Un maschiaccio
Io sono profondamente convinta nel fatto che molti dei discorsi che riguardano la divisione di genere siano una faccenda principalmente culturale. Lo sono forse perché ho ancora memoria delle piccole ferite che molti commenti hanno lasciato sulla mia anima. Commenti apparentemente innocui, che però mi hanno fatto dubitare di me stessa. Sono una femmina. Eppure no. Mi piaceva giocare con i soldatini, il fucile, le ferrovie, le macchine radiocomandate. Sceglievo Big Jim su Barbie, Sandokan sulla bella Marianna, e amavo travestirmi da cowboy.
A detta di tutti ero un maschiaccio.
Non lo dicevano certo con cattiveria, no. Veniva anzi detto con leggerezza ed un sorriso bonario sulle labbra.
Un maschiaccio.
Mi ricordo la sensazione di non sapere se esserne contenta oppure no. Era una cosa che faceva sentire i miei genitori orgogliosi di me? Oppure era una cosa sbagliata, che però i miei genitori erano disposti ad accettare lo stesso?
C’era qualcosa di sbagliato in me? Avrei dovuto giocare con le bambole invece?
Mi ricordo quando mia sorella disse che voleva fare ginnastica artistica insieme alle sue amichette. Mi ricordo di aver pensato che mi sarebbe piaciuto provare a fare quelle ruote, le ribaltate, imparare a volteggiare il nastro disegnando in aria quelle forme inafferrabili. Mi ricordo di aver sentito mia madre dire ad un’altra mamma: “no, Serena, no. A lei non interessano queste cose” e così non l’ho mai chiesto. Perché io ero un maschiaccio, e i maschiacci non possono certo amare la ginnastica artistica.
Un giorno, avrò avuto 6 o 7 anni, mi trovavo a giocare al parco con un gruppo di bambini. I maschi volevano giocare a pallone. Le femmine volevano giocare a mondo. Io volevo giocare a pallone. Mi ricordo che uno dei bambini mi disse che non potevo giocare con loro perché ero femmina. Lo disse con disprezzo e superiorità, o almeno così mi è parso. Ho deciso di mettere subito in chiaro un paio di cose. Qualche minuto più tardi siamo stati separati da alcuni adulti presenti, perché i calci e i pugni che ci stavamo scambiando non erano propriamente uno scherzo tra seienni. Da quel giorno ho potuto giocare a pallone con loro, forse perché avevo dimostrato di saper menare le mani come i maschi, e quindi avrei potuto anche dare calci ad un pallone.
Il mio essere un maschiaccio mi ha insegnato a giocare seguendo le “regole dei maschi”. Rispondendo ad un attacco con un controattacco. Imparando ad essere aggressiva se necessario. Esercitandomi a trattenere le lacrime anche se dentro di me stava scoppiando l’inferno.
Ho vissuto la mia infanzia incastrata in un ruolo di mezzo.
Un maschiaccio.
Certo non è sempre stata così. Ci sono stati dei momenti in cui la mia femminilità ha preso il sopravvento, e soprattuto in adolescenza le cose sono cambiate gradualmente, anche se non non sono mai stata di quelle che giravano con lo specchietto in borsa, o che si scambiavano il lucidalabbra (un must degli anni 80! Gli anni del Tempo delle mele per capirsi).
Al liceo ho intrapreso la mia personalissima battaglia ideologica con la mia professoressa di ginnastica. Li si che venivamo fisicamente divisi tra maschi e femmine! Le femmine facevano ginnastica al ritmo di musica, si impegnavano in esercizi di atletica, e si arrampicavano sul quadro svedese, a volte veniva loro concesso di giocare a pallavolo. I maschi invece giocavano a calcio, pallavolo o pallacanestro. Io naturalemente volevo giocare con i maschi.
Fortunatamente crescendo ho capito di non essere un maschiaccio. Ho accettato di essere semplicemente una persona che ama fare alcune delle cose che normalmente sono dominio degli uomini, e altre che sono normalmente dominio delle donne.
So che posso piangere se ne ho voglia (e lo faccio), e so che maschi e femmine si comportano così seguendo degli schemi appresi, e non innati. Eppure quell’imprinting me lo porterò sempre dentro perché ha contribuito a fare di me la persona che sono.
Pensavo di avere ormai le idee chiare sulla mia personalità, credevo di poter avere il rispetto dei maschi perché avevo dimostrato di essere una con gli attributi giusti, e di poter essere femmina, perché, beh, si perché sono femmina, no?!
Finché mi sono trasferita in Svezia. Un giorno abbiamo organizzato una partita di calcio tra studenti, maschi e femmine, naturalmente mischiati. Ho iniziato a correre in campo come tante volte durante gli anni della mia infanzia e adolescenza, cercando di marcare gli avversari. Poi improvvisamente qualcuno mi ha passato la palla. Sono rimasta bloccata in campo come una cretina.
Mi avevano passato la palla. Dopo tanti anni passati a giocare a palla in cortile con i maschi, nessuno mi aveva mai realmente passato la palla. Come a dire “si, vabbè carina, visto che insisti e che noi siamo gente di mentalità aperta, puoi giocare con noi, ma la palla no, quella al limite, se ci riesci, te la conquisti da sola.” Solo che io non me ne ero mai resa conto. Solo in quel momento ho capito il significato profondo di questo gesto semplice. Non stavo giocando a calcio con i maschi, stavo giocando a calcio insieme ai miei compagni di squadra. Ero una di loro. Ne più ne meno. Ne maschio ne femmina. Ero una della squadra. Epperò io con quella palla che mi avevano passata non sapevo cosa farci, non ci ero abituata, quando mi è stata data la possibilità, non sapevo come giocare la mia partita.
E’ per questo che per rompere gli schemi di genere non basta concedere alle femmine di giocare con le pistole e ai maschi di giocare con le bambole. Bisogna andare oltre. Bisogna educare entrambi i sessi a giocare in squadra, per prendere quella palla e portarla fino in fondo, sfruttando ognuno le sue potenzialità. E la vittoria più grande non sarà quella di fare goal insieme, ma di essere certi che tutti i giocatori si stiano ugualmente divertendo.
Prova a leggere anche:
- Maschi e femmine: differenti dalla nascità?
- Ne maschio, ne femmina. La scelta di una mamma.
- Tema del mese: una questione di genere
- L’Italia non è un Paese per donne… ma neanche per uomini!
- Femmina e maschio (li partorì)


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Grazie, Serena, post stupendo, e l’ultima riflessione mi rimarrà dentro.
Io forse ero più “maschiaccio” di te, nel senso che a) lo sono rimasta anche in adolescenza (e anche dopo, e ancora adesso) e b) io ero fiera di esserlo, ma fiera fino in fondo.
Io a tre anni rubai gli attrezzi di mio padre e piantai chiodi nel tavolo (per fortuna quello suo da lavoro e non quello da pranzo…) e credo che non ringrazierò mai abbastanza i miei per aver reagito regalandomi una tavola di compensato e una manciata di chiodi tutti per me. Io a pallone coi maschi ci ho sempre giocato, perchè a scuola mia si giocava tutti insieme, ma noi femmine se non ci passavano la palla gliela facevamo pagare. Sul campo. Certo, alle superiori con le classi di ginnastica separate ho sofferto, e poi crescendo ho sofferto ancora, ma sono felice di aver potuto, nella realtà in cui sono cresciua, sviluppare quelle che erano delle mie passioni senza pressioni perchè fossi femmina.
Eccellente post, come del resto i precedenti, forse da conoscente di vecchia data mi sto gradualmente trasformando in tuo fan. ;-D
Far giocare maschi e femmine insieme è necessario per una sana “competizione” anche nella crescita. Ti ricordi quante volte negli scouts quando giocavamo le partite miste la competizione tra maschi e femmine era alta, spesso c’erano marcature miste, ci passavamo la palla perchè le ragazze erano parte della squadra e avevano la stessa voglia di giocare e vincere dei ragazzi.
Mia figlia vuole giocare a pallone con i maschi, ovviamente la palle non gliela passano neanche se si fa verde. Dopo alcune volte che lei gioca a pallone, altri genitori ci chiedono del perchè io e mia moglie facciamo giocare mia figlia con i maschi con il rischio che diventi lo zimbello femminile della scuola.
Rimasi basito. I miei tentativi di ribattere erano vani, mi sembrava di essere un pesce, muovevo la bocca e non riuscivo ad emettere suoni, probabilmente il mio cervello (non sono un genio, non lo sono mai stato e mai lo sarò mai) si rifiutava di rispondere ad una domanda priva, secondo me, di ogni significato logico. Andai via scuotendo la testa, chiedendomi in che mondo viviamo.
La tua tesi che le divisioni hanno ragioni culturali viene confermata anche nel 2010.
Anch’io, come te, sono sempre stata un maschiaccio: giocavo sempre coi i maschi con macchinine, a fare gare in bici, a fare i pirati e mi sono sempre sentita bene. I miei mi hanno sempre “assecondato”, una volta mi regalarono anche un fortino con tanto di soldatini ed io ne fui felicissima. I miei vicini di casa erano perlo più maschi e non mi hanno mai guardata a distanza perché ero di sesso diverso, anzi abbiamo sempre giocato insieme. A scuola, durante l’ora di ginnastica, si facevano sempre squadre miste, che fosse pallavolo o baseball. Ancora oggi preferisco la compagnia maschile per il semplice fatto che mi diverto di più coi maschi che con le femmine, mi ci trovo più a mio agio, non metto gonne ma pantaloni perché mi sento più comoda. Sono felice di aver avuto un maschio perché mi sento più a mio agio con le macchinine che con le Winxs. Hai proprio ragione, bisognerebbe proprio andare oltre, guardarsi l’un l’altro come persone e non come maschi o femmine, seguendo ognuno le proprie inclinazioni e la propria natura.
Penso che per certe donne sia più facile fare pace con la propria femminilità a 25-30 anni che non da piccole.
Io spesso mi sono definita (e talvolta mi definisco ancora) “un uomo gay nel corpo di una donna”: molto cerebrale, con schemi mentali molto simili a quelli maschili (nell’amore per la mia indipendenza, per esempio, o nella serenità con cui facevo sesso occasionale quando ero single), nessun interesse per la maggior parte dei discorsi “da donne”. Per dire, alle feste di solito io ero in cantina a bere e raccontare storie con gli uomini, mentre le altre stavano in casa a rimirare le tende o i corredi.
Sono tuttora così, ma ora ho anche un corpo. Femminile, capace di muoversi in modi che mi fanno sentire più bella e di condividere questa sapienza con altre donne. La danza ha fatto il miracolo: da quando ho cominciato a praticarla, sono completa.
Va da sé che, se qualcuno attacca a parlare di corredini e tende, dopo un minuto mi si può ancora sentire russare.
Lanterna… ma rivedere la selezione delle tue amicizie, no? Scusami, ma chi è che parla di corredini e tende alle feste???
@Barbara anche io ho passato delle fasi in cui ero orgogliosa, ma altre in cui ero confusa. Credo che ogni volta che si cerchi di categorizzare, mettere etichette, anche magari inventandone di apposite, si corre il rischio di limitare tutto l’altro possibile. Come genitori dobbiamo proprio impegnarci perché questo non avvenga.
@Mauro il tuo racconto mi intristisce, e mi scoraggia in parte dopo tutti racconti fatti finora da tanti genitori anche di femmine, che si impegnano per riuscire a dare un’educazione libera da stereotipi. Finché non ci si scontra con il mondo li fuori.
@Lizzina il fortino! Era il mio preferito! Meraviglioso
@Lanterna beh, sfido chiunque a rimanere sveglio se sente parlare di corredini e tende. Comunque a me già che alla feste ci si divida in uomini da un lato e donne dall’altro mi viene un nervoso!
@ Mauro
il tuo racconto fa il paio con la conversazione che ho letto sulla bacheca facebook di un’amica – ne parlavo nel post “ne maschio ne femmina”.
Ricevo via Facebook il seguente messaggio da un’amica:
“Dove iscrivereste un bambino di 5 anni ad un corso di ginnastica artistica?” E’ seguita una decina di commenti del tenore “Ma gli fai fare proprio ginnastica artisticaaa?” – la mia amica si è sentita in dovere di specificare che gli avrebbero insegnato le capriole e non a danzare con i nastri – finché è intervenuto il marito-padre dicendo che suo figlio è un vero maschio e gli piace stare in mezzo alle ragazze.
Ho sentito il bisogno di rimarcare pubblicamente che la sequenza di commenti era inappropriata e sessista, e i commenti si sono fermati, ma mi rimane il dubbio di aver fatto peggio.
Che bell’articolo, alla fine mi sono anche commossa.
Maschi e femmine, fate quel che volete, qui i ruoli sono ancora diversi. E si, esistono ancora nelle riunioni di famiglia il gruppo umini (ma nel mio campione, niente cantina, sta sul divano
) E quello donne che ammira quadri, tinta muri e tende. Ecco, poi si, c’è anche l’alternativa bambini, ma ultimamente non mi basta più nemmeno quella!
Questo post è davvero commovente.
Mi sono ritrovata, anche io ho spesso fatto scelte maschili, mi sono ritrovata in contesti maschili volendo essere me stessa, ma riuscendoci con difficoltà..
Bellissimo questo post.
Speriamo di crescere una generazione migliore…
Serena, sono molto d’accordo con questa visione. Tocchi dei punti fondamentali e l’immagine di quel disorientamento per non saper giocare quella palla liberamente consegnata alla tua fantasia, al tuo controllo, alla tua competenza, mi sembra un’immagine molto bella. Penso anch’io che il clima generale in cui si cresce costituisca un elemento di condizionamento molto forte. Lo è stato per noi bambine- maschiaccio e “cattive” e poco allineate e lo è per i nostri bambini che devono costruirsi in un contesto complicato i propri modi di distinguere e scegliere. Aggiungo anche che spessissimo si ha veramente la sensazione di dover costantemente ripartire da zero come se certi valori dovessero essere sempre riguadagnati sul campo e questa è una realtà di fatto innegabile per le donne perché evidentemente la società – e i singoli? – non li ha maturati compiutamente e in modo equilibrato. Il problema è che poi questo dato di fatto purtroppo ci fa assumere un atteggiamento sempre in difesa. Come una specie di “eccesso di legittima difesa” per cui per difendere qualcosa che di sicuro va difeso, finiamo per colpire anche chi in molti casi sta facendo un faticoso percorso insieme a noi alla ricerca di nuovi equilibri, di nuove complementarietà. Così sembra stranissimo che qualcuno ci passi la palla perché siamo sempre state abituate a cercare di scartare l’avversario. Questo nostro atteggiamento però, secondo me, è dannoso se indiscriminato e non perché non è politicamente corretto essere “bambine cattive” pensare, difendere e anche incazzarsi ma perché in tutto ciò ci rimettono tutti donne, uomini e nuove generazioni di bambini (cattivi e non..). Come conciliare le due cose (difesa di certi valori di pari opportunità eguaglianza di diritti ecc ma nello stesso tempo costruzione di un modello di complementarietà ) non so. E’un discorso che dura parla da 40 anni. Sicuramente secondo me una riflessione su di sé, su quello che vogliamo per noi, su quello che non vogliamo ripetere con i nostri figli è doverosa e partire dalla propria esperienza privata – come si capisce da questo post e dall’impostazione generale tua e di Silvia – è come sempre una grande risorsa. E un’altra cosa che hai scritto mi sembra veramente importante : giocare la partita divertendosi (senza cedere al ricatto della necessità di difendere sempre o di attaccare sempre) perché solo divertendosi (che significa sprigionare la propria creatività, la propria passione e le proprie capacità qualunque sia la direzione scelta) si possono tirare fuori le risorse migliori.
Io non sono mai stata un maschiaccio. Non mi piaceva il calcio, non mi piacevano le armi -complice un padre che le partite non le guardava e non le guarda, anche se invece mio fratello ha attraversato un lungo periodo di calcio dipendenza: ci si ribella alla famiglia anche così
. Eppure, anche le bambole non mi interessavano, e ora mi addormento se si parla di tende però non so truccarmi e non so vestirmi da donna. L’essere femmina è stato un problema, grosso, solo quando ho dovuto scegliere se fare figli o continuare per la mia strada. E ora, se provo a chiedermi se per le mie figlie ci saranno gli stessi ostacoli, mi rispondo che probabilmente la situazione, qui in Italia, sarà ancora peggiore. Per fortuna, lontano da qui, vedo che ci sono paesi in cui le cose vanno meglio
Io ho un vissuto opposto a quello di Serena. Durante l’nfanzia ero molto bimba e ho avuto la mia fase rosa, chiedevo perfino ai miei di acquistare la macchina rosa (quella vera intendo) o, al limite, arancione…. Crescendo sono cambiata molto e ho preso le distanze da certi atteggiamenti considerati, a ragione o a torto, prettamente femminili. Non so dire quanto la fase rosa sia stata influenzta dall’ambiente che mi circondava, però sono sicura che quello che è venuto dopo (il cambiamento) è stato frutto di ragionamenti che ho fatto miei e di cui sono contenta…sarà quella che qualche post fa veniva chiamata strutturazione della personalità?
Questo post è davvero bello, l’immagine del compagno di squadra che passa la palla è davvero toccante.
Anch’io ero un “maschiaccio”, non dal lato sportivo in quanto pippa a 360°, ma facevo a botte, non mi piacevano le gonne (no ma ve li ricordate i kilt con lo spillone, de che stiamo a parlà??), avevo sempre la risposta pronta e sono sempre stata molto razionale, se vogliamo abbondare nello stereotipo uomo-pensante vs donna-isterica.
Devo dire però che credo di aver vissuto questa cosa nel complesso in modo sereno.
Non so spiegarmi bene come, ma forse proprio la mia famiglia “tradizionale” con mamma casalinga, genitori del dopoguerra che non sono stati molto coinvolti dal ’68 e dal femminismo, mi ha sempre dato stimoli “ad personam” e non “ad femminam”, spingendomi a studiare, a pensare, a crescere, a viaggiare.
Non ricordo una sola volta in cui mi abbiano detto “non si fa perché sei una bambina”, invece moltissimi i “non si fa perché è pericoloso/stupido etc”.
Avendo rinforzato il mio ego in questo modo, quando inevitabilmente ho cozzato contro commenti sessisti o comportamenti stereotipati ho sempre reagito energicamente. Ora mi ritengo una persona equilibrata, femminile a suo modo anche se certo non vado in visibilio per le tende…spero di riuscire a trasmettere la stessa sicurezza a mia figlia, sperando anche che nel frattempo le cose siano migliorate rispetto agli anni ’80.
Certo sarà un lavoraccio
@CloseTheDoor io credo che tu abbia fatto la cosa giusta. Non penso che certi discorsi possano essere lasciati incontestati, se non altro perché è mia convinzione che spesso si fanno senza pensare troppo. Se sei riuscita a far venire anche solo mezzo dubbio a qualcuno, allora ne sarà valsa la pena
Ho iscritto mia figlia di 5 anni a minibasket, quest’anno. Alle lezioni di prova si era divertita. Da una mamma,di un maschio, mi sono sentita dire che le faccio fare sempre cose da maschi…(!)
Bah! 2010?(L’anno scorso, peraltro , faceva danza..)
Siamo noi adulti i primi a ghettizzare i sessi e poi ci soprendiamo se alle feste ci si divide in androceo e gineceo, che tristezza!
Che poi negli USA il calcio é sport “da femmine”.
Il mio prof, americano trasferito in Svizzera, un giorno disse a sua figlia “ma perché non giochi a calcio?” e lei rispose inorriditissima “ma é un gioco da maschi!”.
I negozi di giochi in Svizzera sono ancora piú segregati per sessi che in Italia, se é possibile.
Mai avuto fasi rosa, per fortuna, lo detesto anche adesso. Le mie bambole di solito finivano bendate, ingessate e col termometro in bocca, che volevo fare il dottore (non mi é riuscito, causa voto basso alla maturitá, sono biologa).
Mi sono accorta che un mio commento precedente non è passato: volevo dirti anche io, Serena, è un post magnifico, toccante, che rende molto chiaro quanto sottili siano i messaggi che mandiamo e riceviamo quotidianamente – e che per quello che mi riguarda rende conto di un’aporia che riscontro spesso, cioè tra la percezione di vivere in una società misogina e la difficoltà di rendere in che cosa consiste questo, quotidianamente, quando le barriere principali e più odiose (l’impossibilità di fare alcuni mestieri, per esempio) sono state abbattute.
[...] (insieme al set completo di bambole si intende). E’ stato addirittura coniato il termine maschiaccio“, tra il serio e lo scherzo, con bonaria accezione positiva, si intende, per render conto e [...]
Da piccola io non ero come le altre, a cui piaceva giocare con le barbie, alle principesse e rubare i vestiti alle mamme, io staccavo le teste alle barbie e piuttosto che giocare alle principesse o alle mamme io preferivo di gran lunga giocare a calcio “con i maschietti” o con una macchinina telecomandata. La prima volta, a 7 anni, ricordo che ero al parco con mia madre e, vidi appunto dei bambini che stavano giocando a calcio, mi avvicinai e chiesi loro se potevo giocare anch’io, mi guardarono tutti con la faccia schifata, poi uno mi disse:<>, allora, io un po’ innervosita per il tono con cui mi aveva parlato gli dissi:<> allora questo vantandosi mi dice ancora:<> e mi diede un pacca sulla spalla io, allora per dimostrazione della mia forza, gli diedi uno spintone che lo scaraventò a terra, lui si rialzò e incominciammo a litigare: ce ne dammo di tutti i colori!!! Poi intervennero le mamme a dividerci, la mia mi prese da parte, mi diede un paio di ceffoni e disse:<>. Mia madre mi rimproverò varie volte per questo motivo, però io non la ascoltavo. Io sapevo di essere una bambina, ma se “essere una bambina” significava essere una bambolina, tutta perfettina: pulita, profumata, che aveva paura di sudare perché si rovinavano i capelli ecc, io non mi ci sentivo femmina, ero di natura vivace, io da piccola odiavo farmi il bagno, amavo stare nel mio sporco, ero di natura così. Comunque anche senza quei bambini imparai lo stesso a giocare a calcio, basket, a fare acrobazie con la bici, ad andare sullo skateboard (e fare trick mozzafiato modestamente), a nuotare velocissima (modestamente), e col tempo imparai anche a difendermi come si deve. Ora ho 14 anni e sono ancora un maschiaccio e ne vado fiera, perché è la mia personalità. Mia madre però non l’ha mai accettato, lei mi voleva e mi vuole ancora un “ragazza perfetta”, non capisce che mi piaccio così, lei è egoista, della felicità dei figli se ne frega, pensa solo a fare bella figura con la gente; tutti i giorni mi compra vestiti che piacciono al lei (non a me), e si arrabbia se non li indosso. Tutta la mia famiglia è convinta di questo come lei, pensano tutti che le femmine devono essere femmine; io vorrei tanto scappare perché non li sopporto più!!! Che motivo hanno per tormentarmi??? A scuola vado più che bene, la mia media è del 9-10 in tutte le materie, dovrebbero esserne fieri??? No, invece non si accontentano mai!!! Non sono maleducata, non fumo, non bevo, i miei amici sono tutti persone per bene,sono astemia dal sesso(non mi interessa per adesso, anche se avessi un fidanzato) credete che ne hanno abbastanza??? NO NO e poi NO!!! Loro non ne hanno mai abbastanza!!!! Sapete quando la finiranno con questa storia??? Quando io diventerò come vogliono loro, perché hanno la convinsione che tutto va come vogliono loro. IO VOGLIO SCAPPARE!!! MI SENTO IN TRAPPOLA!!! SONO STUFA DI QUESTA SITUAZIONE!!! Perché non posso avere una famiglia normale?????
Cara Ragazza-maschiaccio,
spero di non far male provando a risponderti sulla base della mia esperienza: secondo me queste cose succedono quando un genitore ha paura che suo figlio venga isolato dagli altri.
Teoricamente siamo tutti molto d’accordo che se vuoi bene a tuo figlio, lo accetti così com’è, ma i problemi cominciano se ti sembra – o hai paura – che qualcuno lo escluda o lo prenda in giro. Allora la mamma o mena sui denti a tutti, oppure puo’ succedere che si chieda se LEI ha sbagliato qualcosa con suo figlio. E lì, probabilmente c’entra anche un po’ di insicurezza da parte del genitore stesso.
Insomma il “torchio” sui vestiti ecc. secondo me non è perché i tuoi non sono contenti di te o perché vogliono fare bella figura con gli altri, ma perché si sono fatti prendere dall’ansia che per te tutto fili sempre liscio, che tu non esca troppo dalla loro idea di come sono fatti gli altri ragazzi perché pensano che altrimenti potresti essere ferita.
Mi sono spiegata? So per esperienza quanto male puo’ fare questo atteggiamento, ma vorrei dirti di tenere duro con la consapevolezza che i tuoi ti vogliono bene, anche se cercano di dimostrarlo in un modo che per te è sbagliato. Prima o poi capiranno che tu ti senti bene nella tua pelle e che si stanno preoccupando per niente.
Close The Door, non ne sono molto convinta di quel che hai scritto, perché lei sa che posso cavarmela benissimo da sola (sa che mi faccio rispettare) e, poi ho tanti amici che mi vogliono bene e sarebbero disposti a farsi in quattro per prendere le mie difese (e io ovviamente farei lo stesso), perciò non corre nessun pericolo. Lei ne fa proprio un fatto personale: mi vorrebbe “la sua barbie” da vestire, truccare, pettinare ecc. come vuole lei!!! Io e mio fratello fin da bambini siamo sempre stati in disaccordo su tutto, non c’era un giorno in cui non litigavamo ed, ancora oggi è così; mia madre, quando litighiamo o magari giochiamo solamente a far la lotta, si arrabbia perché facciamo baccano, ma se la prende di più con me perché secondo il suo parere le femmine non devono fare la lotta con i maschi. Mi vieta qualsiasi cosa (a prescindere se fatta da sola o in compagnia), si arrabbia quando vado in skate, quando devo fare un partita con la mia squadra (di cui sono capitano da due anni), quando mi vede che impenno con la mia mountain bike e, ai colloqui qualche mese fa siamo andate dalla mia prof. di ed. fisica che ha parlato per un po’ di me: ha detto che sono una ragazza vivace, molto sportiva, che non ha paura di rompersi un’unghia, insomma un vero maschiaccio e ha continuato informandola dei miei ottimi voti nella sua materia (come in qualsiasi altra), mentre la prof. parlava io vedevo nel volto di mia madre la vergogna che le bruciava dentro, quando uscimmo mia madre mi ha detto Ma non ti vergogni??? Te lo ha detto pure la professoressa che sei un maschiaccio!!! Quando cambierai??? e continuò con la ramanzina per tutta la serata!!! Con questo voglio farti capire che non credo che lo faccia per protteggermi, ma più per non farsi giudicare dalla gente.
@Ragazza-maschiaccio forse tua madre ha proprio paura di questa etichetta “maschiaccio” perché non sa bene cosa significa e magari ha paura che nasconda più di quello che fa in realtà. Forse potresti provare a superare questa etichetta anche con te stessa e invece di definirti un maschiaccio, pensa a te stessa come ad un individuo, una persona a cui piace fare certe attività piuttosto che altre. Non ti definire in nessun modo, e di a tua mamma di stare tranquilla perché te non sei un maschiaccio, sei semplicemente te stessa, e fai le cose che ti piace fare, e frequenti gli amici che ti piace frequentare. E poi vai tranquilla per la tua strada, che ad essere se stessi ci si guadagna sempre, e prima o poi tua mamma lo capirà. Un abbraccio!
La situazione sta degradando!!! Oggi ho litigato di nuovo con mia madre, per un motivo super banale: lei voleva che indossassi un reggiseno imbottito (siccome sono compleatamente piatta), scusate perché si chiama reggiseno??? Perché è stato costruito per reggere il seno, per tenerlo fermo, ma se una di seno non ne ha per niente, che le va larga perfino una prima, che se lo mette a fare??? Per decorazione??? Oddio, ci sono certe che se lo mettono per questo motivo, ma io non sono fra queste, sono convinta che se non ce l’hai non te lo metti. Insomma sono stata tutta la mattinata a litigare con i miei: mia madre che diceva Tu sei femmina e anche se la natura non ti ha dato un seno abbondante, ci pensano le scoperte dell’uomo!!! e mio padre annuiva a tutto ciò che diceva… Menomale che poco dopo son venuti a chiamarmi i miei amici e sono andata via che se no scoppiavo letteralmente!!!! Io non ce la faccio più…
Ragazza, qui mi sa che fai aprire una sezione del blog per gli “sbrocchi” dei figli ;-D Ti confesso che mi fai ripensare alle litigate con mia mamma e alla profonda sensazione che riusciva a darmi di essere Sbagliata se facevo, dicevo o pensavo una cosa che non le andava bene. Adesso che ho una figlia, capisco quanto questo fosse dovuto alla SUA insicurezza personale, e la SUA paura del giudizio degli altri sull’essere “una brava mamma”, che è stata per lei – e quindi per me, di riflesso – assolutamente devastante.
Posso solo darti una pacca sulla spalla e incoraggiarti a non litigare, ma se riparte alla carica, prova a spiegarle – con calma, per quanto è possibile, come se tu avessi 18 anni e non 14 – quello che pensi sull’argomento. Non è detto che approvi né che capisca, ma solo il farlo secondo me ti farà sentire meglio; con il tempo anche tua mamma capirà quanto sta sbagliando. Te lo assicuro.
Mi auguro che tu abbia ragione, perché mi sento veramente male ad alzare la voce con i miei, d’altronde sono sempre i miei genitori, la mia famiglia a cui voglio molto bene (perfino ai miei meravigliosi cani), io non sarei capace di far male ad una mosca figuriamoci ad un parente, certo quando la pazienza mi scappa è meglio dileguarsi, ma è difficile farmi perdere la pazienza, perciò voglio credere che, come dici tu, si aggiusterà tutto, che mia madre (ma anche tutta la mia famiglia) mi accetti per quel che sono e non cerchi di cambiarmi… Sarebbe un sogno che si realizza… Speriamo al più presto…
Ragazza se posso darti un consiglio spiega a tua madre che non hai nulla contro il reggiseno in sè, e che quando il tuo seno lo richiederà sarai prontissima a usarlo, ma che per ora vorresti goderti gli ultimi anni (mesi?) di libertà senza quell’affare scomodossimo addosso. Magari se le fai vedere che non ti senti ANCORA femmina ma che sei pronta ad accettare la tua femminilità quando arriverà il momento, si calma un pò. Te lo auguro di cuore.
Vi consiglio di vedere su Youtube un video un documentario “Il corpo delle donne”, poi ne discuteremo insieme, faremo una specie di “dibattito” se vi va.
Lo conosciamo bene “Il corpo delle donne” e mi fa piacere che lo abbiano visto anche le ragazze più giovani
Pensavo che mia madre si fosse calmata, avesse capito che non sono la sua bambolina, invece è tornata alla carica!!! Oggi si arrabbiata di nuovo con me perché dice che non la aiuto in casa(come quasi tutti gli adolescenti di oggi sono sfaticata), io a mia difesa ho detto Ma nemmeno Raffaele ti aiuta! Perché dovrei farlo solo io??? e lei Non imischiare anche Raffaele in questa storia! Lui è maschio!, e che significa??? Non siamo mica ritornati ai tempi in cui le donne erano le serve degli uomini??? Mica siamo in Islam??? Siamo in Italia e, fortunatamente è una nazione dove le donne non indossano il burqa e non sono sottomesse agli uomini (certo abbiamo anche noi i nostri errori come dimostrato dal video “Il corpo delle donne”, ma quello è un altro capitolo). Ma il punto non è che io non voglio aiutarla, anzi io se potessi aiuterei tutti, a prescindere se maschi o femmine, umani o animali ecc, il punto è che lei crede che le donne debbano accontentare sotto tutti gli aspetti gli uomini e non possano contenstare, certo non so se è così, ma lo lascia intendere dai suoi comportamenti, ad esempio il fatto che io giochi a calcio e a lei non le va giù perché pensa che sia un gioco “solo da maschi”, lascia intendere che sia d’accordo con la discriminazione femminile, ma non solo questo, ci sono tante altre cose che io faccio e a mia madre, ma anche al resto dela mia famiglia, non vanno giù. Non so se è dall’epoca in cui è nata che le ha fissato in mente questi concetti, ma oa siamo nel 2011, si aggiornasse!!!
Sai Ragazza, faccio fatica a pensare che quello che scrivi sia vero, cioè che una mamma del 2011 dica chiaramente alla figlia femmina che lei deve aiutare con le faccende domestiche, mentre suo fratello no.
Il tuo congiuntivo imperfetto finale mi fa pensare che tu venga dal Meridione, ecco da noi settentrionali le cose si fanno più sottili: per esempio, mio papà ha sempre aiutato mia mamma con i lavori domestici e mia mamma gli chiede senza problemi, però poi “si vergogna” (mia mamma) con le vicine se qualcuno dovesse vederlo mentre sbatte il tappeto in terrazzo. L’ha rasserenata la mia battuta : “Ma siamo in Italia o in Afghanistan?”.
Se ti puo’ consolare conosco pero’ delle donne che sono a tutti gli effetti d’accordo con la discriminazione femminile, non nel senso che dicano che le donne sono inferiori, ma che, però, insomma, tutto questo desiderio di mettersi a fare cose da uomini porta più male che bene, perché poi gli uomini vanno in crisi e se gli prende la paura delle donne, non le sposano più (questa la sintesi del discorso).
Se tua mamma ragiona così, la vedo dura farle cambiare idea… mi ritrovo però nel consiglio di Barbara, cioè di guadagnare tempo stemperando le tensioni. Un bacione
Scusa per l’errore che ho fatto, Close, per quanto mi sforzi di nascondere gli errori delle mie origini studiando molto e cercando di avere sempre la dizione perfetta delle parole, il più delle volte capita che qualche errorino si faccia vivo, ma ciò non significa che mi vergogni della mia nazionalità, anzi io adoro la Puglia (la mia nazione natale). A me non fa né caldo né freddo se cerca di cambiarmi, di farmi indossare cose che piacciono solo a lei (cosa che fa molto spesso), ormai ho imparato ad ignorarla sotto questo aspetto; quel che mi ha colpito maggiormente (quasi ferito) è stato il fatto che ha impedito a mio fratello di non fare le pulizie e a me invece sì, mi ha trattata, non dico come una servetta da quattro soldi ma quasi. Io non credo che sia proprio un maschilista, forse io ho esagerato un po’ con l’espressione che ho usato (o almeno lo spero), secondo me lei mi vorrebbe una ragazza normale secondo lei, però. Perché si guarda intorno e quelle ragazze che vede (figlie di sue amiche, cugine, sconosciute ecc) non sono esattamente come me: non giocano a calcio con i “maschi”, non fanno pazzie con la bicicletta, si truccano, curano di più la loro bellezza che la loro mente, la maggior parte delle volte (forse perché questa è l’era dell’apparenza)io invece non sono così, a me della bellezza fisica non importa molto, per me sono più importanti le capacità di una persona, ad esempio prendiamo un pingo pallino qualunque, Aida Yespica, bellissima ragazza, tutti gli uomini le stanno con il fiato sul collo, ma mettiamo il caso che non fosse molto intelligente (e per intelligente non intendo solo che prende ottimi voti a scuola), sarebbe una persona vuota, senza significato e, allora, per quale motivo sarebbe diventata famosa??? Per la sua bellezza??? E’ un motivo assurdo!!! Il punto è che mia madre mi vorrebbe come vuole lei, appunto “la sua barbie”, ed io questo non lo tollero e cercherò in tutti i modi di farle cambiare idea, dovessero costarmi 100 anni…
*dovesse costarmi 100 anni…
Non so se questo è proprio il luogo giusto per dire ciò che sto per dire, ma ho bisogno di confidarmi con qualcuno. Ciao, io mi chiamo , ho 16 anni, sono di Napoli, sono una ragazza un po’ cicciotella (fin da bambina, non sono mai stata una ragazza magra) e LA MIA VITA FA SCHIFO!!! Il problema principale è che non ho amici, c’ho pensato molto a quel che poteva essere lo “strano” in me, e ho tirato 3 conclusioni: 1. Nessuno mi vuole perché sono una cicciona
2. Sono TROPPO TIMIDA
3. Sono un aliena ke gli puzzano i piedi di gorgonzola andato a male, le ascelle di immondizia stagionata da 1 settimana, e la bocca di cesso otturato (come dicono al nord: la fiatella!)
Quale sarà di queste 3???? Bè… la 1 non può essere perché ce ne sono tante di ciccione al mondo, più o meno grasse di me, ma però comunque sia li hanno degli amici, la 3 non credo proprio di esser nata aliena, rimane la 2, forse è qst il problema: la mia timidezza!! Anche se mi avvicinasti a 1 persona x fare amicizia, non ce la farei, ho sempre la paura k m respinge x il mio aspetto poco carino, è + forte di me non ce la faccio… Però non ce la faccio + nemmeno a uscire cn i miei genitori, insomma ho 16 anni non posso stare fino ai 18 attaccata al mutando di mamma, poi mi vergogno a farmi vedere in giro con i miei genitori dagli altri teenegers, soprattutto i miei amici di classe… datemi un consiglio per sbarazzarmi della mia timidezza e… della mia ciccia!
Racchia…: dieta, movimento e amicizie nuove? Troppo banale come consiglio?
Mia cugina, Noemi, 3 anni più grand di me, è strana, lo è sempre stata!!! Da piccola, io andavo spesso a casa sua per giocare e, ogni volta mi lasciava sempre sola, cioè lei giocava con i suoi amici e, mi invitava anche a giocare, ma io non non volevo giocare perchè i giochi erano maschili, cioè giocavano a calcio, con le carte di Yugioh, a guardie e ladri, a pesce squalo ecc, tutti giochi da maschi!!! E così rimanevo sempre in casa a giocare da sola con le barbie che mi portavo da casa… Un giorno era di mattina, appena ci siamo svegliate, siccome dormiamo nel divano-letto quando ci sono io, le ho chiesto se le andava di rimanere in casa con me questa mattina, per giocare un po’ con le barbie o a vedere “Scary Movie” al computer, lei mi ha detto che doveva andare in bici con gli amici, e così anche quella volta è riuscita a lasciarmi sola con le mie barbie…Oggi, io 11 anni, quasi 12, lei 14, non è cambiato niente!!! A me son venute le prime mestruazioni, a lei ancora no, io sogno di avere un fidanzato che mi baci e mi coccoli, a lei non frega niente, lo trova un sogno “banale”, lei sogna di nuotare con federica pellegrini, il suo idolo, o di entrare a far parte dell’inter un giorno, la sua squadra preferita, cose del genere!!! Io ho la passione per le unghie smaltate, i trucchi, i vestiti, le scarpe, e sopratutto per il canto, lei ama cose tipo il nuoto, il calcio, quello sport dove si usa quella tavola con le ruote (lo schatabord, bo che ne so…), insomma va pazza per lo sport, e sinceramente non so come faccia, a me non piace lo sport, ti sudi, si sporcano i capelli, ti puzzano le ascelle e…poi SI SPORCANO I VESTITI!!! Beh… da piccola anch’io giocavo a pallavolo, ma ero piccola, non potevo capire, cioè, se incontri il ragazzo che ti piace proprio mentre sei conciata così, dimenticati che ti potrebbe baciare prima o poi. Insomma io voglio una cugina di cui posso discutere di fatti tipo Uh, ma l’hai visto quel ragazzo… quello biondo, con gli occhi celesti, wow, è proprio uno schianto! oppure Wowwwww, questo vestito è una bomba!!! Farò colpo su tutti i ragazzi con questo!!! , cioè discussioni da femmina tipo queste… però lei non è così
voglio una cugina con cui posso andare a fare shopping, comprare accessori stupendi, vedere ragazzi belli per strada e sculettare proprio davanti a loro in modo che dicono Wow, che fighe quelle due!, voglio una cugina con cui fare un pigiama party e parlare delle nostre cotte, di come ci piacerebbe fosse la nostra prima volta e con chi, sparlare delle ragazze che fanno anche loro il filo al ragazzo che ti piace, prestarci vestiti, bracciali, collane, profumi ecc, truccarsi a vicenda facendo una lo specchio dell’altra, fare le sfilate di moda per i corridoi della casa, oppure concerti sul letto con il telecomando in mano, vorrei una cugina tipo così, come faccio a capirle che la vorrei diversamente????
Ciao, sono sempre io, colei che fino a poco tempo fa soprannominava come “Ragazza vuole essere maschiaccio”, oggi ho cambiato soprannome perché ho capito che non sono un maschiaccio, appunto sono una “Ragazza con gusti diversi” a cui piacciono certe cose invece che altre, ma la mia famiglia purtroppo questo non l’ha ancora capito, sono proprio delle teste di coccio!!! Mi cercano sempre di cambiare. In famiglia siamo due figli, un maschio, Raffaele, e io, che mi chiamo Noemi, a lui, gli fanno fare quel che vuole: non lo tartassano con i messaggini e le chiamate alle 21.00, quando è con gli amici, se non vuole apparecchiare la tavola non gli dicono niente, se la sua camera è sporca da una settimana, mia madre si tappa la bocca e gliela pulisce, se semina calzini per casa non si lamenta nessuno, lo fa solo mio padre quando vede che si è rubato i suoi di calzini, se fa una scorreggia, la passa liscia pure lì, invece a me la questione è TOTALMENTE diversa: quando esco con gli amici, già dalle 21.00, anche prima, mi incasinano di messaggi e telefonate, nonostante sanno che sono una tipa che le mani addosso non se le fa mettere, infatti l’ultimo che ci ha provato è finito all’ospedale e, da allora non si fa più vedere in giro, se non apparecchio la tavola, mia madre non mi fa trovare il piatto di pasta e, menomale che me la cavo a cucinare, se la mia camera è sporca da una settimana, mia madre non la pulisce, ma tanto sono abituata a vivere nel mio porcile!!! Se semino i calzini per casa, mia madre si fa venire i 5 minuti buoni, se quelle rare volte che mi scappa un scoreggia, tutti io me li sento i giudizi <>. Insomma questa è la situazione a casa mia, e non ce la faccio più, perché non è giusto che una cosa che a me non me la fanno passare liscia e a mio fratello sì, non è affatto giusto, le regole sono uguali per tutti, no??? E poi un’altra cosa non ho capito, non so se ve lo dicono anche a voi, perchè quando si parla del futuro se è un maschio si augura che abbia un buon lavoro, una bella casa, tanti soldi ecc, invece se è una femmina si augura di sposare un uomo che abbia un buon lavoro, una bella casa ecc, perché le femmine non possono avere una carriera tutta loro??? Non possono vivere indipendenti, senza campare sui soldi degli uomini???
In classe risquoto molta ammirazione, soprattutto da parte delle ragazze, tranne che da una: quella per cui impazzisco!!! E’ una ragazza “acqua e sapone”: così bella che non ha bisogno di trucchi per migliorarsi, intelligente (è la prima della classe), sportiva, vivace, allegra, spiritosa; non è vanitosa e frivola come lei altre: lei è un vero maschiaccio (le piace confrontarsi con noi maschi, e il più delle volte dimostra di essere superiore, ma non si monta); i suoi occhi parlano, dicono della sua dolcezza, generosità, adrenalina, coraggio e di tutte le altre sue infinitè qualità; non ha difetti, o almeno secondo il mio parere. Nonostante abbia 14 anni, è una bambina, non ha pensieri maliziosi, non ha peli sulla lingua, è stupenda!!!! Quello che mi fa ancora di più innamorare di lei è il suo spirito libero, io credo che non riuscirei a sentirmi mai così… Certo, noi siamo amici: ci parliamo, ridiamo, ci facciamo scherzi, ma non mi sta addosso come tutte le altre ragazze che mi sembra siano un po’ civette. Però il fatto che tutte mi stiano addosso, le fa pensare che sono un tipo vanitoso e si allontana. Come faccio a farle capire che voglio solo lei???
@Ragazzo innamorato, se è un maschiaccio magari le piacciono le persone dirette. Hai provato semplicemente a dirglielo?
@ maschiaccio, gusti diversi e innamorato, o come mai avete tutti sempre lo stesso website “virginio”?
e mo’ basta
anche cuginastrana se è per questo!
Che facciamo?
Chiamiamo il Grande Fratello… che ci saprà spiegare come si può scrivere “risquotere”… con la “Q”…
e anche racchia… almeno cambiatevi l’avatar che si vede!
[...] ad ‘elasticizzare’ le giovani menti nella loro percezione dell’omosessualità, perchè la bambina-maschiaccio è simpatica a tutti, il bambino effeminato invece mette tutti in imbarazzo. Anche i genitori.Nell’esibizione [...]
Salve a tutti, voglio parlarvi di mia figlia, Giulia: una ragazza di 15/16 anni, abbastanza alta, capelli biondini molto lunghi, e occhi verde scuro, insomma veramente un bella ragazza (come tutte le mamme prediligo la mia bambina); per quanto sia perfetta fisicamente, ha anche lei i suoi difetti tra cui uno enorme: è fissata con la bellezza; pensa che sia tutto nella vita, però non è di questo che vi voglio parlare, vengo subito al dunque. Da un po’ di tempo, ha iniziato ad essere molto molto schizzinosa anche sul cibo, in poche parole mangia pochissimo, per paura di ingrassare. La sua giornata alimentare: a prima mattina non mangia mai, e quelle rarissime volte che lo fa beve giusto un mezzo bicchiere (di plastica) di latte, con due biscottini integrali né uno di più; a scuola non si porta mai niente; a pranzo mangia scarso 10 grammi di pasta con pochissimo condimento o si prepara un piattino d’insalata senza aceto e con due gocce contate d’olio, niente pane, niente secondo, niente contorno e niente frutta; lo spuntino pomeridiano non lo fa mai; a cena, perché noi mangiamo alle 7.00, non tocca niente, nonostante siano quelli della cena tutti cibi da poter smaltire facilmente. Io, ora, non voglio contraddirla perché se vuole stare attenta alla linea, buon per lei, però mangia troppo poco, non dico di mangiare una continuazione, ma almeno i tre pasti principali!!!! Glielo dico sempre e, sapete cosa mi risponde??? <>, avete capito cosa mi tocca sopportare per voler il bene di mia figlia??? Poi, lei, che è nella fase dello sviluppo ancora, deve saper nutrire adeguatamente il suo organismo, invece ogni volta che provo a parlare su questo argomento, lei mi sfugge dalle mani, rispondendomi male e andandosene a fare altro. Un altro motivo per cui voglio che mangi di più è perché fa molto sport: va in palestra 3 volte a settimana, fa jogging al parco ecc. La mia paura più grande è che subentri l’anoressia, perché poi sarebbe difficile uscirne, io già la vedo, quando si cambia, che si vedono un po’ le costole e la forma del bacino. Ragazzi, per favore aiutatemi, non so che fare.
Grazie mille
Ciao a tutti!
Io volevo solo dire che io sono veramente un maschiaccio.
Ho 14 anni ma ho pochissime amiche femmine e le poche che ho,anche loro maschiacci..
Da piccola ricevevo solo barbie per i compleanni ma non me ho mai toccata neanche una,al massimo gli staccavo gambe,braccia,o la testa o gli rasavo la testa..
Al mare vado con i pantaloncini con cui gioco a calcio,e a circa 11 anni ho litigato con mia madre per il reggiseno perchè comunque ho abbastanza seno ma non volevo portarlo..
Io gioco a calcio e a tennis e ne sono fiera! Vado sul surf e sullo skate,anche a due ruote,e (modestamente) faccio dei trick spettacolari.
Ho i capelli cortissimi e mi ci metto i gel per pettinarmi.
Tutte le mie amiche parlano quasi solo di trucchi e vestiti ma io mi sento un pesce fuor d’acqua quando fanno questi discorsi.
Litigo spesso con mia madre per questo.
Lei non vuole accettare che io sono così.
A circa 6 anni,al mio primo anno di calcio,il primo giorno,un bimbo mi rise in faccia,mi dette uno spintone e disse Io lo spinsi ancora più forte e lui cadde a terra,poi gli tolsi il pallone di mano e me lo misi far i piedi,iniziando a palleggiare.
Lui non mi disse più nulla,nessuno lo fece.
Anzi,impararono a trattarmi come uno di loro e per questo sono veramente contenta..Ancora oggi avvolte ci ripenso e sorrido. Sorrido davvero.
E ancora oggi gioco a calcio e non potrei esserne più fiera.
Ma mia madre trova sempre una scusa per non venire a essere presente alle partite. L’unico che mi capisce è mio padre,lui sì. Menomale..
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Siamo Serena e Silvia. Due conoscenti, che sono diventate amiche dopo aver scoperto di essere entrambe mamme di figli altamente energetici, che hanno travolto le nostre vite come un ciclone, e che pochi esiterebbero a definire iperattivi. Noi preferiamo il termine amplificati. [continua a leggere]go social! seguici
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