti altro che i nonni
    stessa cosa per le ereditò dei diversi parenti, zii o latro, roltre ai nonni, le bambine non risulterebbero loro eredi per diritto

    Poete confermarmi se tuttto ciò è vero? E se , in questo caso, l’unico modo per veder tutelati TUTTI i diritti delle nostre figlie l’unica strada sia il matrimonio?
    grazie molte

  • Silvia (author) ha scritto:

    E invece, Francesca, è proprio così: basta una ricostituzione di fatto del nucleo familiare per rendere inutile la separazione (sempre che uno dei due voglia far valere questa ricostituzione)

  • francesca mastrorosa ha scritto:

    ti ringrazio x avermi risp….ma volevo dirti che anke se erano tornati insieme la separazione legale è rimasta …nn credo che si possa annullare solo x il fatto che abitano insieme…

  • Silvia (author) ha scritto:

    @Megaly, non ho abbastanza elementi per comprendere bene la vicenda.

    @Giulia, anche in questo caso non ho capito bene la domanda. Sicuramente se ti sei allontanata dalla casa coniugale (con i figli? senza?), hai dato prova di non aver interesse alla casa coniugale e di avere altre possibilità abitative e probabilmente per questo non ti è stata riconosciuta la necessità di un contributo al pagamento di un’abitazione.

  • Silvia (author) ha scritto:

    @Leo, da quello che ho capito il bene immobile è stato realmente comprato da tuo fratello, dato che i soldi gli sono stati prestati da altri familiare, c’è stato un passaggio di denaro all’acquisto del bene. Quindi come potete reintegrarlo nell’eredità? Al massimo chi ha prestato i soldi doveva richiederli indietro, ma in quel caso se sono passati oltre 10 anni senza mai chiedere una restituzione, non sarà facile. Sarebbe stato diverso se fosse stata una vera donazione.

    @Francesca, se c’è stata una riconciliazione quella è diventata la casa coniugale e la separazione è come annullata di fatto dalla ricostituizione della convivenza. Magari dipende dal tempo di questo periodo di riconciliazione, potrebbe provare che era solo una forma di ospitalità, ma non mi sembra facile. Anche perchè se ho capito bene è stato un reale perido in cui il nucleo familiare si è ricostituito.

    @Elisa, i tribunali difficilmente “tolgono” i bambini. Una bimba di 16 mesi difficilmente viene collocata stabilmente presso il padre piuttosto che presso laa madre. Mi sembra una minaccia infondata, se non ci sono altri motivi.

  • Giulia ha scritto:

    Gent.le dott.ssa,
    l’abbandono della casa coniugale anche se in affitto, preclude la possibilità di costringere l’ex coniuge al pagamento di un altra casa, ma verserà solo il mantenimento ai figli. come è possibile?

  • Silvia (author) ha scritto:

    Olivia, confermo tutto. In realtà la bambina non andrebbe “necessariamente” con i nonni (potrebbero anche esserci opzioni milgiori, per esempio zii che si rendessero disponibili), ma sicuramente loro sarebbero i primi ad essere presi in considerazione.

  • olivia ha scritto:

    Salve
    complimenti innanzitutto blog molto interessante!!
    ho letto un pò quasi tutte le domande-risposte e credo di aver trovato la risposta che mi serviva ma volevo avere conferma chiara da Lei.
    Io convivo felicemente da 15 anni e abbiamo una bambina di 10 anni, negli ultimi due anni stò andando o sento di genitori che conosco che vengono a mancare(l’ultima stamane quando ho portato a scuola la bambina, è venuta a manvare la madre a una bimba di 7 anni).
    Io non ho scritto ancora niente su cui venga indicato chi si deve prendere cura di mia figlia, come è stato suggerito in una risposta, e comincio ad aver paura per mia figlia. Il padre l’ha riconosciuta alla nascita, se dovessi venire a mancare io rimane con lui? Se venissimo a mancare tutti e due andrebbe ai nonni?
    Mi pare di aver capito che la risposta è si a tutte due le domande e senza bisogno di sposarsi o mettere per iscritto niente.
    Le faccio tantissimi complimenti per il lavoro che stà svolgendo!!!

  • antonio ha scritto:

    sto cercando il termine esatto che indica l’azione per cui i figli si prendono cura dei genitori , la pietas dei latini. grazie

  • magaly bello ha scritto:

    gentile silvia vorrei sapere, ho tre figli riconociti dar mio compagno e siamo adati en mexico per una cura per la bambina al nostro rientro a casa il figli abuto con la moglie an presso a padre malato e al figlio mio di 15 anni e lo han portado via di casa laciando la bambina e il figlio di 19 anni fuori casa cambiando le serratura devo dire che li il bambini hano la loro residencia posiamo entrare abrendo la porta o comodoviamo comportaci , spero in una pronta risposta
    att magaly

  • elisa ha scritto:

    gentile silvia..vorrei esporti un problema ke nn riguarda me ma mia cugina..lei è convivente,ha una bimba di 16 mesi ma purtroppo nn lavora,il compagno invece lavora stagionalmente nei campi.ultimamente xò, ha scoperto ke lui la tradiva con la madrina della figlia. quando mia cugina l’ha scoperto ha chiesto ovviamente delle spiegazioni e lui l’ha anke picchiata.lei purtroppo nn è riuscita ad andare a denunciarlo! ora xò lui dice ke nn la vuole + e ke è andato da un avvocato x toglierle la bambina! quale sn i suoi diritti a riguardo lui può toglierle la bambina?ti ringrazio anticipatamente per la risposta.elisa

  • francesca mastrorosa ha scritto:

    ciao silvia vorrei esporti il caso del mio compagno..lui è separato legalmente da + di un anno..e nel frattempo ha comprato una casa..siccome avevamo litigato …lui in un momento di crisi ha fatto entrare la moglie e i fgli di 16 e 11 anni in casa..e lei ha fatto la residenza…ma si è reso subito conto dello sbaglio commesso ..sembra che nn ci sia alcuna legge che tuteli lui..lui vorrebbe che lei andasse via ..ma lei nn intende…avendo ormai la residenza…ha persino pensato di vendere la casa …ma sembra che nn si può con loro dentro..lui vuole fare le cose per bene ..darle il tempo necessario per cercarsi un’altra casa…ma lei è ostinata …che consiglio gli daresti?ti ringrazio anticipatamente per la tua risposta

  • Leo ha scritto:

    Ciao, sono Leo.
    mio fratello, oltre 20 anni fa ha acquisito con atto notarile la proprietà di un magazzino di cui era proprietario nostro padre per realizzarvi una sartoria per ottenere gli aiuti della Cassa artigiana mutuo e contributi, ricorrendo, per il pagamento dell’immobile a prestiti familiari mai restituiti perchè l’attività non è mai decollata adeguatamente.
    Dato come erano andate le cose, l’immobile fu sempre considerato da tutti i componenti la famiglia una anticipazione dell’eredità paterna che i figli un giorno avremmo ricevuto in parti uguali senza eccezione alcuna.
    Dopo la scomparsa di nostro padre, che non fece testamento, non ci restò che dichiarare la successione dei beni residuati secondo le regole del codice civile, con l’accordo di noi fratelli che con successivo atto di divisione nessuno sarebbe venuto meno alla parola data di reintegrare fra i beni ereditati anche l’immobile di cui mio fratello risultava essere propretario.
    Ma le attese furono presto deluse: mio fratello si rifiuta di mettere nella divisione dei beni ereditati anche l’immobile di cui risulta essere proprietario. Ed il mio cuore grida, perchè quel bene, come tutti gli altri, è frutto del lavoro di tutti i membri della famiglia e di noi figli (siamo tre) uno dei quali ha lavorato tanto per la famiglia, ma ora non può più farlo perchè invalido ed è in difficoltà economiche, mentre il fratello proprietario è stato sempre il più improduttivo.
    Qualcuno mi suggerisce di portarlo davanti al giudice per chiedergli di dimostrare come ha pagato la compravendita, visto che la sua attività non ha mai registrato introiti adeguati (avrei anche i testimoni che conoscono il fatto che ha comprato una proprietà con i soldi prestati dalla famiglia e mai restituiti).
    Altri mi dicono che sono trascorsi ormai oltre dieci anni e tutto è prescritto. Davvero non c’è nulla da fare? Qualcuno può darmi un consiglio? In questo blog apprendo sempre tante idee, spero ce ne sia qualcuna anche per il mio caso.
    Attendo fiducioso. Cordialmente. Leo.

  • Silvia (author) ha scritto:

    @Enzinella, la questione mi sembra molto specifica e credo proprio sia il caso di rivolgerti ad un avvocato per valutare le azioni possibili.

    @Massimo, no non si può fare molto: sei un adulto, indipendente, con una famiglia tua. Tuo padre non ha nessun obbligo di aiutarti se non quello dettato dalla coscienza.

    @Magaly, l’azione di disconoscimento ha un termine molto breve, dopo 15 anni non è più possibile a meno che non scopra un motivo per il quale quello che pensava suo figlio non è invece figlio suo (in quel caso ha un anno dalla scoperta del motivo)

  • magaly bello ha scritto:

    vorrei un consiglio si un figlio e riconosciuto dar mio compagno come suo figlio puo un domani essere disconosciuto come figlio dopo 15 anni

  • massimo ha scritto:

    salve silvia le vorrei porre una domanda .ho un lavoro mio (artigiano) ma adesso e’ fermo praticamente e’ quasi 2 anni che non guadagno quasi niente e tutto sulle spese ,mi da una mano la mia convivente mia madre mi ha aiutato molto ma adesso i soldi servono a lei per la sua anzianita’ mio padre che in tutta la mia vita non mi ha mai dato niente ora qualcosa mi ha dato ,pero’ dice ora non ho soldi e non posso darti piu’ niente .non e’ vero perche’ i soldi gli ha gli ho pure detto che non mangio ma lui nulla .ora volevo sapere che obblighi o non obblighi ha nei miei confroti? penso forse che obblighi non abbia piu’ nei miei confronti dato che sono una persona adulta ma la sua coscienza anche molto egoista di almeno passarmi per il momento(spero che si ricominci a lavorare)dei soldi almeno per mangiare un legale potrebbe far qualcosa ?ti ringrazio

  • Enzilella ha scritto:

    Ciao, Silvia , complimenti per il tuo blog.
    Anch’io ho un problema da sottoporti.
    Si tratta di mia sorella che, dalla morte di nostra madre, ha fatto una metamorfosi ed ha scatenato una guerra nella nostra famiglia.
    La nostra era una famiglia tanto unita e concorde che circa trent’anni fa abbiamo convinto nostra madre a vendere a mia sorella un immobile da destinare alla sua attività artigianale per conseguire un mutuo bancario che le avrebbe consentito di investire nell’immobile per rilanciare la sua attività. Il mutuo, poi, lo abbiamo pagato in famiglia, perché la sua attività non era andata così bene da consentirle di pagarlo da sola. Ma l’immobile è rimasto intestato a lei con l’accordo ( solamente ) verbale che, comunque, alla morte di nostra madre detto l’immobile sarebbe stato compensato nella divisione dell’eredità fra i tre figli come da volontà ripetutamente espressa in vita da nostra madre e condivisa pacificamente da tutti, lei compresa.
    Mia madre è morta due anni fa a seguito di un ictus senza lasciare testamento e da allora la disponibilità di mia sorella nei confronti miei e di mio fratello è totalmente cambiata. Oltre all’immobile venduto a mia sorella, mia madre ha lasciato in eredità a nostro padre di 101 anni ed a noi tre figli un garace con soprastante magazzino e due appartamenti in uno dei quali vive mia sorella, nell’altro vive mio padre. Gli immobili suddetti, alla cui costruzione ha partecipato l’intera famiglia (mio fratello è costruttore) formano una palazzina della quale mia sorella si è impossessata totalmente mettendo tutto sotto chiave, nonostante l’esistenza in vita di nostro padre proprietario di 1/3 e la comproprietà di tutti e tre i fratelli. Prepotentemente mia sorella ha estromesso mio fratello dall’accudimento al padre appropriandosi sia dell’indennità di accompagnamento, sia della pensione di mio padre al quale ha estorto una delega. In pratica si è appropriata di tutto ed ora ci sta privando anche dell’affetto di nostro padre il quale, per quanto sia ancora discretamente autonomo nelle funzioni quotidiane, da anni soffre di disturbi cognitivi ( perciò ha conseguito l’indennità di accompagnamento) ed è comunque una persona psicologicamente debole non foss’altro che per l’età (oggi ha 103 anni) ed appare sempre più distaccato da noi e sempre più dipendente da lei.
    Ciò è causa di grande dispiacere mio e di mio fratello il quale, fra l’altro, vive di una misera pensione di vecchiaia da poco conseguita con la quale deve mantenere la moglie casalinga sposata da due anni e perciò gli farebbe comodo fruire dell’indennità di accompagnamento; mentre mia sorella, nubile, è titolare di una buona pensione e si è appropriata degli introiti di nostro padre, vantandone il diritto in quanto svolge le funzioni di badante (senza contare che è sparito da casa tutto il denaro liquido che i nostri genitori tenevano in casa e non in banca compreso alcuni assegni di vario taglio di mia madre che nel 2007 lei versò sul suo conto corrente per complessivi 9.000 euro circa e che non c’è stato più verso di farle restituire). Personalmente, ritengo, invece, che della pensione di nostro padre ella non può appropriarsi ed avrebbe il dovere di renderne conto, perché ciò che non viene speso per l’esclusivo mantenimento di nostro padre, è patrimonio di tutti. Ed un figlio non ha diritto alla paga di badante, perché ha il dovere di accudire il proprio genitore per quanto gli è possibile. Inoltre lei oltre che venire meno alla promessa fatta alla famiglia circa l’immobile di cui è immeritatamente proprietaria, in atto occupa le abitazioni e il magazzino – garace di cui siamo comproprietari anche io mio fratello e mio padre, senza pagamento di affitto, erodendo così il patrimonio di famiglia.
    Di più. I detti immobili, per la sua trascuratezza, sono in fase di veloce deperimento: a causa di una infiltrazione d’acqua dalla cucina il soffitto del salone sottostante rischia il distacco dell’intonaco; per causa del chiusino di scarico della terrazza otturato da un canovaccio, l’acqua piovana si è infiltrata in casa creando altri danni alle pareti del vano scala sottostante; ciò che si rompe ( maniglie delle porte interne, cassette di scarico dei bagni, impianto elettrico) non viene più riparato.
    Quali rimedi ci sono per ripristinare l’equità dei diritti filiali in questa famiglia?
    Spero Vorrai dare anche a me un buon consiglio di cui ho tanto bisogno.
    Saluti e Grazie anticipate .Enzinella.

  • rosina ha scritto:

    grazie della risposta, e per il consiglio.. molto gentile:: =)

  • Gina ha scritto:

    Grazie della risposta,
    quindì dovrei lasciare fare?

  • Silvia (author) ha scritto:

    @Andrea, tua moglie non ha certo diritto di non farti sentire i figli, ma non per questo puoi prendere con te uno dei tuoi figli, senza un accordo con tua moglie, e portarlo in Italia, dove, tra l’altro, mi sembra di capire non hai neanche di che vivere.
    Avere i tuoi figli vicino non sarà comunque semplice, visto che vivono in Messico. Forse dovresti prendere in considerazione l’ipotesi di trovare un lavoro in messico e di vivere tu vicino a loro

  • Silvia (author) ha scritto:

    @Rosina, il padre può riconoscere vostra figlia pur essendo sposato e, solo così, lei in futuro avrà diritti ereditari come i figli nati nel matrimonio (a parte solo la possibilità di essere liquidata da questi in denaro in caso non volessero condividere gli immobili). Se non la riconosce spontaneamente, potrai sempre chiedere un riconoscimento sia tu che lei quando sarà maggiorenne (prove ne avete, visto che le passa regolare mantenimento e la vede).
    Se per “problemi” che può avere lui intendi che la sua famiglia non sa di vostra figlia… be’, qui la legge non c’entra nulla. Mi sa che prima o poi dovrà prendersi la responsabilità di metterli al corrente

  • Silvia (author) ha scritto:

    @Gina, in assenza di figli la vedo una battaglia difficile da sostenere, dato che le unioni di fatto non sono riconosciute in Italia

  • Gina ha scritto:

    Ciao,
    la mia situazione è la seguente:
    ho convissuto per 25 anni con il mio compagno, il qualle, purtroppo, è morto prima di sposarci per un cancro fulminante.
    Adesso mi ritrovo senza UN SOLDO, CON IL SFRATTO (vivevamo in affitto) E CON LA SUA SORELLA CHE HA PRESO [U]ASSOLUTAMENTE[/U] TUTTO (auto,pensione ecc.) lasciandomi allo…”sbando” economico. L’unica cosa che potrebbe dimmostrarlo è la stessa residenza che avevammo tutti e due da 23 anni allo stesso indirizzo nella casa che avevo preso al nome mio in affitto.
    Vorrei sapere se io ho il diritto almeno alla pensione, ho appena ricominciato a lavorare ed è veramente dura anche la…sopravivenza!…

    Grazie mille per la cortese risposta, saluti
    Gina.

  • rosina ha scritto:

    salve!! spero non disturbare, vorrei chiedere un consiglio, di 11 anni ho una storea con un uomo sposato, abbiamo una figlia di 6 anni, la cuala lui vede e li passa ogni mese il mantenimento, pero non he riconosciuta da lui, e posibile riconocerla stando lui sposato? ha alcun dirritto mia figlia senza essere reconusciuta? questa é una situazioni poco gradevole, e difficile, vorrei se é possibile avere un suo consiglio, come puo fare lui per riconoscere la bimba, senza avere di problemi. grazie!!

  • Andrea ha scritto:

    Buongiorno,
    sono sposato in Italia con una donna Messicana,abbiamo avuto 2 figli in Messico (che ho provveduto per il loro passaporto Italiano) e una figlia nata in Italia la quale ha solo il passaporto Italiano. Attualmente si trovano a vivere in Messico con la madre. Io purtoppo me ne sono andato su richiesta della madre (mia moglie) per motivi di incompatibilita’. Ora mi trovo in Italia e sono disoccupato. Ho lasciato tutti i miei beni a casa di lei e non ho la possibilita di inviare del danaro per mancanza degli stessi. Lei per questo stesso motivo evita che io riesca a comunicarmi con loro e oramai da piu’ di un mese che non sento o ricevo risposte dai figli. Lei ha il diritto di farlo? La figlia potrei riportarmela in Italia visto che non e’ cittadina Messicana ma ha solo il passaporto Italiano?Cosa posso fare per avere i miei figli vicino?
    Grazie

  • nulea ha scritto:

    Buona sera, vorrei avere alcune infomazioni che non tutti ono in grado di ripondermi. Anni fa mi ero sposato con una donna divorziata che era già madre di una regolarmente riconosciuta dal padre. dopo il nostro matrimonio e’ nato un figlio che atualmente vive con me, preciso che durante il nostro matrimonio la madre ha fatto perdere la patria podestà a sua figlia (invalida al 100%) di onseguenza veniva affiliata a me. dopo avvenuto ciò ha chiesto la separazione ed il divorzio. adesso questa ragazza ha 35 anni e si trova ricoverata presso una struttura pubblica percepisce la pensione di invalidità e accompagnatore che in parte viene trattenuta da predetta struttura, con un disavanzo di irca 190 euro la mese che la mamma pue essendo autonoma si incamera, preciso ch io sino alla data odierna continuo a passare gli alimenti per la ragazza che logicamente la mamma incamera. Vorrei sapere se tutto ci’ e’ ancora possibile e se predetto mantenimento e’ detraibile dai redditi.
    Grazie

  • alessia ha scritto:

    Salve, sono una dott.ssa in legge alle prime armi e nonostante questo no sia un forum giuridico o di informazione specifica…leggendo i vari commenti posso osare una domandina: io rappresento la madre della minore che, dopo aver ottenuto la dichiarazione di paternità dal tribunale, ha promosso azione di regresso scontro il padre per il recupero dei soldi già spesi per anni…già fatte tutte le azioni civili e penali possibili…il padre non paga…è sparito…non riceve gli atti, non si presenta….Ora, per aggredire direttamente il suo patrimonio, che posso fare???????

  • maria ha scritto:

    Silvia sono Maria rettifico il fatto dei fogli non sono sei ma dieci. grazie

  • maria ha scritto:

    Cara Silvia se puoi darmi un aiuto, visto che non mi fido tanto degli avvocati ed essendo che dovrei firmare per la successione di morte per la defunta di mia madre, e mia sorella col suo avvocato cercono di imbrogliarmi perchè mia sorella mi a sempre detto “che tu non avrai niente ne ora e ne mai”.Ora gli hanno mandato sei fogli al mio avvocato per firmare la benedetta successione, vorrei sapere quante firme si dovrebbero mettere pe la successione? Non vorrei che mi fanno qualche tabocchetto per la casa che mia madre ha lasciato.

    Ti saluto e attendo una tua risposta.
    Maria

  • Elisa ha scritto:

    Buonasera, ho 36 anni e sono figlia di una ragazza madre; conosco il nome di mio padre ma non l’ho mai cercato e lui non mi ha riconosciuta. Vorrei sapere se, visto che lui non ha mai contribuito al mio mantenimento, ho diritto a qualcosa in termini monetari, come una sorta di rimborso per gli anni in cui ero minorenne o qualcos altro. Grazie.

  • maria ha scritto:

    ciao scusami se ti scrivo ma ho da farti una domanda mio figlio e in corso di separazione essendo agli arresti domiciliari e per ora non puo dargli il mantenimento sua moglie puo nonfargli vedere la bambina anche se noi con quel poco che possiamo aiutamo

  • alberto ha scritto:

    gentilissmo avvocato

    ho 37 anni mi chiamo alberto alla eta di 4 anni fui adottato adozione speciale non riconosciuto

    dopo tanti anni sono venuto a sapere che un rudere di casettina e intesteta a mia madre naturale abbandonata circa 40 anni fa
    come posso fare per diventare il proprietario ? valore affettivo non
    di lucro dato che sembra che mia madre sia viva ma non e in geado di intend e volere ? comunita
    dato che un medico di fam mi ha sconsigliato di andare da lei per
    non turbare di piu le sue facolta mentali?
    presento alcuni documenti in comune del posto per fare in modo che
    in caso di morte di mia madre non venga donata a cualche ente ?
    le due stanze sopra e sotto dato che sono confinanti con altri proprieteri posso disporre di alcuni lavori di stretta necessita da fare

    grazie alberto

  • luigi ha scritto:

    Salve mi chiamo Luigi abito in una casa popolare(a.t.e.r.)con i miei genitori,volevo chiedere se un domani venendo a mancare mio padre intestatario della casa,io posso continuare a vivere con mia moglie in quella abitazione? Giustamente diventando il nuovo intestastario e pagando un canone equo,grazie anticipatamente!

  • Silvia (author) ha scritto:

    Alessandro, o trovate un accordo tra voi o vi rivolgete al tribunale per i minorenni. Sicuramente ci sono ampie tutele per il padre, ma se vivete in due città diverse comunque dovrà vivere stabilmente con uno dei due, non trovi?
    Sicuramente nel nostro Paese si da un po’ per scontato che il figlio vivrà con la madre: non è legge, ma è la normalità.

  • alessandro ha scritto:

    buongiorno , non sono sposato, la madre di mio figlio dice che vuole tenere con se il bimbo.io abito in un altra citta’ che devo fare? c’è qualche tutela x il padre? puo’ tenersi il bimbo? grazie tante

  • Antonio ha scritto:

    Cara Silvia,
    volevo una tua risposta su un quesito: siamo quattro fratelli e sorelle da parte di madre (due di noi sono nati da un secondo matrimonio dopo la morte del primo marito)i nostri genitori sono anziani e hanno bisogno di continuo aiuto da parte nostra perchè non autosufficienti. Io figlio del secondo matrimonio e una delle sorelle avute dal primo matrimonio siamo gli unici che ci diamo da fare mentre le altre due si presentano saltuariamente (di cui una ,avuta dal primo matrimonio, molto di rado arriva a far visita alla madre due / tre volte l’anno e ci ha esplicitamente detto che lei non vuole partecipare all’accudire dei genitori ) ma però ci ha già fatto sapere che un domani, spero lontano, vorrà la sua parte di eredità. Come ci dobbiamo comportare e come la legge risponde in questi casi? Grazie per avermi ascoltato ti ringrazio anticipatamente .

  • Claudia ha scritto:

    Cara Silvia,
    un figlio che si è preso cura dei genitori, assistendoli, dedicando tutta la sua vita soprattutto ad uno dei due (non autosufficiente), mentre gli altri figli non hanno mai fatto nulla. Può rivendicare una quota maggiore di eredità, oltre a quella normalmente ottenibile?
    La ringrazio.

  • Eleonora ha scritto:

    Buonasera a tutti avrei una domanda da porre:
    con l unione dei beni da parte dei miei genitori alla morte di uno di essi i figli (in questo caso siamo io e mia sorella);possono richiedere la loro parte dell eredita anche se il genitore ancora vivo usufruisce pienamente di tutto cioè casa cantina soffitta..ecc cioè potremmo richiedere se non vuole vendere la nostra parte almeno in soldi?vi ringrazio.
    Eleonora

  • Enzo ha scritto:

    Gentile avvocato,
    Tizio è un artigiano con reddito esiguo, ma ha un patrimonio immobiliare di circa 1milione di euro. E’ separato da 8 anni, da 6 anni non versa il mantenimento per i suoi tre figli (è stato condannato a 4 mesi,non ha comunque versato un cent,ha altre due denunce pendenti), inoltre sta svendendo le sue proprietà, con il dichiarato intento di dilapidare tutto in bacco-tabbacco-venere.
    1)Come possono, se possono, i figli tutelare questo patrimonio?
    2)E’ possibile per i figli avere la proprietà o il godimento di alcuni dei suoi beni invece del mantenimento pregresso e futuro?

    Grazie,
    cordiali saluti

  • Gloria ha scritto:

    sono una ragazza di 14 anni,
    i miei genitori si stanno sepranado legalmente e dopo il divorzio mia mamma vuole avere il mio affidamento,
    io viglio stare con mio papà…
    ho la possibilità di decidere ?

  • Antonella ha scritto:

    Gentile avvocato,
    sono ancora Antonella, vorrei chiederLe un’ulteriore informazione, come si valuta la quota di legittima ( noi siamo 2 figli ) ( ed i miei sono in possesso di casa piu’ un terreno). Poi i miei come possono tuttelarsi nel caso non siano piu’ autosufficienti con il passare degli anni, se uno dei figli non ne volesse sapere loro possono donare una parte dei loro beni ad una persona figlio o conoscente disposto ad assisterli.
    La Ringrazio anticipatamente per la sua gentilezza.

  • Silvia (author) ha scritto:

    Antonella, tuo fratelo non può giuridicamente pretendere NULLA. I tuoi genitori possono vendere un loro bene senza dover chiedere il permesso ai figli e senza dare loro del denaro. I figli non hanno diritti sui beni dei genitori se questi sono vivi!
    L’idea di redigere una scrittura privata tra voi fratelli, dove dichiarate quanto ricevuto dai genitori in vita, potrebbe essere utile per il futuro, quando voi due vi troverete a dividere l’eredità: se uno di voi due ha già avuto donazioni di rilievo, potrebbero essere imputate alla sua quota di legittima (che quindi risulterebbe minore).
    Ora però non serve nessuna scrittura privata: i tuoi vendono il terreno e impiegano il denaro ricavato come credono.

  • Antonella ha scritto:

    Gentile Avvocato,
    vorrei chiederle un informazione: i miei genitori ( di 75 e 73 anni) hanno sempre aiutato finanziariamente mio fratello e me. Loro sono in possesso di una casa indipendente e di un terreno con uno scantinato. Trovandosi in difficolta finanziarie per aver preso una finanziaria per aiutare mio fratello adesso sono costretti a vendere il terreno.
    Mio fratello nonostante l’aiuto ricevuto vuole meta’ del terreno o meta’ del ricavato della vendita del terreno. Vorrei tanto tutelare i miei genitori. Vorrei sapere quanto un figlio puo’ permettersi di prettendere da un genitore per legge. Se io preparassi un’Autocerticazioni, una sorta di leggittima, per attestare quanto abbiamo ricevuto entrambi dai genitori. Potrebbe essere una soluzione.
    Grazie Anticipatamente Anto

  • Silvia (author) ha scritto:

    @Antonio, potete chiedere che il giudice tutelare assegni a vostra madre un amministratore di sostegno. Non è una misura particolarmente invasiva e se le sorelle che finora hanno beneficiato della situazione dovessero opporsi, dovrebbero anche spiegare perchè. Ovviamente se vostra madre è capace e dice di non essere d’accordo, nessuno potrà intervenire. Però potete chiedere che un medico testi questa capacità, ma solo se avete delle prove valide che ci sia qualche dubbio sulla sua lucidità.

    @Liliana, con testamento puoi devolvere i beni a chi vuoi, in assenza di figli. Guarda questo specchietto, è molto chiaro: http://www.studiamo.it/dispense/diritto-commerciale/eredit%E0-successioni.html

    @silvia: solo in caso di assenza totale di mezzi di sussitenza potreste essere chiamati in causa (per esempio da assistenti sociali che dovessero intervenire), ma l’onere sarebbe da ripartire tra tutti i figli (a prescindere da dove vivano) e la sorella. Se fosse direttamente vostro padre a chiedere sostentamento, magari anche in via giudiziale, potete sempre far valere il fatto di non aver ricevuto da lui nessun mantenimento o nessun contributo da tutta una vita.

    @Claudio: non hai alcun dovere (economico) nei confronti della figlia della tua compagna, nei confronti della quale anche col matrimonio non assumeresti nessun ruolo. Gli immobili che hai già intestati restano tuoi, soprattutto se sceglierai il regime di separazione dei beni (consigliatissimo, anzi direi necessario, in questo caso). Se il nuovo immobile verrà acquistato al 50% con la tua compagna, ovviamente sua figlia avrà poi diritti ereditari su quel 50% (così come i tuoi figli li avranno sul tuo 50%).
    Insomma, Claudio, se ti va, puoi sposarti. Ti consiglio, comunque, una consulenza notarile prima di definire il regime patrimoniale del matrimonio (un piccolo investimento per far verificare la situazione concreta, così ti sentirai sicuro e potrai viverti senza preoccupazioni questo periodo positivo.

  • Claudio ha scritto:

    Cara Avvocato ;
    HO un dilemma che non mi abbandona ,ho 55 anni e sono vedovo da 5.
    Ho due figli di 26 e 15 anni .
    Da due anni e mezzo ho una relazione stabile con una signora separata di 52 anni che ha a sua volta una figlia di 15 anni.
    Da alcuni mesi mi chiede perchè non sposarsi ed io sono molto restio in quanto non vorrei intromissioni nelle mie decisioni economiche riguardanti specialmente i figli . Vorrei gentilmente sapere in caso dimatrimonio:
    - se sono obbligato a considerare paritetica i miei figli la figlia della compagna
    - se gli immobili preesistenti alla data del matrimonio sono di eclusiva mia proprietà o a causa del matrimonio c’è la possibilità di intromissione della nuova consorte
    i miei figli sono intestatari di 1/6 ciascuno della casa di famiglia che ho intenzione di vendere per liquidarli economicamente
    - Nell’eventualità raggiunga il matrimonio ed acquistassi un altro immobile insieme alla nuova compagna ; sua figlia avrebbe qualche diritto in merito?
    Ho molti dubbi in merito che non mi fanno vivere tranquillo un periodo che considero abbastanza positivo dopo anni di sofferenza indotta dalla malattia di mia moglie
    La ringrazion anticipatamente per la risposta
    saluti – Claudio

  • silvia ha scritto:

    salve,mio padre mi ha abbandonata all’età di 2 anni.sono stata affidata alla nonna materna.La zia(sorella di padre) mi ha dato 50.00lire fino ha 15 anni,poi ho iniziato ha lavorare e…
    era dopo 46 anni lui torna in italia senza nulla perchè ha finito tutto con donne e carte ,lascia 3 figli in un’altro continente.Loro sono felicissimi di rispedire un vecchio di 78 anni al mittente . io ho sofferto molto però mi sono creata una bella famiglia ,mia madre si è risposata con un uomo meraviglioso che mi ha fatto da padre e ora da nonno ai miei figli . se lui si dichiara povero come farà a vivere, forse una pensione di vecchiaia gli spetta ,ma dovrò provvedere io a lui? Cosa dice la legge? se l’unica parente rimasta viva (la sorella benestante)non lo vuole.cosa posso fare io per tutelare la mia famiglia ?

  • LILIANA ha scritto:

    SALVE, HO 4 FRATELLI E LA MAMMA ANCORA IN VITA, PER FORTUNA!CONVIVENDO DA OLTRE SEI ANNI CON LA MIA COMPAGNA, VORREI SAPERE SE: ALLA MORTE DI MIA MADRE I BENI CHE EREDITERò – CHE SARANNO DIVISI IN PARTI UGUALI CON I MIEI QUATTRO FRATELLI – CON TESTAMENTO ALLA MIA MORTE POSSO DEVOLVERE LA PARTE DEI BENI RICEVUTI IN EREDITà ALLA MIA COM PAGNA?

  • antonio ha scritto:

    Salve, appartengo ad una famiglia di 8 tra fratelli e sorelle. Mia madre, di 83 anni, vive con mia sorella da 23 anni, da quando mio padre è scomparso per una grave malattia. Il mio genitore ha da sempre avuto una buona rendita grazie ad alcune proprietà. Questa rendita è stata gestita in modo ingiusto, finendo col favorire in particolare 2 sorelle.Fino a quando mia madre è stata autonoma e capace di tenere i conti, mai nessuno ha avuto da dire. Da qualche tempo ci siamo accorti che manifesta qualche incapacità mentale e, cosa nota a tutti, mia sorella gestisce i suoi interessi. Questo crea altro squilibrio perchè utilizza le entrate di nostra madre senza dover dare conto a nessuno, nemmeno a mia madre che oramai fa tutto quello che vuole mia sorella.Che cosa possiamo fare per impedire questa situazione?

  • Silvia (author) ha scritto:

    Giorgia, in effetti potresti chiedere un mantenimento, ma a 25 anni non è così scontato ottenerlo.

  • Giorgia ha scritto:

    Carissima sono una ragazza di 25 anni , mi chiamo Giorgia mio padre non mi ha mai riconosciuta, e mia madre mi ha cresciuto con l’aiuto dei miei nonni. Casualmente un anno fà ho fatto amicizia con il figlio legittimo di mio padre e per questioni che non sto a riportarti qui ho dovuto dirgli che ero la sorella. Oggi ho deciso di ricorrere in giudizio per il riconoscimento per non avere più problemi con questa storia. Ti chiedo cortesemente sotto il profilo patrimoniale oltre entrare in un futuro in un possibile diritto di successione, cosa posso chiedere in punto di diritto a questa persona, non lavorando stabilmente e vivendo ancora sulle spalle di mia madre. Preciso che faccio di tutto per cercare lavoro ma trovo soltanto impieghi saltuari anche se ho un titolo da ragioniera. La ringrazio anticipatamente.

  • luigi ha scritto:

    SAlve, sono un pensionato INPDAP, e sono divorziato con due figli, di cui uno maggiorenne che lavora e l’altro minorenne che studia, la mia domanda e questa, in caso di morte la mia pensione a chi aspetta. grazie distinti saluti

  • Mattia ha scritto:

    Salve. Mio nonno ha avuto 3 figli, ognuno da una moglie diversa poiché è rimasto vedovo due volte. Il primo dei suoi figli è mio padre. Alla morte della sua terza moglie (mio nonno era già morto da quasi 20 anni) è sorto il problema di come dovesse essere suddiviso l’appartamento in cui vivevano. Vorrei sapere, gentilmente, come dovrebbe essere la divisione del ricavato ottenuto dalla vendita dell’immobile? Grazie mille.

  • tiziana ha scritto:

    Silvia, la Ringrazio molto per la risposta, mi dispiace non era affatto mia intenzione sembrare insistente, forse è stato perchè non avendo tempo sia quando ho scritto il messaggio , sia oggi che ho riscritto avro’ dato questa impressione..La ringrazio molto seguiro il suo consiglio.
    Grazie ancora cordiali Saluti,

    tiziana

  • Silvia (author) ha scritto:

    Samantha, ma senza dire nulla alle sorelle mi sembra piuttosto insolito: sapranno, quando sarà il momento, che la madre è morta, quindi comunque comunicheranno se vogliono partecipare o meno alle spese funebri. E’ evidente che, se si sottraggono, tua suocera dovrà anticipare e, in caso, richiedere la loro parte. A meno che non paghi con soldi della madre. Al funerale comunque provvede chi c’è ed è disponibile a provvedere.

  • Samantha ha scritto:

    Salve,ho una domanda da porvi e con una certa urgenza.Mia suocera ha la mamma che sta per andarsene(cancro)e non le rimane tanto da vivere.
    Essa,mia suocera,tempo fa fece sapere alle sorelle con una lettera che se la loro madre moriva,ci sarebbero state le spese funerarie da pagare.Entrambe le sorelle hanno risposto:a una di loro non interessa nulla e l’altra sorella,con una lettera da parte di un avvocato,scrisse che avrebbe partecipato ma che dovevano mettersi d’accordo insieme.
    Ora che quest’ultima sorella ha dei problemi fisici,mia suocera si domanda se potrebbe fare tutto da sola con i propri soldi e fare un funerale senza dire nulla alle sorelle,dato che a loro 2 no ninteressa assolutamente nulla e si chiede se potrebbe andare incontro ad atti di reato.Grazie infinite per la risposta che mi darete

  • Silvia (author) ha scritto:

    Tiziana, non è che mi piaccia molto quando si “pretende” una risposta. Questo non è neanche un forum.
    Ho risposto volentieri a centinaia di commenti, quando ritenevo che le risposte fossero d’aiuto ad approfondire l’argomento del post. Alla fine ho risposto sempre quasi a tutti: qualcuno sicuramente mi sarà sfuggito.
    Mi piace ancora meno quando si cerca di utilizzare questo spazio per una consulenza che sarebbe proprio il caso di chiedere ad un legale di fiducia. Ma tant’è.
    La tua è una raffica di domande, che prevederebbe risposte e informazioni ben più precise di quelle che potrò dare qui. Però, vista l’insistenza…: la casa se è di tua esclusiva proprietà sarà ereditata da tuo figlio. Il tuo compagno potrebbe ottenere il diritto di abitarla, soprattutto se vostro figlio non fosse ancora autosufficiente.
    Se il padre rimanesse unico genitore, sicuramente avrebbe il figlio affidato e non avrebbe grosse difficoltà a trasferirsi a Cuba (la continuità di rapporti con la famiglia materna non può venire prima della decisione di un genitore di cambiare Paese in cui vivere, soprattutto se, nonostante la distanza, il rapporto con i tuoi fosse tutelato).
    L’affidamento in caso di vostra separazione non tiene conto dei motivi della fine della vostra relazione, a meno che non si intendano gravi motivi di violenza, tossicodipendenza, evidente comportamento lesivo della serenità del figlio o comunque questioni che esulano dal vostro rapporto a due e si riverberano sul bambino. Comunque il Tribunale per i minorenni ha molta discrezionalità in merito e oggi l’affido congiunto gode sempre di una preferenza.
    Per le vacanze all’estero è possibile non dare il consenso al rilascio del passaporto al bambino. Se lui vorrà comunque farglielo ottenere dovrà rivolgersi al giudice tutelare e lì bisognerà spiegare perchè non si concede il nulla osta al rilascio del passaporto.
    Comunque, ripeto, sono questioni su cui dovresti informarti con maggior cura.

  • tiziana ha scritto:

    Buon giorno vi avevo scritto di recente ma non ho avuto risposta, vi chiedo se possibile darmi qualche informazione ho scritto nei giorni scorsi sopra prima della risposta al sig. alfredo che aveva scritto.resto in attesa grazie ancora.

  • Silvia (author) ha scritto:

    Alfredo, senza sapere a cosa ti riferisci e senza sapere se sei o meno maggiorenne, non so cosa rispondere.

  • alfredo ha scritto:

    vorrei sapere se i miei genitori possono costringere i loro figli a fare quello che vogliono se no gradirei sapere l articolo dove lo dice

  • tiziana ha scritto:

    Scusi volevo specificare mi ero espressa male, i miei genitori , ci hanno e stanno aiutando parecchio da quando e nato..non lo stanno crescendo loro!

  • tiziana ha scritto:

    Volevo se possibile dei chiarimenti io convivo ed ho un figlio di 2 anni, ho una casa di proprieta (mutuo in corso, ed eventualmente se un domani andro’in pensione) l’unico erede per i miei beni sara’ mio figlio? il mio compagno non avra’ diritto sull’immobile, e neanche a viverci? (lui ha una figlia che risiede nella svizzera tedesca lei avra’ diritto al 50% ma dei beni del mio compagno giusto).

    nel caso in cui dovessi mancare l’unico affidatario sara’ il padre? i nonni (nel caso specifico i miei genitori che lo anno cresciuto non hanno alcun diritto sul minore?non possono essere affidatari? gli altri nonni sono a cuba, lui potrebbe anche decidere di portarlo la lontano dai nonni materni?

    infine nel caso in cui dovremmo finire la convivenza, sara’ il tribunale dei minori ha dichiarare l’affido? congiunto o di parte che sia? e stabilire gli incontri con il padre e il mantenimento?vengono tenute in considerazione le motivazioni della chiusura della convivenza? hai fini dell’affido?
    il mio compagno puo’ portare in vacanza sia in italia che all’estero ne caso specifico a cuba etc. se non sono d’accordo a mandare il bambino da solo?

    Se sara’ ossibile darmi info la ringrazio.
    Cordiali Saluti

  • Mattia ha scritto:

    Salve. Mio nonno ha avuto 3 figli, ognuno da una moglie diversa poiché è rimasto vedovo due volte. Il primo dei suoi figli è mio padre. Alla morte della sua terza moglie (mio nonno era già morto da quasi 20 anni) è sorto il problema di come dovesse essere suddiviso l’appartamento in cui vivevano. Vorrei sapere, gentilmente, come dovrebbe essere la divisione del ricavato ottenuto dalla vendita dell’immobile? Grazie mille.

  • Margherita ha scritto:

    Salve. Sono una ragazza madre e mia figlia è riconosciuta dal padre, percepisco 155 euro al mese di mantenimento. Ora il padre ha messo in vendita una casa ereditata. Volevo chiedere se mia figlia, essendo minorenne, ha diritto ad una parte del ricavato. La ringrazio in anticipo.

  • Dama ha scritto:

    Grazie di cuore..

  • Silvia (author) ha scritto:

    @ Luigi: potete essere proprietari in 6 e poi rilasciare procura speciale per la vendita ad una sola persona, non è un problema. Ma non sarà il caso di consultare un avvocato o un notaio?

    @ Paolo, hai una casa e non puoi andarci ad abitare perchè lo ha detto lo psicologo??? Tranquillo, in Tribunale non potrebbero che apprezzare che anche se separato vivi così vicino e la gestione dell’affidamento congiunto diventa semplice ed effettiva. Parla con i tuoi figli, spiega e poi vai a vivere al piano di sotto. Oppure chiedi allo psicologo di pagarti l’affitto!! ;)

    @ Dama, purtroppo non si può sapere quanto tempo passa in caso di testamento per informarti, perchè bisognerebbe capire chi ha questo testamento (la moglie? un notaio?). Se il testamento non c’è tu puoi chiedere una ricognizione di paternità, anche dopo la sua morte. Non è un procedimento facile e dovrai avere delle prove (ma anche le testimonianze di questo anno e mezzo di rapporto stretto lo sono), ma è sicuramente possibile e, direi, dovuto. Cerca un avvocato che abbia esperienza in materia.

  • Dama ha scritto:

    Ciao,
    mi trovo in una situazione difficile: ho 27 anni, e per più di dieci ho avuto il sospetto di avere un papà naturale diverso da quello che mi ha cresciuta e che mi ha dato il cognome. Dopo alcune indagini sono riuscita a contattare il papà che ritenevo essere quello naturale (dato che è stato presente nella mia infanzia e nella mia adolescenza sotto forma di amico di famiglia).
    Lui ha confermato i miei dubbi e abbiamo ripreso un bellissimo rapporto durato un anno e mezzo circa, stroncato dalla sua morte improvvisa che mi ha lasciata in un dolore inconsolabile.
    Lui era una persona sposata e senza altri figli.
    Quando era in vita ha sempre detto che avrebbe provveduto a lasciarmi in eredità alcuni beni, ma io ora non so se abbia fatto in tempo a sistemare pratiche o cose simili..
    Cosa posso fare? In caso di testamento, quanto tempo passa prima che mi informino? Ed in caso di assenza di testamento o di mia assenza nel testamento, cosa posso fare?
    Grazie

  • Anna ha scritto:

    Ciao Silvia, ti ringrazio molto per la risposta. E’ di conforto sapere di essere almeno nella direzione giusta. Grazie ancora, Anna.

  • LUIGI ha scritto:

    Claudia, grazie della risposta. per sbaglio ho indirizzato a te la mia domanda, non intendevo, per cui chiedo scusa sia a te che ai titolari del BLOG. comunque spero di avere un chiarimento dalla Gentile AVV. Silvia e Sga. Serena a rigguardo della mia domanda. (Le leggi Americane non hanno niente a che vedere con il mio quisito) ciao e grazie.

  • paolo ha scritto:

    Salve, sto avviando una separazione con mia moglie,dopo 22 anni di relazione, con 2 figli di 14 e 11 anni.Avedno una casa al piano terra sotto la mia attuale abitazione (che resterebbe a moglie e figli), mia moglie,su consiglio dello psicologo,non vuole che vada in quella abitazione,perchè i bambini non comprenderebbero la separazione dei genitori.Il problema è che non ho altre soluzioni su dove andare.
    Qualcuno ha qualche riferimento che supporti quanto sostenuto da mia moglie (credo che i bambini siano abbastanza grandi per capire

  • Claudia-cipi ha scritto:

    LUIGI, anzitutto un chiarimento: l’avvocato nonchè gestore del blog è Silvia (con Serena, che però qui non risponde spesso), io sono solo una lettrice ed ogni tanto mi intrufolo e mi permetto di rispondere solo in base alle mie esperienze personali, che purtroppo non riguradano compravendita di immobili nè (per fortuna) successioni. Insomma, il merito di questo bellissimo ed utilissimo spazio non è certo mio e non intendo prendermelo impropriamente, ci tenevo a specificarlo.
    Per quanto riguarda la tua domanda invece mi spiace ma non ho proprio idea di cosa poterti rispondere: io ho esperienza solo di separazione e divorzio.
    Poi non so se col fatto di essere residenti negli USA ci sia da considerare la legislazione statunitense, piuttosto che quella italiana, o entrambe… forse sarebbe meglio contattare un avvocato là negli USA e chiedere anche a lui, per chiarirvi meglio le idee.
    In bocca al lupo.

  • LUIGI ha scritto:

    Gentili Signore Silvia e Claudia dagli USA tanti saluti. Vi ho gia scritto alcuni mesi fa’, ma datosi che non abbiamo ancora concluso molto vi proponiamo queste domande sperando di un consiglio o chiarimento. siamo 5 fratelli con una mamma residenti Negli USA nostro padre e deceduto, e quindi siamo in 6 padroni a quota di una propieta’ in italia. Qual’e’ piu’ vantaggioso datosi la lontananza dal territorio Italino, effettuare un atto di successione? e quindi essere padroni in 6? oppure donare la nostra quota a nostra madre. Domando cio’ per capire se in caso di eventuale vendita della propieta’ e piu’ facile fare il contratto di compra vendita se c’e un solo padrone da firmare i documenti, o se effettuiamo la successione e emettiamo una procura ad un nostro fidato, puo questi vendere a nome di tutti noi, o ci sara’ il bisogno che ognuno di noi dovra’ firmare i contratti e fare contratti separatamente? Datosi la lontananza dal territorio spero di poter capire meglio come agire. spero di avermi spiegato e aspetto un vostro consiglio CIAO e GRAZIE dagli USA

  • floriana ha scritto:

    buongiorno silvia ,grazie cmq della risposta Floriana

  • Silvia (author) ha scritto:

    Anna, come tu dici l’amministratore di sostegno è l’unica via. Contro la volontà dell’amministrato sarà una bella lotta, ma se ci sono certificazioni e se ha compiuto azioni economicamente svantaggiose per se stessa, il tentativo si può fare.

  • Silvia (author) ha scritto:

    Floriana e Alina, sono entrambe questioni che andrebbero studiate e quindi non mi sembra questa la sede. Sicuramente avete entrambe il modo di tutelare i vostri diritti. Rivolgetevi ad un legale che curi i vostri interessi e che possa studiare i vostri casi specifici.

  • Silvia (author) ha scritto:

    Luigi, ma se riceve la disponibile vuol dire che il genitore è già morto!!! Intendi dire se riceve una donazione nei limiti della disponibile? Comunque non c’è un collegamento diretto con particolari doveri.

  • luigi ha scritto:

    figlio che riceve la disponibile dal genitore ha obblighi diversi nei confronti del genitore rispetto agli altri fratelli?

  • alinaroxanaandrei ha scritto:

    Salve, ho appena scoperto questo blog..è da tempo,ovvero 4 anni che verto in una situazione molto particolare, cercherò di spiegarmi al meglio!
    Sono una figlia di 22 anni che vive sola..mia madre ha una pensione di inabilità, e quindi non può in nessun modo darmi una mano, chiaramente a livello economico..motivo per cui mi sono trovata costretta ad abbandonare gli studi; mio padre vive attualmente in America, quadagna poco e a nessuno di loro interessa più la mia vita..pur essendo stata una figlia modello; 4 anni fà prima che mio padre si trasferisse in America, Io ho comprato in Romania un appartamento ( i miei sono Rumeni)sul quale mio padre ha un diritto di usufrutto per tutta la vita.Ho cercato prima che questi fosse poi arrestato proprio negli USA di convincerlo a darmi la possibilità di vendere l’appartamento per me unica possibile fonte di sostegno per il mio futuro..nulla di fatto si rifiuta di aiutarmi in qualsiasi modo, e ora che è uscito di galera ha fatto perdere le sue tracce..lui è cittadino Italiano a tutti gli effetti come me.
    Io da figlia cosa posso fare per riscattare il mio bene..in modo tale da poterlo vendere e godere dei frutti della mia proprietà?
    Preciso che non viene da lui ne utilizzato ne salvaguardato in nessun modo( già 4 anni fà presentava danni strutturali, su cui intervenire, immaginiamoci oggi).Posso fare qualcosa dall’Italia per far si che almeno mio padre si prenda le sue responsabilità, nei miei confronti..anche magari attraverso la revoca o l’annullamento dell’usufrutto?
    Ringrazio anticipatamente per la risposta, e spero che almeno attraverso questo blog, io possa ottenere qualche spunto per far valere i miei diritti di figlia abbandonata a se stessa!

    Alina

  • floriana ha scritto:

    buona sera silvia
    volevo avere un’informazione io ho quasi 39 anni e ho 4 figli la più grande è appena diventata maggiorenne (a novembre) ed è figlia del mio primo matrimonio (mi sono separata legalmente nel 1994 e divorziata nel 2000)da quasi 14 anni convivo con il mio secondo marito (ci siamo sposati nel 2005 in separazione dei beni) e con lui ho avuto gli altri 3 figli tutti ancora minorenni. Il mio attuale marito a sempre provveduto alla crescita,l’educazione e all’affetto della mia prima figlia mentre il pradre naturale lo ha fatto poco e in modo assolutamente discontinuo (anche se da circa 2 anni e nonostante la maggiore età versa quasi puntualmente il mantenimento alla figlia)..ma veniamo alla domanda.
    io e mio marito stiamo acquistando una casa cointestata e volevamo di comune accordo tutelare anche la mia figlia senza ricorrere a scrivere un testamento.supponendo (e facendo tutte le corna del caso) il mio decesso …1/3 andrebbe a mio marito e i restanti 2/3 sarebbero divisi x i 4 figli…però supponendo il contrario? a me toccherebbe sempre 1/3 ma i restanti 2/3 sarebbero divisi solo tra i 3 figli che ho avuto con mio marito.
    Abbiamo e pensavamo all’adozione di mia figlia da parte di mio marito ma ho letto che i figli legittimi di chi adotta dovrebbero essere maggiorenni ..c’è anche un’estensione x chi ha figli minorenni ma non l’ho ben capita…come può mio marito adottare mia figlia in modo che lei anteponga il cognome di mio marito al suo senza perderlo?.
    inoltre il padre naturale deve essere messo a conoscenza di questa cosa?
    ti ringrazio anticipatamente per la risposta e mi scuso se x caso non sono stata chiara
    grazie floriana

  • Anna ha scritto:

    Ciao Silvia,
    non so se potrai rispondere a questo mio quesito, ma sono preoccupata per la situazione che deve gestire mia mamma e sto cercando di trovare delle alternative per venirle in aiuto.
    Mia mamma ha una sorella affetta da disturbo pischico certificato, per il quale è in cura al centro di igiene mentale da oltre 30 anni. Vive in una casa del comune e percepisce la pensione di reversibilità del secondo marito, deceduto un anno e mezzo fa, che la rende economicamente autosufficiente.
    Nell’ultimo anno mia zia ha tenuto comportamenti sconsiderati, dissipando in meno di un mese quei pochi risparmi che aveva messo da parte grazie all’aiuto di mia mamma e contraendo addirittura debiti.. non entro nei particolari di questa penosa situazione, ma posso riassumere dicendo che ha compromesso la sua situazione economica cercando di dimostrare il proprio affetto verso alcuni suoi nuovi “amici” facendo loro grossi regali e pagando loro spese mediche importanti.
    Ora mia mamma è molto preoccupata per mia zia, ma allo stesso tempo ha timore nel ricorrere ad azioni legali come l’interdizione, l’inabilitazione o alla più semplice (e per me appropriata) nomina di un amministratore di sostegno, per paura di una drastica reazione di mia zia: la cosa che si vorrebbe evitare è che lei rompesse i ponti con la famiglia, poiché si tratta di una persona fragile e malata che rimarrebbe sola e vulnerabile.
    I miei nonni sono ormai anziani, non possiedono molto, solo la casa in cui vivono (sono in comunione dei beni) e i risparmi in un conto a loro cointestato insieme a mia madre. In un futuro, al momento dell’eredità una parte di essa andrà inevitabilmente a mia zia: c’è un modo per proteggere questa quota, in modo che per mia zia possa costituire una somma “vincolata” da usare solo in caso di necessità?
    Io ho cercato tanto in internet e sono giunta alla conclusione che l’amministratore di sostegno sia l’unica soluzione legale possibile. Si era pensato anche a ricorre a qualche sorta di accordo scritto, ma credo che sia impraticabile stando alle sue condizioni di salute.. anzi potrebbe addirittura sortire l’effetto contrario, nel cercare di proteggerla da chi la sta raggirando potremmo essere accusati noi della stessa cosa!
    Mi rendo conto che il problema è articolato ma ti sarei infinitamente grata se potessi darmi due “dritte”.
    Grazie in anticipo
    Anna

  • Silvia (author) ha scritto:

    Sabina, la reversibilità si perde solo per nuovo matrimonio.

  • Silvia (author) ha scritto:

    Debora, la casa se è intestata a tuo fratello è sua. In fase di eredità dovrai provare che quell’intestazione è stata fittizia e costituisce già quota ereditaria.
    La compagna di tuo fratello, in caso di scioglimento dell’unione, se hanno figli potrebbe senz’altro vedersi affidata quella casa, almeno fino all’indipendenza economica dei figli.
    La pretesa nei confronti di tuo padre può essere tutt’al più morale.

  • debora ha scritto:

    Ciao,
    Sono la seconda di tre figli e mio padre ha intestato la casa dove abitiamo a mio fratello piu grande, il quale vive con la compagna ed il figlio in una seconda casa di proprieta intestata a mio padre.
    vorrei sapere se un domani a me dovesse servire casa per mettere su famiglia, avvrei modo legalmente di ricevere lo stesso trattamento avuto da mio padre nei confronti di mio fratellomaggiore?
    -Sono preoccupata anche per il fatto che la compagna di mio fratello non è italiana e non lavora e quindi mi chiedevo se le cose tra loro dovessero andare male potrebbe ottenere la disponibilità della casa dove vive con mio fratello che però è ancora intestata a mio padre?
    Per quanto riguarda invece l’eredità, la casa che è intestata a nome di mio fratello rientrerebbe nel patrimonio da dividere o essendo a lui intestata non ne farebbe parte?
    Grazie per l’ attenzione spero di essermi riuscita a spiegare.

  • sabina ha scritto:

    ciao, mio padre è venuto a mancare 3 anni e mezzo fa, da un anno mia madre si è trovata un nuovo fiadanzato, ora lei percepisce la pensione di reversibilità di mio padre(circa 650),tra circa una settimana io andrò a convivere e lei si trasferirà da lui.vorrei sapere 2 cose: lei ha il rischio di perdere la pensione??e se nel caso lui dovesse lasciarla noi tre fratelli saremmo obbligati a darle una mano?
    ti ringrazio fin da ora.

  • Giuseppe ha scritto:

    Buon giorno,mi chiamo Giuseppe e ho un grosso problema.Mi sono sposato28 anni addietro con una donna dalla quale ho avuto 2 figli che hanno adesso rispettivamente 25 e 17 anni e dalla quale sono divorziato. cinque anni or sono ho conosciuto un’altra donna con la quale convivo ed ho avuto una bimba che adesso ha tre anni. ora lei non se la sente piu di continuare la convivenza e ha deciso di separarsi da me. Io sono proprietario di un immobile che in conseguenza dei fatti ho venduto ed ho già comprato un alloggio per me ed un’altro anche intestato a me per metterci dentro lei e la bimba gratuitamente in cambio dell’assegno di mantenimento. gli atti di acquisto devono ancora essere redatti…cosa posso fare affinchè non rischi che questa donna possa approppriarsi dell’alloggio in uso o che possa chiedermi altri soldi per qualsiasi motivo. Premetto che lei ha attualmente un lavoro a tempo indeterminato.
    Grazie

  • nulea ha scritto:

    Vorrei porre un quesito, nell’anno 1987 mi sono sposato con una donna divorziata che aveva di una figlia di 9 anni invalida al 100% avuta durante il precedente matrimonio. Durante il matrimonio abbiamo avuto un figlio che attulamente vive con me, nell’anno 1993 l’ex moglie presentava istanza presso il tribunale dei minori di adozione in casi particolari art . 44, pertanto predetta ragazza veniva dato in aggiunta al suo anche il mio cognome. Nell’anno 1994 l’ex moglie presentava domanda di separazione consensuale in effetti mio figlio veniva a vivere con me e sua figlia rimaneva con la mamma. Nel 1999 ottenevamo il divorzio le condizioni rimanevano le stesse entrambi economicamente autosuffucenti quindi provvedavamo a mantenere ognuno il proprio figlio. Dopo circa due anni sapendo che io mi dovevo sposare l’ex presentava domanda di ricorso di divorzio chiedendo gli alimenti per sia per lei che per la propria figlia, il tribunale stabiliva il mantenimento solo per sua figlia, mentre per mio figlio provvedevo solo ed esclusivamente io. Adesso la figlia della ex ha 33 anni sempre invalida al 100% percecisce sempre la pensione di invalidità e di accompagnamento e da circa due anni risulta ricoverata permanentemente presso una struttura pubblica. CHIEDO se io devo sempre continuare a corrispondere il mantenimento e se vi e’ qualche possibilità di recedere da predetta adozione in quanto non sono mai riuscito ad instaurare un rapporto affettivo con predetta ragazza.
    Grazie

  • Margherita ha scritto:

    ciao,il mio compagno è separato e come succede nelle separazioni, ha lasciato la casa dove abitava alla moglie e ai figli minori,a cui passa 250 euro a testa,premetto ke la casa è intestata a tt e 2 i coniugi..adesso la moglie si è accompagnata con 1 altro uomo,ma effettivamente n risulta xkè lui ha ancora la residenza nella vekkia casa..secondo il mio compagno lui n potrebbe restare a dormire ma dovrebbe andarsene entro le 23’30 oppure pagare l’affitto a lui..lei ha replicato ke loro n convivono(anche se lui mangia e dorme lì) e adesso x n far vedere le cose lui va a casa di lei o a piedi o con 1 altra auto n sua..puo’ il mio ragazzo avvalersi di qlche legge ke lo tutela?qlke mese fa lei voleva riscattargli la casa con 1 cifra su cui erano daccordo tt e 2,ma per ora n abbiamo ricevuto risposta,oggi poi lei ha detto ke gli presenterà il conto di spese varie ke ha dovuto sostenere x i figli..ma nella cifra del mantenimento (considerando ke lui fa l’operaio)n sono comprese tt qst spese?..peraltro hanno tt e 2 lo stessso avvocato e secondo lui visto ke ha scelto lei l’avvocato qst tutela più lei ke lui..potete darci 1 consiglio su come muoverci?..grazie

  • endalle ha scritto:

    vorrei sapere comè esattament il diritto dei genitori sui loro figli minore per quanto riguarda la gestione delle finanze??

  • Silvia (author) ha scritto:

    Lorenzo… tutto quello che dici è illegale: vuoi che te lo consigli su questo sito???

  • lorenzo ha scritto:

    Ciao Silvia grazie x l aiuto che dai a tutti noi
    ho un debito inps sono disocc.no $ possono pignorare dai miei dove risiedo?
    se cambiassi residenza magari senza fissa dimora ma continuassi a stare lì dai miei legalmente cosa cambierebbe?Si puo mettere la propria residenza in quei box piccole cantine che affittano?(mi sembra si chiamino easy box)
    Dato che sono disoccupato da diverso tempo qual è la cosa legalmente + giusta x evitare di pagare questo debito inps

  • Matteo ha scritto:

    Ciao Claudia. Il tuo compagno è fortunato ha trovato te che lo aiuti. Purtroppo io sono solo, anche se ho la solidarietà di tanti amici e colleghi. Proprio oggi ho contattato una struttura dalle mie parti che ha disponibilità di alloggi per padri separati. Un monolocale 700 euro. Mi è crollato addosso il mondo. Lunedì comunque vado a firmare. Sono stanco e non ho più voglia di combattere. In qualche modo tirerò avanti. La mia fortuna è che riesco sempre a sorridere davanti a mia figlia che ha capito benissimo la situazione e continua a dirmi che mi vuole tanto bene. Questo mi basta. Grazie ancora

  • Claudia-cipi ha scritto:

    MATTEO lo trovo ingiusto, ma anche il mio compagno a conti fatti alla fine resta con una cifra simile del suo stipendio, dopo aver pagato mantenimento, extra e spese varie per la figlia. se non ci fossi io a pagare affitto e bollette finirebbe a vivere sotto ai ponti (e nostro figlio lo devo mantenere io da sola, in pratica, perchè lui con 400-500 euro al mese ci si paga le sue spese e poco più, e questo mi fa arrabbiare da morire, perchè un figlio è un figlio e non capisco perchè mio figlio debba avere meno diritti della figlia della sua ex-moglie solo perchè è nato dopo, ma questo prevede la legge e non possiamo farci niente). L’avvocato l’hai già sentito, se non ti fidi di lui prova a sentirne un altro, per avere un altro parere, poi alla fine decidi tu se per quei 50 euro (o quello che ti diranno) ti vale la pena di affrontare una separazione giudiziale, con i tempi ed i costi che comporta (senza considerare che se ora con la tua ex i rapporti sono buoni o discreti potresti rovinarli definitivamente).
    E ricorda che il futuro ed i ricordi non sono fatti solo di soldi, ma conta molto di più l’amore e la dedizione che le dedicherai, anche se potrai farlo per poco tempo e/o al telefono (quando starà con la madre).
    In bocca al lupo.

  • Silvia (author) ha scritto:

    @ arianna: rivolgendosi ad un avvocato che conosca la materia, se ci sono prove del passaggio di denaro per l’acquisto della casa, non sarà difficile far valere le ragioni di tuo marito.

    @ patti, puoi chiedere, con ricorso al tribunale, la modifica delle condizioni di separazione per eliminare l’obbligo del mantenimento: aver mentito sugli studi e aver rifiutato un lavoro, sono due buoni elementi per fondare una richiesta del genere.

    @ robertina: non capisco se intendi cosa spetterebbe a tuo figlio in caso voi genitori vi separaste. Comunque gli spetta di essere mantenuto adeguatamente al tenore di vita familiare e secondo le possibilità dei due genitori

  • robertina ha scritto:

    convivo da 7 anni ed ora aspetto un figlio il rapporto di copia non va ed il mio compagno non lavora ma ha tante arredità cosa tocc al figlio quando nascerà?
    aspetto risposta grazie tanto

  • Silvia (author) ha scritto:

    Matteo, se ritieni che le condizioni non siano accettabili, non le accettare. parlane con il tuo avvocato e fai proposte diverse.

  • Matteo ha scritto:

    Scusa non volevo dilungarmi troppo.I 250 sono mantenimento per mia figlia extra esclusi.
    Sono solo e non ho nessuno.Gli appartamenti a milano e dintorni anche per un monolocale non me la cavo con meno di 550/600 euro.
    Io dovrei sopravvivere con 400 euro senza mai ammalarmi e facendo sempre gli straordinari. Il mio avvocato dice che se non firmo e andiamo in guerra al massimo posso ottenere 50 euro in meno per il mantenimento. Che futuro e che ricordi posso dare di me a mia figlia?
    E il bello di tutto ciò è che non ho fatto nulla per meritarmelo.
    Sicuramente non sarò stato il migliore dei mariti ma non ho fatto mancare mai nulla a loro.

  • Claudia-cipi ha scritto:

    MATTEO potrai sopravvivere come fanno tutti i divorziati che devono pagare un mantenimento. non ci dici nemmeno se i 250 comprendono tutto o poi ci sono gli extra, nè se hai un posto dove vivere, nè altro, ma gli avvocati che hanno seguito la tua pratica lo avranno sicuramente saputo e valutato che puoi sopravvivere con queste spese.

  • Matteo ha scritto:

    Buona Sera,
    Sono sposato dal 2002 e con una figlia di 7 anni. Fino ad aprile mia moglie era tranquilla e felice. A Giugno si sveglia e dice che vuole la separazione senza darmi spiegazioni. la casa coniugale è intestata solo a me e pago 700/750 di mutuo con uno stipendio base di 1600 euro. Devo lasciarle la casa pagando sempre io tutto il mutuo e dare un mantenimento di 250 euro al mese e questo è il massimo che sono riuscito a contrattare tramite gli avvocati.Con gli straordinari arrivo malapena a 2000 euro finchè ci saranno o mi ammalerò. La domanda è questa: siccome non ho ancora firmato niente, posso vendere la mia casa senza il suo permesso?
    Le volevo dare anche la metà del ricavato ma ha rifiutato.
    Come potrò mai sopravvivere?

  • arianna ha scritto:

    buona sera a tutti sono nuova e mi rivolgo a silvia x chè ho un grosso problema e non so come comportarmi nell anno 2005 mio suocero e mia suocera in comunione dei beni vendono casa e incassano la bellezza di 350 mila euro senza far venire a sapere nulla a mio marito , comprano una nuova casa e danno dei soldi alla figlia esludendo il figlio a oggi mio suocero è morto nell ano 2009 mio marito in qualità di erede fa tutti gli accertamenti quindi visure catastali della sorella x che con i soldi che gli ha dato il padre si è comperata la casa , movimenti del conto corrente dv c erano assegni e assegno intestato alla sorella , rogito dal notaio , ecc ecc adesso il mio problema è questo sul conto corrente hanno lasciato 3000 euro diviso per tre e hanno fatto sparire gli altri soldi cointestandosi un conto corrente a nome della mamma e della figlia e in piu uno solo a nome della madre cosi fatto hanno lasciato fuori mio marito nascondendogli tutte queste cose anzi se non veniva fatta la lettera alla banca da parte di un avvocato non gli avrebbero lasciati nemmeno le 1000 euro del conto corrente a nome del padre potete aiutarmi e dirmi come può tutelarsi mio marito per avere quello che gli spetta anticipatamente ringrazio

  • patti ha scritto:

    Buona sera,ho un figlio di 25 anni,sono divorziato con sua madre dal 1995 – ho sempre corrisposto l’assegno di mantenimento per mio figlio,che vive tutt’ora con sua madre,recentemente ho scoperto che dal momento che ha iniziato gli studi universitari – 6 anni – ha solo studiado il primo anno,doveva già laurearsi da 3 anni,visto che la laurea dove si è scritto dura max 3 anni,in questi anni non ha fatto che mentire dicedomi che andava tutto bene,che se preparava la tesi, che aveva preso 30,che ect ect,tutte bugie,adesso ho le prove che ha mentito,fino ad oggi non mi era stato possibile provarlo,gli ho anche offerto del lavoro che ha rifiutato. la mia domanda è questa,cosa posso fare per annullare la sentenza di mantenimento,e quali sono in questi casi i doveri di un figlio,visto che si parla solo di doveri dei genitori.

    grazie per la risposta
    saluti

  • Claudia-cipi ha scritto:

    MARZIA se tua madre non ha modo di mantenersi e tu sei l’unica parente credo proprio ti spetti di mantenerla. Ma la pensione non spetta a tutti, anche a chi non ha mai lavorato? Mi sembra che mia nonna ad esempio qualcosa lo prendesse… hai già sentito con l’INPS per l’eventuale pensione di tua madre?

    LUCA posso intanto dirti quello che ho scoperto io finora (convivo col padre di mio figlio)
    Come prima cosa cambia che i genitori non sposati devono entrambi presentarsi in comune per riconoscere il figlio, altrimenti viene riconosciuto solo dal genitore che è andato in comune (mentre se si è sposati può andare solo il papà mentre la mamma è ancora convalescente dal parto ed il figlio risulta riconosciuto per entrambi).
    Per chiedere gli assegni familiari devi andare all’INPS e compilare il modulo ANF42, loro poi controllano e ti rilasciano il modulo ANF43 che dovrai allegare alle domande per la richiesta degli assegni familiari e che ha vlidità di 5 anni (quindi ogni 5 anni lo devi rifare, mentre a chi è sposato non serve).
    Altro per ora non mi è capitato e so che poi ci sono questioni legate all’eredità ed all’affidamento in caso di decesso di entrambi i genitori: in pratica gli zii è come se non esistessero, vengono considerati parenti solo i genitori ed i nonni, e se ci sono altri bambini nati da un’altra unione (figli legittimi) questi possono liquidare la parte di eredità di una proprietà al figlio naturale senza doverne chiedere il permesso. Ma su questo le mie informazioni sono ancora molto fumose, per fortuna.

  • Luca ha scritto:

    Salve vorrei sapere quali restrizioni legali possono avere i genitori nei confronti di un loro eventuale figlio nel caso in cui i genitori non siano sposati.Cosa cambia tra l’essere sposati o no?

  • marzia ha scritto:

    buongiorno, ho un lavoro e ho sul mio stato di famiglia due miei figli di 3 e 15 anni e mia mamma di 64 anni che non ha nessun reddito e pensione.essendo sola sono obbligata a mantenere economicamente anche mia madre? grazie

  • Silvia (author) ha scritto:

    @Angelo, se hai un reddito e lavori, tua madre non è tenuta a farti vivere in un suo immobile. Triste, ma così. Per i € 40.000 dovrebbero applicarsi le norme del comodato: ” il comodatario non ha diritto ad alcuna indennità per i miglioramenti apportati alla cosa concessagli in comodato; ha però diritto ad un’indennità corrispondente alla minor
    somma tra l’importo della spesa e il valore del risultato utile al tempo della restituzione, nel caso in cui il comodante abbia onsentito all’effettuazione dei miglioramenti, ed ha diritto comunque a compensare il valore dei miglioramenti con l’entità dei deterioramenti
    subiti dalla cosa stessa senza sua colpa o per colpa lieve”.

    @Maria, se si commenta un post pubblico, su un sito pubblico, ci si espone legittimamente a ricevere commenti. Ovviamente condivido il consiglio di Claudia e non per questioni “morali”, ma perchè pri a o poi, verrà fuori. Nella maggior parte dei certificati, appare la dicitura “coniugato/a con…”, che ovviamente non viene tolta in seguito a separazione. Credo, ma è soltanto una supposizione, che al momento di registrare la nascita non ci sia motivo perchè emerga il dato sul genitore, dato che la registrazione riguarda il figlio. Ma, ripeto, non è una certezza.

  • Silvia (author) ha scritto:

    E’ parecchiotempo che non rispondo ai commenti di questo post.

    @ Francesco: immagino che la tua ragazza sia maggiorenne, se no il problema neanche si porrebbe. Certo tre mesi per rendersi autonomi non sono molti. Certo, bisogna decidere se concentrare le energie sul trovare un lavoro e mantenersi, oppure sull’intraprendere una causa dagli esiti incerti contro la madre…

    @Simona, certo che puoi avere il mantenimento per vostro figlio con un reddito da reversibilità.

    @solange, se viene provata la paternità biologica, non può rifiutare il riconoscimento. Ovviamente questo non prevede un mantenimento, a meno che non ce ne siano motivi, ma sicuramente diritti ereditari.

    @sara, a meno che non si sia maturata usucapione e che non si riesca a provare una rinuncia all’eredità, il diritto di proprietà ereditario resta. E’ un caso da sottoporre ad un legale non con una semplice domanda in un commento: bisogna conoscere tempi e fatti.

  • Maria ha scritto:

    Grazie Claudia dell’attenzione, ma io non ho chiesto a nessuno il suo parere sull aspetto morale. In ogni caso sembra strano giudicare non spando nemmeno “il perchè” .
    Per favore mi rispondi qualcuno che sa esattamente se lo stato civile viene fuori all momento dell’iscrizione all’ Ufficio Civile presentando la denuncia di nascita per procedere con il riconoscimento.

    purtroppo sto in ospedale e non posso rivolgermi di persona.
    Grazie in anticipo.
    Maria

  • Claudia-cipi ha scritto:

    MARIA il tuo stato civile viene fuori in qualsiasi certificato, ad esempio se ti fai fare lo stato di famiglia per chiedere gli assegni familiari, e comunque prima o poi il tuo compagno lo verrà a sapere che sei stata sposata, non mi sembra carino nei suoi confronti nasconderglielo.
    non ricordo se all’iscrizione in anagrafe venga fuori lo stato civile, so per certo però che per le coppie non sposate devono recarsi all’anagrafe entrambi i genitori altrimenti il bambino risulta riconosciuto solo dal genitore che si è presentato.

  • Maria ha scritto:

    Sono separata da 2 anni e sto per avere un figlio con il nuovo partner. Il mio matrimonio lo sempre tenuto in segreto da lui. Come si fa il riconoscimento del figlio dal suo padre in questo caso e se si può fare che il padre del bambino non venga a sapere nulla che sono ancora sposata (separata in questo caso).
    Visto che non so se uscirà fuori mio stato civile all’ atto del riconoscimento.

    Grazie in anticipo.
    Maria

  • Maria ha scritto:

    Sono separata da 2 anni e sto per avere un figlio con il nuovo partner. Il mio matrimonio lo sempre tenuto in segreto da lui. Come si fa il riconoscimento del figlio dal suo padre in questo caso e se si può fare che il padre del bambino non venga a sapere nulla che sono ancora sposata (separata in questo caso).
    Visto che non so se uscirà fuori mio stato matrimoniale all’ atto del riconoscimento.

    Grazie in anticipo.
    Maria

  • angelo ha scritto:

    sono un padre separato con tre figli di cui due nati da un precedente matrimonio ed uno nato con l’attuale compagna. Dal 2005 abito in un immobile di proprietà di mia madre il quale ho ristrutturato con una spesa di 40.000 euro. Era intenzione di mia madre donarmi questo immobile adesso dopo un litigio mi ha detto che me ne devo andare. Mio padre vorrebbe aiutarmi ma non può perche la casa è intestata a lei, anche se comprata nel 1974/76 quando loro erano già sposati (sposati nel 1969). Adesso abito in questa casa solo con l’ultimo figlio di 13 mesi come se fossi un ragazzo padre mentre con gli altri due di 11 anni trascorro il tempo in cui mi sono affidati. Posso richiedere i soldi della ristruttturazione a mia madre? Lei mi può mandare via nonostante ho un figlio nato in questa casa di 13 mesi e due figli gemelli di 11 anni che trascorrono con il padre l’affidamento condiviso?
    Grazie

  • antonio di chiara ha scritto:

    solo un saluto per ora, preferisco leggere i commenti

    cordialità
    antonio di chiara

  • Sara ha scritto:

    Buongiorno
    avrei bisogno di un aiuto su una questione ereditaria che si trascina da almeno 30 anni.
    Mio nonno è deceduto circa 30 anni fa lasciando una casa e dei terreni in eredità alla moglie e ai tre figli (una è mia madre).
    Mia madre da quando si è sposata non ha mai abitato in quella casa, gli altri due figli sì e uno di loro ci abita tutt’ora e ha piazzato a viverci dentro anche una figlia, il genero ed il nipote.
    Qualche anno fa è deceduta anche mia nonna ma non è stata fatta alcuna trascrizione (???).
    In pratica esiste questo tacito accordo secondo cui adesso quella casa è solo di mio zio e di sua figlia, mentre mia madre non ha mai avuto nulla (e nulla chiede formalmente perchè le dispiace “litigare” con il fratello).
    L’altra mia zia si è comprata casa per conto suo con il marito diversi anni fa e anche lei ha lasciato che mio zio facesse quello che voleva della casa che era dei miei nonni.
    Mia madre non avendo mai chiesto nulla fin’ora ha perso qualsiasi diritto a quello che le spettava?
    Mi sale il nervoso perchè in pratica mio zio e mia cugina non hanno mai pagato nè un mutuo nè un affitto che invece sia i miei genitori che ora noi figli paghiamo con tanto sacrificio.
    E adesso magari mia madre ha perso tutto per la sua “bontà” diciamo così…oltre il danno la beffa!
    Grazie mille!

  • solange ha scritto:

    Salve, le ho già scritto poco tempo fa un ”lungo romanzo” sulla complicata situazione che ho con il mio padre biologico. Non voglio annoiarla e non pretendo una risposta, solo mi farebbe molto comodo sapere prima di intentare una causa legale, se mio padre pou’ rifiutarsi di riconoscermi e se si in che casi. Grazie ancora e anticipatamente per il tempo che dedicate nel cercare di aiutare altri a districarsi in questioni cosi’ importanti.

  • ANDREA ha scritto:

    Salve,
    vivo con mio padre separato, che vorrebbe impormi la presenza in casa della nuova compagna che io non approvo. Vivendo da precario nonostante un piccolo stipendio altalenante non ho possibilità di lasciare il mio domicilio. Sono costretto a subire questa presenza indesiderata nonostante abbia espresso la mia volontà contraria?

  • Simona ha scritto:

    Buongiorno Silvia!
    Ho bisogno di un consiglio. convivo da dieci anni con il padre di mio figlio che da circa due mesi è costretto su una sedia a rotelle. l’unico reddito del mio ex era la pensione di reversibilità dovutagli dopo la morte di sua moglie. posso ottenere il mantenimento per mio figlio se fonte del reddito del mio ex è questa pensione? dimenticavo…..il mio ex ha altre tre figlie tutte maggiorenni.
    grazie in anticipio della risposta e del tempo che mi concederai!

  • Francesco ha scritto:

    Ciao vorrei avere un tuo consiglio, se la madre della mia ragazza la butta fuori di casa, perchè dopo aver finito la scuola da solo tre mesi dice che non ha voglia di lavorare, e trovandosi in una situazione economica difficile(separata e disoccupata), impone alla mia ragazza di abbandonare il tetto di casa in quanto gli porterebbe troppe spese, cioè solo il vitto e alloggio. In via legale cosa si potrebbe fare ? grazie dell’attenzione!

  • Silvia (author) ha scritto:

    paolo, cosa devi fare? trovare un lavoro e contribuire a mantenere tuo figlio.

  • paolo ha scritto:

    con la mia ex ragazza non andiamo piu dacordo abbiamo un figlio melo fa vedere una volta la settimana in presenza della assistente sociale io non lavoro lamia ex mi chiede 200 euro al mese ma non la posso accontentare mia madre non puo darmeli perche a mio padre che e disabile al100x100 cosa devo fare grazie

  • mario ha scritto:

    GRAZIE MILLE PER L’ATTENZIONE SILVIA …..
    A PRESTO ;-))

  • Alex ha scritto:

    Ok, la ringrazio per il tempo dedicatomi e le auguro buon lavoro

  • Silvia (author) ha scritto:

    Alex, nessuna norma prevede un sussidio per i figli. Alloggio, pasti, utenze e consumi, tasse universitarie e libri, vestiario adeguato, possono considerarsi un mantenimento adeguato.
    Dai, che un lavoretto al bar sotto casa o 4 ore da McDonalds si trovano anche senza tanti clientelismi.

  • Alex ha scritto:

    ovviamente no, ho già inviato in passato e ancora adesso il curriculm vitae a qualche azienda con scarsi risultati, dovuti ampiamente alle sempre piu crescenti domande di lavoro -senza contare le modalità di clientelismo con il quale viene spesso ottenuto-.
    …infatti il mio quesito, al quale non ha risposto, è da considerarsi in ultima ratio e credo sia anche pertinente al suo articolo “i diritti dei figli”, o forse sbaglio?

  • Silvia (author) ha scritto:

    Mario, hai obblighi solo nei confronti del bambino. Sull’entità del mantenimento non mi pronuncio: ci sono molti fattori da valutare in concreto.

    Alex, ma perchè a 22 anni devi avere il permesso dei tuoi genitori per lavorare part-time?

  • Alex ha scritto:

    buon pomeriggio e complimenti per l’opera di informazione da lei realizzata,
    vorrei avere una conferma sul seguente problema:
    sono uno studente universitario di 22 anni ed entrambi i miei genitori sono dipendenti statali; ricevo da loro 10euro ogni settimana, cifra che ritengo sproporzionata e insufficiente per la vita di uno studente.
    Ho chiesto loro gentilmente di ottenere una carta prepagata, sulla quale versarmi un corrispettivo mensile. La cosa è stata realizzata e mi sono stati versati 100euro ogni mese per 4 mesi.
    Adesso però sono ormai 4 mesi che non ricevo versamenti, cosa che mi viene negata senza motivo.
    Dato che fino a prova contraria viviamo sotto lo stesso tetto, allora ho chiesto loro di poter lavorare, anche solo part-time per guadagnare il minimo indispensabile al fine di avere una somma di denaro da poter utilizzare nella vita di ogni giorno, in particolare per coltivare i miei interessi, in primis la musica. Ovviamente il tutto senza lasciare gli studi -non ho frequenza obbligatoria all’università-
    La mia richiesta è stata respinta “perchè devo concentrarmi solo ed esclusivamente sugli studi”.
    La domanda che vorrei porle quindi è la seguente: la richiesta di un sussidio mensile è legittima o pretendo troppo?
    E se la richiesta del sussidio fosse legittima, potrei avvalermi del patrocinio a spese dello stato per ottenerlo?

    La ringrazio dell’attenzione e spero di essere stato il piu chiaro possibile

  • mario ha scritto:

    BUONGIORNO , AVREI ANCH’IO UNA DOMANDA PER VOI ..

    IO E LA MIA RAGAZZA NON E’ CHE STIAMO PASSANDO UN GRANDE PERIODO ,
    CONVIVIAMO DA CIRCA 10 MESI NELLA CASA INSIEME AI MIEI GENITORI E ABBIAMO UN BAMBINO DI 7 MESI CHE HO RICONOSCIUTO ALLA NASCITA ..
    NEL CASO DOVESSIMO LASCIARCI , OLTRE GIUSTAMENTE AL MANTENIMENTO DEL BAMBINO A CUI DOVRO’ FAR FRONTE , HO ANCHE QUALCHE OBBLIGO NEI CONFRONTI DELLA MAMMA PUR NON ESSENDO SPOSATO ?
    IL MIO REDDITO E’ DI CIRCA 1300 € MENSILI IN PERCENTUALE QUANTO POTREBBE COSTARMI ?
    GRAZIE PER L’ATTENZIONE ..
    A PRESTO
    CIAO

  • Silvia (author) ha scritto:

    Simona, al decesso del nonno la proprietà dell’immobile è divenuta: 1/3 della nonna, i restanti due terzi ai due figli. Nel caso di specie un terzo ciascuno. Il terzo della figlia deceduta (se già deceduta all’epoca, o dopo al suo decesso), diviso tra il marito (1/3, se c’è un marito) e 1/3 ciascuno ai figli.
    Alla morte della nonna, il suo terzo si ripartirà a metà tra il figlio maschio e i due nipoti figli della figlia femmina.
    I due nipoti figli della figlia femmina, dunque, hanno diritto a porzioni in diverse fasi. Non è detto che non equivalgano ad 1/4 del totale.
    Direi che vi servirebbe far fare un conteggio preciso ad un notaio e, se non è stata fatta, procedere alla successione ufficiale del nonno.

  • Silvia (author) ha scritto:

    Antonella, come dice Claudia, c’è poco da fare perchè ognuno in vita può disporre dei suoi beni come crede e per i “regali”, se sono in denaro, si fa anche molta fatica a farli emergere in sede di successione.

    Elisa, prima di tutto mi permetto di notare che la famiglia del tuo fidanzato non è che sguazzi nell’oro. Una pensione di € 1.400, più un reddito saltuario di € 800 ed una liquidazione di appena € 30.000, non è che possano definirsi una fonte di agiatezza. Se poi ci sono anche cure, medici e farmaci da pagare, c’è poco da stare allegri.
    Non è che comprendo bene in quale modo “fanno vivere” il tuo fidanzato. Gli pagano vitto, alloggio, cure. Cosa gli fanno mancare da un punto di vista esclusivamente economico?
    Se il problema è nel rapporto, che continua ad essere aggressivo, conflittuale e magari anche violento, forse è il momento per lui di tentare di allontanarsi dalla sua famiglia.
    Non so quale tipo di patologie abbia Marco (e non credo neanche sia giusto parlarne), ma col 60% di invalidità si è abili al lavoro.
    Comunque, Marco ha diritto ad essere mantenuto secondo il tenore di vita familiare fino a quando non si renda autosufficiente o fino a quando potrebbe esserlo usando una normale diligenza e buona volontà nel cercare lavoro.

  • Claudia-cipi ha scritto:

    ANTONELLA credo tu non possa fare nulla finchè tua madre è viva e capace di intendere, ma potresti far pesare questi “regali” al momento della successione.

  • Ci Aiuti. Da Elisa ha scritto:

    Buonasera scrivo per un problema serio non mio ma che riguarda il mio fidanzato Marco,non sappiamo più come fare e a chi chiedere,facendo una ricerca su internet sono capitata su questo sito dove ho subito notato la sua gentile predisposizione a rispondere a chi Le scrive ed ho deciso di provare a chiederLe aiuto. Lui ha 23 anni ed è invalido civile al 60% per via di attacchi di panico e patologia borderline da quando ne aveva 18 questo è dovuto a causa dei genitori per colpa di maltrattamenti fisici e anche mentali(come chiuderlo a chiave in camera anche un intero giorno)dal padre e dall’omertà della madre che non ha mai denunciato questi abusi nella minore età, né a parenti né alle autorità. Ora quasi 24enne vive ancora con loro,subendoli. Io non so se l’unico dovere dei genitori sia quello di pagare i dottori e le cure e di mettergli il cosidetto “piatto davanti”,quello lo fanno si potrebbe dire, ma comunque è sottoposto nonostante il suo male attuale a continuo stess e violenze psicologiche dalle medesime persone. I genitori non lo aiutano finanziariamente tutt’altro,quando dovrebbero,secondo i “Diritti dei Figli”,riporto testuali parole: I genitori devono provvedere ai suoi bisogni mantenendolo in una situazione adeguata a quella del tenore di vita familiare secondo le loro possibilità fino a quando egli non sia autosufficiente ecc,ma egli non ha un lavoro non possiede né beni né altro e per di più ripeto Invalido Civile al 60%,invece i suoi genitori non hanno da pagare né affitto né mutuo né rata dell’automobile né altro di “extra”,il padre 60enne percepisce una pensione di 1.400€/mese(in più ha ottenuto 6 mesi fa,mi pare,una “liquidazione”,di quasi 30.000€)la madre 51enne lavora saltuariamente facendo le pulizie mentre fino 4/5 mesi fa accudiva un’anziana percependo 800€/mese(in nero).In conclusione volevo domandarLe: I genitori possono continuare a farlo “vivere” in questo modo? Che diritti ha il mio fidanzato? COSA DOBBIAMO FARE e a chi rivolgerci? Che possibilità ha? CI AIUTI LEI PER PIACERE !!! Mi faccia sapere al più presto anche sulla mia mail. La rigrazio anticipatamente e Le porgo i più cordiali saluti.

  • Antonella ha scritto:

    Mia madre ha un figlio da un precedente divorzio più che maggiorenne (51 anni!) mentre mio padre ha solo me.
    Mia madre per “sovvenzionare” mio fratello ha venduto nell’ordine la casa di mio nonno defunto, nonostante mia nonna sia in vita(!) relegandola in affitto, il negozio di famiglia lasciatole in eredità dal nonno ed in ultimo un appartamento che lei aveva comprato per mio fratello ma della quale era unica proprietaria e residente.
    Da quello che ho capito ormai tutti i soldi ricavati dlle varie vendite sono finiti: dopo la prima vendita sono terminati, genreando la seconda vendita e così via….
    io posso essere tutelata in qualche modo ed agire in giudizo contro di lei?

  • Simona ha scritto:

    Buongiorno, avrei bisogno di sapere come comportarci in questo caso: i nonni hanno 2 figli, maschio e femmina, entrambi sposati con 2 figli. I nonni vivono in una casa indipendente con 2 appartamenti: in uno vivono loro e nell’altro il figlio maschio (la femmina è in un altra città con suo marito). Il nonno muore e non lascia testamento. La nonna è incapace di intendere ed il figlio maschio ha la tutela legale. La figlia femmina è deceduta da tempo ed il figlio maschio ha l’appartamento dove vive intestato a lui. Resta solo l’appartamento del nonno ed i liquidi del conto in banca (che saranno molto difficili da rintracciare in quanto il maschio quasi sicuramente li ha fatti sparire). Il figlio maschio sostiene che desiderio del nonno sarebbe stato lasciare il suo appartamento ai 4 nipoti ma non vi è nulla di scritto. In breve abbiamo:

    nonna (sotto tutela del figlio)
    figlio maschio (con 2 figlie)
    2 nipoti (figli della figlia femmina defunta).

    Cosa spetta, a chi ed in che misura? E soprattutto, cosa conviene fare ai 2 nipoti? Dividere l’appartamento in 4 o andare con una successione legale senza testamento? Ma soprattutto, nel caso della divisione in 4 parti, si può fare? Sapevo che la moglie per legge aveva diritto comunque ad una parte di eredità… Spero di essere stata chiara e di essermi spiegata bene. Grazie mille del suo aiuto. Simona

  • solange ha scritto:

    buongiorno, e grazie in anticipo per ogni informazione che potrete darmi.Mio padre naturale ha lasciato mia madre al quinto mese di gravidanza andando a vivere negli stati uniti. Il successivo compagno di mia madre ha voluto riconoscermi come se fossi sua figlia naturale. Ora ho 30 anni e da quando ne ho 18 ho saputo dell’esistenza di mio padre.Nel frattempo la persona che mi ha cresciuta e riconosciuta è purtroppo deceduta lasciandomi piena di debiti. Ho provato a contattare mio padre all’estero e lui si rifiuta di vedermi e di darmi ogni aiuto economico.Dovrei fare una causa di disconoscimento. La domanda è : può mio padre rifiutarsi di riconoscermi ? ho anche un fratellasstro che non sa nulla di me. Può mio padre escludermi dalla sua vita?

  • Virginia ha scritto:

    Buongiorno, ho bisogno di un consiglio. I rapporti fra me e mia mamma si sono incrinati al punto che non vuole più parlarmi; al momento tutti gli investimenti in banca sono a nome di tutte e due, e sono preoccupata che mia mamma decida di cambiare tutto e mettere tutto a suo nome con la delega a un conoscente che è già riuscito a farsi ‘prestare’ 50mila euro da mio zio per acquistarsi la casa. Può mia mamma fare questo e privarmi della mia parte di eredità? sono figlia unica e mio papà è morto. La casa è intestata a me ma mia mamma ha l’usufrutto – cosa non può fare mia mamma con la casa?
    grazie in anticipo per la risposta. Non voglio fare assolutamente nulla di illegale, voglio solo sapere cosa dice la legge su questo e se posso in qualche modo proteggere i miei interessi.

  • alessio ha scritto:

    un figlio puo’ ereditare la pensione o,una parte d pensione di un genitore ormai defunto?

  • Silvia (author) ha scritto:

    Giulia, rivolgiti ad un avvocato e non rispondere da sola.

  • Giulia ha scritto:

    solo che oggi ho ricevuto la lettera del suo avvocato con scritto che aveva la volontà di riconoscere la paternità di mia figlia che aveva appreso da comuni amici che è nata la bambina e ha messo la data sbagliata poi ce scritto testuali parole:” alla luce del fatto che è possibile procedere al riconoscimento avanti gli uffici di stato civile con il consenso del genitore che ha già compiuto il riconoscimento,attento di essere contattato direttamente,o tramite un legale di sua fiducia, al fine di concordare tempi e modi dell’atto. è altresi desiderio del mio assistito di poter vedere e frequentare la bambina senza sottrarsi agli obblighi genitoriali e pertanto attendo anche di conoscere la sua disponibilità in tal senso”. la mia domanda è se posso non farla riconoscere per tutto quello che ha fatto in passato,siccome non ci sono nella lettera citati tempi di quando devo dare la risposta come mi devo comportare? grazie giulia

  • Silvia (author) ha scritto:

    Giulia, si, a questo punto nega il riconoscimento (per ora è riconosciuta solo da te, se vuole riconoscerla devi dare il consenso, dichiarando sostanzialmente che è vero che lui è il padre).
    In questo caso la denuncia per stalking nei suoi confronti sarebbe dovuta, ma capisco che stai cercando di evitargliela…
    Ovviamente lui potrebbe chiedere una ricognizione di paternità: un procedimento giudiziale per poter dimostrare che è sua figlia e riconoscerla, ma per seguire un iter del genere dovrà davvero dimostrare di volerle fare da padre, accollandosi anche gli oneri.

  • Giulia ha scritto:

    salve avrei bisogno di un consiglio..
    ho 19 anni e ho una figlia di 3 mesi ..
    io e il mio ex ragazzo dovevamo andare a convivere .. x una serie di episodi citandone solamente alcuni ho deciso di lasciarlo .. in quanto mi ha alzato le mani nonostante aspettavo .. era geloso e possessivo .. una volta ke l’ho lasciato la situazione è degenerata xkè ho iniziato a ricevere minacce telefoniche nei miei confronti e nei confronti di mio padre .. ho iniziato a ricevere insulti di vario tipo … messaggi pesanti anke da parte di sua madre ..potevo denunciarlo o fargli un esposto x questo suo atteggiamento ma pensando al bene della bambina nn ho voluto fare nulla.. premetto ke c’era anke un rischio di malformazione e da li nn ho più ricevuto nessuna notizia .. nel momento del parto la bambina l’ho riconosciuta solamente io .. da circa tre settimane ricevo chiamate anonime sul telefono di casa .. e domenica scorsa il mio ex ha mandato due persone sotto casa chiedendo di me .. ricevendo risposta negativa … mio padre in quel momento stava uscendo in macchina il mio ex vedendolo si è messo a inseguirlo x un pezzo di strada .. il giorno dopo cioè lunedì sono andata assieme ai miei genitori dai carabinieri x fare una denuncia verso ignoti per le telefonate ricevute e x il fatto ke l’ha inseguito sempre verso ignoti xkè nn potevamo far nomi senza avere la targa .. il martedì mio padre riceve una telefonata dai carabinieri dicendo ke il mio ex con sua madre si sono presentati da loro dicendo ke vogliono ke io e lui torniamo insieme .. premetto ke io con lui non voglio più tornarci insieme xkè nn avrei più i miei spazi .. posso fare in modo che il mio ex non riconosca mia figlia???

  • antonia ha scritto:

    ciao mi chiamo Antonella il mio problema è che mi stò per separare tra cui ho un bimbo di 17 mesi è ho paura che con l’affidamento condiviso il padre se lo potrebbe portare dato che vive in germania si perchè da quando siamo sposati la nostra coabitazione è stata solo 8 mesi tra cui ci sono stati incompatibilità di carattere lui mi teneva tutto nascosto come d’infatti io non sò nulla di lui dove lavora se lavora. sapete quando mio figlio è nato lui lo ha visto solo un giorno dopo è partito e per i primi 6 mesi ci sentivamo è mi mandava i soldi pochi ma li mandava poi non l’ho sentito più per altri 6 mesi ne mi telefonava ne mi mandava soldi solo grazie a mia madre ho potuto mantenere me è mio figlio
    dopo dichè si fà sentire dicendomi di perdonarlo e che non lo faceva più tra cui io non volendone sapere più lui è sceso per una settimana per cercare di convincermi ha perdonarlo cosi di tanto in tanto veniva per vedere il bimbo poi sene andò e da allora che mi tarttassa di telefonate ma io non lo posso perdonare perchè so che lui è bugiardo è ho pure paura che si potrebbe annullare per altri 6,7,8,mesi ho1 anno e più come faccio?
    se mia madre poi non mi aiuta più? quindi per mè è meglio la separazione con un uomo bugiardo. dicevo appunto se prendendomi in giro lui potrebbe porttarsi via mio figlio anche per farmi uno sgarbo cosa mi consiglia di fare per evitare tutto ciò dato che no ho fiducia in questo uomo aspetto con ansia il vostro consiglio ciao è grazie

  • Figlia in pena ha scritto:

    Buonasera. Mia mamma si è fratturata il femore a gennaio e dopo la permanenza in ospedale l’ho trasferita (con il suo consenso) in una casa di riposo fino a che non si sarà ripresa e non sarà in grado di rientrare a casa (vive sola e io sono lontana)(sostiene lei le spese della casa di riposo dato che ha i mezzi per farlo). Avevamo concordato con lei e gli operatori della struttura che sarebbe rientrata in primavera, ma di punto in bianco e senza motivo apparente mia mamma ha deciso che vuole tornare a casa immediatamente. La cosa non è possibile perché il montascale non è ancora stato installato (lo sarà fra poco più di un mese) e gli operatori ritengono che non abbia ancora un grado sufficiente di autonomia per stare a casa da sola (rifiuta categoricamente una badante fissa e ne accetterà solo una a ore). Mia mamma è furibonda con me perché le ho detto che al momento non può andare a casa e dovrà aspettare fino a che non sarà pronta – si rifiuta di parlarmi, mi sbatte giù il telefono quando chiamo e mi ha proibito di far installare il montascale perché dice che i soldi sono suoi e io non li devo toccare. Pazienza se non mi vuol parlare, ma quello che mi preoccupa è: sto facendo qualcosa di sbagliato dal punto di vista legale? Un altro punto è che temo che una coppia di amici che vanno a trovarla le abbiano messo in testa l’idea di rientrare a casa – tendono a impicciarsi di faccende che non li riguardano e temo che abbiano accentuato la stanchezza di mia mamma di essere in struttura – posso impedire loro di andarla a trovare?

  • Emanuela ha scritto:

    Salve – la domanda non riguarda direttamente i genitori, ma mio zio, che non è sposato e che io ho sempre aiutato e seguito. Lui è proprietario della casa in cui vive perché gli altri 3 fratelli (di cui 2 sono ancora in vita) hanno rinunciato alla loro parte di eredità alla morte di mio nonno. Gli anni avanzano e mio zio sostiene che le sue proprietà (casa + risparmi) devono essere suddivise equamente fra tutti gli 8 nipoti, scavalcando completamente i fratelli. A quanto ho capito è intenzionato a fare testamento in questo senso. È possibile per lui fare così? A rischio di sembrare interessata la cosa non mi sembra giusta: nessuno degli altri nipoti gli offre il minimo aiuto (alcuni non gli telefonano nemmeno), mentre io sono l’unica che si fa in quattro per aiutarlo, senza nemmeno ricevere un ringraziamento o riconoscimento. A questo punto se tutti i nipoti per lui sono uguali quando è il momento di ricevere allora che lo siano anche quando è il momento di aiutare.

  • Laura ha scritto:

    Sono mamma di uno splendido bimbo di tre mesi che risiede con me.Io e il padre siamo non sposati e non conviventi.
    (Il padre si è disinteressato già durante la gravidanza. Prima mi diceva di volere un figlio e che voleva sposarmi ma da quando sono restata in cinta mi ha fatto impazzire e mi sono trovata sola ad affrontare la gravidanza. A volte ci rimettevamo insieme io e lui, io speravo di riconciliarci, ma l’idillio durava poco. Sono andata a tutte le visite ginecologiche da sola, le ho pagate con i miei soldi..ecc. Il giorno del parto l’ho chiamato al tel e lui è venuto a riconoscere la bimba.Sono stata alcuni giorni in ospedale perchè ci sn state delle complicazioni per il bimbo, ma non ci è stato vicino. Quando sn tornata dall’ospedale a casa dei miei lui è venuto come ospite a trascorrere le ferie con noi. Si è parlato di andare a vivere insieme nella casa che avevo trovato. HA da subito messo in chiaro che non avrebbe collaboratao per le caparre nè per l’acquisto del mobilio; nonostante lui stia meglio di me economicamente ci ho pensato io con l’aiuto della mia famiglia, indebitandoci , perchè non abbiamo molti mezzi economici. MA l’abbiamo fatto nella speranza di dare una famiglia normale a mio figlio. Il padre diceva però che avrebbe collaborato a pagare l’affitto. Al momento di attuare questa convivenza si è tirato indietro di nuovo dicendo che non avrebbe pagato neanche la metà dell’affitto nè le spese accampando la scusa che doveva affittare un’ altra casa nel posto dove lavora ( a40 minuti da noi) perchè non poteva fare avanti e dietro, in quanto si sarebbe stancato troppo e quindi in vista di queste spese non poteva darmi dei soldi.Perciò -diceva lui- dovevo occuparmi io della bambina e della casa, sia moralmente che materialmente dato che lui non poteva vivere lì con noi. Contestualmente i suoi gli hanno acquistato 1 auto nuova del valore di 20000 euro. Nel frattempo viveva dai parenti in un paesino a 25 km dal suo posto di lavoro e veniva a farci visita ogni tanto il mercoledì oppure trascorrendo da me il week-end. Come un ospite, mangiando e bevendo ” a scrocco ” a casa mia. A volte veniva, altre no, a seconda delle sue comodità. Ovviamente era recidivo a collaborare a qualsiasi tipo di spese, anche a quelle della bambina, del latte, se non giustificate con un apposito scontrino e anche in questo caso cercava di non pagare la sua parte o di dare meno soldi possibile ( in tre mesi mi ha datao solo 150 euro) Con l’ennesimo litigio, relativo a questo suo comportamento, ho deciso definitivamente di chiudere questo non-rapporto. Qui non parlo del fatto che questa persona ha dei vizi,non facilmente dimostrabili, come il vizio di giocare al videopoker e bere alcool nel contempo, che sicuramente assorbono tutto il suo tempo , i suoi mezzi e il suo interesse. ( anche se il padre non vuole cacciare un euro per la figlio, so che gli fa piacere vederla soprattutto se in questo modo può farmi dispetto; è una persona misera che farà di tutto per portare scompenso e per non contribuire economicamente) Ora penso di chiedergli il mantenimento per la figlio,ma so che questo comporterebbe anche un affido condiviso. HO qualche chance per l’affido esclusivo?

  • luca ha scritto:

    Già,forse se non rispondevi era meglio. Buona fortuna per il blog.

  • Claudia-cipi ha scritto:

    scusa Silvia, avrei dovuto non rispondere prima.

  • Silvia (author) ha scritto:

    Luca, questo non è un forum. E’ il mio blog. La risposta l’ho già data.
    Buona fortuna per la carriera di calciatore.

  • luca ha scritto:

    scusi, da persona a persona, fa finta di niente? io sarei egoista?se egoista vuol dire nn dar retta chi tende a sminuire il mio operato perchè nn vi vede un futuro allora sì lo sono…ma se le ho appena detto che non ho niente dai miei genitori.Spero di non diventare mai un genitore come lei,col prosciutto sugli occhi e che fa una questione morale da poki elementi letti in un forum per farsi porta bandiera di valori/rifugio che regalano un falso senso di sicurezza e del giusto cioè,un inutile panacea sociale non sempre funzionante..Moralmente discorrendo credo che innanzitutto se fossi un genitore nn farei dei distinguo sui figli da aiutare a meno che nn vi siano seri e gravi motivi.e se devo davvero far tutto da solo allora ho cmq la totale emancipazione su come vivere la mia vita,pur risiedendo sotto qst tetto.è DOVERE DI UN GENITORE AIUTARE I PROPRI FIGLI. non faccio causa perchè non voglio neanche immaginare i tempi , se tutti i provvedimenti fossero immediati l avrei già fatta da anni ;)e in italia a quanto pare fanno tanto per aiutare le persone in difficoltà , succubi di oppressione di libertà, ma il sistema è malfunzionante, ridicolo. E come al solito vince chi ha i soldi, MAI la giustizia, grazie anche a persone come lei che sostengono questi capi-famiglia. Ma io vincerò perchè sn nel giusto, può starne certa. Arrivederla.

  • Claudia-cipi ha scritto:

    LUCA, visto che sei così sicuro di tutto, l’unica cosa che ti rimane da fare è andare da un avvocato e fare causa ai tuoi genitori, a ‘sto punto.
    legalmente non mi posso pronunciare, ma moralmente spero di riuscire ad insegnare a mio figlio dei valori ben più alti di questo egoismo che mostri tu.
    secondo la mia coscienza, se hai un sogno fai bene ad inseguirlo, ma non a spese di altri. ovvero: se vuoi fare il calciatore fallo, ma trova il modo di mantenerti e non pretendere che siano i tuoi genitori a farlo.

  • luca ha scritto:

    salve ho già scritto qui, spero ricordiate del mio caso, rileggendo con attenzione l’ intestazione di questo sito sui diritti patrimoniali della famiglia,questa dice chiaramente che io ho diritto di essere mantenuto fino alla mia autosufficienza economica e secondo le mie inclinazioni naturali..nel caso io trovassi un’occupazione qualsiasi(vi rammento che sono un calciatore con tanto di tesserino, ma all’occorrenza avrei già pronto un altro lavoro,se è necessario per rientrare nei canoni degli articoli citati a inizio sito).Tendo a precisare nuovamente che gli aiuti dei miei genitori non sono commisurati alle reali possibilità degli stessi e tendono a favorire più i figli che seguono le inclinazioni parentali .Inoltre pretendono di imporre restrizioni alla mia libertà personale (ho 18 anni e so bene i miei diritti)ma io non credo di dover sottostare ad alcun coprifuoco se non do fastidio a nessuno ecc ecc..Vi prego di far chiarezza,come vi fa già notare Giancarlo, che ringrazio per la collaborazione, perchè la vostra passata risposta si discosta dalle leggi che svettano in cima al sito.
    Inoltre ritengo che ogni caso sia una cosa a se e vada valutato singolarmente.Inoltre le rammento che un avvocato può tentare di far valere la sua causa anche basandola su i suddetti libri di legge da lei consultati(dei quali però nn mi ha citato i nomi e gli articoli relativi)ma sarà infine il giudice che analizzando la situazione deciderà quali delle succitate leggi siano applicabili o meno al caso

  • sara ha scritto:

    Buongiorno Silvia.
    Avevo scritto un pò di tempo fa ma non avendo avuto risposta ti “copio-incollo” il commento anche perchè la situazione attuale è la stessa di due mesi fa.
    Grazie!
    “Buongiorno Silvia,
    Mi chiamo Sara ed ho 28 anni.
    I miei genitori sono sposati da 39 anni,hanno una casa in comune nella quale viviamo da 5 anni io e mia madre ed una casa intestata a mia madre della quale mio padre è usufruttuario, dove vive mio padre da 5 anni.
    Cinque anni fa siamo venute a sapere dal conto corrente comune che mancavano dei soldi..in seguito abbiamo saputo che parte di essi erano andati alla prima amante che aveva ricattato mio padre e altri per la seconda.Venuta a galla la situzione mio padre è andato a vivere nella casa di mia madre di cui lui ha l’usufrutto.Io ho troncato i rapporti con lui,ed i miei non si sono separati legalmente. Ora mio padre vive in questa casa con la seconda amante (con la quale diceva di non avere più contatti per potersi riappacificare con mia madre..)e con un bambino che noi non sappiamo se sia suo o no (la madre del bambino minaccia mio padre di non fargli vedere più il bambino nel caso lui richieda il test di paternità..)e se è stato riconosciuto in Romania (dove è nato, essendo la madre Rumena) o anche qui. Come posso sapere se questo figlio è stato riconosciuto? A livello legale che diritti ha? Mio padre può tenere nella casa di proprietà di mia madre (anche se lui ha l’usufrutto) questa donna essendo per di più ancora sposato? In futuro potrò richiedere io il test del dna? La separazione potrebbe tutelare me e mia madre?
    Grazie per l’attenzione!”

  • paolo ha scritto:

    la casa risulta venduta a una cifra non uguale al valore reale un ottavo intestato ad un altro fratello la pratica e stata fatta nel 2005 se si puo fare qualcosa siamo ancora in tempo gli altri figli grazie

  • Silvia (author) ha scritto:

    paolo, se per “delega” intendi una procura generale, rilasciata quando era perfettamente in sè, non c’è nulla da fare. La sorella che ha ricevuto la casa, però dovrà dar conto se l’ha comprata (e la vendita può essere fittizia) o se l’ha ricevuta in donazione: in questo caso rientra nella sua quota di eredità e, se la supera, dovrà restituire in parte quanto avuto oltre la sua quota.

  • paolo ha scritto:

    mio padre aveva delegato mia sorella si e amalato e non e piu capace di intendere e di volere, mia sorella a intestato la casa famigliare ad unaltra sorella senza interpellare gli altri famigliari

  • Silvia (author) ha scritto:

    Daniele, capisco benissimo la tua indignazione.
    Puoi ricorrere al tribunale civile ordinario per farti riconoscere un mantenimento, da corrispondere a te in prima persona, non come quello previsto nella separazione, che avrebbe dovuto ricevere tua madre per te. In quel ricorso puoi chiedere anche una somma una tantum che ti risarcisca del mancato mantenimento fino a quel momento.

  • Daniele ha scritto:

    buona sera Silvia,
    avrei bisogno di un consiglio, dunque ho 24 anni, sono diplomato al liceo scientifico, i miei genitori si separarono legalmente nel 1994 ed io fui affidato a mia madre, dipendente statale. Da quel momento fino alla mia maggiore età, mio padre non versò MAI alcun assegno di mantenimento, al versamento dei quali era obbligato da apposita sentenza. -mi risulta invece li abbia versati a beneficio di un suo secondo figlio avuto da una relazione extraconiugale nell’anno 1995-
    Dal 2005 mio padre percepisce la reversibilità della pensione di mia madre, venuta a mancare per una grave malattia.La legge in merito é paradossale: PERMETTE AD UN UOMO SENZA SCRUPOLI DI GODERE DEL SUDORE DI UNA DONNA DALLA QUALE LUI STESSO HA VOLUTO ALLONTANARSI.
    Ed io che sono il figlio devo vedere quei soldi -che mia madre avrebbe, se avesse potuto, destinato a me- spesi da mio padre con un’altra donna arrivista ed ignorante… ROBA DA FAR RITORCERE LE BUDELLA AD UN ELEFANTE.
    preciso che tuttora mio padre sostenta se stesso e la sedicente compagna con la suddetta revers. ed arrotonda amministrando due condomini, poiché perse il suo lavoro di direttore tecnico per fallimento dell’azienda per la quale prestava servizio.
    preciso inoltre che attualmente vivo con mia nonna e mia zia -materne-, le quali provvedono a non farmi mancare nulla e che lavoro saltuariamente in attesa di una situazione lavorativa definitiva.
    posso in qualche modo rivalermi su mio padre, adendo a vie legali per ottenere qualche sorta di risarcimento, per RIPRENDERMI IL MALTOLTO,per metterlo alle strette, per farlo smettere di adagiarsi sugli allori PER PUNIRE LA SUA ”DUBBIA MORALITA”’, e perche’ no, per ottenere un minimo di indipendenza per me?

    perdonami l’indignazione, ma credo tu possa capire.
    complimenti per il servizio che svolgi, resto in attesa di una tua risposta.

  • Silvia (author) ha scritto:

    Miriam, quello che potete fare è iniziare a richiamare tutti ai loro doveri.
    Scrivete una lettera a tutti i figli di tuo suocero (non alla vedova del figlio defunto, per il momento, perchè comunque lei non ha un obbligo diretto di assistenza) mettendo in chiaro quanto state spendendo per le cure e quanto impegno richiedono, specificando le patologie che ha e intimando loro di partecipare all’onere delle badanti e di contribuire fattivamente alle cure.
    Mandate tutto per raccomandate. Quanto meno servirà a capovolgere i rapporti di forza: siete voi che li richiamate ai loro doveri e non loro che chiedono conto a voi.

  • Miriam ha scritto:

    Salve,
    Da 6 anni vivo con mio marito nella casa del mio suocero.Suocero e separato da più di vent’anni e con questa moglie ha un figlio(purtroppo morto da circa 4anni però padre di una figlia)e figlia.Tutto questo lo abbiamo saputo un paio di mesi fà.Mio marito e venuto a stare in questa casa quando aveva 15anni(nel momento che e andata via la prima moglie e figlia chiudendo completamente ogni rapporto)e da 5 anni si prende cura di padre che ha 86 anni e dipende da altri perchè malato. La sorellastra sta ficcando il naso da per tutto e in l’ultima, ha chiesto al medico del mio suocero la documentazione per capire se e come e curato.Noi abbiamo assunto due signore che si prendono 24ore su 24 del suocero per non allontanarlo da casa e rinchiuderlo in casa di riposo.La sorellastra non ha mai partecipato nelle spese ne si e mai presa cura del padre da più di 24 anni e crediamo che e venuta adesso perche la salute del suocero e sempre più grave.Esiste qualcosa che ci tuteli? Abbiamo anche un figlio da 5. Da quanto letto fin’ora la casa e i beni si dovranno dividere in 4. Il mio marito non avrebbe possibilità di opporsi o di ricavare qualcosa in più di altri visto che la nipote (figlia del defunto)non sa neanche di avere questa famiglia e la moglie non si e mai avvicinata come la figlia.Abbiamo la sensazione che questa sorella sta tramando qualcosa.Come ci possiamo difendere?
    Grazie mille per la Sua gentilezza.

  • Silvia (author) ha scritto:

    Cristina, tuo padre l’ha riconosciuta quindi è per la legge sua figlia. Essendo lui vivo un’eventuale azione di disconoscimento spetta soltanto a lui.
    Comunque non avete doveri diretti nei confronti di questa ragazza. Avrà diritti ereditari sul patrimonio di vostro padre, quando lui verrà meno.

  • Claudia-cipi ha scritto:

    CRISTINA se le ha dato il cognome immagino l’abbia riconosciuta e quindi legalmente credo sia sua figlia. se così fosse non credo possiate far altro che accettare la situazione. ma non prender ele mie parole per certe, sono solo mie supposizioni ed io non sono un legale.

  • Cristina ha scritto:

    Salve, chiedevo se qualcuno di voi mi può aiutare, siamo due fratelli sposati con la nostra famiglia, mio padre vedovo dal 1975 nel 1995 si è sposato civilmente e a dato il nostro cognome alla figlia della sua compagna, ma non è figlia di mio padre lui quando l’ha portata in Italia nel 1988 era incinta di 7 mesi ma il padre non è mio padre, praticamente ha fatto un favore alla sua compagna ora cmq già separato. vi chiedevo siccome non scorre buon sangue tra di noi ovvero questa ragazza a delle pretese nei confronti di me e mio fratello volevo sapere come mi devo comportare visto che le ho già spiegato che lei non è niente di me, che anche se ha lo stesso mio cognome non conta nulla. Grazie

  • lella ha scritto:

    buon giorno a tutti i lettori sono mamma di 5 bimbi di cui la piu piccola è affetta da una malattia rara la nostra citta non offre le cure adeguate alla malattia e sono costretta a trasferirmi le nostre possibilità economiche pero non ce lo permettono qualcuno di voi mi puo aiutare a trovare qualcuno che mi possa aiutare. vi ringrazio

  • Giancarlo ha scritto:

    Preciso che il mio commento vuole essere un modesto contributo alla questione posta in essere da Luca.

  • Giancarlo ha scritto:

    Art. 147 C.c.
    Doveri verso i figli.
    Il matrimonio impone ad ambedue i coniugi l’obbligo di mantenere, istruire ed educare la prole tenendo conto delle capacità, dell’INCLINAZIONE NATURALE e delle ASPIRAZIONI dei figli.

  • elena ha scritto:

    salve volevo un chiarimento,mio padre era convivente da 25 anni è deceduto aveva una casa di proprietà,purtroppo era scomparso in svizzera e mia sorella hà dovuto firmare per le ricerche con il soccorso rega,ora stà aspettando la fattura che deve pagare e si parla di migliaia di franchi,vorrei sapere se anche io sono obbligata a contribuire o se è una cosa che riguarda solo lei visto che hà firmato.se mio padre aveva un conto possono rivalersi sù quello o sulla casa?premetto che io non hò niente e mia sorella stà pagando un mutuo,possiamo chiedere aiuto al consolato italiano per il soccorso?grazie.

  • luca ha scritto:

    vabe nn siamo d accordo inutile continuare a parlare di leggi generali buttate cosi alla vecchia -.- grz cmq

  • Claudia-cipi ha scritto:

    LUCA, quello che credi tu è supposizione, quello che ti dice Silvia è la legge (visto che lei è avvocato e quindi ‘ste cose le conosce). Inutile dirle che secondo te è sbagliato: la legge prevede quello che lei ti ha detto, c’è ben poco da fare.
    Poi vorrei portarti un esempio a me vicino: il mio compagno. Ha intrapreso al carriera di calciatore professionista all’età di 16 anni e lo studio l’ha poi abbandonato per ben altri motivi (non andava d’accordo con alcuni insegnanti). A 22 anni durante una partita ha subito un infortunio che gli ha troncato di netto la carriera. Ora deve acconcentarsi dei lavori e degli stipendi che trova, e ti assicuro che non è appagante.
    Non voglio scoraggiarti, ma visto che sai studiare (coi voti che hai deduco tu abbia un ottimo metodo di studio) e che ti mancano solo 2 anni, forse è il caso che tu pensi un po’ più seriamente e realisticamente anche al futuro, tuo e della famiglia che un giorno potresti desiderare di crearti.
    Non è detto che arriverai a giocare professionista, se anche ci arrivassi non è detto che verrai preso in squadre di serie A o B, non è detto che tu possa poi giocare fino alla pensione (che comunque per un calciatore arriva presto, perchè le prestazioni fisiche calano con l’età).
    Forse sarebbe più saggio continuare gli studi fino alla maturità (o al diploma, non ricordo se hai detto che scuola frequenti) mentre continui a coltivare la passione per il calcio ed inizi a sondare le varie opportunità, e dopo buttarti a capofitto esclusivamente nel pallone, in modo da avere una piccola rete di salvataggio nel caso qualcosa non andasse proprio come nei tuoi sogni.

  • luca ha scritto:

    Ho lasciato rispondere mio fratello perché conosce bene la situazione e crede anche lui che non ci sia niente di male nell’interrompere gli studi in quest ambito..la scuola dell obbligo comunque l’ho già finita, si tratta di interrompere gli studi perché non mi interessano più..se poi la signora silvia dice che i miei genitori possono per questo chiedermi di provvedere a me da solo questa è una risposta secondo me affrettata, perché io devo secondo me quanto meno avere il tempo di rendermi economicamente indipendente e ,per tempo, non credo si intenda un giorno, visto che ho fatto i 18 anni quest’ anno. La scuola credo abbia ostacolato la mia eventuale carriera calcistica , perché alzarsi la mattina quando il corpo lo suggerisce anziché alle 6 :30 del mattino per andare a scuola credo risulti molto più efficiente nello sport, visto che gli allenamenti sono pesanti e stancano anche la mente a tal punto da compromettere la voglia di studiare, perciò siccome non è nei miei progetti andare all’università, e per studiare e prendere il diploma ho tutta la vita davanti, volevo dedicarmi seriamente al calcio che può offrire davvero un futuro a livelli alti..molto più del futuro che può offrire un diploma, con cui quest oggi tra l’altro si fatica a trovare lavoro!visto che credo di aver le qualità per riuscirci mi sento in dovere di provarci con tutto me stesso e, visto che già da piccolo ero stato preso in club importanti ma non vi sono stato mandato per via della scuola, mi sono stancato di vedermi buttato nell’ ambito del pallone, perciò farò di tutto per non andare a scuola quest’ anno, che reputo assolutamente inutile, anzi ostacolante per la costruzione del mio futuro, visto il tempo che bisogna dedicargli.E sono parole di un ragazzo che a scuola va bene, con 8 in matematica e 9 in informatica per dire,non quelle di un ragazzo che non ha voglia di fare nulla ed è un disastro a scuola(visto che penserete che è il solito ragazzo che non ha voglia di andare a scuola). Perciò cercherò con tutte le mie forze di non andare a scuola quest anno e provare con tutto il mio impegno a fare carriera nel calcio, per essere sicuro di averci provato senza aver rimpianti in futuro. se non dovesse andare bene allora mi rimboccherò le maniche, prenderò il diploma e troverò un’altra strada. se avrò successo prometto di scrivere qui alla signorina silvia ;)

  • Serena ha scritto:

    @fratello maggiore di Luca. Non so perché scrivi te al posto di Luca visto che questa è una faccenda che riguarda solo lui. Silvia è un avvocato, quindi non legge le cose su qualche insulso libro. Ha STUDIATO tanti anni per capire come funzionano le leggi italiane, e quindi se ha scritto così, evidentemente ci sono dei buoni motivi.

    Mi rendo conto che vivete una situazione difficile con i vostri genitori e mi dispiace, però non vedo sinceramente la connesione tra questo e il fatto di abbandonare gli studi. Ho invitato Luca a riflettere sul fatto che la scuola è per lui e non per i suoi genitori, e che la scelta è la sua per se stesso e per la sua vita futura.
    La scuola non ha nessuno scopo di insegnare dottrine morali o di rendere una persona “decente” o meno, quello è affar tuo. La scuola ti da delle conoscenze che possono tornarti utili nella vita per capire il mondo che ti circonda, e in cui volente o nolente ti ritrovi a vivere. Il mio intento non era certo quello di esprimere un giudizio su Luca, e infatti non l’ho fatto, ma l’ho invitato a riflettere sulle conseguenze di questo abbandono, perché mi è capitato di incontrare molte persone che se ne sono pentite moltissimo a posteriori. Spero che Luca si prenda il tempo di riflettere se questa scelta pensando un po’ al suo futuro.

  • luca ha scritto:

    Buon pomeriggio sono il fratello maggiore di Luca.La situazione nn è così semplice come la immaginate.Abbiamo due genitori dei quali uno mi alza le mani addosso sin da quando ero un bambino e l’altra(mia madre) ripete quotidianamente e nevroticamente un sermone nel quale sono contenute indicazioni per la vita dei suoi figli(indicazioni meno realistiche di un libro fantasy) e resta inerte di fronte a un marito che dilapida il patrimonio acquisito negli anni anche grazie talvolta alle firme dei propri familiari(ad esempio io)che lo hanno aiutato nell’ acquisizione di proprietà private, dalle quali ho tratto un guadagno risibile rispetto al valore dell’ immobile.Oltretutto,per non si sa quale oscuro motivo in famiglia solo alcuni possono utilizzare le automobili.In secondo luogo nn sono d’accordo con voi quando scrivete che un calciatore istruito è meglio di uno che calcia e basta mi sembra una frase discriminatoria e nn tiene conto del fatto che la libertà e la soddisfazione personale sono legate alla realizzazione di se al di là dello studio(certo lo studio apre la mente ma esiste anche chi,per essere una persona decente, nn ha bisogno di tomi e dottrine morali, perchè lo è già per natura).Cara Silvia ma in quale libro hai letto che se uno offre gli studi al proprio figlio e questo rifiuta,deve vedersela da solo??????????????????Io penso piuttosto che se fossi un genitore sarebbe mio interesse aiutare mio figlio,senza esagerare,ad esempio magari permettendogli di usare le auto di famiglia e magari riconoscendogli l’aiuto che mi ha fornito nell’ acquisizione dei beni di cui sopra.Insomma i figli vanno anche aiutati nn solo redarguiti e picchiati e questo sì che credo che sia scritto da qualche parte!!!

  • Silvia (author) ha scritto:

    Enrico… se si chiede ad un avvocato un consiglio per violare delle norme di legge… bisognerebbe avere la compiacenza di farlo in privato e dal proprio legale di fiducia!

  • Silvia (author) ha scritto:

    Non aggiiungerò una parola di più alla risposta di Serena… Mi dispiace Luca!
    Tra l’altro se i tuoi ti offrono di studiare e tu decidi di non farlo, sono legittimati a chiederti di provvedere a te stesso da solo.

  • Serena ha scritto:

    Luca non posso risponderti sul merito della domanda che poni, per la quale ti risponderà Silvia. Però mi permetto di proporti qualche riflessione al di la delle questioni tra te e i tuoi genitori. Mi sembra di capire che il calcio ti interessa molto, e che ti piacerebbe farla diventare una professione. Questa mi sembra una bella cosa, il fatto stesso di avere una forte passione alla tua età è una cosa meravigliosa. Quello che mi dispiace è che mi sembra di capire che per te la scuola è solo un’imposizione dei tuoi genitori. Prenderti questo diploma dovrebbe invece essere una cosa che fai o non fai per te stesso. Prova a pensare per un attimo a cosa succederà se la tua carriera da calciatore non dovesse andare bene. Quel diploma potrebbe fare la differenza tra un lavoro di un tipo ed un altro, con ripercussioni anche sul tuo stipendio. Inoltre, se anche la tua carriera da calciatore dovesse andare bene, io credo che un giocatore di calcio diplomato sia meglio di un giocatore di calcio che non ha finito gli studi. Prima cosa perché dimostreresti a te stesso e agli altri (inlcusi i tuoi genitori) che sei in grado di portare avanti un impegno fino alla fine. E poi perché la scuola ti serve per imparare qualcosa che ti aiuterà nella vita, magari anche a sapere leggere e capire un contratto da calciatore, senza doverti fidare di qualcun’altro che lo faccia al posto tuo. Riflettici. Alla fine si tratta solo di un paio di anni che potrebbero darti opportunità di lavoro e di vita migliori!

  • enrico ha scritto:

    salve volevo sapere…mia madre e mio padre tutti e 2 in vita hanno una casa con 4 appartamenti in cui in 3 abitiamo noi fratelli…e 4 terreni edificabili.tutto intestato ai miei genitori…la mia domanda è questa…visto i non buoni rapporti con 2 di loro..i miei genitori vorrebbero lasciare o intestare tutto a me adesso che sono in vita…come possono fare???si puo fare???…anche per il fatto dei soldi in banca vorrebbero che solo io fossi l unico beneficiario…possono toglierli liquidi per metterli poi sul mio conto personale???qual è un modo per far si che cio avvenga senza alcun problema con i miei due fratelli????è una situazione molto difficile perche i miei fratelli non si curano di mio padre e mia madre da anni e pensano solo al giorno in cui potranno dividere….grazie in anticipo!!!!

  • luca ha scritto:

    salve, sono un ragazzo di 18 anni , dovrei fare la quarta liceo, ma da questa estate ho deciso di non frequentare la scuola quest’anno..i miei genitori mi hanno comunque iscritto, ci sono andato per qualche giorno ma ho smesso di andarci da circa una settimana..lunedì contano che io ci ritorni, ma io non ci voglio andare. non ho più voglia di andare a scuola.
    siccome gioco a calcio in una squadra di promozione anche se ancora non ricevo stipendio, si può considerare questo come un impegno da parte mia per il raggiungimento di una futura indipendenza economica? perché i mie genitori, in particolare mia madre m hanno detto che se non dovessi andare a scuola dovrei immediatamente trovarmi un lavoro, sono stato anche minacciato di essere mandato via di casa nel caso non fossi andato a scuola e non avessi trovato subito lavoro..perciò chiedo i diritti che ho essendo maggiorenne e se ho il diritto di decidere di non andare a scuola quest’anno ne’ lavorare e dedicarmi al calcio che pratico in una squadra di promozione e che dal prossimo anno mi renderebbe già qualche soldo..dai 200 euro in su… insomma chiedo se ho diritto di poter vivere in casa con la mia famiglia interrompendo gli studi scolastici e dedicarmi esclusivamente al calcio…chiedo scusa se sono stato lungo ma volevo essere esaustivo, ringrazio anticipatamente

  • Claudia-cipi ha scritto:

    MAURO, mi sa che rispondevi a me :D
    se lei adora tuo figlio ed ama te, non vedo proprio il problema. E’ vero che i figli costano, ma si crescono bene anche con qualche soldino in meno.

  • mauro ha scritto:

    SILVIA non è come dici tu…la mia compagna lo adora e vorrebbe che vivesse con noi….chi ha dubbi sono io, perchè se venisse un altro figlio con tutte le spese che ci sono e che non sto a dirti perche’ le sai, non credo che ce la faremmo….tutto qui….comunque non mi arrendo, mi rimbocchero’ le maniche e la faro’ felice….grazie ancora

  • Claudia-cipi ha scritto:

    LORENZO ma non hai chiesto una revisione del mantenimento quando hai perso il lavoro e ti sei poi trovato con le entrate dimezzate? il figlio nato dalla tua nuova relazione non conta ai fini del calcolo del mantenimento (cosa altamente ingiusta secondo me, ma il giudice al mio compagno ha risposto “ci potevi pensare prima”, per dire), ma lo stipendio ridotto a circa la metà sicuramente è un valido motivo per chiedere la revisione dell’importo.
    per la vendita della cas ainvece non so proprio come funzioni, ma non credo che lei potesse cambiare la serratura ed impedirti di entrare in casa tua (perchè da quanto ho capito la proprietà è tua, lei ha l’usufrutto perchè è genitore affidatario del bambino).

    MAURO se la donna che ami ha bisogno di quei 400 euro mensili per esere felice mi viene da chiedermi quanto ti ami a sua volta… certo il mantenimento è un bel salasso, non lo posso negare (non posso permettermi il part-time perchè metà dello stipendio del mio compagno se ne va per la figlia), e potrebbero non mancare momenti di sconforto, ma non è certo quello che fa la differenza fondamentale tra felicità o meno nella coppia/famiglia.
    Quel figlio non l’hai voluto ma c’è, è tuo e lo devi mantenere. Se la tua compagna ti ama dovrà accettarlo. Se non lo accetta significa che non ti ama abbastanza.

  • lorenzo ha scritto:

    salve … volevo farle una domanda , io sono separato dal 2004 ho un bambino di 7 anni che abbitta con la sua mamma nella casa che ho comprato prima di sposarmi con lei, a lei e rimasta la casa di cui ancora pago il mutuo di 800 euro, più 400 euro di mantenimento al bimbo , adesso io ho un’altra famiglia di cui e nato un bimbo che adesso a 10 mesi , a noi e arrivato pure l’sfratto di casa perche non riesco a pagare tutto io sono stato licenziato al epoca guadagnavo 1,500 euro , adesso sono stato assunto part time ne guadagno 800 al mese, poco tempo fa ho scoperto che la casa può essere venduta sin dal giorno della sentenza di separazione sempre e comunque trovando a la mia ex e a mio figlio di 7 anni un’altra sistemazione come una casa in affitto ,ma la mia ex non vuole fare niente e non mi fa entrar in casa con quelli della agenzia per farla vedere a cambiato la serratura , cosa posso fare al riguardo ? se lei non vuole darmi le chiavi ? a cosa va incontro lei, già che non rispetta quello che a detto il giudice nella sentenza di separazione ?

  • mauro ha scritto:

    grazie della risposta sivia. non so nemmeno io come ho fatto ma per due anni sono andato in giro sempre con gli stessi vestiti perche’ lei non lavorava è rimasta incinta senza che lo avessimo programmato e doveva pagare 600 euro di rata mensile della macchina….per tante cose devo ringraziare i miei. sono assistito da un legale ma mi ha detto che molto probabilmente andrai a pagare intorno ai 400….e cosi’ non posso fare felice la donna che amo….spero almeno in un aiuto divino è l’unica speranza che mi resta…grazie ancora

  • Silvia (author) ha scritto:

    Mauro, i tuoi doveri nei confronti di tuo figlio non possono cessare in alcun modo. La cosa più giusta per tutti è formalizzare l’obbligo di mantenimento in modo sostenibile per tutti e commisurato al tuo reddito reale. Per essere più garantito sarebbe meglio che ti facessi assistere anche tu da un legale.
    (Ma come hai fatto a passarle 1000 euro al mese guadagnandone 1200?!)

  • mauro ha scritto:

    io vivo a roma e la mia ex a bologna. non abbiamo mai convissuto e mai siamo stati sposati. abbiamo pero’ avuto un figlio che ho riconosciuto. le ho sempre passato il mantenimento a volte anche 1000 euro al mese e ne guadagno 1200. ora mi è arrivata una lettera dal suo avvocato che vuole formalizzare il tutto, ma che ancora non ho firmato. per motivi che non sto qui ad elencare vorrei sapere se rinunciando ai diritti che ho nei confronti di mio figlio, decadono anche i doveri e cioè non dover piu’ pagare il mantenimento. questo perchè vorrei rifarmi una famiglia ma con quello che passo a lei non ce la faccio ad arrivare a fine mese. so che è una brutta cosa e accettero’ tutti i commenti ma per favore rispondete anche alla mia domanda, grazie

  • mauro ha scritto:

    io vivo a roma e la mia ex a bologna. non abbiamo mai convissuto e mai siamo stati sposati. abbiamo pero’ avuto un figlio che ho riconosciuto. le ho sempre passato il mantenimento a volte anche 1000 euro al mese e ne guadagno 1200. ora mi è arrivata una lettera dal suo avvocato che vuole formalizzare il tutto, ma che ancora non ho firmato. per motivi che non sto qui ad elencare vorrei sapere se rinunciando ai diritti che ho nei confronti di mio figlio, decadono anche i dovere e cioè non dover piu’ pagare il mantenimento. questo percheè vorrei rifarmi una famiglia ma con quello che passo a lei non ce la faccio ad arrivare a fine mese. so che è una brutta cosa e accettero’ tutti i commenti ma per favore rispondete anche alla mia domanda, grazie

  • Silvia (author) ha scritto:

    Mi limito a completare la risposta di Claudia: firma la madre solo su autorizzazione del giudice tutelare. Ovviamente se c’è un buon motivo per vendere, dato che la proprietà è solo per 1/4, il giudice normalmente da l’autorizzazione (a patto che i soldi o servono per mantenere il bambino, o vengano investiti in qualcosa a suo favore).

  • Claudia-cipi ha scritto:

    MASSIMO credo che la tua eredità vada tutta a tuo figlio, non essendo sposato ed essendo lui l’unico erede, a quanto ho capito. Quindi gli passeresti sia la tua casa che hai al 100%, sia il 1/4 della casa di tua madre. La tua compagna, in quanto non sposati, non credo abbia alcun diritto sull’eredità, ma dovrebbe continuare a vivere nella casa in cui vive il figlio almeno fino alla sua maggiore età. Per le firme non saprei.

  • Massimo ha scritto:

    Salve.
    Un quesito: coppia convivente con figlio minore, unico figlio per entrambi e mai sposati; lui proprietario al 100% della casa di abitazione e di 1/4 della casa dove vive sua madre (nonna del bimbo); se lui dovesse mancare:a) la mamma ha il diritto di restare in quella casa con il bambino, erede al 100%? b) la vendita della casa della nonna sarebbe possibile? e, per quel 1/4, chi firmerebbe….la mamma o il giudice tutelare?
    Grazie infinite

  • Silvia (author) ha scritto:

    mariagrazia, il tuo compagno non “acquista alcun diritto” su tua figlia. non può chiedere assegni familiari (se può averli tuo marito è tenuto a versarli a te). la 104 dovrebbe riguardare l’accudimento concreto e la convivenza e non il vincolo di parentela, quindi dovrebbe essere richiedibile, ma non conosco a fondo la materia previdenziale.

  • mariagrazia ha scritto:

    salve volevo farvi una domanda io sono una donna di 33 anni sono separata da 5 anni e a dicembre firmero il divorzio dal mio ex marito da questo matrimonio e nata una figlia che ha problemi di disabilita, io attualmente convivo con un uomo e con mia figlia. abbiamo intenzione di sposarci quanto prima vorrei sapere che diritti acquista il mio compagno sulla bimba e dato che e disabile se puo richiedere lui la legge 104 visto che la bimba e nel nostro stato di famiglia e se puo chiedere lui gli assegni familiari grazie mille

  • Claudia-cipi ha scritto:

    ora m’è venuta una domanda: la frequentazione dei figli da parte del genitore non convivente, è un diritto o un dovere?
    cioè, per fare un esempio, se un padre volesse solo versare l’assegno e non vedere mai il proprio figlio, sarebbe solo moralmente riprovevole o penalmente perseguibile?

  • Claudia-cipi ha scritto:

    IVAN questo verrà stabilito dal giudice in base a tante di quelle cose che non riuscirei a farti un elenco completo. Di sicuro in qualche modo dovrai contribuire, se il figlio è tuo, se poi i soldi te li guadagni tu o te li regalano i tuoi genitori, non credo sia rilevante.
    Ma, discorsi legali a parte, hai valutato anche l’ipotesi di riallacciare i rapporti con la madre e crescerti tuo figlio insieme a lei? Perchè se è vero che ora non lo vuoi, non è detto che quando saràà nato e lo stringerai tra le braccia tu non possa cambiare opinione. Ne ho sentiti tanti di papà “per sbaglio” che si sono trasformati nei papà più innamorati del mondo…

  • ivan ha scritto:

    grazie silvia e claudia.ovviamente se dovrò riconoscerlo ricorrerò al test x sicurezza.comunque se io non lavoro come potrò contribuire?i miei genitori devono contribuire secondo il tribunale?

  • Silvia (author) ha scritto:

    Leopoldo, ovviamente confermo quanto spiegato da Claudia.

  • Silvia (author) ha scritto:

    Ivan, i tuoi doveri sono quelli di mantenere tuo figlio. Se non riconosci spontaneamente il bambino, lei può chiedere una ricognizione di paternità, ovvero un procedimento giudiziale per il riconoscimento. Ovviamente oggi la prova del dna non mente e non c’è più spazio a dubbi.
    Motivi di risarcimento proprio non ce ne sono.

  • Claudia-cipi ha scritto:

    IVAN credo che lei possa chiedere il test di paternità e se risulta che il figlio è tuo dovrai contribuire a mantenerlo, in base alle tue ed alle sue possibilità. il risarcimento non saprei proprio per quale motivo dovrebbe chiedertelo, visto che per fare un bambino ci vogliono due persone, ma non conosco i dettagli della vostra storia nè ho conoscenze giuridiche sufficientemente approfondite in materia.

  • ivan ha scritto:

    salve,
    la ragazza con cui sono uscito per 2 settimane è rimasta incinta.non vuole abortire anche dopo che le ho mostrato le mie ragioni e già dopo un mese di gravidanza mi minaccia di farmi pagare un risarcimento o comunque sia il riconoscimento e il mantenimento del figlio.io non lavoro e sto ancora studiando mantenuto dai miei genitori.vorrei sapere quali potrebbero essere i miei doveri e a cosa potrei andare incontro.lei può costringermi a riconoscere il bambino?
    grazie

  • Claudia-cipi ha scritto:

    LEOPOLDO certo che devi contribuire al mantenimento anche del secondo figlio, visto che è figlio tuo anche lui.
    L’unica cosa che può essere diversa è l’importo dell’assegno di mantenimento.
    E se la tua situazione economica è cambiata da quando è stato stabilito l’importo del mantenimento del primo figlio (se l’hanno calcolato che convivevi ed il reddito della tua ex-compagna si sommava al tuo, ad esempio, mentre ora non c’è più questa realtà), credo che puoi chiedere anche la revisione di quell’importo in base al tuo nuovo tenore di vita.
    Il fatto di essere o meno sposato con la madre del tuo secondo figlio è assolutamente ininfluente per il suo mantenimento. Non dovrai mai mantenere la tua ex-compagna, ma il figlio sì.

  • airone ha scritto:

    Non sono un avvocato, ma per quel che so, ha gli stessi diritti del primo.

  • leopoldo ha scritto:

    La mia situazione è un po strana io convivevo con la mia compagna , con la quale ho avuto un bel bambino il quale ho riconosciuto, pero passo gia il mantenimento per un figlio avuto dalla mia ex moglie .

    Ora io e la mia attuale compagna non conviviamo piu ed io passo 1/5 dello stipendio per il mantenimento del primo figlio .
    Volevo chiedere se sono tenuto a passare il mantenimento anche per il secondo figlio (della ex convivente)contando il fatto che lei ha la casa di proprieta e una cospiqua somma in banca , mentre iofaccio gia fatica a vivere cosi ?

    in attesa di una vostra risposta vi ringrazio fin da ora

  • Silvia (author) ha scritto:

    Andrea, i tuoi suoceri possono, ahimè spendere i loro soldi come vogliono. Nel momento in cui le tre figlie erediteranno, si potrà valutare cosa la sorella minore ha già ricevuto (potendolo dimostrare) e quindi ridurre di conseguenza la sua quota. Tutto qui.

  • Andrea ha scritto:

    Buongiorno, posso chiedere un informazione?

    Sono sposato da 1 anno e con mia moglie convivo da circa 8 anni.
    Lei ha 2 sorelle una più grande ed una più piccola, ambedue maggiorenni.

    La più grande convive a Torino e non ha nessun reddito perchè non lavora in quanto ha disturbi psichici, ma viene mantenuta dal convivente che ha un reddito di 1200 al mese.

    Mia moglie invece in attesa del nostro primo figlio ha lavorato saltuariamente in call center e causa gravidanza e a casa senza reddito. Io lavoro con contratto a progetto per 1.000 euro al mese e paghiamo 600 euro di affitto al mese.

    E qui il succo della storia:

    Mia cognata più piccola(ovvero la sorella di mia moglie maggiorenne)è stata prima a vivere in casa nostra dal giorno del mio matrimonio, poi abbiamo saputo che si è comprata un appartamento vicino a noi con un contratto part time determinato di 1 anno , Cosa ovviamente impossibile.

    Quest’ultima continua ad avere un tenore di vita altissimo con solo 800 euro di stipendio, e abbiamo poi scoperto che l’appartamento gli è stato comprato e pagato interamente dai miei suoceri.

    In questo momento sia mia moglie e sua sorella grande che vive Torino, ci troviamo in grande difficoltà economiche, e loro possiedono diverse proprietà oltre avari redditi extra dall’affitto di queste proprietà.

    Visto che hanno comprato l’appartamento e sostengono il tenore della figlia più piccola ma maggiorenne, possono chiedere le altre 2 sorelle attraverso un’azione legale (visto che negano continuamente gli aiuti che chiedono) un auito economico dai genitori, visto che fin ad oggi ne beneficia solo una sorella del patrimonio in essere?

  • Silvia (author) ha scritto:

    Cosimo, quello che chiede una delle tue sorelle è legittimo: la casa è di tutti e 11 in parti uguali. O si raggiunge unanimemente un accordo o si arriiverà ad una divisione giudiziale (ovviamente con vendita del bene, eventualmente anche alla sorella che vi abita)

  • Silvia (author) ha scritto:

    Federico, la casa è di proprietà di tuo padre: non puoi chiedere nulla al Tribunale ed in caso di vendita non avete diritto a nulla. Vostro padre deve solo matenervi adeguatamente.

  • Silvia (author) ha scritto:

    Magdalena, sarebbe piuttosto complicato. Unica cosa certa è che, alla morte di tuo padre, erediteresti una quota dei suoi beni.

  • Magdalena ha scritto:

    Salve, mio padre di nazionalità tedesca e morto nel ’96 non riconoscendomi come sua figlia e mia madre ha dovuto crescermi da sola.
    Io sono di nazionalità polacca ma vivo in Italia da 15 anni e qui mi sono fatta ormai una famiglia (sono sposata ed ho una bimba).
    Mia madre continua a ripetermi che, se dovessi effettuare il test del dna e dovessi essere riconosciuta come figlia naturale, avrei diritto ad una specie di “sussidio” per tutti gli anni passati fino almeno ai 18 anni, oggi io ne ho 24…è possibile secondo voi??
    Grazie

  • Federico ha scritto:

    Salve sono un figlio maggiorenne ho 22 anni,sono studente univesitario e lavoro in regola, ho un fratello di 17 anni che studia e lavora saltuariamente; i miei genitori vogliono separarsi ma l’immobile nel quale viviamo è di proprietà di mio padre in quanto appena sposati mio padre ha ottenuto la separazione dei beni anche se il mutuo è stato pagato da entrambi. Nostra madre non vuole nulla ma vuole che la casa venga intestata ad entrambi i figli, mio padre invece non vuole. Noi figli possiamo richiederlo al tribunale? a quanto abbiamo diritto in caso di vendita della casa da parte di nostro padre? e tutto quello che si trova all’interno della casa?

  • dore cosimo ha scritto:

    siamo 12 fratelli 11 viventi di cui una mia sorella che viveva e assiststeva mia madre una delle mie sorelle chiede che questa lasci la casa unico bene ereditario nonostante quasi tutti siamo daccordo che lei continui a viverci e dare a chi la vuole la sua parte, qualcuno puo dirmi se quanto richiesto e leggittimo e puo essere attuato

  • sergio ha scritto:

    Mia sorella vive con suo marito e figlia maggiorenne da 19 anni con mia madre vedova. Che diritto avrà di stare e per quanto tempo sulla casa dopo la morte di mia madre?

  • lella ha scritto:

    Buongiorno, vorrei se possibile un chiarimento , sono vedova e ho in casa la mamma di 89 anni invalida al 100% e l’accudisco io , mio fratello, sposato con una figlia di 15 anni vive in Spagna, e nel 2007 ha avuto un’aneurisma alla testa e tutt’ora non lavora, in questi anni e mesi ho aiutato con la pensione della mamma mio fratello, vorrei sapere se è di obbligo e in quale parte mia mamma è tenuta ad aiutare mio fratello. la moglie di mio fratello lavora e percepisce uno stipendi di più di 3000 euro al mese. Sò comunque che hanno da pagare un mutuo e in questi ultimi 7 mesi ho utilizzato tutta la pensione della mamma per pagargli le rate della macchina.
    vi ringrazio in anticipo
    saluti

  • Sara ha scritto:

    Buongiorno Silvia,
    Mi chiamo Sara ed ho 28 anni.
    I miei genitori sono sposati da 39 anni,hanno una casa in comune nella quale viviamo da 5 anni io e mia madre ed una casa intestata a mia madre della quale mio padre è usufruttuario, dove vive mio padre da 5 anni.
    Cinque anni fa siamo venute a sapere dal conto corrente comune che mancavano dei soldi..in seguito abbiamo saputo che parte di essi erano andati alla prima amante che aveva ricattato mio padre e altri per la seconda.Venuta a galla la situzione mio padre è andato a vivere nella casa di mia madre di cui lui ha l’usufrutto.Io ho troncato i rapporti con lui,ed i miei non si sono separati legalmente. Ora mio padre vive in questa casa con la seconda amante (con la quale diceva di non avere più contatti per potersi riappacificare con mia madre..)e con un bambino che noi non sappiamo se sia suo o no (la madre del bambino minaccia mio padre di non fargli vedere più il bambino nel caso lui richieda il test di paternità..)e se è stato riconosciuto in Romania (dove è nato, essendo la madre Rumena) o anche qui. Come posso sapere se questo figlio è stato riconosciuto? A livello legale che diritti ha? Mio padre può tenere nella casa di proprietà di mia madre (anche se lui ha l’usufrutto) questa donna essendo per di più ancora sposato? In futuro potrò richiedere io il test del dna? La separazione potrebbe tutelare me e mia madre?
    Grazie per l’attenzione!

  • Silvia (author) ha scritto:

    Daniela, per la frequentazione di tuo figlio nella casa paterna, in realtà si può dire tutto ed il contrario di tutto…. I giorni stabiliti ci sarebbero, da quanto ho capito, ma è anche vero che l’abitudine ha stabilito una frequentazione più assidua. Il principio generale dovrebbe essere quello di non stravolgere mai le abitudini dei figli, quindi dovrebbe continuare a frequantarla quando vuole.
    Prendi il padre di tuo figlio a quattr’occhi e cerca di fargli notare che la sua nuova compagna non può influire su rapporti ormai consolidati.

  • Silvia (author) ha scritto:

    Natascia, premesso che non è questione da affrontare così, in un commento ad un post, sicuramente € 250 sembrerebbero pochi, anche considerando il suo precedente obbligo di assegno di € 200 (l’”addebito” è un’altra cosa e non ha a che fare con l’assegno) che è comunque molto basso. Il reddito va considerato annualmente e gli straordinari concorrono a determinarlo se svolti con continuità.
    Ovviamente senza conoscere i tuoi redditi poco si può dire. L’unico consiglio che posso darti è quello di rivolgerti ad un legale, fornendo tutti i dati necessari.

  • natascia ha scritto:

    cara claudia cipi sono natascia ,il padre di mio figlio non e’ nello stato di famiglia mio e di ns.figlio ,poi in relazione al reddito di fornisco alcuni dati le sue buste paga sono circa al netto tutti i mesi di e 1.674,oo alcuni mesi (parecchi)arrivano a 1.900.00 con straordinari mensili calcolabili in 270,oo e il padre di mio figlio e’ un impiegato di 2 livello la paga base scritta in busta risulta di e.1564,21. lui mi vorrebbe senza avvocati e senza andare dinanzi a un giudice cosa che io faro’ senza meno,dare circa 250 euro al mese, cosa ne pensi. comunque riguardo la sua situazione patrimoniale so che ha 1 casa di proprieta’ e che si e’ separato con addebito di e.200 da corrispondere mensilmente alla sua ex moglie.saluti in attesa di una tua risposta grazie.

  • Claudia-cipi ha scritto:

    NATASCIA nella determinazione dell’importo per l’assegno di manteniemnto entrano in gioco talmente tanti fattori che non è proprio possibile dirti una cifra qui, tanto meno con così pochi dati.

    DANIELA non credo che il padre possa rifiutarsi di far entrare suo figlio in casa solo perchè alla sua nuova compagna da fastidio (e tralascio di dire cosa ne penso di questa compagna e del tuo ex marito, che rifiutare un figlio per una donna per me è una cosa inaccettabile), anche se non fosse la casa dove il bambino ha trascorso l’infanzia. Però su questo aspetto non ho mai avuto modo di informarmi bene prima, quindi non sono sicura, ma visto che i genitori hanno l’obbligo di curare e mantenere i figli, anche quando si separano, non mi sembrerebbe logico non doverli accettare in casa propria quando loro vogliono…

  • Daniela ha scritto:

    Salve, volevo avere dei chiarimenti sulla casa coniugale:
    Sono divorziata da 5 anni e ho un figlio di 15 affidato ad entrambi; nella separazione ho lasciato la casa coniugale in quanto di proprietà dei miei allora suoceri.Mio figlio in questi anni ha continuato a frequentare le scuole del paese di nascita anche se residente con me in un altro, così giornalmente poteva vedere il padre e frequentare la casa dove è nato. Ora in questa casa il mio ex marito convive con una nuova compagna e cominciano a nascere dei problemi sulla frequentazione di mio figlio nella Sua casa famigliare.. tengo a precisare che in questi 9 anni di separazione mio figlio dopo la scuola restava in quella casa fino a che io finivo di lavorare per poi passare a prenderlo e tre giorni alla settimana ha sempre dormito lì…è una casa dove nell’appartamento di sopra vivono i miei ex suoceri e nel piano inferiore c’è l’appartamento in questione ed un altro dove il padre ha un’attività…ora che ha 15 anni e avendo frequentato le scuole lì e pure gli amici, ogni tanto mi chiede di accompagnarlo dai suoi amici..è possibile che se non è il giorno stabilito dal giudice mio figlio non possa entrare nella,credo sua casa, perchè alla nuova compagna da fastidio? la casa coniugale che diritti da al figlio? grazie per l’interessamento e spero di essere stata chiara..Daniela

  • natascia ha scritto:

    gentile avvocato,il padre di mio figlio percepisce al mese 1.500 EURO quanto sarebbe la cifra che dovrebbe dare per il mantenimento del bimbo (ha 33 mesi)GRAZIE PER LA RISPOSTA

  • Silvia (author) ha scritto:

    Ed anche questa volta non posso che unirmi a Claudia, in tutto e per tutto: sui punti 1, 2 e 3, correttissimi, e per gli ottimi spunti di riflessione che vi fornisce al punto 4.

  • Claudia-cipi ha scritto:

    MICHEFAG
    1) 600 euro posono essere congrui come no, ci sono talmente tante cose da considerare per calcolare l’assegno di mantenimento che non so se ci si possa azzardare a dare un giudizio del enere senza conoscere nei più piccoli dettagli la questione, e questo eventualmente può farlo un tuo legale di fiducia.
    non sono del mestiere ma per la mia esperienza personale se lei deve pagare un affitto e visto che il tuo stipendio è abbastanza alto, forse aggiugnerei un 100-200 euro al mese, ma, ripeto, meglio che sottoponi la questione a un esperto che possa analizzare a fondo la questione.
    2) sì. la casa rimane ai figli per turbarli il meno possibile e chi ha l’affidamento o la convivenza coi figli ovviamente andrà a vivere con loro.
    3) sì, per lo stesso motivo del punto 2.
    4) questione difficile anche per chi non è separato… oltre alla vicinanza alle vostre abitazioni dovreste considerare anche altre questioni, come magari: chi porterà e prenderà più spesso i bambini? i nonni dovranno occuparsene? le strutture, il personale ed il programma educativo si equivalgono? e gli orari, uno dei due puà essere più comodo? i costi sarebbero gli stessi? il trasporto è assicurato in entrambi gli istituti? (da me lo assicurano solo a chi è “di zona” e se lo mando in un altro asilo non può usare il pulmino, può essere una variabile da considerare). Considerate anche che poi sarebbe buona cosa se possibile fargli continuare la scuole primaria dove hanno frequentato anche l’asilo, così che possano ritrovarsi gli amichetti, e magari se le scuole dell’infanzia vi si equivalgono non sarà lo stesso per quelle primarie…

  • michefag ha scritto:

    Salve Silvia,vorrei questi suggerimenti.
    Siamo una coppia di fatto con due bambini di 3 e 4 anni.Io ho una casa di proprietà che abbiamo lasciato(l’ho affittata a 600 euro in nero) per trasferirci nella città della mammma,dove abbiamo preso in affitto una casa a 850 euro dove lei è conduttore e io garante e pago per intero l’affitto,in attesa di vendere la mia casa e acquistarne una in cooperativa fra 2-3 anni sempre nella città della mamma e dei nonni materni.Questa futura casa sarà di mia proprietà.Il mio reddito è di 1800 euro il suo è di 600+250 di assegni familiari=850,ma stà per passare ad un lavoro dove arriverà a circa 1000 compreso gli assegni familiari.Inoltre con la valutazione ISEE bassissima non paga l’asilo dei bambini ed ha delle agevolazioni sulle bollette.Lei ha deciso di separarsi e andare in affitto in un’altra casa a euro 700 e portando con se la residenza dei bambini,mentre gli stessi di comune accordo sarebbero condivisi anche nel 50% del tempo tra i due genitori nelle due case in affitto.Io le passerei 600 euro al mese.Considerando che i bambini metà del tempo saranno con me,per cui dovrei ulteriormente utilizzare altri soldi del mio stipendio per il mantenimento ordinario ti chiedo:
    1)La retta di 600 è congrua o va rivista a favore dell’una o dell’altro?
    2)Non essendo sposati lei avrebbe potuto decidere di rimanere nella casa dove attualmente siamo in affitto,mandandomi via?
    3)Se tutto ciò fosse capitato nella mia casa di proprietà avrebbe potuto fare la stessa cosa del punto 2?
    4)Non essendo d’accordo su dove i figli andranno a scuola,io vorrei vicino alla casa dove ora rimarrei che è vicino a quella che costruiranno in cooperativa,e lei vorrebbe vicino a dove sarà in affitto come dovremmo risolvere la cosa?

  • Silvia (author) ha scritto:

    Maria Grazia, in vita ognuno può disporre dei suoi beni come crede. Non esiste un diritto ad un “futuro ereditario”. Quindi non c’è nulla da fare.

  • Claudia-cipi ha scritto:

    MARIA GRAZIA credo che l’ex di tua sorella possa disporre come meglio crede dei suoi averi finchè è in vita e se vuole vendere alla sua attuale moglie le sue proprietà non potrete impedirglielo.

    ENNIO credo che il dovere di mantenere la suocera ricada su tutte e tre le figlie in base alle loro possibilità, e credo che nelle possibilità si calcolino anche gli averi e le entrate dei coniugi. Il fatto di essere stata trattata peggio (a tua detta) delle altre sorelle non la esonera dal dovere di mantenere la madre se questa ne avesse bisogno.

  • maria grazia ha scritto:

    Gentile Avvocato, mia sorella è divorziata con un bimbo di 8 anni in affidamento congiunto ma che vive con lei in una casa in affitto (mia sorella è indipendente economicamente). Ora il padre del bambino si è risposato (notizia che abbiamo appreso per vie indirette nonostante ci siano motivi di comunicazione tra i due). Vengo al punto: il mio ex cognato ha dei beni ereditati dal nonno e dal padre defunti e parte di questi beni sappiamo essere stati messi in vendita, ma mai da parte di questa persona c’è stata la rassicurazione sul futuro ereditario del bambino. Si può chiedere l’intervento del giudice per garantire i diritti del bambino visto che il nostro timore è che lui possa in qualche modo vendere e reintestare i nuovi beni acquistati alla nuova moglie?La ringrazio infinitamente.

  • ennio ha scritto:

    buongiorno,un’informazione inerente all’aiuto economnico dei suoceri:
    gradirei sapere come mi debbo comportare alla morte di mio suocero, mi spiego:nel caso mio suocero muoia,(e già gravemente malato), chi deve penasare al mantenimento di mia suocera?premetto che mia moglie ha altre due sorelle che durante la loro vita hanno sempre avuto dai miei suoceri, mentre mia moglie , si ha avuto, ma solo calci-ora mi viene da pensare:mia moglie non lavora, mentre le altre due sorelle si, chi deve dare a i soldi a mia moglie per mantenere sua madre? io?no!! io sono un pensionato e più di tanto a fine mese non mi rimane dalla pensione, -posso fare una lettera alle sorelle di mia moglie, dicendo che mi esonero da qualsiasi forma di eredità nel bene e nel male?lasciando eredi universali le altre due figlie?forse avrò fatto un pò di confusione nello spiegare, sarei felice ricevere una risposta- grazie- ENNIO

  • ennio ha scritto:

    buongiorno,un’informazione inerente all’aiuto economnico dei suoceri:
    gradirei sapere come mi debbo comportare alla morte di mio suocero, mi spiego:nel caso mio suocero muoia,(e già gravemente malato), chi deve penasare al mantenimento di mia suocera?premetto che mia moglie ha altre due sorelle che durante la loro vita hanno sempre avuto dai miei suoceri, mentre mia moglie , si ha avuto, ma solo calci-ora mi viene da pensare:mia moglie non lavora, mentre le altre due sorelle si, chi deve dare a i soldi a mia moglie per mantenere sua madre? io?no!! io sono un pensionato e più di tanto a fine mese non mi rimane dalla pensione, -posso fare una lettera alle sorelle di mia moglie, dicendo che mi esonero da qualsiasi forma di eredità nel bene e nel male?lasciando eredi universali le altre due figlie?forse avrò fatto un pò di confusione nello spiegare, sarei felice ricevere una risposta- grazie-D’AURELI ENNIO

  • Claudia-cipi ha scritto:

    ANTONELLA il modo in cui scrivi non è certo indice di gran maturità, ma questo è un problema tuo e dei tuoi familiari. Dal punto di vista legale tuo padre può disporre solo di una parte dei suoi beni come meglio crede, perchè c’è una quota che per forza va divisa in parti uguali tra te e tua sorella. Non conosco quale sia la quota di preciso, ma in ogni caso a te spetta qualcosa e se il testamento dicesse il contrario puoi rivolgerti ad un legale per impugnarlo, e lui ti darà tutte le informazioni del caso, comprese le quote che io non ricordo.
    Se poi ci fossero altre cose meno chiare sotto o vincoli particolari che possono far cambiare la situazione noi non possiamo saperlo e puoi scoprirlo solo mettendo le cose in mano ad un legale di tua fiducia che possa studiare ed approfondire la tua situazione personale. Ma sinceramente, farlo ora potrebbe peggiorare ulteriormente i rapporti coi tuoi familiari, quindi valuta bene la situazione prima di fare o non fare qualsiasi cosa.

  • antonella ha scritto:

    salve siamo due figlie dello stesso padre nostra madre e morta, mio padre a 89 anni, mia sorella maggiore ed io sono la minore delle figlie , il problema e questo siccome che mia sorella ,e una persona avida , egoista, cattiva molto cattiva, e mio padre e diventato succube di mia sorella fa tutto quello che dice la maggiore, a me mi considerano come una persona ignorante come se non esistessi, ho paura che lei faccia fare ad insaputa un testamento e lo fa firmarea mio padre che intesti l’eredità tutto a lei a mia sorella maggiore . mi chiedo posso fare tutto questo?

  • Silvia (author) ha scritto:

    Nalia, è corretto tutto quanto spiegato da Claudia.
    Cercate di capire meglio cosa ha detto il notaio, perchè così come riferito non è corretto.

  • Claudia-cipi ha scritto:

    NALIA a me invece hanno sempre detto che non c’è distinzione tra figli legittimi e figli naturali, quindi ‘sta cosa che al fratello nato da matrimonio va di più mi suona strana. a meno che non ci sia qualcos’altro sotto.
    e poi non capisco perchè mai far passare la proprietà interamente alla madre. non ne vedo il senso. e questo mi fa pensare che ci siano sotto altre storie che non vi hanno raccontato, e che potrebbero sballare l’eredità.

  • Nalia ha scritto:

    in realtà i miei suoceri l’hanno saputo dal notaio che dovrebbe fare il passaggio del 50% dal padre alla madre e siccome gli è stato detto che anche in quel caso al figlio del primo matrimonio (il fratellastro di mio marito)andrebbe comunque di +, dovrebbero fare una scrittura privata per dare almeno il 50% a ogni figlio, ma trovo comunque che non sia giusto siccome a mio marito essendo unico erede del padre spetterebbe di +.

  • Claudia-cipi ha scritto:

    NALIA mi sembra stranissima questa suddivisione.
    Io non sono esperta ma mi sono informata un minimo per cercare di capire come poter tutelare mio figlio (naturale) visto che il mio compagno ha un’altra figlia (legittima).
    Da quanto ho capito (casa intestata 50%-50% ai genitori di tuo marito e fratellastro che non è figlio di tuo suocero) e per il poco che so, la metà del padre, se dovesse mancare prima lui, dovrebbe spettare in parti uguali alla madre ed a tuo marito (se non ci sono altri fratelli, e da come dici non ci sono), mentre se dovesse mancare prima la madre il suo 50% verrebbe diviso metà al padre ed il restante in parti uguali tra i fratelli.
    Se dovessero mancare entrambi contemporaneamente (e facciamo quache scongiuro, poveretti) il 50% del padre andrebbe per intero a tuo marito in quanto unico erede, mentre il 50% della madre andrebbe diviso a metà tra i fratelli, quindi a conti fatti tuo marito si troverebbe il 75% dell’immobile ed il fratellastro il 25%.
    Non dovrebbero esserci grandi differenze di eredità da genitori e nonni tra figli legittimi (nati in matrimonio) e figli naturali (nati fuori dal matrimonio).
    Mi sembra di ricordare che i figli elgittimi abbiano la possibilità di liquidare in contanti la parte di eredità in beni dei figli naturali senza bisogno di accordo, ma non sono sicura.
    Poi c’è una quota di eredità di cui non ricordo la percentuale che si può decidere a chi farla ereditare facendo testamento, mentre un’altra quota (più grande) va suddivisa per forza tra gli eredi legittimi (ovvero sposi, figli e non so chi altro).
    Quelle cifre ve le ha date un professionista o sono solo “sentito dire” da qualcuno che non è del mestiere?

  • Nalia ha scritto:

    buonasera, avrei un dubbio su una situazione a cui non trovo spiegazione, le spiego brevemente:

    Mio marito risulta figlio naturale riconosciuto, siccome nato da una coppia di conviventi, sua madre precedentemente sposata (e ora divorziata) con un’altro uomo ha avuto un figlio;
    i genitori di mio marito qualche anno fa hanno comprato casa al 50%, ora sono andati a infomarsi sull’eredità in caso intestassero tutta la casa alla madre, e gli è stato detto che nella situazione attuale (ossia entrambi i genitori 50%), a mio marito che sarebbe figlio di entrambi andrebbe il 25% mentre al figlio nato dal primo matrimonio della madre andrebbe il 75%,

    Ora io non capisco come questo può essere possibile, sopratutto come mai l’eredità del convivente della madre (padre di mio marito)deve andare a un figlio non suo ma del precedente matrimonio della madre,

    Neanche i genitori di mio marito si capacitano della cosa ma dicono che cosi gli ha detto il notaio e che per cambiare la cosa devono fare una scrittura privata, e anche se intestassero la casa tutta alla madre non andrebbe ugualmente il 50% a entrambi ma di più al primo, queste cose sono vere?
    la ringrazio e scusi se sono stata prolissa

  • airone ha scritto:

    Grazie per la risposta, ma una curiosita’ si possono chiedere gli alimenti che non ho mai avuto in 30 anni, cioe’ gli arretrati’?

  • Silvia (author) ha scritto:

    Angelo, confermo la risposta di Claudia-cipi

    Graziella, anche in questo caso confermo la risposta di Claudia. Dopo la separazione i diritti ereditari restano invariati (il matrimonio è ancora in essere).

    Argy, se tuo padre ha un suo reddito, non c’è un motivo giuridico di coinvolgere economicamente tua sorella. In caso il reddito di tuo padre non fosse sufficiente (anche a “ricompensare” in modo onesto la tua applicazione costante alle sue cure), puoi richiedere la metà di quanto necessario ad integrare il reddito a tua sorella. Se non lo paga spontaneamente ti resta solo una causa nei suoi confronti.

    Natascia, non comprendo il problema: tuo marito incontra la ex moglie insieme all’attuale compagno al parco giochi. Cioè è come se incontrasse una coppia di suoi amici (probabilmente questo è il tipo di rapporto rimasto tra lui e la ex moglie, vivaddio!). Francamente non vedo il motivo per impedirlo. Occhio a non coinvolgere i figli nelle ripicche personali, è un atteggiamento che normalmente non conduce da nessuna parte.

    Airone, puoi avere un mantenimento solo se ti spetta ora, nonostante l’età, per le condizioni di salute, ma deve essere realmente inabile al lavoro. Hai sicuramente diritto alla tua quota di eredità. Ovviamente per sapere quando, dovrai informarti, magari facendoti vivo con tuo padre fin da adesso (che magari un aiuto potrebbe riconoscertelo spontaneamente).

  • airone ha scritto:

    Buonasera vorrei sapere se posso avere dei diritti, mio padre nel 1976 mi dichiaro’all’anagrafe conviveva con mia madre minorenne lui 22 mia madre 17, nel 1978 mio padre ci abbandono’, io non lo piu’ rivisto, mia madre si e’ sposata ed ha fatto altri figli, mio padre anche, mo’ vorrei sapere dopo 30 anni posso richiedere gli alimenti non avuti all’epoca, sono malato e disoccupato , vivo in un paesino di mille anime.E’ se posso avere qualsiasi beneficio dopo la sua morte, ho saputo che e’ un dipendente dello stato, se gli succede qualcosa, mi tocca l’eredita’, e’ poi come lo saprei’?Che ruolo avrei con i miei fratelli.Grazie.

  • natascia ha scritto:

    cara claudia,non ho posto condizioni sulle visite e le uscite che lui fa col bambino,ma per rispetto mio non in prsenza di lei o chi per lei.lui e la sua ex moglie si possono vedere in qualsiasi momento ma non con mio figlio,comunque in tal senso mi sto muovendo legalmente.accetto tutto ma questo no vedremo la legge cosa puo’ fare.e’ una questione di principio ognuno al suo posto!!!!

  • Claudia-cipi ha scritto:

    NATASCIA se non fanno cose oscene e non creano danno alla psiche del bambino (se si incontrano solo e parlano non c’è niente di male) non credo tu possa impedirglielo. E non credo nemmeno che possa essere giusto farlo, da un punto di vista morale.

  • natascia ha scritto:

    salve,ho un figlio naturale ,riconosciuto ma io e il padre del bimbo non stiamo insieme.pochi giorni fa il padre ha portato mio figlio a casa della sua ex moglie,e molto frequentemente si incontrano al parco giochi sempre in presenza di mio figlio come posso impedire questa cosa????premetto la sua ex moglie e in compagnia del suo attuale compagna un bel triangolo nulla da dire ma non in presenza di mio figlio!!!!

  • Claudia-cipi ha scritto:

    ANGELO credo che ai 2/3 di legittima concorrano tutti e 6 i figli in parti uguali.

    GRAZIELLA se ho ben capito ti spetta la metà della quota di legittima, overo quella che tuo padre non può decidere di lasciare ad altri, almeno finchè tuo padre a sua moglie saranno ancora sposati. Dopo la separazione e/o il divorzio non so come funzioni, mi spiace.

    ARGY dal punto di vista morale direi che puoi concordare con tua sorella la corresponsione di uno stipendio mensile, lo stesso che dovreste pagare ad una persona estranea se tu come tua sorella ti disinteressassi di vostro padre. Dal punto di vista legale non so che dirti, per mia fortuna non mi è mai capitato di dovermi informare in merito, mi spiace. Puoi rivolgerti ad un avvocato per informazioni giuridiche o all’asl per informazioni sulla gestione dell’accompagno per tuo padre.

  • argy ha scritto:

    salve a tutti ….mi trovo in una situazione difficile….sto assistendo mio padre d12 ore al giorno in tutto e per tutto e io sono disoccupata…ho una sorella di 6 anni pià giovane di me e benestante e lavora ma del papa non ne vuol sapere come posso gestire la situazione cosi di fficile da sola?a chi mi posso rivolgere..tener presente che il papà non è a mio carico grazi—

  • Graziella ha scritto:

    Sono figlia di genitore risposato in separazione di beni. La moglie dimio padre (mia madre naturale è morta),sta mandando avanti la separazione legale.In caso di morte di mio padre , sua moglie oltre ad avere diritto al cespitere, può dopo la morte di lui ottenere altri beni o immobili? A me sua figli cosa mi spetta?.Sua moglie attuale non mi ha adottata ed io sono figlia solo di mio padre con madre deceduta. Per favore rispondetemi,e vi ringrazio anticipatamente, per me è molto importante!

  • angelo ha scritto:

    ciao vorrei sottoporvi un quesito.
    premetto che siamo sei fratelli e mia madre non c’è più.
    mio padre vuole lasciare il terzo che gli compete a due dei sei fratelli e fin qua va bene,la mia domanda è :agli altri due terzi del suo patrimonio concorrono gli altri quattro figli o sempre tutti e sei i figli
    grazie

  • Silvia (author) ha scritto:

    francesca… però questo equilibrio è molto… squilibrato.
    Sappi solo che è profondamente ingiusto, poi i passi da compiere puoi saperli solo tu e non sono legati solo al denaro. Però, mi permetto di dire, pur non conoscendo la situazione specifica, ma conoscendone tante, che lui ti sta ricattando: equilibrio (fittizio, apparente) contro bene dei figli, a cui tu tieni sopra ogni cosa. Ed è tutto troppo facile per lui. Anche questa è violenza psicologica: convincere una persona a rinunciare ai suoi diritti.
    Pensaci su.

  • francesca ha scritto:

    Solo a sentire la tua cortese e rapida risposta mi si sono attorcigliate le budella… Non so perchè, ma sebbene sappia quanto
    tu stessa mi hai confermato, resto immobile con la paura di fare qualsiasi passo che rompa il faticoso equilibrio raggiunto e del
    quale principalmente si stanno avvantaggiando i nostri figli.
    So già che ogni mia mossa verrebbe interpretata come un’azione di
    guerra…e quindi sono combattuta perchè proprio una guerra è l’ultima
    cosa che vorrei, visto che ho passato due anni difficilissimi, ma d’altra parte mi domando se in questo modo non stia rischiando appunto
    di causare un danno ai miei figli. Ci rifletterò su…Grazie

  • Silvia (author) ha scritto:

    Francesca, certo che deve passarlo: pagare la scuola e qualche extra non è un mantenimento. Per favore, anche per i tuoi figli, pretendi quello che ti è dovuto.

  • francesca ha scritto:

    Buongiorno. Convivenza di 14 anni, di cui 8 in casa di mia proprietà (65 mq)gravata da mutuo a mio carico, e 5 in casa di sua proprietà (250 mq)gravata da mutuo a suo carico. Due figli 6 e 10 anni. Ci siamo lasciati e lui mi ha chiesto di lasciare casa. Non sono tornata nel mio appartamento per non stravolgere le abitudini dei bambini e ho preso una casa di cui pago interamente l’affitto, con grandi sacrifici. Situazione economica sua molto più vantaggiosa della mia e dimostrabile. I bambini stanno principalmente con me circa 5 gg a settimana ma il padre ORA è finalmente presente. Paga la scuola dei bambini e qualche piccolo extra (gita della grande, qualche vestito). Io con sacrificio non sto cmq facendo mancare loro niente, però il mio ex conduce un tipo di vita non certo morigerato (viaggi, vestiti griffati, auto di lusso, ristoranti ecc.) Non sono andata da un avvocato per cercare di mantenere buoni rapporti per via dei figli, perchè quando l’ho proposto a lui si è alterato. Vorrei sapere se il mio ex deve comunque passare il mantenimento per i figli, extra a parte. Grazie anticipatamente.

  • Silvia (author) ha scritto:

    Naji, il diritto di essere riconosciuta lo hai comunque e sempre. Il problema è che attualmente non hai bisogno di un mantenimento: sei in grado di renderti indipendente (magari con molta più fatica).
    Manifestare l’intenzione di essere riconosciuta, magari con una lettera privata a tuo padre, potrebbe però… smuovere un po’ le acque…
    Diciamo che l’aiuto economico mancato per tanti anni potrebbe anche essere riconosciuto spontanemamente…
    Per il riconoscimento è necessario un ricorso, quindi ti è sufficiente rivolgerti ad un avvocato che conosca la materia.
    Ovviamente, in futuro, essere riconosciuta ti darebbe diritto all’eredità.

  • Naji ha scritto:

    Buongiorno,
    vorrei porLe una domanda a cui in realtà, da molti, anni avrei voluto dare risposta.
    Ho 27 anni ed alla mia nascita sono stata riconosciuta solo da mia madre; lei aveva appena sedici anni e mio padre 21.
    In questi anni ho cercato di riavvicinarmi a mio padre, ma lui ha espresso l’intenzione di mantenere la mia esistenza nascosta ai suoi due figli, avuti da un matrimonio successivo alla mia nascita.
    In questo momento la mia famiglia non può aiutarmi economicamente per proseguire gli studi di laurea (mi sono appena laureata con 110 e lode) o per avviare un’attività agricola che da sempre è il mio sogno.
    Ho il diritto di chiedere aiuto a mio padre? Esiste una figura che mi possa supportare moralmente e giuridicamente in questo percorso? …Sembra assurdo, ma dentro di me è come se chiedessi aiuto senza che ciò sia dovuto,…forse perchè mio padre è sempre stato uno conosciuto.

  • Claudia-cipi ha scritto:

    MICHELE dai nonni non ci dovrebbero essere differenze, per l’eredità.
    e visto che la sorella della tua compagna ha figli l’eventuale eredità da lei non spetterebbe comunque ai tuoi figli.

  • Michele ha scritto:

    Salve, ho una figlia riconosciuta con la mia convivente (quindi naturale); la mia convivente ha una sorella sposata con figli legittimi; i genitori della mia convivente sono in vita; se la mia convivente dovesse morire mia figlia sarebbe penalizzata rispetto ai cugini con riferimento all’eredità dei nonni quando questi verranno a mancare?

  • Silvia (author) ha scritto:

    Sarah, a parte appoggiare quanto detto da Claudia, dovresti rivolgerti ad un legale e presentare un ricorso contro i tuoi genitori al tribunale ordinario… Certo, non è una strada facile.

  • Silvia (author) ha scritto:

    Michele, i tuoi genitori sono liberi di disporre dei loro beni come credono. Per ora, da vivi, sono loro e basta.

  • Claudia-cipi ha scritto:

    SARA indipendentemente dai doveri dei tuoi genitori mi sembra che a 20 anni tu sia abbastanza grande da trovarti un lavoro, anche saltuario, per pagarti la patente e le tue spese da sola. Se non trovi nella tua città puoi cercare anche nelle città limitrofe. Le possibilità sono tantissime e tu ormai sei adulta, non mi sembra giusto pretendere che i tuoi genitori ti mantengano, anche se magari per legge dovrebbero ancora farlo. Io non mi sentirei a posto con la coscienza (ed infatti a 19 anni ho iniziato a lavorare, proprio perchè a farmi mantenere dai miei mi sentivo “di peso”).

  • SARAH ha scritto:

    SALVE, MI CHIAMO SARA HO 20 ANNI E SONO DISOCCUPATA..PERCHè NELLA MIA CITTà CI SONO POCHISSIME OPPORTUNITà LAVORATIVE; ECONOMICAMENTE ANCORA NON SONO
    INDIPENDENTE E VOLEVO SAPERE SE I MIEI GENITORI SONO ANCORA TENUTI A PROVVEDERE AI MIEI BISOGNI?COME AD ESEMPIO PAGARE LA SCUOLA PER POTER PRENDERE LA PATENTE,E SE è MIO DIRITTO RICEVERE UNA SOMMA MENSILE DI DENARO CHE MI POSSA PERMETTERE DI PRO0VVEDERE HAI MIEI BISOGNI PRIMARI.PURTROPPO NON HO UNA SITUAZIONE FAMILIARE NORMALE.. NONOSTANTE LORO ABBBIANO I MEZZI PER SOSTENERMI NON LO FANNO, A CHI MI POSSO RIVOLGERE PER FAR VALERE I MIEI DIRITTI PER RICEVERE UN AIUTO?

  • Michele ha scritto:

    Salve,
    i miei genitori hanno fatto ricorso circa 2 anni fa alla separazione consensuale, in seguito alla quale ciascuno di loro è entrato in possesso di beni immobili come da accordi.
    La domanda è la seguente:
    i miei genitori sono liberi di vendere i beni immobili, senza riconoscere a noi figli (me e mio fratello) alcun diritto su di essi?

    Grazie Assai in anticipo,
    Michele

  • Silvia (author) ha scritto:

    @ Lia: la comunione dei beni non influisce sulla proprietà, non comprendo se “condivisione” si riferisce a questo regime patrimoniale o ad una comproprietà. Comunque Se ci sono beni intestati anche per una quota a tua madre tu hai ereditato quella quota.
    @Lorenza: non mi risulta che la cittadinanza influisca sulla titolarità di beni. Le eventuali tasse di successione, poi, sono dovute da tutti, cittadini o stranieri.
    @Chiara: credo proprio che tua madre possa stare tranquilla. Non credo sia difficile provare che i soldi sono serviti per il mantenimento della nonna. Quanto ad essere pagata non è così immediato: c’è un dovere di assistenza dei genitori. Se lo ha svolto solo lei, mentre dovevano contribuire anche i fratelli potrebbe chiedere un risarcimento del danno provocato dalla loro assenza. Non sarebbe però una causa facile e dovrebbe essere sostenuta da solide prove del danno provocato (per esempio risvolti psicologici certificati causati dalla fatica di assistere da sola la nonna, occasioni lavorative perse, e cose così)

  • Chiara ha scritto:

    Getile Silvia,

    volevo chiederle un parere prfessionale: mia madre ha assistito per anni mia nonna completamente invalida a fronte del menefreghismo dei fratelli. per far ciò ha utilizzato anche i soldi che perpecia la nonna quali canoni di locazione di tre appartamenti di proprietà. Ora gli altri figli lamentano l’appropriazione indebita da pate di mia madre di questi soldi. è possibile?Potrebbe, invece, mia madre avanzare pretese di essere pagata per il lavoro di cura svolto?
    Grazie per la disponibilità

  • Lorenza ha scritto:

    Sono propietaria di un appartamento e miei genitori ne sono usufrutuari, mio padre ha un altro appartamento intestato solo a suo nome. I miei genitori hanno anche vari conti bancari e investimenti quasi tutti con anche il mio nome, vorrei sapere se cambio la mia cittadinaza da italiana ad americana ( per motivi di lavoro) e purtroppo dovrei rinunciare completamente a quella italiana ( leggi italiana se si lavora in una base americana in Italia) quali sarebbero i miei diritti di eredita’ e se dovrei pagare allo Stato per avere il possesso di qualcosa che e’ mio

  • Lia ha scritto:

    Gentile Silvia

    Potrebbe gentilmente chiarirmi come comportarmi in base a questi fatti:
    Mia madre, con la quale non avevo un buon rapporto e pertanto non frequentavo, dopo il divorzio con mio padre si è risposata. Da questa unione non sono nati figli. Mia madre è morta tre anni fa ed ora anche il marito. In questo caso posso vantare qualche diritto sui beni (mia madre non aveva beni esclusivi ed erano in regime di condivisione)o tutto passa ai familiari del marito (una sorella)?
    Grazie anticipatamente della risposta

  • Giuseppe ha scritto:

    Grazie Silvia per la sollecita risposta,
    scusa se insisto, ma giusto per chiarire bene, poichè non esiste una valutazione del patrimonio della mamma , non è possibile fare ricerche a tal proposito e a tempo debito nessuno aveva sollevato pretese, a questo punto i primi due figli hanno diritto oggi a pretendere il 22% dell’eredità finale o non hanno alcun diritto?
    grazie

  • Giuseppe ha scritto:

    Grazie Silvia per la sollecita risposta,
    scusa se insisto, ma giusto per chiarire bene, a questo punto i primi due figli hanno diritto oggi a pretendere il 22% dell’eredità finale ?

  • Silvia (author) ha scritto:

    Giuseppe, alla morte della mamma eredita 1/3 il marito e 2/3 i figli in parti uguali.
    Alla morte del marito, eredita solo suo figlio (quindi il terzo figlio), dato che il defunto era soltanto suo padre e non degli altri.
    Quindi, se ci riferiamo al patrimonio della madre, mentre i due primi figli ne ereditano circa un 22% a testa, il terzo figlio, alla morte del padre, ne avrà circa il 55%.

  • Silvia (author) ha scritto:

    Deborah,il padre non può mettere in vendita un bene del minore se non con il consenso del giudice tutelare che, normalmente, se si tratta di un beme immobile, vincola il ricavato della vendita all’acquisto di un altro bene sempre a nome del minore (magari nel luogo dove intendono trasferirsi).
    Per ottenere l’autorizzazione a vendere senza ricomprare un bene a nome del figlio (o parzialmente a nome del figlio, magari sempre per una quota del 50%) dovrebbe dimostrare uno stato di indigenza o di grave dissesto, tale da giustificare la diminuzione del patrimonio del minore.

  • Giuseppe ha scritto:

    Salve,
    gentil.ma Silvia

    Data la anomala situazione che stiamo vivendo e pensando che una simile storia sarà sempre più attuale con il passare del tempo e quindi il chiarimento può rivelarsi molto utile ad un sempre maggiore numero di persone, le chiedo la cortesia di sciogliere alcuni dubbi su questo quesito:
    siamo tre fratelli figli della stessa madre, i primi due nati dal primo matrimonio mentre il terzo è nato da una relazione durante il periodo di separazione antecedente il divorzio. Tutti e tre portiamo il cognome del primo marito anche se il terzo non è stato da questi riconosciuto. La mamma dopo molti anni si è risposata con il padre del terzo figlio (che nel frattempo ha riconosciuto). A questo punto muore prima la mamma (in questa fase nessuno ha fatto valere diritti di successione) e dopo tre anni muore il marito delle seconde nozze. A questo punto i tre figli (tutti maggiorenni) come si suddividono l’eredità ? Quancuno può vantare maggiori diritti?
    Scusate se non sono stato particolarmente chiaro.
    Grazie

  • Claudia-cipi ha scritto:

    DEBORAH immagino che essendo il figlio minorenne spetti al padre disporre dei suoi averi, a meno che non ci siano vincoli particolari (ad esempio a mio figlio ho fatto un deposito vincolato, dove i soldini non li può toccare nessuno se non lui quando sarà maggiorenne e per prendere qualcosa da lì ci vuole il benestare del giudice).
    Però sulle eredità con minorenni non sono affatto informata, è solo una mia deduzione.

  • Deborah ha scritto:

    Gentile silvia.

    volevo avere delle informazioni riguardo quello che sta avvenendo nella mia famiglia. Lo scorso settembre è venuta a mancare mia sorella lasciando un marito e un figlio di 6 anni. adesso mio cognato stà frequentando una donna con la quale sembra seriamente intenzionato a ricostruirsi una nuova famiglia tra l’altro questa donna abita in un’altra regione quindi la casa in cui vivono ( che apparteneva al 50% a mia sorella ) sara messa in vendita. io sono preoccupata per i diritti di mio nipote e mi domando : essendo mio nipote erede di una parte della casa può mio cognato metterla in vendita e, con i soldi ricavati, acquistare una nuova casa in comunione dei beni con la nuova moglie? se si in questo modo l’eredita di mia sorella non sara sfruttata dalla nuova moglie invece che da mio nipote? la ringrazio per l’attenzione

  • katerina ha scritto:

    Grazie Silvia,
    mi hai aiutato moltissimo. Ho la visione chiara per come stanno le cose. Ed infatti alla mia domanda perche in ballo e stata trascinata la Sacra Rota …. visto che non e una cosa obbligatoria e necessaria… (ho fatto capire che mi sono informata) la sua risposta e stata “be, si, ma, bu…”. La situazione e chiara. Difficile da accettare che tutti questi anni sono stata “di riserva”. Parlo con lui e figlia e prendo la decisione.
    Grazie e tutti.

  • Silvia (author) ha scritto:

    Katerina, io mi ero resa conto dal tuo primo commento che il problema fosse questo, ma mi ero fatta qualche scrupolo a dirlo chiaramente. Ho cercato di fartelo capire ed a quanto pare ci siamo intese benissimo.
    In Italia per separarsi consensualmente (se si trova un accordo) ci vuole una sola udienza davanti al giudice e, dalla richiesta, l’udienza viene fissata in circa 3 o 4 mesi.
    Il divorzio si può chiedere 3 anni esatti dopo (ma in realtà, se non volete sposarvi, il divorzio non è necessario).
    In caso non si trovi un accordo, la separazione può anche durare un paio d’anni… ma tutto sommato non si tratta di tempi impossibili.
    L’annullamento alla sacra rota non serve proprio a nulla, se non per ragioni morali.
    Altra cosa che dovrebbe fare il tuo compagno è riconoscere vostra figlia anche in Italia, cosa che, secondo me non ha fatto.
    Una volta riconosciuta, vostra figlia avrà comunque diritti sul patrimonio del padre alla sua morte, non potete rinunciarci in anticipo, nè tu, nè lei quando sarà maggiorenne. Al momento in cui lei si troverà a decidere, quando il padre non ci sarà più, sarà una sua scelta se rinunciare all’eredità (ma perchè??) o meno.
    Credo che il proverbio delle tue parti che hai citato dica tutto e questa faccenda dell’AIRE ha smosso questioni non risolte per il tuo compagno.

  • katerina ha scritto:

    be, in 16 anni non ho mai solevato il problema del suo matrimonio italiano. ero indifferente. lui e sempre con me. io non ho chiodo in testa x sposarmi a tutti i costi ed abbiamo lasciato cosi com’e. Adesso, volendo dare la cittadinanza italiana alla figlia anbiamo scontrato queste difficolta. Sentendo lui – in italia praticamente si divorzia ad eta pensionabile, da gran quanti anni ci vuogliono. Vedo che non e proprio cosi. 3 anni da separazione al divorzio (+non serve ottenere la nullita da sacra rota) non e un termine insuperabile. Si puo fare. Ed adesso dipendera da lui – vorra fare o no. Si, infatti credo anch’io che il problema forse non solo di questione legale. Tutto cio che ho saputo da voi e dagli informazioni che ho trovato io sono ben contrari di come mi e stato disegnato il quadro di separazione in italia. Da noi c’e un moto ”volendo – ci sono 100 possibilita, non volento – ci sono 1000 motivi per non farlo”. Uno che vive da 16 anni in una “nuova famiglia” secondo me non dovrebbe tremare davanti al fatto di aprire le carte alla moglie regolare. mi sento come da forum di chiesa – “chi pesera di piu io o lei”. non mi va.

  • Claudia-cipi ha scritto:

    KATERINA scusa non avevo ben capito la situazione. Se ancora risulta sposato certo che la moglie deve dare il consenso… visto che è la moglie.
    Per evitare il consenso della moglie deve chiedere la separazione. L’annullamento non è necessario, ma solo una delle vie possibili, ed in questo caso la più lunga e dispendiosa.
    Sinceramente però mi sembra che il problema sia ben oltre la questione legale.

  • katerina ha scritto:

    Carissimi Silvia e Claudia
    vi ringrazio molto per gli suggerimenti che mi avete dato. A Silvia – io non ho mai preteso che lui si separa. Lui credo si e lasciato “navigare” per non offendere nessuno. Ancora crede che i suoi non sanno nulla. Puo darsi…La fecenda non mi interessava fino al punto che i hanno messo davanti quella clausula – ci vuole registrazione nell’AIRE + consenso della sua moglie. Qui, ormai non posso piu chiudere gli occhi sulla facenda. Deve scegliere – o procura il consenso o si divorzia o mi dice in faccia “non vogio separarmi, non voglio offendere la mia moglie, preferisco desdire la paternita x ns figlia” (anche se io avrei scritto la dichiarazione presso tutti gli enti interessati che non verro mai a pretendere ne abitare nel “loro nucleo famigliare”, ne di pretendere i loro beni – niente mi serve. Sto bene li dove sono)- almeno una risposta chiara. Perche lui che messo davanti al fatto che serve il consenso ha sollevato il problema di sacra rota. Ma se quello che ho trovato io presso internet, quello che avete suggerito voi dice che lui puo separarsi/divorziarsi solo dal matrimonio civile e “dimenticare” di quello religioso perche lui tira per le lunghe. significa che la parte italiana vale di piu. se e cosi – io scendero da palcoscenico. a questo punto non mi interessera ne cittadinanza ne purtroppo la ns convivenza. Il problema che per darmi la possibilita di prendere la MIA decisione ho il bisogno della sua risposta CONCRETA – che non ho!

  • Silvia (author) ha scritto:

    Luigi, ti consiglio di rivolgerti all’avvocato che seguiva lo sfratto per conto di vostro padre (se l’azione era iniziata, ce ne deve essere uno) e di porre queste domande a chi conosce bene la causa. Non è questa la sede per una consulenza dettagliata.

  • luigi ha scritto:

    Sga silvia le ho scritto alcuni giorni fa’ per sapere se era necessario o meno cedere la parte di parte di una propieta’a nostra madre da parte di 5 figli, avendo eridato la nostra porzione a causa di morte di nostro Padre. La sua risposta e’ stata molto utile nel capire parte della mia domanda. Ma avrei una seconda domanda che non le ho chiesto prima e che avrei dovuto spiegare meglio. In queto momento la propieta’ l’abbiamo in affito e vogliamo dare un sfratto legale al sgre. che risiede nella casa. E su questo punto siamo tutti d’accordo. Lazione legale era gia stata iniziata dai nostri genitori priam della scomparsa di Papa’. Per evitare spese inutili e per il fatto che sia noi che nostra madre abitiamo negli USA e per evitare successioni e procure e quant’altro potrebbe comportare il procedimento di uno sfratto legale, qual’e’ il miglior modo per procedere per far si che siamo una sola voce a parlare? Dunque ci domandiamo e’ migliore cedere la nostra parte a nostra madre, e migliore essere tutti e 5 propietari? Restare noi 5 propietari insieme a nostra madre e datosi che 4 di noi siamo cittadini americani dovremmo ritenere un codice fiscale Italiano? O no? qulae spese comparta questa manovra? Cerchiamo un consiglio prima di metterci in mano agli avvocati, e non conscendo bene le leggi e i procedimenti Italiani volessimo saperne un po’ prima di procedere. Grazie ancora e spero di avermi fatto capire. Se prima di risponderci avra’ bisogno di altre informazioniper una piu completa risposta, puo lacsiarmi il messaggio ed Io la rispondero’

  • Silvia (author) ha scritto:

    Claudia, da quello che ho capito, però il compagno di katerina non si è mai neanche separato legalmente: per lo stato italiano risulta ancora regolarmente sposato (come se fosse un’emigrante con la famiglia in Italia) e la figlia non è riconosciuta in italia, da questo nascono gli inconvenienti.

  • Claudia-cipi ha scritto:

    KATERINA quando si parla di divorzio si intende il divorzio civile,che si può chiedere solo dopo 3 anni dalla sentenza di separazione. Due persone divorziate restano comunque ex-coniugi e rimangono dei legami e dei diritti/doveri, soprattutto in fase di eredità (ma più di qui non mi sbilancio, dovrei approfondire lo studio dell’argomento, prima).
    L’annullamento si può chiedere sia alla Chiesa che allo Stato Italiano e quando lo ottieni è come se il matrimonio non fosse mai stato celebrato, quindi l’unione ai esistita, e quindi decadono tutti gli obblighi/doveri. Si può anche chiedere l’annullamento alla chiesa ed una volta ottenuto farlo valere anche per lo stato italiano, ma a lato pratico a mio parere è un enorme spreco di soldi e ci vuole tantissimo tempo in più che ad ottenere il divorzio, se la separazione è già in atto e formalizzata da più di 3 anni.
    Ovviamente parlo sempre per esperienza personale.

  • Silvia (author) ha scritto:

    Katerina, a lui basta una separazione in tribunale e poi, dopo tre anni, se vorrà, il divorzio.
    E’ strano che lui non riesca a sapere che l’annullamento alla sacra rota è un procedimento molto raro (almeno rispetto al numero delle separazioni) e assolutamente non richiesto dalla legge italiana.
    Il consenso della moglie non serve per la cittadinanza, ma per il riconoscimento della figlia in Italia. Lui ha riconosciuto la figlia in Russia, ma non in Italia, quindi essendo regolarmente sposato, per lo Stato italiano deve avere il consenso della moglie per immettere la figlia nella casa coniugale. Probabilmente la richiesta di cittadinanza verrà interpretata come ingresso di vostra figlia nel suo nucleo familiare italiano e per questo serve il consenso.
    Mi domando… ma dopo 16 anni, non sarebbe il caso di regolarizzare i rapporti con la moglie con una separazione?

  • katerina ha scritto:

    si, lui e regolamente sposato sia con matrimonio civile che con quello religioso. Non riusciamo a capire se per rdivorziarsi lui dovra divorziarsi soltanto da quello civile e non inpasticciarsi con divorzio religioso. oppre la nullita da sacra rota ci vuole per forza?

    in ogni caso non e molto giusto. se io pretendesse x qualcosa (beni, residenza e cosi via) – posso capire che lei deve dare il consenso. Ma se a me non serve nulla dalla sua “parte italiana” perche la cittadinanza di mia figlia deve dipendere dai terzi? che moglie dara il consenso del genere? ma nessuna!!! deve essere un caviglio che lo evita?

  • Silvia (author) ha scritto:

    katerina, se serve il consenso vuol dire che lui è ancora regolarmente sposato e non separato. In questo caso è previsto dalla legge italiana.
    Se lei non darà il consenso, lui dovrà separarsi per evitare di doverlo ottenere.

  • katerina ha scritto:

    Il mio non e un commento ma una domanda a cui non trovo la risposta da nessuna parte. Sono una ragazza russa (vivo in Russia). Convivo felicemente da 16 anni con un’itlaiano, che a suo turno spostato in Italia con un’italiana (sposato fino ad ora). Ho partorito la figlia che oggi ha 12 anni. L’italiano ha riconosciuto la figlia. Vogliamo far inscrivere la figlina x AIRE per ottenere la sua cittadinanza italiana (e suo diritto). Ok andiamo presso l’ambasciata, inscriviamo…. ma che cacchio ci serve il consenso della sua moglie italiana?????? e se quella non dara il consenso??? cosa c’entra la mia figlia con una estranea per lei? non pretendo ne spostarmi in italia, ne pretendere i “suoi” beni materiali. Non mi serve nulla dalla sua famiglia italiana. Cosa dobbiamo fare????? C’e qualche caviglio per far iscrivere la figlia ad Anagrafe, ottenere la sua cittadinanza e non dipendere dalle volonta di sua moglie italia?

  • Claudia-cipi ha scritto:

    ANDREA cerca in questo sito l’articolo sul mantenimento dei figli, ci troverai già molti dati interessanti e forse anche la risposta ai tuoi dubbi.
    Di solito un assegno minimo gira sui 230-250 euro al mese per un figlio, ma la quota varia in base a tante cose per cui non prenderla per assoluta.
    Se vivete insieme immagino che ti farai carico tanto quanto la madre del mantenimento dei vostri figli, nel limite delle tue possibilità.
    Legalmente il fatto che tu sia attualmente disoccupato è ininfluente (lo so che sembra ingiusto, ma è così): a meno che tu non sia inabile al lavoro si presume che tu debba impegnarti nell aricerca di una occupazione e che tu possa riuscire a trovarne una in tempi ragionevoli.
    Se volete darvi una ragolata senza rivolgervi ad un giudice o agli avvocati potreste intanto valutare la spesa complessiva per i vostri figli per qualche mese, trovare una spesa media e suddividerla in parti uguali (50%).

  • Andrea ha scritto:

    Salve,volevo un consiglio sllu mia situazione,sono separato in casa da una convivenza con 3 figli e sono disoccupato,la casa dove stiamo tutti e di mia escluciva proprietà,che costo devo riconoscere a miei figli?? dopo che lei mi chiede soldi di continuo?Grazie

  • Silvia (author) ha scritto:

    Luigi, vostra madre ha ereditato 1/3 dell’immobile e voi 2/3 da dividere in 5 (quindi ognuno di voi è proprietario di circa un 13/14% dell’immobile). Vostra madre ha comunque un diritto di abitazione fino a che è in vita (se era la casa coniugale dei vostri genitori).
    Non c’è alcun motivo di cedere le vostre quote alla mamma. Se non avete ancora accettato l’eredità potreste rinunciare alla vostra parte in favore di vostra madre. Ma che senso ha? Se non c’è un motivo specifico (per esempio fiscale o altro), mi sembra un’operazione inutile.

  • luigi ha scritto:

    Gentile Siga. Silvia, Siamo 5 fratelli residenti a NY USA 4 sono cittadini americani Naturalizzati, e 1 e’ ancora cittadino italino.Siamo tutti sposati con mamma vivente, e in ottimi rapporti con lei, e papa’ che e’ venuto a mancare da poco. I nostri genitori sono propietari di un piccolo Apartamento (in Italia) dal valore di circa 150.000.Eu. Domanda: a questo punto la propieta’ e’ di appartenenza di nostra madre, oppure siamo anche noi propietari in porzione? e quale’ la porzione se ce’? Domanda? se noi desideriamo dare a nostra MADRE la nostra porzione qual’e’ il procedimento legale? E’ consigliabile questa manovra? A noi non fa differenza se nostra madre sarebbe padrona in totale a questo punto. Lei ha gia predisposto nel suo testamente che a sua morte la cas o il suo valore dovra’ essere divisa tra i 5 figli. Domanda? puo spiegarci qual’e’ il modo miglire da seguire per fa si che le leggi italiane siano rispettate e allo stesso momento qul’e’ la migliore opzione per noi tutti? la ringrazio e scusi se non mi sono spirgato meglio. Saluti

  • Silvia (author) ha scritto:

    Giuseppe, e perchè non sapresti dare una risposta??? E poi sei sicuro che la domanda dica “nei confronti dei figli separati”??? Mica i figli si separano dai genitori!!
    No, no Giuseppe… questo non è un forum ed io sono troppo vecchia per provare solidarietà con gli studenti distratti! Studia che la risposta è facilissima.

  • giuseppe ha scritto:

    scusate ma mi servirebbe una mano dato che sono in vista di un esame.. e tra le tante domande che mi potevano capitare me ne è capitata una che non saprei darne minimamente una risposta… Con quale legge si sono di recente modificati i diritti e i doveri dei genitori separati nei confronti dei figli separati
    a)con la legge sull’affidamento locale
    b)con la legge sull’affidamento temporaneo
    c)con la legge sull’affidamento alternato
    d)con la legge sull’affidamento condiviso

    in attesa di una vostra risposta vi invio i miei più sinceri saluti.. e vi ringrazio anticipatamente… BUONA GIORNATA

  • diego ha scritto:

    salve,
    avrei bisogno di un vostro parere
    -convivo regolarmente con la mia compagna in una casa di mia proprietà (intestata solo a me, ma abbiamo entrambi la residenza qui).
    -a fine anno arriverà il primo figlio
    -i miei genitori sono separati ed entrambi in vita
    -ho un fratello con una sua famiglia
    ora chiedo:
    -se dovessi mancare io la casa ed eventuali liquidità a chi vanno? a mio figlio con la madre come tutore fino alla maggiore età (e quindi diritto di usofrutto dell’immobile? i miei genitori e fratello hanno qualche diritto in proposito?
    - e se invece fra noi finisse oltre al mantenimento del figlio la mia compagna che diritti avrebbe? potrebbe essergli assegnato anche la casa di mia proprietà?
    grazie

  • Gina ha scritto:

    Salve
    mio suocero ha un’azienda dove ha lavorato da sempre mia suocera ma in nero, così da esulare tasse e complicazioni del caso. Adesso che lei è morta, parte dell’azienda spetta a mio marito? Ho visto su “Forum” un caso analogo e il giudice dava come proprietari dell’azienda i due coniugi, anche se solo uno, come nel nostro caso, compariva legalmente.

  • giuseppina ha scritto:

    salve, le vorrei porre un questito: ho avuto un figlio da minorenne ed e’ stato riconosciuto dal padre anche lui minorenne. dopo un anno il padre è scomparso e non ha mai versato soldi per il mantenimento. dopo circa 10 anni si ripresenta e vuole vedere il bambino, premetto che il bambino ha il suo cognome e io non ho mai fatto denuncia di abbandono. io non vorrei farglielo vedere per non scombussolare ancora di più il bambino. come mi posso muovere?

    ringrazio anticipatamente.

    giusy

  • Samantha ha scritto:

    Ciao..ti vorrei chiedere un consiglio…
    la mamma di mia suocera ha 3 figlie(compresa mia suocera);se dovesse mancare la mamma di mia suocera,i funerali potrebbero esser pagato da tutte le figlie in modo uguale?E poi,un’altra cosa,la mamma di mia suocera se in futuro avrà bisogno d’aiuto economico o assistenza,le figlie saranno obbligate a ciò o no?C’è una legge che lo impone?

    Grazie per la risposta…

  • Silvia (author) ha scritto:

    elmo, non c’è nessuna parentela tra il compagno di tua madre e te, quindi, ameno che non ti abbia lasciato esplicitamente qualcosa, non sei suo erede

  • elmo ha scritto:

    ci provo….mia madre ha avuto me dal primo matrimonio si è divorziata quando io avevo 1 anno ed ha iniziato un rapporto e poi si è risposata con un uomo che a sua volta aveva una figlia da un precedente matrimonio , poi insieme hanno avuto una figlia , ora lui è morto…come va divisa l’eredità , mi pare di capire che a me non spetta nulla , è corretto ?

  • enzinella ha scritto:

    Ciao Silvia,
    ti chiedo un consiglio.

    La mia famiglia è stata, in passato, molto unita.
    genitori e tre figli: due figli, sposati in tarda età abbiamo lasciato il nucleo familiare. Mia sorella, ultrasessantenne in pensione non è sposata e vive nella stessa casa di mio padre vedovo da circa un anno e titolare di pensione e di indennità di accompagnamento. Per quanto in passato in forza della nostra unione familiare avessimo realizzato un patrimonio immobiliare indiviso, da quando è morta nostra madre nostra sorella si è svelata avida di denaro: ha prosciugato, infatti la liquidità che mia madre teneva in casa e risulta che nel 2007 si è impossessata di assegni bancari intestati a mia madre, mettendoli nel suo conto; quindi, si è impossessata della pensione e dell’indennità di accompagnamento di nostro padre con la pretesa che lei abita nella stessa casa e prepara da mangiare ed accudisce il padre.
    In verità lei si serve di nostro padre abitando due appartamenti dello stesso palazzo di cui siamo tutti comproprietari: l’appartamento superiore dei genitori, e l’appartamento autonomo dove abitavamo tutti e tre i figli, ora a sua completa disposizione; usa la cucina di nostro padre, utilizza i servizi di nostro padre, luce, telefono, acqua, etc. in cambio prepara da mangiare e tiene pulita la casa e la biancheria anche per lui.
    Noi figli sposati siamo trattati come ospiti indesiderati.
    Con la mediazione di alcuni parenti siamo riusiti ad imporre che ad accudire mio padre nella cura della persona fosse mio fratello
    al quale è stata destinata l’indennità di accompagnamento: Ma lei ha continuato a rivendicare per sè il diritto anche a quell’indennità oltre alla pensione di cui si appropria non si capisce bene in base a quale diritto senza sottoporsi al rendiconto delle spese.
    Poichè mio padre finora ha riscosso direttamente la pensione, è stata possibile questa spartizione ed in ultimo, ho preteso che rendicontasse sulle spese.
    Ma ora si teme che lei abbia estorto a mio padre una delega a riscuotere la pensione cosa della quale ci potremo accertare entro il prossimo mese al momento del pagamento delle pensioni.
    Se così fosse, cosa possiamo fare noi figli per impugnare la delega?
    Premetto che mio padre è del tutto rimbecillito, per quanto ogni tanto pare avere dei barlumi di lucidità.
    Io titengo che, stante l’incapacità di nostro padre, i figli dovremmo assumere concordemente ogni decisione relativa alla sua persona ed al suo patrimonio e, in assenza di unanimità, quanto meno a maggioranza nell’interesse di nostro padre e non possiamo essere vittime dell’avarizia e dell’avidità di nostra sorella. Cosa possiamo fare?

    Grazie anticipato per la risposta.

  • donatella ha scritto:

    Ciao, ti ringrazio fin d’ora per la tua attenzione. I miei genitori si sono separati e risposati entrambi. Lo scorso mese mio padre è morto. Abitiamo lontani è non ci vedevamo spesso. Mio padre ha una casa di proprietà cointestata con lei,anche la macchina è cointestata. Ora la moglie di mio padre ci chiede di rimborsare un prestito fatto dalla sorella di mio padre per comprare la macchina che lei aveva distrutto poco tempo fa, di pagare il funerale, le spese di successione e il monumento al cimitero. Inoltre non sappiamo nulla del conto corrente e dei contanti che aveva a casa. Ci ha detto anche che vuole vendere la casa. Lei non ha figli e non ha mai lavorato. L’unica cosa che siamo riusciti a prendere è stato un libretto di risparmio postale intestato a mio padre e a mio fratello. Anche di questo ci chiede una parte. So che lei ha diritto alla reversibilità della pensione e abbiamo saputo che prenderà circa 1500 euro al mese. Ti chiedo, se puoi, di darmi indicazioni su cosa spetta a noi figli e cosa a lei come moglie come eredità e se dobbiamo prenderci carico di tutte le spese che lei ci chiede. Inoltre vorrei sapere se possiamo, come figli, chiedere i movimenti bancari e come fare. Ti ringrazio ancora per la tua attenzione e disponibilità.

  • Tina ha scritto:

    Salve, descrivo in sintesi il mio problema
    Madre 79 anni, vedova, invalida 100% per corea di Huntington.
    Nove figli, due residenti da anni all’estero, degli altri sette tre totalmente disinteressati, due coinvolti al 100% e due,esagerando, al 25% nell’assistenza necessaria, non per impossibilità ma per puro menefreghismo. L’unico bene posseduto è l’abitazione in cui vive,molto grande, nella quota del 30% avendola avuta in successione dal marito. La rimanente quota è divisa in parti uguali tra i figli.
    Si può pensare ad una interdizione giudiziale che consenta al tutore di vendere l’immobile per comprarne eventualmente uno più piccolo e con il restante ricavato poter affrontare le spese necessarie, comprese quelle per una badante? Oppure può un giudice obbligare i figli al mantenimento , visto che almeno sei su nove non intendono occuparsene? Quale consiglio mi può dare?
    Ringrazio sin d’ora per una gentile risposta.

  • Claudia-cipi ha scritto:

    ups! scusate, vado a leggere di là. grazie.

    per il secondo figlio in effetti il mio compagno s’è sentito dire dal giudice che “doveva pensarci prima”, quando ha detto che ora deve spendere anche per il figlio avuto da me e non può aumentare troppo l’assegno di mantenimento per la figlia come invece chiedeva la madre…

  • Silvia (author) ha scritto:

    @Klara,vostro figlio avrà gli stessi diritti ereditari dell’altra figlia del tuo compagno: la casa sarà divisa tra i due figli. Capisco che il collega abbia consigliato di soprassedere all’annuncio della prossima nascita: la ex moglie, vedendo comparire un “nuovo concorrente” all’eredità della figlia, potrebbe inasprire molto i toni. Per contro, sarebbe bene far capire che gli impegni economici del tuo compagno andranno ad aumentare con la nascita del nuovo figlio.
    Ovviamente è un’analisi che avrà compiuto il vostro legale.

  • Silvia (author) ha scritto:

    @ noemi: trovi qui le indicazioni http://genitoricrescono.com/competenza-tribunali-figli/

    @Claudia- cipi: ho già sfatato questa leggenda metropolitana qui
    http://genitoricrescono.com/affidamento-minori-nonni/

  • Serena ha scritto:

    @Claudia-cipi Silvia ha scritto un post appositamente su questo quesito. Dai un’occhiata qui.

  • Silvia (author) ha scritto:

    @ erika: ovviamente non c’è una regola, c’è chi ha i figli con sè a fine settimana alterni, chi li vede anche un paio di giorni nella settimana, chi divide la settimana equamente tra i due genitori.
    La priorità è rendere vivibile l’accordo per tutte e tre le parti: i due genitori e i figli.

    @ Luca: mi dispiace molto per questa situazione che dovrebbe trovare soluzioni profonde, ben al di là delle vie legali. In effetti se puoi provare il tuo stato di “malattia” provocato dal profondo stato depressivo, puoi ottenere un contributo dai tuoi. Ti auguro il coraggio e la forza di riappropriarti della tua vita.

  • Klara ha scritto:

    Gentile Silvia,

    sta per nascere mio figlio con un’uomo seperato quasi in fase di divorzio.

    Mio compagno ha una figlia dal suo matrimonio che vive a casa di sua proprieta’ con l’ex moglie. Noi stiamo in affitto.

    Visto che economicamente la figlia del primo matrimonio e’ tutelata, vorrei sapere i diritti che ha mio figlio. Quasi la meta’ dello stipendio di mio compagno va alla figlia. In caso di eredita’, mio figlio non ha diritto sulla loro casa coniugale? In tribunale il suo avvocato ha detto di non menzionare il fatto che noi stiamo per avere un figlio che l’ex moglie di recente ha chiesto piu’ mantenimento. Mi sembra assurda il fatto che non dobbiamo dire che aspettiamo un figlio, sicuramente il giudice tutelarebbe anche lui?

    Grazie di cuore,
    Klara

  • Claudia-cipi ha scritto:

    sono divorziata e il mio compagno, con cui ho avuto un figlio, è a sua volta divorziato con una figlia nata da quel precedente matrimonio
    nostro figlio è nato al di fuori del matrimonio ed è stato riconosciuto da entrambi
    ho letto da qualche parte (non ricordo dove) che nel caso morissimo entrambi nostro figlio in quanto naturale potrebbe essere dichiarato adottabile, o qualcosa del genere, che insomma non sarebbe affidato automaticamente ai nostri genitori
    cosa c’è di vero?
    se dovesse succedere qualcosa sia a me che al padre, come posso tutelare mio figlio per essere certa che venga affidato ai miei genitori? o ai genitori del mio compagno? in ogni caso NON a perfetti sconosciuti?

  • Clara ha scritto:

    Buongiorno Silvia ,ho 51 anni ,ed ho un grosso problema : siamo 3 fratelli ,( due sorelle ed un fratello ) i miei genitori anziani vivono soli nella casa indipendente di loro proprietà . Mia sorella dispone insieme a suo marito di una abitazione loro , non ha problemi finanziari ed è stabilmente impiegata con il suo lavoro . A causa di problemi di salute da molti anni non ho un impiego ,e mi è stata riconosciuta un invalidità del 50 % , che non mi da diritto a nessun tipo di sostegno finanziario ed esenzione per l’acquisto di farmaci ; vivo in affitto , con mio marito lavoratore autonomo e non ho figli . L’altro mio fratello , divorziato con due figli , colleziona fallimenti lavorativi ( apre e chiude negozi , uno dopo l’altro ! ) ora si è installato nella casa dei genitori, poichè non riesce neanche più a pagarsi un affitto e da anni è costantemente appoggiato materialmente e finanziariamente da loro .Premetto cha anni indietro , quando anch’io avevo chiesto aiuto ai miei genitori perchè sola ,senza lavoro e senza salute , mi è sempre stato risposto ” picche ” !! Il punto è questo : quando capiterà di dover procedere alla divisione dei beni dei nostri genitori , come si potrà dimostrare ciò che lui ha ricevuto in anticipo , a scapito mio e di mia sorella ? E se non dovesse più lasciare la casa , come faremmo eventualmente a vendere l’ immobile occupato , per recuperare ciò che ci spetta ? Nel peggiore dei casi, se i miei genitori dovessero vendere anzitempo il loro immobile e le loro proprietà per aiutarlo , a noi cosa resterebbe ? Attendo da anni una parte di eredità , per poter arrivare a respirare un pò quando sarò più anziana , anche perchè non disporrò di alcuna pensione … Grazie mille per l’attenzione

  • noemi ha scritto:

    durante una convivenza di 5 anni ho avuto due bimbi ,di cui gia’ da 8 anni sono affidati a me,a loro penso solo io lavorando staggionalmente e avvolte qualche ora l’inverno lui non si interessa di niente ne vestiti ne materiale scolastico e non ho avuto nessuna conferma da parte del tribunale ad avere gli assegni vorrei sapere come procedere a chi rivolgermi per richiedere i miei diritti e se mi aspettano anche gli arretrati di questi 8 anni.

  • Luca ha scritto:

    Salve Silvia,

    ho 37 anni, quando ne avevo 10 si separarono i miei genitori, la gestione delle loro diatribe legali mi crearono notevoli disagi psichici, tanto che a 16 anni fui ricoverato per intossicazione da alcol e psicofarmaci(tentato suicidio).Nonostante tutto mi sono diplomato, ho preso la patente e fatto tutti i lavori che ho trovato. Ho tentato varie vie per risolvere il problema, clinica, alcolisti anonimi, psicoterapia ecc…Pochi giorni fa ho avuto un crollo nervoso conclusosi con t.s.o., una diagnosi di disturbo della personalità, borderline, epatite “c” e tachicardia sinuoidale.
    Attualmente sono in cura al d.s.m. ed al s.e.r.t. della mia città.
    Mio padre è “sparito” dal 2002, dopo la morte di Nonna non ho avuto nulla dalla vendita della sua casa, mi risulta però che ancora corrisponda un assegno per il mio mantenimento a mia madre con la quale attualmento sono costretto a vivere nella casa di sua proprietà. Sono a reddito 0,non possiedo nulla tranne il pc dal quale scrivo comprato con i soldi guadagnati lavorando per una produzione cinematografica nel 2004. Mia madre mi passa il cibo, le sigarette e qualche euro(difficilmente più di 10). Ha venduto già due proprietà ma come mio padre non mi ha dato nulla. Non ho quindi alcuna possibilità d’indipendenza, anzi, regolarmente quando decido(come ora)di liberarmi dalle dipendenze “esterne” invece di aiutarmi comincia a punirmi chiudendomi nella mia stanza, levandomi le chiavi di casa, non dandomi altro che qualche euro spiccio e rendendomi difficile anche lavarmi, mangiare…vivere. Minaccia continuamente di mandarmi al manicomio criminale e mi invita (poco gentilmente) a morire quanto prima. Stò attivando l’assistente sociale ma ha già detto che non la farà entrare in casa. Evitando di dilungarmi in penosi, ulteriori dettagli le chiedo: Ho qualche speranza nelle vie legali? Ovvero, qualcosa per vivere dignitosamente e superare questa fase critica mi spetta oppure (come sostiene lei)non mi spetta nulla e devo solo ringraziarla che non mi cacci da casa?

    Ti ringrazio anticipatamente per il tempo che dedicherai(spero) a questa mia impegnativa richiesta d’aiuto.

  • erika ha scritto:

    ok ma riusciresti a dirmi quante volte la settimana devo far vedere la bimba o nn c’è una regola che ‘regola’ le visite?

  • Franco ha scritto:

    Buongiorno Silvia,
    da poco sono stato messo al corrente, che avendo l’affido congiunto, ho diritto a percepire il 50% degli assegni famigliari relativi alle figlie.
    Dalla sentenza sono trascorsi 4 anni, nei quali non ne ho fatto richiesta,perchè non lo sapevo.
    Come faccio a verificare, ed eventualmente a chi devo chiedere informazioni, per sapere qual’è la quota assegni richiesta dalla mia ex moglie, che non mi dà risposta al riguardo?
    E se lei avesse percepito in questo tempo la quota al 100%, ho diritto di reclamare gli arretrati al 50%?
    Inoltre, sono ancora in tempo per richiedere la somma che mi spetta relativa all’anno in corso?
    Grazie, Franco

  • Silvia (author) ha scritto:

    erika, non mi sembra ci siano motivi per un affidamento esclusivo

  • erika ha scritto:

    ciao Silvia, ho una bimba di 4 mesi, il padre nn convive con noi, è disoccupato e nn ha una casa propria, vorrei regolare le visite e l’aspetto per il mantenimento, e vorrei capir bene se posso ottenere l’affidamento esclusivo..

  • Silvia (author) ha scritto:

    @ Andrea, no, non si può ridurre il mantenimento sul solo presupposto della soprevvenienza di altro figlio. E poi non pagare più nulla per il mantenimento, davvero non è possibile.

    @Grazia, prima di tutto tuo fratello non può opporsi al trasferimento in campagna, dato che vostra madre penso sia capace di intendere e di volere e quindi può andare dove vuole. Per il esto, dopo una lunga malattia, sarà ben difficile per tuo fratello dimostrare (in un eventuale giudizio) che i soldi “ve li siete mangiati”. Alla morte di vostro padre i soldi, purtroppo, non c’erano più perchè usati per affrontare la malattia. Questo è il dato di fatto: non può chiedere un’eredità che non c’è. La casa dei tuoi genitori è stata acquistata con un mutuo pagato (quanto meno formalmente, ma forse anche di fatto in parte se non ho capito male) dal tuo compagno, quindi l’usifrutto è giustificato.

  • GRAZIA ha scritto:

    Buonasera mi chiamo Grazia e vorrei porle un quesito, la storia è lunga ma cercherò di essere breve…
    8 anni fa i miei genitori sono venuti a stare nell’appartamento accanto a me in quanto la mamma da visite mediche risultava malata con continui aggravamenti. L’appartamento accanto al mio è stato comprato in parte dai miei genitori con usufrutto di accrescimento da parte loro e con un mutuo intestato al mio compagno per permettere di lasciare dei soldi da parte per i miei genitori in caso di malattia. Dopo il trasferimento ci siamo accorti che anche mio padre stava male e che anzi dei due era quello che stava peggio… così è iniziato il calvario di badanti e malattie. Un anno fa mio padre è morto ma nel frattempo i soldi che erano messi da parte per curarli sono finiti, ora mio fratello che in tutto questo periodo si faceva vedere raramente vuole la sua parte di eredità e mi ha accusato di essere una ladra e di essermi mangiata tutti i soldi dei miei genitori, facendomi intestare la casa che spetta anche a lui, la cosa mi fa stare male e non mi da tregua, ho sbagliato qualcosa nel comportamento con mio fratello o nei confronti della legge? Ora con mamma abbiamo deciso di lasciare le nostre case e di andare a vivere in campagna con il mio compagno mio fratello si può opporre? Grazie per le sue risposte che di sicuro mi faranno chiarezza in questo periodo particolarmente buio è triste avere un lutto così grosso in casa ma lo è ancora di più non avere un fratello con cui poter parlare.

  • ANDREA ha scritto:

    BUONASERA, MI CHIAMO ANDREA E SCRIVO DA TORINO. Da circa due anni mi sono lasciato con la mia ex, abbiamo una bimba (riconosciuta da entrambi) e mensilmente passo un assegno da 300 euro stabilito dal tribunale dei minori con affidamento congiunto. Col tempo ho trovato una persona straordinaria con la quale fra sei mesi avremo un figlio e ci sposeremo. Creando questo nuovo nucleo familiare legato da matrimonio avro’ molte spese legate alla nuova nascita… Non dovessi riuscire a passare piu’ nulla alla mia ex a cosa vado incontro? Il tribunale prende atto di questa mia nuova vita per il mantenimento? Vi ringrazio anticipatamente per l’attenzione, Andrea

  • Silvia (author) ha scritto:

    Nicoletta, avevo intuito che la situazione fosse molto seria.
    Per quello che mi dici, hai delle possibilità concrete di poter essere sollevata dall’affidamento dei figli. Puoi chiedere un affidamento esclusivo al padre, per tuoi gravi motivi di salute. E’ una procedura decisamente anomala, ma non vedo contorindicazioni di diritto.
    Probabilmente stai prendendo una saggia decisione, anche perchè non c’è nulla di irreversibile in quesrto campo.
    Visti però i rapporti con tuo marito, non mi limiterei ad una lettera. Puoi scriverla per sondare le sue intenzioni e per dimostrare al giudice che, comunque, lo hai già avvisato del tuo stato di salute. Ma poi proporrei un ricorso per modifica delle condizioni di separazione (o diverzio) per regolare i rapporti.
    Ti auguro veramente di pote trovare un po’ di quiete.

  • Nicoletta ha scritto:

    Carissima Silvia,
    ho nuovamente bisogno dei tuoi preziosissimi consigli, visto che la mia situazione sta progressivamente degenerando.
    Sono Nicoletta, la mamma di quella ragazza affetta da bulimia e disturbi del comportamento, che tempo fa, si era introdotta furtivamente in casa mia e mi aveva fatto dei danni (le ho fatto denuncia), costringendomi ad un trasferimento immediato presso l’abitazione del mio compagno con l’altro figlio.Che,come ti dicevo, ne ha risentito molto.
    In questi giorni è rimasto da papà, perchè nel frattempo è arrivato il momento in cui doveva stare con lui come da sentenza e domani dovrebbe fare ritorno quì, ma non vuole. Anche mia figlia ora è dal padre che la sta difendendo a spada tratta e mi sta accusando di non seguirla.
    Io gli avevo spedito una lettera dove chiedevo che se ne occupasse lui, dal momento che la ragazza manifesta una rabbia incontenibile e distruttiva nei miei confronti e non è disponibile ad un dialogo costruttivo.
    Mi ha spedito in risposta una raccomandata sua personale, dove mi incolpa di tutti i problemi che hanno i miei figli, mi spiega che da quando sono con lui vanno d’amore e d’accordo, mi offende ripetutamente con l’aiuto ed il sostegno dei mniei figli che lo rinforzano nel suo argomentare e quindi mi ritrovo dalla parte dell’accusata con tre persone contro.
    In questi giorni, a causa di quello che sto vivendo, mi si è riacutizzata una malattia rara di cui soffro da parecchi anni (morbo di haley – haley), ho la febbre alta ed è peggiorata la mia situazione depressiva, tanto che mi sto rivolgendo ad una psicologa ed il mio dottore di base mi ha prescritto degli antidepressivi ed ansiolitici.
    Ciascuno dei due mi ha rilasciato un certificato attestante la mia situazione attuale di salute, che mi impedisce di svolgere una vita normale.
    Questi miei malesseri mi impediscono di portare a scuola mio figlio (dove sono ora non ci sono mezzi che arrivino fino alla scuola che sta frequentando), di seguirlo e di occuparmi di lui ed eventualmente di lei (mia figlia)come mi vorrebbe imporre il mio ex.
    ” A parte il fatto che per mia figlia serve una clinica, anche a detta degli specialisti, ma ne lei ne il padre ne vogliono sapere …”
    Ora le chiedo, visto che tutti mi insultano, mi colpevolizzano e nel contempo il mio ex pur affermando che tra di loro stanno bene, che è tornata l’armonia e che i problemi di salute dei nostri figli stanno migliorando da quando sono con lui pretende che io sia a completa disposizione delle sue esigenze e di quelle dei figli(nella lettera dice anche di aver prenotato un periodo di riposo proprio nei giorni in cui io sarei libera come da piano previsto nella sentenza …)posso affidarli a lui?
    Ho i certificati medici, sono davvero in pessime condizioni, loro dicono che sono sereni assieme, quindi posso fare questa richiesta , e soprattutto otterrebbe accoglimento?
    Posso farla via lettera personale o mi serve un’avvocato che porti avanti le mie ragioni?
    Non mi interessano i soldi,sono disposta a lasciare a lui tutte le agevolazioni, l’assegno di mantenimento che mi versa per il ragazzo (l’altro lo dà direttamente alla figlia)ed anche a corrispondere un mio mantenimento pur di avere un pò di pace e di potermi rimettere presto.
    Queste vicissitudini mi hanno seriamente provata, i miei figli mi sono contro, e non vedo altre possibilità avendo tentato ogni strada possibile.
    E a lungo termine, esiste una legge che mi tuteli e che preveda la possibilità di un affido totale dei figli al mio ex marito?
    Capisco che possa suonare strano che una madre rinunci ai propri figli, ma sono davvero stanca di combattere contro i mulini a vento, e, così continuando ci rimetto davvero la pelle.
    Grazie,
    Nicoletta

  • Silvia (author) ha scritto:

    Certo Marzio, vivrà con vostro figlio nella casa a lui intestata e sarà l’amministratrice dei suoi beni: è prima di tutto la madre e, in caso di tua premorte, sarà l’unica ad avere la potestà genitoriale su vostro figlio.
    Qualche problema si potrebbe porre alla maggiore età di vostro figlio se… il ragazzo sragionasse! In fondo la casa è sua.
    Perchè non costituire un usufrutto a favore della tua compagna sull’immobile? O comunque ti consiglio una consulenza da un notaio per scegliere la forma testamentaria più adatta per tutelare tutti.
    Prevenire è meglio…

  • anony ha scritto:

    Buonasera. Vivo da anni in una casa popolare che era intestata a mia madre e che dopo la sua morte è passata a mio padre ( abbiamo deciso di non riscattarla e di continuare a pagare la mensilità di sempre ). Da tre anni mio fratello per avere il sussidio di disoccupazione fa residenza con moglie e 2 figli a questo indirizzo. Vorrei sapere se nel caso in cui mio padre venisse a mancare, chi diventerebbe l’intestatario, se io o mio fratello. Io temo che possa essere lui essendo capofamiglia ma non lo ritengo giusto visto che la residenza è solo fittizia e lui risiede altrove.Ho paura che possa rivendicare diritti sull’immobile dopo che io ho fatto e sto facendo sacrifici per assistere mio padre tra l’altro gravemente malato. Vi ringrazio per l’attenzione.

  • Magrin Marzio ha scritto:

    Convivo felicemente con la madre di mio figlio e con il nostro bambino di 6 anni.Viviamo tutti assieme in un’appartamento di mia proprieta’.Ho fatto testamento in favore del bambino con un’assegno mensile di 500 € a favore della madre di mio figlio.La domanda e’: dopo la mia morte la madre puo’ vivere nel mio appartamento senza alcun problema e chi gestira’ il patrimonio ereditato da mio figlio?Ringrazio e distinti saluti.

  • Silvia (author) ha scritto:

    Gianluca, se nel 2009 ha prodotto reddito superiore alla soglia stabilita (circa € 9.700) è tenuto a dichiararlo al Tribunale e il gratuito patrocinio verrà revocato.
    In questo caso, il suo avvocato ha perfettamente ragione (ma perchè doveva essere altrimenti?)

  • Gianluca ha scritto:

    Buonasera volevo sapere un informazione legale nel 2007 ho fatto una causa al mio presunto padre,per il riconoscimento di paternità non avendo reddito hanno accettato il gratuito patrocinio, ora la causa sta continuando e l’avvocato mi ha riferito che lavorando non ho più diritto al gratuitio patrocinio devo fare l’esame del DNA dal perito che ha nominato il giudice civile. I’esame ha un costo di 1200 euro mi sembrano tanti soldi visto che lavorando in una cooperativa sociale onlus guadagno 900 euro al mese, è corretto quello che dice il mio avvocato visto che la causa non è stata ancora definita. La ringrazio cortesemente ed attendo una sua risposta. Gianluca Furlan.

  • Silvia (author) ha scritto:

    Alina, se il divorzio è stato pronunciato in Romania e siete residenti in Romania entrambi, dovrai ricorrere alla magistratura rumena. Non conosco la procedura e le tipologie di ricorso.

  • Alina ha scritto:

    Grazie Silvia,
    io ho la residenza al estero (in Romania) e sono iscritta al AIRE. Posso fare il ricorso presso le autorita italiane qui or lo devo fare in Italia? Il divorzio e stato fatto presso le autorita rumene e poi trascritto in Italia.
    Grazie e chiedo scusa per gli errori di scrittura…

  • Silvia (author) ha scritto:

    @ Alina: un ricorso per modifica delle condizioni di divorzio.

  • Silvia (author) ha scritto:

    @ Nicoletta: mi dispiace che la situazione stia degenerando in questo modo. Qui i consigli legali si intersecano con il tuo ruolo e i sentimenti di madre. Capisco che è una pessima situazione.
    Cerca comunque di mandare tuo figlio dal padre: farà bene anche a lui allontanarsi dalla tensione. Se il tuo ex non vuole firmarti nulla (in effetti non sarebbe male), prova con questo espediente: inviagli una raccomandata a/r nella quale indichi in modo preciso i motivi per i quali mandi tuo figlio da lui, chiedendogli di tenerlo per il bene del ragazzo. E’ comunque una prova per il futuro. Tra l’altro avrai testimoni di quello che ha fatto tua figlia (almeno tuo figlio, il tuo compagno che ti deve ospitare, ecc.)
    Sul conmportamento di tua figlia non dico nulla. Sappiamo entrambe che è passibile di denuncia, ma capisco che tu sei la madre…
    Potresti presentare un esposto, solo per indicare il fatto. I Carabinieri o Polizia, possono solo recepirlo ed in caso chiamarla per ammonirla, ma non procedere, perchè per la violazione di domicilio la procedibilità è a querela di parte

  • Silvia (author) ha scritto:

    @ Barbara: Se verrà riconosciuta la paternità avrà diritti successori. Ci potrenno essere revisioni delle quote. In caso di vendita non c’è possibilità di revocatoria, ma i figli nati nel matrimonio potrebbero dover corrispondere una somma corrispondente alla quota. La madre della ragazza non ha diritti ereditari.

    @Valter: dato che il ragazzo è maggiorenne potrebbe semplicemente trasferirsi da te. La madre attualmente ha il dovere di mantenerlo se non è indipendente ed il normale dovere di stabilire con lui un rapporto privo di comportamenti violenti (sia da un punto di vista materiale che psicologico).
    Comunque, dato che siete ancora in causa, puoi chiedere al tuo avvocato se ritiene che tua moglie attui comportamenti antigiuridici ed eventualmente farlo valere nel giudizio.

    @Irene: 1/3 al coniuge superstite, 2/3 in quote uguali ai figli. Il fratello può chiedere la restituzione del denaro, non una quota della casa.

  • Silvia (author) ha scritto:

    @ Graziella: tuo marito in caso di tua premorte avrà comunque una quota di legittima dei tuoi beni, che, succesivamente, alla sua morte, andra a tutti i suoi figli, sempre seguendo le regole della successione necessaria. Con una buona consulenza notarile dovresti riuscire ad organizzare un testamento che minimizzi il passaggio di beni ai figli di tuo marito. Se i tuoi suoceri hanno già intestato la casa ai nipoti, con una vendita o donazione, a parte la collazione delle donazioni non c’è molto da fare, era nel loro diritto. In caso si parli solo di un testamento, anche questo non può ledere la legittima di tuo marito.

    @ Maria: ho letto ieri questa sentenza recentissima della Cassazione, che è solo una conferma di un principio già solidamente accertato:
    Cassazione Civile 9300/2010
    Il padre ha l’obbligo di mantenere il figlio se questi è nato da relazione adulterina e anche se non c’è mai stato un rapporto affettivo tra padre e figlio. Il giudice, nel dichiarare giudizialmente la paternità, può porre a carico del padre naturale il pagamento di una somma a titolo di mantenimento senza essere neppure vincolato alle richieste della madre. Il giudice, non è vincolato alla domanda della parte, posto che l’art. 277, secondo comma, del codice civile attribuisce al giudice il potere di adottare di ufficio, in ragione dell’interesse superiore del minore, i provvedimenti che ritiene opportuni per il mantenimento del minore stesso.

    il problema è che hai 33 anni… e parlare di mantenimento non sarà facile. Comunque se sei in causa da 10 anni sarai certamente seguita da un avvocato, che saprà il da farsi.

  • Silvia (author) ha scritto:

    E’ un po’ di tempo che non riesco a rispondere a tutte le domande poste nei commenti a questo articolo.
    Sinceramente mi dispiace, ma dovete capire che non sono materialmente in grado, per ragioni di tempo, di seguire il ritmo battente delle richieste.
    Vorrei riportare qui un brato tratto dalla nostra pagina “contatti”, per spiegare il senso di questo sito e dei suoi articoli tecnici:

    “Poichè alcuni temi trattati nel sito sono attinenti alle nostre competenze professionali, quelle stesse che impieghiamo nel nostro lavoro “ufficiale”, non sarebbe giusto chiederci una consulenza dettagliata e personalizzata in modo gratuito attraverso il sito.
    Viceversa, siamo sempre liete di rispondere a domande, anche su casi personali, che siano di interesse comune e che chiariscano ed integrino i temi degli articoli”

    Gli argomenti delle donade stanno diventando molto particolareggiati, molto personali, riferibili a casi singoli, di cui, tra l’altro, bisognerebbe conoscere molti dettagli per rispondere con adeguata serietà professionale. Per questo non risponderò a tutte le vostre domande: perchè rispondere a questo tipo di quesiti è il mio lavoro e quello di tutti i miei colleghi avvocati, ai quali senza dubbio potrete rivolgervi per consulenze dettagliate, che saranno molto più valide di una veloce risposta fondata su pochi elementi.

    Ciò precisato. Cercherò di dare ancora qualche risposta, che però dovete valutare per quello che è: è basata su pochi elementi e su nessuna conoscenza degli atti di eventuali cause. E’ quindi un parere superficiale che NON PUO’ e NON DEVE sostituire un vero parere professionale, soprattutto quando si tratta di questioni familiari che investono i minori.

  • Alina ha scritto:

    Buongiorno Silvia,
    sono divorziata da 6 anni ed ho una figlia di 13 anni. Al momento del divorzio il padre ha detto che puo pagare una somma di 20Euro/mese (non e uno sbaglio, sono proprio 20- il divorzio e avvenuto in Romania e poi trascritto in Italia) per il mantenimento della figlia. In quanto e stato un divorzio molto brutto non ho richiesto di piu. Adesso il reddito del padre e alto, piu di 120.000 Euro/anno, e nel 2009 non ha pagato niente. Posso ottenere una somma adeguata per il 2009 e continuare a ricevere in futuro una somma reale, in modo comisurato alla sua possibilita economica? Che cosa dovrei fare?
    Grazie

  • Nicoletta ha scritto:

    Carissima Silvia,
    ho un problema al quale devo trovare una veloce soluzione.
    Tempo fa le avevo parlato di mia figlia, una ragazza di 21 anni che fa una vita allo sbando e che ogni tanto si fa sentire solo perchè vuole soldi da me. Cosa che gli nego sempre, perchè con me utilizza atteggiamenti aggressivi ed irrispettosi.
    L’altra sera, approfittando della mia assenza da casa, è entrata con le sue chiavi (ha ancora la residenza da me) ed ha letteralmente messo a soqquadro la casa, rompendo le cose a me più care.
    Così mi sono trasferita dal mio compagno con l’altro figlio che ha 14 anni.
    Lui però non vuole stare con noi, la casa ha al momento una sola stanza quindi è vero che ci si deve adattare e si può capire la sua sofferenza.
    Il ragazzo però non riesce a comprendere che ho necessità di mettermi al riparo e che non ci sono alternative.
    Mi ha chiesto di andare da papà che si è detto disponibile.
    Visto che in questi giorni il ragazzino è affidato a me, ho chiesto al mio ex, anche su consiglio di esperti, di firmarmi un documento dove dichiara di prendere con sè il figlio perchè non vuole rimanere dove mi sono trasferita. Ma lui non ha accettato dicendomi che se volevo bene al ragazzo glielo dovevo lasciare e basta, e che non mi firmava un bel niente.
    Quindi l’ho tenuto quì ma ci fa fare una vita d’inferno, oltre a stare male anche lui.
    In alternativa al documento, cosa potrei fare che mi tutelasse legalmente per lasciare andare mio figlio dal padre, senza rischiaree nulla? Il mio ex è facile alle denunce ed alla manipolazione di situazioni, anche se d’urgenza pur di crearmi problemi.
    Sperando di essere stata chiara, attendo una sua cortese risposta
    Nicoletta

  • irene ha scritto:

    buongiorno Silvia
    sono sposata in separazione dei beni con quattro figli stiamo acquistando casa…in casa in caso di (morte)di uno dei due chi eredita…un’altra cosa noi dobbiamo al fratello una somma per la vendita di un immobile che però abbiamo investito nell’acquisto di questa casa …lui può volere una quota della casa nno so se mi sono spiegata…

  • Valter ha scritto:

    Buongiorno.
    Da ormai 7 anni, io e mia moglie siamo in giudiziale, in quanto le sue richieste, prettamente economiche hanno portato a questo.
    Inizialmente ci eravamo accordati per una separazione consensuale, firmata davanti ad un avvocato comune e poi lei ha deciso di prendersi un avvocato proprio e iniziare la ciusa giudiziale.
    Vengo al punto:
    Abbiamo un figlio che oggi ha 19 anni, al tempo del mio allontanamento da casa(accettato da entrambi e documentata con la firma di lei) ne aveva 12.
    Il tribunale ha deciso l’affidamento escluso alla madre e un assegno per il mentenimento di nostro figlio, da parte mia, di 480 euro che ad oggi sono diventati 518 circa.Tale cifra non e’ mia stata variata rispetto alla prima udienza.
    Ora succede che mia moglie non e’ presente nella casa coniugale per molte sere a settimana e mai nei week-end.
    Chiaramente in piu’ delle volte nostro figlio viene a cena da me e i week-end pure, fermandosi qualce volta anche a dormire.
    Lui chiaramente e’ molto arrabbiato x tale comportamento e purtroppo non e’ l’unico che ha vissuto negli anni precedenti.
    Chiedo:indipendentemente da un discorso prettamente economico, quali doveri ha una madre affidataria del figlio,anche se maggiorenne, nei confronti dello stesso?

    Grazie e mi scusi per eventuali errori di scrittura.

  • Barbara ha scritto:

    Buongiorno Silvia,
    volevo avere, se è possibile, notizie in merito alla mia richiesta del 29 March 2010 at 9:58 am che, vista la tua solerzia nel rispondere a tutti, penso sia sfuggita alla tua attenzione.
    Grazie

  • maria ha scritto:

    Sn una ragazza di 33 anni,vivo con mia madre di cui e’ ragazza madre :siccome ke sto in causa da dieci anni x il riconoscimento della paternita’ed ora sto agli sgoccioli x fare il dna dopo tanti intoppi ke ci sn stati,ora volevo sapere da voi ,dopo ke il dna esce positivo la legge ke cosa impone ,quali sn le regole da rispettare? grazie a presto baci

  • Graziella ha scritto:

    Cara Silvia.
    Ho sposato in seconde nozze un uomo , anche lui precedentemente divorziato con 2 figli.Io ho una figlia avuta anche io dal matrimonio precedente.
    Premetto che ci siamo sposati in comunione dei beni; il quesito e’ questo,visto che io non vorrei lasciare niente di mio ai suoi figli,visto che a loro non intaressa niente di me,sono obbligata a lasciare la mia parte? se no cosa dovrei fare?
    Altra cosa , molto drammatica e’ questa; poiche’ noi viviamo nella casa dei genitori di mio marito…ho imparato da qualche tempo che i miei suoceri hanno intestato la casa ai nipoti,e a mio marito solamente l’usufrutto.Il grosso problema e’ che mio marito con un figlio non ha buoni rapporti e non vorremo che nel caso, riuscissero ad ottenere la casa potesse uno dei figli o tutti e due buttarci fuori .E’ stata cosa giusta quello che hanno fatto i miei suoceri? …se si’ potrebbe mio marito impugnare il testamento? anche perche’ ha paura che un domani possa arrivare nelle mani della sua ex moglie che vive in casa con un figlio?spero mi abbia capita la ringrazio anticipatamente. A presto

  • DAVIDE ha scritto:

    Preciso che ho abitato con mia madre fino all’età di vent’anni,ora mi trovo senza lavoro nè casa,e ne ho ventiquattro,in questi ultimi anni ho abitato da mio padre ma da Maggio non sarà più possibile,come posso non ricevere nemmeno l’ospitalità da parte dia madre quando la legge impone al genitore un obbligo di assistenza famigliare nei confronti di figli non indipendenti economicamente anche se maggiorenni?

  • Silvia (author) ha scritto:

    Davide, è una pretesa difficile da azionare giudizialmente se non hai mai coabitato con lei in età adulta e se sei giovane, sano ed abile al lavoro.

  • DAVIDE ha scritto:

    Cara Silvia,spero di ricevere il tuo aiuto per risolvere una situazione molto difficile per me.
    Premetto che sono un figlio maggiorenne di una coppia di fatto,in quanto i miei non si sono mai legalmente sposati,da 4 anni ho residenza con mio padre in un appartamento di sua proprietà che a Maggio perderemo a seguito di un tracollo finanziario dello stesso…per di più ,ad aggravare la situazione, a fine anno ho perso il lavoro…Ora vorrei tornare ad abitare da mia madre che pur non avendo reddito ha beni intestati ma lei mi nega la possibilità di farlo(non ha mai provveduto in alcun modo al mio mantenimento dalla mia nascita).Chiarisco che non pretendo un mantenimento in denaro da quest’ultima, ma solo la possibilità di avere una stanza temporaneamente fino al momento di una mia indipendenza economica.Posso esercitare questo diritto?Grazie

  • Silvia (author) ha scritto:

    Mi dispiace stefania, sono arrivata tardi.
    Vista la piega che stanno prendendo i fatti, giusto essere cauti. Potresti chiedere di formalizzare i cambiamenti di giorni quanto meno con un’email, tanto per avere traccia degli accordi verbali in genere.
    Per il resto, poi, cerca solo di far stare tranquillo tuo figlio e di spiegargli che ci sei.

  • Silvia (author) ha scritto:

    M.Rosa, tutto sta a capire in che modo ha trasferito le proprietà ai figli. Come minimo cii saranno da sostenere due procedimenti: uno per la ricognizione di paternità e poi uno, in futuro, alla morte, per il riconoscimento di eventuali simulazioni nelle vendite degli immobili.
    Sicuramente vi serve una consulenza specifica di un legale.

  • Silvia (author) ha scritto:

    dora, se tua madre è proprietaria della casa al 100% può farne ciò che vuole e quando vuole. se tu sei proprietaria di un’eventuale quota ereditata da tua padre, ovviamente non può vendere se non siete d’accordo entrambe (a meno che non venda una quota indivisa del 50% dell’immobile che, però, commercialmente non ha gran valore).

  • dora ha scritto:

    Sono una donna di 37 anni,figlia unica di una famiglia della quale è rimasta solo mia madre,sto per trasferirmi all’estero per motivi coniugali e mia madre anziana non è daccordo con la mia scelta,dice che un domani,qualora dovesse avere bisogno vende tutta la casa di nostra proprietà per il suo mantenimento nella futura malattia (anche se io non le ho negato la mia assistenza un domani che dovesse averne bisogno),dicendo che vuole disconoscermi come figlia….a prescindere dalle frasi dette in momenti di mancanza di lucidità,ha il diritto di vendere?anche se ancora in salute?anche se percepisce una buona pensione di reversibilità?anche la mia quota?
    Grazie per le informazioni.

  • M.Rosa ha scritto:

    Scusa la mia frettolosità ad inviarti il post.

    Un grazie infinito

    M.Rosa

  • M.Rosa ha scritto:

    Ciao, spero di essere aiutata a schiarirmi le idee.
    Sono madre di una ragazza di 19 anni, nata da una relazione di 5 anni con uomo che all’epoca era legalmente separato e padre di altri 2 figli.Dopo 2 anni dalla nascita di mia figlia ci siamo lasciati. Lui ha smesso di essere “Padre” di nostra figlia e non ha mai accettato di riconoscerla per paura che i suoi precedenti figli gli voltassero le spalle. Nel frattempo mia figlia è cresciuta, verso i 15 anni ha manifestato la voglia di conoscere il padre ed io l’ho accompagnata nella città dove vive e così lui ha cominciato ad instaurare un piccolo, ma sterile rapporto con la figlia. Nel corso degli anni lui si è risposato e riseparato dalla II° moglie, quindi mi aveva proposto di ritornare nella sua città, sposarlo e lui avrebbe riconosciuto la figlia. Naturalmente sia io che mia figlia siamo letteralmente scappate via. Oggi mia figlia vuole chiedere il riconoscimento di paternità e naturalmente tutto quello che le spetta sia per mantenimento che la sua parte del patrimonio paterno e facendo qualche indagine abbiamo scoperto che lui ha dato tutto ai 2 figli precedenti…non so che tipo di contratto è stato stipulato, nè se lo poteva fare, anche perchè tutti erano a conoscenza dell’esistenza di mia figlia: la ex moglie, madre dei primi 2 figli;i suoi figli;i suoi parenti e anche il suo avvocato che all’epoca ho conosciuto anche io.In ogni caso ho prove che sapessero di mia figlia.
    Ti premetto che era unico titolare di un’azienda e proprietario unico anche dell’immobile dell’azienda stessa. So questo per certo in quanto aveva stipulato il contratto di acquisto negli anni in cui stavamo insieme.
    La mia domanda è: si può fare qualcosa e cosa perchè mia figlia abbia quello che le spetta?

  • stefania ha scritto:

    Carissima Silvia,
    proseguo da dove l’ho lasciata, per darle il seguito della mia vicenda e chiederle altre delucidazioni al riguardo.
    Parlo del mio ex che voleva lasciare da solo nostro figlio a casa mia per avere il lunedì di pasqua libero.
    Il giorno in questione non mi sono recata a casa, ma ho incaricato una vicina di verificare se mio figlio era davvero stato abbandonato. Così lei si è recata in diversi momenti alla mia porta, dove ha suonato senza ottenere risposta.
    Avendo anche le mie chiavi di scorta è entrata (quando non ci sono mi fa il piacere di dare cibo alla gatta) ma non c’era nessuno. In seguito ho chiamato mio figlio ed ho avuto conferma che in effetti il mio ex marito lo aveva portato alla mia abitazione ma poi, vedendo che non c’ero, se l’era riportato a casa sua – dove era giusto che stesse -. Durante la telefonata però il tono del ragazzo era molto aggressivo, ed evidentemente manipolato dal padre si è arrabbiato con me per non averlo voluto, chiedendomene le ragioni.
    Con calma gli ho spiegato la situazione, ma non ha voluto credermi e mi ha messo giù il telefono.
    Oggi doveva rientrare da me, ma non l’ha fatto, dicendomi che vuole stare dal padre fino a domani perchè non ha voglia di vedermi dopo quello che gli ho fatto.
    Sono rimasta molto male, perchè la verità è completamente diversa ed ho chiamato un’amica per sfogarmi. Lei mi ha offerto di andarla a trovare nel tardo pomeriggio per stare a cena e tirarmi un pò su il morale.
    Ma a questo punto mi è sorto un dubbio … non è che il padre stia tentando di creare una situazione che potrebbe andare a mio danno, e cioè, quando meno me l’aspetto oggi venire a riportarmi il figlio per poi dire che non mi ha trovata in casa?
    Siccome lo conosco ed è nel suo stile ribaltare le cose e affibbiarmi le sue colpe, non sarebbe improbabile.
    In definitiva Le chiedo se in questo caso rischierei qualcosa dal momento che l’accordo è stato solo telefonico e non ho prove che dimostrino il contrario.
    Non è comunque un problema per me restare in casa tutta la sera, solo che mi sento un pò agli “arresti domiciliari” e sono arrabbiata per questo.
    Tenuto conto che dovrei anche andare a fare la spesa …
    Grazie infinite
    Stefania

  • Giosuè ha scritto:

    Grazie mille!!
    E’ vero che la potestà dei genitori, ai sensi degli artt. 316 e ss. cod. civ., deve essere esercitata “di comune accordo”. Ma opporsi ad una cosa del genere sarebbe realmete assurdo. Il Tribunale non potrebbe che dare ragione a mia sorella. grazie ancora

  • Silvia (author) ha scritto:

    Giosuè, da quello che posso capire nessuna pronuncia sull’affidamento dei bambini c’è mai stata, quindi andrebbero considerati come se fossero affidati ad entrambi i genitori e dunque tua sorella ha giustamente comunicato al padre l’intenzione di mandare il piccolo al nido.
    Dato che la scelta di mandare il bambino al nido non è certo nè strana, nè assurda, non si capisce quali ragioni dovrebbe opporre il padre: sicuramente dovrebbero essere ragioni ben valide se portate davanti ad un tribunale!
    Tua sorella potrebbe comunicare per scritto la decisione di mandare il bambino al nido (indicando i motivi, che saranno validissimi), il nome e l’ubicazione della struttura ed il costo mensile (al quale immagino il padre dovrà contribuire). A questo punto attendesse risposta: che dovrà essere sostenuta da solide ragioni. Forse il padre decide di pagare tutto di sua tasca una tata? Forse si offre di tenere lui il figlio per l’orario di lavoro della madre? Forse conosce un buon nido ad un prezzo migliore?
    Insomma, è ovvio che, eventualmente sarà il padre a dover ricorrere al tribunale per i minorenni per impedire a tua sorella di portare il bimbo al nido, ma dovrà anche sfoderare delle ragioni ineccepibili!

  • Giosuè ha scritto:

    Buona sera. Mia sorella ha 2 bimbi di 4 e 2 anni nati da una convivenza con una persona. Il primo dei miei nipoti va a scuola. L’altro, quello più piccolo, dovrebbe iniziare a settembre l’asilo nido. Il padre, che lo ha riconosciuto, si è opposto. Come fare? Quali sono i suoi diritti e quelli di mia sorella? Occorre un ricorso al tribunale dei minorenni?

    Grazie

  • Lorena ha scritto:

    Grazie Silvia sei stata di grande aiuto . Buona giornata .

  • Silvia (author) ha scritto:

    Lorena, è evidente che la situazione economica del tuo compagno è cambiata molto dal momento della separazione, quindi ogni richiesta nel senso che tu indichi è possibile: se le condizioni ora lo richiedono e la casa va venduta per sopravvivenza, trovando una soluzione adeguata per la moglie ed il figlio, sarebbe una strada percorribile.
    Certo, se non c’è collaborazione dall’altra parte, è possibile inserire tutte queste richieste (compresa una diminuzione dell’assegno di mantenimento) in un ricorso per divorzio giudiziale.
    Ovviamente avete bisogno di essere seguiti da un avvocato che analizzi la situazione nello specifico e valuti le strade percorribili in concreto.

  • Lorena ha scritto:

    Ciao Silvia spero tanto che tu possa aiutarmi e grazie prima di tutto per il tuo tempo , la mia situazione e questa, il mio compagno e separato da sua moglie circa 5 anni loro anno un figlio de 6 anni e mezzo ,al momento de la separazione a lei e rimasta la casa di propieta del mio compagno che pagano ei suoi genitori e un mantenimento del bimbo circa 500 euro in piu tutte le spese ,ma lui e da un pò che non lavora y deve cmq pagare tutto ciò , lei lavora è nn vuole dividere le spese , adesso noi abbiamo un bimbo de 5 mesi e conviviamo da 4 anni e in più è arrivato anche lo sfratto di casa perche non abbiamo soldi per pagare l affito . lui a chiesto il divorzio più l affidamento congiunto è la vendita di quella casa gia que non puo mantenere tutti e come ho detto prima lei lavora. Volevo sapere sè nostro figlio a diritto anche lui a quella casa è si e possibile venderla è diverderla fra ei due bambini.Già que lei non vuole fare niente è non vuole darli ne anche el divorzio è possibile que questa donna possa avvere sempre ciò che vuole ? o cmq abbiamo qualche speranza ?
    grazie , scusa il mio italiano gia che sono straniera

  • Silvia (author) ha scritto:

    Nicoletta, al di la del problema più profondo che, immagino, ti crei seria preoccupazione, mi limito a risponderti sulla questione strettamente giuridica.
    Tua figlia ha 22 anni e si è allontanata da casa (dalla quale non l’hai certo spinta tu ad andare via) di sua spontanea volontà. Non studia (si suppone) e se anche fosse iscritta all’università, dovrebbe provare una sua reale frequenza e l’ottenimento di risultati, se no l’iscrizione risulterebbe facilmente strumentale. Non abita nè con te, nè con il padre anche se ne avrebbe la possibilità. Conduce una vita sregolata.
    A che titolo può pretendere questo mantenimento da te?
    Se dovesse avanzare qualche richiesta giudiziale in tal senso, tu potrai validamente resistere proprio dimostrando che ogni forma di aiuto (terapie, comunità, ecc.) è stata rifiutata, che non segue regolarmente gli studi e che non si impegna nella ricerca di un’occupazione.

  • alessia ha scritto:

    Carissima Silvia,
    mi permetto di sottoporti il mio caso che è un pò particolare…
    Mia figlia di 22 anni soffre purtroppo da 5 di bulimia che l’ha portata progressivamente a manifestare anche problemi comportamental con atteggiamenti autolesionisti ed isterici, dipendenza da alcolici, grosse difficoltà relaizonali e crisi di panico.
    Per questo motivo l’ho sempre seguita e fino a che me l’ha permesso fatta supportare da una psicologa per vedere di aiutarla a guarire.E’ stata con me per 9 anni consecutivi, rifiutandosi di recarsi dal padre nei weekend previsti. Questa situazione non è mai stata regolamentata legalmente per mio volere, pensando di dare una possibilità di recupero del rapporto tra padre e figlia qual’ora uno dei due lo avesse voluto, senza dare loro altre complicazioni giudiziarie.
    Nel maggio 2009, mia figlia ha manifestato il desiderio di vivere con un’amica e di staccarsi da me, sia per motivi di studio (università), sia a detta sua per alleggerirmi da una situazione altamente problematica.
    Mi sono consultata con la psicologa di turno, che mi ha fatto notare l’opportunità di guarigione intrinseca a questa scelta che per questo vedeva positiva.
    Nel frattempo, a fatica e grazie al mio sostegno è riuscita a conseguire il diploma di maturità e ad iscriversi all’università.
    Per manenerla nell’appartamento le ho versato da maggio 300 euro sul suo conto corrente, anche se la sentenza di divorzio contemplava il solo versamento di altrettanto denaro da parte del padre, consapevole che era necessario un mio sostegno economico oltre che doveroso.
    Però verso fine anno, la situazione è andata progressivamente peggiorando, a partire da quando mi sono accorta che mia figlia esasperava i suoi problemi attuando comportamenti esagerati invece di impegnarsi a tenere sotto controllo le sue problematiche ed a frequentare gli specialisti che la seguivano.
    L’ho quindi sollecitata con fermezza a impegnarsi per guarire, contattando una psicologa per avere indirizzi di cliniche valide specializzate nel campo.
    Questo l’ha fatta molto arrabbiare, se n’è andata dal padre, ha lasciato l’appartamento e litigato con l’amica, sospendendo le lezioni universitarie. Dopo un tentativo di suicidio il padre l’ha messa in una comunità da dove è fuggita.
    Nel frattempo mia figlia si rifiutava di parlare con me, cambiando per questo anche numero di cellulare. Stesso comportamento hanno avuto il padre ed il fratello che si sono alleati con lei.
    Non ho avuto sue notizie per molto tempo, fino a che si è fatta risentire pretendendo un mantenimento da parte mia per pagare un’altro appartamento.
    Le sue telefonate sono sempre state molto offensive, ingiuriose e minacciose, così come molti sms che mi ha inviato e che ho conservato.
    Mi sono rifiutata di darle denaro fino a che non si impegni seriamente almeno per guarire, dandole tutto il mio sostegno per trovare il posto più adatto a questo.
    Specifico che al momento vive ospite da amici, vagabondando a destra a sinistra ovviamente peggiorando il suo rapporto con l’alcool e ogni problematica.
    Volevo sapere concludendo, al di là del fatto che la sentenza non parla di mantenimento da parte mia, se posso mantenere questa posizione visto che utilizzerebbe il denaro per adagiarsi nella situazione in cui si trova, se oltre ai miei doveri nei suoi confronti dei quali sono ben consapevole, anche lei ne abbia qualcuno rispetto a me e se sono obbligata comunque a versarle dei soldi sul conto nel caso lei mi facesse causa.
    Attualmente non so dove si trovi e non ho più contatti telefonici con lei.
    Grazie
    Nicoletta

  • Silvia (author) ha scritto:

    Stefania, ovviamente sei costretta a rientrare per il bene di tuo figlio. E questo, purtroppo, è fuor di dubbio.
    Potresti procedere prima di tutto in un modo un po’ blando, ma che comunque ti potrebbe costituire una prova dell’accaduto: inviargli una diffida stragiudiziale ad astenersi in futuro da comportamenti tanto gravi (descrivendo per bene cosa ha fatto e perchè era illegittimo) da mettere in pericolo l’incolumità di vostro figlio.
    Una forma di tutela più incisiva sarebbe quella di fargli lasciare solo davvero vostro figlio e poi denunciarlo penalmente: ma purtroppo non credo che vorrai mettere a repentaglio la salute di tuo figlio per “far pagare” il tuo ex.
    Dopo la diffida potresti chiedere una modifica delle condizioni di separazione in modo che siano più precise (addirittura con il dettaglio giorno per giorno), ma resterebbe sempre il problema che lui può decidere di punto in bianco di lasciarlo a casa e andarsene. In questo caso resta davvero solo la denuncia penale.

  • stefania ha scritto:

    Buonasera.
    E’ accaduto che il mio ex oggi mi ha minacciata di abbandonare nostro figlio (ha 14 anni e mezzo e soffre di epilessia) a casa mia domani mattina alle ore 10 (lunedì dell’Angelo)per avere un giorno di ferie, e di lasciarlo da solo tutto il giorno e tutta la notte se non rientro da dove mi trovo(sono andata da amici perchè erano i miei giorni liberi)per riprenderlo martedì mattina presto.
    Questo affermando che è un suo “diritto”, proclamato anche nella sentenza.
    In realtà nella stessa questa possibilità non è minimamente prevista, perchè avendo lui al tempo richiesto l’affido congiunto e/o la possibilità di tenere sempre presso di sè il figlio, aveva ottenuto larghi diritti di visita, tra cui un weekend lungo ogni mese – dal venerdì sera al giovedì mattina della sett.successiva – (che è in effetti quello che mio figlio sta passando da lui durante questi giorni ) oltre al mese di giugno, una parte del mese di settembre, 15 giorni in senso stretto in estate e metà delle feste di pasqua e Natale in modo da poterlo avere più tempo.
    Quindi se Natale e Pasqua capitano in giorni che il ragazzo è con me, deve tenerlo per la metà della vacanza.In questo caso specifico è accaduto che Pasqua rientra nel suo weekend lungo.
    Le chiedo come posso difendermi se questi comportamenti dovessero ripetersi ancora e come o se lui deve rispondere di fronte alla legge per aver lasciato da solo il figlio quando sono assente (nei giorni in cui lo stesso è con lui ovviamente), intimandomi al rientro forzato per diritti che lui vanta ma non sono previsti dalla sentenza definitiva.
    E’ ovvio che sono costretta a rientrare visto che il ragazzo soffre di un’epilessia particolarmente grave.
    Grazie
    Stefania

  • Lorena ha scritto:

    Ciao Silvia spero tanto che tu possa aiutarmi e grazie prima di tutto per il tuo tempo , la mia situazione e cuesta, il mio compagno e separato da sua moglie circa 5 anni loro anno un figlio de 6 anni e mezzo ,al momento de la separazione a lei e rimasta la casa di propieta del mio compagno che pagano ei suoi genitori e un mantenimento del bimbo circa 500 euro in piu tutte le spese ,ma lui e da un pò che non lavora y deve cmq pagare tutto ciò , lei lavora è nn vuole dividere le spese , adesso noi abbiamo un bimbo de 5 mesi e conviviamo da 4 anni e in più è arrivato anche lo sfratto di casa perche non abbiamo soldi per pagare l affito . lui a chiesto il divorzio più l affidamento congiunto è la vendita di quella casa gia que non puo mantenere tutti e come ho detto prima lei lavora. Volevo sapere sè nostro figlio a diritto anche lui a quella casa è si e possibile venderla è diverderla fra ei due bambini.Già que lei non vuole fare niente è non vuole darli ne anche el divorzio è possibile que questa donna possa avvere sempre ciò che vuole ? o cmq abbiamo qualche speranza ?
    grazie a scusa il mio italiano gia che sono straniera .

  • Barbara ha scritto:

    Buongiorno Silvia,
    ti scrivo per conto di due amici che hanno la seguente situazione.
    Il padre è morto circa tre anni fa e lui ed il fratello hanno diviso tra loro l’eredità del padre.
    Dopo circa un anno dalla morte del padre, si è presentata tramite una lettera di un avvocato una signora che sostiene di essere figlia di una storia precedente (mai riconosciuta dal padre e mai da lui menzionata con i suoi figli fino alla sua morte).
    Se prima della fine delle varie cause i due fratelli avessero bisogno di vendere tutto o parte dell’eredità che cosa potrebbe accadere se fosse veramente una “figlia” che si è ricordata solo ora di avere un padre e due fratelli?
    La madre dei ragazzi, che non si è sposata con il padre e che non ha partecipato alla divisione per sua volontà, potrebbe avere diritti in virtù di un eventuale nuova divisione?
    GRAZIE

  • ivana ha scritto:

    buongiorno silvia volevo chiederti un paio di cose….. mio padre ha divorziato da mia madre nel 1992, mia madre si è risposata nel 94,io sono sempre stata con mia mamma fino a quando nel 96 mi sono sposata, ho due fratelli, mio padre si è rifiutato di venire al mio matrimonio perchè c’era mio patrigno e mi ha detto che non ero più sua figlia da quel momento non mi ha più cercato. I miei fratelli lo appoggiano quindi non ho più rapporti neanche con loro, ha una casa molto grande dove ha costruito due alloggi oltre al suo per i miei fratelli e rispettive famiglie. ho saputo ma non so se è una cosa vera che ha lasciato tutto a loro tramite donazione con la clausola che lo devono assistere fino alla sua morte. a me aspetta qualcosa quando verrà a mancare? Io posso fare qualcosa per sapere se è vera la storia della donazione? Grazie

  • Silvia (author) ha scritto:

    Barbara, la vostra seconda figlia è perfettamente tutelata dal fatto che voi siete i genitori.
    Perchè chiedere un nuovo mantenimento? Se siete conviventi no ha molto senso.
    La bambina resterebbe comunque con il padre, non c’è alcun motivo per cui dovrebbe intervenire un affidamento alla sorella, a meno che non veniate a mancare entrambi. In tal caso la sorella potrebbe essere il tutore più adatto, ma se avesse una certa indipendenza economica.
    Dato che risultate dovorziati, il regime ereditario tra voi è questo:
    Il coniuge divorziato perde i diritti ereditari. Tuttavia qualora fruisca dell’assegno divorzile e versi in stato di bisogno, potrà ottenere la corresponsione di un assegno a carico dell’eredità. In caso di morte dell’obbligato, l’ex coniuge titolare dell’assegno divorzile, potrà chiedere l’erogazione di una quota della pensione di reversibilità
    Le vostre figlie hanno pari diritti ereditari.

  • Barby ha scritto:

    Salve,
    ho circa 42 anni, penso di essere in una situazione un po’ anomala.
    Mi sono sposata circa venti anni fa ed ho avuto un figlia, mi sono separata e ho avuto il divorzio dieci anni fa.
    Da tre anni mi sono riavvicinata al mio ex-marito con il quale attualmente convivo e dal quale da pochi mesi ho avuto un’altra figlia (da lui riconosciuta).
    Alla prima figlia maggiorenne abbiamo intestato un appartamento.
    E’ necessario che faccia qualcosa ( a parte risposarlo!) per tutelare questa bimba?
    Devo chiedere un nuovo mantenimento?
    Se dovesse succedermi qualcosa, la bimba sarebbe essere affidata alla sorella o al padre?
    Per quanto riguarda l’eredità del padre delle mie figlie io ne farei parte e lui della mia?
    Ti ringrazio anticipatamente.

  • paola ha scritto:

    Se solo riuscissi a trovare un lavoro, andreii a lavorare senza alcun problema…
    Ma purtroppo abito in un paesino del sud dove non ci sono opportunita’..
    Questo non puo’ essere uno dei tanti motivi per cui chiedere un aiuto a quel genitore che ti ha messo al mondo strafregandosene di come vivi?
    Grazie mille.

  • Silvia (author) ha scritto:

    Paola, è una decisione piuttosto inusuale quella di negare il contributo al mantenimento sul solo presupposto della maggiore età dei figli, soprattutto se studenti. Ma tant’è.
    Oggi, a 29 anni, è piuttosto improbabile che possa vederti riconosciuto un mantenimento, a meno che tu non abbia qualche motivo documentato che ti impedisce di lavorare.

  • paola ha scritto:

    Salve, ho 29 anni e per diverse ragioni ancora non mi sono laureata. Sono figlia di genitori separati e fino a 2 anni fa vivevo con mia madre, dico vivevo perché purtroppo non c’é piu’. Con mio padre non ho alcun rapporto. Nella sentenza definitiva di separazione del 2000 il giudice aveva disatteso gli alimenti perché diventata maggiorenne.. Io non ho mai chiesto nulla perché grazie a mia madre non mi servivano i suoi sodi.. Ora pero’ purtroppo le cose sono cambiate..Volevo sapere se ho il diritto di chiedere il mantenimento, se l’unico genitore superstite deve dare un minimo di sostentamento cosi da poter finire gli studi ma anche per vivere…Spero di ricevere al piu’ presto una risposta… Grazie mille.

  • Silvia (author) ha scritto:

    La dicitura va benissimo.
    Si, è estremamente sospetto: sicuramente i suoi redditi sono molto maggiori di quello che tu immagini e deve essere anche molto semplice scoprirlo (teme che tu possa venirlo a sapere con una semplice indagine: se fossero “nascosti” meglio non si esporrebbe così).
    A questo punto direi che la tua mossa potrebbe essere proporre una cospicua integrazione per il futuro… Nessuno vuole essergli ostile, se paga il dovuto!

  • elysa ha scritto:

    ciao silvia,
    puoi darmi un altro consiglio? il mio ex compagno si è ora proposto di sua volontà(o del suo avvocato..), di farmi un integrazione al mantenimento di ns figlio(“in affido condiviso”), a partire dall anno 2008,quindi inizialmente mi verserebbe dodicimila solo x l anno 2008(non so se lo dice sul serio,ma starebbe aspettando una mia risposta). Secondo te che dicitura dovrebbe riportare il bonifico? Un semplice”integrazione al mantenimento figlio anno 2008″sarebbe sufficiente? E poi non pare anchea te una mossa molto strana da parte di una persona benestante si, ma sicuram.molto + avida, come lui, x il solo motivo xche l ho avvisato lo avrei chiamato in giudizio x rivedere l assegno?
    grazie in anticipo, sei sempre gentilissima

  • gianni ha scritto:

    Grazie per la risposta celere. Mia suocera non è interdetta o inabile…certo non è al top mentale ne fisico visto che ha momenti di lucidità e altri meno e cammina maluccio. L’accordo lo propone mia cognata ma a fronte di una cifra minima (10.000) pretende una firma in cui mia moglie dichiara di non avere piu nessuna pretesa futura. Ora mia cognata ha sempre gestito tutto e ha i soldi di mia suocera intestati a lei su un conto di cui non sappiamo niente (ne cifra ne banca) quindi prima di firmare vorremmo capire meglio la situazione, ma sappiamo che possiamo fare ben poco.
    Grazie

  • Silvia (author) ha scritto:

    Gianni, se tua suocera non è interdetta o inabilitata, decide lei cosa fare.
    Si può ricorrere al tribunale civile per farle almeno nominare un amministratore di sostegno (se ci sono i presupposti) e prendere questo tipo di decisioni.
    Credo che comunque sia il caso di trovare un accordo prima di fare decidere ad un giudice in modo vincolante.

  • gianni ha scritto:

    Buongiorno, mia suocera che è vedova e attualmente percepisce la pensione di reversibilità di mio suocero e l’accompagnamento, ha bisogno di cure e assitenza. Mia moglie e sua sorella che sono le uniche figlie non si trovano d’accordo sulla soluzione migliore per mia suocera (mia moglie causa lavoro opta per una struttura specializzata, ovviamente divedendo le spese al netto della pensione e della quota di accompagnamento percepita da mia suocera, mentre mia cognata la vorrebbe tenere a casa sua gestendo tutto il denaro e facendosi firmare una liberatoria di rinuncia a tutti gli eventuali beni in caso di morte). Cosa dice la legge in merito?
    Ringrazio anticipatamente per la risposta e cordiali saluti

  • Silvia (author) ha scritto:

    Matteo. Sicuramente puoi ottenere un mantenimento dai tuoi: ti è dovuto. E tutto sommato potresti davvero ottenere una casa dove vivere da solo se la famiglia ne possiede 4 e loro non si occupano di te. Prima di tutto cerca di riportare alla ragione tua madre: se vivi con lei, dovrebbe occuparsi anche di ottenere un contributo al tuo mantenimento da tuo padre.
    In caso ti fosse impossibile, dovresti rivolgerti ad un avvocato che tuteli i tuoi diritti nei confronti di entrambi: se non sei in grado economicamente, rivolgiti ai servizi sociali del tuo Comune o Muncipio e chiedi di essere aiutato quantomeno a reperire un legale che ti assista in regime di gratuito patrocinio.

  • matteo ha scritto:

    salve. sono matteo ho appena compiuto 18 anni mio padre e mia madre stanno per divorziare, ma il tempo passa e io non vedo un soldo, io sono in una condizione non molto bella, vivo con mia madre da quando sè nè andato mio padre e ormai nessuno si occupa più di me tante volte manco mangio perchè non c’è la spesa, mio padre si fa viaggi su viaggi ora è in vietnam per farvi capire e ci sta 1 mese.vorrei sapere se posso ottenere una delle 4 case che i miei genitori hanno e se posso ottenere in qualche modo visto che sono studente ancora un mensile con cui poter vivere gerazie in anticipo silvia.

  • Silvia (author) ha scritto:

    elysa, prima di tutto ora hai il suo numero di conto corrente: tutti gli arretrati delle spese straordinarie puoi ingiungerglieli con decreto e poi pignorare la somma totale sul conto.
    Poi, con quel reddito (che a questo punto puoi provare, ma, ovviamente se chiamato davanti al giudice civile per il mantenimento dovrà produrre le sue dichiarazioni dei redditi) puoi senza dubbio arrivare a circa € 3.000 senza problemi (ovviamente chiedendo almeno 4.000 per scendere a 3000) e poi direi che anche un immobile per far vivere il figlio (magari di proprietà sua, ma assegnato a te fino all’indipendenza del figlio).
    Tieni conto che tuo figlio vive in una famiglia di tre persone (lui, te e tua madre) con € 1.300 di reddito complessivo, mentre il padre vive con circa dieci volte tanto, solo a voler guradare il suo reddito mensile dichiarato. Il mantenimento che paga è assolutamente incongruo.
    Direi che merita il ricorso per chiedere un aumento.

  • elysa ha scritto:

    Ciao Silvia
    complimenti per il blog, davvero fantastico ed interessantissimo.
    Sono ragazza madre con bimbo di 4 anni, riconosciuto dal padre, gia “risolta”la questione affidamento… condiviso,in realta il bimbo è sempre con me, lui abita a 110km e si dichiara quasi sempre impossibilitato ad effettuare visite regolari. Avremmo stabilito in tribunale anche il mantenimento del bimbo che ammonta a 800euro, (oltre all 80%delle spese extra ed al 50%delle ordinarie(che non corrisponde MAI)), visto che io avevo lasciato il lavoro per tentare la convivenza con lui. Ieri si è scordato da me l estratto conto di una delle sue 6banche e vedo che percepisce mensilmente 12mila euro come collaboratore della societa di cui è socio al 50%, oltre quindi al compenso annuale in qualita di socio, senza contare le migliaia di euro mensili che percepisce in nero, ed i conti correnti all estero.
    Considerando che lui possiede una casa da un milionedi euro, mentre io vivo con mia madre settantenne con pensione sociale da 500 euro, e mio figlio in una casa popolare, crede potrei andare dal giudice a chiedere un aumento del mantenimento figlio, o ho poche speranze?Se si quanto dovrei richiedere a tuo giudizio? Io non e ho la minima idea.., grazie in anticipo per gli eventuali consigli

  • kiara ha scritto:

    Di nuovo buonasera.
    La ringrzio tantissimo della sua risposta mi consola un po’, anche se conoscendo la sorella dubito che possa riconoscere spontaneamente qualcosa.
    Poi figuriamoci se mio marito …si mette ad intraprendere una causa.
    Adesso la madre e’in una casa di riposo,e da questo punto di vista siamo un po’ tranquilli …a parte la giornata di 700km. x andare a trovarla ogni 15/20 giorni.Per il resto e’ in mano al giudice che dovrebbe nominare un ammin.di sostegno,…che anche li nn capisco a cosa serve, adesso che siamo riusciti a farla entrare in casa di riposo ed il marito nel fra tempo e’ morto.
    (Era sposata in seconde nozze)
    Comunque sono troppe le cose che vorrei chiderlee ci sono troppi ma e troppi perche’ da spigare x capire iltuttoe meglio che lasciamo perdere .
    La ringrazio infinitamente un caro saluto kia

  • Silvia (author) ha scritto:

    Kiara, chiedo scusa, avevo perso alcuni commenti.
    Purtroppo da un punto di vista testamentario non è possibile: i due figli sono e restano uguali.
    Si potrebbe avanzare una richiesta anche attualmente, con la mamma in vita (o anche dopo), per ottenere un rimborso delle spese vive e di una quantificazione economica del tempo speso e dei disagi patiti.
    SI tratterebbe di una causa di risarcimento del danno vero e proprio: causato dal mancato accudimento della madre da parte della sorella, a cui era tenuta.
    Certo, se la sorella non riconosce spontaneamente un risarcimento, si tratta di intraprendere una causa e, quindi, è bene conservare prove documentali e testimoniali di tutta questa attività.

  • kiara ha scritto:

    Buonasera,
    innanzi tutto un grazie ad Arianna x la sua comprensione.
    volevo precisare che i km di solito sono 750/800 in giornata.
    Poi anche se la risposta un po ‘ la immaggino aspettavo la conferma di Silvia , se x caso si poteva un domani …. avanzare
    un qualche pretesa nei confronti della sorella.
    grazie e a presto kia

  • Silvia (author) ha scritto:

    Alessia, no, non è vero: in sede di divorzio di possono riconsiderare tutte le condizioni economiche e non. Certo: confermare la separazione normalmente porta sempre al divorzio congiunto, mentre ritrattare può portare ad un giudiziale. Ma ovviamente parliamo solo di casistica: spesso si trovano nuove condizioni che vadano bene ad entrambi (anzi, è normale in sede di divorzio fare qualche aggiustamento)

  • ALESSIA ha scritto:

    Ciao Silvia, l’altra volta credevo di riuscire a scriverti ma poi mi son dovuta fermare per finire un lavoro.
    Intanto volevo ringraziarti perchè sembra che solo tu capisci cosa provo e cosa voglio dire, nemmeno con il mio avvocato mi sento così tutelata.
    E’ vero che in sede di divorzio non si può aumentare la quota di richiesta di mantenimento? (Ti ricordo che lui prende 150mila euro l’anno e a me ne da solo 22 mila)

  • Silvia (author) ha scritto:

    tiziana, la quota legittima dei figli non può essere toccata: il padre può disporre per testamento di un solo terzo del suo patrimonio

  • tiziana ha scritto:

    vorrei sapere da lei se un padre può fare testamento a favore di una amica senza nessun legame legale se così si può dire, invece che dei figli legittimi, e se ai figli non aspetterebbe nulla. grazie

  • Silvia (author) ha scritto:

    Alessia… e le altre 2 cose???

  • Silvia (author) ha scritto:

    In realtà sulle condizioni di separazione consensuale si può scrivere qualsiasi cosa sia concordata tra i coniugi. Però mi domando che senso abbia. E’ comunque ovvio che il genitore ha un obbligo di garantire la sicurezza e la sdalute del figlio minore quando lo ha con sè. Scriverlo non aggiungerebbe nulla. Potrebbe essere semplicemente un monito per il padre, ma di per sè non farebbe che rib adire un generico dovere sempre previsto in capo al genitore.
    Puoi concordare che il bambino non venga portato alle lezioni di sub, almeno fino all’età in cui non possa praticare diving lui stesso, anche perchè diversamente resterebbe incustodito dal padre impegnato con la lezione: questo senza dubbio puoi chiederlo e puoi senz’altro scriverlo nelle condizioni, sempre che tuo marito lo accetti.
    Tutto sommato io credo che delle condizioni che regolino in modo specifico delle situazioni particolari, siano sempre preferibili a condizioni generiche che lasciano spazio ad un futuro contenzioso.

  • alessia ha scritto:

    Ciao Silvia,
    vorrei chiederti 3 cose.
    1.
    Visto che il mio ex marito vorrebe avere la possibilità di stare con suo figlio durante i weekend, e visto che durante i weekend lui fa l’istruttore subacqueo si può scrivere sull’atto da dare al giudice, che vanga garantita da parte di suo padre la sicurezza per suo figlio di 5 anni durante le sue lezioni da istruttore subacqueo se il bambino è con lui? Posso addirittura pretendere che non vengano mescolate le cose: la sua attivita da ISTRUTTORE e lo stare con suo figlio?(glielo chiedo perchè secondo il mio avvocato non posso scriverlo)

  • ARIANNA ha scritto:

    COME TI CAPISCO KIARA! SPERO TANTO CHE VADA TUTTO PER IL MEGLIO. SE TI PUO’ CONSOLARE PENSA CHE LE MIE ZIE ABITAVANO TUTTE VICINE E NON IN SUD AMERICA COME TUA COGNATA, VENIVANO A TROVARE LA NONNA DI 95 ANNI OGNI TANTO IL POMERIGGIO MA AVEVANO SEMPRE UNA SCUSA PER POTERSENE ANDARE VIA PRESTO. MA ORA CHE CI SONO I SOLDI IN BALLO….. TI LASCIO IMMAGINARE. MI AUGURO CHE TUA COGNATA ABBIA UNA COSCIENZA E CHE RICONOSCA CIO’ CHE TU E TUO MARITO STATE FACENDO E MAGARI VI RINGRAZI ANCHE DATO CHE LA FATICA LA METTETE VOI E NON LEI. UN ABBRACCIO, VI SONO VICINA.

  • kiara ha scritto:

    Buonasera ‘
    in parte conosco gia ‘ la risposta.
    Mio marito e’stato chiamato in causa x la madre dall’ass.sociale.. premetto che la madre nn vedevamo da decenni.
    30 anni fa’.
    Si e’risposata ed e’ andata a vivere lontano da noi a piu di 300km.
    Adesso che ci sono i problemi veniamo tirati in ballo.
    Economicamente x fortuna nn dovremmo avere problemi.
    ma da piu’di due anni nn facciamo altro che correre avanti e indietro
    alzandoci a orari impossibili x essere in certi posti (TIPO TRIBUNALI CASE DI RIPOSO PARLARE CON MEDICI E ASSISTENTI SOCIALI ECC. ECC.)alle 9 di mattina.
    ed essere carini con lei che aha problemi di demenza.
    IL punto ; mio marito ha anche una sorella che vive in sud america x cui nessuno la cerca .E’ giusto se un domani resta qualcosa di eredita’dividerlo in parti uguali?Come puo’ mio marito essere ricompensato rispetto a lei VISTO CHE NN SIAMO DEI RAGAZZINI E CI FACCIAMO QUALCOSA COME PIU’ DI 1500KM. IN GIORNATA CON SPESE E RISCHIO VITA …considerando che lei nn ha mosso un dito?a parte qualche telefonata un volta al mese.Non sono molto pratica a srivere mail spero di essere stata chiara la ringrazio x la sua gradita risposta.La saluto cordialmente kia

  • arianna ha scritto:

    Ringrazio molto per la prontissima risposta.Inoltre voglio aggiungere una riflessione personale nella quale, sono certa, si identificheranno tante altre persone che si trovano nella stessa nostra situazione: mi chiedo come sia possibile che nel momento di ereditare tutti quanti si facciano avanti e pretendano di avere uguali diritti, anche se con lo stesso grado di parentela, di quelle persone che abbiano seguito o come nel caso dei miei genitori, vissuto una vita nella stessa abitazione con il defunto. Mi domando inoltre perche non si faccia una legge specifica che tuteli maggiormente i diritti di chi dedica una vita o conviva sotto lo stesso tetto con l’eventuale genitore venuto a mancare. Grazie e saluto tutti quanti leggeranno questo commento

  • Silvia (author) ha scritto:

    arianna, in realtà solo il denaro in un conto cointestato si presume (fino a prova contraria) di spettanza al 50% tra due cointestatari.
    In questo caso non c’è nessun conto cointestato, quindi tuo padre può legittimamente sostenere che nessun denaro è entrato nella successione.
    Ovviamente aspettatevi reazioni anche giudiziali: dovrebbero fornire la prova che il denaro sul conto intestato a tuo padre proveniva da risosrse di tua nonna (ad es. accredito pensione).
    Insomma, le zie possono pretendere, ma non è affatto detto che otterranno: quindi tuo padre può “resistere” alle pretese.
    Ricordate però che le cause ereditarie sono tra quelle più numerose e elunghe.

  • arianna ha scritto:

    Buon giorno! ringrazio sin d’ora per la risposta che mi invierete. La situazione è questa: i miei genitori hanno vissuto 38 anni con la madre di mio padre e ora che la nonna è venuta a mancare, le sorelle di mio padre avanzano diritti sulla pensione messa da parte dalla nonna. Premetto però che la suddetta non aveva un conto intestato a suo nome ma a nome di mio padre. Spero di essere stata chiara nella spiegazione. Ora la mia domanda è questa: possono le zie pretendere che mio padre divida anche con loro i soldi della nonna messi da parte in tanti anni vissuti nella stessa casa con i miei genitori? E aggiungo come nota, che papà le ha già abbondantemente liquidate in passato quando è venuto a mancare il nonno. SALUTI CALOROSI

  • teresa ha scritto:

    La ringrazio molto per la risposta con la quale sono perfettamente in accordo!Buon lavoro

  • Silvia (author) ha scritto:

    Alessia, non esiste una percentuale stabilita, ma senz’altro puoi chiedere un po’ di più. Anche perchè con 127.500 euro l’anno da solo lui continua ad avere una vita più che agiata, mentre voi due con 22.500 potete avere un tenore di vita medio-basso e questo non rientra nell’equità prevista, soprattutto nei confronti di tuo figlio, che dovrebbe poter mantenere un tenore di vita simile a quello precedente.
    Una notte dal papà, almeno nel w.e. che passeranno insieme, farà bene ad entrambi e, direi, anche a te.
    Ricordati che tra un po’ potrai aver voglia di una tua vita, con degli spazi liberi per te, quindi meglio che tutti e due, padre e figlio, si abituino a trascorrere del tempo insieme da soli fin da adesso.

  • ALESSIA ha scritto:

    Intanto grazie mille della tua veloce risposta.
    Scusi la fretta ma le sto scrivendo da lavoro.
    Oltre a lavorare molto è soprattutto impeganto perchè fa istruttore subacqueo, quindi è impeganto 3 sere a settimana e o il sabato o la domennica o entrambi. Il mio avvocato ha scritto di lasciare mio figlio al padre tutti i giorni di festività previsti (Natale Pasqua…). Un giorno a settimana, finita scuola e 1 weekend al mese.
    Il suo guadagno confermo essere di 150mila euro l’anno, lu me ne sta dando 22500 l’anno, cosa posso chiedere. Per legge esiste una percentuale a cui posso ambire?
    Come posso sottilineare che i cambiamenti devono essere adeguati alle esigenze del bambino, per quel che riguarda soprattutto il dormire dal papà, visto che ha solo 5 anni, e lui fatica ad accettare qualsiasi cambiamento, o separazione da me, visto i traumi che ha passato?

  • Silvia (author) ha scritto:

    Teresa, in caso di una vera vendita non c’è nessun problema: uno può vendere i propri beni a chi vuole.
    Certo, è bene che i fratelli sappiano fin da subito che c’è vero passaggio di soldi e che la vendita avviene ad un prezzo congruo (anche se giustamente più contenuto del mercato, ma in limiti accettabili).

  • Silvia (author) ha scritto:

    Alessia, immagino che sarai assistita da un avvocato e senza dubbio potrai seguire i suoi consigli in merito.
    Le dichiarazioni dei redditi degli ultimi tre anni ora devono essere necessariamente allegate al ricorso per il divorzio se congiunto o comunque prodotte dal conige convenuto se il divorzio è giudiziale, quindi non potrà traccheggiare molto.
    Senza conoscere il reddito di tuo marito, mi sembra difficile sapere a cosa hai diritto. Evidentemente, se non intende mostrare le dichiarazioni, vuol dire che sono superiori a quello che ti aspetti, quindi puoi rilanciare e chiedere molto, per vedere se gli conviene scoprire le carte o accettare.
    Direi che puoi senz’altro provare con la richiesta che tu dici.
    Il mantenimento a te spetta senz’altro anche se dovessi avere un lavoro part time, dato che non equiparerebbe mai il livello di reddito familiare che avevate prima.
    Per i giorni di visita con il padre prova a sentire anche le sue proposte: con quel livello di reddito forse è un uomo molto impegnato ed è lui per primo ad avere tempo solo nei w.e.
    Sicuramente è corretto, oltre ai soliti w.e. alterni, che il papà abbia con sè il bambino anche durante la settimana. Ovviamente questo non ha tanto senso se poi vostro figlio finisce per stare con una baby sitter, quindi valuta il tempo che il papà può o vuole dedicare al bambino.

  • ALESSIA ha scritto:

    Ciao Silvia,
    sono alle ultime fasi per decidere il divorzio, il mio ex marito prende circa 150mila euro annui, forse anche di più ma non ci fa vedere le sue ultime dichiarazioni. Fin’ora il mantenimento è stato 900 euro per me e 600 per mio figlio (5 anni) per 12 mensilità + una tantum di 4500 euro l’anno.(con questi soldi copro solo le spese di casa e di mio figlio). Spese straordinarie al 90% (mediche e farmaceutiche) a carico suo e ordianrie al 50%. Ora cosa posso chiedere? E’ giusto chiedere 1500 per me e 1000 per mio figlio + una tantum mantenendo le spese straordinarie? E fino a quando lui dovrà mantenere me? Io non lavoro e se trovassi un lavoro dovrebbe essere per 3 ore la mattina per poter comunque compiere il mio operato di mamma appieno.
    Mi è stato anche comprato e arredato un appartamento in fase di separazione per un valore totale di 230mila euro. Come posso gestire i giorni per mio figlio?
    Aspetto un tua risposta con urgenza perchè devo risolvere il tutto entro 3 giorni.
    Grazie.
    Alessia

  • teresa ha scritto:

    Salve Silvia, le scrivo per chiedere di avere una luce su un problema. siamo 4 fratelli ed i nostri genitori sono in vita e completamente autonomi anche se ormai anziani. hanno una casa a due piani di loro proprietà. Due miei fratelli vivono in altre città. Io sono la figlia che più ha vissuto con i miei e tra noi abbiamo un bel rapporto di fiducia e rispetto ed in virtù di ciò ai miei genitori è venuto in mente un modo per poter tutelare loro nell’avanzare degli anni e me. I miei avevano pensato di vendermi un piano della loro casa in modo da poter essere sempre vicini senza malumori tra noi fratelli. Si parla di una vera vendita a prezzo valutato e tutto regolarizzato di fronte ad un notaio. ecco io volevo chiederle se questa vendita possa essere regolare oppure se possa poi essere contestata in un futuro dai miei fratelli. La ringrazio per la gentilezza.

  • Silvia (author) ha scritto:

    Guido, non è previsto un “canone” in senso tecnico, ma è previsto che il mantenimento che dovrai pagare per tua figlia sia commisurato alle tue reali capacità economiche dopo la separazione e tenga conto anche delle spese per il canone di locazione di un’altra casa.
    Nella legge di riforma del regime della separazione è previsto che l’assegnazione della casa familiare debba essere valutata economicamente: per analogia è un criterio di valutazione che può estendersi anche alla separazione da una convivenza.
    La cosa positiva è che, non essendo sposati, potete anche trovare un accordo informale, senza avvocati e senza giudici, per il mantenimento di vostra figlia.

  • Guido ha scritto:

    Buongiorno,
    siamo una coppia non sposata con una bambina d 4 anni.
    La madre ha deciso di interrompere il nostro rapporto e mi ha chiesto di uscire di casa provvedendo al mantenimento della figlia.
    I nostri redditi complessivi non sono di molto differenti, mentre la casa è posseduta al 50% da ciascuno di noi.
    A questo punto dovrei provedere ad un assegno di mantenimento e all’affitto di una nuova.E’ prevista una sorta di “canone” per l’utilizzo del 50% della casa di mia proprietà? (considerando che in questa situazione la mia diponibilità economica netta diventerebbe circa il 55% di quella della mia convivente)

    Grazie Anticipatamente

  • Silvia (author) ha scritto:

    Roberto, cerco di rispondere brevemente per darti un’idea.

    - Sei in tutto e per tutto un figlio nato nel matrimonio (sebbene successivo).
    - Tua madre resta comunque il coniuge economicamente più debole: non dovrebbe avere difficoltà a farsi assegnare la casa anche senza la presenza di tuo fratello. La proprietà, invece, in regime di separazione non spetterebbe.
    - Dato il divario di redditi tuo padre potrebbe essere tenuto a corrispondere un assegno mensile a tua madre. I doveri dei figli sono del tutto secondari ed emergono solo in caso di reale necessità concreta, ma già con una pensione, per quanto non particolarmente consistente (ma comunque non parliamo di pensione sociale!) il problema non dovrebbe susistere.
    - Il testatore può disporre di un terzo del suo patrimonio senza ledere la legittima, quindi potrebbe fare diferenze.
    - Si possono compensare con la quota ereditaria (istituto della collazione) le vere e proprie donazioni di un certo rilievo (una somma rilevante, un immobile, ecc.), non le elargizioni o il miglior tenore di vita dovuto alla permamenza in casa con i genitori.
    - Il fatto che sei all’estero non cambia nulla.

  • Roberto ha scritto:

    Buongiorno,

    Mi trovo all’estero (Germania) da quando ho raggiungo la mia indipendenza economica (oramai 5 anni, ho 30 anni). In Italia ho un padre(in pensione, ex dirigente d’azienda), una madre (in pensione, prof alle superiori) ed un fratello piu’ piccolo in cerca di lavoro e che vive ancora a casa con i miei genitori che sono sposati da 25 anni.
    Sono quindi nato prima del matrimonio ma se ho ben capito sono riconosciuto dalla legge come figlio legittimo avente pari diritti con mio fratello (giusto?).
    Dal punto di vista affettivo, la situazione familiare nn è molto facile, i rapporti tra mia mamma e mio padre sono difficili e tra mio padre i suoi due figli pure. Il rapporto tra i due fratelli è buono cosi’ come con la madre.
    Dal punto di vista economico, penso che i miei genitori abbiamo optato per la separazioni dei beni e non so di preciso a chi siano intestate le due case di proprietà (una di residenza e l’altra di vacanza in montagna) anche se penso siano intestate a mio padre visto la marcata differenza di possibilità economiche (ex dirigente contro ex prof) e patrimoniali (famiglia di provenienza piu’ modesta per la mamma)tra i due coniugi.

    Ora veniamo alle domande (mi scuso fin da ora se dovessero risultare banali o poco pertinenti per questo blog):

    Se i miei genitori dovessero separarsi e divorziare, che fine farebbe mia mamma? Avrebbe diritto ad una parte della casa se dovessero venderla? Cambia qualcosa se nel frattempo mio fratello trova lavoro e va via di casa?

    Se mia madre dovesse avere problemi economici (pensione da prof nn molto elevata..), quali sono i doveri (e i diritti) dei figli verso di lei e del ex coniuge verso di lei?

    In caso di eredità si possono fare differenze tra i figli attraverso il testamento oppure i due figli ereditano sempre ciascuno 50% della parte loro destinata (2/3 o 1/2 a seconda dei casi da lei citati)?

    Se durante il corso della vita un figlo ha sempre ricevuto di piu’ rispetto ad un altro sia dal punto di vista affettivo che economico, l’atro figlio ha diritto ad una quota di eredità piu’ elevata? C’è modo di compensare una tale (ingusta) differenza?

    Il fatto che io mi trovi in un paese straniero complica il tutto?

    La ringrazio in anticipo per la sua pazienza e disponibilità. Le sue risposte mi aiuterebbero a superare una situazione psicologica un po’ difficile.

    Distinti Saluti,

    Roberto

  • Silvia (author) ha scritto:

    Stella, vostra madre protrebbe ancora essere considerata coniuge economicamente più debole e mantenere il diritto di abitare la casa. Oppure potrebbero decidere di vendere l’immobile, dividendo il ricavato, oppure uno dei due potrebbe liquidare l’altro.
    Non c’è un diritto di prelazione in favore dei figli.

    Gabriela, tuo padre non deve per forza riconoscerlo, ma se lui intendesse essere riconosciuto, potrebbe chiedere una ricognizione di paternità, che è un procedimento giudiziale che prevede l’assunzione di prove tra cui, oggi, può rientrare anche il test del dna.

  • gabriela ha scritto:

    ciao..prima cosa mo scuso per il mio italiano,sono straniera.
    volevo sapere come mio padre a avuto un figlio prima di sposarsi con mia madre,ma lui mi ha sempre detto che lui questo figlio non l’ha mai voluto ma la ragazza e andata via quando era incinta senza sentire cosa pensava mio padre. il figlio non ne mai stato riconocsuto e non credo che mio padre vole riconocserlo anche se a me dispiace. che diritti ha adesso questo bambino? mio padre deve riconocserlo per forza e anche se non vuole?

  • Stella ha scritto:

    Buonasera Silvia,

    i miei genitori sono separati legalmente e io e mia sorella (ancora minorenne) viviamo con nostra madre. La casa è in comproprietà tra mio padre e mia madre, quindi volevo sapere cosa succederà quando io e mia sorella saremo economicamente autosufficienti. A chi andrà la casa? I figli hanno un diritto di prelazione sull’acquisto? Grazie in anticipo.

  • Silvia (author) ha scritto:

    Franco, ci sono molti programmi in rete per questi conteggi. Prova su rivaluta.it
    Alberto dubito fortemente che un giudice affiderà al padre un bambino di due anni soltanto per ragioni economiche. Innanzi tutto l’affidamento esclusivo non è necessario in nessun caso: il bambino può essere affidato ad entrambi e coabitare con uno di voi.
    A quell’età, comunque, sarà preferita la madre, alla quale sicuramente dovrà corrispondere adeguato contributo al mantenimento per il bambino. Sicuramente sarà richiesto alla mamma di attivarsi per procurarsi una stabile occupazione (cosa che, credo, vorrà fare spontaneamente).

  • Alberto ha scritto:

    Buongiorno Silvia,

    Le porgo la mia problematica, sperando di ricevere una risposta.
    Convivo stabilmete con la mia compagna da più di due anni; da questa unione è nato un figlio prossimo al compimento del secondo anno di vita. La nostra storia sta capitolando inevitabilmente e vorrei sapere di nostro figlio cosa succederà. In sintesi, l’unico a percepire uno stipendio sono io, la mia compagna non lavora, tranne qualche occasionale lavoretto assolutamente in nero. Ciò che mi affligge sapere è se, in caso di separazione dalla convivenza, mio figlio andrà via con lei, pur non essendo lei in grado di provvedere al suo e al proprio mantenimento, oppure essendo io l’unico genitore a percepire un reddito stabile di fascia medio – alta (1800 euro al mese), ci sono possibilità di ottenere l’affidamento esclusivo? Il bimbo è legalmente riconosciuto da entrambi, abitiamo in affitto.

    Grazie e saluti

  • franco ha scritto:

    Buona sera, sono un padre separato e mi trovo nella necessità di dover determinare l’importo degli aumenti ISTAT per gli assegni di mantenimento dei figli.
    Le mie ricerche in internet hanno portato a risultati diversi e contradditori e sinceramente non so che pesci pigliare.
    Esiste qualche tabella attendibile?
    La ringrazio.

  • Silvia (author) ha scritto:

    Antonio, tuo padre non ha nessun dovere di avvisarvi.
    In sede di successione, dalla quota di tuo fratello verrà detratto quanto già ricevuto in donazione.
    Se invece è stata simulata una vendita, sempre in sede di successione dovrete provare che la vendita simulava una donazione (se non c’è stato passaggio di soldi).

  • antonio ha scritto:

    Buongiorno Silvia

    credo di poterle fare questa domanda alla quale purtroppo non riesco a trovare risposta ma che credo lei sia in grado di darmi visti i post alla quale con tanta gentilezza risponde.
    sono il terzo di tre figli e tutti viviamo nella stessa casa insieme ai miei genitori (4 appartamenti) tutti di proprieta’ di mio padre e che noi usiamo in usufrutto .
    A mia insaputa senza che nessuno dicesse nulla , anche per il cattivo rapporto che si è creato , mio padre ha donato/intestato un appartamento ad uno dei miei due fratelli , la mia domanda è : non esiste una legge che dice che mio padre per poter donare o intestare un appartamento o un bene ad uno dei figli gli altri figli debbano essere messi al corrente o presenti al momento dell’atto ??
    RINGRAZIANDOLA
    LE PORGO I MIEI SALUTI
    ANTONIO

  • Silvia (author) ha scritto:

    Natalia, a tuo figlio spetta parte dell’eredità in quan to figlio e non in quanto cittadino italiano (gli spetterebbe anche se cittadino straniero). Ha diritto alla stessa quota che spetta agli altri due figli del tuo compagno.

  • Natalia ha scritto:

    Salve,
    mi scusa ma come io sono straniera ho tante domande da chiarire. Ho un bambino minorene, riconoscuto da suo papa italiano, noi non siamo sposati, solo conviventi con stato di famiglia nell stesso ambiente. Pur troppo il mio compagno ora non ce piu – e morto. Io adesso vivo nel mio paese con il bimbo. Volevo sapere se abbiamo dirito di qualce eredita e cosa dovrei fare, visto che nessuno dalla sua famiglia (fratelli, parenti) mi vuole aiutare? Il mio compagno aveva un altra famiglia – moglie con lei separato e due figli grandi.
    La prego di un consiglo tanto per sapere se il mio bambino lo aspetta qualcosa, visto che e un citadino italiano.
    Grazie mille!
    saluti,
    Natalia

  • Silvia (author) ha scritto:

    no, più che altro intendevo che può riconoscerlo sostenendo che è suo figlio, poi starebbe agli altri figli provare il contario… Altrimenti non si può riconoscere un figlio non proprio. Al limite potrebbe adottarlo, ma in questo caso è una cosa complessa se un padre naturale esiste ed è noto.
    Nel caso facesse testamento in tal senso, può destinargli un terzo del patrimonio, cioè la quota “disponibile”, il resto va agli eredi legittimi.
    Impugnare il testamento è possibile solo se si prova che la volontà del testatore era viziata, anche questa una cosa non facile se il padre è un uomo in buona salute e non ha nessun comportamento strano.

  • Marta ha scritto:

    mi scuso ancora,
    quindi si diventa figlio a tutti gli effetti anche se lui non è il padre naturale?(sempre se quello naturale non ostacola)
    e se il padre decidesse di fare un testamento in cui dice di voler destinare una quota al bambino anche se non viene riconosciuto?
    i figli potrebbero anche impugnare il testamento?

  • Silvia (author) ha scritto:

    Marta, rispondo rapidamente a quello che mi sembra il tema di una consulenza più ampia.
    - il padre può sostenere che il figlio sia suo. ma se questo figlio ha già un padre potrebbe non essere tanto felice di questa opzione.
    - se riconosciuto il bambino è figlio a tutti gli effetti
    - la convivente non eredita, mentre la moglie non è affatto ex, dato che sono separati
    - le quote societarie entrano in successione

  • Marta ha scritto:

    Buonasera,
    mi scuso x il disturbo, ma lei è l’unica che può togliere dei grandi dubbi ad un mio caro amico.
    la madre ed il padre sono separati consensualmente da più di 5 anni, ma senza divorzio.lui ha un fratello, entrambi sono maggiorenni.
    sia la madre che il padre hanno un nuovo compagno/a.
    il padre però, proprietario di beni mobili e immobili, la convivente, a sua volta ha un figlio minorenne.
    il mio amico e il fratello vivono da soli.
    ora mi chiedevo:

    - è possibile che il padre riconosca il figlio della convivente come suo?
    - in tal caso, per ereditarietà, centrerebbe anche questo bambino?
    - in caso di morte del padre, il patrimonio va, in parte anche alla convivente? e alla ex moglie?
    - e dato che lui ha una ditta intestata, a chi andrebbe?

    la ringrazio anticipatamente.

  • Silvia (author) ha scritto:

    Matteo, comunque ci sarà qualcuno che rappresenta tua madre nella separazione: magari un avvocato che congiuntamente cura la separazione consensuale. Se non sarà previsto un mantenimento per te (che ne hai assolutamente diritto), potrei ricorrere al tribunale civile contro tuo padre per ottenerlo. E’ un caso abbastanza anomalo, ma è una via praticabile.
    Visto che non hai reddito puoi usufruire del patrocinio a spese dello stato. Per informazioni sull’argomento ci sono gli Ordini degli Avvocati nelle principali città, oppure puoi contattare l’ANVAG Associazione nazionale volontari avvocati per il gratuito patrocinio http://www.anvag.it
    Credo comunque che dovresti, prima di tutto, cercare di far capire a tua madre che deve tutelarsi (anche lei con il gratuito patrocinio può scegliere un avvocato) e far valere i suoi e tuoi diritti.

  • matteo ha scritto:

    salve sono matteo, ho appena compiuto 18 anni. mio padre sta divorziando da mia madre, ma precedentemente aveva abbandonato il tetto cogniugale diverse volte facendo come gli pare, mesi fuori tornava 1 gioro e poi via ancora, attualmente convivo con mia madre, non mi mantiene nessuno dei miei genitori dato che mia madre è casalinga mio padre potrebbe è pensionato ma non ci passa nulla ne a me ne a mia madre…io praticamente sono in balia di una madre che non prende un avvocato per separarsi dal marito e non mi sta mantenendo nessuno sono senza lavoro e studente liceale soprattutto e ormai non so cosa fare…grazie mille attendo consigli.

  • Silvia (author) ha scritto:

    Ilaria, non è semplice con questa premessa, perchè, non essendo sposati, non può considerarsi una vera e propria “casa coniugale” con le norme conseguenti. Purtroppo in questo caso molto è rimesso alla discrezionalità del giudice. In realtà non è giuridicamente impossibile, è solo piuttosto difficile convincere il giudice che è la soluzione migliore.

  • franco ha scritto:

    Buongiorno, una domanda semplice sono separato con due figlie e la mia ex consorte mi ha comunicato l’aumento della quota di mantenimento delle stesse in base all’indice istat…dove posso verificare l’applicazione corretta dello stesso dato che ne trovo alcuni decisamente differenti?
    ringrazio anticipatemente dell’attenzione
    buona giornata

  • ilaria ha scritto:

    Grazie mille per la pronta risposta, ho dimenticato di specificare che la casa dove viviamo è di unica proprietà del mio ex che sta pagando un mutuo. Mi hanno detto che in questo caso non potrò allontanarlo ne avere la casa per me e per mio figlio, nemmeno provvisriamente, è vero?

  • Silvia ha scritto:

    @ Sabrina, non ho modo di risponderti sulla base delle informazioni che mi fornisci.
    Comunque il proprio testamento può essere cambiato in qualsiasi momento fino alla morte. Ovviamente non può essere cambiato il testamento di un’altra persona… magari già defunta! (si chiama falso!)
    Non comprendo bene la domanda sull’acquisto della casa.

    @ Ilaria: potresti ottenere dal Tribunale per i Minorenni (al quale devi ricorrere per regolare i rapporti di affidamento ed economici) l’assegnazione della casa, ma se è in affitto, ovviamente non ne avresti alcun beneficio se non puoi sostenerne il canone.
    Potresti comunque chiedere un mantenimento (per tuo figlio, non per te) tale da permetterti di sostenere il canone d’affitto.
    Capisco che poterti allontanare da casa sarebbe molto più di sollievo, mentre così dovresti intraprendere tutto il giudizio rimanendo in casa con il tuo ex compagno, dato che, fino ad una pronuncia del Tribunale per i Minorenni, non avresti modo per allontanarlo da casa.
    Purtroppo non so suggerirti dove andare fino all’eventuale allontanamento di lui da casa.
    Puoi provare ad informarti su case-famiglia nella tua città, normalmente accolgono persone in situazioni gravemente disagiate e sottoposte a maltrattamenti. Ce ne sono di specifiche che accolgono madri costrette ad allontanarsi da casa.

  • ilaria ha scritto:

    Buongiorno, ho bisogno di un consiglio per favore.
    Convivo con il mio ex compagno e abbiamo un bambino di due anni legalmente riconosciuto da entrambi.
    Io ho un lavoretto in nero solo al pomeriggio e prendo 400 euro al mese, il mio ex ha un lavoro a tempo indeterminato e prende 1500 euro al mese.
    Vorrei separarmi e andare via con il mio bambino perchè la convivenza è diventata pesantissima, insulti minacce e anche violenza sia psicologica che fisica.
    Ho un nuovo compagno da pochi mesi che adora mio figlio ma non abbiamo la possibilità economica per convivere avendo lui una madre a carico, non ho nessun posto dove andare, mia madre e gli altri miei parenti non vogliono aiutarmi dicendo che non vogliono mettersi in mezzo e che non sono tenuti a mantenermi vista la mia età.
    Vorrei sapere quali sono le mie possibilità, cosa posso fare? chiedere al tribunale dei minori l’affidamento esclusivo? e poi dove andremo a vivere?
    Grazie mille della risposta.

  • sabrina ha scritto:

    salve mi chiamo sabrina vorrei chiedere se per cortesia potrebbe darmi un consiglio dato che fra non molto andrò a convivere con il mio moroso che è vedovo con un figlio di 4 anni e non hanno nessuno tranne me..io dovrò licenziarmi cambiare città e occuparmi del piccolo e non ci potremo mai sposare perchè altrimenti perderebbe la pensione di reversibilità. coem potrei tutelarmi?comprerà uan casa per il figlio solo per lui e i nostri futuri figli? e io che sacrifico la mia vita per loro? premetto che ho 30 anni e lui 47.dovesse mai succedere qualcosa avrei milel problemi..poi volevo chiedere se si potrebbe cambiare un testaqmento.
    la ringrazio anticipatamente

  • Silvia (author) ha scritto:

    Jenny, anche un totale disinteresse protratto nel tempo può giustificare l’affidamento esclusivo.
    Ovviamente dipende dai Tribunali, dai Giudici e dalle situazioni.
    Sicuramente in questo caso verrebbe riconosciuto e regolamentato l’obbligo di mantenimento.

  • jenny ha scritto:

    perchè parlando anche con l avvocato mi è stato detto che è quasi impossibile ottenerlo…solo se si dimostra che il padre in qualche modo potrebbe nuocere al bambino o comunque sia è un delinquente e ovviamente se verrà chiamato in tribunale lui dimostrerà un improvvisa voglia di fare il padre incolpando la sottoscritta è una situazione bruttissima….infatti anche a me ha detto di voler fare il padre..ma nn ha dimostrato nulla nè affettivamente nè economicamente…grazie per avermi risposto..

  • Silvia (author) ha scritto:

    Oscar, in vita i tuoi genitori possono disporre dei loro beni come credono.
    In sede di successione potrai eventualmente chiedere la collazione (riunione fittizia all’eredità al solo fine di stabilire le quote: per cui se un erede ha già avuto in vita, avrà di meno alla morte del decuius) di eventuali donazioni di rilievo fatte ai tuoi fratelli.

  • oscar ha scritto:

    Salve, la mia situazione è questa: circa 10 anni fa ho avuto dei contrasti con i miei genitori in seguito ai quali sono dovuto andare via di casa. Premetto che all’epoca non avevo un lavoro e nel tempo comunque mi sono costruito una famiglia andando a vivere in affitto, non sentendo più i miei genitori. Nel frattempo i miei fratelli (2) sono andati a vivere con le rispettive famiglie nelle abitazioni di proprietà dei miei genitori, pur non essendo in situazioni economiche inferiori alle mie (anzi). Posso rivalermi su qualcuno per quello che a me non è spettato e tutt’ora non mi è stato dato?

  • Silvia (author) ha scritto:

    Jenny, non capisco perchè sostieni che l’affidamento esclusivo sia impossibile. Anzi, credo che sia conveniente che tu regoli la tua situazione con un ricorso al tribunale per i minorenni perchè venga preso atto dello stato di fatto attuale: cioè che il padre ignora il figlio e, dunque, non ha alcun interesse a partecipare alla sua vita, nè economicamente, nè affettivamente.
    Prima o poi ti potrà servire avere un provvedimento che sancisca che tu sei l’unica affidataria di tuo figlio (viaggi all’estero, scuola).
    Il padre potrebbe fare delle difficoltà,dato che anche chi ignora completamente i figli, una volta chiamato in tribunale, chissà perchè risveglia improvvisamente il suo lato genitoriale sopito per tanto tempo… (!). Ma ovviamente non sarà difficile provare che fino ad oggi vi ha ignorato.
    Direi che in questo caso l’affidamento esclusivo è possibilissimo. Magari con un diritto di visita per il padre che non eserciterà.

  • jenny ha scritto:

    buon giorno…sono una ragazza madre di 23 anni, ho un bimbo di nove e vivo con i miei genitori che si occupano di me e del loro nipotino…il mio ex non mi da una lira per il piccolo…ovviamente vorrei crescerlo da sola e vorrei sapere se tutto questo è fattibile dal punto di vista legale dal momento che l affidamento esclusivo è praticamente impossibile da quanto mi è stato riferito…il padre nn provvede a mio figlio in nessun modo compreso il lato affettivo grazie mille.

  • Silvia (author) ha scritto:

    Luca, il dovere di mantenimento cade, prima di tutto su ascendenti e discendenti. I fratelli già hanno un dovere gradato rispetto ai genitori. Nel senso che se il fratello di tua moglie fosse inabile al lavoro, sarebbe una cosa diversa, ma, in questo caso, mi sembra di capire che è un ragazzo sano e capace e, magari, è uno studente. Se dovessero mancare i loro genitori, tuo cognato dovrebbe adeguarsi alla situazione e, prima di tutto, darsi da fare per provvedere al proprio mantenimento. Difficilmente potrà chiedere un supporto a tua moglie se non c’è un motivo concreto per il quale non può lavorare. Ma anche in quel caso, dovesse mai dimostrare di non essere abile al lavoro, il contributo richiesto a tua moglie non è certo una cosa automatica: dovrebbe essere giustificato da concreti motivi e comunque dovrebbe rientrare nelle possibilità economiche di tua moglie.

  • luca ha scritto:

    mia moglie ha la separazione dei beni con me.
    ha ancora i genitori e un fratello maggiorenne.
    se dovessero mancare i suoi genitori, che responsabilità avrebbe nei confronti del fratello visto che lui non lavora, ma neanche mia moglie lavora?
    grazie

  • Silvia (author) ha scritto:

    Se al momento della morte la casa era ancora cointestata, non si può vendere senza il consenso di tutti gli attuali proprietari, quindi anche dei due figli.
    Se tuo suocero si è fatto intestare casa al 100% nel corso della malattia della moglie, bisognerà andare a verificare quell’atto: è stata una vendita? è stata una donazione? era capace di intendere e di volere? c’è stato passaggio di denaro vero (piuttosto improbabile!)? se non c’è stato passaggio di denaro potrebbe essere una vendita che simula una donazione lesiva di legittima.
    Insomma, verificate di chi è la proprietà: se tua suocera non era più proprietaria di nulla al momento della morte e la cosa è sospetta, consultate un legale.

  • _Francy_ ha scritto:

    Buongiorno. Al momento mi trovo in una situazione molto delicata. Io e il mio ragazzo abitiamo in casa dei miei suoceri. Mia suocera era invalida al 100%, e quindi mio suocero aveva la delega per ritirare la pensione, l’accompagnamento, e altre operazioni simili. Purtroppo questo 26 dicembre 2009 è venuta a mancare mia suocera. E adesso, mio suocero (che ha da oltre 10 anni un’amante a cuba), vuole vendere la casa e trasferirsi a cuba per sempre, portandosi via tutto l’eventuale guadagno dalla vendita dell’appartamento. Premetto anzitutto che il mio ragazzo, e sua sorella, sono contrari alla vendita nel modo più assoluto. E che quindi, in teoria, casa non possa essere venduta. Visto che dopo la morte di mia suocera (in mancanza di un testamento) il 50% della parte della casa di mia suocera dovrebbe passare per 1/3 al coniuge. E per i restanti 2/3 ai due figli. Almeno così credo, avendo letto vari articoli sulla tutela degli eredi legittimi e riconosciuti. Il dubbio che mi assale però è uno: La casa è stata pagata quasi interamente da mia suocera. E credo fosse cointestata tra i due coniugi. Ma ho paura che durante gli anni della malattia mio suocero possa aver preso l’intera proprietà della casa. Questo è possibile? E se fosse accaduto ci sarebbero dei modi con i quali i due figli potrebbero richiedere la loro legittima eredità, ed evitare la vendita della casa? Grazie infinite, e spero a presto.

  • luca ha scritto:

    mia nonna è già divorziata, quindi si dividerebbero in 5 e nel caso tra me e mia sorella..la ringrazio luca.

  • Silvia (author) ha scritto:

    Luca, l’eredità di tuo nonno si dividerà in 5 quote (se invece è viva tua nonna, si dividerà un terzo a lei e i restanti due terzi verranno divisi nelle 5 quote). Una di queste quote, se tu madre non dovesse eserci più, sarà divisa tra te e tua sorella.

  • luca ha scritto:

    salve vorrei porre una domanda..

    mio nonno ha molte proprietà, e 5 figli tra cui mia mamma ke è molto malata..nel caso mi dovesse lasciare..(ho anke una sorella) la quota di eredità quando ci lascerà anchè mio nonno si divide per 4? o per 5 e passa ai nipoti? “me e mia sorella”? sono uno studente, ho provato a fare una ricerca in materia ma senza riscontro..
    attendo risposta grazie luca.

  • isabella ha scritto:

    Cara Silvia
    La ringrazio tanto per la Sua pronta risposta. L’unica cosa che ho di mio padre é una lettera scritta nel’agosto del 1994 dove mi confida le sue preoccupazioni e dove menziona di temere che lei potrebbe toglierli la delega. Ciò spiegherebbe forse come è stato possibile fare il trasferimento. Ma nient’altro. A chi devo rivolgermi? Come devo procedere? Il notaio potrebbe essermi di aiuto? Tra qualche mese scade l’anno per la successione. I vivo all’estero. Tante grazie. Isabella

  • Silvia (author) ha scritto:

    Isabella, i risparmi della famiglia erano legittimamente da considerare al 50% tra i coniugi. Farseli intestare, probabilmente con un conto solo a nome di tua madre, senza consenso di tuo padre è piuttosto difficile: ci deve essere stato un passaggio di denaro da un conto cointestato ad uno ad intestatario unico. Se il conto cointestato era a firme disgiunte per i trasferimenti, era legittimo per entrambi eseguire trasferimenti su altri conti.
    Si potrebbe comunque tentare di far riconoscere un’incapacità di tuo padre, se si è verificata, o una vera e propria azione fraudolenta da parte di tua madre.
    Non si tratta di prove semplici da reperire dopo quindici anni. Tra l’altro dovresti dar prova di aver avuto conoscenza del fatto prima di 5 anni a questa parte, se no la prescrizione avrà operato estinguendo il diritto.
    Sono comunque valutazioni che vanno fatte conoscendo come sono avvenuti i passaggi di denaro, in che tempi ed in quali situazioni specifiche.

  • isabella ha scritto:

    Dopo la morte di mio padre sono venuta a sapere che mia madre anni fa (probabilmente più di quindici)ha provveduto a farsi intestare a suo nome tutti i risparmi che i miei genitori hanno fatto durante il loro matrimonio. Sò con certezza che ciò l’ha fatto senza il consenso di mio padre perchè lui mi confidò prima di morire che temeva che potesse succedere una cosa del genere. Io purtroppo non gli credetti. Ora vorrei far valere i miei diritti, ma non so come fare e se è ancora possibile dato che da anni tutti i risparmi risultano intestati a mia madre. La prego di aiutarmi con un consiglio. Grazie infinite.Isabella

  • Silvia (author) ha scritto:

    No Erik, non c’è nessuna legge, a parte quella del buon senso, a meno che tu non sia impossibilitato per motivi fisici o di salute a provvedere a te stesso.

  • Erik ha scritto:

    Ho un padre che ha diverse proprietà (case e appartamenti) abbandonati inquanto si è trasferito in altra località, da un anno e mezzo stà cercando di vendere a prezzi bassi senza esito e pertanto queste proprietà sono soggette a degrado.
    Ho manifestato l’intenzione di abitare io una di queste case a mio padre anche pagando un affitto simbolico ma mio padre preferisce tenerle sfitte in attesa di vendita.
    Vorrei sapere se cè una legge che impone ad un padre (in caso di crisi come questa) di dare la casa in uso al figlio piuttosto che tenerla in quelle condizioni ??? Grazie

  • Silvia (author) ha scritto:

    @ Manuela: le percentuali non sono diverse.

  • Silvia (author) ha scritto:

    @Tiziana: tuo figlio ha diritto ad un mantenimento dal padre adeguato ai suoi redditi. Puoi ottenerlo con un ricorso al tribunale civile e ti e’ necessaria l’assistenza di un legale. Se pero’ hai un reddito annuo inferiore a circa € 10.000 potresti avere il patrocinio a spese dello Stato.

  • tiziana ha scritto:

    ciao silvia sono una ragazza madre mia figlia a 6 anni e ho avuto da un precedente rapporto un figlio che adesso a 2 mesi il padre e sposato e nn mi manda un euro, sto in affitto e ho tante spese ma il piccolo e riconosciuto da lui volevo sapere piu’ o meno come mi posso muovere e quali sono i diritti che ho.per favore rispondi!

  • Manuela ha scritto:

    Buongiorno,
    vorrei sapere se con la morte di un genitore che per più di 35 anni ha convissuto con il figlio e la nuora che l’ha sempre curata e non gli ha mai fatto mancare nulla, l’altro figlio ha diritto al 50% del patrimonio o se invece le percentuali sono diverse. Considerando anche il fatto che per i primi 20 anni lo stipendio del figlio convivente è andato in casa per le spese domestiche.
    Grazie mille

  • Silvia (author) ha scritto:

    @ Natalia: certo che tuo figlio ha diritto alla sua parte di eredità, esattamente come gli altri due figli.
    Più che lo stato di famiglia, ti servirà un certificato di nascita da cui si evince la paternità.

  • Natalia ha scritto:

    Salve,
    ho un figlio minorene, suo papa e morto e noi non eravamo sposati, ma il bimbo e riconoscuto da lui. Volevo sapere se il bambino lo aspetta qualche patrimonio, visto che suo padre aveva altra famiglia e due figli maggiori. Con la ex moglie era separato. Noi abbiamo stato di famiglia.

    Grazie mille!

  • Silvia (author) ha scritto:

    Piero, in realtà bisognerebbe avere la situazione dei vostri redditi alla mano per rispondere alle tue domande.
    Normalmente la casa familiare resta assegnata a chi convive con i figli, perchè sono proprio i bambini a dover subire le minori rivoluzioni possibili.
    Se il tuo reddito è maggiore del suo in modo significativo, non potrai esimerti dal contibuire a sostenere l’affitto di un’altra casa. Oppure potrete decidere di comprendere il contributo all’affitto nel mantenimento dei figli.
    Per quanto riguarda la partecipazione societaria, se siete soci lo sarete secondo ben precise quote societarie e quelle devono valere.

  • PIERO ha scritto:

    SALVE.sono in fase di separazione.conviviamo, 2 figli.
    sono stato accusato di tradimenti, di aver trascurato la mia compagna, ecc,ecc..
    avendo io la coscienza pulita non sono disposto ad accettare tutte la colpe.quindi pagando io affitto di casa non intendo andare via.
    nel caso la mia ex compagna vada via, quali sono i miei obblighi?
    io sono disposto a mantenere i miei figli, ma non lei. quindi l’affitto dell’eventuale casa che trovasse, a chi spetta?
    in più siamo soci di un’attività che ha problemi economici, rientro con banche e arretrati iva? in che modo si deve quantificare la sua quota ? grazie.

  • Silvia (author) ha scritto:

    Davide, in realtà un mantenimento adeguato al reddito di entrambi i tuoi genitori dovevi averlo da sempre.
    Adesso sei forse nel momento peggiore per chiederlo, perchè, dopo 3 anni dalla laurea è proprio il momento in cui ci si aspetta che ti renda indipendente.
    Io ora non te lo consiglio, perchè l’esito di un’azione del genere è piuttosto incerto. Da studente, sarebbe stato diverso.

  • davide ha scritto:

    Salve,sono figlo unico di genitori separati legalmente,tutti i beni sono a nome di mia madre,mio padre non ha mai provveduto al mio mantenimento,è disoccupato e vive orami da anni in un altro Stato,subito dopo la loro separazione a 12 anni sono andato in collegio e ci sono rimasto fino ai 19,poi sempre in fuorisede ho frequentato l’universtià che ho finito in perfetto tempo ed ottimi voti,a 25 anni mi sono ritrovato in una”casa”dalla quale mi ero allontanato a 12 anni,è da 3 anni che sono laureato,vivo con lei,e non trovo lavoro;mia madre mi ha sempre in tutta la mia vita mantenuto al limite della sufficenza,per esempio non vedo mio padre da 10 anni perchè lei si rifiuta di pagarmi il biglietto aereo,lei ha uno stipendio medio-alto da responsabile più propietà immobiliari affitattate,io vorrei crearmi le mie situazioni per poter condurre un esistenza felice,potrei rivolgermi ad un avvocato e ottenere legalmente un mantenimento economico mensile certificato a tot. cifra fino a quando io non sia completamente autonomo??

    La Saluto Cordialmente
    DaVide

  • Alberto Cremonese ha scritto:

    Silvia,

    La ringrazio moltissimo per la sua pronta ed esauriente risposta.

    Cordiali saluti.

    Alberto Cremonese

  • Silvia (author) ha scritto:

    @ Alberto. I Suoi diritti sono ovviamente da riferirsi al momento della successione all’uno o all’altro genitore. Lei ha gli stessi diritti degli altri due fratelli: alla morte di un genitore, il suo patrimonio andrà per un terzo al genitore superstite e per i restanti due terzi, diviso in parti uguali tra voi fratelli. Alla morte del secondo genitore, il suo patrimonio (risultante da quello personale + 1/3 ereditato dal coniuge) verrà diviso in parti uguali tra voi fratelli.
    Se i fratelli che hanno vissuto insieme ai vostri genitori e lavorato nell’azienda di famiglia, hanno ricevuto donazioni di un certo rilievo (ad es. un immobile, quote societarie, ecc.) di cui c’è prova, queste andranno ricondotte al patrimonio del defunto per stabilire le quote spettanti agli altri figli.
    Esempio: se il patrimonio di vs. padre è 300, ma un fratello ha ricevuto una casa del valore di 150 quando il papà era in vita, i 300 andranno divisi tra gli altri 2 fratelli e non in 3 parti da 100 ciascuna.
    Ovviamente devono essere verificate vendite fittizie o trasferimenti di danaro di una certa consistenza, che possono “nascondere” delle donazioni. Ma la prova non è sempre facile.

  • Alberto Cremonese ha scritto:

    Salve e grazie in anticipo per la sua risposta.

    Sono residente in Australia da circa 20 anni.
    Ho lasciato l’Italia perche’ la piccola azienda dei miei genitori poteva sostenere solamente i miei due fratelli minori e le possibilita’ di trovare lavoro nel mio settore in Italia, alla fine degli anni ’80, erano praticamente zero.
    Ho quindi deciso di emigrare in Australia dove mi sono sistemato molto bene e vivo felicemente.
    Volevo chiedere quali sono i miei diritti sulle attuali proprieta’ dei miei genitori (ancora in vita) visto che mio fratello si e’ praticamente impossessato di tutto e si rifiuta di farsi contattare ovviamente per paura di dover dividere l’eventuale eredita’.

    La saluto cordialmente.

    Alberto Cremonese

  • Silvia (author) ha scritto:

    Io francamente, in questa situazione, azzarderei il pagamento diretto alla figlia (che comunque provocherà una certa tensione, se lo aspetti!), comunicandolo semplicemente con una raccomandata alla madre.
    Addirittura, se Sua figlia fosse d’accordo, l’ideale sarebbe una sua richiesta scritta a Lei di corrisponderle direttamente l’assegno vista la sua maggiore età.
    Tutte queste precauzioni, ovviamente, finchè Sua figlia coabiterà con la madre: se dovesse uscire di casa, magari per studiare, la madre nulla più potrebbe opporre.
    In ogni comunicazione citerei comunque gli artt. 151 e 156 cc., applicati in via analogica.
    Dubito che la madre, visti i Suoi regolari pagamenti, possa voler intentare un’azione (con esiti piuttosto dubbi, dato che comunque Lei sta continuando regolarmente a pagare) solo per il fatto del pagamento diretto.
    Le spese straordinarie relative a Sua figlia, sostenute dalla madre, invece, dovrà continuare a rimborsarle a quest’ultima.

  • Roberto ha scritto:

    Grazie per la risposta cosi’ veloce.
    La madre ha gia’ reagito con un rifiuto. Io sono all’estero e un’azione giudiziaria sarebbe problematica.
    Non abbiamo ne’ un accordo scritto che mi ricordi e ne’ un provvedimento del tribunale. Tutto e’ stato fatto verbalmente mantenendo le ricevute dei pagamenti fatti alla madre.
    In questo caso e’ possibile non tenere conto del rifiuto della madre e iniziare il trasferimento a mia figlia direttamente?

  • Silvia (author) ha scritto:

    Dopo le modifiche alle norme sulla separazione personale dei coniugi del 2006, il versamento diretto al figlio maggiorenne è diventato la norma, anche se continua a rimanere piuttosto inapplicato. Per analogia questa norma andrebbe applicata anche al mantenimento dei figli naturali. Non so se i vostri rapporti patrimoniali relativi alla figlia sono stati regolati dal giudice o sono frutto di semplice accordo. Nel primo caso, se la madre si oppone, sarebbe meglio adire lo stesso giudice (tribunale civile ordinario, visto che si è in tema di soli rapporti patrimoniali relativi ai figli e non di affidamento) per chiedere questa modifica. Nel secondo caso è sempre meglio chiedere per iscritto di modificare l’accordo. In caso di rifiuto, stesso iter giudiziario sarebbe consigliabile.
    Potrebbe anche azzardare una semplice comunicazione scritta alla madre che inizierà a versare il mantenimento direttamente alla figlia, ma in quel caso si aspetti qualche reazione.

  • Roberto ha scritto:

    Buongiorno,

    Ho una figlia naturale che ha appena compiuto 18 anni. Provvedo da anni al suo mantenimento versando una cifra mensile alla madre e mi chiedevo se, nonostante la madre non sia d’accordo, fosse possibile rendere beneficiaria del mantenimento mensile mia figlia direttamente o se la legge mi obbliga a continuare a versare i soldi alla madre.

  • Patrizia ha scritto:

    La ringrazio per la sollecitudine ed il modo gentile con cui mi ha risposto.

  • Silvia (author) ha scritto:

    La legge potrebbe importi soltanto, in futuro, l’eventuale assistenza di tua madre, laddive diventasse inabile e fosse economicamente impossibilitata a provvedervi. Ovviamente non significa assistenza diretta e partecipativa, ma, eventualmente, anche solo economica.
    Per il resto, nonostante immagino sia sicuramente doloroso, puoi far in modo che le vostre strade si dividano.

  • Patrizia ha scritto:

    Sono in un momento molto particolare della mia vita in quanto, mio padre è malato terminale e solo questo mi devasta in modo inimmaginabile. A questo si aggiunge il fatto che mia madre e mia sorella si sono alleate in modo tale da non permettermi di assisterlo. Per sapere come sono le condizioni di mio padre, dopo i vari esami e visite, devo chiamare il medico per farmi dire ciò che ha già riferito a mia madre e mia sorella!!! Risulta evidente che a causa del mio carattere mite ed accomodante, le relazioni con la mia famiglia sono sempre state talmente difficoltose che stò seriamente meditando una decisione drastica: una volta che mio padre ci avrà lasciate, non vorrei più sapere nulla nè di mia sorella nè di mia madre. E’ opportuno sapere che tutte e due sono economicamente benestanti. Chiedo se posso adottare un comportamento di questo tipo o se la legge mi impone diversamente. Grazie

  • ale ha scritto:

    Grazie Silvia, non so su che presupposto sia partita tale richiesta, si fa comunque riferimento ad un articolo di legge che non ricordo non avendo sottomano la lettera, conoscendo la figlia comunque non escluderei nulla.
    Grazie ancora.

  • Silvia (author) ha scritto:

    @ ale: se la figlia non è in uno stato fisico o mentale che le impedisce di mantenersi, non esiste alcun obbligo dei genitori di continuare a mantenerla da adulta. Tra l’altro in questo caso la famiglia della figlia ha un reddito, seppur modesto (la pensione del marito).
    Mi domando se la detta figlia non si sia precostituita una documentazione medica (magari psichiatrica) che giustifichi la sua impossibilità di provvedere a se stessa, tentando così di far “rivivere” l’obbligo dei genitori di mantenerla per la sua inabilità a lavorare.
    Su questi presupposti che mi riferisci, la richiesta della figlia è comunque del tutto velleitaria. Nulla aggiungo sul collega che ha deciso di patrocinare tale causa, dato che, deontologicamente, non sarebbe corretto criticare senza conoscere l’altra versione dei fatti…

  • ale ha scritto:

    Vorrei un parere professionale in merito ad una questione veramente assurda.
    Se una figlia sposata da più di ventanni, restia ad avere rapporti con la famiglia di provenienza tanto da aver rotto i rapporti da parecchi anni, ad un certo punto manda una lettera dell’avvocato ai suoi genitori per chiedere dei soldi in virtù del fatto che ha contratto dei debiti e non riesce a far fronte agli impegni, il marito è in pensione ex militare 52enne e percepisce 1000,00 al mese circa, lei 46enne non ha mai lavorato perchè non ha mai trovato un lavoro adatto a lei, non hanno figli, mi chiedo esiste veramente un articolo di legge che prevede che ad una scansafatiche i genitori debbano ancora pagarle il pane?
    Se qualcuno ha informazioni in merito Vi prego date un Vs. parere.

  • Claudio ha scritto:

    Grazie per il tempo che mi hai dedicato!

  • Silvia (author) ha scritto:

    @Claudio. No, nessun diritto ad una quota maggiore, a meno che tuo suocero non abbia disposto in tal senso per testamento, senza ledere la quota di legittima delle altre figlie. Ma evidentemente, se fosse così, lo sapreste già.
    Dipende anche da come era organizzata l’azienda agricola da un punto di vista societario, se per esempio tua moglie fosse titolare di quote societarie in proprio.

  • Claudio ha scritto:

    Mio suocero è morto e bisogna dividere l’eredità tra la moglie e le tre figlie. Avendo mia moglie lavorato per molto più tempo nell’azienda agricola di famiglia ha diritto ad una quota più grande delle sue sorelle? Grazie per l’attenzione!

  • Ivan ha scritto:

    Grazie molte Silvia!

  • Silvia ha scritto:

    In realtà nessuna tutela totale è possibile, dato che il tuo primo figlio è un tuo erede necessario.
    In caso di premorte di tua (permettimi il “tu”, questo resta sempre un blog, e quindi abbiamo un rapporto colloquiale) moglie eredi del suo 50% sareste tu e vostro figlio al 50% ciascuno (dato che lei ha un solo figlio il patrimonio va metà al coniuge e metà al figlio, nel tuo caso, invece andrebbe per 1/3 al coniuge ed il resto diviso tra i figli, anche se fossero più di due). La casa sarebbe quindi per il 75% tua e per il 25% di vostro figlio.
    Alla tua morte, il tuo 75% si dividerebbe a metà tra i tuoi figli: il primo avrebbe il 37,5% dell’immobile ed il secondo il 62,5%.
    La forma di tutela assoluta, sarebbe quella di intestare l’immobile soltanto a tua moglie… ma queste sono, ovviamente, valutazioni vostre.

  • Ivan ha scritto:

    la ringrazio, dato che mia moglie per acquistare con me questa nuova casa venderà una di una proprietà esiste un modo di tutelare il figlio sulla parte della madre? perchè se non ho capito male in caso di morte 1/3 verrebbe a me e su questa parte ha diritto anche il figlio della precedente unione corretto?

  • Silvia ha scritto:

    @Ivan: il tuo primo figlio avrà diritti ereditari solo sul tuo patrimonio, quindi soltanto sul tuo 50% dell’immobile, ovviamente insieme al tuo secondo figlio ed, eventualmente, a tua moglie.
    Quindi, in caso di premorte rispetto a tua moglie, lei erediterà 1/3 del tuo 50% di immobile (l’altro 50% è già suo), restando così proprietaria circa del 67% dell’appartamento. I tuoi figli erediteranno ciarcuno il 17% circa dell’immobile (un terzo del tuo 50% ciascuno.

  • Ivan ha scritto:

    Buonasera, sono sposato in separazione dei beni con un figlio, da parte mia ho un figlio riconosciuto da una precedente relazione di convivenza.
    a breve compreremo casa al 50% di proprietà vorrei sapere se in un futuro il figlio riconosciuto può aver diritto anche sulla quota di mia moglie e come, sperando di essere stato chiaro vi ringrazio già da ora

  • Silvia (author) ha scritto:

    Si, il padre potrebbe crearti delle difficoltà se vai semplicemente via. Anche perchè credo che non risulti da nessun atto ufficiale che le bambine sono affidate a te, quindi avresti problemi anche ad entrare in Germania con loro.
    Dato che hai senza dubbio la possibilità di ottenere un affidamento esclusivo, sarebbe molto meglio procedere seguendo la via più corretta: in un ricorso io evidenzierei che vuoi trasferirti in Germania perchè li hai opportunità di mantenere le tue bambine. Se anche il padre si oppone, dovrà spiegare perchè non le mantiene lui.

  • laila ha scritto:

    Ok ma se volessi portarmi le bambine in germania? cioé… li ho di sicuro chi si puó occupare di noi… il padre potrebbe impedircelo?
    Mi informo meglio da un avvocato e vi ringrazio per la risposta che mi ha aperto una strada…

  • Silvia (author) ha scritto:

    Laila, è una questione delicata e non è esauribile in un commento.
    Il padre delle tue bambine non può esimersi dal mantenere le figlie: l’iter più ovvio sarebbe un ricorso al Tribunale per i Minorenni per l’affidamento esclusivo dellebambina a te (o addirittura per la sospensione della potestà genitoriale al padre) e contestuale riconoscimento dell’obbligo al mantenimento (che magari non riuscirai ad eseguire perchè è disoccupato, ma è comunque utile per il futuro se un lavoro lo trovasse, perchè ti permetterebbe di pignorare i suoi guadagni).
    E’una situazione in cui hai bisogno di un avvocato. Ricordati che puoi essere ammessa a patrocinio a spese dello Stato per pagare l’onorario dell’avvocato se il tuo reddito è inferiore ad € 10.000 circa.
    Per le minacce e le molestie da parte del padre delle bambine puoi anche provvedere con una denuncia.
    Ripeto, mi sembra necessaria un’assistenza legale.

  • laila ha scritto:

    Sono una mamma non sposata di 2 bambine… vivo da sola in una casa popolare, il padre non lavora e non provvede economicamente al mantenimento delle figlie…per mantenerci oltre all assistenza sociale ci pensa mio padre. sono stanca di questa situazione e vorrei partire all estero germania dove ho incontrato una persona che si prenderebbe cura di noi 3,Il padre chiaramente non é daccordo, mi spia mi minaccia e minaccia pure l uomo che mi aiuterebbe a scappare da questa prigione.
    Non so da dove cominciare e chiedo a voi esperti di aiutarmi ad uscire da questo inferno.

  • Silvia ha scritto:

    Andrea, approfitto del tuo commento per chiarire che non rispondo a richieste di consulenze specifiche “privatamente” via email, da questo sito, perchè non mi sembra rispondente ai suoi scopi ed, inoltre, non mi sembra corretto nei confronti della mia professione.
    Do volentieri risposte nei commenti, anche a richieste specifiche, che servano a chiarire aspetti del tema trattato, ma ad uso e consumo di tutti i lettori. Se i commenti non servono ad arricchire la conversazione e l’informazione offerta con il post, non sono nello spirito di questo blog.
    Ti ringrazio, dunque, per avermi dato la possibilità di questo chiarimento.
    Venendo alla tua situazione, è certo che tua madre deve occuparsi di te, soprattutto da un punto di vista economico. Non ti sarebbe, infatti, difficile ottenere giudizialmente (ricorso al tribunale civile ordinario) un mantenimento da lei, almeno fino alla tua indipendenza economica, e la possibilità di rimanere nella casa in cui vivi con tuo padre (anche dopo la sua eventuale scomparsa).
    Tua madre ha il dovere di provvedere al tuo mantenimento almeno fino ad un’età ritenuta congrua per conseguire l’indipendenza economica. Se sei uno studente universitario, e lei ne ha le possibilità economiche, potrebbe protrarsi anche alle soglie dei 30 anni. Se invece non studi e sei alla ricerca di lavoro, si potrebbe pretendere da te che lo trovi qualche anno prima, ma, più o meno, nessun giudice ti negherebbe almeno un supporto, ovviamente commisurato alle possibilità di tua madre. COnsidera che, seppure lei non avesse reddito da lavoro, i beni immobili ulteriori rispetto alla prima casa, sono considerati come fonti di reddito in questo caso.

  • andrea ha scritto:

    salve…
    sono maggiorenne senza lavoro, assisto mio padre morente, i miei genitori sono separati ma non legalmente, con mia madre non ho rapporti da tempo e lei è l’intestataria dei beni immobili compreso quello dove vivo con mio padre. volevo sapare, ora che mio padre sta morendo mia madre si deve prendere cura di me?o almeno quali diritti ho, quali sono i suoi doveri nei miei confronti??? ho bisogno di sapere…
    perfavore rispondete sulla mia mail obiklink@libero.it
    grazie anticipatamente.

  • Silvia ha scritto:

    @ gennaro: il bene rientra normalmente nel patrimonio di tua moglie, quindi segue le regole generali. Allo stato verrebbe diviso al 50% tra te e tuo figlio.

  • gennaro ha scritto:

    salve,
    vorrei sapere, mia moglie prima di sposarci aveva un bene immobile intestato, ora abbiamo un figlio, in caso di decesso di mia moglie che cosa succede?
    grazie.