Trucchi anti capriccio a rischio tormentone

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biciCi sono giornate che nascono più storte di altre. Quelle in cui magari vi siete svegliati più volte durante la notte, o avete scoperto che non c’è latte per la colazione, o che lo yogurt non è del sapore giusto.
Ci sono mattine in cui il vostro cinquenne ha deciso che vuole andare all’asilo in monopattino nuovo fiammante invece che con la solita bicicletta e in cui voi pensate che non è il caso, visto che in monopattino non ha ancora imparato ad andarci e visto che l’ottenne deve essere in classe entro le 8:10 e sono già le 7:50, e voi state ancora cercando di infilare scarpe e casco in testa a tutti.
In quelle mattine potrebbe succedere che ad esempio, mentre tirate fuori la vostra bici dal parcheggio, i vostri figli abbiano deciso di iniziare a pedalare in direzioni opposte, e voi decidiate di ricorrere il cinquenne che ha svoltato a destra e sperare che l’ottenne si renda conto che il resto della famiglia ha preso un’altra strada e torni indietro. E le cose avvengono esattamente in questo ordine, e sembra andare tutto per il meglio, quando vi rilassate un attimo, e il cinquenne, che ha imparato a pedalare senza rotelle da circa 3 settimane, vi tampona. E naturalmente capita che scoppi a piangere. E ad inveire che è colpa vostra, perché diavolo ti sei fermata così senza preavviso! E avrebbe anche una certa ragione, ma non è il momento di ragionare, è solo il momento di pedalare, perché le lancette corrono furiosamente e voi avete percorso solo 10 metri dal portone di casa. Mostrate empatia, che è la regola numero uno del genitore che non vuole perdere tempo, dite che vi dispiace tanto tanto che si è fatto malissimo, e poi lo esortate a pedalare mentre lui continua ad inveire contro la bicicletta e dire, anzi urlare, che lui VUOLE IL M O N O P A T T I N O.

E’ in quel momento che vi viene quell’idea geniale. Iniziate più o meno così:
“Eccolo il nostro campione che sale in bicicletta ed inizia a pedalare giù per la discesa. E’ incredibile come stia affinando la tecnica in così breve tempo. Pedalata sicura, controllo dei freni, equilibrio impeccabile.” ovviamente fate la voce impostata, mentre pedalate dietro di lui, e vi accorgete che lui ha mangiato la foglia. Ci sta. Sta al gioco. Smette di frignare e inizia a pedalare con impegno. Voi continuate “eccolo procede sul marciapiede, occhio fisso sulla strada davanti a sé” intanto che lui pedala, voi pedalate dietro come ogni mattina, e allora pensate che potete anche inserire quei noiosissimi messaggi di sicurezza in questa assurda telecronaca in diretta, anticipando quello che volete che faccia “il campione vede una signora camminare con il suo cane poco avanti e preme sul freno per rallentare, notate il controllo sull’equilibrio, l’occhio fisso e vigile, pronto ad ogni evenienza. Segue la pedalata su per la salita, e si prepara alla curva a destra” ecco che qui sta per avvenire il disastro, non sta curvando, vorresti strillare di girare il manubrio ma tutto avviene in fretta e lui sbatte sul palo della pubblicità. La velocità è moderata, e quindi fortunatamente non si fa nulla, ma vedete che sta cercando di decidere se piangere o meno. Voi pensate all’orologio, e al ritardo che a questo punto è inevitabile, e cosa altro potete fare se non ricominciare immediatamente la telecronaca? “Il campione ha sbattuto contro il palo, ma per fortuna non si è fatto nulla. Sale di nuovo in bicicletta e ricomincia subito a pedalare per recuperare il tempo perduto.” E accade il secondo miracolo, cioè Lui.Lo.Fa. Voi non credete ai vostri occhi e continuate questa ridicola farsa della telecronaca finché non arrivate al sicuro a scuola prima del suono della seconda campanella.
Ovviamente all’arrivo vi tocca inscenare un applauso, la folla che esulta e roba del genere.

Questa della telecronaca ha tutte le potenzialità per diventare un tormentone. Però intanto siete arrivati in orario e voi andate al lavoro per una volta sentendovi una mamma decente-nonostante-tutto. E iniziate subito ad esaltarvi e pensare di estendere la telecronaca ad altri ambiti ostici, tipo lavarsi le mani, mettere il pigiama, apparecchiare la tavola. Si insomma, ve l’ho detto che presto diventerà un tormentone? Comunque usatela a vostro rischio e pericolo, se non ne abusate potrebbe essere un buon asso nella manica da tirare fuori al momento giusto. E se poi vostro figlio vi chiederà di fare la telecronaca in qualsiasi occasione, non dite che non vi avevo avvertiti.

PS. E a voi capita mai di riuscire a sentirvi una madre decente-nonostante-tutto? Raccontatemi quando in un commento.

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9 COMMENTI

  1. Sono d’accordo con Close: Serena sei un genio!!
    E queste parole cascano a meraviglia per me a casa con un bimbo di 4 mesi e una belva – bambina di tre anni. E l’asilo che inizia tra una settimana.
    La mia pazienza è ormai “fatta della stessa materia di cui sono fatti i sogni” (inconsistente) e ultimamente anche il livello di empatia è bassino, x cui ruberemo l’idea della telecronaca.

    Da noi va per la maggiore:
    – gara a chi arriva prima in bagno, casualmente il vincitore è sempre uno 🙂
    Funziona anche nella variante “bello se non vuoi lavarti le mani/ fare la pipì, vinco prima io a arrivare in bagno”. Di solito segue corsa della pollastra (che ci abbocca spessissimo);
    – quando non vuole fare la pipì (il ns punto dolente) provare a far vedere al fratellino come si fa o chiedere di farne solo un goccino … Poi fare i genitori un po miopi che “ma io non l’ho vista, mi fai vedere?”. Poi bisogna sorbirsi il capriccio quando si accorge di aver fatto tutta la pipì, ma pace (se qualcuno di voi ci è passato sarei ben contenta di sentire voi come ne siete usciti);
    – non sta funzionando la tecnica del “ma all’asilo con la maestra lo faresti?” Perché la risposta “No” fa venire voglia di spalmarla al muro!!! Però all’inizio Maestramonica funzionava benissimo!
    @Susanna: da noi le canzoni non si possono modificare… Una volta che le ha imparate devono essere sempre uguali
    E se x caso mi sbaglio mi corregge subito!!

  2. che bello averti scoperto e leggerti! Mi ritrovo ampiamente in cio’ che dici, provero’ ad utilizzare i vari suggerimenti,mi si e’ aperto un modo: grazie di cuore!!

  3. Ma tu sei un GENIO !!! Come ti vengono? 😀 ”Purtroppo” la strada fra casa nostra e l’asilo è corta ma spero di ricordarmi di questa al momento giusto 😀 😀 😀 Una curiosità: quando sei in giro con i bambini parli loro in italiano o in svedese?

    • Close The Door parlo praticamente solo italiano con loro, sia a casa che fuori. Parlo svedese solamente se siamo in compagnia di amici svedesi perché mi sembrerebbe maleducato non fargli capire cosa diciamo. Quindi ripensandoci, la mia telecronaca sarà sembrata ben strana agli svedesi che hanno avuto la (s)fortuna di incontrarci, ma ero troppo presa a risolvere il potenziale ritardo che a prestare attenzione a quello che pensassero gli altri. Meglio così 🙂

  4. Questa te la rubo assolutamente per il mio quasi quattrenne, che in quanto a proteste alla mattina è un campione! Me la tengo in canna per la ripresa dell’asilo, sperando di riuscire a impostare bene la voce e inventare cronache a sufficienza!

    • Si si Mammaalcubo, tienila in canna e fammi sapere se funziona. Io sono terribile con le telecronache, ma per fortuna alla loro età ancora possiamo cavarcela 😉

  5. Bellissimo! Io inizio a cantare “adattando” i testi alla situazione 🙂
    Purtroppo funziona se nn si usa troppo spesso. Bisogna sempre inventarcene di nuove, per sorprenderli e spiazzarli, sgonfiando il capriccio che monta; è quello che fanno i bambini com noi adulti: ci sorprendono, prendendoci in contropiede! È una continua lotta tra fantasisti 🙂

    • Grazie Susanna! Ora con la canzone adattata alla situazione ho almeno due tecniche da alternare e posso sperare di non diminuirne l’efficacia. Continuiamo a darci una mano, uniamo le nostre fantasie 😀

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