Il toast all’uovo

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gc1desPrendete una mattina di festa, tutti a casa in pigiama e la voglia di colazione salata. Da un’ispirazione colta guardando foto su pinterest, è nato il “toast all’uovo“, una ricetta ormai parte del nostro lessico familiare.
Su Internet si trovano diverse versioni (al forno, con l’aggiunta di formaggio), ma io lo preparo cosi.

Prendo una fetta di pan carrè, di quelle un po’ spesse, e la taglio al centro con una forma da biscotti (un cuore o un fiore, generalmente).
La imburro leggermente da entrambi i lati e la metto a tostare in padella (se è troppo morbida, l’uovo la inzuppa e non riesce bene).
La giro e dopo poco alzo il fuoco e rompo un uovo nel buco creato dalla formina.
Con il fuoco abbastanza alto, in pochi minuti, l’uovo si indurisce abbastanza perchè si posa girare il toast pur mantenendo il tuorlo morbido. Bastano pochi secondi anche dall’altro lato ed ecco il “toast all’uovo” come piace a noi: una cornice abbrustolita e un cuore morbido in cui tuffare il cuoricino di pane tostato a parte, a lato, dopo…

foto di Silvietta©
foto di Silvietta©

Pensandoci, è come mi piacerebbe mi pensassero i miei figli: capace di tenere le regole e confini dove servono e dove sono un bagaglio utile per affrontare il futuro, ma tenera e morbida, pronta ad accoglierli “dentro”.
Sono quella che tenta di mantenere gli orari per andare a dormire e per fare i compiti, per non farne un duello personale, ma con l’orologio. Le regole per poter mangiare tutti, a tavola, senza inseguire commensali che corrono o sfuggono ad un assaggio. Le regole di ciò che come madre è meglio io non dica o non faccia.
Ma sono anche quella che pensa che ci voglia un cuore pronto a sciogliersi in un abbraccio dove serve la tenerezza e la comprensione. Un cuore pronto ad allargarsi per guardarti con stupore, ammirare assieme la luna, le onde del mare o una profonda nevicata, giocare con le foglie o rotolarsi sul prato….

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