Un anno e la scoperta dell’autonomia

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Questo è il quarto post scritto per il Lab della nutrizione e della crescita promosso da Mellin. Altri spunti di riflessione su questo argomento li trovate sugli altri blog che partecipano con noi a questa iniziativa: Mammafelice, Mammaimperfetta e Periodo Fertile).

Quando si parla di bambini e della loro crescita è quasi impossibile fissare tempi ed età stabilite, ma è innegabile che l’anno di vita costituisce una svolta radicale per tutti: bambini e genitori.
A un anno, un bambino spesso cammina o gattona o comunque si sposta in modo autonomo. E se anche non si sente pronto a partire, comunque svolge tante attività in modo indipendente: prende oggetti, apre, scuote, maneggia, tira, lancia.
Questa autonomia va incoraggiata, perchè è senza dubbio il motore della crescita e dello sviluppo fisico e mentale: muoversi nei primi anni di vita aiuta a costruire muscoli e ossatura corretta, a contrastare l’obesità infantile e a far nascere la coordinazione e la propriocettività. Fare mille tentativi, provare e riprovare, fallire e ritentare, trovare un modo per far funzionare gli oggetti, aiuta a costruire una mente vivace e reattiva alla frustrazione.
La parola d’ordine dopo l’anno di vita è “provare“, o meglio “provare a provare” (come diceva il vate!).
Il movimento è crescita (e non lo è solo per i bambini, dovremmo tenere a mente che lo è per tutta la vita!).

L’autonomia, non solo va incoraggiata, ma va anche ben ambientata. Lasciare la libertà di sperimentare e di provare a un bambino che si affaccia al suo secondo anno di vita, prevede soprattutto la serenità di sentirsi sicuri: per il bambino stesso e per il genitore che deve lasciarlo andare.
Per questo c’è tutto un fiorente mercato di meccanismi e oggetti per la sicurezza: paraspigoli, chiudisportelli, blocchi per porte, fino addirittura ai caschi paracolpi per i primi passi!!
Ma davvero serve tutto questo? In una casa è sicuramente saggio togliere il baccarà dallo scaffale a un metro da terra e chiudere con un blocco il cassetto della coltelleria o lo sportello dei detersivi, ma è il caso di impacchettare tutta casa?
Se i primi spazi di autonomia sono la palestra per la costruzione di una persona indipendente e autonoma, è bene che da subito i bambini sappiano che autonomia e fiducia prevedono delle regole.
Se alcuni cassetti o sportelli non si devono tassativamente aprire è bene offrire un cassetto in basso, che invece può essere raggiunto e aperto liberamente: pieno di oggetti quotidiani infrangibili e privi di pericoli. Certo, non sarà comodissimo spostare i coperchi e i mestoli nel cassetto più basso della cucina, ma può essere molto utile per dare uno sfogo sicuro alla voglia di esplorare, senza danni e senza pericoli.

Anche l’autonomia negli spostamenti va incoraggiata. Quando un bambino cerca di alzarsi in piedi per provare i primi passi, offrire prontamente una mano di sostegno non è sempre la strada migliore. Piuttosto, lasciandolo trovare un appoggio e sperimentare il modo per tirarsi su, lo si aiuta a pensare in termini di problem solving. E allora i suoi primi passi non saranno solo un evento che coinvolge il fisico e le sue capacità motorie, ma tutta la sua crescita.

Altrettanto importanti sono i movimenti fini: usare posate, colori, utensili semplici è importante come camminare. Eppure i nostri bambini arrivano sempre più tardi a destreggiarsi con forchette, lacci e bottoni.
Evitare di imboccare un bambino può essere un piccolo passo per fargli sperimentare il rapporto con le sue mani e le loro mille capacità, anche a scapito della pulizia della cucina.

L’autonomia non è solo una questione di testa, carattere e mentalità. Autonomia e indipendenza passano anche per i nostri muscoli e per le nostre abilità manuali e fisiche.
E voi quali soluzioni avete trovato per facilitare l’autonomia dei vostri figli?

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4 COMMENTI

  1. La cosa migliore che ho fatto è di cercare sempre di dare fiducia a mia figlia, lasciandola libera di conoscere ogni angolo del suo regno senza troppi blocchi e paraspigoli, ma sforzandomi di avere sempre uno sguardo di verifica che nulla di pericoloso potesse accadere.

    Ho visto però che lei va subito in stress quando non riesce a realizzare qualcosa, si innervosisce molto e abbandona lo sforzo, spesso mi chiedo come posso fare a sostenerla in quei momenti, ma la mia domanda è ancora in sospeso…
    se qualcuno ha dei suggerimenti sono in ascolto!

  2. Dimenticavo il punto fondamentale,ops…
    Per aiutare l’autonomia secondo me e’ importante incitarli a provare a fare da soli. La mia bimba ci prova e se non riesce o non ha voglia mi dice ‘mamma juta’.
    Insomma,bisogna proporre molto ma sempre nella misura adatta al bambino per non creare invece frustrazioni inutili. Come sempre vale la regola del rispetto dei tempi del bimbo,ma che allo stesso tempo non significa adagiarsi sulle abilita’ acquisite,ma cercare comunque di proporre nuove attivita’ e piccole sfide e osservare i risultati.
    Confesso che tante volte mia figlia mi ha stupita, riuscendo a fare cose che non pensavo riuscisse gia’ a fare.

  3. Che bello questo post,hai concentrato in pochi paragrafi un sacco di cose fondamentali.
    Per quello che mi tiguatda mentre la bimba cresce si modifica il binomio autonomia/sicurezza.
    In pratica:
    – casa: ho messo solo2 paracolpi quando gli spigoli sono arrivati a portata di testa e ho tolto alcune maniglie spigolose anche queste a portata di testa. Ho tolto un paio di oggetti fragili.
    Non ho messo blocchi a cassetti e detersivi,sono tutti purtroppo raggiungibili,ma ho insegnato a mia figlia che alcuni di quei cassetti e sportelli sono di mamma o papa’ e non si toccano. Lo stesso per alcuni oggetti di vetro,che rimangono a portata di mano,ma non si toccano. Secondo me e’ importante anche insegnare a non toccare certe cose. I tappi sulle prese pero’ li abbiamo messi,li non si scherza

    -utensili e posate: all’inixio dello svezzamento usavamo il cucchiaio di plastica,il bicchiere di plastica,tutto di plastica. Adesso (2 anni) usa le posate come le nostre. Tengo solo il piatto di plastica me solo perche e’ antirovesciamento (che per le minestre non e’ male),ma spesso usa il piatto normale. Beve dal bicchiere di vetro,che sta posizionato sul tavolo e lo puo’ prendere qyando vuole,da sola se ha sete. Adesso abbiamo anche introdotto il coltello da burro,con cui ‘taglia’ e spalma con soddisfazione. L’obiettivo e’ inseganrle che il coltello non si mette in bocca.
    Ecco,secondo me gradatamente vedendo l’abilita’ del bimbo bisogna cominciare a sostituire la plastica con gli oggetti veri. Ecco,io le ho dato il bicchiere di vetro quando ho vusto che non faceva cadere quello di plastica e rousciva a riposizionarlo sul tavolo.

    Infine dopo questi esempi aggiungo che secondo me e’ importante in casa porre dei limiti a quello che si puo fare o toccare anche nell’ottica di andare a trovare amici e patenti nella loro casa,che spesso non e’ a prova di bambino.

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