Tra fantasia e realtà: di leoni e altre bestie

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Capita spesso che ci serviamo della fervida fantasia tipica dei 3 anni di età, per far fare al Vikingo cose di cui non ha nessuna voglia. Ultimamente siamo alle prese con una folta folla di animali selvaggi e non, che animano le nostre operazioni del mattino e della sera.
Questa mattina siamo partiti di buon umore. Effettuate le operazioni di base, incluso il vestirsi, i denti e la colazione. Manca l’ultimo passo: quello del tutone e scarponi (ci sono zero gradi fuori, e ha pure nevicato). Il Vikingo gira per casa con il suo binocolo, ovvero due tubi residui della carta igienica legati insieme. Idea!

– Vieni che ti racconto la storia dell’esploratore che va in giro nella savana con il suo binocolo (lo vedo sorridere e avvicinarsi tutto contento. Inizio l’operazione tutone)
Devi sapere che gli esploratori che se ne vanno in giro per la savana si portano sempre dietro un binocolo. Così se vedono un puntino lontano lontano che si muove e vogliono sapere che cos’è, si fermano e guardano con il binocolo. E che vedono? (già infilato tutone. Passiamo agli scarponi.)
– UN LEONE!
– (sempre leoni. Uffa!) Sei sicuro? Magari vedono anche altri animali della savana. Magari vedono degli elefanti.
– Nooo.
– Niente elefanti? Allora magari vedono delle zebre, o delle giraffe (scarponi a posto)
– No, no ‘araffe. Vedono l’altro animale. Quello che sta insieme al leone.
– Quale altro animale? (Capello, sciarpa, guanti. Apro la porta di casa per uscire)
– Non mi ricordo come s’chiama. Quello che … abbiamo visto … vicino leone … in quel posto.
– Ma quando lo abbiamo visto un leone? (vediamo che si inventa ora)
– Quando siamo andati con zia F, Rina e Lelo. C’era un animale nella gabbia con leone. Non mi ricordo come s’chiama.
– (Uhmm, forse non è fantasia…ma lui un leone l’ha visto solo allo zoo a Roma ed era troppo piccolo per ricordarselo. E poi Rina non era ancora nata…si confonde posto ) Ma dove stavamo? A Skansen?
– Noooo. No a Skansen. In quell’altro posto.
– (E infatti lo so che a Skansen non ci sono i leoni. Ci ho provato. Magari si confonde luogo e persone…ma no dai, sarà fantasia) E che animale poteva esserci? Forse una tigre?
– No, mamma, non la tigre. Non mi ricordo come s’chiama.
– Un castoro?
– Ma nooo! Il castoro vive all’acqua e fa dighe. Dighe dentro fiume.
– Un bisonte?
– No, no bisonte. E’ troooppo grande, non c’entra nella gabbia con leone. Chiediamo a papà?
-(Ci siamo. Papà è già uscito, e pure oggi ha trovato una scusa per telefonargli) Ok, chiamiamo papà.

Gli telefono e gli spiego la situazione. Anche lui è perplesso. Inizia a sparare nomi di animali improbabili: lontra, babbuino, scimmie…niente da fare. Me lo immagino in metropolitana circondato da sconosciuti che tira fuori nomi di animali al cellulare. Meno male che sono svedesi e non capiscono, anche se tra “elefant” e “elefante” non c’è molta differenza. Comunque ne escludiamo una decina.

– Niente da fare, papà non si ricorda. Proviamo a pensarci ancora un pò noi due (eh eh, siamo a pochi metri dall’asilo. Te l’ho fatta anche stamattina) Forse era una giraffa?
– Ma no, mamma, noè possibile. La ‘iraffa ha il collo lungo lungo così, non entra nella gabbia leone.
– Ma che colore era? Te lo ricordi?
– Verde. Era verde. Con le ali grandi
– (mi fa pure il segno delle ali aperte! Bah! Iniziamo con i pennuti) Allora era un uccello. Forse era uno struzzo? (ne abbiamo visto uno quest’estate in montagna. Niente leoni nei paraggi, ma ci provo lo stesso.)
– Ah ah ah! No, lo struzzo no.
– (ecco, ci mancava la risatina di presa in giro) Un aquila? Un gufo? Un albatros?
– Ma l’albatros noè possibile mamma. Ha le ali grandissime. Un altro animale. Con ali grandi, ma no ‘così grandi.
– (Non ne posso più. Siamo praticamente al cancello. Silenzio. Eppure c’è qualcosa…un animale verde, con le ali. Zia F, Rina e Lelo. E se non fosse fantasia? …. ) IL GRIFONE!
– Si, mamma. IL GRIFONE!

A Perugia a natale, con zia F., Lelo e Rina. E c’erano le statue di un leone e un grifone! Non un leone vero, in gabbia, una statua! Una volta lasciata Perugia, non ne avevamo più parlato del grifone. Chi ci pensava più…Avevo preso per fantasia quella che era realtà e pensato fantasizzasse su situazioni e luoghi, che invece erano reali.

Varchiamo soddisfatti il cancello del nido. E pure stamattina è andata.

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3 COMMENTI

  1. Ora che ci penso anche io, quando Laura aveva 2 anni credo, le “leggevo” ogni giorno un libercolo nn troppo raffinato zeppo di foto di animali: era più che altro uno sfogliare sedute perr terra e abbracciate, dando i nomi ai vari animali, ma era molto bello… mi divertiva un sacco ascoltare la versione “bimba” dei nomi degli animali. Il “Fennec” (una specie di volpino) che diventava Peppè e cose del genere…

    Se ci si concentra un attimo sul mondo dei bimbi sembra ancora più assurdo il mondo “dei Grandi” (la maiuscola è riferita al “potere-impotente”, nel senso di distruttivo, e non all’adultità dei personaggi cui mi riferisco) che occupa spesso le nostre bacheche su infb, in questi tempi bui…

    Oltre al tuo blog è bello questo che ho scoperto fra i link che proponi: http://www.bambinopoli.it/blog/ Mi sono commossa e ho riso davanti a molti dei post…

    Riusciremo a fare qualcosa per migliorare il mondo che consegniamo ai nostri figli? Riusciremo a dare i nostri figli la forza necessaria a migliorare il mondo? Almeno questa seconda… Ti abbraccio forte. Ciao

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