Ti odio fratello

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“Ti odio fratello!”
Suona strano vero? L’odio, sentimento di per se’ oppositivo e di scontro, affiancato alla fratellanza, che per definizione letterale e’ un “duraturo sentimento reciproco d’affetto e di benevolenza”.
Le due parole sembrano inconciliabili, difficilmente accostabili, eppure a casa mia vengono affiancate spesso.

Foto ©Valewanda

E’ passato il tempo in cui i miei figli giocavano per ore a Lego, felici di godere della reciproca compagnia. Litigiosi si’, ma nella norma. Gli scontri verbali e fisici si limitavano ad invettive colorite e tutto sommato abbastanza pacifiche, nulla che portasse a scontri sanguinosi e guerre a suon di parole feroci e insulti.
Il tempo con loro, anche tutti e tre insieme, era piacevole e per me divertente. La domenica, in assenza del capo famiglia, spesso facevamo scorribande fuori porta, pic nic divertenti sul lago, visite culturali a mostre o appuntamenti interessanti.
Godevo felice anche della nostra settimana insieme al mare a luglio, pausa riposante in cui mettevo alla prova le mie capacità, uscendone vincente.
I bambini però erano piccoli, i secondogeniti non avevano ancora iniziato la scuola, il più grande era in terza elementare, un piccolo fanciullo ancora poco spigoloso.
Da tre anni tutto è cambiato.
Li guardo e vedo quello che ho continuamente davanti, un teatro di sanguinose e durissime battaglie.
“Ti odio fratello”.
A pronunciarla sembra la strofa di una canzone rap, ma non lo è.
E non sono i gemelli tra loro a dirsela, ma a turno uno dei piccoli al fratello grande e viceversa.
Si scontrano, si accapigliano, si insultano, litigano furiosamente.
Se sono sola e’ ancor peggio, non riesco più a portarli da nessuna parte, a meno che ci sia un folto gruppi di amici oppure nell’unico posto che mette d’accordo tutti: l’oratorio/scuola calcio che sia.
Non mi azzardo a fare altro.
All’inizio l’ho fatto, e nel dopo mi sono trovata a versare calde lacrime per la rabbia e la delusione nel vedere che i miei figli erano più interessati alle dinamiche dei loro litigi piuttosto che al mondo intorno a loro.
“Mamma, capisci che lo odio?”.
“Pure io lo odio”
Quando va bene si dicono questo, quando va male altro, ancora più pesante. Gridano, fanno gestacci, si guardano in cagnesco con aria di sfida, si fanno lo sgambetto.

Io assisto.

Dove ho sbagliato? Mi chiedevo all’inizio, mentre li guardavo litigare in spiaggia. Lo stesso bagnasciuga in cui fino all’anno prima giocavano a palla sorridenti.
Dove ho sbagliato? Dicevo a voce alta, guardando foto di amiche sorridenti con figli altrettanto gioiosi abbracciati su un divano dai cuscini variopinti.
Dove ho sbagliato?
Pensavo tra me e me silenziosa, sentendomi una mosca bianca in un mare di famiglie sorridenti come nelle più note pubblicità, pronte ad addentare una fetta biscottata sullo sfondo di una verdeggiante prateria.
No, non ho sbagliato niente, mi dico adesso, mentre cammino in questo viale trafficato e illuminato dalle luci della città.
Perché devo insistere e puntellare sul mio senso di colpa, sempre pronto a darsi continue responsabilità? Lo ripeto a me stessa, lo grido a gran voce per farmi sentire, mi spacco i timpani se serve: “non è colpa mia!”.
Le dinamiche tra fratelli possono essere complesse e particolarmente indecifrabili per una che di fratelli, ahimè, non ne ha, come me.
Così è, se vi pare, diceva qualcuno, e sulla scia di questa elegante citazione prendo atto, alzo la testa, osservo e passo oltre.
Cercando, per come posso, di non rimpiangere ciò che non è più, prendendo coscienza, se pur amaramente, di ciò che invece mi si presenta davanti.

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3 COMMENTI

  1. Ciao Valentina, l’argomento mi sta particolarmente a cuore perché ho 3 figlie di età differenti tutte e tre molto toste ed impegnative. La più grande ha 14 anni e mezzo è al primo anno delle superiori e da circa un anno e mezzo, da quando si è sviluppata, è intrattabile…La media ne ha 7 e mezzo ed è un vulcano di energia, di idee e d’accettazione…La piccola ne ha 4 e mezzo ed anche lei, sulla scia delle sorelle, sa il fatto suo, è testarda e grintosissima!!! Diciamo che non mi annoio, anche perché nel frattempo ho anche un lavoro a tempo pieno, un marito, una casa (in affitto), un gatto…tornando al tema del post, l’odio tra fratelli, sorelle in questo caso, anche le mie ci rientrano in pieno…soprattutto, la grande con la media!!! Sembra vergognarsi di lei, spesso e volentieri, la più grande è molto chiusa ed introversa, almeno in questa fase della sua vita, mentre la media è esuberante e stravagante, non si vergogna e non teme niente e nessuno…é molto autonoma!!! Anch’ io mi sono domandata spesso:” Dove ho sbagliato?”, anch’io mi sono detta eppure sono sempre io la mamma che le sta crescendo…non penso sia soltanto questione di errori…cioè, di sbagli ne ho fatti eccome ma è indubbio che per quanto io sia sempre io, la stessa mamma per tutte e tre, in realtà non lo sono e non lo sono stata. Non si può essere la stessa persona a 27, 34 e 37 anni…non si può essere sempre la stessa persona a 43 anni…I cambiamenti ci sono stati e ci saranno, per fortuna è lo stesso penso sarà per le mie figlie e per le interazioni tra di loro…perciò, mettiamoci il cuore in pace, la rabbia come l’amore, sono due facce della stessa medaglia, non ci può essere l’una senza l’altra, nonostante le prevaricazioni e gli squilibri, da sole, non possono funzionare!!!

  2. @Vale grazie, infatti ora lo so che non è colpa mia, però a volte è estenuante vedere che il tempo insieme non è più una cosa bella per tutti, ma può essere molto pensante è frustrante per chi lo vive. Solo questo, il futuro farà il modo di farlo ritrovare come dici tu. Grazie!

  3. Non hai sbagliato niente, davvero. Io ho due sorelle, ci amiamo e odiamo, a ondate. I genitori possono aiutare solo non facendo preferenze, che è difficilissimo, perché dare a tre persone con esigenze diverse la stessa cosa è comunque ingiusto. Troveranno il loro equilibrio, da soli. E quando ognuno vivrà per i fatti suoi si ritroveranno.

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