Tutti per uno – I Moschettieri sono tornati

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I Moschettieri del Re in jeans, felpa e scarpe da ginnastica? Re Luigi che governa la Francia al tempo degli iPod e degli smartphone? Perché no, se il risultato è godibilissimo? Giovanissime cappe e spade in chiave moderna nel libro per ragazzi “Tutti per uno”.

La Staccata

i tre moschettieri

Ricco, è questo il primo aggettivo che mi viene in mente per descrivervi Tutti per uno, un romanzo che ci racconta di giovanissimi Moschettieri che vivono nella nostra epoca. É un lavoro di Cecile Deleau, pseudonimo di un duo di scrittrici molto abili: Carolina Capria , autrice di 4 amici on line! che abbiamo recensito qui , e Mariella Martucci. Sono amiche da dieci anni e da poco meno autrici a quattro mani di sceneggiature per la TV e romanzi per giovani e giovanissimi lettori.

Il risultato della loro scrittura in tandem è meraviglioso, fruibile ai più giovani ma comunque ricco. Davvero ricco di locuzioni fuori dagli schemi, di sentimenti, colpi di scena, emozioni. La storia è avvincente, scorre via con i tempi veloci di una pellicola cinematografica e il plusvalore di una scrittura di ottimo livello. Si vive rapidamente questo libro, più che leggerlo, ma ci sono momenti tenerissimi che ti costringono a riprendere fiato: la scatola di latta dove D’Artagnan custodisce i suoi ricordi, un gesto antico che mi ha commossa fino alle lacrime. La sua prima cotta: impacciata, buffa, potentissima, crea empatia nei giovani lettori e riporta indietro gli adulti a quando non sapevano cosa dire/fare davanti a quello che sembrava essere il primo e unico amore della loro vita. Dolcissimo, D’Artagnan. Nel leggere le sue emozioni, mi è venuta voglia di scompigliare affettuosamente i capelli a questo ragazzino coraggioso.

Perde entrambi i genitori quando aveva appena 7 anni in un attentato, la bomba era rivolta al Re Luigi. Figlio di un Moschettiere, uno dei più valorosi, D’Artagnan finisce in una casa famiglia; la comunità “Braccia aperte”è un postaccio che di accogliente può vantare a malapena il nome. Fuggirà di lì a 14 anni, grazie a una somma di denaro vinta in un duello clandestino, si infilerà sul primo treno diretto a Parigi per risolvere in qualche modo la sua “esistenza schifosa”. Vuole entrare nella guardia dei Moschettieri del Re, un corpo di individui giovanissimi che vestono in jeans e felpa ma anche con leggings e stivaletti da ragazza. Quello che li differenzia dai loro coetanei è lo sguardo, il coraggio, la fierezza, la certezza di essere dalla parte giusta. La consapevolezza di appartenere a un insieme più grande della somma degli individui che la compongono.

D’Artagnan dovrà aspettare un anno prima di sostenere l’esame di ammissione, guadagnarsi la fiducia dei suoi nuovi compagni di vita e uno stipendio adattandosi a fare il fattorino e condividendo un mini appartamento con Porthos, gigante buono amante del cibo spazzatura, dei videogames e dei tatuaggi. Tutto ciò non scalfisce di una virgola la sua integrità di Moschettiere, neppure un po’. Salutista sfrenato è invece Athos: damerino, presunto sciupafemmine e anche lievemente ego riferito, a sentire gli sfottò dei suoi amici. Nasconde invece una ferita profonda nel cuore, un tradimento dal quale non è ancora riuscito a riprendersi. Aramis è una ragazza minuta dagli occhi nerissimi, una combattente instancabile nella sua funzione di Moschettiera e negli studi: frequenta l’università e, fra un inseguimento ai cattivi e l’altro, inanella ottimi risultati agli esami che le consentiranno di diventare il medico più tosto di tutta Parigi.

Tutti per uno è un romanzo modernissimo che rielabora e prende in prestito dal passato valori troppo spesso dimenticati in un connubio che vi sorprenderà .

Molto ben disegnato è il personaggio di D’Artagnan che vive ansie e insicurezze dell’adolescenza potenziate dalla sua condizione di orfano sbandato. Troverà finalmente equilibrio in un passaggio di crescita che gli consentirà di stemperare dolore e rabbia, imparerà a dominare l’impulsività e i comportamenti avventati della sua età acerba. Con il supporto dei suoi nuovi amici, troverà la maniera migliore per esprimere il suo eroismo e per diventare grande. Grande sul serio.

Lo consiglio, vivamente, a ragazze e ragazzi a partire dagli 11 anni in su. 

Superboy

tutti per unoHo conosciuti i Moschettieri soltanto guardando i film: persone eroiche, alte, belle, coraggiose, però non me li sarei mai immaginati come dei ragazzini. Invece le autrici di Tutti per uno ci hanno pensato, eccome! Il risultato è divertente e regala tante sorprese.

La cosa bella è che tutti i personaggi si chiamano come nell’autentica storia, però cambia lo scenario e il tempo. Per esempio: D’Artagnan dice che deve salvare la principessa ( in tono eroico ) e due secondi dopo si stacca dal videogame,  prende la bicicletta e il cellulare. Porthos ha la fissazione dei tatuaggi, se ne fa fare uno nelle bettole ogni volta che sconfigge un nemico, e poi c’è Athos, che è tutto molto chic e anche questo è un po’ strano. Un’altra cosa diversa dalla storia originale è che Aramis è una ragazza. Ci sono anche altre ragazze nell’arma, non sono moltissime però. Sarebbe opportuno dire mosche bianche più che Moschettiere ( il gioco di parole ci sta tutto) , però per fortuna ci sono.

Questo libro insegna diverse cose, la prima è che non devi mica tanto fidarti di come è vestito qualcuno o di come appare a prima vista. Questi ragazzini portano le felpe uguali a quelle che metto io tutti i giorni, mica il mantello da Moschettiere e tutti quei vestiti con i frappalà e tutte quelle robe che svolazzano, eppure hanno lo stesso coraggio.

Porthos sembra brusco, un po’ rozzo, prende tutti in giro e invece ha un cuore grandissimo. Athos sembra che tutte le ragazze gli vadano dietro, che non se ne lasci sfuggire nessuna, invece lui ne ama soltanto una ma non lo dice a nessuno. D’Artagnan si comporta spesso senza ragionare troppo, è tipico di chi è molto giovane. Però è molto fortunato, coraggioso e intraprendente e soprattutto riceve consigli dei suoi nuovi compagni di squadra.

All’inizio lui non è che si trovi proprio bene. Si sente troppo piccolo ( non ha l’età per fare il Moschettiere ), si sente impacciato davanti a Treville ( il Capitano ), soffre tantissimo per la perdita dei suoi genitori, vorrebbe fare lo stesso mestiere del padre ma non è sicuro di esserne capace. Vede tutti quei ragazzi e quelle ragazze più grandi di lui, più addestrati, più bravi e certe volte perde la testa. Come la prima volta in cui si trova davanti il Re e si chiede come deve salutarlo. …stretta di mano?Inchino? Piacere? E’ un onore fare la sua conoscenza? Come si farà mai un inchino? Perché non ho mai cercato “tecniche di inchino” su Google?  E alla fine cosa decide? Saluta il Re con un “ehilà!” e gli fa ciao ciao con la manina. Io ho riso tanto, e la cosa bella è che ha riso anche il Re.

Ci ho messo poco a leggere questo bellissimo libro, ma non perché fosse breve o povero di contenuti ma perché la storia ti fa venire voglia di scoprire come finisce il prima possibile. Alla fine D’Artagnan riuscirà a realizzare il suo sogno? E io non ve lo dico. Fare spoiler è da menti crudeli. Mica sono Richelieu, io!

Età di lettura consigliata: a partire dagli 11 anni.

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