Togliere il pannolino, che stress!

49

Photo: Creative Commons by juhansonin
Arriva l’estate e state pensando che è arrivato il momento di affrontare il toro per le corna. Solo che vi sentite un po’ come quel torero che è scappato dall’arena qualche giorno fa. Perché il fatto di togliere il pannolino è-una-idea-orripilante. Vuoi mettere quel senso di certezza che ti da il pannolino moderno. Tutto resta dentro, il sederino resta asciutto, poche irritazioni. Il nostro problema sono i pannolini moderni. Sono fatti troppo bene. E la voglia di metterci uno stress aggiuntivo non ce l’abbiamo per niente.
L’abbandono del pannolino è un momento in cui al genitore crollano delle certezze. Il conto di quanti pannolini hai nella borsa prima di uscire deve essere sostituito dal conto di quanti cambi devi portarti. E questo è infatti l’unico motivo per cui si sceglie di eliminare il pannolino in estate.

Lo sprovveduto genitore (e mi ci metto anche io) che, spinto dal pediatra/nonna/signora Pina, si è deciso ad affrontare la faccenda, normalmente procede così.
Qualsiasi sia l’età del bambino lo si introduce al vasino, spiegandogli che li dentro si fa la cacca/pupù/popò/pipì, perché è così che fanno i bimbi grandi. Si prende il bimbo e si procede con il discorsetto, cercando di essere il più possibile chiari ed espliciti.
Ovviamente lui non capirà. A parte rari e fortunati casi è ovvio che state per affrontare un periodo di inferno. Perché dopo 3 anni di cacche e pipì rilasciate in ogni momento e occasione, e soprattutto posizione, il bimbo in questione non capisce perché dovrebbe trattenerla, e soprattutto farla stando seduto, che è notoriamente una posizione scomodissima.
Lo sprovveduto genitore procede con una mappatura di tutti i bagni pubblici di zona. Ogni percorso da A a B deve prevedere almeno una sosta bagno, soprattutto se il pargolo si è ostinato a non volerla fare prima di uscire.
La cosa peggiore di tutte è che si inizia a parlarne con qualsiasi persona si incontri per strada, soprattutto se il bimbo è a tiro di orecchie. La fornaia, il fruttivendolo, la signora Pina, si fa di tutto per non dimenticare nessuno. “Sa, abbiamo tolto il pannolino! E si, stiamo diventando grandi!” (Stiamo chi???) “A volte si sbaglia, ma è bravo, eh, si si è bravo!”
Senza contare che ad ogni rifiuto del pargolo, scatta immediatamente il “maddai! La tua amichetta Franceschina, già la fa nel water, e avverte la sua mamma in 3 lingue! Visto che brava! Fallo anche tu!”
No pressure!

Vi sentite stressati? Con molta probabilità lo è anche vostro figlio. Che probabilmente si chiede perché improvvisamente vi siete messi a parlare di cacca e pipì come degli ossessi, che gli chiedete se deve farla in continuazione, che lo invitate a sedere su quell’affare scomodo 20 volte al giorno. E poi, soprattutto, cosa estremamente imbarazzante: ne discutete costantemente con degli estranei. Tutti improvvisamente parlano delle faccende più intime di vostro figlio, di fronte a lui.
Il vostro volto teso in un sorriso forzato quando dopo che se l’è fatta sotto gli dite “non importa caro, succede!” per poi iniziare di nuovo a dargli il tormento dopo appena mezz’ora, lo perseguita anche nei sogni. E di conseguenza inizia a fare capricci.

Lo so, ci sono passata anche io.

Alcuni bambini non reggono lo stress, e se anche avevano un minimo di capacità di controllo, la perdono immediatamente. Altri si rifiutano di sedersi sul vasino e piuttosto arrivano a scoppiare. I casi di ritenzione della cacca si motliplicano, e tutto ciò non fa che peggiorare il vostro stress di genitori, e di conseguenza il loro stress. E quindi puntualmente arriva la domanda: ma forse era troppo presto? Che facciamo ora, gli rimettiamo il pannolino?
Naturalmente il gesto di rimettere il pannolino al pargolo potrebbe avere due effetti:
1. tranquillizzarlo temporaneamente in attesa di tempi migliori;
2. comunicargli più o meno subdolamente: sei un fallimento (soprattutto se il bimbo in questione è al di sopra dei 2 anni).

Allora che fare? Tanto per cambiare, proviamo a metterci nei suoi panni. Immaginiamo di essere un duenne alle prese con un genitore isterico per l’abbandono del pannolino. Cosa vi darebbe fastidio? Cosa vi preoccuperebbe? Quali atteggiamenti vi piacerebbe che vostra madre/padre avesse per incoraggiarvi ad imparare?

Vi dico cosa credo tranquillizzarebbe me:
– che mia madre considerasse l’uso del del water come assolutamente normale e non un evento eccezionale,
– che mia madre non parlasse delle mie abilità nel trattenere cacca o pipì con estranei al mercato,
– che mia madre mi prendesse per mano sorridendo portandomi dolcemente in bagno,
– che mia madre rispettasse quando dico che non mi scappa anche se poi me la faccio sotto dopo poco,
– che mia madre mi dimostrasse che veramente non importa quando me la faccio sotto,

E voi cosa pensate vi tranquillizzerebbe?

PS. Questo post è dedicato ai genitori che stanno tentando lo spannolinamento e hanno la chiara sensazione che non ci riusciranno mai. Ricordatevi che non c’è nessuno che a 16 anni va in giro con il pannolino. Quindi prima o poi, lavatrice in più o in meno, ci riuscirete anche voi.

Prova a leggere anche:

49 COMMENTI

  1. Allora, le maestre mi sembrano un pò confuse. Stamattina all’arrivo hanno detto “magari aspettiamo ancora un pò, comincia tu a casa” e poi l’ho ripresa all’una con due paia di mutandine sporche ma senza pannolino. Il che mi ha fatta contenta ovviamente.
    Serena, la sua spiegazione ha sconvolto anche me. E me l’ha data lei, giuro, assolutamente non imboccata. In quell’asilo hanno l’orario per il bagno. A lei ce la portano appena arriva e poi circa ogni ora, ma il problema non è quello: lei dice di voler andare, va con gli altri ma poi appena si siede sul gabinetto piange. Oggi mi ha spiegato anche che i vasetti sono piccoli, non come quello di casa che le piace. Sono prontissima agli incidenti, ci mancherebbe, ha cominciato seriamente solo da qualche giorno… a casa non c’è problema, anzi abbiamo le “storie del bagno”, che mi tengo per queste occasioni. Quello che mi ha preoccupata è proprio la motivazione: come glieli faccio accettare i bagni di scuola? Forse potrei proporre alle maestre di portare prima lei da sola e poi gli altri, almeno finchè non si abitua…

  2. @Barbara,
    ma le maestre che dicono? Alla fine sono loro che dovrebbero consigliarti visto che hanno più esperienza, credo sia un peccato tornare indietro visti i progressi!
    Noi abbiamo avuto un’anteprima a marzo, volevo toglierlo ma al nido mi hanno detto di aspettare il caldo perché altrimenti non riescono a gestirli tutti, vista anche la primavera abbastanza fredda.
    A breve comunque ci riproviamo definitivamente e vediamo come va, a casa si controlla abbastanza: noi usiamo il vasino che staziona in soggiorno, lei avverte anche se non sempre in tempo…poi spesso si perde qualcosa per strada perché lo vuole svuotare lei! 🙂
    In bocca al lupo

  3. Ciao a tutti, sono in cerca di consigli.
    TopaGigia ha fatto due anni da qualche settimana, e già da un pò di tempo usa il riduttore in bagno a orari fissi (mattina, sera, prima del pisolino etc). Ha chiesto le mutande. Ha cominciato ad avvertire prima di fare i suoi bisogni, riuscendo a farlo anche con sufficiente anticipo per correre al bagno. Ha voluto il riduttore anche a casa della nonna. Ha cambiato asilo e in quello nuovo sono tutti più grandi e non mi sembra di aver visto pannolini in giro oltre ai suoi. Insomma, secondo tutti era pronta, e ci abbiamo provato. A casa direi nessun problema particolare, al parco nemmeno (l’ha fatta tranquillamente dietro un cespuglio), a scuola un macello. Ho provato a parlarle e mi ha spiegato che il problema è che a scuola non ha un bagno suo e ci sono gli altri bimbi. Che i bagni li usano tutti. Io ho provato a farle notare che anche a casa non ha il bagno tutto per sè, ma mi ha guardato come se fossi una deficiente a non capire da sola la differenza (cosa che probabilmente sono). Consigli? Oggi comunque riferisco alle maestre la sentenza e vediamo se a loro viene in mente qualcosa…

    • @Barbara io sono già stupita molto del fatto che lei sia riuscita a darti una spiegazione per quello che succede. E sono stupita sia dal punto di vista verbale sia da quello di comprensione di ciò che succede. Insomma ha appena due anni! Sei certa che il problema sia la condivisione del bagno? I bambini all’asilo sono distratti, ci sono un milione di cose da fare, bambini con cui giocare, attività, è molto più facile che ci si dimentichi di andare in bagno. Da quanto tempo è senza pannolino? Quanti incidenti avvengono all’asilo? La fa mai nel water quando è all’asilo?
      Io tenderei a non dare peso alla cosa, e direi semplicemente a TopaGigia, che ops, si è dimenticata di farla al bagno, senza aggiungere altre spiegazioni, anche perché io veramente ho il dubbio che la storia del bagno condiviso possa essere solo una spiegazione qualsiasi trovata per giustificare il fatto di non farcela, e non ci siano problemi reali.
      Per la cronaca, incidenti possono avvenire, e avverranno, anche dopo che è stata asciutta per mesi e può succedere un periodo di nervosismo o di distrazione o di regressione. Quindi stai tranquilla, e soprattutto non dare mai peso alla cosa. Succede e basta. Così come capita di inciampare dopo che si è imparato a camminare.

  4. Piacerebbe tatissimo anche a me lasciare decidere a lui, con i suoi tempi. Però inizierà la materna a settembre e là non potrà averlo. Compirà 3 anni a fine novembre, ora ne ha 2 e mezzo.
    Avrei deciso di toglierlo definitavamente a giugno in una settimana di vacanza al mare, altrimenti dovrei delegarlo ai miei genitori con cui sta tutto il giorno, e non mi va. A Pagnotta non piacciono i cambiamenti, e solitamente non collabora. Conosce già da tanto tempo vasino e riduttore. A volte li ha usati con e senza pannolino per giocare. Glieli lascio portare anche in giro per casa. Di quando in quando gli piace usarli, altre volte urla come un matto se appena appena provo ad accompagnarlo in bagno per fare pipì appena sveglio…
    Non faccio drammi se si bagna, per nulla…un week.end siamo usciti senza perchè anche lui era d’accordo, devo dire che mi ci sono divertita. Altro chè se si è bagnato: la fa ogni 2 ore circa. Mai cambiato, si asciuga in un attimo all’aria aperta. Però non gli dà nemmeno fastidio, purtroppo.
    Ho un po’ più paura con la cacca!! Anche perchè di solito ne fa un mare!
    e ammetto che mi spiacerebbe molto “rovinarci” un po’ la vacanza…ma non credo di avere altra scelta.

  5. non è male come idea, grazie! il problema è che il “dove vuole lei”, purtroppo, temo che sia fuori dal vasino…comunque proverò!

  6. e lasciarle portare in giro per la casa il vasino? troppo estremo??
    sai, educare all’autonomia e poi impedirle di esercitarla come e dove vuole lei è un po’ dura.
    essere indifferente forse no, ma chiederle di farla nel vasino che si può portare in giro così che la mamma possa giocare con lei e non dover passare il mocio per terra, ti sembra fattibile? una coppia di amici sta facendo così con la loro piccola e piano piano funziona. a volte la piccola si mette sotto il tavolo seduta sul vasino oppure dietro la tenda ma almeno la fa nel vasino!

  7. S.O.S.!! Mia figlia (26 mesi) è spannolinata da 2 mesi, almeno per quanto riguarda la pipì, mentre per la cacca ha ancora qualche problemino… Negli ultimi giorni, però, parallelamente a un miglioramento con la cacca, che fa sempre più spesso nel vasino, ha ripreso a fare abbastanza frequentemente la pipì sul pavimento, molte volte anche deliberatamente! Secondo voi come mi dovrei comportare? Secondo mio marito bisogna rimproverarla, io penso che sarebbe meglio un atteggiamento indifferente, anche perchè ormai lei sa benissimo dove si fa e dove no…il problema è che non è affatto facile restare impassibili, soprattutto quando, come oggi, mi dice “mamma guarda, faccio pipì!” e aspetta con aria di sfida una mia reazione…sarà colpa dei terrible two??

  8. Ciao,

    arrivo solo ora, ma è una questione che mi tocca profondamente. Io e il mio amplificato (mi ci metto perché è stato un vero lavoro di squadra) ci abbiam messo 6 mesi, dico sei mesi, per liberarci del pannolino in caso di pipì e cacca. Lui sapeva controllare perfettamente gli sfinteri già dall’autunno scorso, ma aveva il rifiuto psicologico del riduttore e del vasino….da buon amplificato è sensibilissimo…. Abbiamo proceduto per gradi e abbiamo fatto marcia indietro più volte perché arrivava a trattenere la cacca per diverso tempo, quindi meglio rimettere il pannolino piuttosto che dover ricorrere ai lassativi che avrebbero solo peggiorato la situazione. Piano piano con un gran de supporto psicologico, grandi incoraggiamenti, poche pressioni e grazie anche allo Gnomo del Vasino (che, per inciso, mio figlio continua a confondere con Babbo Natale e non si sa poi bene perché)ce l’abbiamo fatta contro tutto e contro tutti quelli che mi davano della pazza (anche qui, tanto per cambiare) per avere iniziato lo spannolinamento in inverno. Io ho pensato che, visto che sapeva esattamente quando doveva farla, perché me lo diceva, non aveva senso attendere la primavera. Questo lo dico per incoraggiare chi si trovasse nella stessa condizione. Certo che lo spannolinamento in gennaio è limitato ai posti indoor e chi se ne frega???
    Comunque se ce l’abbiamo fatta noi c’è davvero speranza per tutti….

    StranaMamma

    • Stranamamma, hai fatto benissimo a prendertela comoda per vincere la resistenza a fare la cacca. E’ stata una lotta anche per noi ed il Sorcetto ha rasentato la stipsi più volte solo perchè tratteneva per giorni la cacca. Per fortuna ora sembra un problema superato, ma può trascinarsi dietro parecchi problemi di stitichezza anche per anni. Quindi meglio andare piano ed ottenere un risultato consolidato.

  9. Ogni mamma è libera di scegliere come crescere ed educare il proprio figlio in base alle sue energie, aspettative, disponibilità di tempo, pazienza, attività lavorativa ecc. Penso che l’EC sia un metodo naturale per rispondere ai bisogni di eliminazione dei neonati, non è un discorso di autonomia, l’autonomia arriva dopo. Il neonato comunica alla propria madre che deve fare pipì, la madre ascolta e comprende il suo bisogno, lo porta in bagno e gliela fa fare nel posto giusto (wc). Il neonato, (poi bambino) si abitua a non farsela addosso. non esiste il passaggio pannolino prima, vasino, wc, o riduttore dopo. mi sembra un fatto di coerenza. Nessun trauma per il piccolo, la sempre nello stesso posto da quando è nato. Penso sia molto difficile capire, accettare e praticare l’EC in un modo occidentale, frenetico, in cui la donna-madre deve tornare a lavorare a pochi mesi dal parto.
    In altre culture dove è “normale” allattare oltre i sei mesi, “portare” i piccoli, praticare l’EC, non esistono ciucci, carrozzine, pannolini U&G. Le madri rispondono a tutti i bisogni dei loro piccoli in modo naturale.
    ho scelto l’EC, per vari motivi: rispondere ai bisogni dei miei figli, migliorare una comunicazione con loro, non inquinare l’ambiente, e perché i pannolini U&G non sono proprio così naturali ed hanno effetti negativi sulla salute dei miei figli.

  10. La mia piccola 2 anni e 10 mesi..ha tolto il pannolino il 10 giugno e si è bagnata solo il primo giorno…
    Diciamo che la maestra al nido già la portava con gli altri bimbi sul water ad orario già da 2 mesi…e quindi aveva preso confidenza con il mezzo!! Non ha voluto il vasino..preferisce il riduttore..e al mare non vuole assolutamente farla sulla sabbia..corre da me e chiede del water.
    L’unica regressione l’ha avuta una sera in presenza della cuginetta di 3 mesi…(ma diciamo che non è l’unica regressione che le capita quando c’è la piccola Bea),regressione che non ho fatto fatica a giustificare!!
    Qualche problemino in più lo abbiamo con la cacca! Non si bagna mai..ma la cacca credo la imbarazzi di più perchè in alcune occasioni si nasconde e la fa nelle mutande. La nonna dice che anche io ero così!..ma ciò non mi consola…che mi dite??

LASCIA UN COMMENTO