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I diritti dei figli

Scritto il 30 Apr 2009 da Silvia 249 Comments

Nell’ambito del tema della pluralità di figli e dei rapporti tra fratelli e sorelle, anche provenienti da diverse situazioni familiari, analizziamo quali sono i diritti, in particolare patrimoniali, dei figli nei confronti dei loro genitori.

Il principio essenziale del nostro ordinamento è che i figli sono tutti uguali tra loro e sono riconosciuti loro pari diritti. Quindi non vi è alcuna differenza tra figli nati nel matrimonio e figli nati al di fuori, intendendo per questi ultimi sia i figi nati nell’ambito di una convivenza more uxorio, sia quelli nati da una relazione che non comporti convivenza tra i genitori.
I figli, dunque, hanno pari diritti successori nei confronti nei genitori, ma hanno pari diritti anche in vita dei genitori, in particolare il diritto di essere cresciuti, mantenuti, istruiti ed educati dai genitori (art. 30 Costituzione), fino alla loro indipendenza economica, secondo le loro capacità, inclinazioni naturali ed aspirazioni (art. 147 c.c.).

Chiariamo prima di tutto il significato della terminologia giuridica:
- figli legittimi: sono i figli nati in costanza di matrimonio
- figli naturali: sono quelli nati da genitori non sposati, quindi i figli dei conviventi ed i figli nati da relazioni che prescindono dalla convivenza tra i genitori. In caso di matrimonio dei genitori successivo alla nascita, il figlio diviene legittimo.
- figli riconosciuti: sono i figli naturali per i quali i genitori hanno posto in essere un atto formale di riconoscimento, ovvero la dichiarazione di essere genitore del bambino. Tale riconoscimento si fa nell’atto di nascita, ma può essere fatto anche prima, quando è già avvenuto il concepimento, innanzi ad un ufficiale dello stato civile o al giudice tutelare, oppure dopo la nascita in un atto pubblico o in un testamento. Possono riconoscere i figli naturali anche le persone sposate (quindi si possono riconoscere i figli nati da una relazione extraconiugale oppure da una persona che si è separata dal coniuge solo di fatto) ed il riconoscimento è un atto che deve essere compiuto anche dalla madre e non solo dal padre (quindi la madre può non riconoscere il figlio).
Se un genitore non ha riconosciuto un figlio, il figlio stesso di ricognizione di paternità/maternità per ottenere la dichiarazione giudiziale di paternità o maternità.

Distinguiamo, ora, le diverse situazioni
FIGLI LEGITTIMI (nati nell’ambito del matrimonio).
- Diritti successori: i figli, come il coniuge, sono eredi legittimari. I legittimari: sono quei soggetti a cui la legge riserva una quota di eredità, in virtù del vincolo di parentela che li lega al defunto. I figli ereditano quindi il patrimonio del loro genitore anche e soprattutto in assenza di testamento.
In presenza di un figlio e del coniuge superstite, il patrimonio sarà diviso a metà tra questi, ma se vi è una disposizione testamentaria a favore di terzi, la quota riservata al coniuge ed al figlio sarà di un terzo ciascuno del patrimonio.
In presenza di più figli e del coniuge superstite, quest’ultimo erediterà un terzo del patrimonio ed i figli divideranno in parti uguali i restanti due terzi. In caso di disposizione testamentaria in favore di terzi (soggetti diversi dai figli e dal coniuge), il defunto testatore potrà disporre di una quota del suo patrimonio pari ad un quarto (c.d. quota disponibile), non di più: la metà di quanto possiede in beni mobili o immobili (costituenti la c.d. quota legittima indisponibile), deve essere destinato ai figi ed un ulteriore quarto al coniuge.
- Diritti patrimoniali in vita dei genitori: i figli hanno diritto di essere mantenuti, cresciuti ed educati da entrambi i loro genitori, secondo le possibilità familiari e nel rispetto delle loro inclinazioni. E’ quindi dovere dei genitori non solo sostentare i figli, ma provvedere anche alle loro esigenze affettive e mantenerli in una situazione economica adeguata a quella del tenore di vita familiare, in relazione alle loro possibilità, fino a quando i figli non diventino autosufficienti. Questo momento non può certo essere identificato con la maggiore età, ma con la concreta indipendenza ed autosufficienza economica. E’ più che evidente che questo momento oggi si è spostato sempre più avanti nel tempo a causa delle crescenti difficoltà di collocazione lavorativa stabile dei giovani. Infatti il momento in cui un genitore può legittimamente smettere di mantenere un figlio, non può più neanche identificarsi con il termine degli studi, che siano superiori o universitari. Questa è comunque una materia in cui non può identificarsi un limite temporale prestabilito: la legge non obbliga un genitore a mantenere un figlio che eviti di impegnarsi in qualsiasi lavoro anche dopo molto tempo dalla fine degli studi, così come non lo obbliga a mantenere un figlio che prolunghi i suoi studi per un tempo irragionevole.
- Diritti in caso di separazione: in caso di separazione personale dei coniugi e poi di successivo divorzio, il diritto dei figli ad essere mantenuti da entrambi i genitori, in modo commisurato alle loro possibilità economiche permane inalterato, come in costanza di matrimonio. Per questo motivo il coniuge non affidatario dei figli, o meglio, oggi non “collocatario” dei figli, dato che l’affidamento dovrebbe essere generalmente congiunto, deve provvedere a concorrere al loro mantenimento, normalmente con un assegno mensile da corrispondere all’altro coniuge. L’assegno è versato per i figli, ma non direttamente a questi, poiché è il genitore che li ha con sè che deve provvedere al loro concreto mantenimento. Questo valeva anche dopo la maggiore età dei figli, se rimanevano in casa. Oggi la riforma del 2006 sembrerebbe aver “normalizzato” il pagamento diretto al figlio maggiorenne, anche se è una norma che (forse giustamente) fatica ad entrare nell’uso e viene spesso disattesa.
L’assegnazione della casa coniugale, poi, segue normalmente la collocazione dei figli: quindi la casa è lasciata al coniugi che avrà con sé i figli, proprio perchè è tutelato il loro diritto di non cambiare, per quanto possibile, le loro abitudini di vita e la loro tranquillità domestica. Tutte le norme sulla separazione dei coniugi, infatti, quando ci sono figli, sono sempre orientate alla loro tutela. E proprio a rafforzare questa tutela tendeva l’ultima riforma del 2006: i giudici, in ogni decisione, devono sempre orientarsi al “superiore interesse dei figli”.
-competenza per affidamento e mantenimento. Il Tribunale ordinario (civile) ed in particolare il Presidente (o il Giudice che assume tale funzione) è competente per tutte le decisioni in materia di affidamento, collocamento e mantenimento dei figli, in sede di causa per la separazione personale dei coniugi. Anche in caso di separazione giudiziale, infatti, è prevista una prima udienza (c.d. presidenziale), in cui il Giudice stabilirà prima di tutto dell’affidamento e del mantenimento dei figli, anche se in modo provvisorio che andrà poi confermato o modificato all’esito finale della causa di separazione. In caso di separazione consensuale, invece, tale udienza esaurisce il procedimento e “omologa” gli accordi dei coniugi.

FIGLI NATURALI RICONOSCIUTI
- Diritti successori: i figli nati in una convivenza o al di fuori di questa e riconosciuti dai genitori, hanno diritti di successione del tutto identici a quelli dei figli legittimi, anche se i genitori abbiano altri figli nati da precedenti o successivi matrimoni. Sono pertanto eredi legittimari. Unica differenza con eventuali figli legittimi dello stesso genitore, è che questi ultimi possono, in sede di successione, esercitare il c.d. diritto di commutazione: possono soddisfare in denaro o beni immobili ereditari la porzione del fratello, estromettendolo dalla comunione ereditaria.
- Diritti patrimoniali in vita dei genitori. Anche in questo caso i diritti sono identici a quelli di figli legittimi. Questo è evidente e normalmente praticato in caso di figli nati in una stabile convivenza. E’ invece molto più difficoltoso, nella pratica, quando il figlio nasce al di fuori di un rapporto stabile tra i genitori, dato che troppo spesso in questi casi viene cresciuto esclusivamente dalla madre (inutile qui parlare di “un genitore”, dato che praticamente la totalità dei casi di bambini nati al di fuori di un rapporto stabile viene cresciuto dalla mamma). Sono questi i casi in cui dovrà intervenire il Tribunale secondo le competenze sotto descritte.
- Diritti in caso di cessazione della convivenza: Come per la separazione dei genitori tra loro sposati, anche in questo caso i diritti dei figli nei confronti di entrambi i genitori rimangono inalterati anche quando cessa la convivenza, sia in merito al mantenimento che alla frequentazione. In mancanza di accordo tra i genitori, provvederà il Tribunale secondo le modalità e competenze di seguito indicate.
– competenza per affidamento e mantenimento. Su tutte le questioni relative all’affidamento di un minore in caso di genitori tra loro non sposati e non conviventi, o per cessazione di una convivenza stabile o perchè non hanno mai convissuto, decide il Tribunale per i Minorenni, su ricorso del genitore che abbia interesse alla sua pronuncia. In questo caso lo stesso tribunale può decidere in merito agli obblighi di mantenimento del bambino. Se invece i genitori non intendano sollevare il problema dell’affidamento, perchè non è questione discussa tra loro o già risolta con precedenti pronunce del Tribunale per i Minorenni, e si debba ricorrere al Tribunale solo perchè stabilisca modalità ed entità del mantenimento da parte del genitore non convivente con i bambini, sarà competente il Tribunale ordinario (civile), sempre su ricorso del genitore che vi abbia interesse.

I figli non riconosciuti acquisiranno diritti nei confronti dei genitori solo con il riconoscimento o con la dichiarazione giudiziale di paternità o maternità.

L’art. 570 del codice penale, infine, prevede come ipotesi di reato il comportamento di chi si sottrae agli obblighi di assistenza inerenti alla potestà dei genitori, in particolare facendo mancare i mezzi di sussistenza ai figli (se minorenni il reato è perseguibile d’ufficio).


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249 Comments »

  • gennaro ha scritto:

    salve,
    vorrei sapere, mia moglie prima di sposarci aveva un bene immobile intestato, ora abbiamo un figlio, in caso di decesso di mia moglie che cosa succede?
    grazie.

  • Silvia ha scritto:

    @ gennaro: il bene rientra normalmente nel patrimonio di tua moglie, quindi segue le regole generali. Allo stato verrebbe diviso al 50% tra te e tuo figlio.

  • andrea ha scritto:

    salve…
    sono maggiorenne senza lavoro, assisto mio padre morente, i miei genitori sono separati ma non legalmente, con mia madre non ho rapporti da tempo e lei è l’intestataria dei beni immobili compreso quello dove vivo con mio padre. volevo sapare, ora che mio padre sta morendo mia madre si deve prendere cura di me?o almeno quali diritti ho, quali sono i suoi doveri nei miei confronti??? ho bisogno di sapere…
    perfavore rispondete sulla mia mail obiklink@libero.it
    grazie anticipatamente.

  • Silvia ha scritto:

    Andrea, approfitto del tuo commento per chiarire che non rispondo a richieste di consulenze specifiche “privatamente” via email, da questo sito, perchè non mi sembra rispondente ai suoi scopi ed, inoltre, non mi sembra corretto nei confronti della mia professione.
    Do volentieri risposte nei commenti, anche a richieste specifiche, che servano a chiarire aspetti del tema trattato, ma ad uso e consumo di tutti i lettori. Se i commenti non servono ad arricchire la conversazione e l’informazione offerta con il post, non sono nello spirito di questo blog.
    Ti ringrazio, dunque, per avermi dato la possibilità di questo chiarimento.
    Venendo alla tua situazione, è certo che tua madre deve occuparsi di te, soprattutto da un punto di vista economico. Non ti sarebbe, infatti, difficile ottenere giudizialmente (ricorso al tribunale civile ordinario) un mantenimento da lei, almeno fino alla tua indipendenza economica, e la possibilità di rimanere nella casa in cui vivi con tuo padre (anche dopo la sua eventuale scomparsa).
    Tua madre ha il dovere di provvedere al tuo mantenimento almeno fino ad un’età ritenuta congrua per conseguire l’indipendenza economica. Se sei uno studente universitario, e lei ne ha le possibilità economiche, potrebbe protrarsi anche alle soglie dei 30 anni. Se invece non studi e sei alla ricerca di lavoro, si potrebbe pretendere da te che lo trovi qualche anno prima, ma, più o meno, nessun giudice ti negherebbe almeno un supporto, ovviamente commisurato alle possibilità di tua madre. COnsidera che, seppure lei non avesse reddito da lavoro, i beni immobili ulteriori rispetto alla prima casa, sono considerati come fonti di reddito in questo caso.

  • laila ha scritto:

    Sono una mamma non sposata di 2 bambine… vivo da sola in una casa popolare, il padre non lavora e non provvede economicamente al mantenimento delle figlie…per mantenerci oltre all assistenza sociale ci pensa mio padre. sono stanca di questa situazione e vorrei partire all estero germania dove ho incontrato una persona che si prenderebbe cura di noi 3,Il padre chiaramente non é daccordo, mi spia mi minaccia e minaccia pure l uomo che mi aiuterebbe a scappare da questa prigione.
    Non so da dove cominciare e chiedo a voi esperti di aiutarmi ad uscire da questo inferno.

  • Silvia (author) ha scritto:

    Laila, è una questione delicata e non è esauribile in un commento.
    Il padre delle tue bambine non può esimersi dal mantenere le figlie: l’iter più ovvio sarebbe un ricorso al Tribunale per i Minorenni per l’affidamento esclusivo dellebambina a te (o addirittura per la sospensione della potestà genitoriale al padre) e contestuale riconoscimento dell’obbligo al mantenimento (che magari non riuscirai ad eseguire perchè è disoccupato, ma è comunque utile per il futuro se un lavoro lo trovasse, perchè ti permetterebbe di pignorare i suoi guadagni).
    E’una situazione in cui hai bisogno di un avvocato. Ricordati che puoi essere ammessa a patrocinio a spese dello Stato per pagare l’onorario dell’avvocato se il tuo reddito è inferiore ad € 10.000 circa.
    Per le minacce e le molestie da parte del padre delle bambine puoi anche provvedere con una denuncia.
    Ripeto, mi sembra necessaria un’assistenza legale.

  • laila ha scritto:

    Ok ma se volessi portarmi le bambine in germania? cioé… li ho di sicuro chi si puó occupare di noi… il padre potrebbe impedircelo?
    Mi informo meglio da un avvocato e vi ringrazio per la risposta che mi ha aperto una strada…

  • Silvia (author) ha scritto:

    Si, il padre potrebbe crearti delle difficoltà se vai semplicemente via. Anche perchè credo che non risulti da nessun atto ufficiale che le bambine sono affidate a te, quindi avresti problemi anche ad entrare in Germania con loro.
    Dato che hai senza dubbio la possibilità di ottenere un affidamento esclusivo, sarebbe molto meglio procedere seguendo la via più corretta: in un ricorso io evidenzierei che vuoi trasferirti in Germania perchè li hai opportunità di mantenere le tue bambine. Se anche il padre si oppone, dovrà spiegare perchè non le mantiene lui.

  • Ivan ha scritto:

    Buonasera, sono sposato in separazione dei beni con un figlio, da parte mia ho un figlio riconosciuto da una precedente relazione di convivenza.
    a breve compreremo casa al 50% di proprietà vorrei sapere se in un futuro il figlio riconosciuto può aver diritto anche sulla quota di mia moglie e come, sperando di essere stato chiaro vi ringrazio già da ora

  • Silvia ha scritto:

    @Ivan: il tuo primo figlio avrà diritti ereditari solo sul tuo patrimonio, quindi soltanto sul tuo 50% dell’immobile, ovviamente insieme al tuo secondo figlio ed, eventualmente, a tua moglie.
    Quindi, in caso di premorte rispetto a tua moglie, lei erediterà 1/3 del tuo 50% di immobile (l’altro 50% è già suo), restando così proprietaria circa del 67% dell’appartamento. I tuoi figli erediteranno ciarcuno il 17% circa dell’immobile (un terzo del tuo 50% ciascuno.

  • Ivan ha scritto:

    la ringrazio, dato che mia moglie per acquistare con me questa nuova casa venderà una di una proprietà esiste un modo di tutelare il figlio sulla parte della madre? perchè se non ho capito male in caso di morte 1/3 verrebbe a me e su questa parte ha diritto anche il figlio della precedente unione corretto?

  • Silvia ha scritto:

    In realtà nessuna tutela totale è possibile, dato che il tuo primo figlio è un tuo erede necessario.
    In caso di premorte di tua (permettimi il “tu”, questo resta sempre un blog, e quindi abbiamo un rapporto colloquiale) moglie eredi del suo 50% sareste tu e vostro figlio al 50% ciascuno (dato che lei ha un solo figlio il patrimonio va metà al coniuge e metà al figlio, nel tuo caso, invece andrebbe per 1/3 al coniuge ed il resto diviso tra i figli, anche se fossero più di due). La casa sarebbe quindi per il 75% tua e per il 25% di vostro figlio.
    Alla tua morte, il tuo 75% si dividerebbe a metà tra i tuoi figli: il primo avrebbe il 37,5% dell’immobile ed il secondo il 62,5%.
    La forma di tutela assoluta, sarebbe quella di intestare l’immobile soltanto a tua moglie… ma queste sono, ovviamente, valutazioni vostre.

  • Ivan ha scritto:

    Grazie molte Silvia!

  • Claudio ha scritto:

    Mio suocero è morto e bisogna dividere l’eredità tra la moglie e le tre figlie. Avendo mia moglie lavorato per molto più tempo nell’azienda agricola di famiglia ha diritto ad una quota più grande delle sue sorelle? Grazie per l’attenzione!

  • Silvia (author) ha scritto:

    @Claudio. No, nessun diritto ad una quota maggiore, a meno che tuo suocero non abbia disposto in tal senso per testamento, senza ledere la quota di legittima delle altre figlie. Ma evidentemente, se fosse così, lo sapreste già.
    Dipende anche da come era organizzata l’azienda agricola da un punto di vista societario, se per esempio tua moglie fosse titolare di quote societarie in proprio.

  • Claudio ha scritto:

    Grazie per il tempo che mi hai dedicato!

  • ale ha scritto:

    Vorrei un parere professionale in merito ad una questione veramente assurda.
    Se una figlia sposata da più di ventanni, restia ad avere rapporti con la famiglia di provenienza tanto da aver rotto i rapporti da parecchi anni, ad un certo punto manda una lettera dell’avvocato ai suoi genitori per chiedere dei soldi in virtù del fatto che ha contratto dei debiti e non riesce a far fronte agli impegni, il marito è in pensione ex militare 52enne e percepisce 1000,00 al mese circa, lei 46enne non ha mai lavorato perchè non ha mai trovato un lavoro adatto a lei, non hanno figli, mi chiedo esiste veramente un articolo di legge che prevede che ad una scansafatiche i genitori debbano ancora pagarle il pane?
    Se qualcuno ha informazioni in merito Vi prego date un Vs. parere.

  • Silvia (author) ha scritto:

    @ ale: se la figlia non è in uno stato fisico o mentale che le impedisce di mantenersi, non esiste alcun obbligo dei genitori di continuare a mantenerla da adulta. Tra l’altro in questo caso la famiglia della figlia ha un reddito, seppur modesto (la pensione del marito).
    Mi domando se la detta figlia non si sia precostituita una documentazione medica (magari psichiatrica) che giustifichi la sua impossibilità di provvedere a se stessa, tentando così di far “rivivere” l’obbligo dei genitori di mantenerla per la sua inabilità a lavorare.
    Su questi presupposti che mi riferisci, la richiesta della figlia è comunque del tutto velleitaria. Nulla aggiungo sul collega che ha deciso di patrocinare tale causa, dato che, deontologicamente, non sarebbe corretto criticare senza conoscere l’altra versione dei fatti…

  • ale ha scritto:

    Grazie Silvia, non so su che presupposto sia partita tale richiesta, si fa comunque riferimento ad un articolo di legge che non ricordo non avendo sottomano la lettera, conoscendo la figlia comunque non escluderei nulla.
    Grazie ancora.

  • Patrizia ha scritto:

    Sono in un momento molto particolare della mia vita in quanto, mio padre è malato terminale e solo questo mi devasta in modo inimmaginabile. A questo si aggiunge il fatto che mia madre e mia sorella si sono alleate in modo tale da non permettermi di assisterlo. Per sapere come sono le condizioni di mio padre, dopo i vari esami e visite, devo chiamare il medico per farmi dire ciò che ha già riferito a mia madre e mia sorella!!! Risulta evidente che a causa del mio carattere mite ed accomodante, le relazioni con la mia famiglia sono sempre state talmente difficoltose che stò seriamente meditando una decisione drastica: una volta che mio padre ci avrà lasciate, non vorrei più sapere nulla nè di mia sorella nè di mia madre. E’ opportuno sapere che tutte e due sono economicamente benestanti. Chiedo se posso adottare un comportamento di questo tipo o se la legge mi impone diversamente. Grazie

  • Silvia (author) ha scritto:

    La legge potrebbe importi soltanto, in futuro, l’eventuale assistenza di tua madre, laddive diventasse inabile e fosse economicamente impossibilitata a provvedervi. Ovviamente non significa assistenza diretta e partecipativa, ma, eventualmente, anche solo economica.
    Per il resto, nonostante immagino sia sicuramente doloroso, puoi far in modo che le vostre strade si dividano.

  • Patrizia ha scritto:

    La ringrazio per la sollecitudine ed il modo gentile con cui mi ha risposto.

  • Roberto ha scritto:

    Buongiorno,

    Ho una figlia naturale che ha appena compiuto 18 anni. Provvedo da anni al suo mantenimento versando una cifra mensile alla madre e mi chiedevo se, nonostante la madre non sia d’accordo, fosse possibile rendere beneficiaria del mantenimento mensile mia figlia direttamente o se la legge mi obbliga a continuare a versare i soldi alla madre.

  • Silvia (author) ha scritto:

    Dopo le modifiche alle norme sulla separazione personale dei coniugi del 2006, il versamento diretto al figlio maggiorenne è diventato la norma, anche se continua a rimanere piuttosto inapplicato. Per analogia questa norma andrebbe applicata anche al mantenimento dei figli naturali. Non so se i vostri rapporti patrimoniali relativi alla figlia sono stati regolati dal giudice o sono frutto di semplice accordo. Nel primo caso, se la madre si oppone, sarebbe meglio adire lo stesso giudice (tribunale civile ordinario, visto che si è in tema di soli rapporti patrimoniali relativi ai figli e non di affidamento) per chiedere questa modifica. Nel secondo caso è sempre meglio chiedere per iscritto di modificare l’accordo. In caso di rifiuto, stesso iter giudiziario sarebbe consigliabile.
    Potrebbe anche azzardare una semplice comunicazione scritta alla madre che inizierà a versare il mantenimento direttamente alla figlia, ma in quel caso si aspetti qualche reazione.

  • Roberto ha scritto:

    Grazie per la risposta cosi’ veloce.
    La madre ha gia’ reagito con un rifiuto. Io sono all’estero e un’azione giudiziaria sarebbe problematica.
    Non abbiamo ne’ un accordo scritto che mi ricordi e ne’ un provvedimento del tribunale. Tutto e’ stato fatto verbalmente mantenendo le ricevute dei pagamenti fatti alla madre.
    In questo caso e’ possibile non tenere conto del rifiuto della madre e iniziare il trasferimento a mia figlia direttamente?

  • Silvia (author) ha scritto:

    Io francamente, in questa situazione, azzarderei il pagamento diretto alla figlia (che comunque provocherà una certa tensione, se lo aspetti!), comunicandolo semplicemente con una raccomandata alla madre.
    Addirittura, se Sua figlia fosse d’accordo, l’ideale sarebbe una sua richiesta scritta a Lei di corrisponderle direttamente l’assegno vista la sua maggiore età.
    Tutte queste precauzioni, ovviamente, finchè Sua figlia coabiterà con la madre: se dovesse uscire di casa, magari per studiare, la madre nulla più potrebbe opporre.
    In ogni comunicazione citerei comunque gli artt. 151 e 156 cc., applicati in via analogica.
    Dubito che la madre, visti i Suoi regolari pagamenti, possa voler intentare un’azione (con esiti piuttosto dubbi, dato che comunque Lei sta continuando regolarmente a pagare) solo per il fatto del pagamento diretto.
    Le spese straordinarie relative a Sua figlia, sostenute dalla madre, invece, dovrà continuare a rimborsarle a quest’ultima.

  • Alberto Cremonese ha scritto:

    Salve e grazie in anticipo per la sua risposta.

    Sono residente in Australia da circa 20 anni.
    Ho lasciato l’Italia perche’ la piccola azienda dei miei genitori poteva sostenere solamente i miei due fratelli minori e le possibilita’ di trovare lavoro nel mio settore in Italia, alla fine degli anni ‘80, erano praticamente zero.
    Ho quindi deciso di emigrare in Australia dove mi sono sistemato molto bene e vivo felicemente.
    Volevo chiedere quali sono i miei diritti sulle attuali proprieta’ dei miei genitori (ancora in vita) visto che mio fratello si e’ praticamente impossessato di tutto e si rifiuta di farsi contattare ovviamente per paura di dover dividere l’eventuale eredita’.

    La saluto cordialmente.

    Alberto Cremonese

  • Silvia (author) ha scritto:

    @ Alberto. I Suoi diritti sono ovviamente da riferirsi al momento della successione all’uno o all’altro genitore. Lei ha gli stessi diritti degli altri due fratelli: alla morte di un genitore, il suo patrimonio andrà per un terzo al genitore superstite e per i restanti due terzi, diviso in parti uguali tra voi fratelli. Alla morte del secondo genitore, il suo patrimonio (risultante da quello personale + 1/3 ereditato dal coniuge) verrà diviso in parti uguali tra voi fratelli.
    Se i fratelli che hanno vissuto insieme ai vostri genitori e lavorato nell’azienda di famiglia, hanno ricevuto donazioni di un certo rilievo (ad es. un immobile, quote societarie, ecc.) di cui c’è prova, queste andranno ricondotte al patrimonio del defunto per stabilire le quote spettanti agli altri figli.
    Esempio: se il patrimonio di vs. padre è 300, ma un fratello ha ricevuto una casa del valore di 150 quando il papà era in vita, i 300 andranno divisi tra gli altri 2 fratelli e non in 3 parti da 100 ciascuna.
    Ovviamente devono essere verificate vendite fittizie o trasferimenti di danaro di una certa consistenza, che possono “nascondere” delle donazioni. Ma la prova non è sempre facile.

  • Alberto Cremonese ha scritto:

    Silvia,

    La ringrazio moltissimo per la sua pronta ed esauriente risposta.

    Cordiali saluti.

    Alberto Cremonese

  • davide ha scritto:

    Salve,sono figlo unico di genitori separati legalmente,tutti i beni sono a nome di mia madre,mio padre non ha mai provveduto al mio mantenimento,è disoccupato e vive orami da anni in un altro Stato,subito dopo la loro separazione a 12 anni sono andato in collegio e ci sono rimasto fino ai 19,poi sempre in fuorisede ho frequentato l’universtià che ho finito in perfetto tempo ed ottimi voti,a 25 anni mi sono ritrovato in una”casa”dalla quale mi ero allontanato a 12 anni,è da 3 anni che sono laureato,vivo con lei,e non trovo lavoro;mia madre mi ha sempre in tutta la mia vita mantenuto al limite della sufficenza,per esempio non vedo mio padre da 10 anni perchè lei si rifiuta di pagarmi il biglietto aereo,lei ha uno stipendio medio-alto da responsabile più propietà immobiliari affitattate,io vorrei crearmi le mie situazioni per poter condurre un esistenza felice,potrei rivolgermi ad un avvocato e ottenere legalmente un mantenimento economico mensile certificato a tot. cifra fino a quando io non sia completamente autonomo??

    La Saluto Cordialmente
    DaVide

  • Silvia (author) ha scritto:

    Davide, in realtà un mantenimento adeguato al reddito di entrambi i tuoi genitori dovevi averlo da sempre.
    Adesso sei forse nel momento peggiore per chiederlo, perchè, dopo 3 anni dalla laurea è proprio il momento in cui ci si aspetta che ti renda indipendente.
    Io ora non te lo consiglio, perchè l’esito di un’azione del genere è piuttosto incerto. Da studente, sarebbe stato diverso.

  • PIERO ha scritto:

    SALVE.sono in fase di separazione.conviviamo, 2 figli.
    sono stato accusato di tradimenti, di aver trascurato la mia compagna, ecc,ecc..
    avendo io la coscienza pulita non sono disposto ad accettare tutte la colpe.quindi pagando io affitto di casa non intendo andare via.
    nel caso la mia ex compagna vada via, quali sono i miei obblighi?
    io sono disposto a mantenere i miei figli, ma non lei. quindi l’affitto dell’eventuale casa che trovasse, a chi spetta?
    in più siamo soci di un’attività che ha problemi economici, rientro con banche e arretrati iva? in che modo si deve quantificare la sua quota ? grazie.

  • Silvia (author) ha scritto:

    Piero, in realtà bisognerebbe avere la situazione dei vostri redditi alla mano per rispondere alle tue domande.
    Normalmente la casa familiare resta assegnata a chi convive con i figli, perchè sono proprio i bambini a dover subire le minori rivoluzioni possibili.
    Se il tuo reddito è maggiore del suo in modo significativo, non potrai esimerti dal contibuire a sostenere l’affitto di un’altra casa. Oppure potrete decidere di comprendere il contributo all’affitto nel mantenimento dei figli.
    Per quanto riguarda la partecipazione societaria, se siete soci lo sarete secondo ben precise quote societarie e quelle devono valere.

  • Natalia ha scritto:

    Salve,
    ho un figlio minorene, suo papa e morto e noi non eravamo sposati, ma il bimbo e riconoscuto da lui. Volevo sapere se il bambino lo aspetta qualche patrimonio, visto che suo padre aveva altra famiglia e due figli maggiori. Con la ex moglie era separato. Noi abbiamo stato di famiglia.

    Grazie mille!

  • Silvia (author) ha scritto:

    @ Natalia: certo che tuo figlio ha diritto alla sua parte di eredità, esattamente come gli altri due figli.
    Più che lo stato di famiglia, ti servirà un certificato di nascita da cui si evince la paternità.

  • Manuela ha scritto:

    Buongiorno,
    vorrei sapere se con la morte di un genitore che per più di 35 anni ha convissuto con il figlio e la nuora che l’ha sempre curata e non gli ha mai fatto mancare nulla, l’altro figlio ha diritto al 50% del patrimonio o se invece le percentuali sono diverse. Considerando anche il fatto che per i primi 20 anni lo stipendio del figlio convivente è andato in casa per le spese domestiche.
    Grazie mille

  • tiziana ha scritto:

    ciao silvia sono una ragazza madre mia figlia a 6 anni e ho avuto da un precedente rapporto un figlio che adesso a 2 mesi il padre e sposato e nn mi manda un euro, sto in affitto e ho tante spese ma il piccolo e riconosciuto da lui volevo sapere piu’ o meno come mi posso muovere e quali sono i diritti che ho.per favore rispondi!

  • Silvia (author) ha scritto:

    @Tiziana: tuo figlio ha diritto ad un mantenimento dal padre adeguato ai suoi redditi. Puoi ottenerlo con un ricorso al tribunale civile e ti e’ necessaria l’assistenza di un legale. Se pero’ hai un reddito annuo inferiore a circa € 10.000 potresti avere il patrocinio a spese dello Stato.

  • Silvia (author) ha scritto:

    @ Manuela: le percentuali non sono diverse.

  • Erik ha scritto:

    Ho un padre che ha diverse proprietà (case e appartamenti) abbandonati inquanto si è trasferito in altra località, da un anno e mezzo stà cercando di vendere a prezzi bassi senza esito e pertanto queste proprietà sono soggette a degrado.
    Ho manifestato l’intenzione di abitare io una di queste case a mio padre anche pagando un affitto simbolico ma mio padre preferisce tenerle sfitte in attesa di vendita.
    Vorrei sapere se cè una legge che impone ad un padre (in caso di crisi come questa) di dare la casa in uso al figlio piuttosto che tenerla in quelle condizioni ??? Grazie

  • Silvia (author) ha scritto:

    No Erik, non c’è nessuna legge, a parte quella del buon senso, a meno che tu non sia impossibilitato per motivi fisici o di salute a provvedere a te stesso.

  • isabella ha scritto:

    Dopo la morte di mio padre sono venuta a sapere che mia madre anni fa (probabilmente più di quindici)ha provveduto a farsi intestare a suo nome tutti i risparmi che i miei genitori hanno fatto durante il loro matrimonio. Sò con certezza che ciò l’ha fatto senza il consenso di mio padre perchè lui mi confidò prima di morire che temeva che potesse succedere una cosa del genere. Io purtroppo non gli credetti. Ora vorrei far valere i miei diritti, ma non so come fare e se è ancora possibile dato che da anni tutti i risparmi risultano intestati a mia madre. La prego di aiutarmi con un consiglio. Grazie infinite.Isabella

  • Silvia (author) ha scritto:

    Isabella, i risparmi della famiglia erano legittimamente da considerare al 50% tra i coniugi. Farseli intestare, probabilmente con un conto solo a nome di tua madre, senza consenso di tuo padre è piuttosto difficile: ci deve essere stato un passaggio di denaro da un conto cointestato ad uno ad intestatario unico. Se il conto cointestato era a firme disgiunte per i trasferimenti, era legittimo per entrambi eseguire trasferimenti su altri conti.
    Si potrebbe comunque tentare di far riconoscere un’incapacità di tuo padre, se si è verificata, o una vera e propria azione fraudolenta da parte di tua madre.
    Non si tratta di prove semplici da reperire dopo quindici anni. Tra l’altro dovresti dar prova di aver avuto conoscenza del fatto prima di 5 anni a questa parte, se no la prescrizione avrà operato estinguendo il diritto.
    Sono comunque valutazioni che vanno fatte conoscendo come sono avvenuti i passaggi di denaro, in che tempi ed in quali situazioni specifiche.

  • isabella ha scritto:

    Cara Silvia
    La ringrazio tanto per la Sua pronta risposta. L’unica cosa che ho di mio padre é una lettera scritta nel’agosto del 1994 dove mi confida le sue preoccupazioni e dove menziona di temere che lei potrebbe toglierli la delega. Ciò spiegherebbe forse come è stato possibile fare il trasferimento. Ma nient’altro. A chi devo rivolgermi? Come devo procedere? Il notaio potrebbe essermi di aiuto? Tra qualche mese scade l’anno per la successione. I vivo all’estero. Tante grazie. Isabella

  • luca ha scritto:

    salve vorrei porre una domanda..

    mio nonno ha molte proprietà, e 5 figli tra cui mia mamma ke è molto malata..nel caso mi dovesse lasciare..(ho anke una sorella) la quota di eredità quando ci lascerà anchè mio nonno si divide per 4? o per 5 e passa ai nipoti? “me e mia sorella”? sono uno studente, ho provato a fare una ricerca in materia ma senza riscontro..
    attendo risposta grazie luca.

  • Silvia (author) ha scritto:

    Luca, l’eredità di tuo nonno si dividerà in 5 quote (se invece è viva tua nonna, si dividerà un terzo a lei e i restanti due terzi verranno divisi nelle 5 quote). Una di queste quote, se tu madre non dovesse eserci più, sarà divisa tra te e tua sorella.

  • luca ha scritto:

    mia nonna è già divorziata, quindi si dividerebbero in 5 e nel caso tra me e mia sorella..la ringrazio luca.

  • _Francy_ ha scritto:

    Buongiorno. Al momento mi trovo in una situazione molto delicata. Io e il mio ragazzo abitiamo in casa dei miei suoceri. Mia suocera era invalida al 100%, e quindi mio suocero aveva la delega per ritirare la pensione, l’accompagnamento, e altre operazioni simili. Purtroppo questo 26 dicembre 2009 è venuta a mancare mia suocera. E adesso, mio suocero (che ha da oltre 10 anni un’amante a cuba), vuole vendere la casa e trasferirsi a cuba per sempre, portandosi via tutto l’eventuale guadagno dalla vendita dell’appartamento. Premetto anzitutto che il mio ragazzo, e sua sorella, sono contrari alla vendita nel modo più assoluto. E che quindi, in teoria, casa non possa essere venduta. Visto che dopo la morte di mia suocera (in mancanza di un testamento) il 50% della parte della casa di mia suocera dovrebbe passare per 1/3 al coniuge. E per i restanti 2/3 ai due figli. Almeno così credo, avendo letto vari articoli sulla tutela degli eredi legittimi e riconosciuti. Il dubbio che mi assale però è uno: La casa è stata pagata quasi interamente da mia suocera. E credo fosse cointestata tra i due coniugi. Ma ho paura che durante gli anni della malattia mio suocero possa aver preso l’intera proprietà della casa. Questo è possibile? E se fosse accaduto ci sarebbero dei modi con i quali i due figli potrebbero richiedere la loro legittima eredità, ed evitare la vendita della casa? Grazie infinite, e spero a presto.

  • Silvia (author) ha scritto:

    Se al momento della morte la casa era ancora cointestata, non si può vendere senza il consenso di tutti gli attuali proprietari, quindi anche dei due figli.
    Se tuo suocero si è fatto intestare casa al 100% nel corso della malattia della moglie, bisognerà andare a verificare quell’atto: è stata una vendita? è stata una donazione? era capace di intendere e di volere? c’è stato passaggio di denaro vero (piuttosto improbabile!)? se non c’è stato passaggio di denaro potrebbe essere una vendita che simula una donazione lesiva di legittima.
    Insomma, verificate di chi è la proprietà: se tua suocera non era più proprietaria di nulla al momento della morte e la cosa è sospetta, consultate un legale.

  • luca ha scritto:

    mia moglie ha la separazione dei beni con me.
    ha ancora i genitori e un fratello maggiorenne.
    se dovessero mancare i suoi genitori, che responsabilità avrebbe nei confronti del fratello visto che lui non lavora, ma neanche mia moglie lavora?
    grazie

  • Silvia (author) ha scritto:

    Luca, il dovere di mantenimento cade, prima di tutto su ascendenti e discendenti. I fratelli già hanno un dovere gradato rispetto ai genitori. Nel senso che se il fratello di tua moglie fosse inabile al lavoro, sarebbe una cosa diversa, ma, in questo caso, mi sembra di capire che è un ragazzo sano e capace e, magari, è uno studente. Se dovessero mancare i loro genitori, tuo cognato dovrebbe adeguarsi alla situazione e, prima di tutto, darsi da fare per provvedere al proprio mantenimento. Difficilmente potrà chiedere un supporto a tua moglie se non c’è un motivo concreto per il quale non può lavorare. Ma anche in quel caso, dovesse mai dimostrare di non essere abile al lavoro, il contributo richiesto a tua moglie non è certo una cosa automatica: dovrebbe essere giustificato da concreti motivi e comunque dovrebbe rientrare nelle possibilità economiche di tua moglie.

  • jenny ha scritto:

    buon giorno…sono una ragazza madre di 23 anni, ho un bimbo di nove e vivo con i miei genitori che si occupano di me e del loro nipotino…il mio ex non mi da una lira per il piccolo…ovviamente vorrei crescerlo da sola e vorrei sapere se tutto questo è fattibile dal punto di vista legale dal momento che l affidamento esclusivo è praticamente impossibile da quanto mi è stato riferito…il padre nn provvede a mio figlio in nessun modo compreso il lato affettivo grazie mille.

  • Silvia (author) ha scritto:

    Jenny, non capisco perchè sostieni che l’affidamento esclusivo sia impossibile. Anzi, credo che sia conveniente che tu regoli la tua situazione con un ricorso al tribunale per i minorenni perchè venga preso atto dello stato di fatto attuale: cioè che il padre ignora il figlio e, dunque, non ha alcun interesse a partecipare alla sua vita, nè economicamente, nè affettivamente.
    Prima o poi ti potrà servire avere un provvedimento che sancisca che tu sei l’unica affidataria di tuo figlio (viaggi all’estero, scuola).
    Il padre potrebbe fare delle difficoltà,dato che anche chi ignora completamente i figli, una volta chiamato in tribunale, chissà perchè risveglia improvvisamente il suo lato genitoriale sopito per tanto tempo… (!). Ma ovviamente non sarà difficile provare che fino ad oggi vi ha ignorato.
    Direi che in questo caso l’affidamento esclusivo è possibilissimo. Magari con un diritto di visita per il padre che non eserciterà.

  • oscar ha scritto:

    Salve, la mia situazione è questa: circa 10 anni fa ho avuto dei contrasti con i miei genitori in seguito ai quali sono dovuto andare via di casa. Premetto che all’epoca non avevo un lavoro e nel tempo comunque mi sono costruito una famiglia andando a vivere in affitto, non sentendo più i miei genitori. Nel frattempo i miei fratelli (2) sono andati a vivere con le rispettive famiglie nelle abitazioni di proprietà dei miei genitori, pur non essendo in situazioni economiche inferiori alle mie (anzi). Posso rivalermi su qualcuno per quello che a me non è spettato e tutt’ora non mi è stato dato?

  • Silvia (author) ha scritto:

    Oscar, in vita i tuoi genitori possono disporre dei loro beni come credono.
    In sede di successione potrai eventualmente chiedere la collazione (riunione fittizia all’eredità al solo fine di stabilire le quote: per cui se un erede ha già avuto in vita, avrà di meno alla morte del decuius) di eventuali donazioni di rilievo fatte ai tuoi fratelli.

  • jenny ha scritto:

    perchè parlando anche con l avvocato mi è stato detto che è quasi impossibile ottenerlo…solo se si dimostra che il padre in qualche modo potrebbe nuocere al bambino o comunque sia è un delinquente e ovviamente se verrà chiamato in tribunale lui dimostrerà un improvvisa voglia di fare il padre incolpando la sottoscritta è una situazione bruttissima….infatti anche a me ha detto di voler fare il padre..ma nn ha dimostrato nulla nè affettivamente nè economicamente…grazie per avermi risposto..

  • Silvia (author) ha scritto:

    Jenny, anche un totale disinteresse protratto nel tempo può giustificare l’affidamento esclusivo.
    Ovviamente dipende dai Tribunali, dai Giudici e dalle situazioni.
    Sicuramente in questo caso verrebbe riconosciuto e regolamentato l’obbligo di mantenimento.

  • sabrina ha scritto:

    salve mi chiamo sabrina vorrei chiedere se per cortesia potrebbe darmi un consiglio dato che fra non molto andrò a convivere con il mio moroso che è vedovo con un figlio di 4 anni e non hanno nessuno tranne me..io dovrò licenziarmi cambiare città e occuparmi del piccolo e non ci potremo mai sposare perchè altrimenti perderebbe la pensione di reversibilità. coem potrei tutelarmi?comprerà uan casa per il figlio solo per lui e i nostri futuri figli? e io che sacrifico la mia vita per loro? premetto che ho 30 anni e lui 47.dovesse mai succedere qualcosa avrei milel problemi..poi volevo chiedere se si potrebbe cambiare un testaqmento.
    la ringrazio anticipatamente

  • ilaria ha scritto:

    Buongiorno, ho bisogno di un consiglio per favore.
    Convivo con il mio ex compagno e abbiamo un bambino di due anni legalmente riconosciuto da entrambi.
    Io ho un lavoretto in nero solo al pomeriggio e prendo 400 euro al mese, il mio ex ha un lavoro a tempo indeterminato e prende 1500 euro al mese.
    Vorrei separarmi e andare via con il mio bambino perchè la convivenza è diventata pesantissima, insulti minacce e anche violenza sia psicologica che fisica.
    Ho un nuovo compagno da pochi mesi che adora mio figlio ma non abbiamo la possibilità economica per convivere avendo lui una madre a carico, non ho nessun posto dove andare, mia madre e gli altri miei parenti non vogliono aiutarmi dicendo che non vogliono mettersi in mezzo e che non sono tenuti a mantenermi vista la mia età.
    Vorrei sapere quali sono le mie possibilità, cosa posso fare? chiedere al tribunale dei minori l’affidamento esclusivo? e poi dove andremo a vivere?
    Grazie mille della risposta.

  • Silvia ha scritto:

    @ Sabrina, non ho modo di risponderti sulla base delle informazioni che mi fornisci.
    Comunque il proprio testamento può essere cambiato in qualsiasi momento fino alla morte. Ovviamente non può essere cambiato il testamento di un’altra persona… magari già defunta! (si chiama falso!)
    Non comprendo bene la domanda sull’acquisto della casa.

    @ Ilaria: potresti ottenere dal Tribunale per i Minorenni (al quale devi ricorrere per regolare i rapporti di affidamento ed economici) l’assegnazione della casa, ma se è in affitto, ovviamente non ne avresti alcun beneficio se non puoi sostenerne il canone.
    Potresti comunque chiedere un mantenimento (per tuo figlio, non per te) tale da permetterti di sostenere il canone d’affitto.
    Capisco che poterti allontanare da casa sarebbe molto più di sollievo, mentre così dovresti intraprendere tutto il giudizio rimanendo in casa con il tuo ex compagno, dato che, fino ad una pronuncia del Tribunale per i Minorenni, non avresti modo per allontanarlo da casa.
    Purtroppo non so suggerirti dove andare fino all’eventuale allontanamento di lui da casa.
    Puoi provare ad informarti su case-famiglia nella tua città, normalmente accolgono persone in situazioni gravemente disagiate e sottoposte a maltrattamenti. Ce ne sono di specifiche che accolgono madri costrette ad allontanarsi da casa.

  • ilaria ha scritto:

    Grazie mille per la pronta risposta, ho dimenticato di specificare che la casa dove viviamo è di unica proprietà del mio ex che sta pagando un mutuo. Mi hanno detto che in questo caso non potrò allontanarlo ne avere la casa per me e per mio figlio, nemmeno provvisriamente, è vero?

  • franco ha scritto:

    Buongiorno, una domanda semplice sono separato con due figlie e la mia ex consorte mi ha comunicato l’aumento della quota di mantenimento delle stesse in base all’indice istat…dove posso verificare l’applicazione corretta dello stesso dato che ne trovo alcuni decisamente differenti?
    ringrazio anticipatemente dell’attenzione
    buona giornata

  • Silvia (author) ha scritto:

    Ilaria, non è semplice con questa premessa, perchè, non essendo sposati, non può considerarsi una vera e propria “casa coniugale” con le norme conseguenti. Purtroppo in questo caso molto è rimesso alla discrezionalità del giudice. In realtà non è giuridicamente impossibile, è solo piuttosto difficile convincere il giudice che è la soluzione migliore.

  • matteo ha scritto:

    salve sono matteo, ho appena compiuto 18 anni. mio padre sta divorziando da mia madre, ma precedentemente aveva abbandonato il tetto cogniugale diverse volte facendo come gli pare, mesi fuori tornava 1 gioro e poi via ancora, attualmente convivo con mia madre, non mi mantiene nessuno dei miei genitori dato che mia madre è casalinga mio padre potrebbe è pensionato ma non ci passa nulla ne a me ne a mia madre…io praticamente sono in balia di una madre che non prende un avvocato per separarsi dal marito e non mi sta mantenendo nessuno sono senza lavoro e studente liceale soprattutto e ormai non so cosa fare…grazie mille attendo consigli.

  • Silvia (author) ha scritto:

    Matteo, comunque ci sarà qualcuno che rappresenta tua madre nella separazione: magari un avvocato che congiuntamente cura la separazione consensuale. Se non sarà previsto un mantenimento per te (che ne hai assolutamente diritto), potrei ricorrere al tribunale civile contro tuo padre per ottenerlo. E’ un caso abbastanza anomalo, ma è una via praticabile.
    Visto che non hai reddito puoi usufruire del patrocinio a spese dello stato. Per informazioni sull’argomento ci sono gli Ordini degli Avvocati nelle principali città, oppure puoi contattare l’ANVAG Associazione nazionale volontari avvocati per il gratuito patrocinio http://www.anvag.it
    Credo comunque che dovresti, prima di tutto, cercare di far capire a tua madre che deve tutelarsi (anche lei con il gratuito patrocinio può scegliere un avvocato) e far valere i suoi e tuoi diritti.

  • Marta ha scritto:

    Buonasera,
    mi scuso x il disturbo, ma lei è l’unica che può togliere dei grandi dubbi ad un mio caro amico.
    la madre ed il padre sono separati consensualmente da più di 5 anni, ma senza divorzio.lui ha un fratello, entrambi sono maggiorenni.
    sia la madre che il padre hanno un nuovo compagno/a.
    il padre però, proprietario di beni mobili e immobili, la convivente, a sua volta ha un figlio minorenne.
    il mio amico e il fratello vivono da soli.
    ora mi chiedevo:

    - è possibile che il padre riconosca il figlio della convivente come suo?
    - in tal caso, per ereditarietà, centrerebbe anche questo bambino?
    - in caso di morte del padre, il patrimonio va, in parte anche alla convivente? e alla ex moglie?
    - e dato che lui ha una ditta intestata, a chi andrebbe?

    la ringrazio anticipatamente.

  • Silvia (author) ha scritto:

    Marta, rispondo rapidamente a quello che mi sembra il tema di una consulenza più ampia.
    - il padre può sostenere che il figlio sia suo. ma se questo figlio ha già un padre potrebbe non essere tanto felice di questa opzione.
    - se riconosciuto il bambino è figlio a tutti gli effetti
    - la convivente non eredita, mentre la moglie non è affatto ex, dato che sono separati
    - le quote societarie entrano in successione

  • Marta ha scritto:

    mi scuso ancora,
    quindi si diventa figlio a tutti gli effetti anche se lui non è il padre naturale?(sempre se quello naturale non ostacola)
    e se il padre decidesse di fare un testamento in cui dice di voler destinare una quota al bambino anche se non viene riconosciuto?
    i figli potrebbero anche impugnare il testamento?

  • Silvia (author) ha scritto:

    no, più che altro intendevo che può riconoscerlo sostenendo che è suo figlio, poi starebbe agli altri figli provare il contario… Altrimenti non si può riconoscere un figlio non proprio. Al limite potrebbe adottarlo, ma in questo caso è una cosa complessa se un padre naturale esiste ed è noto.
    Nel caso facesse testamento in tal senso, può destinargli un terzo del patrimonio, cioè la quota “disponibile”, il resto va agli eredi legittimi.
    Impugnare il testamento è possibile solo se si prova che la volontà del testatore era viziata, anche questa una cosa non facile se il padre è un uomo in buona salute e non ha nessun comportamento strano.

  • Natalia ha scritto:

    Salve,
    mi scusa ma come io sono straniera ho tante domande da chiarire. Ho un bambino minorene, riconoscuto da suo papa italiano, noi non siamo sposati, solo conviventi con stato di famiglia nell stesso ambiente. Pur troppo il mio compagno ora non ce piu – e morto. Io adesso vivo nel mio paese con il bimbo. Volevo sapere se abbiamo dirito di qualce eredita e cosa dovrei fare, visto che nessuno dalla sua famiglia (fratelli, parenti) mi vuole aiutare? Il mio compagno aveva un altra famiglia – moglie con lei separato e due figli grandi.
    La prego di un consiglo tanto per sapere se il mio bambino lo aspetta qualcosa, visto che e un citadino italiano.
    Grazie mille!
    saluti,
    Natalia

  • Silvia (author) ha scritto:

    Natalia, a tuo figlio spetta parte dell’eredità in quan to figlio e non in quanto cittadino italiano (gli spetterebbe anche se cittadino straniero). Ha diritto alla stessa quota che spetta agli altri due figli del tuo compagno.

  • antonio ha scritto:

    Buongiorno Silvia

    credo di poterle fare questa domanda alla quale purtroppo non riesco a trovare risposta ma che credo lei sia in grado di darmi visti i post alla quale con tanta gentilezza risponde.
    sono il terzo di tre figli e tutti viviamo nella stessa casa insieme ai miei genitori (4 appartamenti) tutti di proprieta’ di mio padre e che noi usiamo in usufrutto .
    A mia insaputa senza che nessuno dicesse nulla , anche per il cattivo rapporto che si è creato , mio padre ha donato/intestato un appartamento ad uno dei miei due fratelli , la mia domanda è : non esiste una legge che dice che mio padre per poter donare o intestare un appartamento o un bene ad uno dei figli gli altri figli debbano essere messi al corrente o presenti al momento dell’atto ??
    RINGRAZIANDOLA
    LE PORGO I MIEI SALUTI
    ANTONIO

  • Silvia (author) ha scritto:

    Antonio, tuo padre non ha nessun dovere di avvisarvi.
    In sede di successione, dalla quota di tuo fratello verrà detratto quanto già ricevuto in donazione.
    Se invece è stata simulata una vendita, sempre in sede di successione dovrete provare che la vendita simulava una donazione (se non c’è stato passaggio di soldi).

  • franco ha scritto:

    Buona sera, sono un padre separato e mi trovo nella necessità di dover determinare l’importo degli aumenti ISTAT per gli assegni di mantenimento dei figli.
    Le mie ricerche in internet hanno portato a risultati diversi e contradditori e sinceramente non so che pesci pigliare.
    Esiste qualche tabella attendibile?
    La ringrazio.

  • Alberto ha scritto:

    Buongiorno Silvia,

    Le porgo la mia problematica, sperando di ricevere una risposta.
    Convivo stabilmete con la mia compagna da più di due anni; da questa unione è nato un figlio prossimo al compimento del secondo anno di vita. La nostra storia sta capitolando inevitabilmente e vorrei sapere di nostro figlio cosa succederà. In sintesi, l’unico a percepire uno stipendio sono io, la mia compagna non lavora, tranne qualche occasionale lavoretto assolutamente in nero. Ciò che mi affligge sapere è se, in caso di separazione dalla convivenza, mio figlio andrà via con lei, pur non essendo lei in grado di provvedere al suo e al proprio mantenimento, oppure essendo io l’unico genitore a percepire un reddito stabile di fascia medio – alta (1800 euro al mese), ci sono possibilità di ottenere l’affidamento esclusivo? Il bimbo è legalmente riconosciuto da entrambi, abitiamo in affitto.

    Grazie e saluti

  • Silvia (author) ha scritto:

    Franco, ci sono molti programmi in rete per questi conteggi. Prova su rivaluta.it
    Alberto dubito fortemente che un giudice affiderà al padre un bambino di due anni soltanto per ragioni economiche. Innanzi tutto l’affidamento esclusivo non è necessario in nessun caso: il bambino può essere affidato ad entrambi e coabitare con uno di voi.
    A quell’età, comunque, sarà preferita la madre, alla quale sicuramente dovrà corrispondere adeguato contributo al mantenimento per il bambino. Sicuramente sarà richiesto alla mamma di attivarsi per procurarsi una stabile occupazione (cosa che, credo, vorrà fare spontaneamente).

  • Stella ha scritto:

    Buonasera Silvia,

    i miei genitori sono separati legalmente e io e mia sorella (ancora minorenne) viviamo con nostra madre. La casa è in comproprietà tra mio padre e mia madre, quindi volevo sapere cosa succederà quando io e mia sorella saremo economicamente autosufficienti. A chi andrà la casa? I figli hanno un diritto di prelazione sull’acquisto? Grazie in anticipo.

  • gabriela ha scritto:

    ciao..prima cosa mo scuso per il mio italiano,sono straniera.
    volevo sapere come mio padre a avuto un figlio prima di sposarsi con mia madre,ma lui mi ha sempre detto che lui questo figlio non l’ha mai voluto ma la ragazza e andata via quando era incinta senza sentire cosa pensava mio padre. il figlio non ne mai stato riconocsuto e non credo che mio padre vole riconocserlo anche se a me dispiace. che diritti ha adesso questo bambino? mio padre deve riconocserlo per forza e anche se non vuole?

  • Silvia (author) ha scritto:

    Stella, vostra madre protrebbe ancora essere considerata coniuge economicamente più debole e mantenere il diritto di abitare la casa. Oppure potrebbero decidere di vendere l’immobile, dividendo il ricavato, oppure uno dei due potrebbe liquidare l’altro.
    Non c’è un diritto di prelazione in favore dei figli.

    Gabriela, tuo padre non deve per forza riconoscerlo, ma se lui intendesse essere riconosciuto, potrebbe chiedere una ricognizione di paternità, che è un procedimento giudiziale che prevede l’assunzione di prove tra cui, oggi, può rientrare anche il test del dna.

  • Roberto ha scritto:

    Buongiorno,

    Mi trovo all’estero (Germania) da quando ho raggiungo la mia indipendenza economica (oramai 5 anni, ho 30 anni). In Italia ho un padre(in pensione, ex dirigente d’azienda), una madre (in pensione, prof alle superiori) ed un fratello piu’ piccolo in cerca di lavoro e che vive ancora a casa con i miei genitori che sono sposati da 25 anni.
    Sono quindi nato prima del matrimonio ma se ho ben capito sono riconosciuto dalla legge come figlio legittimo avente pari diritti con mio fratello (giusto?).
    Dal punto di vista affettivo, la situazione familiare nn è molto facile, i rapporti tra mia mamma e mio padre sono difficili e tra mio padre i suoi due figli pure. Il rapporto tra i due fratelli è buono cosi’ come con la madre.
    Dal punto di vista economico, penso che i miei genitori abbiamo optato per la separazioni dei beni e non so di preciso a chi siano intestate le due case di proprietà (una di residenza e l’altra di vacanza in montagna) anche se penso siano intestate a mio padre visto la marcata differenza di possibilità economiche (ex dirigente contro ex prof) e patrimoniali (famiglia di provenienza piu’ modesta per la mamma)tra i due coniugi.

    Ora veniamo alle domande (mi scuso fin da ora se dovessero risultare banali o poco pertinenti per questo blog):

    Se i miei genitori dovessero separarsi e divorziare, che fine farebbe mia mamma? Avrebbe diritto ad una parte della casa se dovessero venderla? Cambia qualcosa se nel frattempo mio fratello trova lavoro e va via di casa?

    Se mia madre dovesse avere problemi economici (pensione da prof nn molto elevata..), quali sono i doveri (e i diritti) dei figli verso di lei e del ex coniuge verso di lei?

    In caso di eredità si possono fare differenze tra i figli attraverso il testamento oppure i due figli ereditano sempre ciascuno 50% della parte loro destinata (2/3 o 1/2 a seconda dei casi da lei citati)?

    Se durante il corso della vita un figlo ha sempre ricevuto di piu’ rispetto ad un altro sia dal punto di vista affettivo che economico, l’atro figlio ha diritto ad una quota di eredità piu’ elevata? C’è modo di compensare una tale (ingusta) differenza?

    Il fatto che io mi trovi in un paese straniero complica il tutto?

    La ringrazio in anticipo per la sua pazienza e disponibilità. Le sue risposte mi aiuterebbero a superare una situazione psicologica un po’ difficile.

    Distinti Saluti,

    Roberto

  • Silvia (author) ha scritto:

    Roberto, cerco di rispondere brevemente per darti un’idea.

    - Sei in tutto e per tutto un figlio nato nel matrimonio (sebbene successivo).
    - Tua madre resta comunque il coniuge economicamente più debole: non dovrebbe avere difficoltà a farsi assegnare la casa anche senza la presenza di tuo fratello. La proprietà, invece, in regime di separazione non spetterebbe.
    - Dato il divario di redditi tuo padre potrebbe essere tenuto a corrispondere un assegno mensile a tua madre. I doveri dei figli sono del tutto secondari ed emergono solo in caso di reale necessità concreta, ma già con una pensione, per quanto non particolarmente consistente (ma comunque non parliamo di pensione sociale!) il problema non dovrebbe susistere.
    - Il testatore può disporre di un terzo del suo patrimonio senza ledere la legittima, quindi potrebbe fare diferenze.
    - Si possono compensare con la quota ereditaria (istituto della collazione) le vere e proprie donazioni di un certo rilievo (una somma rilevante, un immobile, ecc.), non le elargizioni o il miglior tenore di vita dovuto alla permamenza in casa con i genitori.
    - Il fatto che sei all’estero non cambia nulla.

  • Guido ha scritto:

    Buongiorno,
    siamo una coppia non sposata con una bambina d 4 anni.
    La madre ha deciso di interrompere il nostro rapporto e mi ha chiesto di uscire di casa provvedendo al mantenimento della figlia.
    I nostri redditi complessivi non sono di molto differenti, mentre la casa è posseduta al 50% da ciascuno di noi.
    A questo punto dovrei provedere ad un assegno di mantenimento e all’affitto di una nuova.E’ prevista una sorta di “canone” per l’utilizzo del 50% della casa di mia proprietà? (considerando che in questa situazione la mia diponibilità economica netta diventerebbe circa il 55% di quella della mia convivente)

    Grazie Anticipatamente

  • Silvia (author) ha scritto:

    Guido, non è previsto un “canone” in senso tecnico, ma è previsto che il mantenimento che dovrai pagare per tua figlia sia commisurato alle tue reali capacità economiche dopo la separazione e tenga conto anche delle spese per il canone di locazione di un’altra casa.
    Nella legge di riforma del regime della separazione è previsto che l’assegnazione della casa familiare debba essere valutata economicamente: per analogia è un criterio di valutazione che può estendersi anche alla separazione da una convivenza.
    La cosa positiva è che, non essendo sposati, potete anche trovare un accordo informale, senza avvocati e senza giudici, per il mantenimento di vostra figlia.

  • teresa ha scritto:

    Salve Silvia, le scrivo per chiedere di avere una luce su un problema. siamo 4 fratelli ed i nostri genitori sono in vita e completamente autonomi anche se ormai anziani. hanno una casa a due piani di loro proprietà. Due miei fratelli vivono in altre città. Io sono la figlia che più ha vissuto con i miei e tra noi abbiamo un bel rapporto di fiducia e rispetto ed in virtù di ciò ai miei genitori è venuto in mente un modo per poter tutelare loro nell’avanzare degli anni e me. I miei avevano pensato di vendermi un piano della loro casa in modo da poter essere sempre vicini senza malumori tra noi fratelli. Si parla di una vera vendita a prezzo valutato e tutto regolarizzato di fronte ad un notaio. ecco io volevo chiederle se questa vendita possa essere regolare oppure se possa poi essere contestata in un futuro dai miei fratelli. La ringrazio per la gentilezza.

  • ALESSIA ha scritto:

    Ciao Silvia,
    sono alle ultime fasi per decidere il divorzio, il mio ex marito prende circa 150mila euro annui, forse anche di più ma non ci fa vedere le sue ultime dichiarazioni. Fin’ora il mantenimento è stato 900 euro per me e 600 per mio figlio (5 anni) per 12 mensilità + una tantum di 4500 euro l’anno.(con questi soldi copro solo le spese di casa e di mio figlio). Spese straordinarie al 90% (mediche e farmaceutiche) a carico suo e ordianrie al 50%. Ora cosa posso chiedere? E’ giusto chiedere 1500 per me e 1000 per mio figlio + una tantum mantenendo le spese straordinarie? E fino a quando lui dovrà mantenere me? Io non lavoro e se trovassi un lavoro dovrebbe essere per 3 ore la mattina per poter comunque compiere il mio operato di mamma appieno.
    Mi è stato anche comprato e arredato un appartamento in fase di separazione per un valore totale di 230mila euro. Come posso gestire i giorni per mio figlio?
    Aspetto un tua risposta con urgenza perchè devo risolvere il tutto entro 3 giorni.
    Grazie.
    Alessia

  • Silvia (author) ha scritto:

    Alessia, immagino che sarai assistita da un avvocato e senza dubbio potrai seguire i suoi consigli in merito.
    Le dichiarazioni dei redditi degli ultimi tre anni ora devono essere necessariamente allegate al ricorso per il divorzio se congiunto o comunque prodotte dal conige convenuto se il divorzio è giudiziale, quindi non potrà traccheggiare molto.
    Senza conoscere il reddito di tuo marito, mi sembra difficile sapere a cosa hai diritto. Evidentemente, se non intende mostrare le dichiarazioni, vuol dire che sono superiori a quello che ti aspetti, quindi puoi rilanciare e chiedere molto, per vedere se gli conviene scoprire le carte o accettare.
    Direi che puoi senz’altro provare con la richiesta che tu dici.
    Il mantenimento a te spetta senz’altro anche se dovessi avere un lavoro part time, dato che non equiparerebbe mai il livello di reddito familiare che avevate prima.
    Per i giorni di visita con il padre prova a sentire anche le sue proposte: con quel livello di reddito forse è un uomo molto impegnato ed è lui per primo ad avere tempo solo nei w.e.
    Sicuramente è corretto, oltre ai soliti w.e. alterni, che il papà abbia con sè il bambino anche durante la settimana. Ovviamente questo non ha tanto senso se poi vostro figlio finisce per stare con una baby sitter, quindi valuta il tempo che il papà può o vuole dedicare al bambino.

  • Silvia (author) ha scritto:

    Teresa, in caso di una vera vendita non c’è nessun problema: uno può vendere i propri beni a chi vuole.
    Certo, è bene che i fratelli sappiano fin da subito che c’è vero passaggio di soldi e che la vendita avviene ad un prezzo congruo (anche se giustamente più contenuto del mercato, ma in limiti accettabili).

  • ALESSIA ha scritto:

    Intanto grazie mille della tua veloce risposta.
    Scusi la fretta ma le sto scrivendo da lavoro.
    Oltre a lavorare molto è soprattutto impeganto perchè fa istruttore subacqueo, quindi è impeganto 3 sere a settimana e o il sabato o la domennica o entrambi. Il mio avvocato ha scritto di lasciare mio figlio al padre tutti i giorni di festività previsti (Natale Pasqua…). Un giorno a settimana, finita scuola e 1 weekend al mese.
    Il suo guadagno confermo essere di 150mila euro l’anno, lu me ne sta dando 22500 l’anno, cosa posso chiedere. Per legge esiste una percentuale a cui posso ambire?
    Come posso sottilineare che i cambiamenti devono essere adeguati alle esigenze del bambino, per quel che riguarda soprattutto il dormire dal papà, visto che ha solo 5 anni, e lui fatica ad accettare qualsiasi cambiamento, o separazione da me, visto i traumi che ha passato?

  • Silvia (author) ha scritto:

    Alessia, non esiste una percentuale stabilita, ma senz’altro puoi chiedere un po’ di più. Anche perchè con 127.500 euro l’anno da solo lui continua ad avere una vita più che agiata, mentre voi due con 22.500 potete avere un tenore di vita medio-basso e questo non rientra nell’equità prevista, soprattutto nei confronti di tuo figlio, che dovrebbe poter mantenere un tenore di vita simile a quello precedente.
    Una notte dal papà, almeno nel w.e. che passeranno insieme, farà bene ad entrambi e, direi, anche a te.
    Ricordati che tra un po’ potrai aver voglia di una tua vita, con degli spazi liberi per te, quindi meglio che tutti e due, padre e figlio, si abituino a trascorrere del tempo insieme da soli fin da adesso.

  • teresa ha scritto:

    La ringrazio molto per la risposta con la quale sono perfettamente in accordo!Buon lavoro

  • arianna ha scritto:

    Buon giorno! ringrazio sin d’ora per la risposta che mi invierete. La situazione è questa: i miei genitori hanno vissuto 38 anni con la madre di mio padre e ora che la nonna è venuta a mancare, le sorelle di mio padre avanzano diritti sulla pensione messa da parte dalla nonna. Premetto però che la suddetta non aveva un conto intestato a suo nome ma a nome di mio padre. Spero di essere stata chiara nella spiegazione. Ora la mia domanda è questa: possono le zie pretendere che mio padre divida anche con loro i soldi della nonna messi da parte in tanti anni vissuti nella stessa casa con i miei genitori? E aggiungo come nota, che papà le ha già abbondantemente liquidate in passato quando è venuto a mancare il nonno. SALUTI CALOROSI

  • Silvia (author) ha scritto:

    arianna, in realtà solo il denaro in un conto cointestato si presume (fino a prova contraria) di spettanza al 50% tra due cointestatari.
    In questo caso non c’è nessun conto cointestato, quindi tuo padre può legittimamente sostenere che nessun denaro è entrato nella successione.
    Ovviamente aspettatevi reazioni anche giudiziali: dovrebbero fornire la prova che il denaro sul conto intestato a tuo padre proveniva da risosrse di tua nonna (ad es. accredito pensione).
    Insomma, le zie possono pretendere, ma non è affatto detto che otterranno: quindi tuo padre può “resistere” alle pretese.
    Ricordate però che le cause ereditarie sono tra quelle più numerose e elunghe.

  • arianna ha scritto:

    Ringrazio molto per la prontissima risposta.Inoltre voglio aggiungere una riflessione personale nella quale, sono certa, si identificheranno tante altre persone che si trovano nella stessa nostra situazione: mi chiedo come sia possibile che nel momento di ereditare tutti quanti si facciano avanti e pretendano di avere uguali diritti, anche se con lo stesso grado di parentela, di quelle persone che abbiano seguito o come nel caso dei miei genitori, vissuto una vita nella stessa abitazione con il defunto. Mi domando inoltre perche non si faccia una legge specifica che tuteli maggiormente i diritti di chi dedica una vita o conviva sotto lo stesso tetto con l’eventuale genitore venuto a mancare. Grazie e saluto tutti quanti leggeranno questo commento

  • kiara ha scritto:

    Buonasera ‘
    in parte conosco gia ‘ la risposta.
    Mio marito e’stato chiamato in causa x la madre dall’ass.sociale.. premetto che la madre nn vedevamo da decenni.
    30 anni fa’.
    Si e’risposata ed e’ andata a vivere lontano da noi a piu di 300km.
    Adesso che ci sono i problemi veniamo tirati in ballo.
    Economicamente x fortuna nn dovremmo avere problemi.
    ma da piu’di due anni nn facciamo altro che correre avanti e indietro
    alzandoci a orari impossibili x essere in certi posti (TIPO TRIBUNALI CASE DI RIPOSO PARLARE CON MEDICI E ASSISTENTI SOCIALI ECC. ECC.)alle 9 di mattina.
    ed essere carini con lei che aha problemi di demenza.
    IL punto ; mio marito ha anche una sorella che vive in sud america x cui nessuno la cerca .E’ giusto se un domani resta qualcosa di eredita’dividerlo in parti uguali?Come puo’ mio marito essere ricompensato rispetto a lei VISTO CHE NN SIAMO DEI RAGAZZINI E CI FACCIAMO QUALCOSA COME PIU’ DI 1500KM. IN GIORNATA CON SPESE E RISCHIO VITA …considerando che lei nn ha mosso un dito?a parte qualche telefonata un volta al mese.Non sono molto pratica a srivere mail spero di essere stata chiara la ringrazio x la sua gradita risposta.La saluto cordialmente kia

  • ARIANNA ha scritto:

    COME TI CAPISCO KIARA! SPERO TANTO CHE VADA TUTTO PER IL MEGLIO. SE TI PUO’ CONSOLARE PENSA CHE LE MIE ZIE ABITAVANO TUTTE VICINE E NON IN SUD AMERICA COME TUA COGNATA, VENIVANO A TROVARE LA NONNA DI 95 ANNI OGNI TANTO IL POMERIGGIO MA AVEVANO SEMPRE UNA SCUSA PER POTERSENE ANDARE VIA PRESTO. MA ORA CHE CI SONO I SOLDI IN BALLO….. TI LASCIO IMMAGINARE. MI AUGURO CHE TUA COGNATA ABBIA UNA COSCIENZA E CHE RICONOSCA CIO’ CHE TU E TUO MARITO STATE FACENDO E MAGARI VI RINGRAZI ANCHE DATO CHE LA FATICA LA METTETE VOI E NON LEI. UN ABBRACCIO, VI SONO VICINA.

  • alessia ha scritto:

    Ciao Silvia,
    vorrei chiederti 3 cose.
    1.
    Visto che il mio ex marito vorrebe avere la possibilità di stare con suo figlio durante i weekend, e visto che durante i weekend lui fa l’istruttore subacqueo si può scrivere sull’atto da dare al giudice, che vanga garantita da parte di suo padre la sicurezza per suo figlio di 5 anni durante le sue lezioni da istruttore subacqueo se il bambino è con lui? Posso addirittura pretendere che non vengano mescolate le cose: la sua attivita da ISTRUTTORE e lo stare con suo figlio?(glielo chiedo perchè secondo il mio avvocato non posso scriverlo)

  • Silvia (author) ha scritto:

    In realtà sulle condizioni di separazione consensuale si può scrivere qualsiasi cosa sia concordata tra i coniugi. Però mi domando che senso abbia. E’ comunque ovvio che il genitore ha un obbligo di garantire la sicurezza e la sdalute del figlio minore quando lo ha con sè. Scriverlo non aggiungerebbe nulla. Potrebbe essere semplicemente un monito per il padre, ma di per sè non farebbe che rib adire un generico dovere sempre previsto in capo al genitore.
    Puoi concordare che il bambino non venga portato alle lezioni di sub, almeno fino all’età in cui non possa praticare diving lui stesso, anche perchè diversamente resterebbe incustodito dal padre impegnato con la lezione: questo senza dubbio puoi chiederlo e puoi senz’altro scriverlo nelle condizioni, sempre che tuo marito lo accetti.
    Tutto sommato io credo che delle condizioni che regolino in modo specifico delle situazioni particolari, siano sempre preferibili a condizioni generiche che lasciano spazio ad un futuro contenzioso.

  • Silvia (author) ha scritto:

    Alessia… e le altre 2 cose???

  • tiziana ha scritto:

    vorrei sapere da lei se un padre può fare testamento a favore di una amica senza nessun legame legale se così si può dire, invece che dei figli legittimi, e se ai figli non aspetterebbe nulla. grazie

  • Silvia (author) ha scritto:

    tiziana, la quota legittima dei figli non può essere toccata: il padre può disporre per testamento di un solo terzo del suo patrimonio

  • ALESSIA ha scritto:

    Ciao Silvia, l’altra volta credevo di riuscire a scriverti ma poi mi son dovuta fermare per finire un lavoro.
    Intanto volevo ringraziarti perchè sembra che solo tu capisci cosa provo e cosa voglio dire, nemmeno con il mio avvocato mi sento così tutelata.
    E’ vero che in sede di divorzio non si può aumentare la quota di richiesta di mantenimento? (Ti ricordo che lui prende 150mila euro l’anno e a me ne da solo 22 mila)

  • Silvia (author) ha scritto:

    Alessia, no, non è vero: in sede di divorzio di possono riconsiderare tutte le condizioni economiche e non. Certo: confermare la separazione normalmente porta sempre al divorzio congiunto, mentre ritrattare può portare ad un giudiziale. Ma ovviamente parliamo solo di casistica: spesso si trovano nuove condizioni che vadano bene ad entrambi (anzi, è normale in sede di divorzio fare qualche aggiustamento)

  • kiara ha scritto:

    Buonasera,
    innanzi tutto un grazie ad Arianna x la sua comprensione.
    volevo precisare che i km di solito sono 750/800 in giornata.
    Poi anche se la risposta un po ‘ la immaggino aspettavo la conferma di Silvia , se x caso si poteva un domani …. avanzare
    un qualche pretesa nei confronti della sorella.
    grazie e a presto kia

  • Silvia (author) ha scritto:

    Kiara, chiedo scusa, avevo perso alcuni commenti.
    Purtroppo da un punto di vista testamentario non è possibile: i due figli sono e restano uguali.
    Si potrebbe avanzare una richiesta anche attualmente, con la mamma in vita (o anche dopo), per ottenere un rimborso delle spese vive e di una quantificazione economica del tempo speso e dei disagi patiti.
    SI tratterebbe di una causa di risarcimento del danno vero e proprio: causato dal mancato accudimento della madre da parte della sorella, a cui era tenuta.
    Certo, se la sorella non riconosce spontaneamente un risarcimento, si tratta di intraprendere una causa e, quindi, è bene conservare prove documentali e testimoniali di tutta questa attività.

  • kiara ha scritto:

    Di nuovo buonasera.
    La ringrzio tantissimo della sua risposta mi consola un po’, anche se conoscendo la sorella dubito che possa riconoscere spontaneamente qualcosa.
    Poi figuriamoci se mio marito …si mette ad intraprendere una causa.
    Adesso la madre e’in una casa di riposo,e da questo punto di vista siamo un po’ tranquilli …a parte la giornata di 700km. x andare a trovarla ogni 15/20 giorni.Per il resto e’ in mano al giudice che dovrebbe nominare un ammin.di sostegno,…che anche li nn capisco a cosa serve, adesso che siamo riusciti a farla entrare in casa di riposo ed il marito nel fra tempo e’ morto.
    (Era sposata in seconde nozze)
    Comunque sono troppe le cose che vorrei chiderlee ci sono troppi ma e troppi perche’ da spigare x capire iltuttoe meglio che lasciamo perdere .
    La ringrazio infinitamente un caro saluto kia

  • elysa ha scritto:

    Ciao Silvia
    complimenti per il blog, davvero fantastico ed interessantissimo.
    Sono ragazza madre con bimbo di 4 anni, riconosciuto dal padre, gia “risolta”la questione affidamento… condiviso,in realta il bimbo è sempre con me, lui abita a 110km e si dichiara quasi sempre impossibilitato ad effettuare visite regolari. Avremmo stabilito in tribunale anche il mantenimento del bimbo che ammonta a 800euro, (oltre all 80%delle spese extra ed al 50%delle ordinarie(che non corrisponde MAI)), visto che io avevo lasciato il lavoro per tentare la convivenza con lui. Ieri si è scordato da me l estratto conto di una delle sue 6banche e vedo che percepisce mensilmente 12mila euro come collaboratore della societa di cui è socio al 50%, oltre quindi al compenso annuale in qualita di socio, senza contare le migliaia di euro mensili che percepisce in nero, ed i conti correnti all estero.
    Considerando che lui possiede una casa da un milionedi euro, mentre io vivo con mia madre settantenne con pensione sociale da 500 euro, e mio figlio in una casa popolare, crede potrei andare dal giudice a chiedere un aumento del mantenimento figlio, o ho poche speranze?Se si quanto dovrei richiedere a tuo giudizio? Io non e ho la minima idea.., grazie in anticipo per gli eventuali consigli

  • Silvia (author) ha scritto:

    elysa, prima di tutto ora hai il suo numero di conto corrente: tutti gli arretrati delle spese straordinarie puoi ingiungerglieli con decreto e poi pignorare la somma totale sul conto.
    Poi, con quel reddito (che a questo punto puoi provare, ma, ovviamente se chiamato davanti al giudice civile per il mantenimento dovrà produrre le sue dichiarazioni dei redditi) puoi senza dubbio arrivare a circa € 3.000 senza problemi (ovviamente chiedendo almeno 4.000 per scendere a 3000) e poi direi che anche un immobile per far vivere il figlio (magari di proprietà sua, ma assegnato a te fino all’indipendenza del figlio).
    Tieni conto che tuo figlio vive in una famiglia di tre persone (lui, te e tua madre) con € 1.300 di reddito complessivo, mentre il padre vive con circa dieci volte tanto, solo a voler guradare il suo reddito mensile dichiarato. Il mantenimento che paga è assolutamente incongruo.
    Direi che merita il ricorso per chiedere un aumento.

  • matteo ha scritto:

    salve. sono matteo ho appena compiuto 18 anni mio padre e mia madre stanno per divorziare, ma il tempo passa e io non vedo un soldo, io sono in una condizione non molto bella, vivo con mia madre da quando sè nè andato mio padre e ormai nessuno si occupa più di me tante volte manco mangio perchè non c’è la spesa, mio padre si fa viaggi su viaggi ora è in vietnam per farvi capire e ci sta 1 mese.vorrei sapere se posso ottenere una delle 4 case che i miei genitori hanno e se posso ottenere in qualche modo visto che sono studente ancora un mensile con cui poter vivere gerazie in anticipo silvia.

  • Silvia (author) ha scritto:

    Matteo. Sicuramente puoi ottenere un mantenimento dai tuoi: ti è dovuto. E tutto sommato potresti davvero ottenere una casa dove vivere da solo se la famiglia ne possiede 4 e loro non si occupano di te. Prima di tutto cerca di riportare alla ragione tua madre: se vivi con lei, dovrebbe occuparsi anche di ottenere un contributo al tuo mantenimento da tuo padre.
    In caso ti fosse impossibile, dovresti rivolgerti ad un avvocato che tuteli i tuoi diritti nei confronti di entrambi: se non sei in grado economicamente, rivolgiti ai servizi sociali del tuo Comune o Muncipio e chiedi di essere aiutato quantomeno a reperire un legale che ti assista in regime di gratuito patrocinio.

  • gianni ha scritto:

    Buongiorno, mia suocera che è vedova e attualmente percepisce la pensione di reversibilità di mio suocero e l’accompagnamento, ha bisogno di cure e assitenza. Mia moglie e sua sorella che sono le uniche figlie non si trovano d’accordo sulla soluzione migliore per mia suocera (mia moglie causa lavoro opta per una struttura specializzata, ovviamente divedendo le spese al netto della pensione e della quota di accompagnamento percepita da mia suocera, mentre mia cognata la vorrebbe tenere a casa sua gestendo tutto il denaro e facendosi firmare una liberatoria di rinuncia a tutti gli eventuali beni in caso di morte). Cosa dice la legge in merito?
    Ringrazio anticipatamente per la risposta e cordiali saluti

  • Silvia (author) ha scritto:

    Gianni, se tua suocera non è interdetta o inabilitata, decide lei cosa fare.
    Si può ricorrere al tribunale civile per farle almeno nominare un amministratore di sostegno (se ci sono i presupposti) e prendere questo tipo di decisioni.
    Credo che comunque sia il caso di trovare un accordo prima di fare decidere ad un giudice in modo vincolante.

  • gianni ha scritto:

    Grazie per la risposta celere. Mia suocera non è interdetta o inabile…certo non è al top mentale ne fisico visto che ha momenti di lucidità e altri meno e cammina maluccio. L’accordo lo propone mia cognata ma a fronte di una cifra minima (10.000) pretende una firma in cui mia moglie dichiara di non avere piu nessuna pretesa futura. Ora mia cognata ha sempre gestito tutto e ha i soldi di mia suocera intestati a lei su un conto di cui non sappiamo niente (ne cifra ne banca) quindi prima di firmare vorremmo capire meglio la situazione, ma sappiamo che possiamo fare ben poco.
    Grazie

  • elysa ha scritto:

    ciao silvia,
    puoi darmi un altro consiglio? il mio ex compagno si è ora proposto di sua volontà(o del suo avvocato..), di farmi un integrazione al mantenimento di ns figlio(“in affido condiviso”), a partire dall anno 2008,quindi inizialmente mi verserebbe dodicimila solo x l anno 2008(non so se lo dice sul serio,ma starebbe aspettando una mia risposta). Secondo te che dicitura dovrebbe riportare il bonifico? Un semplice”integrazione al mantenimento figlio anno 2008″sarebbe sufficiente? E poi non pare anchea te una mossa molto strana da parte di una persona benestante si, ma sicuram.molto + avida, come lui, x il solo motivo xche l ho avvisato lo avrei chiamato in giudizio x rivedere l assegno?
    grazie in anticipo, sei sempre gentilissima

  • Silvia (author) ha scritto:

    La dicitura va benissimo.
    Si, è estremamente sospetto: sicuramente i suoi redditi sono molto maggiori di quello che tu immagini e deve essere anche molto semplice scoprirlo (teme che tu possa venirlo a sapere con una semplice indagine: se fossero “nascosti” meglio non si esporrebbe così).
    A questo punto direi che la tua mossa potrebbe essere proporre una cospicua integrazione per il futuro… Nessuno vuole essergli ostile, se paga il dovuto!

  • paola ha scritto:

    Salve, ho 29 anni e per diverse ragioni ancora non mi sono laureata. Sono figlia di genitori separati e fino a 2 anni fa vivevo con mia madre, dico vivevo perché purtroppo non c’é piu’. Con mio padre non ho alcun rapporto. Nella sentenza definitiva di separazione del 2000 il giudice aveva disatteso gli alimenti perché diventata maggiorenne.. Io non ho mai chiesto nulla perché grazie a mia madre non mi servivano i suoi sodi.. Ora pero’ purtroppo le cose sono cambiate..Volevo sapere se ho il diritto di chiedere il mantenimento, se l’unico genitore superstite deve dare un minimo di sostentamento cosi da poter finire gli studi ma anche per vivere…Spero di ricevere al piu’ presto una risposta… Grazie mille.

  • Silvia (author) ha scritto:

    Paola, è una decisione piuttosto inusuale quella di negare il contributo al mantenimento sul solo presupposto della maggiore età dei figli, soprattutto se studenti. Ma tant’è.
    Oggi, a 29 anni, è piuttosto improbabile che possa vederti riconosciuto un mantenimento, a meno che tu non abbia qualche motivo documentato che ti impedisce di lavorare.

  • paola ha scritto:

    Se solo riuscissi a trovare un lavoro, andreii a lavorare senza alcun problema…
    Ma purtroppo abito in un paesino del sud dove non ci sono opportunita’..
    Questo non puo’ essere uno dei tanti motivi per cui chiedere un aiuto a quel genitore che ti ha messo al mondo strafregandosene di come vivi?
    Grazie mille.

  • Barby ha scritto:

    Salve,
    ho circa 42 anni, penso di essere in una situazione un po’ anomala.
    Mi sono sposata circa venti anni fa ed ho avuto un figlia, mi sono separata e ho avuto il divorzio dieci anni fa.
    Da tre anni mi sono riavvicinata al mio ex-marito con il quale attualmente convivo e dal quale da pochi mesi ho avuto un’altra figlia (da lui riconosciuta).
    Alla prima figlia maggiorenne abbiamo intestato un appartamento.
    E’ necessario che faccia qualcosa ( a parte risposarlo!) per tutelare questa bimba?
    Devo chiedere un nuovo mantenimento?
    Se dovesse succedermi qualcosa, la bimba sarebbe essere affidata alla sorella o al padre?
    Per quanto riguarda l’eredità del padre delle mie figlie io ne farei parte e lui della mia?
    Ti ringrazio anticipatamente.

  • Silvia (author) ha scritto:

    Barbara, la vostra seconda figlia è perfettamente tutelata dal fatto che voi siete i genitori.
    Perchè chiedere un nuovo mantenimento? Se siete conviventi no ha molto senso.
    La bambina resterebbe comunque con il padre, non c’è alcun motivo per cui dovrebbe intervenire un affidamento alla sorella, a meno che non veniate a mancare entrambi. In tal caso la sorella potrebbe essere il tutore più adatto, ma se avesse una certa indipendenza economica.
    Dato che risultate dovorziati, il regime ereditario tra voi è questo:
    Il coniuge divorziato perde i diritti ereditari. Tuttavia qualora fruisca dell’assegno divorzile e versi in stato di bisogno, potrà ottenere la corresponsione di un assegno a carico dell’eredità. In caso di morte dell’obbligato, l’ex coniuge titolare dell’assegno divorzile, potrà chiedere l’erogazione di una quota della pensione di reversibilità
    Le vostre figlie hanno pari diritti ereditari.

  • ivana ha scritto:

    buongiorno silvia volevo chiederti un paio di cose….. mio padre ha divorziato da mia madre nel 1992, mia madre si è risposata nel 94,io sono sempre stata con mia mamma fino a quando nel 96 mi sono sposata, ho due fratelli, mio padre si è rifiutato di venire al mio matrimonio perchè c’era mio patrigno e mi ha detto che non ero più sua figlia da quel momento non mi ha più cercato. I miei fratelli lo appoggiano quindi non ho più rapporti neanche con loro, ha una casa molto grande dove ha costruito due alloggi oltre al suo per i miei fratelli e rispettive famiglie. ho saputo ma non so se è una cosa vera che ha lasciato tutto a loro tramite donazione con la clausola che lo devono assistere fino alla sua morte. a me aspetta qualcosa quando verrà a mancare? Io posso fare qualcosa per sapere se è vera la storia della donazione? Grazie

  • Barbara ha scritto:

    Buongiorno Silvia,
    ti scrivo per conto di due amici che hanno la seguente situazione.
    Il padre è morto circa tre anni fa e lui ed il fratello hanno diviso tra loro l’eredità del padre.
    Dopo circa un anno dalla morte del padre, si è presentata tramite una lettera di un avvocato una signora che sostiene di essere figlia di una storia precedente (mai riconosciuta dal padre e mai da lui menzionata con i suoi figli fino alla sua morte).
    Se prima della fine delle varie cause i due fratelli avessero bisogno di vendere tutto o parte dell’eredità che cosa potrebbe accadere se fosse veramente una “figlia” che si è ricordata solo ora di avere un padre e due fratelli?
    La madre dei ragazzi, che non si è sposata con il padre e che non ha partecipato alla divisione per sua volontà, potrebbe avere diritti in virtù di un eventuale nuova divisione?
    GRAZIE

  • Lorena ha scritto:

    Ciao Silvia spero tanto che tu possa aiutarmi e grazie prima di tutto per il tuo tempo , la mia situazione e cuesta, il mio compagno e separato da sua moglie circa 5 anni loro anno un figlio de 6 anni e mezzo ,al momento de la separazione a lei e rimasta la casa di propieta del mio compagno che pagano ei suoi genitori e un mantenimento del bimbo circa 500 euro in piu tutte le spese ,ma lui e da un pò che non lavora y deve cmq pagare tutto ciò , lei lavora è nn vuole dividere le spese , adesso noi abbiamo un bimbo de 5 mesi e conviviamo da 4 anni e in più è arrivato anche lo sfratto di casa perche non abbiamo soldi per pagare l affito . lui a chiesto il divorzio più l affidamento congiunto è la vendita di quella casa gia que non puo mantenere tutti e come ho detto prima lei lavora. Volevo sapere sè nostro figlio a diritto anche lui a quella casa è si e possibile venderla è diverderla fra ei due bambini.Già que lei non vuole fare niente è non vuole darli ne anche el divorzio è possibile que questa donna possa avvere sempre ciò che vuole ? o cmq abbiamo qualche speranza ?
    grazie a scusa il mio italiano gia che sono straniera .

  • stefania ha scritto:

    Buonasera.
    E’ accaduto che il mio ex oggi mi ha minacciata di abbandonare nostro figlio (ha 14 anni e mezzo e soffre di epilessia) a casa mia domani mattina alle ore 10 (lunedì dell’Angelo)per avere un giorno di ferie, e di lasciarlo da solo tutto il giorno e tutta la notte se non rientro da dove mi trovo(sono andata da amici perchè erano i miei giorni liberi)per riprenderlo martedì mattina presto.
    Questo affermando che è un suo “diritto”, proclamato anche nella sentenza.
    In realtà nella stessa questa possibilità non è minimamente prevista, perchè avendo lui al tempo richiesto l’affido congiunto e/o la possibilità di tenere sempre presso di sè il figlio, aveva ottenuto larghi diritti di visita, tra cui un weekend lungo ogni mese – dal venerdì sera al giovedì mattina della sett.successiva – (che è in effetti quello che mio figlio sta passando da lui durante questi giorni ) oltre al mese di giugno, una parte del mese di settembre, 15 giorni in senso stretto in estate e metà delle feste di pasqua e Natale in modo da poterlo avere più tempo.
    Quindi se Natale e Pasqua capitano in giorni che il ragazzo è con me, deve tenerlo per la metà della vacanza.In questo caso specifico è accaduto che Pasqua rientra nel suo weekend lungo.
    Le chiedo come posso difendermi se questi comportamenti dovessero ripetersi ancora e come o se lui deve rispondere di fronte alla legge per aver lasciato da solo il figlio quando sono assente (nei giorni in cui lo stesso è con lui ovviamente), intimandomi al rientro forzato per diritti che lui vanta ma non sono previsti dalla sentenza definitiva.
    E’ ovvio che sono costretta a rientrare visto che il ragazzo soffre di un’epilessia particolarmente grave.
    Grazie
    Stefania

  • Silvia (author) ha scritto:

    Stefania, ovviamente sei costretta a rientrare per il bene di tuo figlio. E questo, purtroppo, è fuor di dubbio.
    Potresti procedere prima di tutto in un modo un po’ blando, ma che comunque ti potrebbe costituire una prova dell’accaduto: inviargli una diffida stragiudiziale ad astenersi in futuro da comportamenti tanto gravi (descrivendo per bene cosa ha fatto e perchè era illegittimo) da mettere in pericolo l’incolumità di vostro figlio.
    Una forma di tutela più incisiva sarebbe quella di fargli lasciare solo davvero vostro figlio e poi denunciarlo penalmente: ma purtroppo non credo che vorrai mettere a repentaglio la salute di tuo figlio per “far pagare” il tuo ex.
    Dopo la diffida potresti chiedere una modifica delle condizioni di separazione in modo che siano più precise (addirittura con il dettaglio giorno per giorno), ma resterebbe sempre il problema che lui può decidere di punto in bianco di lasciarlo a casa e andarsene. In questo caso resta davvero solo la denuncia penale.

  • alessia ha scritto:

    Carissima Silvia,
    mi permetto di sottoporti il mio caso che è un pò particolare…
    Mia figlia di 22 anni soffre purtroppo da 5 di bulimia che l’ha portata progressivamente a manifestare anche problemi comportamental con atteggiamenti autolesionisti ed isterici, dipendenza da alcolici, grosse difficoltà relaizonali e crisi di panico.
    Per questo motivo l’ho sempre seguita e fino a che me l’ha permesso fatta supportare da una psicologa per vedere di aiutarla a guarire.E’ stata con me per 9 anni consecutivi, rifiutandosi di recarsi dal padre nei weekend previsti. Questa situazione non è mai stata regolamentata legalmente per mio volere, pensando di dare una possibilità di recupero del rapporto tra padre e figlia qual’ora uno dei due lo avesse voluto, senza dare loro altre complicazioni giudiziarie.
    Nel maggio 2009, mia figlia ha manifestato il desiderio di vivere con un’amica e di staccarsi da me, sia per motivi di studio (università), sia a detta sua per alleggerirmi da una situazione altamente problematica.
    Mi sono consultata con la psicologa di turno, che mi ha fatto notare l’opportunità di guarigione intrinseca a questa scelta che per questo vedeva positiva.
    Nel frattempo, a fatica e grazie al mio sostegno è riuscita a conseguire il diploma di maturità e ad iscriversi all’università.
    Per manenerla nell’appartamento le ho versato da maggio 300 euro sul suo conto corrente, anche se la sentenza di divorzio contemplava il solo versamento di altrettanto denaro da parte del padre, consapevole che era necessario un mio sostegno economico oltre che doveroso.
    Però verso fine anno, la situazione è andata progressivamente peggiorando, a partire da quando mi sono accorta che mia figlia esasperava i suoi problemi attuando comportamenti esagerati invece di impegnarsi a tenere sotto controllo le sue problematiche ed a frequentare gli specialisti che la seguivano.
    L’ho quindi sollecitata con fermezza a impegnarsi per guarire, contattando una psicologa per avere indirizzi di cliniche valide specializzate nel campo.
    Questo l’ha fatta molto arrabbiare, se n’è andata dal padre, ha lasciato l’appartamento e litigato con l’amica, sospendendo le lezioni universitarie. Dopo un tentativo di suicidio il padre l’ha messa in una comunità da dove è fuggita.
    Nel frattempo mia figlia si rifiutava di parlare con me, cambiando per questo anche numero di cellulare. Stesso comportamento hanno avuto il padre ed il fratello che si sono alleati con lei.
    Non ho avuto sue notizie per molto tempo, fino a che si è fatta risentire pretendendo un mantenimento da parte mia per pagare un’altro appartamento.
    Le sue telefonate sono sempre state molto offensive, ingiuriose e minacciose, così come molti sms che mi ha inviato e che ho conservato.
    Mi sono rifiutata di darle denaro fino a che non si impegni seriamente almeno per guarire, dandole tutto il mio sostegno per trovare il posto più adatto a questo.
    Specifico che al momento vive ospite da amici, vagabondando a destra a sinistra ovviamente peggiorando il suo rapporto con l’alcool e ogni problematica.
    Volevo sapere concludendo, al di là del fatto che la sentenza non parla di mantenimento da parte mia, se posso mantenere questa posizione visto che utilizzerebbe il denaro per adagiarsi nella situazione in cui si trova, se oltre ai miei doveri nei suoi confronti dei quali sono ben consapevole, anche lei ne abbia qualcuno rispetto a me e se sono obbligata comunque a versarle dei soldi sul conto nel caso lei mi facesse causa.
    Attualmente non so dove si trovi e non ho più contatti telefonici con lei.
    Grazie
    Nicoletta

  • Silvia (author) ha scritto:

    Nicoletta, al di la del problema più profondo che, immagino, ti crei seria preoccupazione, mi limito a risponderti sulla questione strettamente giuridica.
    Tua figlia ha 22 anni e si è allontanata da casa (dalla quale non l’hai certo spinta tu ad andare via) di sua spontanea volontà. Non studia (si suppone) e se anche fosse iscritta all’università, dovrebbe provare una sua reale frequenza e l’ottenimento di risultati, se no l’iscrizione risulterebbe facilmente strumentale. Non abita nè con te, nè con il padre anche se ne avrebbe la possibilità. Conduce una vita sregolata.
    A che titolo può pretendere questo mantenimento da te?
    Se dovesse avanzare qualche richiesta giudiziale in tal senso, tu potrai validamente resistere proprio dimostrando che ogni forma di aiuto (terapie, comunità, ecc.) è stata rifiutata, che non segue regolarmente gli studi e che non si impegna nella ricerca di un’occupazione.

  • Lorena ha scritto:

    Ciao Silvia spero tanto che tu possa aiutarmi e grazie prima di tutto per il tuo tempo , la mia situazione e questa, il mio compagno e separato da sua moglie circa 5 anni loro anno un figlio de 6 anni e mezzo ,al momento de la separazione a lei e rimasta la casa di propieta del mio compagno che pagano ei suoi genitori e un mantenimento del bimbo circa 500 euro in piu tutte le spese ,ma lui e da un pò che non lavora y deve cmq pagare tutto ciò , lei lavora è nn vuole dividere le spese , adesso noi abbiamo un bimbo de 5 mesi e conviviamo da 4 anni e in più è arrivato anche lo sfratto di casa perche non abbiamo soldi per pagare l affito . lui a chiesto il divorzio più l affidamento congiunto è la vendita di quella casa gia que non puo mantenere tutti e come ho detto prima lei lavora. Volevo sapere sè nostro figlio a diritto anche lui a quella casa è si e possibile venderla è diverderla fra ei due bambini.Già que lei non vuole fare niente è non vuole darli ne anche el divorzio è possibile que questa donna possa avvere sempre ciò che vuole ? o cmq abbiamo qualche speranza ?
    grazie , scusa il mio italiano gia che sono straniera

  • Silvia (author) ha scritto:

    Lorena, è evidente che la situazione economica del tuo compagno è cambiata molto dal momento della separazione, quindi ogni richiesta nel senso che tu indichi è possibile: se le condizioni ora lo richiedono e la casa va venduta per sopravvivenza, trovando una soluzione adeguata per la moglie ed il figlio, sarebbe una strada percorribile.
    Certo, se non c’è collaborazione dall’altra parte, è possibile inserire tutte queste richieste (compresa una diminuzione dell’assegno di mantenimento) in un ricorso per divorzio giudiziale.
    Ovviamente avete bisogno di essere seguiti da un avvocato che analizzi la situazione nello specifico e valuti le strade percorribili in concreto.

  • Lorena ha scritto:

    Grazie Silvia sei stata di grande aiuto . Buona giornata .

  • Giosuè ha scritto:

    Buona sera. Mia sorella ha 2 bimbi di 4 e 2 anni nati da una convivenza con una persona. Il primo dei miei nipoti va a scuola. L’altro, quello più piccolo, dovrebbe iniziare a settembre l’asilo nido. Il padre, che lo ha riconosciuto, si è opposto. Come fare? Quali sono i suoi diritti e quelli di mia sorella? Occorre un ricorso al tribunale dei minorenni?

    Grazie

  • Silvia (author) ha scritto:

    Giosuè, da quello che posso capire nessuna pronuncia sull’affidamento dei bambini c’è mai stata, quindi andrebbero considerati come se fossero affidati ad entrambi i genitori e dunque tua sorella ha giustamente comunicato al padre l’intenzione di mandare il piccolo al nido.
    Dato che la scelta di mandare il bambino al nido non è certo nè strana, nè assurda, non si capisce quali ragioni dovrebbe opporre il padre: sicuramente dovrebbero essere ragioni ben valide se portate davanti ad un tribunale!
    Tua sorella potrebbe comunicare per scritto la decisione di mandare il bambino al nido (indicando i motivi, che saranno validissimi), il nome e l’ubicazione della struttura ed il costo mensile (al quale immagino il padre dovrà contribuire). A questo punto attendesse risposta: che dovrà essere sostenuta da solide ragioni. Forse il padre decide di pagare tutto di sua tasca una tata? Forse si offre di tenere lui il figlio per l’orario di lavoro della madre? Forse conosce un buon nido ad un prezzo migliore?
    Insomma, è ovvio che, eventualmente sarà il padre a dover ricorrere al tribunale per i minorenni per impedire a tua sorella di portare il bimbo al nido, ma dovrà anche sfoderare delle ragioni ineccepibili!

  • Giosuè ha scritto:

    Grazie mille!!
    E’ vero che la potestà dei genitori, ai sensi degli artt. 316 e ss. cod. civ., deve essere esercitata “di comune accordo”. Ma opporsi ad una cosa del genere sarebbe realmete assurdo. Il Tribunale non potrebbe che dare ragione a mia sorella. grazie ancora

  • stefania ha scritto:

    Carissima Silvia,
    proseguo da dove l’ho lasciata, per darle il seguito della mia vicenda e chiederle altre delucidazioni al riguardo.
    Parlo del mio ex che voleva lasciare da solo nostro figlio a casa mia per avere il lunedì di pasqua libero.
    Il giorno in questione non mi sono recata a casa, ma ho incaricato una vicina di verificare se mio figlio era davvero stato abbandonato. Così lei si è recata in diversi momenti alla mia porta, dove ha suonato senza ottenere risposta.
    Avendo anche le mie chiavi di scorta è entrata (quando non ci sono mi fa il piacere di dare cibo alla gatta) ma non c’era nessuno. In seguito ho chiamato mio figlio ed ho avuto conferma che in effetti il mio ex marito lo aveva portato alla mia abitazione ma poi, vedendo che non c’ero, se l’era riportato a casa sua – dove era giusto che stesse -. Durante la telefonata però il tono del ragazzo era molto aggressivo, ed evidentemente manipolato dal padre si è arrabbiato con me per non averlo voluto, chiedendomene le ragioni.
    Con calma gli ho spiegato la situazione, ma non ha voluto credermi e mi ha messo giù il telefono.
    Oggi doveva rientrare da me, ma non l’ha fatto, dicendomi che vuole stare dal padre fino a domani perchè non ha voglia di vedermi dopo quello che gli ho fatto.
    Sono rimasta molto male, perchè la verità è completamente diversa ed ho chiamato un’amica per sfogarmi. Lei mi ha offerto di andarla a trovare nel tardo pomeriggio per stare a cena e tirarmi un pò su il morale.
    Ma a questo punto mi è sorto un dubbio … non è che il padre stia tentando di creare una situazione che potrebbe andare a mio danno, e cioè, quando meno me l’aspetto oggi venire a riportarmi il figlio per poi dire che non mi ha trovata in casa?
    Siccome lo conosco ed è nel suo stile ribaltare le cose e affibbiarmi le sue colpe, non sarebbe improbabile.
    In definitiva Le chiedo se in questo caso rischierei qualcosa dal momento che l’accordo è stato solo telefonico e non ho prove che dimostrino il contrario.
    Non è comunque un problema per me restare in casa tutta la sera, solo che mi sento un pò agli “arresti domiciliari” e sono arrabbiata per questo.
    Tenuto conto che dovrei anche andare a fare la spesa …
    Grazie infinite
    Stefania

  • M.Rosa ha scritto:

    Ciao, spero di essere aiutata a schiarirmi le idee.
    Sono madre di una ragazza di 19 anni, nata da una relazione di 5 anni con uomo che all’epoca era legalmente separato e padre di altri 2 figli.Dopo 2 anni dalla nascita di mia figlia ci siamo lasciati. Lui ha smesso di essere “Padre” di nostra figlia e non ha mai accettato di riconoscerla per paura che i suoi precedenti figli gli voltassero le spalle. Nel frattempo mia figlia è cresciuta, verso i 15 anni ha manifestato la voglia di conoscere il padre ed io l’ho accompagnata nella città dove vive e così lui ha cominciato ad instaurare un piccolo, ma sterile rapporto con la figlia. Nel corso degli anni lui si è risposato e riseparato dalla II° moglie, quindi mi aveva proposto di ritornare nella sua città, sposarlo e lui avrebbe riconosciuto la figlia. Naturalmente sia io che mia figlia siamo letteralmente scappate via. Oggi mia figlia vuole chiedere il riconoscimento di paternità e naturalmente tutto quello che le spetta sia per mantenimento che la sua parte del patrimonio paterno e facendo qualche indagine abbiamo scoperto che lui ha dato tutto ai 2 figli precedenti…non so che tipo di contratto è stato stipulato, nè se lo poteva fare, anche perchè tutti erano a conoscenza dell’esistenza di mia figlia: la ex moglie, madre dei primi 2 figli;i suoi figli;i suoi parenti e anche il suo avvocato che all’epoca ho conosciuto anche io.In ogni caso ho prove che sapessero di mia figlia.
    Ti premetto che era unico titolare di un’azienda e proprietario unico anche dell’immobile dell’azienda stessa. So questo per certo in quanto aveva stipulato il contratto di acquisto negli anni in cui stavamo insieme.
    La mia domanda è: si può fare qualcosa e cosa perchè mia figlia abbia quello che le spetta?

  • M.Rosa ha scritto:

    Scusa la mia frettolosità ad inviarti il post.

    Un grazie infinito

    M.Rosa

  • dora ha scritto:

    Sono una donna di 37 anni,figlia unica di una famiglia della quale è rimasta solo mia madre,sto per trasferirmi all’estero per motivi coniugali e mia madre anziana non è daccordo con la mia scelta,dice che un domani,qualora dovesse avere bisogno vende tutta la casa di nostra proprietà per il suo mantenimento nella futura malattia (anche se io non le ho negato la mia assistenza un domani che dovesse averne bisogno),dicendo che vuole disconoscermi come figlia….a prescindere dalle frasi dette in momenti di mancanza di lucidità,ha il diritto di vendere?anche se ancora in salute?anche se percepisce una buona pensione di reversibilità?anche la mia quota?
    Grazie per le informazioni.

  • Silvia (author) ha scritto:

    dora, se tua madre è proprietaria della casa al 100% può farne ciò che vuole e quando vuole. se tu sei proprietaria di un’eventuale quota ereditata da tua padre, ovviamente non può vendere se non siete d’accordo entrambe (a meno che non venda una quota indivisa del 50% dell’immobile che, però, commercialmente non ha gran valore).

  • Silvia (author) ha scritto:

    M.Rosa, tutto sta a capire in che modo ha trasferito le proprietà ai figli. Come minimo cii saranno da sostenere due procedimenti: uno per la ricognizione di paternità e poi uno, in futuro, alla morte, per il riconoscimento di eventuali simulazioni nelle vendite degli immobili.
    Sicuramente vi serve una consulenza specifica di un legale.

  • Silvia (author) ha scritto:

    Mi dispiace stefania, sono arrivata tardi.
    Vista la piega che stanno prendendo i fatti, giusto essere cauti. Potresti chiedere di formalizzare i cambiamenti di giorni quanto meno con un’email, tanto per avere traccia degli accordi verbali in genere.
    Per il resto, poi, cerca solo di far stare tranquillo tuo figlio e di spiegargli che ci sei.

  • DAVIDE ha scritto:

    Cara Silvia,spero di ricevere il tuo aiuto per risolvere una situazione molto difficile per me.
    Premetto che sono un figlio maggiorenne di una coppia di fatto,in quanto i miei non si sono mai legalmente sposati,da 4 anni ho residenza con mio padre in un appartamento di sua proprietà che a Maggio perderemo a seguito di un tracollo finanziario dello stesso…per di più ,ad aggravare la situazione, a fine anno ho perso il lavoro…Ora vorrei tornare ad abitare da mia madre che pur non avendo reddito ha beni intestati ma lei mi nega la possibilità di farlo(non ha mai provveduto in alcun modo al mio mantenimento dalla mia nascita).Chiarisco che non pretendo un mantenimento in denaro da quest’ultima, ma solo la possibilità di avere una stanza temporaneamente fino al momento di una mia indipendenza economica.Posso esercitare questo diritto?Grazie

  • Silvia (author) ha scritto:

    Davide, è una pretesa difficile da azionare giudizialmente se non hai mai coabitato con lei in età adulta e se sei giovane, sano ed abile al lavoro.

  • DAVIDE ha scritto:

    Preciso che ho abitato con mia madre fino all’età di vent’anni,ora mi trovo senza lavoro nè casa,e ne ho ventiquattro,in questi ultimi anni ho abitato da mio padre ma da Maggio non sarà più possibile,come posso non ricevere nemmeno l’ospitalità da parte dia madre quando la legge impone al genitore un obbligo di assistenza famigliare nei confronti di figli non indipendenti economicamente anche se maggiorenni?

  • Graziella ha scritto:

    Cara Silvia.
    Ho sposato in seconde nozze un uomo , anche lui precedentemente divorziato con 2 figli.Io ho una figlia avuta anche io dal matrimonio precedente.
    Premetto che ci siamo sposati in comunione dei beni; il quesito e’ questo,visto che io non vorrei lasciare niente di mio ai suoi figli,visto che a loro non intaressa niente di me,sono obbligata a lasciare la mia parte? se no cosa dovrei fare?
    Altra cosa , molto drammatica e’ questa; poiche’ noi viviamo nella casa dei genitori di mio marito…ho imparato da qualche tempo che i miei suoceri hanno intestato la casa ai nipoti,e a mio marito solamente l’usufrutto.Il grosso problema e’ che mio marito con un figlio non ha buoni rapporti e non vorremo che nel caso, riuscissero ad ottenere la casa potesse uno dei figli o tutti e due buttarci fuori .E’ stata cosa giusta quello che hanno fatto i miei suoceri? …se si’ potrebbe mio marito impugnare il testamento? anche perche’ ha paura che un domani possa arrivare nelle mani della sua ex moglie che vive in casa con un figlio?spero mi abbia capita la ringrazio anticipatamente. A presto

  • maria ha scritto:

    Sn una ragazza di 33 anni,vivo con mia madre di cui e’ ragazza madre :siccome ke sto in causa da dieci anni x il riconoscimento della paternita’ed ora sto agli sgoccioli x fare il dna dopo tanti intoppi ke ci sn stati,ora volevo sapere da voi ,dopo ke il dna esce positivo la legge ke cosa impone ,quali sn le regole da rispettare? grazie a presto baci

  • Barbara ha scritto:

    Buongiorno Silvia,
    volevo avere, se è possibile, notizie in merito alla mia richiesta del 29 March 2010 at 9:58 am che, vista la tua solerzia nel rispondere a tutti, penso sia sfuggita alla tua attenzione.
    Grazie

  • Valter ha scritto:

    Buongiorno.
    Da ormai 7 anni, io e mia moglie siamo in giudiziale, in quanto le sue richieste, prettamente economiche hanno portato a questo.
    Inizialmente ci eravamo accordati per una separazione consensuale, firmata davanti ad un avvocato comune e poi lei ha deciso di prendersi un avvocato proprio e iniziare la ciusa giudiziale.
    Vengo al punto:
    Abbiamo un figlio che oggi ha 19 anni, al tempo del mio allontanamento da casa(accettato da entrambi e documentata con la firma di lei) ne aveva 12.
    Il tribunale ha deciso l’affidamento escluso alla madre e un assegno per il mentenimento di nostro figlio, da parte mia, di 480 euro che ad oggi sono diventati 518 circa.Tale cifra non e’ mia stata variata rispetto alla prima udienza.
    Ora succede che mia moglie non e’ presente nella casa coniugale per molte sere a settimana e mai nei week-end.
    Chiaramente in piu’ delle volte nostro figlio viene a cena da me e i week-end pure, fermandosi qualce volta anche a dormire.
    Lui chiaramente e’ molto arrabbiato x tale comportamento e purtroppo non e’ l’unico che ha vissuto negli anni precedenti.
    Chiedo:indipendentemente da un discorso prettamente economico, quali doveri ha una madre affidataria del figlio,anche se maggiorenne, nei confronti dello stesso?

    Grazie e mi scusi per eventuali errori di scrittura.

  • irene ha scritto:

    buongiorno Silvia
    sono sposata in separazione dei beni con quattro figli stiamo acquistando casa…in casa in caso di (morte)di uno dei due chi eredita…un’altra cosa noi dobbiamo al fratello una somma per la vendita di un immobile che però abbiamo investito nell’acquisto di questa casa …lui può volere una quota della casa nno so se mi sono spiegata…

  • Nicoletta ha scritto:

    Carissima Silvia,
    ho un problema al quale devo trovare una veloce soluzione.
    Tempo fa le avevo parlato di mia figlia, una ragazza di 21 anni che fa una vita allo sbando e che ogni tanto si fa sentire solo perchè vuole soldi da me. Cosa che gli nego sempre, perchè con me utilizza atteggiamenti aggressivi ed irrispettosi.
    L’altra sera, approfittando della mia assenza da casa, è entrata con le sue chiavi (ha ancora la residenza da me) ed ha letteralmente messo a soqquadro la casa, rompendo le cose a me più care.
    Così mi sono trasferita dal mio compagno con l’altro figlio che ha 14 anni.
    Lui però non vuole stare con noi, la casa ha al momento una sola stanza quindi è vero che ci si deve adattare e si può capire la sua sofferenza.
    Il ragazzo però non riesce a comprendere che ho necessità di mettermi al riparo e che non ci sono alternative.
    Mi ha chiesto di andare da papà che si è detto disponibile.
    Visto che in questi giorni il ragazzino è affidato a me, ho chiesto al mio ex, anche su consiglio di esperti, di firmarmi un documento dove dichiara di prendere con sè il figlio perchè non vuole rimanere dove mi sono trasferita. Ma lui non ha accettato dicendomi che se volevo bene al ragazzo glielo dovevo lasciare e basta, e che non mi firmava un bel niente.
    Quindi l’ho tenuto quì ma ci fa fare una vita d’inferno, oltre a stare male anche lui.
    In alternativa al documento, cosa potrei fare che mi tutelasse legalmente per lasciare andare mio figlio dal padre, senza rischiaree nulla? Il mio ex è facile alle denunce ed alla manipolazione di situazioni, anche se d’urgenza pur di crearmi problemi.
    Sperando di essere stata chiara, attendo una sua cortese risposta
    Nicoletta

  • Alina ha scritto:

    Buongiorno Silvia,
    sono divorziata da 6 anni ed ho una figlia di 13 anni. Al momento del divorzio il padre ha detto che puo pagare una somma di 20Euro/mese (non e uno sbaglio, sono proprio 20- il divorzio e avvenuto in Romania e poi trascritto in Italia) per il mantenimento della figlia. In quanto e stato un divorzio molto brutto non ho richiesto di piu. Adesso il reddito del padre e alto, piu di 120.000 Euro/anno, e nel 2009 non ha pagato niente. Posso ottenere una somma adeguata per il 2009 e continuare a ricevere in futuro una somma reale, in modo comisurato alla sua possibilita economica? Che cosa dovrei fare?
    Grazie

  • Silvia (author) ha scritto:

    E’ un po’ di tempo che non riesco a rispondere a tutte le domande poste nei commenti a questo articolo.
    Sinceramente mi dispiace, ma dovete capire che non sono materialmente in grado, per ragioni di tempo, di seguire il ritmo battente delle richieste.
    Vorrei riportare qui un brato tratto dalla nostra pagina “contatti”, per spiegare il senso di questo sito e dei suoi articoli tecnici:

    “Poichè alcuni temi trattati nel sito sono attinenti alle nostre competenze professionali, quelle stesse che impieghiamo nel nostro lavoro “ufficiale”, non sarebbe giusto chiederci una consulenza dettagliata e personalizzata in modo gratuito attraverso il sito.
    Viceversa, siamo sempre liete di rispondere a domande, anche su casi personali, che siano di interesse comune e che chiariscano ed integrino i temi degli articoli”

    Gli argomenti delle donade stanno diventando molto particolareggiati, molto personali, riferibili a casi singoli, di cui, tra l’altro, bisognerebbe conoscere molti dettagli per rispondere con adeguata serietà professionale. Per questo non risponderò a tutte le vostre domande: perchè rispondere a questo tipo di quesiti è il mio lavoro e quello di tutti i miei colleghi avvocati, ai quali senza dubbio potrete rivolgervi per consulenze dettagliate, che saranno molto più valide di una veloce risposta fondata su pochi elementi.

    Ciò precisato. Cercherò di dare ancora qualche risposta, che però dovete valutare per quello che è: è basata su pochi elementi e su nessuna conoscenza degli atti di eventuali cause. E’ quindi un parere superficiale che NON PUO’ e NON DEVE sostituire un vero parere professionale, soprattutto quando si tratta di questioni familiari che investono i minori.

  • Silvia (author) ha scritto:

    @ Graziella: tuo marito in caso di tua premorte avrà comunque una quota di legittima dei tuoi beni, che, succesivamente, alla sua morte, andra a tutti i suoi figli, sempre seguendo le regole della successione necessaria. Con una buona consulenza notarile dovresti riuscire ad organizzare un testamento che minimizzi il passaggio di beni ai figli di tuo marito. Se i tuoi suoceri hanno già intestato la casa ai nipoti, con una vendita o donazione, a parte la collazione delle donazioni non c’è molto da fare, era nel loro diritto. In caso si parli solo di un testamento, anche questo non può ledere la legittima di tuo marito.

    @ Maria: ho letto ieri questa sentenza recentissima della Cassazione, che è solo una conferma di un principio già solidamente accertato:
    Cassazione Civile 9300/2010
    Il padre ha l’obbligo di mantenere il figlio se questi è nato da relazione adulterina e anche se non c’è mai stato un rapporto affettivo tra padre e figlio. Il giudice, nel dichiarare giudizialmente la paternità, può porre a carico del padre naturale il pagamento di una somma a titolo di mantenimento senza essere neppure vincolato alle richieste della madre. Il giudice, non è vincolato alla domanda della parte, posto che l’art. 277, secondo comma, del codice civile attribuisce al giudice il potere di adottare di ufficio, in ragione dell’interesse superiore del minore, i provvedimenti che ritiene opportuni per il mantenimento del minore stesso.

    il problema è che hai 33 anni… e parlare di mantenimento non sarà facile. Comunque se sei in causa da 10 anni sarai certamente seguita da un avvocato, che saprà il da farsi.

  • Silvia (author) ha scritto:

    @ Barbara: Se verrà riconosciuta la paternità avrà diritti successori. Ci potrenno essere revisioni delle quote. In caso di vendita non c’è possibilità di revocatoria, ma i figli nati nel matrimonio potrebbero dover corrispondere una somma corrispondente alla quota. La madre della ragazza non ha diritti ereditari.

    @Valter: dato che il ragazzo è maggiorenne potrebbe semplicemente trasferirsi da te. La madre attualmente ha il dovere di mantenerlo se non è indipendente ed il normale dovere di stabilire con lui un rapporto privo di comportamenti violenti (sia da un punto di vista materiale che psicologico).
    Comunque, dato che siete ancora in causa, puoi chiedere al tuo avvocato se ritiene che tua moglie attui comportamenti antigiuridici ed eventualmente farlo valere nel giudizio.

    @Irene: 1/3 al coniuge superstite, 2/3 in quote uguali ai figli. Il fratello può chiedere la restituzione del denaro, non una quota della casa.

  • Silvia (author) ha scritto:

    @ Nicoletta: mi dispiace che la situazione stia degenerando in questo modo. Qui i consigli legali si intersecano con il tuo ruolo e i sentimenti di madre. Capisco che è una pessima situazione.
    Cerca comunque di mandare tuo figlio dal padre: farà bene anche a lui allontanarsi dalla tensione. Se il tuo ex non vuole firmarti nulla (in effetti non sarebbe male), prova con questo espediente: inviagli una raccomandata a/r nella quale indichi in modo preciso i motivi per i quali mandi tuo figlio da lui, chiedendogli di tenerlo per il bene del ragazzo. E’ comunque una prova per il futuro. Tra l’altro avrai testimoni di quello che ha fatto tua figlia (almeno tuo figlio, il tuo compagno che ti deve ospitare, ecc.)
    Sul conmportamento di tua figlia non dico nulla. Sappiamo entrambe che è passibile di denuncia, ma capisco che tu sei la madre…
    Potresti presentare un esposto, solo per indicare il fatto. I Carabinieri o Polizia, possono solo recepirlo ed in caso chiamarla per ammonirla, ma non procedere, perchè per la violazione di domicilio la procedibilità è a querela di parte

  • Silvia (author) ha scritto:

    @ Alina: un ricorso per modifica delle condizioni di divorzio.

  • Alina ha scritto:

    Grazie Silvia,
    io ho la residenza al estero (in Romania) e sono iscritta al AIRE. Posso fare il ricorso presso le autorita italiane qui or lo devo fare in Italia? Il divorzio e stato fatto presso le autorita rumene e poi trascritto in Italia.
    Grazie e chiedo scusa per gli errori di scrittura…

  • Silvia (author) ha scritto:

    Alina, se il divorzio è stato pronunciato in Romania e siete residenti in Romania entrambi, dovrai ricorrere alla magistratura rumena. Non conosco la procedura e le tipologie di ricorso.

  • Gianluca ha scritto:

    Buonasera volevo sapere un informazione legale nel 2007 ho fatto una causa al mio presunto padre,per il riconoscimento di paternità non avendo reddito hanno accettato il gratuito patrocinio, ora la causa sta continuando e l’avvocato mi ha riferito che lavorando non ho più diritto al gratuitio patrocinio devo fare l’esame del DNA dal perito che ha nominato il giudice civile. I’esame ha un costo di 1200 euro mi sembrano tanti soldi visto che lavorando in una cooperativa sociale onlus guadagno 900 euro al mese, è corretto quello che dice il mio avvocato visto che la causa non è stata ancora definita. La ringrazio cortesemente ed attendo una sua risposta. Gianluca Furlan.

  • Silvia (author) ha scritto:

    Gianluca, se nel 2009 ha prodotto reddito superiore alla soglia stabilita (circa € 9.700) è tenuto a dichiararlo al Tribunale e il gratuito patrocinio verrà revocato.
    In questo caso, il suo avvocato ha perfettamente ragione (ma perchè doveva essere altrimenti?)

  • Magrin Marzio ha scritto:

    Convivo felicemente con la madre di mio figlio e con il nostro bambino di 6 anni.Viviamo tutti assieme in un’appartamento di mia proprieta’.Ho fatto testamento in favore del bambino con un’assegno mensile di 500 € a favore della madre di mio figlio.La domanda e’: dopo la mia morte la madre puo’ vivere nel mio appartamento senza alcun problema e chi gestira’ il patrimonio ereditato da mio figlio?Ringrazio e distinti saluti.

  • anony ha scritto:

    Buonasera. Vivo da anni in una casa popolare che era intestata a mia madre e che dopo la sua morte è passata a mio padre ( abbiamo deciso di non riscattarla e di continuare a pagare la mensilità di sempre ). Da tre anni mio fratello per avere il sussidio di disoccupazione fa residenza con moglie e 2 figli a questo indirizzo. Vorrei sapere se nel caso in cui mio padre venisse a mancare, chi diventerebbe l’intestatario, se io o mio fratello. Io temo che possa essere lui essendo capofamiglia ma non lo ritengo giusto visto che la residenza è solo fittizia e lui risiede altrove.Ho paura che possa rivendicare diritti sull’immobile dopo che io ho fatto e sto facendo sacrifici per assistere mio padre tra l’altro gravemente malato. Vi ringrazio per l’attenzione.

  • Silvia (author) ha scritto:

    Certo Marzio, vivrà con vostro figlio nella casa a lui intestata e sarà l’amministratrice dei suoi beni: è prima di tutto la madre e, in caso di tua premorte, sarà l’unica ad avere la potestà genitoriale su vostro figlio.
    Qualche problema si potrebbe porre alla maggiore età di vostro figlio se… il ragazzo sragionasse! In fondo la casa è sua.
    Perchè non costituire un usufrutto a favore della tua compagna sull’immobile? O comunque ti consiglio una consulenza da un notaio per scegliere la forma testamentaria più adatta per tutelare tutti.
    Prevenire è meglio…

  • Nicoletta ha scritto:

    Carissima Silvia,
    ho nuovamente bisogno dei tuoi preziosissimi consigli, visto che la mia situazione sta progressivamente degenerando.
    Sono Nicoletta, la mamma di quella ragazza affetta da bulimia e disturbi del comportamento, che tempo fa, si era introdotta furtivamente in casa mia e mi aveva fatto dei danni (le ho fatto denuncia), costringendomi ad un trasferimento immediato presso l’abitazione del mio compagno con l’altro figlio.Che,come ti dicevo, ne ha risentito molto.
    In questi giorni è rimasto da papà, perchè nel frattempo è arrivato il momento in cui doveva stare con lui come da sentenza e domani dovrebbe fare ritorno quì, ma non vuole. Anche mia figlia ora è dal padre che la sta difendendo a spada tratta e mi sta accusando di non seguirla.
    Io gli avevo spedito una lettera dove chiedevo che se ne occupasse lui, dal momento che la ragazza manifesta una rabbia incontenibile e distruttiva nei miei confronti e non è disponibile ad un dialogo costruttivo.
    Mi ha spedito in risposta una raccomandata sua personale, dove mi incolpa di tutti i problemi che hanno i miei figli, mi spiega che da quando sono con lui vanno d’amore e d’accordo, mi offende ripetutamente con l’aiuto ed il sostegno dei mniei figli che lo rinforzano nel suo argomentare e quindi mi ritrovo dalla parte dell’accusata con tre persone contro.
    In questi giorni, a causa di quello che sto vivendo, mi si è riacutizzata una malattia rara di cui soffro da parecchi anni (morbo di haley – haley), ho la febbre alta ed è peggiorata la mia situazione depressiva, tanto che mi sto rivolgendo ad una psicologa ed il mio dottore di base mi ha prescritto degli antidepressivi ed ansiolitici.
    Ciascuno dei due mi ha rilasciato un certificato attestante la mia situazione attuale di salute, che mi impedisce di svolgere una vita normale.
    Questi miei malesseri mi impediscono di portare a scuola mio figlio (dove sono ora non ci sono mezzi che arrivino fino alla scuola che sta frequentando), di seguirlo e di occuparmi di lui ed eventualmente di lei (mia figlia)come mi vorrebbe imporre il mio ex.
    ” A parte il fatto che per mia figlia serve una clinica, anche a detta degli specialisti, ma ne lei ne il padre ne vogliono sapere …”
    Ora le chiedo, visto che tutti mi insultano, mi colpevolizzano e nel contempo il mio ex pur affermando che tra di loro stanno bene, che è tornata l’armonia e che i problemi di salute dei nostri figli stanno migliorando da quando sono con lui pretende che io sia a completa disposizione delle sue esigenze e di quelle dei figli(nella lettera dice anche di aver prenotato un periodo di riposo proprio nei giorni in cui io sarei libera come da piano previsto nella sentenza …)posso affidarli a lui?
    Ho i certificati medici, sono davvero in pessime condizioni, loro dicono che sono sereni assieme, quindi posso fare questa richiesta , e soprattutto otterrebbe accoglimento?
    Posso farla via lettera personale o mi serve un’avvocato che porti avanti le mie ragioni?
    Non mi interessano i soldi,sono disposta a lasciare a lui tutte le agevolazioni, l’assegno di mantenimento che mi versa per il ragazzo (l’altro lo dà direttamente alla figlia)ed anche a corrispondere un mio mantenimento pur di avere un pò di pace e di potermi rimettere presto.
    Queste vicissitudini mi hanno seriamente provata, i miei figli mi sono contro, e non vedo altre possibilità avendo tentato ogni strada possibile.
    E a lungo termine, esiste una legge che mi tuteli e che preveda la possibilità di un affido totale dei figli al mio ex marito?
    Capisco che possa suonare strano che una madre rinunci ai propri figli, ma sono davvero stanca di combattere contro i mulini a vento, e, così continuando ci rimetto davvero la pelle.
    Grazie,
    Nicoletta

  • Silvia (author) ha scritto:

    Nicoletta, avevo intuito che la situazione fosse molto seria.
    Per quello che mi dici, hai delle possibilità concrete di poter essere sollevata dall’affidamento dei figli. Puoi chiedere un affidamento esclusivo al padre, per tuoi gravi motivi di salute. E’ una procedura decisamente anomala, ma non vedo contorindicazioni di diritto.
    Probabilmente stai prendendo una saggia decisione, anche perchè non c’è nulla di irreversibile in quesrto campo.
    Visti però i rapporti con tuo marito, non mi limiterei ad una lettera. Puoi scriverla per sondare le sue intenzioni e per dimostrare al giudice che, comunque, lo hai già avvisato del tuo stato di salute. Ma poi proporrei un ricorso per modifica delle condizioni di separazione (o diverzio) per regolare i rapporti.
    Ti auguro veramente di pote trovare un po’ di quiete.

  • ANDREA ha scritto:

    BUONASERA, MI CHIAMO ANDREA E SCRIVO DA TORINO. Da circa due anni mi sono lasciato con la mia ex, abbiamo una bimba (riconosciuta da entrambi) e mensilmente passo un assegno da 300 euro stabilito dal tribunale dei minori con affidamento congiunto. Col tempo ho trovato una persona straordinaria con la quale fra sei mesi avremo un figlio e ci sposeremo. Creando questo nuovo nucleo familiare legato da matrimonio avro’ molte spese legate alla nuova nascita… Non dovessi riuscire a passare piu’ nulla alla mia ex a cosa vado incontro? Il tribunale prende atto di questa mia nuova vita per il mantenimento? Vi ringrazio anticipatamente per l’attenzione, Andrea

  • GRAZIA ha scritto:

    Buonasera mi chiamo Grazia e vorrei porle un quesito, la storia è lunga ma cercherò di essere breve…
    8 anni fa i miei genitori sono venuti a stare nell’appartamento accanto a me in quanto la mamma da visite mediche risultava malata con continui aggravamenti. L’appartamento accanto al mio è stato comprato in parte dai miei genitori con usufrutto di accrescimento da parte loro e con un mutuo intestato al mio compagno per permettere di lasciare dei soldi da parte per i miei genitori in caso di malattia. Dopo il trasferimento ci siamo accorti che anche mio padre stava male e che anzi dei due era quello che stava peggio… così è iniziato il calvario di badanti e malattie. Un anno fa mio padre è morto ma nel frattempo i soldi che erano messi da parte per curarli sono finiti, ora mio fratello che in tutto questo periodo si faceva vedere raramente vuole la sua parte di eredità e mi ha accusato di essere una ladra e di essermi mangiata tutti i soldi dei miei genitori, facendomi intestare la casa che spetta anche a lui, la cosa mi fa stare male e non mi da tregua, ho sbagliato qualcosa nel comportamento con mio fratello o nei confronti della legge? Ora con mamma abbiamo deciso di lasciare le nostre case e di andare a vivere in campagna con il mio compagno mio fratello si può opporre? Grazie per le sue risposte che di sicuro mi faranno chiarezza in questo periodo particolarmente buio è triste avere un lutto così grosso in casa ma lo è ancora di più non avere un fratello con cui poter parlare.

  • Silvia (author) ha scritto:

    @ Andrea, no, non si può ridurre il mantenimento sul solo presupposto della soprevvenienza di altro figlio. E poi non pagare più nulla per il mantenimento, davvero non è possibile.

    @Grazia, prima di tutto tuo fratello non può opporsi al trasferimento in campagna, dato che vostra madre penso sia capace di intendere e di volere e quindi può andare dove vuole. Per il esto, dopo una lunga malattia, sarà ben difficile per tuo fratello dimostrare (in un eventuale giudizio) che i soldi “ve li siete mangiati”. Alla morte di vostro padre i soldi, purtroppo, non c’erano più perchè usati per affrontare la malattia. Questo è il dato di fatto: non può chiedere un’eredità che non c’è. La casa dei tuoi genitori è stata acquistata con un mutuo pagato (quanto meno formalmente, ma forse anche di fatto in parte se non ho capito male) dal tuo compagno, quindi l’usifrutto è giustificato.

  • erika ha scritto:

    ciao Silvia, ho una bimba di 4 mesi, il padre nn convive con noi, è disoccupato e nn ha una casa propria, vorrei regolare le visite e l’aspetto per il mantenimento, e vorrei capir bene se posso ottenere l’affidamento esclusivo..

  • Silvia (author) ha scritto:

    erika, non mi sembra ci siano motivi per un affidamento esclusivo

  • Franco ha scritto:

    Buongiorno Silvia,
    da poco sono stato messo al corrente, che avendo l’affido congiunto, ho diritto a percepire il 50% degli assegni famigliari relativi alle figlie.
    Dalla sentenza sono trascorsi 4 anni, nei quali non ne ho fatto richiesta,perchè non lo sapevo.
    Come faccio a verificare, ed eventualmente a chi devo chiedere informazioni, per sapere qual’è la quota assegni richiesta dalla mia ex moglie, che non mi dà risposta al riguardo?
    E se lei avesse percepito in questo tempo la quota al 100%, ho diritto di reclamare gli arretrati al 50%?
    Inoltre, sono ancora in tempo per richiedere la somma che mi spetta relativa all’anno in corso?
    Grazie, Franco

  • erika ha scritto:

    ok ma riusciresti a dirmi quante volte la settimana devo far vedere la bimba o nn c’è una regola che ‘regola’ le visite?

  • Luca ha scritto:

    Salve Silvia,

    ho 37 anni, quando ne avevo 10 si separarono i miei genitori, la gestione delle loro diatribe legali mi crearono notevoli disagi psichici, tanto che a 16 anni fui ricoverato per intossicazione da alcol e psicofarmaci(tentato suicidio).Nonostante tutto mi sono diplomato, ho preso la patente e fatto tutti i lavori che ho trovato. Ho tentato varie vie per risolvere il problema, clinica, alcolisti anonimi, psicoterapia ecc…Pochi giorni fa ho avuto un crollo nervoso conclusosi con t.s.o., una diagnosi di disturbo della personalità, borderline, epatite “c” e tachicardia sinuoidale.
    Attualmente sono in cura al d.s.m. ed al s.e.r.t. della mia città.
    Mio padre è “sparito” dal 2002, dopo la morte di Nonna non ho avuto nulla dalla vendita della sua casa, mi risulta però che ancora corrisponda un assegno per il mio mantenimento a mia madre con la quale attualmento sono costretto a vivere nella casa di sua proprietà. Sono a reddito 0,non possiedo nulla tranne il pc dal quale scrivo comprato con i soldi guadagnati lavorando per una produzione cinematografica nel 2004. Mia madre mi passa il cibo, le sigarette e qualche euro(difficilmente più di 10). Ha venduto già due proprietà ma come mio padre non mi ha dato nulla. Non ho quindi alcuna possibilità d’indipendenza, anzi, regolarmente quando decido(come ora)di liberarmi dalle dipendenze “esterne” invece di aiutarmi comincia a punirmi chiudendomi nella mia stanza, levandomi le chiavi di casa, non dandomi altro che qualche euro spiccio e rendendomi difficile anche lavarmi, mangiare…vivere. Minaccia continuamente di mandarmi al manicomio criminale e mi invita (poco gentilmente) a morire quanto prima. Stò attivando l’assistente sociale ma ha già detto che non la farà entrare in casa. Evitando di dilungarmi in penosi, ulteriori dettagli le chiedo: Ho qualche speranza nelle vie legali? Ovvero, qualcosa per vivere dignitosamente e superare questa fase critica mi spetta oppure (come sostiene lei)non mi spetta nulla e devo solo ringraziarla che non mi cacci da casa?

    Ti ringrazio anticipatamente per il tempo che dedicherai(spero) a questa mia impegnativa richiesta d’aiuto.

  • noemi ha scritto:

    durante una convivenza di 5 anni ho avuto due bimbi ,di cui gia’ da 8 anni sono affidati a me,a loro penso solo io lavorando staggionalmente e avvolte qualche ora l’inverno lui non si interessa di niente ne vestiti ne materiale scolastico e non ho avuto nessuna conferma da parte del tribunale ad avere gli assegni vorrei sapere come procedere a chi rivolgermi per richiedere i miei diritti e se mi aspettano anche gli arretrati di questi 8 anni.

  • Clara ha scritto:

    Buongiorno Silvia ,ho 51 anni ,ed ho un grosso problema : siamo 3 fratelli ,( due sorelle ed un fratello ) i miei genitori anziani vivono soli nella casa indipendente di loro proprietà . Mia sorella dispone insieme a suo marito di una abitazione loro , non ha problemi finanziari ed è stabilmente impiegata con il suo lavoro . A causa di problemi di salute da molti anni non ho un impiego ,e mi è stata riconosciuta un invalidità del 50 % , che non mi da diritto a nessun tipo di sostegno finanziario ed esenzione per l’acquisto di farmaci ; vivo in affitto , con mio marito lavoratore autonomo e non ho figli . L’altro mio fratello , divorziato con due figli , colleziona fallimenti lavorativi ( apre e chiude negozi , uno dopo l’altro ! ) ora si è installato nella casa dei genitori, poichè non riesce neanche più a pagarsi un affitto e da anni è costantemente appoggiato materialmente e finanziariamente da loro .Premetto cha anni indietro , quando anch’io avevo chiesto aiuto ai miei genitori perchè sola ,senza lavoro e senza salute , mi è sempre stato risposto ” picche ” !! Il punto è questo : quando capiterà di dover procedere alla divisione dei beni dei nostri genitori , come si potrà dimostrare ciò che lui ha ricevuto in anticipo , a scapito mio e di mia sorella ? E se non dovesse più lasciare la casa , come faremmo eventualmente a vendere l’ immobile occupato , per recuperare ciò che ci spetta ? Nel peggiore dei casi, se i miei genitori dovessero vendere anzitempo il loro immobile e le loro proprietà per aiutarlo , a noi cosa resterebbe ? Attendo da anni una parte di eredità , per poter arrivare a respirare un pò quando sarò più anziana , anche perchè non disporrò di alcuna pensione … Grazie mille per l’attenzione

  • Claudia-cipi ha scritto:

    sono divorziata e il mio compagno, con cui ho avuto un figlio, è a sua volta divorziato con una figlia nata da quel precedente matrimonio
    nostro figlio è nato al di fuori del matrimonio ed è stato riconosciuto da entrambi
    ho letto da qualche parte (non ricordo dove) che nel caso morissimo entrambi nostro figlio in quanto naturale potrebbe essere dichiarato adottabile, o qualcosa del genere, che insomma non sarebbe affidato automaticamente ai nostri genitori
    cosa c’è di vero?
    se dovesse succedere qualcosa sia a me che al padre, come posso tutelare mio figlio per essere certa che venga affidato ai miei genitori? o ai genitori del mio compagno? in ogni caso NON a perfetti sconosciuti?

  • Klara ha scritto:

    Gentile Silvia,

    sta per nascere mio figlio con un’uomo seperato quasi in fase di divorzio.

    Mio compagno ha una figlia dal suo matrimonio che vive a casa di sua proprieta’ con l’ex moglie. Noi stiamo in affitto.

    Visto che economicamente la figlia del primo matrimonio e’ tutelata, vorrei sapere i diritti che ha mio figlio. Quasi la meta’ dello stipendio di mio compagno va alla figlia. In caso di eredita’, mio figlio non ha diritto sulla loro casa coniugale? In tribunale il suo avvocato ha detto di non menzionare il fatto che noi stiamo per avere un figlio che l’ex moglie di recente ha chiesto piu’ mantenimento. Mi sembra assurda il fatto che non dobbiamo dire che aspettiamo un figlio, sicuramente il giudice tutelarebbe anche lui?

    Grazie di cuore,
    Klara

  • Silvia (author) ha scritto:

    @ erika: ovviamente non c’è una regola, c’è chi ha i figli con sè a fine settimana alterni, chi li vede anche un paio di giorni nella settimana, chi divide la settimana equamente tra i due genitori.
    La priorità è rendere vivibile l’accordo per tutte e tre le parti: i due genitori e i figli.

    @ Luca: mi dispiace molto per questa situazione che dovrebbe trovare soluzioni profonde, ben al di là delle vie legali. In effetti se puoi provare il tuo stato di “malattia” provocato dal profondo stato depressivo, puoi ottenere un contributo dai tuoi. Ti auguro il coraggio e la forza di riappropriarti della tua vita.

  • Serena ha scritto:

    @Claudia-cipi Silvia ha scritto un post appositamente su questo quesito. Dai un’occhiata qui.

  • Silvia (author) ha scritto:

    @ noemi: trovi qui le indicazioni http://genitoricrescono.com/competenza-tribunali-figli/

    @Claudia- cipi: ho già sfatato questa leggenda metropolitana qui
    http://genitoricrescono.com/affidamento-minori-nonni/

  • Silvia (author) ha scritto:

    @Klara,vostro figlio avrà gli stessi diritti ereditari dell’altra figlia del tuo compagno: la casa sarà divisa tra i due figli. Capisco che il collega abbia consigliato di soprassedere all’annuncio della prossima nascita: la ex moglie, vedendo comparire un “nuovo concorrente” all’eredità della figlia, potrebbe inasprire molto i toni. Per contro, sarebbe bene far capire che gli impegni economici del tuo compagno andranno ad aumentare con la nascita del nuovo figlio.
    Ovviamente è un’analisi che avrà compiuto il vostro legale.

  • Claudia-cipi ha scritto:

    ups! scusate, vado a leggere di là. grazie.

    per il secondo figlio in effetti il mio compagno s’è sentito dire dal giudice che “doveva pensarci prima”, quando ha detto che ora deve spendere anche per il figlio avuto da me e non può aumentare troppo l’assegno di mantenimento per la figlia come invece chiedeva la madre…

  • Tina ha scritto:

    Salve, descrivo in sintesi il mio problema
    Madre 79 anni, vedova, invalida 100% per corea di Huntington.
    Nove figli, due residenti da anni all’estero, degli altri sette tre totalmente disinteressati, due coinvolti al 100% e due,esagerando, al 25% nell’assistenza necessaria, non per impossibilità ma per puro menefreghismo. L’unico bene posseduto è l’abitazione in cui vive,molto grande, nella quota del 30% avendola avuta in successione dal marito. La rimanente quota è divisa in parti uguali tra i figli.
    Si può pensare ad una interdizione giudiziale che consenta al tutore di vendere l’immobile per comprarne eventualmente uno più piccolo e con il restante ricavato poter affrontare le spese necessarie, comprese quelle per una badante? Oppure può un giudice obbligare i figli al mantenimento , visto che almeno sei su nove non intendono occuparsene? Quale consiglio mi può dare?
    Ringrazio sin d’ora per una gentile risposta.

  • donatella ha scritto:

    Ciao, ti ringrazio fin d’ora per la tua attenzione. I miei genitori si sono separati e risposati entrambi. Lo scorso mese mio padre è morto. Abitiamo lontani è non ci vedevamo spesso. Mio padre ha una casa di proprietà cointestata con lei,anche la macchina è cointestata. Ora la moglie di mio padre ci chiede di rimborsare un prestito fatto dalla sorella di mio padre per comprare la macchina che lei aveva distrutto poco tempo fa, di pagare il funerale, le spese di successione e il monumento al cimitero. Inoltre non sappiamo nulla del conto corrente e dei contanti che aveva a casa. Ci ha detto anche che vuole vendere la casa. Lei non ha figli e non ha mai lavorato. L’unica cosa che siamo riusciti a prendere è stato un libretto di risparmio postale intestato a mio padre e a mio fratello. Anche di questo ci chiede una parte. So che lei ha diritto alla reversibilità della pensione e abbiamo saputo che prenderà circa 1500 euro al mese. Ti chiedo, se puoi, di darmi indicazioni su cosa spetta a noi figli e cosa a lei come moglie come eredità e se dobbiamo prenderci carico di tutte le spese che lei ci chiede. Inoltre vorrei sapere se possiamo, come figli, chiedere i movimenti bancari e come fare. Ti ringrazio ancora per la tua attenzione e disponibilità.

  • enzinella ha scritto:

    Ciao Silvia,
    ti chiedo un consiglio.

    La mia famiglia è stata, in passato, molto unita.
    genitori e tre figli: due figli, sposati in tarda età abbiamo lasciato il nucleo familiare. Mia sorella, ultrasessantenne in pensione non è sposata e vive nella stessa casa di mio padre vedovo da circa un anno e titolare di pensione e di indennità di accompagnamento. Per quanto in passato in forza della nostra unione familiare avessimo realizzato un patrimonio immobiliare indiviso, da quando è morta nostra madre nostra sorella si è svelata avida di denaro: ha prosciugato, infatti la liquidità che mia madre teneva in casa e risulta che nel 2007 si è impossessata di assegni bancari intestati a mia madre, mettendoli nel suo conto; quindi, si è impossessata della pensione e dell’indennità di accompagnamento di nostro padre con la pretesa che lei abita nella stessa casa e prepara da mangiare ed accudisce il padre.
    In verità lei si serve di nostro padre abitando due appartamenti dello stesso palazzo di cui siamo tutti comproprietari: l’appartamento superiore dei genitori, e l’appartamento autonomo dove abitavamo tutti e tre i figli, ora a sua completa disposizione; usa la cucina di nostro padre, utilizza i servizi di nostro padre, luce, telefono, acqua, etc. in cambio prepara da mangiare e tiene pulita la casa e la biancheria anche per lui.
    Noi figli sposati siamo trattati come ospiti indesiderati.
    Con la mediazione di alcuni parenti siamo riusiti ad imporre che ad accudire mio padre nella cura della persona fosse mio fratello
    al quale è stata destinata l’indennità di accompagnamento: Ma lei ha continuato a rivendicare per sè il diritto anche a quell’indennità oltre alla pensione di cui si appropria non si capisce bene in base a quale diritto senza sottoporsi al rendiconto delle spese.
    Poichè mio padre finora ha riscosso direttamente la pensione, è stata possibile questa spartizione ed in ultimo, ho preteso che rendicontasse sulle spese.
    Ma ora si teme che lei abbia estorto a mio padre una delega a riscuotere la pensione cosa della quale ci potremo accertare entro il prossimo mese al momento del pagamento delle pensioni.
    Se così fosse, cosa possiamo fare noi figli per impugnare la delega?
    Premetto che mio padre è del tutto rimbecillito, per quanto ogni tanto pare avere dei barlumi di lucidità.
    Io titengo che, stante l’incapacità di nostro padre, i figli dovremmo assumere concordemente ogni decisione relativa alla sua persona ed al suo patrimonio e, in assenza di unanimità, quanto meno a maggioranza nell’interesse di nostro padre e non possiamo essere vittime dell’avarizia e dell’avidità di nostra sorella. Cosa possiamo fare?

    Grazie anticipato per la risposta.

  • elmo ha scritto:

    ci provo….mia madre ha avuto me dal primo matrimonio si è divorziata quando io avevo 1 anno ed ha iniziato un rapporto e poi si è risposata con un uomo che a sua volta aveva una figlia da un precedente matrimonio , poi insieme hanno avuto una figlia , ora lui è morto…come va divisa l’eredità , mi pare di capire che a me non spetta nulla , è corretto ?

  • Silvia (author) ha scritto:

    elmo, non c’è nessuna parentela tra il compagno di tua madre e te, quindi, ameno che non ti abbia lasciato esplicitamente qualcosa, non sei suo erede

  • Samantha ha scritto:

    Ciao..ti vorrei chiedere un consiglio…
    la mamma di mia suocera ha 3 figlie(compresa mia suocera);se dovesse mancare la mamma di mia suocera,i funerali potrebbero esser pagato da tutte le figlie in modo uguale?E poi,un’altra cosa,la mamma di mia suocera se in futuro avrà bisogno d’aiuto economico o assistenza,le figlie saranno obbligate a ciò o no?C’è una legge che lo impone?

    Grazie per la risposta…

  • giuseppina ha scritto:

    salve, le vorrei porre un questito: ho avuto un figlio da minorenne ed e’ stato riconosciuto dal padre anche lui minorenne. dopo un anno il padre è scomparso e non ha mai versato soldi per il mantenimento. dopo circa 10 anni si ripresenta e vuole vedere il bambino, premetto che il bambino ha il suo cognome e io non ho mai fatto denuncia di abbandono. io non vorrei farglielo vedere per non scombussolare ancora di più il bambino. come mi posso muovere?

    ringrazio anticipatamente.

    giusy

  • Gina ha scritto:

    Salve
    mio suocero ha un’azienda dove ha lavorato da sempre mia suocera ma in nero, così da esulare tasse e complicazioni del caso. Adesso che lei è morta, parte dell’azienda spetta a mio marito? Ho visto su “Forum” un caso analogo e il giudice dava come proprietari dell’azienda i due coniugi, anche se solo uno, come nel nostro caso, compariva legalmente.

  • diego ha scritto:

    salve,
    avrei bisogno di un vostro parere
    -convivo regolarmente con la mia compagna in una casa di mia proprietà (intestata solo a me, ma abbiamo entrambi la residenza qui).
    -a fine anno arriverà il primo figlio
    -i miei genitori sono separati ed entrambi in vita
    -ho un fratello con una sua famiglia
    ora chiedo:
    -se dovessi mancare io la casa ed eventuali liquidità a chi vanno? a mio figlio con la madre come tutore fino alla maggiore età (e quindi diritto di usofrutto dell’immobile? i miei genitori e fratello hanno qualche diritto in proposito?
    - e se invece fra noi finisse oltre al mantenimento del figlio la mia compagna che diritti avrebbe? potrebbe essergli assegnato anche la casa di mia proprietà?
    grazie

  • giuseppe ha scritto:

    scusate ma mi servirebbe una mano dato che sono in vista di un esame.. e tra le tante domande che mi potevano capitare me ne è capitata una che non saprei darne minimamente una risposta… Con quale legge si sono di recente modificati i diritti e i doveri dei genitori separati nei confronti dei figli separati
    a)con la legge sull’affidamento locale
    b)con la legge sull’affidamento temporaneo
    c)con la legge sull’affidamento alternato
    d)con la legge sull’affidamento condiviso

    in attesa di una vostra risposta vi invio i miei più sinceri saluti.. e vi ringrazio anticipatamente… BUONA GIORNATA

  • Silvia (author) ha scritto:

    Giuseppe, e perchè non sapresti dare una risposta??? E poi sei sicuro che la domanda dica “nei confronti dei figli separati”??? Mica i figli si separano dai genitori!!
    No, no Giuseppe… questo non è un forum ed io sono troppo vecchia per provare solidarietà con gli studenti distratti! Studia che la risposta è facilissima.

  • luigi ha scritto:

    Gentile Siga. Silvia, Siamo 5 fratelli residenti a NY USA 4 sono cittadini americani Naturalizzati, e 1 e’ ancora cittadino italino.Siamo tutti sposati con mamma vivente, e in ottimi rapporti con lei, e papa’ che e’ venuto a mancare da poco. I nostri genitori sono propietari di un piccolo Apartamento (in Italia) dal valore di circa 150.000.Eu. Domanda: a questo punto la propieta’ e’ di appartenenza di nostra madre, oppure siamo anche noi propietari in porzione? e quale’ la porzione se ce’? Domanda? se noi desideriamo dare a nostra MADRE la nostra porzione qual’e’ il procedimento legale? E’ consigliabile questa manovra? A noi non fa differenza se nostra madre sarebbe padrona in totale a questo punto. Lei ha gia predisposto nel suo testamente che a sua morte la cas o il suo valore dovra’ essere divisa tra i 5 figli. Domanda? puo spiegarci qual’e’ il modo miglire da seguire per fa si che le leggi italiane siano rispettate e allo stesso momento qul’e’ la migliore opzione per noi tutti? la ringrazio e scusi se non mi sono spirgato meglio. Saluti

  • Silvia (author) ha scritto:

    Luigi, vostra madre ha ereditato 1/3 dell’immobile e voi 2/3 da dividere in 5 (quindi ognuno di voi è proprietario di circa un 13/14% dell’immobile). Vostra madre ha comunque un diritto di abitazione fino a che è in vita (se era la casa coniugale dei vostri genitori).
    Non c’è alcun motivo di cedere le vostre quote alla mamma. Se non avete ancora accettato l’eredità potreste rinunciare alla vostra parte in favore di vostra madre. Ma che senso ha? Se non c’è un motivo specifico (per esempio fiscale o altro), mi sembra un’operazione inutile.

  • Andrea ha scritto:

    Salve,volevo un consiglio sllu mia situazione,sono separato in casa da una convivenza con 3 figli e sono disoccupato,la casa dove stiamo tutti e di mia escluciva proprietà,che costo devo riconoscere a miei figli?? dopo che lei mi chiede soldi di continuo?Grazie

  • Claudia-cipi ha scritto:

    ANDREA cerca in questo sito l’articolo sul mantenimento dei figli, ci troverai già molti dati interessanti e forse anche la risposta ai tuoi dubbi.
    Di solito un assegno minimo gira sui 230-250 euro al mese per un figlio, ma la quota varia in base a tante cose per cui non prenderla per assoluta.
    Se vivete insieme immagino che ti farai carico tanto quanto la madre del mantenimento dei vostri figli, nel limite delle tue possibilità.
    Legalmente il fatto che tu sia attualmente disoccupato è ininfluente (lo so che sembra ingiusto, ma è così): a meno che tu non sia inabile al lavoro si presume che tu debba impegnarti nell aricerca di una occupazione e che tu possa riuscire a trovarne una in tempi ragionevoli.
    Se volete darvi una ragolata senza rivolgervi ad un giudice o agli avvocati potreste intanto valutare la spesa complessiva per i vostri figli per qualche mese, trovare una spesa media e suddividerla in parti uguali (50%).

  • katerina ha scritto:

    Il mio non e un commento ma una domanda a cui non trovo la risposta da nessuna parte. Sono una ragazza russa (vivo in Russia). Convivo felicemente da 16 anni con un’itlaiano, che a suo turno spostato in Italia con un’italiana (sposato fino ad ora). Ho partorito la figlia che oggi ha 12 anni. L’italiano ha riconosciuto la figlia. Vogliamo far inscrivere la figlina x AIRE per ottenere la sua cittadinanza italiana (e suo diritto). Ok andiamo presso l’ambasciata, inscriviamo…. ma che cacchio ci serve il consenso della sua moglie italiana?????? e se quella non dara il consenso??? cosa c’entra la mia figlia con una estranea per lei? non pretendo ne spostarmi in italia, ne pretendere i “suoi” beni materiali. Non mi serve nulla dalla sua famiglia italiana. Cosa dobbiamo fare????? C’e qualche caviglio per far iscrivere la figlia ad Anagrafe, ottenere la sua cittadinanza e non dipendere dalle volonta di sua moglie italia?

  • Silvia (author) ha scritto:

    katerina, se serve il consenso vuol dire che lui è ancora regolarmente sposato e non separato. In questo caso è previsto dalla legge italiana.
    Se lei non darà il consenso, lui dovrà separarsi per evitare di doverlo ottenere.

  • katerina ha scritto:

    si, lui e regolamente sposato sia con matrimonio civile che con quello religioso. Non riusciamo a capire se per rdivorziarsi lui dovra divorziarsi soltanto da quello civile e non inpasticciarsi con divorzio religioso. oppre la nullita da sacra rota ci vuole per forza?

    in ogni caso non e molto giusto. se io pretendesse x qualcosa (beni, residenza e cosi via) – posso capire che lei deve dare il consenso. Ma se a me non serve nulla dalla sua “parte italiana” perche la cittadinanza di mia figlia deve dipendere dai terzi? che moglie dara il consenso del genere? ma nessuna!!! deve essere un caviglio che lo evita?

  • Silvia (author) ha scritto:

    Katerina, a lui basta una separazione in tribunale e poi, dopo tre anni, se vorrà, il divorzio.
    E’ strano che lui non riesca a sapere che l’annullamento alla sacra rota è un procedimento molto raro (almeno rispetto al numero delle separazioni) e assolutamente non richiesto dalla legge italiana.
    Il consenso della moglie non serve per la cittadinanza, ma per il riconoscimento della figlia in Italia. Lui ha riconosciuto la figlia in Russia, ma non in Italia, quindi essendo regolarmente sposato, per lo Stato italiano deve avere il consenso della moglie per immettere la figlia nella casa coniugale. Probabilmente la richiesta di cittadinanza verrà interpretata come ingresso di vostra figlia nel suo nucleo familiare italiano e per questo serve il consenso.
    Mi domando… ma dopo 16 anni, non sarebbe il caso di regolarizzare i rapporti con la moglie con una separazione?

  • Claudia-cipi ha scritto:

    KATERINA quando si parla di divorzio si intende il divorzio civile,che si può chiedere solo dopo 3 anni dalla sentenza di separazione. Due persone divorziate restano comunque ex-coniugi e rimangono dei legami e dei diritti/doveri, soprattutto in fase di eredità (ma più di qui non mi sbilancio, dovrei approfondire lo studio dell’argomento, prima).
    L’annullamento si può chiedere sia alla Chiesa che allo Stato Italiano e quando lo ottieni è come se il matrimonio non fosse mai stato celebrato, quindi l’unione ai esistita, e quindi decadono tutti gli obblighi/doveri. Si può anche chiedere l’annullamento alla chiesa ed una volta ottenuto farlo valere anche per lo stato italiano, ma a lato pratico a mio parere è un enorme spreco di soldi e ci vuole tantissimo tempo in più che ad ottenere il divorzio, se la separazione è già in atto e formalizzata da più di 3 anni.
    Ovviamente parlo sempre per esperienza personale.

  • Silvia (author) ha scritto:

    Claudia, da quello che ho capito, però il compagno di katerina non si è mai neanche separato legalmente: per lo stato italiano risulta ancora regolarmente sposato (come se fosse un’emigrante con la famiglia in Italia) e la figlia non è riconosciuta in italia, da questo nascono gli inconvenienti.

  • luigi ha scritto:

    Sga silvia le ho scritto alcuni giorni fa’ per sapere se era necessario o meno cedere la parte di parte di una propieta’a nostra madre da parte di 5 figli, avendo eridato la nostra porzione a causa di morte di nostro Padre. La sua risposta e’ stata molto utile nel capire parte della mia domanda. Ma avrei una seconda domanda che non le ho chiesto prima e che avrei dovuto spiegare meglio. In queto momento la propieta’ l’abbiamo in affito e vogliamo dare un sfratto legale al sgre. che risiede nella casa. E su questo punto siamo tutti d’accordo. Lazione legale era gia stata iniziata dai nostri genitori priam della scomparsa di Papa’. Per evitare spese inutili e per il fatto che sia noi che nostra madre abitiamo negli USA e per evitare successioni e procure e quant’altro potrebbe comportare il procedimento di uno sfratto legale, qual’e’ il miglior modo per procedere per far si che siamo una sola voce a parlare? Dunque ci domandiamo e’ migliore cedere la nostra parte a nostra madre, e migliore essere tutti e 5 propietari? Restare noi 5 propietari insieme a nostra madre e datosi che 4 di noi siamo cittadini americani dovremmo ritenere un codice fiscale Italiano? O no? qulae spese comparta questa manovra? Cerchiamo un consiglio prima di metterci in mano agli avvocati, e non conscendo bene le leggi e i procedimenti Italiani volessimo saperne un po’ prima di procedere. Grazie ancora e spero di avermi fatto capire. Se prima di risponderci avra’ bisogno di altre informazioniper una piu completa risposta, puo lacsiarmi il messaggio ed Io la rispondero’

  • Silvia (author) ha scritto:

    Luigi, ti consiglio di rivolgerti all’avvocato che seguiva lo sfratto per conto di vostro padre (se l’azione era iniziata, ce ne deve essere uno) e di porre queste domande a chi conosce bene la causa. Non è questa la sede per una consulenza dettagliata.

  • katerina ha scritto:

    Carissimi Silvia e Claudia
    vi ringrazio molto per gli suggerimenti che mi avete dato. A Silvia – io non ho mai preteso che lui si separa. Lui credo si e lasciato “navigare” per non offendere nessuno. Ancora crede che i suoi non sanno nulla. Puo darsi…La fecenda non mi interessava fino al punto che i hanno messo davanti quella clausula – ci vuole registrazione nell’AIRE + consenso della sua moglie. Qui, ormai non posso piu chiudere gli occhi sulla facenda. Deve scegliere – o procura il consenso o si divorzia o mi dice in faccia “non vogio separarmi, non voglio offendere la mia moglie, preferisco desdire la paternita x ns figlia” (anche se io avrei scritto la dichiarazione presso tutti gli enti interessati che non verro mai a pretendere ne abitare nel “loro nucleo famigliare”, ne di pretendere i loro beni – niente mi serve. Sto bene li dove sono)- almeno una risposta chiara. Perche lui che messo davanti al fatto che serve il consenso ha sollevato il problema di sacra rota. Ma se quello che ho trovato io presso internet, quello che avete suggerito voi dice che lui puo separarsi/divorziarsi solo dal matrimonio civile e “dimenticare” di quello religioso perche lui tira per le lunghe. significa che la parte italiana vale di piu. se e cosi – io scendero da palcoscenico. a questo punto non mi interessera ne cittadinanza ne purtroppo la ns convivenza. Il problema che per darmi la possibilita di prendere la MIA decisione ho il bisogno della sua risposta CONCRETA – che non ho!

  • Claudia-cipi ha scritto:

    KATERINA scusa non avevo ben capito la situazione. Se ancora risulta sposato certo che la moglie deve dare il consenso… visto che è la moglie.
    Per evitare il consenso della moglie deve chiedere la separazione. L’annullamento non è necessario, ma solo una delle vie possibili, ed in questo caso la più lunga e dispendiosa.
    Sinceramente però mi sembra che il problema sia ben oltre la questione legale.

  • katerina ha scritto:

    be, in 16 anni non ho mai solevato il problema del suo matrimonio italiano. ero indifferente. lui e sempre con me. io non ho chiodo in testa x sposarmi a tutti i costi ed abbiamo lasciato cosi com’e. Adesso, volendo dare la cittadinanza italiana alla figlia anbiamo scontrato queste difficolta. Sentendo lui – in italia praticamente si divorzia ad eta pensionabile, da gran quanti anni ci vuogliono. Vedo che non e proprio cosi. 3 anni da separazione al divorzio (+non serve ottenere la nullita da sacra rota) non e un termine insuperabile. Si puo fare. Ed adesso dipendera da lui – vorra fare o no. Si, infatti credo anch’io che il problema forse non solo di questione legale. Tutto cio che ho saputo da voi e dagli informazioni che ho trovato io sono ben contrari di come mi e stato disegnato il quadro di separazione in italia. Da noi c’e un moto ”volendo – ci sono 100 possibilita, non volento – ci sono 1000 motivi per non farlo”. Uno che vive da 16 anni in una “nuova famiglia” secondo me non dovrebbe tremare davanti al fatto di aprire le carte alla moglie regolare. mi sento come da forum di chiesa – “chi pesera di piu io o lei”. non mi va.

  • Silvia (author) ha scritto:

    Katerina, io mi ero resa conto dal tuo primo commento che il problema fosse questo, ma mi ero fatta qualche scrupolo a dirlo chiaramente. Ho cercato di fartelo capire ed a quanto pare ci siamo intese benissimo.
    In Italia per separarsi consensualmente (se si trova un accordo) ci vuole una sola udienza davanti al giudice e, dalla richiesta, l’udienza viene fissata in circa 3 o 4 mesi.
    Il divorzio si può chiedere 3 anni esatti dopo (ma in realtà, se non volete sposarvi, il divorzio non è necessario).
    In caso non si trovi un accordo, la separazione può anche durare un paio d’anni… ma tutto sommato non si tratta di tempi impossibili.
    L’annullamento alla sacra rota non serve proprio a nulla, se non per ragioni morali.
    Altra cosa che dovrebbe fare il tuo compagno è riconoscere vostra figlia anche in Italia, cosa che, secondo me non ha fatto.
    Una volta riconosciuta, vostra figlia avrà comunque diritti sul patrimonio del padre alla sua morte, non potete rinunciarci in anticipo, nè tu, nè lei quando sarà maggiorenne. Al momento in cui lei si troverà a decidere, quando il padre non ci sarà più, sarà una sua scelta se rinunciare all’eredità (ma perchè??) o meno.
    Credo che il proverbio delle tue parti che hai citato dica tutto e questa faccenda dell’AIRE ha smosso questioni non risolte per il tuo compagno.

  • katerina ha scritto:

    Grazie Silvia,
    mi hai aiutato moltissimo. Ho la visione chiara per come stanno le cose. Ed infatti alla mia domanda perche in ballo e stata trascinata la Sacra Rota …. visto che non e una cosa obbligatoria e necessaria… (ho fatto capire che mi sono informata) la sua risposta e stata “be, si, ma, bu…”. La situazione e chiara. Difficile da accettare che tutti questi anni sono stata “di riserva”. Parlo con lui e figlia e prendo la decisione.
    Grazie e tutti.

  • Deborah ha scritto:

    Gentile silvia.

    volevo avere delle informazioni riguardo quello che sta avvenendo nella mia famiglia. Lo scorso settembre è venuta a mancare mia sorella lasciando un marito e un figlio di 6 anni. adesso mio cognato stà frequentando una donna con la quale sembra seriamente intenzionato a ricostruirsi una nuova famiglia tra l’altro questa donna abita in un’altra regione quindi la casa in cui vivono ( che apparteneva al 50% a mia sorella ) sara messa in vendita. io sono preoccupata per i diritti di mio nipote e mi domando : essendo mio nipote erede di una parte della casa può mio cognato metterla in vendita e, con i soldi ricavati, acquistare una nuova casa in comunione dei beni con la nuova moglie? se si in questo modo l’eredita di mia sorella non sara sfruttata dalla nuova moglie invece che da mio nipote? la ringrazio per l’attenzione

  • Claudia-cipi ha scritto:

    DEBORAH immagino che essendo il figlio minorenne spetti al padre disporre dei suoi averi, a meno che non ci siano vincoli particolari (ad esempio a mio figlio ho fatto un deposito vincolato, dove i soldini non li può toccare nessuno se non lui quando sarà maggiorenne e per prendere qualcosa da lì ci vuole il benestare del giudice).
    Però sulle eredità con minorenni non sono affatto informata, è solo una mia deduzione.

  • Giuseppe ha scritto:

    Salve,
    gentil.ma Silvia

    Data la anomala situazione che stiamo vivendo e pensando che una simile storia sarà sempre più attuale con il passare del tempo e quindi il chiarimento può rivelarsi molto utile ad un sempre maggiore numero di persone, le chiedo la cortesia di sciogliere alcuni dubbi su questo quesito:
    siamo tre fratelli figli della stessa madre, i primi due nati dal primo matrimonio mentre il terzo è nato da una relazione durante il periodo di separazione antecedente il divorzio. Tutti e tre portiamo il cognome del primo marito anche se il terzo non è stato da questi riconosciuto. La mamma dopo molti anni si è risposata con il padre del terzo figlio (che nel frattempo ha riconosciuto). A questo punto muore prima la mamma (in questa fase nessuno ha fatto valere diritti di successione) e dopo tre anni muore il marito delle seconde nozze. A questo punto i tre figli (tutti maggiorenni) come si suddividono l’eredità ? Quancuno può vantare maggiori diritti?
    Scusate se non sono stato particolarmente chiaro.
    Grazie

  • Silvia (author) ha scritto:

    Deborah,il padre non può mettere in vendita un bene del minore se non con il consenso del giudice tutelare che, normalmente, se si tratta di un beme immobile, vincola il ricavato della vendita all’acquisto di un altro bene sempre a nome del minore (magari nel luogo dove intendono trasferirsi).
    Per ottenere l’autorizzazione a vendere senza ricomprare un bene a nome del figlio (o parzialmente a nome del figlio, magari sempre per una quota del 50%) dovrebbe dimostrare uno stato di indigenza o di grave dissesto, tale da giustificare la diminuzione del patrimonio del minore.

  • Silvia (author) ha scritto:

    Giuseppe, alla morte della mamma eredita 1/3 il marito e 2/3 i figli in parti uguali.
    Alla morte del marito, eredita solo suo figlio (quindi il terzo figlio), dato che il defunto era soltanto suo padre e non degli altri.
    Quindi, se ci riferiamo al patrimonio della madre, mentre i due primi figli ne ereditano circa un 22% a testa, il terzo figlio, alla morte del padre, ne avrà circa il 55%.

  • Giuseppe ha scritto:

    Grazie Silvia per la sollecita risposta,
    scusa se insisto, ma giusto per chiarire bene, a questo punto i primi due figli hanno diritto oggi a pretendere il 22% dell’eredità finale ?

  • Giuseppe ha scritto:

    Grazie Silvia per la sollecita risposta,
    scusa se insisto, ma giusto per chiarire bene, poichè non esiste una valutazione del patrimonio della mamma , non è possibile fare ricerche a tal proposito e a tempo debito nessuno aveva sollevato pretese, a questo punto i primi due figli hanno diritto oggi a pretendere il 22% dell’eredità finale o non hanno alcun diritto?
    grazie

  • Lia ha scritto:

    Gentile Silvia

    Potrebbe gentilmente chiarirmi come comportarmi in base a questi fatti:
    Mia madre, con la quale non avevo un buon rapporto e pertanto non frequentavo, dopo il divorzio con mio padre si è risposata. Da questa unione non sono nati figli. Mia madre è morta tre anni fa ed ora anche il marito. In questo caso posso vantare qualche diritto sui beni (mia madre non aveva beni esclusivi ed erano in regime di condivisione)o tutto passa ai familiari del marito (una sorella)?
    Grazie anticipatamente della risposta

  • Lorenza ha scritto:

    Sono propietaria di un appartamento e miei genitori ne sono usufrutuari, mio padre ha un altro appartamento intestato solo a suo nome. I miei genitori hanno anche vari conti bancari e investimenti quasi tutti con anche il mio nome, vorrei sapere se cambio la mia cittadinaza da italiana ad americana ( per motivi di lavoro) e purtroppo dovrei rinunciare completamente a quella italiana ( leggi italiana se si lavora in una base americana in Italia) quali sarebbero i miei diritti di eredita’ e se dovrei pagare allo Stato per avere il possesso di qualcosa che e’ mio

  • Chiara ha scritto:

    Getile Silvia,

    volevo chiederle un parere prfessionale: mia madre ha assistito per anni mia nonna completamente invalida a fronte del menefreghismo dei fratelli. per far ciò ha utilizzato anche i soldi che perpecia la nonna quali canoni di locazione di tre appartamenti di proprietà. Ora gli altri figli lamentano l’appropriazione indebita da pate di mia madre di questi soldi. è possibile?Potrebbe, invece, mia madre avanzare pretese di essere pagata per il lavoro di cura svolto?
    Grazie per la disponibilità

  • Silvia (author) ha scritto:

    @ Lia: la comunione dei beni non influisce sulla proprietà, non comprendo se “condivisione” si riferisce a questo regime patrimoniale o ad una comproprietà. Comunque Se ci sono beni intestati anche per una quota a tua madre tu hai ereditato quella quota.
    @Lorenza: non mi risulta che la cittadinanza influisca sulla titolarità di beni. Le eventuali tasse di successione, poi, sono dovute da tutti, cittadini o stranieri.
    @Chiara: credo proprio che tua madre possa stare tranquilla. Non credo sia difficile provare che i soldi sono serviti per il mantenimento della nonna. Quanto ad essere pagata non è così immediato: c’è un dovere di assistenza dei genitori. Se lo ha svolto solo lei, mentre dovevano contribuire anche i fratelli potrebbe chiedere un risarcimento del danno provocato dalla loro assenza. Non sarebbe però una causa facile e dovrebbe essere sostenuta da solide prove del danno provocato (per esempio risvolti psicologici certificati causati dalla fatica di assistere da sola la nonna, occasioni lavorative perse, e cose così)

  • Michele ha scritto:

    Salve,
    i miei genitori hanno fatto ricorso circa 2 anni fa alla separazione consensuale, in seguito alla quale ciascuno di loro è entrato in possesso di beni immobili come da accordi.
    La domanda è la seguente:
    i miei genitori sono liberi di vendere i beni immobili, senza riconoscere a noi figli (me e mio fratello) alcun diritto su di essi?

    Grazie Assai in anticipo,
    Michele

  • SARAH ha scritto:

    SALVE, MI CHIAMO SARA HO 20 ANNI E SONO DISOCCUPATA..PERCHè NELLA MIA CITTà CI SONO POCHISSIME OPPORTUNITà LAVORATIVE; ECONOMICAMENTE ANCORA NON SONO
    INDIPENDENTE E VOLEVO SAPERE SE I MIEI GENITORI SONO ANCORA TENUTI A PROVVEDERE AI MIEI BISOGNI?COME AD ESEMPIO PAGARE LA SCUOLA PER POTER PRENDERE LA PATENTE,E SE è MIO DIRITTO RICEVERE UNA SOMMA MENSILE DI DENARO CHE MI POSSA PERMETTERE DI PRO0VVEDERE HAI MIEI BISOGNI PRIMARI.PURTROPPO NON HO UNA SITUAZIONE FAMILIARE NORMALE.. NONOSTANTE LORO ABBBIANO I MEZZI PER SOSTENERMI NON LO FANNO, A CHI MI POSSO RIVOLGERE PER FAR VALERE I MIEI DIRITTI PER RICEVERE UN AIUTO?

  • Claudia-cipi ha scritto:

    SARA indipendentemente dai doveri dei tuoi genitori mi sembra che a 20 anni tu sia abbastanza grande da trovarti un lavoro, anche saltuario, per pagarti la patente e le tue spese da sola. Se non trovi nella tua città puoi cercare anche nelle città limitrofe. Le possibilità sono tantissime e tu ormai sei adulta, non mi sembra giusto pretendere che i tuoi genitori ti mantengano, anche se magari per legge dovrebbero ancora farlo. Io non mi sentirei a posto con la coscienza (ed infatti a 19 anni ho iniziato a lavorare, proprio perchè a farmi mantenere dai miei mi sentivo “di peso”).

  • Silvia (author) ha scritto:

    Michele, i tuoi genitori sono liberi di disporre dei loro beni come credono. Per ora, da vivi, sono loro e basta.

  • Silvia (author) ha scritto:

    Sarah, a parte appoggiare quanto detto da Claudia, dovresti rivolgerti ad un legale e presentare un ricorso contro i tuoi genitori al tribunale ordinario… Certo, non è una strada facile.

  • Michele ha scritto:

    Salve, ho una figlia riconosciuta con la mia convivente (quindi naturale); la mia convivente ha una sorella sposata con figli legittimi; i genitori della mia convivente sono in vita; se la mia convivente dovesse morire mia figlia sarebbe penalizzata rispetto ai cugini con riferimento all’eredità dei nonni quando questi verranno a mancare?

  • Claudia-cipi ha scritto:

    MICHELE dai nonni non ci dovrebbero essere differenze, per l’eredità.
    e visto che la sorella della tua compagna ha figli l’eventuale eredità da lei non spetterebbe comunque ai tuoi figli.

  • Naji ha scritto:

    Buongiorno,
    vorrei porLe una domanda a cui in realtà, da molti, anni avrei voluto dare risposta.
    Ho 27 anni ed alla mia nascita sono stata riconosciuta solo da mia madre; lei aveva appena sedici anni e mio padre 21.
    In questi anni ho cercato di riavvicinarmi a mio padre, ma lui ha espresso l’intenzione di mantenere la mia esistenza nascosta ai suoi due figli, avuti da un matrimonio successivo alla mia nascita.
    In questo momento la mia famiglia non può aiutarmi economicamente per proseguire gli studi di laurea (mi sono appena laureata con 110 e lode) o per avviare un’attività agricola che da sempre è il mio sogno.
    Ho il diritto di chiedere aiuto a mio padre? Esiste una figura che mi possa supportare moralmente e giuridicamente in questo percorso? …Sembra assurdo, ma dentro di me è come se chiedessi aiuto senza che ciò sia dovuto,…forse perchè mio padre è sempre stato uno conosciuto.

  • Silvia (author) ha scritto:

    Naji, il diritto di essere riconosciuta lo hai comunque e sempre. Il problema è che attualmente non hai bisogno di un mantenimento: sei in grado di renderti indipendente (magari con molta più fatica).
    Manifestare l’intenzione di essere riconosciuta, magari con una lettera privata a tuo padre, potrebbe però… smuovere un po’ le acque…
    Diciamo che l’aiuto economico mancato per tanti anni potrebbe anche essere riconosciuto spontanemamente…
    Per il riconoscimento è necessario un ricorso, quindi ti è sufficiente rivolgerti ad un avvocato che conosca la materia.
    Ovviamente, in futuro, essere riconosciuta ti darebbe diritto all’eredità.

  • francesca ha scritto:

    Buongiorno. Convivenza di 14 anni, di cui 8 in casa di mia proprietà (65 mq)gravata da mutuo a mio carico, e 5 in casa di sua proprietà (250 mq)gravata da mutuo a suo carico. Due figli 6 e 10 anni. Ci siamo lasciati e lui mi ha chiesto di lasciare casa. Non sono tornata nel mio appartamento per non stravolgere le abitudini dei bambini e ho preso una casa di cui pago interamente l’affitto, con grandi sacrifici. Situazione economica sua molto più vantaggiosa della mia e dimostrabile. I bambini stanno principalmente con me circa 5 gg a settimana ma il padre ORA è finalmente presente. Paga la scuola dei bambini e qualche piccolo extra (gita della grande, qualche vestito). Io con sacrificio non sto cmq facendo mancare loro niente, però il mio ex conduce un tipo di vita non certo morigerato (viaggi, vestiti griffati, auto di lusso, ristoranti ecc.) Non sono andata da un avvocato per cercare di mantenere buoni rapporti per via dei figli, perchè quando l’ho proposto a lui si è alterato. Vorrei sapere se il mio ex deve comunque passare il mantenimento per i figli, extra a parte. Grazie anticipatamente.

  • Silvia (author) ha scritto:

    Francesca, certo che deve passarlo: pagare la scuola e qualche extra non è un mantenimento. Per favore, anche per i tuoi figli, pretendi quello che ti è dovuto.

  • francesca ha scritto:

    Solo a sentire la tua cortese e rapida risposta mi si sono attorcigliate le budella… Non so perchè, ma sebbene sappia quanto
    tu stessa mi hai confermato, resto immobile con la paura di fare qualsiasi passo che rompa il faticoso equilibrio raggiunto e del
    quale principalmente si stanno avvantaggiando i nostri figli.
    So già che ogni mia mossa verrebbe interpretata come un’azione di
    guerra…e quindi sono combattuta perchè proprio una guerra è l’ultima
    cosa che vorrei, visto che ho passato due anni difficilissimi, ma d’altra parte mi domando se in questo modo non stia rischiando appunto
    di causare un danno ai miei figli. Ci rifletterò su…Grazie

  • Silvia (author) ha scritto:

    francesca… però questo equilibrio è molto… squilibrato.
    Sappi solo che è profondamente ingiusto, poi i passi da compiere puoi saperli solo tu e non sono legati solo al denaro. Però, mi permetto di dire, pur non conoscendo la situazione specifica, ma conoscendone tante, che lui ti sta ricattando: equilibrio (fittizio, apparente) contro bene dei figli, a cui tu tieni sopra ogni cosa. Ed è tutto troppo facile per lui. Anche questa è violenza psicologica: convincere una persona a rinunciare ai suoi diritti.
    Pensaci su.

  • angelo ha scritto:

    ciao vorrei sottoporvi un quesito.
    premetto che siamo sei fratelli e mia madre non c’è più.
    mio padre vuole lasciare il terzo che gli compete a due dei sei fratelli e fin qua va bene,la mia domanda è :agli altri due terzi del suo patrimonio concorrono gli altri quattro figli o sempre tutti e sei i figli
    grazie

  • Graziella ha scritto:

    Sono figlia di genitore risposato in separazione di beni. La moglie dimio padre (mia madre naturale è morta),sta mandando avanti la separazione legale.In caso di morte di mio padre , sua moglie oltre ad avere diritto al cespitere, può dopo la morte di lui ottenere altri beni o immobili? A me sua figli cosa mi spetta?.Sua moglie attuale non mi ha adottata ed io sono figlia solo di mio padre con madre deceduta. Per favore rispondetemi,e vi ringrazio anticipatamente, per me è molto importante!

  • argy ha scritto:

    salve a tutti ….mi trovo in una situazione difficile….sto assistendo mio padre d12 ore al giorno in tutto e per tutto e io sono disoccupata…ho una sorella di 6 anni pià giovane di me e benestante e lavora ma del papa non ne vuol sapere come posso gestire la situazione cosi di fficile da sola?a chi mi posso rivolgere..tener presente che il papà non è a mio carico grazi—

  • Claudia-cipi ha scritto:

    ANGELO credo che ai 2/3 di legittima concorrano tutti e 6 i figli in parti uguali.

    GRAZIELLA se ho ben capito ti spetta la metà della quota di legittima, overo quella che tuo padre non può decidere di lasciare ad altri, almeno finchè tuo padre a sua moglie saranno ancora sposati. Dopo la separazione e/o il divorzio non so come funzioni, mi spiace.

    ARGY dal punto di vista morale direi che puoi concordare con tua sorella la corresponsione di uno stipendio mensile, lo stesso che dovreste pagare ad una persona estranea se tu come tua sorella ti disinteressassi di vostro padre. Dal punto di vista legale non so che dirti, per mia fortuna non mi è mai capitato di dovermi informare in merito, mi spiace. Puoi rivolgerti ad un avvocato per informazioni giuridiche o all’asl per informazioni sulla gestione dell’accompagno per tuo padre.

  • natascia ha scritto:

    salve,ho un figlio naturale ,riconosciuto ma io e il padre del bimbo non stiamo insieme.pochi giorni fa il padre ha portato mio figlio a casa della sua ex moglie,e molto frequentemente si incontrano al parco giochi sempre in presenza di mio figlio come posso impedire questa cosa????premetto la sua ex moglie e in compagnia del suo attuale compagna un bel triangolo nulla da dire ma non in presenza di mio figlio!!!!

  • Claudia-cipi ha scritto:

    NATASCIA se non fanno cose oscene e non creano danno alla psiche del bambino (se si incontrano solo e parlano non c’è niente di male) non credo tu possa impedirglielo. E non credo nemmeno che possa essere giusto farlo, da un punto di vista morale.

  • natascia ha scritto:

    cara claudia,non ho posto condizioni sulle visite e le uscite che lui fa col bambino,ma per rispetto mio non in prsenza di lei o chi per lei.lui e la sua ex moglie si possono vedere in qualsiasi momento ma non con mio figlio,comunque in tal senso mi sto muovendo legalmente.accetto tutto ma questo no vedremo la legge cosa puo’ fare.e’ una questione di principio ognuno al suo posto!!!!

  • airone ha scritto:

    Buonasera vorrei sapere se posso avere dei diritti, mio padre nel 1976 mi dichiaro’all’anagrafe conviveva con mia madre minorenne lui 22 mia madre 17, nel 1978 mio padre ci abbandono’, io non lo piu’ rivisto, mia madre si e’ sposata ed ha fatto altri figli, mio padre anche, mo’ vorrei sapere dopo 30 anni posso richiedere gli alimenti non avuti all’epoca, sono malato e disoccupato , vivo in un paesino di mille anime.E’ se posso avere qualsiasi beneficio dopo la sua morte, ho saputo che e’ un dipendente dello stato, se gli succede qualcosa, mi tocca l’eredita’, e’ poi come lo saprei’?Che ruolo avrei con i miei fratelli.Grazie.

  • Silvia (author) ha scritto:

    Angelo, confermo la risposta di Claudia-cipi

    Graziella, anche in questo caso confermo la risposta di Claudia. Dopo la separazione i diritti ereditari restano invariati (il matrimonio è ancora in essere).

    Argy, se tuo padre ha un suo reddito, non c’è un motivo giuridico di coinvolgere economicamente tua sorella. In caso il reddito di tuo padre non fosse sufficiente (anche a “ricompensare” in modo onesto la tua applicazione costante alle sue cure), puoi richiedere la metà di quanto necessario ad integrare il reddito a tua sorella. Se non lo paga spontaneamente ti resta solo una causa nei suoi confronti.

    Natascia, non comprendo il problema: tuo marito incontra la ex moglie insieme all’attuale compagno al parco giochi. Cioè è come se incontrasse una coppia di suoi amici (probabilmente questo è il tipo di rapporto rimasto tra lui e la ex moglie, vivaddio!). Francamente non vedo il motivo per impedirlo. Occhio a non coinvolgere i figli nelle ripicche personali, è un atteggiamento che normalmente non conduce da nessuna parte.

    Airone, puoi avere un mantenimento solo se ti spetta ora, nonostante l’età, per le condizioni di salute, ma deve essere realmente inabile al lavoro. Hai sicuramente diritto alla tua quota di eredità. Ovviamente per sapere quando, dovrai informarti, magari facendoti vivo con tuo padre fin da adesso (che magari un aiuto potrebbe riconoscertelo spontaneamente).

  • airone ha scritto:

    Grazie per la risposta, ma una curiosita’ si possono chiedere gli alimenti che non ho mai avuto in 30 anni, cioe’ gli arretrati’?

  • Nalia ha scritto:

    buonasera, avrei un dubbio su una situazione a cui non trovo spiegazione, le spiego brevemente:

    Mio marito risulta figlio naturale riconosciuto, siccome nato da una coppia di conviventi, sua madre precedentemente sposata (e ora divorziata) con un’altro uomo ha avuto un figlio;
    i genitori di mio marito qualche anno fa hanno comprato casa al 50%, ora sono andati a infomarsi sull’eredità in caso intestassero tutta la casa alla madre, e gli è stato detto che nella situazione attuale (ossia entrambi i genitori 50%), a mio marito che sarebbe figlio di entrambi andrebbe il 25% mentre al figlio nato dal primo matrimonio della madre andrebbe il 75%,

    Ora io non capisco come questo può essere possibile, sopratutto come mai l’eredità del convivente della madre (padre di mio marito)deve andare a un figlio non suo ma del precedente matrimonio della madre,

    Neanche i genitori di mio marito si capacitano della cosa ma dicono che cosi gli ha detto il notaio e che per cambiare la cosa devono fare una scrittura privata, e anche se intestassero la casa tutta alla madre non andrebbe ugualmente il 50% a entrambi ma di più al primo, queste cose sono vere?
    la ringrazio e scusi se sono stata prolissa

  • Claudia-cipi ha scritto:

    NALIA mi sembra stranissima questa suddivisione.
    Io non sono esperta ma mi sono informata un minimo per cercare di capire come poter tutelare mio figlio (naturale) visto che il mio compagno ha un’altra figlia (legittima).
    Da quanto ho capito (casa intestata 50%-50% ai genitori di tuo marito e fratellastro che non è figlio di tuo suocero) e per il poco che so, la metà del padre, se dovesse mancare prima lui, dovrebbe spettare in parti uguali alla madre ed a tuo marito (se non ci sono altri fratelli, e da come dici non ci sono), mentre se dovesse mancare prima la madre il suo 50% verrebbe diviso metà al padre ed il restante in parti uguali tra i fratelli.
    Se dovessero mancare entrambi contemporaneamente (e facciamo quache scongiuro, poveretti) il 50% del padre andrebbe per intero a tuo marito in quanto unico erede, mentre il 50% della madre andrebbe diviso a metà tra i fratelli, quindi a conti fatti tuo marito si troverebbe il 75% dell’immobile ed il fratellastro il 25%.
    Non dovrebbero esserci grandi differenze di eredità da genitori e nonni tra figli legittimi (nati in matrimonio) e figli naturali (nati fuori dal matrimonio).
    Mi sembra di ricordare che i figli elgittimi abbiano la possibilità di liquidare in contanti la parte di eredità in beni dei figli naturali senza bisogno di accordo, ma non sono sicura.
    Poi c’è una quota di eredità di cui non ricordo la percentuale che si può decidere a chi farla ereditare facendo testamento, mentre un’altra quota (più grande) va suddivisa per forza tra gli eredi legittimi (ovvero sposi, figli e non so chi altro).
    Quelle cifre ve le ha date un professionista o sono solo “sentito dire” da qualcuno che non è del mestiere?

  • Nalia ha scritto:

    in realtà i miei suoceri l’hanno saputo dal notaio che dovrebbe fare il passaggio del 50% dal padre alla madre e siccome gli è stato detto che anche in quel caso al figlio del primo matrimonio (il fratellastro di mio marito)andrebbe comunque di +, dovrebbero fare una scrittura privata per dare almeno il 50% a ogni figlio, ma trovo comunque che non sia giusto siccome a mio marito essendo unico erede del padre spetterebbe di +.

  • Claudia-cipi ha scritto:

    NALIA a me invece hanno sempre detto che non c’è distinzione tra figli legittimi e figli naturali, quindi ’sta cosa che al fratello nato da matrimonio va di più mi suona strana. a meno che non ci sia qualcos’altro sotto.
    e poi non capisco perchè mai far passare la proprietà interamente alla madre. non ne vedo il senso. e questo mi fa pensare che ci siano sotto altre storie che non vi hanno raccontato, e che potrebbero sballare l’eredità.

  • Silvia (author) ha scritto:

    Nalia, è corretto tutto quanto spiegato da Claudia.
    Cercate di capire meglio cosa ha detto il notaio, perchè così come riferito non è corretto.

  • antonella ha scritto:

    salve siamo due figlie dello stesso padre nostra madre e morta, mio padre a 89 anni, mia sorella maggiore ed io sono la minore delle figlie , il problema e questo siccome che mia sorella ,e una persona avida , egoista, cattiva molto cattiva, e mio padre e diventato succube di mia sorella fa tutto quello che dice la maggiore, a me mi considerano come una persona ignorante come se non esistessi, ho paura che lei faccia fare ad insaputa un testamento e lo fa firmarea mio padre che intesti l’eredità tutto a lei a mia sorella maggiore . mi chiedo posso fare tutto questo?

  • Claudia-cipi ha scritto:

    ANTONELLA il modo in cui scrivi non è certo indice di gran maturità, ma questo è un problema tuo e dei tuoi familiari. Dal punto di vista legale tuo padre può disporre solo di una parte dei suoi beni come meglio crede, perchè c’è una quota che per forza va divisa in parti uguali tra te e tua sorella. Non conosco quale sia la quota di preciso, ma in ogni caso a te spetta qualcosa e se il testamento dicesse il contrario puoi rivolgerti ad un legale per impugnarlo, e lui ti darà tutte le informazioni del caso, comprese le quote che io non ricordo.
    Se poi ci fossero altre cose meno chiare sotto o vincoli particolari che possono far cambiare la situazione noi non possiamo saperlo e puoi scoprirlo solo mettendo le cose in mano ad un legale di tua fiducia che possa studiare ed approfondire la tua situazione personale. Ma sinceramente, farlo ora potrebbe peggiorare ulteriormente i rapporti coi tuoi familiari, quindi valuta bene la situazione prima di fare o non fare qualsiasi cosa.

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