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Tema del mese: nonni e parenti

Scritto il 1 Jan 2011 da Silvia 50 Comments

nonni e nipotiPresenti, assenti, vicini, lontani, collaborativi, critici, alleati, polemici, rispettosi, invadenti… insomma, ognuno conosce quelli che gli sono toccati in sorte! Fanno parte, in un modo o in un altro, della vita di ogni famiglia e sono comunque protagonisti della crescita dei bambini.
Il proverbio africano, per il quale “serve un intero villaggio per crescere un bambino”, è così antico da risultare estremamente attuale! Siamo sempre più disabituati a vivere in comunità allargate, ma quando arrivano i bambini, in una società che non sostiene la famiglia, è proprio alla famiglia d’origine che spesso torniamo per trovare un porto sicuro.
Ne parliamo più spesso quando ci sono incomprensioni e frizioni e li diamo più per scontati quando tutto va bene: i parenti e, primi tra tutti, i nonni.
Dai tanti commenti ai post che abbiamo scritto sull’argomento e da tante testimonianze lasciate su genitorisbroccano, abbiamo rilevato che il rapporto nonni/genitori/figli-nipoti è tra i più complessi nell’equilibrio delle famiglie. Nonni-genitori o nonni-suoceri, poco cambia: è come se l’attuale generazione di genitori, dovesse dimostrare, un po’ ai loro genitori e molto di più a se stessi, che non sono più figli e sono davvero diventati adulti.
Gli argomenti sono tanti: i nonni baby-sitter, i nonni che si prendono cura dei nipotini quando il nido è inaccessibile, i nonni che si sostituiscono ai genitori, i nonni che rispettosamente amano il loro ruolo, i nonni che si sentono liberi di fare quello che con i figli non si poteva, i nonni che hanno una loro vita e preferiscono non sia invasa dai nipoti, i nonni che si mettono a disposizione, i nonni che criticano sempre, i nonni che “se non ci fossi io!!”… I nonni che sono, o che potrebbero essere, un’occasione di arricchimento culturale, oltre che affettivo, per i nipoti, perchè non c’è niente di più educativo che conoscere la storia da cui si proviene. E magari le tante occasioni perdute per via delle difficoltà di comunicazione tra generazioni.
E poi zii, cognati, cugini, fratelli e sorelle…
Diamo un’occhiata al di là del nucleo familiare e vediamo cosa c’è da dire, su cosa riflettere e quali sono i momenti più critici e quelli più belli del rapporto con le famiglie di origine.

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50 Comments »

  • mammamogliedonna ha scritto:

    Sono appena tornata dal paesello: full immersion di nonni materni e paterni, convivenza forzata coi nonni materni e intrusioni a go go…
    Devo riprendermi da tutto questo prima di dire la mia sull’argomento, ma devo dire la verità mi sono posta molte domande in questi giorni su come vivono le famiglie costrette a convivere con i nonni!
    So che pare strano visto che nel nostro paese molte sono le famiglie che vivono così per scelta e non e so che fino a qualche decennio fa la nostra società era basata su un modello familiare di quel tipo.
    Dico solo che io, IO IMPAZZIREI!
    BUON ANNO A TUTTI! SOPRATTUTTO AI NONNI!

  • Mestieredimamma ha scritto:

    Invece la prima cosa che viene in mente a me è… averli i nonni! Noi ne abbiamo solo uno, mio papà, e i suoi nipotini lo adorano. Questo basta per dire quanto è importante la sua presenza.
    Vi seguirò in questo tema del mese, davvero interessante visto che la sussidiarietà sul tema della famiglia, di cui tanto si parla e di cui i politici si riempiono la bocca, si poggia in gran parte sull’aiuto famigliare dato principalmente dai nonni stessi, con tutti i pregi e i difetti che possono avere.

  • Mamma strangera ha scritto:

    Sono una mamma senza nessuno mia familia sta lontano e a famiglia del padre della mia bimba oggi 4anni se fanno presente solo nel compleanno e natale ma senza festa. Quando io e mia figlia siamo insieme alla nonna sentiamo litigare con i figli è davvero sgradevole. Vivo prigioniera di in uomo che passa il tempo a aggredire verbalmente e fisicamente ultima agrezione lo denunciato pero sono stata minacciata così lo retirata dopo di che mia vita è diventata un inferno: abbandonata a casa senza scaldamento e soldi per la spesa. Ho passato il mese di decembre in un vero inferno e adesso sara peggio perché ho cercato una avvocato. La nonna nel 1 mese di vita della primo figlio del suo figlio (di oggi 53 anni) non ha fatto una telefonata nel terzo mese ha detto di io e mia figlia andare a quello paise ….. Parlo di una nonna che ha sofferto con un marito violento e suoi figli due ragazze quale una è scapata di casa e un ragazzo. Infelicimente sono io e mia figlia che viviamo le consequentia.

  • Barbara ha scritto:

    Accidenti ma lo avete fatto apposta a usare questo tema del mese subito dopo Natale?!?!?!?
    Cercherò di essere obiettiva lo stesso, promesso…

  • Serena ha scritto:

    Barbara, è la stessa cosa che è venuta in mente a me appena ho letto il titolo!

  • anna ha scritto:

    bell’argomento! con aspetti contrastanti… io e mio marito ci eravamo detti: durante le vacanze stiamo sempre coi bimbi e poco dai nonni!!!! non si discute!!! (li tengono tutta la settimana chi tutto il giorno, chi dopo asilo) e invece… per fortuna che domani glieli portiamo così prendo un pò d’aria e ci facciamo un giretto da morosi (=

  • Silvia (author) ha scritto:

    Ma secondo voi abbiamo messo questo argomento proprio qui e adesso a caso???? Vi vogliamo “caldi” dopo le feste natalizie! Nel bene e nel male. :)

    @Mamma strangera (straniera?): quella che ci racconti più che una storia di nonni è una storia complicata e dolorosa. Rivolgerti ad un avvocato per reagire è sicuramente un buon inizio. Ti auguro di riuscire a trovare una via d’uscita per te e per la tua bambina.

  • Daniela ha scritto:

    Ce ne sarà per tutti i gusti! Da quelli che con i nonni ci vivono e non si schiodano, a quelli che cambierebbero continente, a quelli che usano e abusano, a quelli che non sanno come tenerli lontani…

    Ecco, noi abbiamo due nonne, nessun nonno, e mi spiace tanto. Ho avuto un nonno solo da bambina, e ho dei ricordi dolcissimi. Con le nonne confesso che ho fortuna: consigli non richiesti sempre (ma credo che senza i nonni sarebbero come… una nutella light! Non ha senso.) ma finisce lì, poi li si gestisce bene, sanno come non superare i limiti, qualche strappo alla regola senza uscire dai binari. Insomma, va benone. Ma anche noi siamo moderati: vederci ogni settimana, chiedere aiuto quando e se serve, senza far pesare troppo a loro la gestione dei nipoti.

    Mi piacciono un po’ meno quei genitori che abusano davvero dei nonni (conosco una coppia che va a casa dei due nipoti per guardarle due giorni a settimana, un giorno e una notte li tengono a casa loro per guardarli, e gli altri giorni comunque per una commissione o per altro sempre da loro. Più 2 pranzi a casa loro, più ogni matrimonio, più le vacanze al mare se li portano… e la mamma non lavora! e il nonno a volte si lamenta che non c’è più spazio per loro, ma poi finisce lì) e quei nonni che ai figli si vogliono sostituire. Ma per fortuna, non è il nostro caso. Speriamo duri!

  • Lorenza ha scritto:

    Buon anno!!!
    Mmmmmmm, bel tema proprio dopo le feste…noi abbiamo passato il natale su dai miei, siamo saliti in gruppo (suocera e cognato inclusi) e abbiamo avuto una vera full immersion, ma siamo sopravvissuti.
    Siamo rientrati a casa sabato e oggi sono tornata in ufficio (sollievo) quindi sono molto più zen, dopo la befana sarò neutrale come la Svizzera!

  • latte di luna ha scritto:

    I nonni, i nonni……senza di loro i miei due piccoli guerrieri Annibale e Asdrubale sarebbero persi!!!
    A volte ci fanno impazzire, a volte ci fanno ridere altre volte sono invadenti, indiscreti,inopportuni ma più spesso ci fanno comodo, ci fanno riflettere e ci tramandano meravigliose tradizioni…..
    comunque li amiamo proprio per come sono: dolci e pazienti.. e per come, anche loro, riescono a soppostare i nostri attacchi d’ira.
    Un bacio a tutti i nonni…..in fondo lo meritano no?

  • Michi ha scritto:

    io ho un bimbo di sette mesi e ancora non mi sono abituata a questi nonni…cioè, finchè erano i miei genitori e i genitori di lui li reggevo ancora bene, ma nel loro nuovo ruolo (e fate conto si tratta del primo nipote per tutti) non li riesco a sopportare molto!!!! forse andrà meglio man mano che il mio topo acquisterà una sua personalità e un suo rapporto con loro… il problema più grosso è che ho avuto problemi con i miei suoceri nei primi anni di rapporto con mio marito, soprattutto con mia suocera che non ha accettato che il suo bambino abbia lasciato il nido per me (lui anni 35), ed ora non riesco proprio a dimenticarmi tutte le cattiverie subite…come si fa?

  • Barbara ha scritto:

    Piccola riflessione: TopaGigia sta guardando Dumbo (si, ancora), arriva la scena strappalacrime della ninna nanna con la mamma che lo saluta e rimane nella sua gabbia. Dumbo la saluta e piange. Io le dico “Dumbo è triste perchè si sente solo, senza la sua mamma”. Lei abbozza un singhiozzo, poi urla al televisore: “Mumbo, nonna!”, poi mi guarda e mi fa “nonna, mumbo nonna…”. Io le ho spiegato che Dumbo la nonna non ce l’ha e lei è rimasta molto interdetta, del tipo che problema c’è, se tua mamma non c’è puoi sempre stare con la nonna…

  • Silvia (author) ha scritto:

    Barbara… ma non sei contenta che sia così piena di risorse!!! :D

  • Barbara ha scritto:

    @Silvia, ma che scherzi? Sono più che strafelice! Primo perchè a neanche 20 mesi ha risolto nel modo migliore un problema tremendo, e secondo perchè evidentemente si fida della nonna e ci sta bene. Con tutti i miei dubbi sulla nonna non posso che essere tranquilla che quando sta con lei sta più che bene…

  • cristina ha scritto:

    i nostri stanno al mare e noi in fondo alla campagba con il sole in piazza rare volte e il resto è acqua che ci bagna….non è che vi avanzano due nonni da prestarci?

  • angela@momsinthecity ha scritto:

    che bel tema. Io sui nonni devo solo dire belle cose. Ne ho avuti solo due purtroppo e mia nonna era una donna dolcissima, moderna e d’altri tempi insieme, è con lei accanto che ho iniziato a cucinare, mia grande passione, ricordo tanti momenti dolci, i riposini fatti insieme, le filastrocche… da più grande le domande sulle storie d’amore … i miei genitori e i miei suoceri sono in veste nonni molto, molto discreti. Sempre disponibili tutti a eventuale richiesta (peraltro molto limitate), ma silenziosi, dispensatori di consigli in rari casi. Di giudizi finora mai. Diciamo loro che possono viziare le nostre figlie ma con intelligenza, nel senso che proprio concedere tutto tutto non va bene, però sono anche convinta che l’educazione, quella delle regole, debba venire dai genitori e che i nonni è anche bello concedano strappi alla regola!
    Non sono forse adatta a parlare del tema nonni?
    Comunque, buon anno a tutte!!!!

  • Silvia (author) ha scritto:

    cristina… sarà mica il caso di andare tutti al mare!?

  • cristina ha scritto:

    @silvia no direi di no, avremmo bisogno di aiuto per tirare un po’ il fiato, ma siamoabituati senza e se li avessi vicino sempre beh….hai presente un giorno di ordinaria follia????

  • Monica ha scritto:

    Quando ho letto il titolo del tema del mese, ho tremato al pensiero non dei nonni, ma dei parenti….. Nella nostra situazione i nonni materni e il nonno paterno (vedovo) sono tutto sommato gestibili, ci aiutano, ma nulla da dire. Ho invece il grande problema della “zia”, mia cognata, la sorella di mio marito, per intenderci. E’ separata, senza figli, e purtroppo da sempre tantissimi problemi personali, di alimentazione, e di rapporti con gli altri. Ma non lo ammette. E da quando è nata la nipote, ha scelto fuori da ogni dubbio di dedicare la sua vita a lei. No amici, no uscite, no hobbies (e meno male che almeno ha un lavoro!), ma solo la nipote. E con la scusa di essere sola invade la nostra casa e i nostri spazi e tempi ad ogni occasione. A casa sua ha dedicato una stanza solo a lei (anche più bella della cameretta di casa nostra…), vive informandosi in modo morboso su ogni nostro spostamento, facendosi trovare davanti a casa o passando lì davanti mille volte. Appena nata, si metteva in ferie ogni volta che avevamo una visita di routine in ospedale, piuttosto che telefonava piangendo quando la piccola aveva la febbre alta. Di episodi del genere in questi anni ne sono capitati continuamente, io all’inizio pensavo si trattasse di un ragionevole entusiasmo e affetto, ma man mano la situazione è degenerata, sono preoccupatissima perchè vedo in lei un comportamento morboso e pertanto anche al limite del “pericoloso”. E infatti negli ultimi anni ho cominciato a mettere paletti, a evitare occasioni per stare insieme, a “nascondere” i nostri spostamenti, e in questo mio marito, pur rendendosi conto delle sue esagerazioni, non vorrebbe scontentarla e quindi non è determinato come me a rimettere un pò di equilibrio in questo suo rapporto con la nipote. Mia figlia, inutile dirlo, adora la zia, perchè è la zia dei vizi, dei trucchi che mamma non vuole, dei mille braccialetti-orecchini-collane, la zia che permette tutto e che compra tutto. Abbiamo provato a parlarle ma sostiene che nel suo comportamento e nel suo modo di vivere non c’è niente che non va. Ho provato a parlare con una psicologa e invece mi ha chiaramente consigliato di farla seguire da uno specialista perchè manifesta disturbi evidenti della personalità. Non vorrei rompere i rapporti, ma nemmeno assecondare la sua ossessione per mia figlia. Il resto dei familiari, conoscendola, non osano mettere bocca, e quasi si comportano come se ciò fosse normale. Ma a me sta rovinando la vita familiare, non sentendomi più libera di uscire da casa senza trovarmela davanti e senza dover poi condividere con lei tutto il nostro tempo libero (per rendere l’idea, in ferie ormai prenoto solo più monolocali con tre posti letto, in modo da avere la scusa di non poterla ospitare…. ). Sto impazzendo io, o cosa?
    Chiedo scusa per lo sfogo.

  • Silvia (author) ha scritto:

    Monica, mi sa che è proprio il caso di chiarire la faccenda, più che con tua cognata, che forse è un po’ poco ricettiva, con tuo marito e con gli altri familiari. Qui se non si impegnano anche loro in prima persona, mi sa che tu sbroccherai e non solo sul nostro sito!

  • Monica ha scritto:

    Silvia, hai proprio ragione, e l’ho già fatto, ma inutilmente, perchè mia cognata fa pena a tutti (hai presente gli occhioni da cane bastonato?), per vari motivi: ha perso la mamma quando era giovanissima, è stata a lungo anoressica, si è separata, non ha figli, non ha amici, è sempre sola, è sempre molto (troppo!!!) disponibile con tutti. Agli occhi dei loro parenti, e soprattutto di mio suocero, fa comodo avere una persona così in famiglia. Confermo che effettivamente sono già sbroccata parecchie volte, e il problema è che ogni volta sono passata per “la pazza della situazione” con i familiari (mio marito a stento ha digerito i miei sbrocchi perchè teme sempre brutte figure e per soggezione nei confronti del padre). Pensa che, in un momento di disperazione, sono arrivata al punto di pensare ad una separazione da mio marito pur di allontanarla (infatti anche con lui le cose non vanno affatto bene), ma questa sarebbe una misura troppo drastica e inutile, perchè in mia assenza la piccola finirebbe per stare comunque e sempre più spesso con la zia.
    Sto lavorando e combattendo in modo da difendere e preservare la nostra vita familiare a tre, e spero che, man mano che la piccolina crescerà, sarà lei stessa a volere i propri spazi e ad allontanarsi. Già adesso, infatti, cerco di non far mancare occasioni per stare fuori casa, lontano dalla famiglia paterna, che si presenterebbe inevitabilmente a suonare il nostro campanello. Lo sbattimento è doppio, ma credo che da parte mia sia un dovere far crescere mia figlia in un ambiente sano.

  • Barbara ha scritto:

    @Monica, mi permetti di ficcare il naso? Capisco perfettamente che la situazione sia complicata e gli equilibri delicatissimi, ma se sei convinta che questa presenza così … presente della zia sia deleteria per tua figlia, fai qualcosa. Ho avuto un’amica in una situazione simile (con la suocera, tipico) e le ho consigliato di fare un bel discorso al marito. Innanzi tutto di fargli prendere posizione, cioè di decidersi sull’opportunità della situazione, di dire una volta per tutte se la presenza della nonna secondo lui era una cosa positiva, negativa o neutra. Lui effettivamente ammise che la cosa era negativa, ma ci volle un pò (lei lo lasciò una giornata intera in balia di figlia e nonna, poi non ci fu più discussione).
    A quel punto lei gli ricordò che aveva scelto di mettere su famiglia, e che quindi la sua prima lealtà e i suoi primi doveri erano nei confronti di sua moglie e sua figlia, e doveva pensare prima al bene della figlia e poi casomai a quello della nonna.
    Lui devo dire fu bravissimo e trovò un buon compromesso con la nonna, riuscì perfino a non far passare la mia amica per strega, ma è un sindacalista allenatissimo quindi in fondo non mi sorprende…
    In bocca al lupo.

  • Monica ha scritto:

    Carissime, grazie dei consigli, e sicuramente se ve ne parlo, è sottinteso che vi autorizzo a ficcare il naso.
    Con mio marito ho già parlato e parlato più volte, e lui è convintissimo che sua sorella abbia dei problemi, e che sia necessario un ridimensionamento del suo attaccamento alla nipote. Infatti mi segue quando organizzo ferie o week-end fuori casa, non crea occasioni “gratuite” per stare con la sorella e di norma non la coinvolge spontaneamente (dopo varie discussioni, ne è perfettamente cosciente). Però di fatto non vorrebbe mai che ci fossero tensioni, non vorrebbe mai scontentarla o scontentare il padre, e nel cercare di mediare, è più propenso a chiedere pazienza a me piuttosto che parlare con lei, che toccata sul vivo si offende e lo fa sentire in colpa mettendo in mezzo vecchie situazioni familiari (in passato ha più volte minacciato il suicidio). Inoltre quando lei suona a casa, ovviamente è educazione aprirle (molte volte, quando ero da sola, facevo finta di non esserci e non aprivo – pur sentendomi in colpa)… e quando si incontra davanti a casa, è educazione parlarle. Ad onor del vero devo dire che negli ultimi mesi la situazione è nettamente migliorata, ma affrontando questo discorso dopo le feste, in cui tutti i giorni c’è stata qualche occasione per vederla o pranzare con lei, o passare tempo insieme, la mia preoccupazione è riaffiorata in tutto il suo splendore. Preciso anche che la sua presenza in realtà non è deleteria per mia figlia, nel senso che lei ci gioca volentieri, e fortunatamente sa anche badare ad un bambino pur non avendone (mi riferisco a quando era più piccola).
    E dico questo pur sapendo che la vizia, le permette tutto eccetera, ma credo che questo problema possa essere riferito anche a rapporti normalissimi, tipo nonni ecc… L’”anormalità” della situazione riguarda soprattutto l’ossessione di mia cognata, il fatto che non viva la sua vita ma voglia vivere la nostra. Mia figlia, per ora, è troppo piccola per capire certi meccanismi.
    L’unica soluzione sarebbe rompere i ponti completamente, ma per rispetto a mio marito ho sempre avuto dubbi e remore in riguardo.

  • Silvia (author) ha scritto:

    Monica, ma l’idea di affrontare la cosa a quattr’occhi, diciamo da donna a donna? Senza parlare di tutto il suo atteggiamento (nessuno è disposto a mettere in discussione TUTTA la sua vita), ma dei singoli fatti, così è meno impegnativo anche per lei mettersi in discussione.
    Riferisciti a situazioni specifiche, solo dopo che sono accadute e dille che magari preferiresti diversamente. Senza nervosismo, aspettando un momento in cui sei calma. Ma solo tu e lei, visto che il coinvolgimento dei familiari mi sembra deleterio. Magari in questo modo riesci a non rompere i rapporti ed a creare un rapporto più “tuo” con lei, che ti consenta di gestire meglio le relazioni.
    Puoi manifestarle la preoccupazione che la bambina viva una confusione di ruoli tra te e lei (anche se non è affatto vero, ma magari la lusingherà!), che ti piacerebbe che aveste una comune linea di comportamento su certi argomenti importanti (quindi si sentirà valorizzata) e che comunque hai bisogno di momenti esclusivi con tua figlia e tuo marito (e a quel punto mica può dire di no: dopo tutte le belle cose che le hai detto prima!) ;)
    Alle brutte rimane la soluzione: sfruttala fino a che non vi molla lei! :) Mandala in giro per la città a fare mille commissioni importantissime di cui potrebbe sollevarti, dato che è tanto disponibile. Ma devono essere tutte faticose, noiose e devono portare via tanto, tanto tempo.

  • CloseTheDoor ha scritto:

    Ciao Monica,

    ti butto lì qualche idea sparsa, ma non conoscendo la situazione spero di non dire delle mostruosità:

    . accennare con il dovuto tatto al suocero che hai ricevuto un parere medico/psichiatrico autorevole sulla situazione, magari ecco, non su tua cognata, ma su quell’amica che le somiglia proprio tanto

    . punzecchiare ogni tanto tua cognata facendole balenare l’immagine di sé stessa con una famiglia e figli suoi: chissà che uomo interessante e affettuoso potrebbe incontrare alla prossima vacanza, quando avrai dei figli tuoi saranno bellissimi ecc.

    . per il suo compleanno regalarle (oltre a qualche ora con la nipote) un pomeriggio alle terme con idromassaggio ecc., oppure un gatto, un cane, magari un trovatello che tu proprio non puoi tenere, lei forse invece sì così poi può fare qualche passeggiata con tua figlia (la quale poi ovviamente sarà sempre impegnatissima)

    . assumere una baby sitter in pianta stabile

    In bocca al lupo

  • CloseTheDoor ha scritto:

    … e dopo aver letto Silvia, ok: ho detto delle mostruosità :)

  • Lorenza ha scritto:

    @Monica, mi dispiace per questa situazione, è brutto che un’interferenza esterna riesca addirittura a mettere in crisi la coppia.
    Credo che prima di tutto dovresti cercare di avere tuo marito dalla tua, per non essere sola in questa faccenda e non farti logorare dalla frustrazione. Una posizione dura non porta a nulla, anzi è deleteria perché ti isola, forse potrebbe funzionare meglio un approccio di mediazione.
    Da un lato potresti dare un segnale di apertura, mettere in chiaro che tu non sei contro la sua famiglia, che credi che sia importante e positivo per un bambino avere contatti con i parenti, che sei consapevole della situazione di tua cognata e te ne dispiace. Questo dovrebbe tranquillizzare tuo marito che non si tratta un ultimatum “o me o loro”.
    D’altra parte, dovresti però portarlo ad analizzare la situazione in maniera oggettiva e mostrargli che non è sostenibile, che oggettivamente è negativa per voi come coppia, come famiglia, come genitori. La situazione di tua cognata non giustifica questo eccessivo attaccamento a voi e l’ingerenza nella vostra vita, tra l’altro non è salutare nemmeno per lei.
    Potresti chiedergli uno sforzo di comprensione per il fatto che la situazione ti crea molto disagio, soprattutto dover adottare dei sotterfugi per vivere la propria vita! Usa l’empatia, cerca di farlo immedesimare, come si sentirebbe se venisse assillato costantemente da qualche tuo parente o da un amico?
    Proponigli di elaborare una soluzione insieme. Potreste definire una linea d’azione graduale da adottare, con dei compromessi ma anche con dei punti fermi (ad esempio non è ammissibile che vi aspetti sotto casa!). Comunicate questa posizione alla famiglia e chiedete loro di collaborare, ad esempio di impegnarsi a occupare tua cognata in qualche modo.
    In sintesi, cerca di portare le persone dalla tua parte. Non è facile, ma visto che finora non ha funzionato potrebbe essere un’alternativa.
    In bocca al lupo!

  • Silvia (author) ha scritto:

    Close… mica tanto mostruosità! Però concordiamo sul fatto che qui bisogna affrontare la cognata, con delicatezza, ma a 4 occhi. Secondo me alla fine risvegliare la sua solidarietà femminile può essere vincente!

  • CloseTheDoor ha scritto:

    Assolutamente d’accordo Silvia, ovviamente se la cognata lo permette.
    Ho due amici, un uomo e una donna, che hanno fatto un grave esaurimento nervoso, con degli episodi che potresti definire proprio di pazzia.
    Lei si è ripresa, per fortuna lavorava all’epoca e anche se è rimasta fragile, puoi comunque darle ‘input’ di un certo tipo, per incoraggiarla e farla sentire amata. Lui invece – ed era il caso che avevo in mente mentre rispondevo – all’epoca studiava e non ha mai piu’ trovato un lavoro stabile. Aveva iniziato a telefonarmi, io dopo un periodo di compassione e solidarietà ho cominciato ad avere paura. Ho messo il “chi è” al telefono ed evitavo di rispondergli, finché non ha smesso. Sono passati 15 anni, oggi se gli parli è monotematico: o ti parla di scommesse e del modo per vincerle, oppure cerca di scoprire come si sono sposati i vecchi amici (perché non lo hanno invitato?) o quando hanno battezzato i figli (perché non lo hanno invitato?). Se ho capito bene la cognata di Monica ha un lavoro, quindi dovrebbe essere possibile fare quello che hai suggerito tu. Monica io potendo riparlerei anche con la psicologa.

  • Barbara ha scritto:

    @Monica: si, anche il discorso da donna a donna è un buon suggerimento. Lo so che sono dura, ma nel caso facesse orecchie da mercante cercherei di trovare un modo non troppo brusco di farle notare che il suo attaccamento è molto egoistico (è chiaro che si è attaccata alla nipote per riempire un suo vuoto) e quindi è sicuramente ottimo per lei, ma per la bambina? Avere una famiglia allargata sia verticalmente che orizzontalmente (nonni E zii, che sono più giovani e quindi possono tante cose in più o in alternativa) è una grande risorsa, ma ci deve essere un’armonia (che è totalmente soggettiva, quindi dovete trovare una strada vostra). Ecco, concorderei dei punti fermi con lei, coinvolgendola in alcune attività ed escludendola completamente da altre, spiegandole che avete bisogno anche di tempo come famiglia tutto per voi. Le lascerei la bimba ogni tanto, in modo che anche loro abbiano del tempo per costruirsi un rapporto e lei si senta coinvolta e responsabilizzata, ma cercherei di dirle che non è salutare per lei dedicarsi completamente ad una famiglia di cui lei fa parte lateralmente.

  • Monica ha scritto:

    Io ringrazio tutte e mi spiace aver monopolizzato per un pochino i commenti al tema del mese. Nessun commento è fuori luogo e mi date consigli giustissimi, che io per prima ho già, in parte, messo in pratica. Per quanto riguarda parlarne a 4 occhi, è la prima cosa che avevo fatto, tempo fa, e che mi sembrava la più civile e corretta. le ho persino detto, ed era quello che pensavo, che lei è un’ottima zia, ma che ha diritto di farsi la sua vita come noi abbiamo diritto di viverci la nostra, di famiglia a 3. Ogni volta che le ho parlato (e ricordo le sudate, per non sbagliare parole, per non innervosirla, per non offenderla, ma per farla “ragionare”!!!) lei ha assunto l’atteggiamento della vittima, piangendo mi diceva solo che lei HA DECISO DI DEDICARE LA SUA VITA A SUA NIPOTE e che se la cosa ci disturbava o avrebbe recato danno alla bambina, avrebbe potuto farsi da parte e farla finita. Le ho parlato del parere della psicologa, rendendomi utile (insieme a mio marito o solo lui, come lei avesse preferito) ad ccompagnarla ad un centro di igiene mentale della mia città, di cui hanno parlato molto bene. Ma lei NON E’ MALATA, STA BENISSIMO E SONO IO CHE SE MAI SONO BACATA. Quello che scrivo in stampatello mi è stato urlato più di una volta con voce gravemente alterata, mani che si muovevano freneticamente e unghie che ho temuto potessero piovermi addosso. Non dimentichiamo che quando una persona ha problemi comportamentali, distorce la realtà, non è facile farla ragionare. Ci hanno provato anche un paio di amiche comuni, ottenendo un nulla di fatto. Ho fatto gli stessi tentativi con mio suocero, il quale, ultrasettantenne di mentalità un pò ottusa, si è limitato a rispondermi che lei è sempre stata così e che dobbiamo tenercela buona perchè può “venire bene” in caso di bisogno. Cosa tristissima che non ho osato nemmeno commentare, ma che ha fatto soffrire anche mio marito.
    Di cose ne abbiamo provate tante. Ho cercato di trovarle qualche amicizia, ma dato il suo carattere, dopo qualche uscita tutti si sono dileguati. Ho tentato anche di sfruttarla per varie commissioni, di farle fare cose lunghe e noiose (su suggerimento di una mia amica), ma lei a capo chino non si è mai lamentata e ha eseguito pur di essere utile. La psicologa mi diceva che è un atteggiamento tipico di chi ha i suoi disturbi. Ne abbiamo provate tante, e come dicevo adesso (a parte le feste..) le cose vanno meglio per noi, lei si è leggermente allontanata (almeno nella quotidianità) ma il motivo è deleterio per lei, perchè ha trasferito la stessa ossessione per i figli dei cugini. Naturalmente mia figlia rimane in pole position, ma avendo creato una barriera abbastanza resistente, lei ha trovato dall’altra parte terreno fertile e si è buttata. Ora, il problema io potrei averlo quasi risolto, ma essendo mia cognata, lo vivo ancora come un “problema latente” che esce fuori costantemente nella nostra vita. Tante volte mi sono chiesta come comportarmi, ne ho parlato con mio marito, il quale molto più duramente, la ignora e mi chiede di fare altrettanto. Io non ci riesco. Ho persino pensato di forzarla a farsi curare, solo che è adulta, in grado di intendere e volere, vive da sola e ha un lavoro… come si fa? E poi soprattutto mio marito non è d’accordo, perchè ha timore di andare contro il padre autoritario, non vuole assumersi responsabilità.
    Io vi ringrazio perchè sento la vostra solidarietà, non so nemmeno perchè oggi vi ho sbrodolato questo mio grande problema, ma purtroppo credo che casi del genere ne esistano e siano di minaccia per le famiglie coinvolte.

  • Silvia (author) ha scritto:

    Monica… ci abbiamo provato, ma era stato tutto già detto e già fatto…
    A questo punto goditi il momento di respiro. Certo, come dicevi tu, è questione di qualche anno e questi nipoti (sia tua figlia che i figli dei cugini) avranno ben poca voglia di giocare così assiduamente con la zia: avranno amichetti, impegni scolastici e sportivi e sarà tutto più semplice… Oppure farete tutti accompagnare i nipoti in giro da lei e sarete molto più sollevati! :)

  • Monica ha scritto:

    Bè, speriamo che sarà così, e speriamo che magicamente gli equilibri si ristabiliscano! Certo che in ogni caso i bimbi crescono, forse fra tutti quella che avrà modo di rivedere le sue posizioni sarà proprio lei… Oppure troverà un altro bebè con cui colmare i propri vuoti!! Thanks

  • xMonica ha scritto:

    che angoscia leggendo la tua storia monica, mi ricorda seppur lontanamente la mia con mia suocera, sembri una persona molto equilibrata e ragionevole, credo tu abbia davanti solo due possibilità visto che le hai provate tutte.
    La prima è resistere tenacemente cercando per quanto possibile di mantenere il rapporto tra tua figlia e la zia il più “normale” possibile, senza permetterle di influenzarla troppo, sapendo che intorno ai 10/12 anni avrà le sue amichette la sua vita i suoi interessi e non avrà affatto voglia di farsi vedere in giro con mamme o zie. Te lo dico per esperienza personale.
    La seconda è, se la prima risulta impraticabile, chiedere la separazione da tuo marito. Se racconterai a un avvocato (donna possibilmente) tutto quello che hai subìto e scritto qui, ti chiederà come hai potuto resistere finora. Bada non penso ti separerai!! Tuo marito però capirà fino a che punto sei disposta ad arrivare per tutelare tua figlia e anche te stessa, perché questo non è vivere.
    ciao e in bocca al lupo.

  • Jallabi ha scritto:

    Io figli non ne ho ma se mi lasciate spazio mi cruccio lo stesso; in realtà serve solo a me per non immagonirmi troppo ma per salvare le apparenze potrei sostenere che si tratti di uno spunto di riflessione affinché si mediti sui i rapporti tra consuoceri.
    Ovviamente tutto ciò che racconterò è viziato dal mio punto di vista, vi chiedo per favore di comprendermi.
    La mia attuale famiglia è così composta: ci sono io, c’è il gatto e c’è il mio compagno. Il mio compagno, come di solito accade, ha una madre (di qui in avanti chiamata la Bùna) e condivide questa madre con sua sorella (di qui in avanti Sorella). Sorella si è sposata e riprodotta, e anche suo marito (di qui in avanti il Pecolla) ha una madre (di qui in avanti chiamata la Granda). A sua volta Sorella è madre di un treenne (di qui in avanti il Lagnoso).
    La Bùna e il suo defunto marito hanno un passato molto ingombrante e sotto certi aspetti tragico che ha inevitabilmente segnato la vita dei due figli. Tuttavia io, che entro nella loro vita circa due anni fa, quando faccio conoscenza con la Bùna trovo una signora con la testa fatta tutta a modo suo, ma assolutamente razionale, affabile e colta, piena di interessi, riservata e posata, amica dei bambini e degli animali, baby-nonno-cane-gatto-galline sitter incaricata di tutto il suo cortile, che stranamente mi prende in simpatia.
    Sorella, Pecolla e Lagnoso vivono nella stessa villetta della Granda, del suo anodino marito e della illibata figliola (di qui in avanti la Vergine).
    Per vari motivi che un po’ capisco, mapperò giuro per lo più mi sfuggono, la Granda, il marito e la figlia non rivolgono la parola alla Bùna, al mio compagno e a me.
    Il Pecolla però parla due volte l’anno col mio compagno, a patto che l’argomento siano schermi al plasma oppure cisterne per gasolio. Purché sua mamma non lo stia guardando.
    Sorella racconta che il Lagnoso passa le ore diurne badato dalla Granda, che ovviamente ha libero accesso senza bussata alla sua casa, con un grosso, grosso aiuto dalla sua televisione.
    Ora.
    Ultimamente Sorella ha pensato che forse sarebbe bene affidare il Lagnoso alla cura di istituzioni leggermente più neurotoniche, tipo asilo. Decisione contrastata da donna Granda e dalla vergine, che ritengono l’asilo una fucina di perversioni. Io questo non lo so, non lo voglio sapere, mi fa un po’ schifo saperlo e nemmeno mi interessa: per certo so che è una fucina di epidemie, essendo parte del suo statuto non scritto la realizzazione del sistema immunitario dei pargoli tramite innumerevoli morbi che implicano mutazioni casuali, contagiosità illimitata e produzione esorbitante di muco (se ci fosse mai una richiesta di trasfusioni di muco, chiedetemi, davvero).
    Quindi non fa strano pensare che al Lagnoso sia venuto il cimurro, che dai e dai si sia contagiata anche la Granda e siccome Sorella vivaddio lavora, sia stato necessario che venisse nella villetta la Bùna a custodire l’infermo.
    La Bùna si sobbarca con gioia questo compito, anche se relativamente gravoso per vari motivi. Il Lagnoso è il suo unico nipote e lo ama (ok, per me è inspiegabile, ma nondimeno lo adora). Quindi, la scorsa settimana è andata a fare da baby sitter diurna a casa di Sorella.
    Tralasciando le continue ingerenze della Vergine, le piccole/grandi umiliazioni (una per tutte: mentre la Bùna già ha preparato per sé e per il nipote, a mezzogiorno la Vergine si presenta con due piatti coperti, uno di pasta in bianco per il Lagnoso e uno grosso per il Pecolla, messaggio sottinteso: non solo per te non preparo un cazzo, ma ritengo che tu non sia nemmeno capace di provvedere a tuo nipote) eccetera, a fine mattinata del secondo giorno di badaggio si presenta la Granda, dichiara di essere guarita, prende su il gagno a mo’ di soprammobile – ovviamente essendo abituato a lei si avvinghia come un polpo – e congeda l’altra nonna assicurandole che il Pecolla le ha detto di fare così e con un “adesso se vuole può anche andare a casa”.
    Punto. Nemmeno “ciao”.
    Sorella saputa la cosa (riferitale dalla Bùna) se ne è giustamente seccata, non so che misure prenderà, se ne prenderà e in realtà non sono affari miei, non voglio esserne informata. Ma mi chiedo come possa fare sentire la sua voce, dal momento che di fatto (lo so che è brutto dirlo) la Granda può ricattarla quando le pare. In fondo, dal suo punto di vista, ha ragione a trattare il bambino come una proprietà.
    Però… la Bùna non è quel che si dice una fighetta ma non è che fosse molto in forma mentre me lo raccontava.
    Io voglio bene alla Bùna perché un po’ mi ricorda la mia, di nonna, la mia adorata nonna. Sapere che soffre così a causa della maleducazione (sì, perché è incoercibile maleducazione la loro, e null’altro) dei consuoceri mi fa stare male. Soprattutto soffre perché si preoccupa per l’educazione del bambino – se ci fosse più comunicazione magari potrebbe essere rassicurata, ma lei vede solo gli effetti di un modo di fare zero stimolante e iper ansioso. Se ci fosse un confronto, la Granda potrebbe rendersi conto che la Bùna vuole bene al bambino ed è una brava nonna, e magari anche la Bùna potrebbe ricredersi su certe sue contrarietà, ma non c’è niente di tutto questo…
    Insomma… scusate lo sfogo, penso che sia chiaro quello che vorrei dire :-( grazie…

  • Silvia (author) ha scritto:

    Jallabi… certo che è chiaro. E vogliamo tutti un po’ bene a nonna Bùna.
    Qui mi sa che se Sorella non prende in mano la situazione e toglie Lagnoso dalla grandesca bambagia, per inviarlo finalmente a slagnosirsi e vedere un po’ di monso nella fabbrica di muco, non ci saranno svolte significative…
    Oppure la soluzione potrebbe essere che tu e compagno diate finalmente a nonna Bùna un Lagnosetto di ricambio! :)

  • Silvia (author) ha scritto:

    “monso” era mondo

  • jallabi ha scritto:

    ti direi: ma anche no ^^
    comunque grazie della comprensione, davvero!

  • Silvia (author) ha scritto:

    E lo sapevo che mi rispondevi così… Ma tanto, leggendo gc, o cambiate idea in breve, o mantenete questa per sempre!

  • mamma papera ha scritto:

    ciao a tutti, ero passata qualche giorno fa ma c’erano lavori in corso, mi attirra molto questo argomento, anche se leggendo molti dei miei post racconto molto su questa cosa.
    domanda si partecipa con un solo post? o posso anche inserire post già esistenti che trattano di questo argomento?
    inoltre qualche giorno fa e venuta da noi mia mamma con mia nonna è abbiamo fatto delle foto per 4 generazioni a confronto posso linkare quel post all’interno di quello principale senza dover reinserire nuovamente le foto?
    il mi oproblema è che mia mamma è poco presente, perche lavora e perche stiamo rientrando da una lite, senza parlarci per quasi 3 anni
    e con mia sorella proprio non ci parliamo piu nonostante le me insistenze, insomma, ho una grande sofferenza da sopportare e tanto da dire
    inviodio chi abbia la possibilità di avere un aiuo dai parenti cosa che a me è sempre mancata, insomma, nulla contro le altre anzi le capisco ma io sono divantata mamma a 19 anni e ho fatto tutto da sola i miei 4 figli non conoscono la parola nonni zii, e i due piu piccoli meno che meno :O(

  • http://s124.altervista.org/basic/admin.pl?sid=a7ee988d3c9a0120c1a84a825f8bb6c2 ha scritto:

    Anche io come molte mamme lavoratrici utilizzo il “servizio nonni” da quando ho ripreso il lavoro.
    Premetto i miei tre gemelli frequentano il nido e quindi i nonni dovrebbero essere impegnati solo per qualche ora nel pomeriggio. Ho scritto dovrebbero perché nel caso di malattie o di asilo chiuso fanno da babysitter full time.
    Ovviamente con i miei genitori va tutto bene o quasi, nel senso che se ho qualcosa da dire posso confrontarmi o reagire (a volte anche in modo non molto gentile). Inoltre parliamo lo stesso linguaggio e quindi il più delle volte ci capiamo al volo. Continuo anche confermando che i nonni materni hanno una loro vita privata che li rende occupati al di fuori di noi figli e dei loro nipoti. Quindi capita spesso che mi dicano di andare a prenderli prima perché devono uscire per questo o quell’impegno o delle volte mi chiedono di far presto dal lavoro o di chiedere aiuto agli altri nonni perché loro non possono o non ce la fanno. Questo mi piace perché mi fa sentire libera e so che se dei giorni ho voglia di stare sola con i bimbi ed uscire con loro i miei non se la prendono e fanno i baby sitter anche solo per un’ora.

    Con i suoceri è un calvario.
    Innanzi tutto non ci capiamo, perciò se io dico qualsiasi cosa anche positiva viene recepita in una maniera tutta loro e si creano frizioni e difficoltà. Si lamentano in continuo di non vedere i nipotini a sufficienza e quando è il loro turno di babisitteraggio siamo praticamente prigionieri della loro casa. Non possiamo infatti uscire prima dell’orario stabilito (da loro tra l’altro), quasi tutte le volte mi viene chiesto di rimanere per cena e il mio rifiuto viene preso male. Mi si contesta il fatto che “la cena sarebbe pronta e io non lavorerei, ma invece sono testarda e rifiuto l’aiuto e con tre ne ho assoluto bisogno”.
    Inoltre non parliamo del linguaggio e delle parole. Cercano di parlare italiano, ma non ne sono capaci perciò inventano parole di sana pianta e ovviamente, per ironia della sorte, i bimbi recepiscono per prime quelle!!! :-D
    Invece di spiegare le cose continuano a dire la parola “cacca” per tutte le cose che non vogliono che i bambini facciano e ovviamente anche questa parola è difficile da cancellare…stanno una settimana lì e la settimana dopo devo lavorare per non fargliela dire…insomma per me andare da loro è una vera fatica.
    Adesso è recente l’affermazione che una delle gemelle sia viziata il che mi fa andare in bestia. Principessa ha sempre avuto un carattere più complicato, ma è superbuona vuole solo tanto affetto e adesso che ha l’influenza è più frignona ma a me sembra naturale, o no?

    Ho parlato con mio marito che non ha capito subito, finchè poco prima di natale è successo il patatrac e nel discutere di cose normali con il figlio è venuto fuori che io sono egoista e non chiedo mai aiuto e non voglio lasciargli mai i nipoti e quindi sono ingrata! Pazzesco! Cmq da questo brutto scontro che ho dovuto subire e senza potermi opporre o replicare per non mettere mio marito in ulteriore difficoltà è nato qualcosa di buono per me….non sento più i suoceri. Cioè prima la suocera aveva la necessità di chiamarmi ogni giorno per sapere quanto avevano mangiato, dormito o se erano malati o sani e ad ogni affermazione ero contestata o non creduta. Senza contare che rischiavo di essere comunque invitata a cena e a lasciare i bimbi a dormire li… che pizza! Ora si sente con il figlio…yeeee!!!! Così io ricevo solo le comunicazioni necessarie e li vedo una volta a settimana per la cena di rito del sabato.

    Cmq dopo tutta questa sciorinata di problemi, vorrei essere un po’ positiva e dire che con tre gemelli l’aiuto dei nonni (tutti 4) in varie occasioni è stato più che utile e mi ha permesso di non chiamare baby sitter a pagamento o di abbandonarli di qua e di la da amici e parenti. Sono anche sicura che l’amore dei nonni è sano ed infinito, quasi come quello dei genitori. Sono anche convinta che il rapporto dei nipoti con i nonni sia molto importante, ma non significa che debbano sostituirsi ai genitori ne’ che debbano trascorrere più tempo loro dei genitori con i nipoti. I nipoti non sono figli adottivi ma solo nipoti e i nonni dovrebbero cogliere solo la parte bella di questo speciale rapporto. Io ricordo con molto affetto e in modo speciale i miei nonni e vivevano lontani perciò li vedevo solo durante le vacanze estive.

  • Marzia ha scritto:

    Ho aspettato la fine di questo mese dedicato ai parenti perché ero curiosa di vedere se riuscivo a trarre da sola qualche conclusione. Non ci sono riuscita. Mia madre resta un mistero anche come nonna. Il giorno in cui le annunciai di essere incinta (avevo 33 anni e stavo con lo stesso uomo da 15 anni) mi urlò dietro per un’ora quante disgrazie avrei avuto, che pessima scelta avevo fatto e come mi sarei pentita. Avrei dovuto smettere di parlare con lei allora ma mi sono sempre detta “tu non sei tua madre”. Poi il bambino diventò la sua passione … finchè mostrò di avere un carattere non malleabile, un temperamento oppositivo, la simpatia di uno squalo affamato … Sì, mio figlio è un tipo tosto, complesso, arrabbiato fin nel DNA ed è così dal suo 1° giorno di vita. Ora so che un’altra definizione è amplificato. Ho fatto errori con lui? Probabile. Potevo imporre regole rigide e affiggerle ai muri? Sì, l’ho anche fatto ma poi ho avuto migliori risultati con empatia e allenamento emotivo. Potevo essere più sicura della mia autorevolezza? Certamente, ma mi sono liberata dai sensi di colpa con così tanta fatica che non ci tornerò dentro. Mia madre non me lo perdona. Per lei sono debole, succube di un tiranno seienne, incapace di imporre una linea educativa, fallace nel trasmettere valori di “buona educazione”.
    Mio figlio non la sopporta, come potrebbe? La vede poco e le poche volte sente la tensione che nasce da ogni suo gesto … e così semplicemente la provoca. Si comporta con lei da vero maleducato, perché è quella l’immagine che vede riflessa negli occhi della nonna. Io non ero come lui, io sono solo scappata rendendomi indipendente appena possibile, studiando come una pazza, lavorando per mantenermi agli studi … se non chiedi non possono “controllarti” … Era una menzogna di cui porto ancora i segni ma potevo sopportarlo. Ciò che non sopporto è che la stessa cosa si riproponga con mio figlio. Forse le intenzioni sono buone ma i modi sono così ingiusti, le parole così cattive … è sbagliato pretendere empatia dalla propria madre anche se il mio stile di vita non è in linea con il suo?
    Le ho detto tante volte che l’unico modo per avvicinarsi al nipote sarebbe aprire la mente e dedicargli più tempo. Io vengo aiutata dalla scuola e da mia suocera, che mi ha permesso di continuare a lavorare. Non avrei mai detto no a mia madre, solo che non si è mai offerta. Solo ieri mi ha ribadito che non verrà più a casa mia finchè non mi deciderò ad insegnare l’educazione a mio figlio (questo mentre eravamo entrambi a casa con un’influenza debilitante). Ovviamente ora non si farà sentire per giorni, fino a quando sarò io a chiamarla perché “io non sono come mia madre”. Almeno ci sto provando. L’unica regola che vorrei entrasse nel cuore del mio bambino è che il mio amore non lo dovrà mai guadagnare, nei miei occhi dovrà sempre vedere il lato migliore di sè.

  • Silvia (author) ha scritto:

    Marzia, in fondo i genitori insegnano anche con i loro errori: tua madre ti ha insegnato, in un modo anomalo, certo, ad essere la mamma più adatta a tuo figlio. Almeno sapevi perfettamente come non volevi essere! Quello che volevi trasmettere al tuo bambino, credo proprio che tu l’abbia trasmesso: lo sapete voi due e magari lo sa anche il papà di tuo figlio, tua suocera e tutte le persone che condividono il tuo lavoro. Ora l’adulta sei tu, la madre sei tu, la generazione che deve crescere i figli sei tu: è il tuo tempo e stai facendo del tuo meglio.

  • Nonna Marisa ha scritto:

    Ho scoperto da poco Genitori crescono e lo trovo molto interessante, visto che sono una nonna a tempo ultrapieno. Non sono ancora riuscita a leggere tutti gli articoli relativi ai nonni, ma lo farò, compatibilmente con il tempo che mi lasceranno le mie tre piccole pesti. Eh sì, mi occupo di una bimba di 6 anni e 2 gemellini di 18 mesi e, visto che la loro casa ha a disposizione un ampio spazio verde, mio marito ed io ci trasferiamo ogni giorno a casa loro (per fortuna che anche il nonno partecipa!)
    So che non è il posto giusto (non sono ancora in grado di muovermi bene nel sito) ma vorrei dare un suggerimento per i prossimi argomenti: ci mettiamo anche i gemelli? Sono molto, molto impegnativi e credo che confrontarci sia utile. Se qualcuno leggerà quanto ho scritto, può suggerire il posto opportuno per segnalare questa richiesta? Grazie a chi vorrà rispondermi

  • Barbara ha scritto:

    Oh che bello una nonna!! Nonna Marisa, in verità ci avevo pensato anche io ai gemelli, ma non avevo ancora chiesto a Silvia e Serena di approfondire perchè nel frattempo avevo pensato anche a figli unici vs più figli. Chissà, magari le due cose sono conciliabili, o magari è meglio di no…
    Comunque, speriamo accolgano le nostre idee perchè sono argomenti che mi stanno molto a cuore in questo periodo.

  • Silvia (author) ha scritto:

    Il tema dei gemelli lo avevamo pensato già da un po’. Ci frena il fatto che, non avendo esperienza diretta, dovremmo organizzare tutti guest-post o interviste o comunque contributi esterni. E questo potrebbe essere una difficoltà per il tema di un intero mese. Possiamo pensare ad una serie di post da pubblicare ogni tanto: tengo presente nonna Marisa per una testimonianza.
    Barbara, sul tema dei figli unici e non abbiamo già fatto un intero, intensissimo mese http://genitoricrescono.com/tema-del-mese-fratelli-sorelle-e-figli-unici/, vuoi vedere che non ci leggevi perchè Topa Gigia ancora non era dalle tue parti!?

  • Barbara ha scritto:

    @Silvia, ooops temo che sia proprio cos’! Vado a farmi un giro…

  • Nonna Marisa ha scritto:

    Sono pronta per offrire la mia esperienza sui gemelli e anche sui contrasti tra fratelli/sorelle. La mia prima nipotina era felice quando le hanno detto che sarebbe nato un fratellino/sorellina, ma due l’hanno un poco sopraffatta, anche se devo dire che li ama …. specie quando non li ha tra i piedi!
    Per quanto riguarda i gemelli, li ho avuto da subito, infatti la mamma, essendo libera professionista, ha iniziato a lavorare pochi giorni dopo il parto, quindi credo di avere abbastanza esperienza, anche se mi piacerebbe confrontarmi con altre mamme/nonne, visto che nonostanti i figli (che tra l’altro ha allevato più mia suocera di me) e i tre nipoti l’esperienza non è mai sufficiente. Ogni occasione è nuova, perchè ogni bambino ha la sua personalità e sarebbe veramente presuntuoso pensare di sapere tutto e di sapere più dei genitori.
    Anche i gemelli, pur essendo identici, e difficile da riconoscere fisicamente persino per noi familiari, quando si confrontano negli atteggiamenti sono completamente diversi tra loro.
    Un consiglio (peraltro non richiesto) che mi sento di dare ai nonni è questo: amate i nipotini e magari viziateli un pochino, tanto i bambini sanno riconoscere l’autorità dei genitori; ma non sostituitevi mai ai genitori perchè loro è la responsabilità di crescere i figli e noi nonni dobbiamo adeguarci. D’altronde siamo davvero sicuri di saperne più di loro? Credo proprio di no.
    E ai genitori direi di sopportare un pochino se i nonni coccolano un po’ troppo i nipotini: ci siete già voi a riportarli in riga e i bambini, comunque, sanno riconoscere già da piccoli i genitori e per quanto noi nonni li amiamo e li vezzeggiamo i preferiti (giustamente) siete sempre voi.

  • manuela ha scritto:

    nonni, meglio dire nonne. una sola vicina a noi, presente, disponibile, l’altra lontana 1000 km ma anche lei a suo modo presente.
    difficile la gestione, la nonna ci ha aiutato tanto quando sono rientrata a lavoro dopo la prima gravidanza riuscivamo con il suo aiuto a gestire la piccola senza nido.
    si è stretto un forte legame tra di loro e questo ha fatto si che al posto di mandarla al nido ho preferito lasciarla con lei quando è mancato mio suocero. si sono fatte compagnia si sono divertite un sacco e ha fatto bene a entrambe stare insieme. forse nei primi due anni la mia bambina ha frequentato pochi coetanei ma è cresciuta bene. l’unico vero argomento di scontro con lei è stato il cibo.
    si, perchè le quantità erano da adulti e i condimenti pure.
    le merende molto, troppo, abbondanti e quando facevo notare che forse il sugo con le spuntature di maiale era un po’ pesante per una bimba di 2 anni mi si diceva che lei ne aveva cresciuti tanti di bambini oltre i suoi.
    si , pero’ a guardarli bene sono tutti obesi….. ok, adesso lei va alla materna , mangia a scuola e si è allungata e sfinata. ma a dimostrazone del forte legame con la nonna, mi chiede di andarla a trovare molto spesso.
    mi piace questo legame tra di loro, spero si istauri anche con il nuovo arrivato. l’altra nonna invece stando lontano è presente con il telefono, con skype e quando viene a trovarci è sempre una festa. la cosa bella è che sembra che la veda tutti i giorni.
    nella nostra vita quindi la presenza delle nonne è indispensabile.

  • cristina ha scritto:

    Mi unisco a Mestieredimamma con il suo post del 2 gennaio (ho trovato questo post ora, stavo proprio cercando qualcosa sui nonni), nel dire che in questo paese che offre ben pochi servizi, la famiglia funziona se i nonni, bene o male, ci sono.
    Di 4 genitori, ne abbiamo 3 viventi di cui 1 solo ancora autosufficiente, ma non abbastanza in salute da occuparsi di un due-enne scatenato. Quindi, lavorando a tempo pieno entrambi, facciamo le acrobazie affidandoci a un nido privato aperto fino alle 18.30 e stando a casa più o meno a turno quando si ammala o il nido è chiuso. Se al nido aprono qualche settimana ad agosto, siamo i primi a iscriverlo.
    Facciamo parte della schiera di genitori attempati, e le nostre riserve di energie residue (quasi nulle) ci scoraggiano nel tentare di avere altri pargoli. Pensare di raddoppiare le acrobazie per gestire non uno ma due teneri virgulti (doppie scuole, doppie malattie, doppi orari da incastrare, e riunioni saggi feste …) senza alcun supporto sarebbe davvero troppo !
    Poi che sia giusto o no che questo supporto sia legato alla presenza dei nonni o al fatto che dovrebbero esserci dei servizi offerti alle famiglie, questo è un altro discorso, in un momento in cui si taglia quel poco che c’è e poi ci si lamenta ipocritamente del basso tasso di natalità salvo poi partecipare ai cortei che inneggiano al valore famiglia.

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