Se i vicini si lamentano del nostro animale domestico

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Cosa fare se i vicini di casa si lamentano o non sopportano il tuo animale domestico? Come tutelare le esigenze di tutti e vivere sereni anche in condominio?

foto di M Car utilizzata con licenza CC Flickr
foto di M Car utilizzata con licenza CC Flickr

Questo è un problema che riguarda soprattutto i pet di città e in modo particolare i cani. Di solito infatti il gatto casalingo o altri animali, difficilmente interagiscono con i vicini di casa in modo rilevante.
Il problema più diffuso, infatti, di convivenza in uno stabile è l’abbaiare del cane. A seguire poi, c’è l’idiosincrasia per il contatto fisico con l’animale, se incontrato nelle scale o negli spazi comuni o la sporcizia che alcuni suppongono creata dal cane nel transitare in questi spazi.
Anche i gatti, però, danno il loro bel da fare se sono abituati a gironzolare intorno a casa attraverso giardini o terrazzi: in quel caso anche loro possono arrecare disturbo ai vicini, che non vogliono veder transitare un animale in zone di loro pertinenza.
Insomma, la convivenza tra esseri umani è sempre difficile e l’amico a quattro zampe può essere spunto di tensione o venir coinvolto, a torto o ragione, nei conflitti condominiali.

Prima di tutto, nell’accogliere un pet in casa, non dobbiamo mai dimenticare di adottare quelle cautele che renderanno la vita più semplice a tutti: a noi, ai vicini e all’animale.

  • A ogni animale serve spazio adeguato alle sue dimensioni

  • Non scegliete un cane inadatto al tipo di abitazione in cui vivete. Penso a cani di dimensione evidentemente sproporzionata all’appartamento e al numero di persone che vivono in casa. Cani molto grandi devono vivere in ambienti adeguati alla loro dimensione e alla loro necessità di spazio, così anche cani molto dinamici e portati al movimento. Il cagnone è bello, ma pensiamo prima di tutto al suo bene adottandolo solo se abbiamo gli spazi adatti.
    Un cane troppo contenuto, sarà un cane irrequieto e più facilmente terrà comportamenti che possono disturbare i vicini, ma anche la sua famiglia.

  • A un animale domestico serve tempo e compagnia

  • Non prendiamo un impegno inadatto alla nostra disponibilità di tempo: i cani soli spesso abbaiano molto. Tutti noi abbiamo vite articolate che ci portano molte ore fuori casa. Se le ore di lontananza da casa sono proprio troppe, non lasciamo una bestiola ad aspettarci al chiuso da sola per troppo tempo. Un animale domestico non si accende quando noi entriamo in casa: è vivo tutto il giorno.
    Un cane che soffre di solitudine, facilmente abbaierà a ogni rumore e a ogni cenno di vita. Così basterà un clacson, i passi di un vicino per le scale, un gatto che passa per strada a scatenare ululati e guaiti che vi saranno rinfacciati da tutto il condominio. E forse, se potesse, li rinfaccerebbe un po’ anche lui.
    Per prevenire la “crisi da abbandono”, è consigliabile adottare il nuovo membro della famiglia durante un periodo di ferie, in modo da poter fare un vero e proprio “inserimento” in casa, come quello dei bambini all’asilo. Lasciandolo da solo in casa per poco tempo i primi giorni, il pet imparerà che chi esce, poi torna sempre e, allungando i tempi un po’ per volta, imparerà a rilassarsi anche quando è solo.

  • Un educatore cinofilo può trovare una soluzione

  • Se il cane ha comportamenti davvero incompatibili con la vita familiare e con quella condominiale, non pensiamo di fargli un torto chiedendo l’intervento di un educatore. Non si tratta di “addestrare” l’animale a comportamenti innaturali, ma se nostro figlio alla scuola materna si alzasse ed uscisse a giocare in giardino mentre la maestra lavora in classe, noi non cercheremmo di spiegargli che non è proprio il caso?
    Ecco, un educatore cinofilo fa in modo che il nostro amico peloso capisca come vivere al meglio con gli umani, per vivere meglio tutti.

  • Un cane amico di tutti è accolto meglio

  • Purtroppo spesso i titolari di cani tendono a sminuire il timore degli altri nell’avvicinare un animale domestico che non conoscono. Un animale un po’ irruento, anche se molto simpatico, può provocare una reazione di ritrosia nelle persone estranee che incontra. Oppure i vicini possono semplicemente non avere simpatia per il nostro pet o per qualsiasi animale. Prendiamo atto che è un atteggiamento lecito che va rispettato.
    Ciò non toglie che se i vicini familiarizzano con il nostro animale, in un modo che rispetta la personalità di tutti, la vita sarà più semplice. Non pretendiamo che tutti si innamorino perdutamente del nostro amico, ma facciamo in modo che il cane si avvicini con garbo alle persone e soprattutto ai bambini che ci vivono intorno: quando saranno amici, di sicuro i genitori sopporteranno qualche latrato di troppo o qualche leccata amichevole.
    Siamo i primi a rispettare gli spazi comuni: scale, pianerottoli e soprattutto giardini o corti condominiali non sono uno spazio per far sfogare il nostro pet per evitare di portarlo fuori.

  • La normativa sugli animali domestici ci aiuta

  • Nel 2012 il codice civile è stato riformato introducendo norme che favoriscono la presenza di animali nelle case private e nei luoghi pubblici.
    – L’ingresso degli animali domestici nei condomini è stato di fatto liberalizzato.
    – I regolamenti condominiali non possono vietare di possedere o detenere animali domestici, dato che cani e gatti, ma anche altri animali da compagnia, vanno considerati come esseri senzienti e facenti parte del nucleo familiare.
    – Qualunque delibera condominiale che contenga disposizioni a discapito dell’animale (es. vietare l’uso dell’ascensore o delle scale), può essere annullata presentando ricorso al Giudice di Pace entro 30 gg. dalla data della deliberazione.
    – Vietare ad un condomino la detenzione di un animale domestico nel proprio appartamento, equivale a menomare i suoi diritti personali e individuali.
    – Il divieto di detenzione di un animale domestico può essere invece validamente previsto dal contratto di locazione dell’appartamento (il divieto in questo caso ha natura contrattuale e il locatore è libero di accettare o meno).
    – Un animale può essere allontanato da un condominio solo in casi di particolare gravità (scarsa igiene, malattie, estrema aggressività dell’animale, ecc.) documentati tramite il servizio veterinario pubblico o tramite personale tecnico privato.
    – I vicini possono proporre un reclamo nel caso in cui le immissioni (rumori molesti, odori sgradevoli, ecc.) provenienti dall’abitazione in cui è l’animale, siano insopportabili o tali da provocare malessere (provato e certificato da un medico o da un ente tecnico). Quando queste immissioni diventano intollerabili, il condominio potrà chiedere la cessazione della turbativa approvando una specifica deliberazione in assemblea condominiale oppure rivolgendosi al Giudice di Pace di competenza.

    Insomma, l’educazione e il rispetto reciproci rendono la vita di tutti migliore, qualsiasi sia il numero di zampe.

    Questo post è stato scritto per il progetto A scuola di pet care, creato da Purina per promuovere la migliore convivenza nelle famiglie degli animali da compagnia. Insieme è meglio!
    Seguite sui social network l’hashtag #ascuoladipetcare

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3 COMMENTI

  1. Salve, mi scuso se mi lancio in questa richiesta come un fiume in piena, ma, se fosse possibile, vorrei un consiglio sulla mia attuale situazione.
    Vivo a Palermo, da gennaio di quest’anno (2017) mi sono trasferita in un appartamento al secondo piano di un condominio con il mio coinquilino (il padrone di casa adora e conosce il mio cane e nel condominio ci sono altri animali domestici) e abbiamo un labrador retriever di sei anni che perde pelo in modo normale. Con la stagione estiva il mio cane perde purtroppo più pelo del solito (come è normale che sia), ma, come ormai è abituato a fare, nei momenti di riposo si rilassa nella mia stanza, sotto il letto (perché è un ambiente più fresco e perché quando mi riposo accendo il condizionatore per un paio d’ore.)
    Il mio cane durante l’estate evita accuratamente l’unico balcone dell’appartamento (balcone presente esclusivamente nella zona giorno, quindi ben lontano dalla camera da letto) proprio perché il sole ci batte praticamente tutto il giorno; in inverno la temperatura è molto più gradevole, il mio cane perde meno pelo e sta in balcone molto più spesso.
    Il problema si è presentato da un paio di mesi (quindi con il caldo) con la vicina del piano inferiore che afferma di essere allergica al pelo di cani e gatti e che si ritrova peli del mio cane anche nella camera da letto: afferma che io aspetto la notte (quindi quando lei va a dormire) per raccogliere i peli del mio cane dal pavimento di casa mia per poi buttarli fuori dal balcone, unico “luogo di comunicazione” con il suo terrazzo (a quanto pare secondo lei non ho un cestino della spazzatura.)
    A nulla sono valse, la prima volta che mi ha esposto il problema, le mie spiegazione sul fatto che il mio cane perde pelo in maniera normale, che durante l’estate non sta mai in balcone per il troppo caldo e che io praticamente spazzo il pavimento di casa mia anche tre-quattro volte al giorno.
    Oggi (01-09-2017) l’ho incontrata nuovamente nell’androne delle scale e mi ha praticamente minacciata di agire per vie legali per costringerci a lasciare l’appartamento. È davvero convinta che io prendo il pelo del mio cane e lo getto fuori dal balcone (se lo facessi davvero lei si ritroverebbe la moquette in terrazza.)
    È normale che qualche pelo del mio cane possa “sfuggire” alla pulizia quotidiana che metto in atto nell’appartamento (basta anche solo il mio spostarmi in balcone con i vestiti che uso per portare a passeggio il cane) e mi sono già scusata di questo inconveniente, ma sicuramente non posso fare più di quanto già non faccia.
    Questa vicina è una persona anziana che vive nel suo appartamento da parecchio tempo e so che “cercava” discussioni anche con il padrone di casa, accusandolo di gettare dei capelli lunghi fuori dal balcone (il mio padrone di casa ha vissuto in questo appartamento per una decina d’anni e ha sempre portato i capelli molto corti, praticamente rasati.) Mi è stato spiegato quindi che probabilmente è una signora che con l’età ha sviluppato dei problemi senili tendenti alla paranoia.
    Non metto in dubbio che sicuramente nel suo terrazzo ci finisca qualche pelo del mio cane, ma ripeto che non posso fare più di quello che già faccio (spazzare il pavimento 3-4 volte al giorno e spazzolare il mio cane il più possibile.)
    È davvero possibile che lei possa farci andare via tramite vie legali? Oltre questo, lei afferma che io aspetto la notte per buttare i peli fuori dal balcone: questa affermazione assolutamente non vera può essere considerata diffamazione? Non sarebbe comunque la sua parola contro la mia e contro quella del mio coinquilino?
    Per concludere, posso dire che io e il mio coinquilino portiamo a passeggio il cane lontano dal condominio, che è un cane che non abbaia mai, sempre silenzioso e tranquillo, e che comunque, trattandosi di un labrador di circa 40 kg, negli spazi condomininiali gli mettiamo la museruola (dobbiamo pur sempre muoverci per le scale per portarlo a passeggio, molta gente alla vista di un cane grosso si spaventa, ma il mio cane farebbe “le feste” anche ai ladri.)
    Grazie in anticipo per qualunque risposta, spero di essere stata abbastanza chiara sulla descrizione della situazione e sul mio dubbio.

    • Ma per carità! Figuriamoci se un terzo può disporre della proprietà di un altro.
      Se ci fossero comportamenti lesivi comprovati e gravi potrebbe intervenire un’autorità di pubblica sicurezza, ma in questo caso l’unico intervento giudiziario realisticamente ipotizzabile, sarebbe una causa civile per il risarcimento di presunti danni. Ma davvero non è una situazione ipotizzabile per un po’ di peli.
      Voi continuate a comportarvi nel modo più educato (la museruola negli spazi comuni è una delicatezza che pochi proprietari di cani riconoscono ai loro vicini) e non avrete nulla da temere.
      Se potete, ignorate la signora con un sorriso e non preoccupatevi.

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