Un armadio tutto per me

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Una stanza, magari piccola, da condividere tra un ordinato e un disordinato? L’armadio può anche non essere lo stesso per entrambi e può anche non stare in camera. Soluzioni creative per convivere sereni.

Il mese scorso ho parlato di come sopravvivere alla condivisione del letto coniugale per garantirsi il giusto grado di riposo, autonomia e piacere della compagnia reciproca, dando dei consigli su cosa è utile fare prima di iniziare a sistemarselo. I passi che consigliavo di seguire erano: osserva, inventarizza, pianifica e scegli bene il letto. Oggi vorrei allargare il discorso alla stanza condivisa e in particolare come gestire la convivenza quando un coinquilino ordinato ha a che fare con uno che lo è meno. Lo faccio raccontandovi come abbiamo fatto noi e in generale mi riferisco alle camere matrimoniali, ma alla fine gli stessi concetti sono applicabilissimi anche alle camere dei bambini che dormono insieme.

Ordine-disordine?

Persino io che ho bisogno del mio caos creativo riconosco che si dorme meglio in una stanza che non offre distrazioni visive. Tutti abbiamo in mente quelle camere da letto bellissime, enormi, luminose e dotate di cabine armadio gigantesche delle riviste di arredamento ma spesso tocca fare i conti con la realtà. Poi ognuno ha i suoi gusti a proposito del walk-in closet, come chiamano la cabina armadio in inglese, l’armadio in cui puoi entrare camminando, e infatti il video sopra mostra come c’è anche chi preferisce un walk-in fridge. (E il fatto che la pubblicità giochi su due esigenze diverse, ingigantite ed estremizzate, ovviamente, la dice lunga sui desideri di spazio personale delle coppie conviventi).

E anche qui tocca inventarsi spazi e esercitare l’arte del compromesso.

Quando abbiamo traslocato ne abbiamo approfittato per cambiare lo spazio nel sottoscala in cabinetta-armadio con delle paretine in cartongesso. Questo ci ha permesso di isolare ulteriormente l’acustica delle zampate di figli che salgono o scendono dalle scale come se stesse crollando il mondo. Ognuno si gestisce i propri spazi e pace. Adesso però a me piacerebbe eliminare dalla camera il comò e un tavolinetto, che per come funziono io ci poggio sempre “un attimo” delle cose sopra. Libri, crema, panni lavati da mettere nei cassetti. Fa un disordine enorme.

Il maschio ordinato insiste che prenda l’abitudine di mettere tutto subito al suo posto, io ultimamente mi sto dicendo che se da 20 anni ogni superficie per me va usata, forse è più furbo, sempre nell’ottica “dormire meglio, creare un santuario del riposo in camera” toglierli proprio ed evitare le tentazioni. Ci devo pensare.

Un’altra cosa da sistemare meglio sono dei ganci per i vestiti da mettere fuori vista. I cesti della biancheria nostri sono anche in camera, separati, cosa che aiuta a non lasciare panni sporchi sparsi in giro.

Per i bambini invece il cesto passa continuamente dal corridoio al bagno, e piano piano, forse, arriveranno a capire che conviene spogliarsi vicino alla lavatrice o vicino al cesto e buttarci direttamente dentro i panni da lavare. Una mia zia infermiera con i turni fa così, e i suoi pigiami e vestaglie stanno direttamente in bagno, per evitare di svegliare il marito quando torna tardi. Altre persone che conosco tengono la biancheria intima nei cassetti del bagno, visto che la mattina fanno la doccia e ci saltano direttamente dentro.

Ma la soluzione migliore l’ho vista a casa di una madre di 4 figli organizzatissima. Siccome i bambini condividevano due camere abbastanza piccole, lei ha messo i giochi in soggiorno in appositi cestoni, mentre tutti gli armadi dell’ingresso sono stati dedicati al guardaroba dei ragazzi. Questo perché all’ingresso si affacciava il bagnetto con doccia con uno spazio contiguo ma separato da un tramezzo per lavatrice e asciugatrice. Per cui sia al mattino che alla sera era un attimo tuffare i figli in doccia, farli passare dal pigiama ai vestiti e viceversa, lavare, asciugare e ripiegare tutto sul posto in modo che tutto fosse a portata di mano in modo pratico, mentre le camere rimanevano dedicate al risposo e alle attività tranquille. Inoltre nel bagno aveva fatto installare uno scarico a pavimento e un rubinetto basso fornito di tubo in gomma. Le bastava insaponare piastrelle e sanitari, sciacquare tutto col tubo e passare il passastraccio in gomma per asciugare le superfici ed avere il bagno splendente, con qualche asciugatina di straccio negli angoli. Un genio di efficienza.

Se dovete fare lavori in casa, pensateci. Per me è tardi e quando lo volevo mettere in cucina, lo scarico a terra, sia l’idraulico che mio marito mi hanno guardata perplessi e non si è fatto e ancora li odio.

Tutti questi esempi vogliono dimostrare che non necessariamente dobbiamo tenere in camera delle cose, solo perché abbiamo sempre pensato che il loro posto fosse quello. Specie nelle camere piccole un letto, una lampadina a muro e una mensola per poggiarci occhiali, sveglia e i generi minimi di conforto sono sufficienti. Soprattutto se il letto è del tipo con ripostiglio/cassetti sul fondo per coperte e lenzuola.

Certo, in quasi tutte le case gli spazi sono limitati rispetto a quello che ci vorremmo fare e alle cose che ci vogliamo tenere. Io contrariamente alla mia natura, piano piano, sto cercando di ridurre le cose che ho intorno, e ammetto che aiuta. Ma la cosa migliore per conciliare ordine e disordine in camera nostra finora è stata la cabina armadio nel sottoscala, anche se non è una stanza enorme, e su Mammamsterdam vorrei mostrarvi alcune alternative che abbiamo considerato e quella che alla fine abbiamo realizzato a casa nostra.

Voi cominciate a procurarvi un po’ di fogli con i quadretti grossi, o meglio ancora, carta millimetrata, penne colorate e forbici, prendete le misure dei vostri spazi e giocate. Potreste farvi sorprendere dai vostri spazi. E realizzare anche voi il vostro walk-in closet o walk-in fridge preferito.

 

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