Uffa, sta di nuovo male!

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Nel periodo dell’allattamento il bebè riceve gli anticorpi tramite il latte materno, che lo proteggono almeno in parte nei primi delicati mesi di vita. Finito l’allattamento però, il sistema immunitario del bambino inizia ad essere sottoposto a tutta una serie di virus e batteri che deve imparare a combattere. Se il bambino frequenta un asilo nido, è molto probabile che la frequenza delle malattie sia abbastanza elevata, e questo porti i genitori a farsi mille domande. Ma non si sta ammalando troppo spesso? E si da il via ai sensi di colpa per mandare il nostro frugoletto al nido invece di tenerselo a casa con noi o magari affidarlo alle cure dei nonni. Naturalmente tempestiamo di telefonate il pediatra, che se è bravo tenterà di tranquillizzarci dicendo che non c’è nulla di cui preoccuparsi. I bambini si ammalano spesso e se nonostante la febbre il bambino continua a bere e fare pipì si può stare tranquilli. Ma è vero che tutti i bambini si ammalano così di frequente? Come facciamo a stare tranquilli?

Visto che questa è una delle preoccupazioni maggiori ai primi raffreddamenti, ho pensato di mostrarvi il calendario delle malattie che il piccolo Vikingo ha contratto a partire dal primo giorno di frequenza al nido (età 1 anno), e per il primo anno, che ho segnato meticolosamente sulla mia agenda, essendo io stessa preoccupata. Spero questo possa essere di aiuto per tranquillizare qualcuno di voi.

In realtà già prima dell’inizio del nido, a partire da un mese dalla fine dell’allattamento, il Vikingo ha avuto 2 settimane di gastroenterite con diarrea all’età di 10 mesi, seguite da tre episodi di raffreddamento con febbre tra 38 e 39 gradi della durata di qualche giorno, nei 3 mesi succesivi.
Poi l’8 gennaio del 2007 è iniziato il nido:

21 gennaio febbre per 3 giorni
1 febbraio febbre per 5 giorni
15 febbraio febbre con tosse e molto catarro
10 marzo virus intestinale, con febbre e diarrea
8 Aprile febbre 38°. Primo attacco di asma
19 aprile febbre per 2 giorni poi asma
26 maggio febbre, catarro, e asma
5 giugno febbre a 38.5° per 3 giorni
24 giugno febbre e asma
ESTATE nido chiuso, niente malanni
24 ottobre febbre e asma
18 novembre febbre, tosse e molto catarro
4 dicembre febbre e otite
SECONDO ANNO DI NIDO
13 gennaio 2008 asma
26 gennaio varicella
13 febbraio laringite
19 febbraio diarrea e febbre
3 marzo febbre alta per 5 giorni
19 marzo febbre, tosse, catarro
9 aprile febbre e tosse
3 maggio febbre
20 maggio febbre

Ok, mi fermo qui. Credo di aver dato l’idea. Gli attacchi di asma legati ad un raffreddamento sono diffusi per questa età (ma non tutti i bimbi ne soffrono), e quasi ogni volta siamo finiti al pronto soccorso pediatrico. In compenso abbiamo subito pochi attacchi di otite di cui normalmente soffrono i bambini così piccoli. Naturalmente (quasi) ogni volta ci siamo ammalati anche noi genitori, entrando in un circolo vizioso apparentemente senza fine.

Un’informazione al margine: le uniche medicine utilizzate sono state il paracetamolo (tachipirina) e quelle per l’asma (broncodilatatore e cortisone da inalare) con l’aggiunta di un anti-infiammatorio non stereoideo (solo dietro consiglio medico). Antibiotici solo in due casi: durante il primo attacco di asma avvenuto in Italia, e per curare l’unica otite. In Svezia l’antibiotico viene dato in casi molto rari, e certamente non per una febbre, anche se alta. Ho avuto già occasione di discutere l’approccio svedese alla malattia in un post precedente, e anche se mi rendo conto che spesso l’unica cosa che si vorrebbe avere è una bella medicina potente per far guarire subito i nostri piccoli, forse è meglio pensare un pò alle conseguenze che l’antibiotico comporta più a lungo termine.
Insomma, coraggio! Prima o poi passa.

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3 COMMENTI

  1. Anche in Italia gli antibiotici sono prescritti molto cautamente dai pediatri e mai per la semplice febbre, anche se alta. In un bambino sano, che soffre solo dei classici malanni di stagione, ho visto prescrivere l’antibiotico solo per la bronchite “profonda” (catarro non superficiale) e per l’otite. A mio figlio è toccato anche d’estate per l’impetigine: una infezione dermatologica provocata da un batterio che vive beato nella sabbia delle spiagge, in questo caso a volte basta una pomata antibiotica, altre volte l’infezione è più diffusa (si tratta di bolle che si infettano) e serve l’antibiotico per via orale.
    Quindi l’antibiotico non è un medicinale da usare per combattere semplici influnze o stati febbrili.
    La differenza con gli svedesi, forse, sta nel fatto che noi italiani siamo molto affezionati agli antibiotici e, chissà perchè, li consideriamo dei medicinali più “seri” degli antifebbrili, ed anche nel fatto che noi tendiamo al fai-da-te: questa ultima “pratica” è assolutamente da evitare per i bambini.

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