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Tema del mese: la maternità, che sogno!

Scritto il 1 Feb 2010 da Serena 35 Comments

Dite la verità come vi immaginavate la vostra vita da mamme prima di avere figli? La mia includeva molte idee romantiche: passeggiate tranquille nel sole primaverile spingendo la carrozzina, caffè con le amiche a chiacchierare per ore, serate con amici perché tanto con un bambino si può fare tutto, basta abituarlo, e naturalmente suonare dolci musiche con la mia chitarra per farlo addormentare. Tanto poco sapevo della maternità (e di bambini amplificati)! Inutile aggiungere che non è andata esattamente secondo i piani. O meglio l’idea che avevo dell’essere mamma era molto più poetica e ovattata di come poi si è rivelata. Ovviamente non è necessariamente così. Potrebbe anzi essere l’opposto. Magari una resta incinta per caso, come Wonderland, e scopre dopo un po’ che forse non è tanto male.

In qualsiasi modo si metta è raro che l’idea che ci siamo fatte di come sarà la vita dopo sia confermata dalla realtà. I figli arrivano come cicloni e la stravolgono, dichiarando apertamente che si erano fatti i conti senza l’oste.
L’ideale di mammità si trasforma, si aggiusta, si rimodella, fino a prendere la forma della mamma che siamo, quella in carne ed ossa, alle prese con i problemi di tutti i giorni, con i mille imprevisti, con la sensazione che qualcosa sia cambiato.

Questo mese proveremo a parlare dei nostri sogni infranti, delle fantasie che si sono rivelate solo utopie, delle difficoltà del diventare mamma. Ma anche delle gioie che non ci aspettavamo e che invece ci sono tutte.
Da dove nasce il nostro ideale di mammità? Da cosa è condizionato? Che immagine ci trasmette la società in cui viviamo attraverso i media? E come è la maternità che sognamo?
Come al solito abbiamo bisogno anche del vostro aiuto, perché così come non ci sono due bambini uguali, non ci sono due mamme uguali. I nostri sogni erano tutti diversi e il nostro modo di diventare mamme è unico, come è unica (e perfetta) la mamma di ogni bambino.

Caia Coconi in un post recente ha confessato che sognava di leggere libri seduta su una panchina mentre il piccolo dormiva beato in carrozzina. E voi? Descrivete in un’immagine il vostro sogno di maternità infranto dall’arrivo del vostro bambino.


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35 Comments »

  • caia coconi ha scritto:

    oh, ragazze quante emozioni che mi regalate :D :D:D

    ok adesso inizio a riflettere, questo tema del mese non posso perdermelo!!!

  • angiolettoangelico ha scritto:

    Vedevo la nascita di un figlio come la ciliegina sulla torta di un’amore perfetto…E invece è il banco di prova di quell’amore:l’ha e lo sta tuttora rivoltando, spingendo, stirando e rivoluzionando. Speriamo resista perchè è davvero una prova molto dura.

  • Silvietta ha scritto:

    ragazze, che tema! io non m’ero costruita un gran ideale, quindi forse potreste pensare che la caduta sia stata un po’ di minore impatto … ma non è così! laPulce ha messo e mette in continuazione in discussione ogni fibra di me. Per tirarne fuori il meglio, off course..
    grazie, adesso ho da riflettere per un po’ ;-)
    baci silvietta

  • Silvia ha scritto:

    angiolettoangelico, mi sa che sull’argomento mi ci tocca un post, perchè lo sento molto vicino.
    aiutateci con il blogstorming, che questo mese c’è da dire…

  • Antonella ha scritto:

    Ciao, scusate ma il mio post è molto pessimistico.
    il mio sogno era quello di una famiglia, mamma, papà e bambini a spasso, al cinema, in vacanza e quant’altro insieme, invece tutto si è infranto.
    Ma non è colpa della maternità e dei figli.
    Una cosa invece sognavo ed era quella di avere molta più pazienza di arrabbiarmi poco, di non dover dare punizioni ed invece mi accorgo che certe volte faccio veramente fatica.
    a presto

  • Simona ha scritto:

    chissà perchè ma non ho mai avuto desideri particolari riferiti ai primi anni di vita di mia figlia, ma su quando sarà un’adolescente.
    mi vedo con lei mentre mi fà confidenze e mi chiede consigli……
    vi saprò dire tra qualche anno (anche se temo che mi manderà bellamente a quel paese!).
    a tal proposito mi chiedo: mamme amiche? pare non vada bene, ma io non ne sono poi così sicura.

  • Ondaluna ha scritto:

    Tutto il mio blog gravita intorno a questo tema, o quasi. Di certo, da quando sono “nata mamma”, non faccio che scrverci su. Ne ho fatto di strada… proprio tanta. Una strada difficile, in salita, che sembra non finire mai. Ma che vi sto a dire? Il tema di questo mese non voglio proprio perdermelo, come non voglio perdermi tutte le meravigliose poesie (ne sono certa) che le altre mamme sapranno tirare fuori dal racconto delle loro vite.
    Ci penserò un pò su, e scriverò qualcosa anch’io.
    Intanto GRAZIE, davvero, per questo bellissimo tema.

  • Lorenza ha scritto:

    Ciao a tutti,
    anch’io come Silvietta non mi ero costruita grandi castelli in aria, avevo preso la cosa con filosofia, strano considerato il mio carattere irascibile e spigoloso (mia madre perfida dice che la gravidanza mi aveva ingentilito…).
    Diciamo che le cose che ora mi mancano sono sostanzialmente 2: la prima è il sonno, so che può sembrare stupido ma purtroppo ho bisogno di parecchie ore per ricaricarmi, soprattutto negli ultimi anni in seguito a una malattia che ha lasciato qualche strascico. Non pensavo che fosse così difficile, prima di natale ero proprio sull’orlo di una crisi di nervi, ora va meglio ma sogno una superdormita di 12 ore in una stanza insonorizzata!
    La seconda cosa è l’indipendenza: ero abituata a prendere la borsa e partire, anche solo per andare dai miei a Venezia il WE. Avevo coltivato questa idea naif di “mamma col marsupio”, mi vedevo già a scalare montagne (cosa mai fatta peraltro :-) ), pensavo di prendere la valigia, la bimba e via, verso l’infinito e oltre!
    E invece…tutte le volte che mi sposto sembra che parta la famiglia reale: passeggino, cambio, cibo, giochi etc etc. In aereo è un incubo, il controllo al metal detector è un’avventura fantozziana: l’ultima volta mi hanno fatto togliere le scarpe, non mi volevano far passare il biberon e ho dovuto minacciarli di lanciare la bomba urlante nella cabina di pilotaggio…sono dipendente dagli altri per gli spostamenti e questo mi sta stretto.
    Però…però quando guardo la mia piccola che è estremamente solare e simpatica (non pensavo si potesse usare questo aggettivo con un frugoletto che non parla nemmeno!), quando lei ti guarda e ti sorride con quella faccia che dice “aspetta adesso cosa ti combino”, quando scopre qualcosa di nuovo, quando torni a casa ed è felice di vederti…beh direi che ogni sforzo è più che ripagato.
    E poi tanto non si può tornare indietro, vero? ;-)
    Ciao

  • Marzia ha scritto:

    Quando vivi una gravidanza perfetta come la mia, una parte del tuo cuore si aspetta di continuare l’idillio anche alla nascita della tanto desiderata creatura. Non avevo un’immagine precisa ma l’illusione era quella di vivere un amore totale “di pelle”, del resto lo avevo tenuto 9 mesi dentro di me, non poteva che essere una parte di me!
    E invece il Nano ha immediatamente messo le cose in chiaro: ho una “pesante” personalità (non ti far ingannare dai miei 3 Kg!), ho una volontà di ferro e nessuna intenzione di dannarmi per rendermi simpatico!
    Dopo 5 anni stiamo ancora prendendoci le misure. Alle volte amore folle, alle volte (spesso …) cammino sulle uova per cercare di tirargli fuori il meglio e non il peggio del suo essere “iper”.
    Con Alex tutto è al 100% e io sono un tipino tranquillo da 50%-50% quindi la convivenza è proprio dura. Ma sono la sua mamma e una strada verso di lui la troverò. Sempre.

  • mammadicorsa ha scritto:

    Io prima di diventare mamma adoravo l’idea di passeggiare con la carrozzina. Sono sempre stata affascinata dalle mamme che spingevano sorridendo quei bellissimi mezzi. Poi ho scoperto quanto pesano e che se abiti in una casa a più piani, sei praticamente obbligata a farti aiutare per uscire. Inoltre spesso e volentieri capita che nella carrozzina i bimbi piangono e quindi sei obbligata a tenere in braccio il pargolo e a spingere contemporaneamente la carrozzina. Seconda delusione l’allattamento. Sognavo di attaccare per lungo tempo la mia piccola e sognavo un accrescimento senza problemi. Invece dopo 3 mesi ho dovuto smettere perchè lei mi aveva risucchiato anche le ossa e il suo accrescimento era al limite. Insomma dal sogno mi sono risvegliata ben presto. Ora vivo ogni giorno per come si presenta e intanto immagino come sarà la nuova vita quando tra due mesi saremo in quattro!

  • Silvia ha scritto:

    Marzia… potrei averlo scritto io (solo che prendo le misure da 6 anni e credo non finirò mai…)

  • Morgaine le Fée ha scritto:

    Io invece, avevo un terror sacro di fare un bambino. Complice il fatto che mia sorella é nata quando ero grande (13 anni) e la piccoletta aveva sonni travagliati e interrotti. Siccome io son pigra di natura non ero per nulla convinta di sta cosa, e non riuscivo a provare un gran entusiasmo guardando i bambini piccoli in giro. Era come se nella distribuzione d’istinto materno, fossi stata brutalmente dimenticata.
    Poi ho incontrato il mio moroso, il Vikingo. Il Vikingo voleva ardentemente figli. Io ci dovevo pensare. Poi mi sono detta che forse me ne sarei pentita se non avessi provato, e il Vikingo aveva le qualitá del Papá Perfetto.
    Adesso che abbiamo fatto il Mezzovikingo, nonostante le mie notti non siano molto felici, sono contentissima di averlo, non avrei mai immaginato si potesse voler bene cosí tanto a un bambino. Quindi é andata molto meglio di quel che mi immaginavo!

  • Barbara ha scritto:

    Che dire, io mi sentivo pronta. Due nipoti cresciuti praticamente in casa, di cui uno iperattivo e l’altra principessina, ne avevo gia’ viste di tutti i colori. E TopaGigia e’ una bimba abbastanza trattabile, non sta ferma un minuto ma non e’ del tipo distruttivo.
    Delusioni (se cosi’ si possono chiamare, ovviamente) direi due: mi aspettavo che fosse molto piu’ facile organizzare una routine nella giornata della piccola, e che lei ci si adattasse piu’ “volentieri”. Invece, a quasi nove mesi, ogni giorno porta ancora degli imprevisti con le ovvie ripercussioni sulle mie forze. L’altra cosa andata non come me l’aspettavo e’ stato il coinvolgimento del papa’, che e’ si’ in grado di fare tutto, ma sgattaiola appena puo’. Avevo in mente un’immagine di famiglia piu’ paritaria, con i compiti divisi piu’ equamente. Molti dicono che crescendo il bambino il papa’ ha piu’ facilita’ a passarci del tempo, speriamo che sia cosi’…
    La cosa bella che non mi aspettavo invece e’ la capacita’ che ha di dare un bambino cosi’ piccolo. Quando ti guarda con quegli occhioni spalancati che ti vorrebbero dire tante cose (e non ce n’e’ bisogno…) o ti abbraccia dopo una caduta, o ti cerca in una stanza con tanta gente… beh, no questo non me lo aspettavo.

  • diana ha scritto:

    La mia gravidanza è stata cercata e sognata….cercata non molto perchè dopo 1 mese di prova ero già incinta….già!!!!
    Quando l’eco ci disse che i bebè erano addirittura due…la mia felicità è stata doppia…..
    certo psicologicamente mi ero preparata…avevo letto blog gemellari,i pochi libri gemellari …ma la realtà supera sempre le aspettative…niente orari uguali per i gemelli, allattamento difficoltoso, coliche e tanta ansia….io mi aspettavo di reagire più da persona matura, visto che la mia prima figlia l’avevo avuta a 22 anni e la spensieratezza dell’età mi aveva fatto perdere alcune cose e sorvolare su altre….ma non pensavo che persona matura= ansia….
    Altra cosa che concordo è la messa alla prova della coppia, che si trova di colpo genitori e quindi niente più spazio per il noi ma solo spazio per il loro….
    Dietro a questo però ci son le gioie che mi danno i miei gioielli ogni giorno più grandi e la mia ansia pian piano si sta trasformando in dolce amore materno….

  • Rossella ha scritto:

    Ricordo che avrò avuto poco più di vent’anni quando apparve a me questa immagine di maternità : io e la mia piccola (sapevo già sarebbe stata femmina?!) dentro ad una panda rossa, mentre torniamo a casa; lei dritta ai piedi del lato passeggero (in conflitto con le più elementari regole di sicurezza!) avrà avuto tre o quattro anni, una maglietta a righe e un grissino in mano. Sarà stata ora di pranzo o giù di lì, di qualche primavera. In questa istantanea di mammità Lei mi fa delle domande, di quelle buffe e profondissime che sono i bimbi sanno fare, ed io l rispondevo serena, guardando un po la strada e un po lei, piena e fiera della nostra serenità, e di quella complicità cosi reale.
    E’ cosi che immaginavo il mio essere mamma, e non so perchè.
    Adesso Lei è qui, da soli cinque mesi e sento che quella complicità è già nei nostri occhi, nello scambio dei nostri sguardi, nel suo sorriso.
    La panda rossa non ce l’ho e non ce l’ho mai avuta, di maglie a righe ne ha già un sacco, e i grissini ci sarà tempo per mangiarli…
    probabilmente non starà mai inpiedi sul sedile passeggero, e forse saranno rari i momenti in cui insieme a noi due non ci sia anche il suo papà.
    Di certo Lei è pure più bella di come la immaginavo.
    Di certo è arrivata per caso, ma nel momento migliore in cui poteva.
    Di certo ogni paura, ogni novità, ogni scelta, ogni pianto è più dolce di come potessi mai immaginarlo.
    Non ci sono aperitivi, ne passeggiate che non contemplino il suo coinvolgimento, non ci sono nonni a prendersi cura di lei ne di noi, e questo forse lo immaginavo o lo desideravo diverso.
    UNa cosa forse ho sempre saputo, resterà la sola.

  • Silvia ha scritto:

    Stanno venendo fuori immagini bellissime. Terremo conto di questi spunti per percorrere il tema di questo mese.

  • Debora ha scritto:

    concordo totalmente con Marzia…solo che non mi bastava il primo (5anni) ci si mette anche il piccolo ( 2 anni!) due bei maschietti ” amplificati ” e più loro amplificano più io mi ” riduco “.
    Mi ero aspettata di tutto, dalle notti insonni alle coliche. invece hanno sempre dormito 12 ore da quando avevano 4 mesi…ma di giorno…chi poteva mai aspettarsi di dover fare i conti con una agitazione continua, con l’impossibilità di fare le cose più semplici come andare al supermercato o a trovare gli amici! E l’unica cosa che ti fa stare bene è renderti conto che devi solo accettarli così come sono…ciao Debora ( ps: adoro il termine amplificati…rende proprio l’idea)

  • Anna ha scritto:

    non direi che il mio sogno si è infranto anzi…forse perché ero preparata alle difficoltà, io che ne ho sempre incontrate tante sempre. Un sogno ce l’avevo, anche se forse riguardava più la mia vita che la mia mammità. Un giorno ho sognato ad occhi aperti di guardare due testoline bionde giocare in un giardino, mentre io sono dentro a scrivere. E’ strano perché quando l’ho immaginato non avevo una casa col giardino e io sono bruna. E neanche pensavo a fare figli ancora. Ma oggi il sogno si è avverato, le due testoline bionde si rincorrono e mi rincorrono dentro e fuori il giardino e anche se la colonna sonora non è esattamente bach tutto il tempo, io sono felice di esserci arrivata. e non lo davo per scontato. e penso che qualunque cosa mi accadrà, e me ne accadranno, io ci sarò sempre che le guardo mentre loro illuminano il mondo.

  • Alessandra ha scritto:

    felice di conoscervi questo è il mio primo commento! comunque non avevo particolari sogni e romanticherie sulla mammità. di certo non mi aspettavo di essere sempre così stanca, non mi aspettavo che mio marito fosse sempre meno paziente nei miei confronti, e non mi aspettavo che i miei monelli rivoluzionari mi rendessero così felice!!!

  • Lanterna ha scritto:

    Anch’io, come Anna, ho avuto una visione. Una specie di sogno a occhi aperti, ma arrivato all’improvviso, i primissimi tempi in cui ho conosciuto mio marito: io incinta di una bambina, che scrivo sotto un bersò con una gatta in braccio e un tè sul tavolo, mentre lui faceva qualcosa in giardino. Al’epoca vivevo in un monolocale, non avevo gatti e lui era solo uno che avevo visto due volte in mezzo ad altra gente.
    Circa 2 anni dopo, è arrivata Amelia. Prima di lei, uno stuolo di gatti. Tutto come nel sogno, a parte il bersò ;-)

    PS: anche i miei figli sono biondi e noi siamo scuri! Mistero…

  • luisa ha scritto:

    Come tutte voi adoro mia figlia…ma mi ha stravolto la vita… delle volte penso che qualcosa di me sia finito quando lei è nata e questo pensiero non mi piace ma lo faccio (soprattutto la notte quando non mi lascia dormire)… non mi aspettavo di non dormire per 16 mesi e di non riuscire più a stare con mio marito (noi che eravamo così complici e romantici)…non mi aspettavo di non avere più spazi…di non riuscire ad uscire…di pensare a tutto ciò che c’era prima come qualcosa di passato per sempre…non mi aspettavo questi miei pensieri…la voglia di fare una valigia e riprendersi se stessa solo per un giorno…me lei..lei..lei è la cosa più grande che ho è nelle mie vene è dentro di me…non mi aspettavo questo strano conflitto di pensieri…ieri IO, oggi MAMMA!

  • acasadiclara ha scritto:

    io non ci ho mai pensato. però mi guardavo intorno e vedevo delle famiglie e mi sarebbe piaciuto essere come loro, e altre che non mi piacevano. quando mi sono sposata e ho cominciato a pensare a come avrei voluto che fossero i miei bimbi e come avrebbe potuto essere la vita con loro, beh è più o meno come è adesso. tranne che in quattro la vita costa un po’ di più e bisogna fare due conti. ma la mia vita non è stata tanto stravolta dalla maternità. certo non faccio più cose che prima facevo ( e il cinema mi manca molto) però penso che per vivere al meglio questa fase della vita non si debba guardare indietro altrimenti si rimpiange soltanto qualcosa che comunque non tornerà. io cerco di vivere tutti i giorni in modo nuovo con i miei figli, li porto ovunque, cerco di stare il più possibile con loro (anche se lavoro a tempo pieno), faccio fare loro atività da piccoli , ma li abituo anche a cose un po’ da grandi (un museo, una città, il teatro, …).
    quello che sicuramente ho sempre desiderato è che i miei figli sappiano tante cose e non siano pigri. per ora (7 e 3 anni) ho ottenuto buoni risultati, speriamo di continuare così!

  • alessandra angelucci ha scritto:

    Io non avevo istinto materno, punto: mai piaciut* bambin* (ancora adesso non mi piacciono tutt*)..
    Appena ho iniziato a pensare di volerne un* eccola! Pergiunta femmina (paurissima!).
    Ma poi tutto è andato meglio di come potessi immaginare (tranne il sonno: ma ho scoperto di avere MOLTE più energie, e risorse in genere, di quel che credevo!), a partire dal fatto che è proprio come me l’ero sognata: bellissima, dolce e forte; e in più è anche simpatica (e testarda, rompicoglioni, ecc…).
    Ora ha quasi otto anni e le cose sono molto più facili di quand’era piccola (i bambini devono giocare tra di loro… eh! eh! eh! cosa non m’invento per trovarle compagn* di giochi..).
    Tutte sorprese positive quindi. Anche il fatto che mi costringe SEMPRE a confrontarmi con me stessa ed è un ulteriore stimolo (oltre a quello che proviene già spontaneamente da me) a divenire una persona migliore…

  • Bismama ha scritto:

    Oddio e come faccio a perdermi sto tema? Io ho avuto due maternità completamente diverse, opposte per certi versi…ne avrò da parlare.

  • Claudia - La Casa Nella Prateria ha scritto:

    Tema interessantissimo, come sempre. Il mese scorso ho rimandato e rimandato, ma questa volta partecipo anche io al blogstorming, promesso!

  • Katefox ha scritto:

    Ciao,
    già con la pancia la realtà si è dimostrata molto diversa da quanto speravo: mi immaginavo con la mia panciona a lavorare fino all’ottavo mese, a continuare a fare la mia vita, ma con stupendi vestiti premaman…e invece, scarso liquido amniotico dal sesto mese: tappata in casa, in tuta, a fare punture di calciparina, a inghiottire vasosuprina e con pensieri angoscianti per tre lunghi mesi…. eppure tutti mi dicevano che la gravidanza è una cosa fisiologica..per me non lo è stata.

    Poi con la nascita del bambino direi che l’illusione più infranta è stata quella per cui sarei riuscita ad apprezzare il lavoro che faccio, che non mi piace granchè.Mi dicevo:”quando ci sarà il bambino non mi importerà se mi annoio a lavoro”, invece, ora il lavoro mi pesa ancora di più, perchè stare lontana da lui per fare qualcosa che non amo è veramente difficile.

  • Silvia ha scritto:

    Beh..mi tocchi sul vivo..
    Il mio è stato un parto prematuro..quindi direi che gia’ un sogno mi si è infranto: una gravidanza tra compere da Prenatal e corso pre-parto…Pensate che dovevo iniziare il corso ad agosto in vista della nascita di Ric a novembre…invece Ric è nato proprio ad AGOSTO!!!
    78 giorni di ospedale..acvanti e indietro con terapia intensiva a 90 km di distanza da casa mia ..questo è stato il mio post-parto…

    E’ stato solo verso la fine della degenza di Ric che ho pensato al suo arrivo a casa..Mi vedevo cosi’ serena dopo tanto patire..Io che lo allattavo..che finalmente lo stringevo tra le mia braccia dopo settimane di incubatrice, ascoltando Mozart sul divano..
    Anche qui doccia fredda…
    Ric era si’ a casa ma soffriva di una forma di reflusso grave che lo ha portato ad interrompere l’allattamento – serviva latte denso etc..ed altro che nn vi sto a spiegare… Poi nn riusciva a stare piu’ di unh’ora in culletta..Ho passato le notti in bianco a tenerlo in braccio perchè se lo mettevo sdraiato strillava dal dolore per gli acidi che gli tornavano attraverso l’esofago…si’..altro che coliche…

    Ho passato le notti ore e ore a non dormire fino anche oltre un anno e mezzo d’età. di Ric
    Il tutto poi accompagnato con gli affanni che porta avere un bimbo nato prematuro di 27 settimane. Cpntrolli ogni settimana, analisi di tutti i generi, ricoveri, le medicine…le paranoie perchè ha cmq inizialmente dei ritardi rispetto alla norma…e non sai almeno fino verso i 2 anni quanto siano stati gravi i danni relativi all’estrema prematurità..

    PUFF…No, nn me la immaginavo cosi’…
    POi con il suo caratterino amplificato a volte bisogna fare degli sforzi maggiori per cercare una via di uscita nei momenti peggiori..quando si impunta che vuole una luce accesa invece che un’altra… Considerando anche che lavoro e mi sveglio alle 4.30 ogni giorno…

    Pero’ non provo invidia, non ho invidia per le mie colleghe che mi raccontano di gravidanze e parti eccezionali…di corsi yoga..di massaggi durante la gravidanza.. E rifarei tutto perche’ ora ho accanto a me un bimbo cmq sano – e questo è fondamentale quando tuo figlio nasce di neanche un CHILO!!! – Sicuramente impegnativo – come gli dico io ogni giorno – ma che mi sa regalare certe emozioni che nessun “bimbo perfetto” mi avrebbe dato mai.

  • Silvia ha scritto:

    beh, certo Ric ci si è messo proprio d’impegno a incrinare qualche sogno (e qualche nervo!) della mamma (tipo il sogno di accompagnarlo a scuola e lasciarlo li con un sorriso!! ;) a proposito, come va?), ma da questo tuo commento e dai nostri precedenti scambi di email, direi che sono molti di più i sogni che ha realizzato!

  • Silvia ha scritto:

    Un ragazzino che quando meno te lo aspetti ti dice: mamma ti voglio tanto bene…:-)
    A scuola..hmhmhm..da qualche giorno piangiucchia di nuovo..ufff..Sarà che siamo nella fase “togli-pannolino-di-notte” e forse ha qualche ansia che scarica così..Poi la maestra non è che aiuti tanto eh… :-(

  • Mammamsterdam ha scritto:

    Silvia, tanto OT, scusami, ma questi sono i dati del cuscinetto che trovi su http://www.tilia.deTilia® Sitzkissen Art.Nr.: 21330-21354.

    Su questo tema che mi interessa assai invece rispondo nel weeekend quando rientro.

  • Simona Cuneo ha scritto:

    Diventare madre. Quando si diventa mamma? Quando si scopre di essere incinta? Quando si partorisce? Quando si torna a casa?
    Quando inizia quel profondo mutamento che da figlia ti fa diventare mamma, da ragazza a donna?
    Un mutamento profondo, viscerale, che ti trasforma per sempre, perché non sarai mai più quella di prima.

    Non so quale sia il momento esatto, ma non credo che il parto faccia di una donna una madre. Penso che da quel momento inizi un lungo cammino da percorrere in due, che ci fa diventare madri.
    Un cammino anche faticoso, fatto a volte di paure, insicurezze, di senso di inadeguatezza.
    Sono i nostri bambini che ci guidano, da loro impariamo tanto, grazie a loro diventiamo migliori, se solo li ascoltiamo.
    E quella meravigliosa simbiosi che affiora, se ci abbandoniamo al nostro istinto più antico, ancestrale, diventa un’esperienza unica.
    All’improvviso ci accorgiamo che sappiamo in anticipo ciò di cui ha bisogno il nostro cucciolo, ci svegliamo un minuto prima di lui, sentiamo il suo malessere o la sua serenità come parte di noi.

    Maternità: grande gesto di generosità, di abbandono, da quando permetti alla vita di nascere dentro di te in quell’ attimo di passione che vuoi immortalare per sempre, a quando pensi di morire per i dolori del parto, a quando guardi il tuo bambino e il latte inizia a sgorgare con forza come da una sorgente…

    Un amore: vero, grande, unico.

  • oh mamma ha scritto:

    Sono mamma da 7 anni e se ci ripenso non avevo grandi sogni mentre aspettavo, voglio dire che non immaginavo qualcosa di particolare. L’unica cosa che sognavo era fare con il mio bambino tante cose semplici, come passeggiate, pic nic, cinema, bagni al mare e piano piano, quando è stato il momento si sono realizzati. Fortunatamente non avevo pianificato troppo, perchè se c’è una cosa che ho imparato subito è che i bambini sono nati per smentirti, per mandare all’aria i tuoi programmi e sorprenderti (spesso in positivo). Io ho lavorato fino all’ottavo mese, convinta di avere un mese per riposarmi e comprare corredino e mobili per la camera. Mio figlio è nato dopo 1 settimana che ero a casa dal lavoro. Avevo solo la borsa per l’ospedale. Mentre ero ricoverata le mie sorelle hanno comprato la culla e un fasciatoio. Poi il resto è venuto pian piano, poco alla volta, ma forse me lo sono anche goduta di più. L’unica cosa certa con i bambini è che la vita te la cambiano sul serio, ma per me è sicuramente in meglio.

  • ele ha scritto:

    Questo è un tema davvero tosto. Da quando è nato il mio primo bimbo 5 anni fa forse le più grandi energie le ho spese per far convivere in armonia le due anime che dentro di me si sono spesso fatte una battaglia feroce: la donna che sono sempre stata, autonoma, impegnata, curiosa, attiva (a volte iper-attiva!), con la mamma, che ha il privilegio di assistere alla meraviglia della crescita del suo bimbo, ma che si scontra con obblighi, fatiche e rinunce che prima erano impensabili.
    Spesso è stato un equilibrismo tra la mia voglia di fuga e i suoi tempi, le sue necessità, i suoi desideri.
    Non è stato e non è sempre facile, ma la sfida vale senz’altro il sacrificio, come mi pare dimostrino tutti i commenti fin qui!

  • Francesca ha scritto:

    Ciao… in extremis ci sono anche io che vi racconto della maternità..
    http://dimmimamma.boomerangtv.it/blog_perche.asp

    Un’esperienza unica, indimenticabile: che il figlio in questione sia il primo o il quinto, il diventare mamma credo sia qualcosa di talmente unico e totalizzante da sembrare ogni volta unn’esperienza nuova…

    Francesca di Dimmimamma

  • dada ha scritto:

    ho 40 anni 2 bimbi rispettivamente 3anni mezzo (un pò amplificato) e 8 mesi ho appena letto il tema del mese e sono tornata indietro con il pensiero ….la prima gravidanza è stata tutta pianificata ovviamente solo nella mia mente…sognavo zaino tenda bebe e in giro per il mondo avevo fatto un giro in indonesia dove avevo incontrato mamme con bambini per cui perchè no anch’io avrei potuto farlo…e poi aperitivi con le amiche ovviamente il piccolo sarebbe stato tranquillo nel paseggino e poi cene …feste…insomma si mi avrebbe stravolto la vita come continuavano a ripetermi tutti ma insomma pensavo… che assolutamente sarei stata una mammma super sprint pronta a tutto……….14 maggio 2006 è nato Ilario e tutto è cambiato…tutte le mie aspettative di super mamma infrante,insomma una gran fatica con tanta soddisfazione:ognuna di noi è la mamma che si sente nel cuore.

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