Il bello delle vacanze fuori stagione

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L’anno scorso vi parlavo di questa breve ed intensa vacanza all’Isola d’Elba: un fuori programma e fuori stagione che, in pochi giorni, ci ha dato la carica per arrivare alle ferie estive vere e proprie.
Oggi vorrei riproporre l’argomento, ben prima delle vacanze di pasqua e di tutti i ponti primaverili, per raccontarvi del perché noi amiamo le vacanze, anche brevi o brevissime, fuori stagione.

Prima di tutto, cosa vuol dire veramente “fuori stagione”? Per noi italiani è un po’ tutto quello che non capita tra metà luglio e la fine di agosto. Eppure è così solo per noi.
Anche in località esclusivamente balneari (ma poi in Italia c’è davvero un solo paese che sia solo ed esclusivamente vocato al turismo da spiaggia?), la maggior parte degli europei prenota vacanze da maggio a ottobre, senza alcun problema. In questo sono favoriti e incentivati dagli half term scolastici: pause settimanali che, se fatte coincidere con le ferie dei genitori, permettono alle famiglie di partire e godersi un viaggio. Ma è anche l’organizzazione del lavoro che aiuta a far vacanza in modo più diluito.
Purtroppo noi facciamo i conti con la lunga pausa scolastica e con le ferie “agostocentriche”, anche se molte regioni stanno provando a cambiare un po’ i calendari scolastici. Per noi, dunque, Pasqua e i ponti primaverili, quando capitano bene, sono una risorsa.

E’ tipico delle famiglie italiane destinare queste brevi pause a gite o visite di qualche giorno nelle città d’arte, anche grazie al clima primaverile favorevole, e riservare all’estate la vacanza al mare o in montagna.
Ottimo, perfetto, climaticamente ineccepibile, ma… quanto vi costa?
Le città d’arte in primavera e il mare d’estate sono entrambe, rispettivamente, nella loro piena stagione turistica, che si traduce in: prezzi massimi e affluenza massima, cioè servizi e comodità al minimo.
Perché non provare a sovvertire questa logica?

Un viaggio di famiglia, per visitare altri paesi, si può fare anche in piena estate, magari andando verso nord e approfittando del momento in cui il resto dei connazionali è sulle spiagge affollate. Mentre il mare si può godere a maggio o giugno, allungando qualche ponte con alcuni giorni di ferie. Del resto da maggio in poi il ritmo scolastico si fa più blando e qualche giorno di assenza non provoca davvero sconvolgimenti.

Fuori stagione, in località montane o balneari:
– possiamo ottenere prezzi di soggiorno eccezionali, che ci permettono di alzare un po’ anche lo standard della nostra vacanza, rendendo accessibili anche servizi ai quali di solito rinunciamo;
– troviamo biglietti aerei e ferroviari a prezzi estremamente più convenienti e viaggiamo su mezzi meno affollati;
– se viaggiamo in macchina, verso la nostra destinazione, troviamo meno traffico;
– i servizi sono qualitativamente superiori, perché non sono al massimo della capienza;
– il personale di alberghi e strutture ricettive è più disponibile in quanto meno sotto pressione;
– riusciamo a vivere i luoghi di vacanza in modo meno superficiale e più vicino alla realtà del posto;
– ci sentiamo un po’ dei privilegiati, per essere in vacanza “solo noi” e quindi il nostro umore ne guadagna;
– ci permettiamo ritmi più lenti, perché non dobbiamo correre ad accaparrarci qualcosa, che sia il posto in spiaggia o il dolce al buffet;
– stringiamo più facilmente relazioni cordiali con chi conosciamo durante la vacanza perché sentiamo di avere qualcosa in comune;
– con maggiore facilità veniamo in contatto con persone che vivono in altre nazioni e abbiamo scambi più interessanti.

Ma se il meteo non ci assiste?
Come vi ho già raccontato l’anno scorso a proposito dell’Isola d’Elba, dove siamo stati ospiti di VisitElba e dove abbiamo scoperto Elba Kids, un programma di iniziative dedicate a bambini e famiglie che si svolge in tutta l’isola, anche con un tempo incerto abbiamo trascorso dei giorni di vacanza senza un attimo di noia.
Vi avevo già raccontato della visita alle miniere, al museo dei minerali, ai borghi, delle attività di ogni genere, dalla mountain bike all’equitazione, delle ricostruzioni napoleoniche, della scoperta di una enogastronomia di pregio. Di come, in sostanza, anche con un cielo non limpidissimo o addirittura due gocce di pioggia, nessuno si debba scoraggiare: c’è talmente tanto da fare, che restare in spiaggia, seppur bellissima, a volte vi sembrerà tempo sprecato.
Eppure, anche i primi di giugno, la spiaggia e il mare sono perfettamente godibili.

Quello che abbiamo sperimentato all’Elba, che resta una terra privilegiata, per posizione geografica e per clima, si può ripetere per ogni parte d’Italia. In ogni località balenare, nel nostro paese, c’è un entroterra da visitare, ci sono città d’arte vicine, ci sono musei caratteristici, colline e valli da scoprire.
Che ne dite? Proviamo ad organizzarci per la primavera?

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1 COMMENTO

  1. Parole sagge! Mi hanno fatto ricordare una primavera di quando ero piccola ed ero andata per Pasqua dai parenti in Sicilia, a Noto. Avevo trovato Sicilia fiorita e verde come mai l’avrei immaginata – abituata a vederla d’estate – con un’aria tiepida e una luce morbida del colore del miele.

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