Un trionfo di sapori

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Quando il latte buono di mamma continua ad essere buono, ma non basta più, è ora di iniziare lo svezzamento. Ma come fare? Quali cibi introdurre per primi?

Foto thedabblist utilizzata con licenza Flickr Creative Commons
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Lo svezzamento normalmente non avviene dal giorno alla notte, ma è un processo molto graduale. Per questo motivo non c’è fretta di introdurre tutti i cibi sin dall’inizio. In particolare non c’è nessuna urgenza di introdurre cibi fonte di proteine, più difficili da digerire, in quanto il latte continuerà comunque ad essere il suo alimento principale ancora per qualche tempo. All’inizio si tratta piuttosto di abituare il bebè ad accettare cibi con una consistenza e sapori diversi.
L’idea è quella di fargli assaggiare cose nuove. Alcuni bebè sono molto contenti delle novità, ed accetteranno subito con curiosità il nuovo cibo. Altri sono più restii, e potrebbero rifiiutarlo. Se il bambino serra la bocca e gira la testa, c’è ben poco da fare, se non accettare che forse non è pronto. A quel punto è meglio attendere qualche giorno prima di riprovare. Se invece apre la bocca, ma molta della pappa esce di nuovo, non c’è nulla di cui preoccuparsi. La tecnica di suzione e quella utilizzata per mangiare cibi “solidi” sono differenti, soprattutto per l’uso della lingua. Il bebè non sta rifiutando il cibo: deve solo imparare a muovere la lingua per tenerlo in bocca invece di spingerlo fuori. Un consiglio molto utile che ho ricevuto dalla puericultrice che ha seguito lo svezzamento di mio figlio è quello di non preoccuparsi di pulire in continuazione la bocca del bebè. Un pò di cibo intorno alla bocca non gli farà certo male, e ha il vantaggio di aiutarlo ad abituarsi al nuovo sapore, e ad utilizzare la bocca e la lingua in modo più efficiente.

Sapori semplici. Iniziare introducendo un cibo alla volta è il modo migliore per abituare il bebè a sapori semplici, e tenere d’occhio le possibili reazioni allergiche che possono manifestarsi. Buoni alimenti con cui iniziare sono patate, carote, broccoli o zucchine. La patata si può bollire e poi schiacciare con la forchetta. Si può tranquillamente utilizzare il microonde per cuocere il cibo. Si può aggiungere un pò d’acqua di cottura o un pò di latte materno, per dare la giusta consistenza al purè, che deve essere comunque abbastanza liquido. Man mano che le porzioni diventano più grandi, si può introdurre un pò di olio di oliva o di burro nel purè. Invece è fortemente sconsigliata l’aggiunta di sale all’inizio, in quanto i reni non sono ancora formati completamente.
Banane, mele o pere possono costituire uno splendido dessert. Le banane non hanno nemmeno bisogno di essere cotte. Basterà grattare attentamente un pò di banana con un cucchiaino. Un buon alimento, facile da trasportare, e da assaporare fuori casa!

Assaggini, non pasti completi. Inizialmente si parla di quantità minime, quali un cucchiaino o due. Per quantità piccole si può utilizzare lo spremiaglio, piuttosto che il passaverdure o il frullatore. Un’alternativa è quella di cucinare quantità maggiori di cibo, e surgelare i vari purè nel contenitore per fare i cubetti di ghiaccio. In questo modo, si può scongelare un cubetto alla volta, senza bisogno di molto impegno in cucina. Dopo un paio di giorni con patate, si può provare ad introdurre la carota, prima da sola e poi in combinazione con la patata. E così via, un alimento alla volta. In questa fase iniziale non si tratta di sostituire la poppata, ma di abituarsi ai nuovi cibi.

Ancora latte. Man mano che si aumentano le quantità, ci si può iniziare a chiedere come procedere con l’allattamento. Alcuni pediatri consigliano di sostituire una delle poppate con un pasto solido. Questo metodo può essere necessario nel caso in cui lo svezzamento coincide anche con la ripresa del lavoro da parte della mamma, e quindi il pasto viene normalmente dato da un’altra persona. In assenza di questi motivi però, io preferisco, per quanto possibile un approccio più graduale. Qualsiasi mamma che allatta sa bene il dolore che si prova quando il seno è carico di latte e viene saltata la poppata. Il modo naturale di far diminuire la produzione spontanea di latte è quella di diminuire la durata della poppata gradualmente. Se voi offrite il cibo al bebè in corrispondenza dell’ora della poppata del pranzo o della cena, potete tranquillamente attaccarlo al seno dopo la pappa. In questo modo continuerà a prendere il vostro latte, ma la quantità diminuirà con il tempo man mano che la quantità di pappa aumenta. Insomma niente dolore per la mamma, e nessuna preoccupazione per la varietà del cibo mangiato, in quanto ogni pasto sarà comunque compensato con l’alimento più sano e completo del mondo.

Un gioco nuovo. E’ bene che il bebè non sia estremamente affamato, e che il tutto sia preso come un gioco. Se tenta di afferrare il cucchiaino, lasciateglielo fare, anche se si sporcherà un pò non sarà la fine del mondo. Pensate alla sua soddisfazione nel riuscire ad afferrare l’arnese del mestiere! Potete usare due cucchiaini, uno a testa, oppure scambiare quello pieno con quello vuoto se è interessato allo scambio. Lasciate che il bimbo possa esplorare il cibo da solo sin dall’inizio. Fare splash con la mano sul piatto è una sensazione unica. Leccarsi le dita sporche di pappa, o stringere il famoso pappone nel pugno per vederlo schizzare fuori dalle dita un divertimento assicurato. C’è tempo per imparare le buone maniere. Se vi preoccupate molto del fatto che si sporchi i vestiti, allora mettetegli un bavaglino largo, o un grembiulino che copra anche le maniche, oppure, se è estate spogliatelo, e pensate solo a divertirvi insieme!

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