Una piccola mano: papà, #cipensoio !

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Superficie, volume, densità, peso, non sono fenomeni ottici.
L’uomo li riconosce innanzitutto tra le dita, sul palmo della mano.
Lo spazio non si misura con lo sguardo, ma con la mano e il passo.
Il tatto colma la natura di forze misteriose.

(Henri Focillon, Elogio della mano)

Foto di Paul-W usata con licenza Creative Commons su Flickr
Foto di Paul-W usata con licenza Creative Commons su Flickr
E’ molto difficile per i bambini resistere alla tentazione di aiutare in cucina, perché da questo posto misterioso fatto di strumenti, oggetti, forze oscure, escono fuori cose buone da mangiare. Inevitabilmente, prima o poi, ti chiedono di fare qualcosa mentre lo fai tu.

In questi giorni di vacanza mi sono trovato a cucinare più del solito, e quindi a cercare di soddisfare le pressanti richieste di Andrea, seienne scatenato, di fare qualcosa in cucina.
«Lo posso fare io?» è la domanda con la quale chiede il permesso di poter presenziare alla magica cerimonia della preparazione del cibo. Apparecchiare lo sa già fare, e insieme a Ivan, fratello più grande, si litiga i compiti di preparazione della tavola; ma vuoi mettere il trasportare cose e sistemarle con il cucinare, il mescolare gli ingredienti, lo stare vicino ai fuochi accesi?

In fondo a quell’età un bambino non è molto più goffo di un adulto che non ha mai cucinato niente. Il problema è adeguare il suo corpo alle misure standard di una cucina. Se per l’altezza la soluzione è semplice – basta un qualsiasi rialzo – il problema sono le sue mani. Perché sono piccole, più piccole delle più piccole mani di un adulto, e quindi i normali oggetti d’uso in cucina posso rivelarsi poco maneggevoli o, peggio, pericolosi. Anche il diametro di un normale bicchiere, o di un barattolo, possono essere eccessivi, e rendere la manipolazione difficile; e come sostituire poi le cose taglienti o troppo calde con altre più sicure?

Con un po’ d’ingegno ci siamo riusciti. Una pinza da cucina moltiplica la forza e la lunghezza delle mani di Andrea, che con poca pratica è in grado di girarsi la sua frittata – o le sue crepes (a proposito: esistono i rompiuova, aggeggi buffi ma divertenti da usare, specialmente per i bambini). Con l’accortezza di sostituire i contenitori più grandi con altri di diametro più piccolo, dotati di beccuccio e meglio ancora se col manico, si mette in grado un bambino di diventare un abile mescolatore o versatore di ingredienti, con sua grande soddisfazione. Poi, un coltello di plastica non gli farà male ma lo potrà usare per tagliare qualunque formaggio morbido, e per spalmare; infine, con due manici in silicone siamo pronti a sfidare qualunque tegame caldo.
Il mio sogno è fargli diventare simpatica l’insalata, visto che gli piace asciugarla con la simpatica centrifuga a mano. Ma temo che rimarrà un sogno ancora a lungo.

Intanto, lui si sente molto utile e incoraggiato a fare cose “difficili”, vicine agli adulti; in più, impara a usare con destrezza e creatività le mani e a dosare la forza, due cose che gli sono molto utili anche nelle sue attività scolastiche e di gioco. Certo, bisogna essere disposti a provare qualche cosa insieme a lui, e a combinare qualche pasticcio; ma questa può essere l’occasione per insegnargli anche a pulire, no?

Nelle scuole, come quella di Andrea e di Ivan, gira questa iniziativa: #cipensoio, un percorso didattico pensato dall’azienda Bama, sia per le attività scolastiche, sia per quelle casalinghe. Ci vuole davvero molto poco per trovare nuovi modi di comunicare quotidianamente con i propri figli, facendo cose insieme a loro. Provate questo manualetto scaricabile, per esempio, che può costituire un’ottima guida.

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