Tiralatte sì o no?

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– Post sponsorizzato –
Eccoci pronti ad affrontare un nuovo tema all’interno del Lab della nutrizione e della crescita promosso da Mellin. Dopo aver parlato del cambiamento portato dalla scoperta di diventare mamma, è il momento di parlare di allattamento.
E’ un argomento così vasto, che possiamo affrontarne solo alcuni aspetti (ma troverete altri spunti e argomenti di confronto sui tre blog che partecipano con noi a questa iniziativa: Mammafelice, Mammaimperfetta e Periodo Fertile).
Il “tema” che vi proponiamo questa volta è: Tiralatte, sì o no?

Io il tiralatte l’ho utilizzato moltissimo. Per me è stato una risorsa insostituibile per non interrompere l’allattamento al seno e per conciliare la mia maternità con il lavoro che doveva riprendere.
Non solo, mi è stato utilissimo anche per superare il periodo critico delle “colichette” (che per il Piccolo Jedi si risolvevano in 4 ore al giorno di urla ininterrotte, probabilmente causate anche da un reflusso, non individuato e capito solo a posteriori).

Un buon tiralatte consente di stare lontane da casa piuttosto a lungo, anche durante il periodo dell’allattamento, senza ricorrere a un allattamento misto, o addirittura a uno svezzamento precoce.

Come è noto, il latte materno è conservabile sia in frigorifero che in congelatore. Una volta estratto, infatti, può essere conservato, in vasetti ben puliti con acqua calda o sterilizzati (con un normale sterilizzatore da biberon).
A temperatura ambiente, si conserva per poche ore (valutate la temperatura esterna, se è estate piena considerate, per sicurezza, meno di un paio d’ore). In una borsa termica con le “mattonelle” gelate può restare per 24 ore (e quindi può essere anche trasportato fuori casa). In frigorifero (2°/5°) si conserva 48/36 ore. Nella cella freezer può stare massimo 1 settimana. Nel congelatore a -18°/-20° (con certezza che non abbia subito sbalzi) massimo 6 mesi.
(Fonte: Ministero della Salute – campagna “Il latte della mamma non si scorda mai” – qui gli opuscoli scaricabili)
Sicuramente in casa non si arriverà mai a conservare il latte per periodi lunghissimi.
Per congelarlo, il contenitore non va riempito completamente, perché il latte aumenta di volume. Quando è ora di usare del latte congelato sarebbe consigliato spostarlo dal freezer al frigo la notte precedente all’uso, dove può essere mantenuto per 24 ore dopo lo scongelamento.

Estrarre il latte con un tiralatte può avere molti vantaggi.

Chi produce molto latte, per evitare ingorghi mammari dopo una poppata non troppo abbondante, può utilizzarlo per svuotare bene il seno e mantenere i condotti galattofori senza residui. Del resto il bambino allattato al seno non prende sempre la stessa quantità di latte, ma la mamma può essere “programmata” per produrne molto comunque.
Io estraevo sempre il latte “avanzato” per utilizzarlo in seguito, in caso di mia assenza.

Come accennavo, il tiralatte può essere utile in caso di reflusso o di coliche gassose piuttosto rilevanti. Infatti nel momento in cui si manifestano questi disturbi, il neonato può avere difficoltà ad attaccarsi al seno anche se ha fame. In questi casi, la rapidità del biberon può aiutare a finire il pasto più agevolmente. Se nel biberon c’è latte materno, appositamente estratto, piuttosto che latte artificiale, sarà sempre un vantaggio.

Io con il tiralatte ho avuto un rapporto felice, ma ho sentito spesso che non è così per tutte. Una cosa è allattare il proprio neonato, ben altra sottoporsi a quella che sembra una mungitura meccanica.
Un suggerimento che mi sento di dare, se si decide di mettere da parte un po’ di latte materno, è quello di scegliere la tecnica di estrazione del latte che sentiamo più congeniale. E poi di concentrarci sull’utilità dell’operazione (allattare anche in nostra assenza), per superare quella strana sensazione di innaturalità.

L’estrazione del latte, infatti, può avvenire anche per spremitura manuale, senza tiralatte. Funziona bene con mamme che hanno veramente molto latte, se no può risultare un procedimento lento e fastidioso, scoraggiando più di qualcuna.

Il tiralatte è il metodo più pratico e rapido, ma è bene valutare il tipo che più ci si adatta.
Quelli elettrici sono molto efficaci, ma costosi. Sono spesso a disposizione delle mamme nei reparti di neonatologia, per quei casi in cui è impossibile allattare al seno. Per averlo anche in casa si può noleggiare, presso negozi di articoli sanitari, per diversi mesi a prezzi ragionevoli. Ne esistono anche di elettrici e portatili, molto comodi perché è sufficiente applicarli bene al seno e l’apparecchio provvederà alla suzione.
Quelli manuali possono risultare più scomodi e difficili da usare, ma una minima pratica li rende agevoli.
Io ne ho usato uno manuale molto diffuso, con il quale mi sono trovata benissimo. In realtà è sufficiente “farci la mano”. Il tiralatte manuale è comodo perché è portatile e leggero (non ha un motore, al contrario di quello elettrico), è piccolo, si lava interamente. E ovviamente ha un prezzo molto più basso.

Estrarre il latte e darlo al proprio bambino con il biberon non è come allattarlo al seno, ma avere la consapevolezza che continuerà a prendere il latte materno, anche in assenza della mamma, con tutti i benefici del caso, è molto rassicurante e può aiutare a superare sensi di colpa e ansie da distacco.
E’ anche un modo per non sentirsi “incatenate” all’allattamento ed in qualche modo imprigionate nel rapporto esclusivo con l’alimentazione del proprio bambino. Dopo una poppata, appena il bebè si addormenta, si può subito estrarre il latte dal seno non utilizzato e così si avranno più di tre/quattro ore libere, ad esempio per uscire e svolgere una commissione o per dedicare qualche ora al lavoro. E’ una libertà psicologica che può aiutare molto una neo mamma a superare l’isolamento dei primi mesi di vita di un neonato.

Avete avuto esperienze con il tiralatte? Per voi è stato un “amico” o è rimasto un estraneo? Che consigli potremmo dare a una neomamma che ha intenzione di provare?

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25 COMMENTI

  1. Non sono mai stata a mio agio con l’idea di allattare al seno e il tiralatte mi sta permettendo di dare il mio latte a mia figlia senza dover compiere un atto che per me è una forzatura 🙂

  2. 1 settimana fa e’ nata figlia 2. Sta volta l’allattamento e’ partito benissimo,alla grande!montata lattea arrivata gia’ il secondo giorno,cosi’ che da una terza sono passata ad una sesta nel giro di poche ore. Oh,son soddisfazioni,scusate eh. Pero’ pero’ di nuovo tiralatte santo subito ancora una volta.
    Se per figlia 1 mi e’ servito a far partire l’lattamento e ad evitare il latte artificiale,sta volta mi e’ servito ad evitare ingorghi mammari. Se non avessi tirato il latte sarei scoppiata!!!

  3. Non l’ho mai usato, nessuno me lo ha regalato o consigliato durante l’allattamento. Semplicemente non ne ho avuto bisogno, vuoi perchè fortunatamente non ho mai sofferto di mastiti, vuoi perchè i miei figli mi avevano sempre a disposizione. Li ho allattati tutti e due oltre l’anno e siamo andati di pari passo: producevo quanto loro mi chiedevano. Un aiuto per un po’ di libertà in più? Probabilmente sì, ma io ho preferito evitare di dare il biberon ai miei figli fino allo svezzamento. Ciao!

  4. Ma perchè darci tanta pena a tirarci il latte? Che, anche chi è riuscita a usare il tiralatte con facilità, poteva impiegare quei venti minuti per un pisolino o una doccia (e sappiamo tutte quanto venti minuti di quiete siano rari e preziosi con un neonato in casa!).

    La Dott.ssa Orietta De Alexandris, ginecologa e presidente provinciale Associazione Italia Donne Medico-AIDM, ci ricorda i vantaggi dell’allattamento al seno, non solo per i bambini, ma anche per la salute della mamma.

    “Il latte materno contiene una miscela di nutrienti nella giusta quantita’ per il vostro bambino. Inoltre, è ricco di anticorpi per creare le difese del bambino (il suo sistema immunitario non e’ ancora sviluppato) e proteggerlo dalle allergie.
    Il colostro secreto nei primi giorni dopo il parto è il nutrimento migliore per il neonato e protegge il suo intestino.
    I bimbi allattati al seno risultano meno soggetti ad alcune patologie come la schizofrenia e la sindrome ipercinetica e sembrano sviluppare migliori doti intellettive, sono inoltre meno suscettibili alle infezioni respiratorie, gastrointestinali, urinarie o alle otiti e hanno un minor rischio di allergie e obesità infantile.

    Allattare al seno per almeno 2 mesi si ritiene che riduca il rischio nella mamma di cancro al seno e all’ovaio in eta’ piu avanzata.
    Non dimentichiamo che l’Organizzazione mondiale della Sanità raccomanda l’allattamento al seno come alimentazione esclusiva almeno fino al 6° mese e comunque ricorda che è bene continure il più a lungo possibile anche dopo aver iniziato lo svezzamento.

    Durante la suzione del bambino attraverso il capezzolo e l’areola, l’ipofisi (una ghiandola situata alla base del cervello) della madre inizia a secernere due ormoni: la prolattina, che stimola la produzione del latte e l’ossitocina, che stimola la contrazione dell’utero che torna così alle dimensioni normali più rapidamente e stimola la contrazione degli alveoli e consente di condurre il latte al capezzolo attraverso i dotti galattofori (riflesso di lattazione).
    Una modalità molto dolce per favorire la suzione è quella di accarezzare il labbro inferiore del bambino con il vostro capezzolo:il bambino rispondera’ spalancando la sua bocca (come uno sbadiglio) ed inizierà a succhiare.
    Durante la poppata è necessario che il bambino prenda in bocca anche l’areola per potersi attaccare e succhiare nel modo giusto:non lasciate che succhi solo il capezzolo perche’ questo provocherebbe irritazione e la comparsa di ragadi.
    Ad ogni poppata il bambino dovrebbe svuotare una sola mammella per poter succhiare sia il primo latte, piu’ diluito e dissetante, sia il secondo più denso e nutriente.
    Durante la poppata è necessario mettersi in posizione comoda, appoggiata ad un sostegno adeguato, posizionando un cuscino sotto il bambino oppure anche sdraiate con il bimbo sul proprio fianco.”

    Dunque un tentativo, anche col tiralatte, in caso di necessità, merita di essere fatto.
    E se poi non va? Ricordiamoci che una mamma serena è sempre e comunque il miglior nutrimento per ogni bambino.

  5. A me lo aveva prestato un’amica appena nata mia figlia e un’altra quando ho iniziato a lavorare. In nessuno dei due casi sono riuscita ad usarlo. Manuale e stessa marca (Chicco). Come la prima mamma e’ stata l’unica cosa che mi fatto rischiare la crisi di nervi! L’ho provato all’inizio dell’allattamento quando un’inaspettata montata lattea monstre mi costringeva a spuganture continue e sprimiture manuali (alquanto dolorose) x evitare ingorhi. L’ho provato sia prima che dopo le poppate e nada! Ricordo ancora una mattina, verso le 6, in cui la potente aveva dormito tutta notte e io vagavo come un’anima in pena, perche il seno gonfio mi aveva svegliato alle 5 (e avrei tanto voluto godermi quel riposo in più), nenache in quell’occasione ero riuscita a far uscire più di qualche goccia.
    Alla fine x avere una mini scorta di latte usavo le conchiglie. Pazientemente avevo raccolto quasi un biberon x potermi permettere un concerto ma poi c’era stato il vaccino con conseguente mammite e il mio latte e’ finito come raffredda-pappe!
    Fortunatamente ho iniziato a lavorare che la piccola aveva 9 mesi con orario ridotto fino all’anno e la produzione di latte si e’ regolata di conseguenza. I primi giorni arrivavo alle 4 con il seno duro, adesso che ha 15 mesi quasi mai. (Tranne qualche lunedì se il weeend e’ stato impegnativo :-))
    Non so forse sarei dovuta andare dalla consulente dell’allattamento anche x imparare ad usare il diabolico attrezzo! Se mai ci sara’ un secondo figlio riprovo! E a sto giro cambio marca!

    Ah anche x me la parte più utile sono stati i contenitorini graduati x congelare il brodo e portarmelo in giro!

  6. Di sicuro le spugnature calde aiutano, perchè sciolgono il latte che quindi esce più facilmente. La bocca del bambino, a meno di problemi specifici, è comunque molto più efficiente per tirarlo fuori, quindi usare solo il tiralatte può diminuire la produzione e può non essere una buona strategia per chi come me già non se ne trova molto di suo. Io la mungitura manuale non avrei potuto farla, il seno mi doleva tremendamente, mentre non ho mai avuto fastidi tipo ragadi, quindi col tiralatte mi sono trovata tutto sommato molto bene.
    Io specie la sera, quando avevo meno latte, facevo le spugnature, ma poi dovevo sbrigarmi ad attaccare TopaGigia sennò il poco latte che avevo andava perso nell’asciugamano…

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