Tutorial di tessitura pigra: il tappetino tondo

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Non sono una di quelle crafter che sono bravissime a fare tutto, tagliano, cuciono, uncinettano, sferruzzano e magari sono anche brave a farlo con precisione e tutte le rifiniture buone. Proprio per questo motivo di lavorare rifinito, io per anni i lavoretti e i lavorini li ho odiati. Però come sapete la svolta pigra, ovvero l’accettare le proprie imperfezioni e quelle della vita e del mondo, fa molto per la motivazione e lo spirito competitivo.

Avendo scoperto qualche anno fa il potere rilassante dell’uncinetto, che se non sono punti complicati a me fa un effetto bellissimo che con la meditazione non sono mai riuscita a raggiungere, avendo accettato il limite della mia impazienza e adottato uncinetti misura 16 e ferri misura 20 (cioè, diciamocelo, meno di 9 non mettetemi in mano niente, prima perché sono ciecata e i punti piccoli non li vedo, e poi perché non mi passa più e se perdo l’ondata di motivazione il lavoro lo pianto lì) ho finalmente trovato una mia dimensione tessile.

E poi a furia di frequentare blog di gente che si è ritirata in campagna, fa homeschooling a vari figli, tiene corsi, scrive libri, alleva pecore per procurarsi la lana, o al contrario, sono giovani e presentano la rilettura hipster dell’artigianato tessile, che dire, una si ispira.

Visto che nell’attacco di momentanea follia di pulizie di inizio anno ho ritrovato e riarchiviato scorte di lane, fili, gomitoli e matasse che mio marito minacciava da tempo di buttare, implorandomi al contempo di smetterla di comprare di nuovi (“Ma alcuni me li hanno regalati” “E allora piantala di tirarti in casa tutta la monnezza che la gente vuole rifilarti”), e prendendo atto della mia incapacità fisica e mentale di lavorare con fili troppo sottili, ma di colori troppo belli per non essere utilizzati, alla fine ho avuto un’ idea geniale.

Era un po’ che mi gingillavo con l’idea di fare qualcosa al telaio, ovviamente sempre in misura extra large e ovviamente senza avere soldi, spazio e matrimonio in grado di reggere all’ingresso in casa di un telaio vero, e quest’estate riflettevo se potevo usare il recinto del giardino come telaio provvisorio per tessere insieme corde e cordini di recupero, meglio se di materiale sintetico, per farmi uno di quei tappetini di plastica da giardino (e ci sto ancora pensando eh).

E le idee sono così, sedimentano, maturano mentre intento tu pensi e fai altro, e poi plop! saltano fuori con prepotenza. E quando ho visto su “A Beautiful Mess” il tutorial di questo tappetino tondo ho capito che era il modo ideale di utilizzare i miei filati sparsi e inutilizzati. Che i tappetini tondi sono rari e spesso costosi da comprare e invece essenziali nel movimentare e addolcire le linee di una stanza.

Il primo passo era trovare un cartone abbastanza grande con cui fare il telaio provvisorio, ma l’ idea mi era piaciuta talmente tanto che sarei stata disposta a farmelo persino con uno strato di triplex sottile e tenermelo. Trovato il cartone, la prima sera in cui avrei voluto schiantare a letto, ma mi toccava aspettare le 23 per riprendermi un figlio da una festa, ho deciso di iniziare. Ovviamente il tutorial di “A Beautiful Mess” che vi ho postato sopra è stato ampiamente semplificato alla Mammamsterdam secondo il noto principio del massimo WOW col minimo sforzo. Qui passo passo come procedere.

Fai il telaio in cartone

1. cerca il centro

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Con la tecnica con cui a scuola ci facevano squadrare il foglio, si cerca il centro del cartone. La casalinga pigra si rifiuta di mettersi a cercare righe e compassi, a parte che ce ne vorrebbero di troppo grossi, e usa uno spago. Fai un taglietto su ognuno dei quattro angoli come nella foto sopra, facci passare lo spago in modo che ti segni le diagonali e al centro segni con una penna. Togli le diagonali, infili un cappio di spago lungo quanto il raggio del cerchio che vuoi fare in una penna, con la mano sinistra (se non sei mancina) tieni un capo dello spago fermo sul punto centrale che hai appena segnato e con la destra, spicchio a spicchio, disegni un cerchio.

2. taglia e fai gli intagli per la trama

Intorno intorno alla linea disegnata ho ritagliato il cartone in forma di cerchio (anzi, di ovale perché così mi è venuto e chi sono io per oppormi al principio aureo del “tira ca vè” in nome di un astratto ideale di precisione?). A questo punto il tutorial originario prevede di tirare una serie di diagonali sul cartone con la riga in modo da creare una raggera. E poi intagliare un cm. di bordo in corrispondenza di ogni diagonale. Questa fase l’ho saltata, giammai fare cose inutili se ne possiamo fare a meno.

Mi sono guardata il tutorial originale, ho studiato il mio cartone, ho deciso che comunque date le dimensioni che volevo raggiungere a me stava benissimo una distanza delle diagonali all’altezza dell’orlo di circa 1,5 cm l’una dall’altra, e mi sono tagliata direttamente con le forbici una serie di tacche torno torno l’orlo del cartone, a circa 1,5 cm l’una dall’altra e profonde quel poco da farci passare dopo il filo dell’ordito.

Trama, ordito e tessitura

Giusto per capirci: la trama è la struttura che regge il nostro tessuto, e sopra, in senso opposto a circa 90 gradi perpendicolare a un filo della trama, si fa passare l’ordito, in genere prima passando sopra un filo della trama e poi passandoci sotto e ripetendo. Nel nostro caso visto che lavoriamo in cerchio, la trama sarà tesa lungo i raggi del cerchio, mentre i cerchi paralleli che inizieremo a creare partendo dal centro rappresentano l’ordito.

Con la maggior parte dei telai si fanno in genere pezze rettangolari, per questo il telaio normale in genere è rettangolare anche lui. Qui invece no.

3. stendi il filo della trama

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La raggera che NON ho disegnato dovrebbe essere ricoperta dal filo dell’ordito, ovvero iniziando da un lato infila un capo del filo in una tacca lasciandone spenzolare un tratto lagro come il cerchio dal lato sotto, cerca la tacca corrispondente al lato opposto e stendi il filo tra le due tacche contrapposte lungo il diametro del cerchio, passando per il centro disegnato all’ inizio. Il filo va passato sopra e poi sotto il cartone in modo da avere il disegno a raggera della foto su entrambi i lati. Fatto passare il primo diametro avanti, dal lato dietro non lo rinfilare nella stessa tacca di partenza, ma in quella di fianco alla sua destra (o meglio, in senso orario. Scegli un senso e mantienilo fino alla fine e non sbagli).
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Il filo esce sul lato di sopra e anche qui lo tiri fino alla tacca opposta, che sarà anch’essa di fianco alla precedente. Lo infili ben teso nella tacca, lo passi sotto e anche qui lo rinfili nella tacca vuota successiva.

Quindi di diagonale in diagonale, cercando di tenere il filo ben teso da entrambi i lati, riempi tutte le tacche. Quando arriverai alla fine potresti accorgerti che il metodo casaccio ti ha fatto tagliare una tacca in più o in meno da un lato. Tu ignora la questione e finisci dove ti pare, tanto alla fine non si vede. Originariamente volevo usare uno spago in colori neon per la trama, ma considerato che la trama si vede poco, e che invece tra i vari filati inutilizzabili mi ero ritrovata dei gomitoli di lana da infeltrire presi per provare, ma in colori autunnali sbiaditi che sinceramente me ne hanno fatto pentire subito, ho usato quelli e alla fine ne ho utilizzati comunque due gomitoli e mezzo da 50 gr. Se mettendo la trama ti dovesse finire un filo, niente paura, siccome nel frattempo hai deciso quale sarà il lato su cui vuoi lavorare, fai un bel nodo tra filo vecchio e gomitolo nuovo all’altezza di una tacca ma sul lato opposto a quello in cui crescerà il tappetino, e pace.

4) fai l’ ordito

tappetino-4Per iniziare l’ordito conviene scegliere tra i fili più sottili. Ho cominciato ordinatamente infilando l’estremità sotto l’incrocio di fili al centro, e cominciando a passarlo prima sotto 4 fili, e poi sopra i quattro successivi, e poi di nuovo sotto e di nuovo sopra fino a completare il circolo. L’ideale è tagliarsi una lunghezza a piacere di filo di 1-2 metri, farne un gomitolino tenendo corto il filo che si infila, e far passare il gomitolino sopra e sotto. Io, un po’ che il mio cartone è davvero grande, ci vedevo poco anche a causa della luce e perché era sera, ho faticato un po’, e quindi iniziavo a passare in un cerchio un po’ larghino intorno al centro e poi ogni due-tre gugliate di filo sopra e sotto, tiravo tutto più verso il centro. Mi sono stufata subito di contare i 4 fili sopra e 4 fili sotto per via delle luce e della distanza e infischiandomene della regolarità, visto che quello che voglio ottenere è un effetto grunge e colorato con materiali molto diversi tra loro, mi sono detta che all’inizio posso lavorare anche un po’ a occhio e a casaccio. Anche qui per cambiare filo e colore, ogni volta che la lunghezza di filo con cui stai lavorando finisce, io la annodo semplicemente al successivo facendo in modo che il nodo finisca sotto, tra la trama e il cartone.

5. chiudi il lavoro 

Arrivate a un terzo della distanza tra centro e orlo invece di continuare a passare l’ordito ogni 4 fili di trama ho dimezzato (due fili sopra e due sotto), e al secondo terzo si passa a un filo sopra e un filo sotto. Una volta finito il lavoro, cosa che ancora non riesco a fare perché ho iniziato ieri, ma mi piaceva troppo l’idea per non condividerla subito, bisogna annodare i fili della trama. Volti il telaio in cartone e al centro tagli due fili contigui (contigui all’ altezza dell’ orlo, controlla bene, che il centro è molto affollato di fili). Ritorna dal lato del lavoro e quei due figli contigui annodali e falli spenzolare. Prosegui con i due fili successivi, e a due a due  tagli e annodi tutti i fili della trama fino a staccare il tappetino dal telaio in cartone. Ti ritroverai con un tappetino tondo con delle frange lunghe. Queste frange le puoi rinfilare tondo tondo nella trama per rinforzare l’orlo, farne dei piccoli pom-pom per decorare, farci dei ventaglini o dei pippiolini all’uncinetto come finitura.

Il tappetino tondo è pronto. Trovagli un bel posto, per terra o anche tipo arazzo su una parete, su una poltrona, come copriletto decorativo e caldo, dove ti pare, e goditelo.

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