Un padre libero o un padre schiavo

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Molti e molte hanno assistito recentemente a una forma di spettacolo televisivo molto particolare: un adulto parla a bambini, mentre molti adulti lo guardano dallo schermo.

Quello che vedo nello schermo

In chi ci si immedesima, guardando quella trasmissione?

Non credo sia una domanda banale. L’adulto in trasmissione rappresenta un grande potere: si mette dietro la cattedra, ha una posizione di chi è custode di un sapere e lo racconta a chi non può fare molto per opporsi. I bambini e le bambine possono fare domande da bambini, dalla parte di bambini, dal basso all’alto; che siano preparate o no non conta. Quello che vediamo è un bambino o una bambina che fanno domande a un adulto che spiega, che detiene un sapere, che dice come stanno le cose.

Il bambino che vedo nello spettacolo può essere un bambino qualunque, ma l’adulto che parla è un adulto qualunque? L’adulto che parla del rapporto tra denaro e libertà, è un qualunque altro adulto? Quelle cose poteva dirle chiunque?

Che cosa dice quell’adulto?

Io non credo. Credo che lo dica come adulto ricco, credo che stia dicendo “io sono un adulto ricco e sono libero perché ho il denaro che mi fa essere tale”, e tu no. “E tu no” perché sei bambino o bambina, “e tu no” adulto che mi guardi da casa, perché tu non sei ricco.

E allora il bambino a casa potrebbe chiedere all’adulto a casa se lui è libero, anche se sa già la risposta perché vede la differenza tra il ricco e chi non lo è. E’ bambino o bambina, ma non è stupido o stupida.

Se non sei ricco sei povero, lo sanno anche i bambini e le bambine.
E se non sei libero sei schiavo
– anche questo lo sanno anche i bambini e le bambine, perché si accorgono di quante possibilità hanno loro e la loro famiglia e di quelle altrui. Spesso lo vedono proprio da quegli stessi media che veicolano questo inquietante messaggio sulla libertà.

Complimenti a chi ha permesso una facile equazione che ha detto a milioni di bambini che sono schiavi, che corrono il rischio di rimanere schiavi. E’ questo che va detto? E’ questa la sincerità, il realismo? O è forse un cinismo classista, che insegna una comoda rassegnazione sociale?

Da padre non posso insegnare il cinismo ai miei figli, né posso fare l’ipocrita e chiamarlo “realismo”.

La libertà sul mercato

La realtà è che il denaro compra tutto quello che è disponibile sul mercato, e dovremmo allora discutere con i bambini e le bambine del perché anche la libertà è sul mercato. Del motivo per cui le loro possibilità di realizzazione future sono sul mercato. Ma questo non andrà in televisione, temo.

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