<?xml version="1.0" encoding="UTF-8"?><rss version="2.0"
	xmlns:content="http://purl.org/rss/1.0/modules/content/"
	xmlns:dc="http://purl.org/dc/elements/1.1/"
	xmlns:atom="http://www.w3.org/2005/Atom"
	xmlns:sy="http://purl.org/rss/1.0/modules/syndication/"
		>
<channel>
	<title>Comments on: Tema del mese: nascite, non nascite</title>
	<atom:link href="http://genitoricrescono.com/tema-del-mese-nascite-non-nascite/feed/" rel="self" type="application/rss+xml" />
	<link>http://genitoricrescono.com/tema-del-mese-nascite-non-nascite/</link>
	<description>per imparare insieme il mestiere di genitori</description>
	<lastBuildDate>Wed, 23 May 2012 22:04:28 +0000</lastBuildDate>
	<sy:updatePeriod>hourly</sy:updatePeriod>
	<sy:updateFrequency>1</sy:updateFrequency>
	<generator>http://wordpress.org/?v=3.3.2</generator>
	<item>
		<title>By: Serena</title>
		<link>http://genitoricrescono.com/tema-del-mese-nascite-non-nascite/comment-page-2/#comment-19262</link>
		<dc:creator>Serena</dc:creator>
		<pubDate>Wed, 16 Feb 2011 10:59:55 +0000</pubDate>
		<guid isPermaLink="false">http://genitoricrescono.com/?p=5206#comment-19262</guid>
		<description>Manuela, il tuo commento mi ha commossa, soprattutto perchè mi rispecchio nelle tue parole. Anch&#039;io medico, anch&#039;io mamma di una quasi treenne dal carattere solare e deciso che riempie di gioia la mia vita, anch&#039;io reduce da due aborti, purtroppo consecutivi, negli ultimi mesi. Tutte le conoscenze e la razionalità a cui possiamo ricorrere non leniscono affatto il dolore legato alla perdita, in questi brutti momenti siamo solo donne, mamme, che attraversano un momento estremamente difficile, sia moralmente che fisicamente.
Un forte abbraccio e grazie per aver condiviso la tua esperienza</description>
		<content:encoded><![CDATA[<p>Manuela, il tuo commento mi ha commossa, soprattutto perchè mi rispecchio nelle tue parole. Anch&#8217;io medico, anch&#8217;io mamma di una quasi treenne dal carattere solare e deciso che riempie di gioia la mia vita, anch&#8217;io reduce da due aborti, purtroppo consecutivi, negli ultimi mesi. Tutte le conoscenze e la razionalità a cui possiamo ricorrere non leniscono affatto il dolore legato alla perdita, in questi brutti momenti siamo solo donne, mamme, che attraversano un momento estremamente difficile, sia moralmente che fisicamente.<br />
Un forte abbraccio e grazie per aver condiviso la tua esperienza</p>
]]></content:encoded>
	</item>
	<item>
		<title>By: Silvia</title>
		<link>http://genitoricrescono.com/tema-del-mese-nascite-non-nascite/comment-page-2/#comment-19259</link>
		<dc:creator>Silvia</dc:creator>
		<pubDate>Wed, 16 Feb 2011 10:48:56 +0000</pubDate>
		<guid isPermaLink="false">http://genitoricrescono.com/?p=5206#comment-19259</guid>
		<description>Manuela, grazaie per avercelo raccontato. E&#039; vero, davanti ad uno schermo ogni tanto fa bene raccontarsi in modo libero, in fondo questo sito lo abbiamo messo su per questo.</description>
		<content:encoded><![CDATA[<p>Manuela, grazaie per avercelo raccontato. E&#8217; vero, davanti ad uno schermo ogni tanto fa bene raccontarsi in modo libero, in fondo questo sito lo abbiamo messo su per questo.</p>
]]></content:encoded>
	</item>
	<item>
		<title>By: manuela</title>
		<link>http://genitoricrescono.com/tema-del-mese-nascite-non-nascite/comment-page-2/#comment-19247</link>
		<dc:creator>manuela</dc:creator>
		<pubDate>Wed, 16 Feb 2011 08:29:29 +0000</pubDate>
		<guid isPermaLink="false">http://genitoricrescono.com/?p=5206#comment-19247</guid>
		<description>condividere le emozioni è spesso piu&#039; facile davanti uno schermo, non sei giudicato e non vedi la faccia di chi ti sta leggendo.
 le emozioni le tiri fuori e basta.
qualche giorno fa&#039; è stato per me un brutto anniversario, è stato il quarto del primo aborto che ho avuto. erano 13 settimana ed avevo appena tirato il fiato per il traguardo del compimento del terzo mese, mai avrei pensato che lui si fosse fermato alla 11esima settimana, proprio quando lo avaevo visto all&#039;eco.
 mai avrei pensato che quella colica addominale era un aborto in atto , neanche quando sono iniziate le perdite di sangue, non volevo pensare di poter perdere il mi bambino tanto atteso e desiderato. al ps. non c&#039;era battito , la gravidanza si era fermata e anche il mio cuore.
 poi tutto un turbinio di eventi che hanno portato all&#039;espulsione dell&#039;embrione in una traversa dove io , la sua mamma l&#039;ho visto.....mi sono sentita morire; penso di avere pianto ininterrottamente e senza fermarmi per una settimana intera anche durante l&#039;intervento. mi dicevano non preoccuparti è il primo , succede. sono un medico e razionalmente so&#039; tutto e capisco tutto ma non riuscivo a fermare le lagrime, il dolore è stato enorme, il desiderio di diventare mamma ha vacillato per paura che tutto questo si ripetesse.
 poi a breve è arrivata lei ,bellissima. adesso ha tre anni e io la guardo con orgoglio , mi piace questa figlia decisa affettuosa e allegra che ha un carttere deciso e già sa&#039; cosa vuole, la guardo e penso che l&#039;amore che ho per lei è inifinito anche se tutti i giorni litighiamo; da circa venti giorni c&#039;è anche il secondo. un miracolo. piccolo e indifeso tenero ha bisogno di me e mi riempe il cuore. in mezzo a loro due c&#039;è stata un altra perdita, ma ha vinto la vita sul dolore. adesso li guardo entrambi e il loro sorriso mi riempe d&#039;amore.</description>
		<content:encoded><![CDATA[<p>condividere le emozioni è spesso piu&#8217; facile davanti uno schermo, non sei giudicato e non vedi la faccia di chi ti sta leggendo.<br />
 le emozioni le tiri fuori e basta.<br />
qualche giorno fa&#8217; è stato per me un brutto anniversario, è stato il quarto del primo aborto che ho avuto. erano 13 settimana ed avevo appena tirato il fiato per il traguardo del compimento del terzo mese, mai avrei pensato che lui si fosse fermato alla 11esima settimana, proprio quando lo avaevo visto all&#8217;eco.<br />
 mai avrei pensato che quella colica addominale era un aborto in atto , neanche quando sono iniziate le perdite di sangue, non volevo pensare di poter perdere il mi bambino tanto atteso e desiderato. al ps. non c&#8217;era battito , la gravidanza si era fermata e anche il mio cuore.<br />
 poi tutto un turbinio di eventi che hanno portato all&#8217;espulsione dell&#8217;embrione in una traversa dove io , la sua mamma l&#8217;ho visto&#8230;..mi sono sentita morire; penso di avere pianto ininterrottamente e senza fermarmi per una settimana intera anche durante l&#8217;intervento. mi dicevano non preoccuparti è il primo , succede. sono un medico e razionalmente so&#8217; tutto e capisco tutto ma non riuscivo a fermare le lagrime, il dolore è stato enorme, il desiderio di diventare mamma ha vacillato per paura che tutto questo si ripetesse.<br />
 poi a breve è arrivata lei ,bellissima. adesso ha tre anni e io la guardo con orgoglio , mi piace questa figlia decisa affettuosa e allegra che ha un carttere deciso e già sa&#8217; cosa vuole, la guardo e penso che l&#8217;amore che ho per lei è inifinito anche se tutti i giorni litighiamo; da circa venti giorni c&#8217;è anche il secondo. un miracolo. piccolo e indifeso tenero ha bisogno di me e mi riempe il cuore. in mezzo a loro due c&#8217;è stata un altra perdita, ma ha vinto la vita sul dolore. adesso li guardo entrambi e il loro sorriso mi riempe d&#8217;amore.</p>
]]></content:encoded>
	</item>
	<item>
		<title>By: butterfly</title>
		<link>http://genitoricrescono.com/tema-del-mese-nascite-non-nascite/comment-page-2/#comment-4484</link>
		<dc:creator>butterfly</dc:creator>
		<pubDate>Tue, 22 Jun 2010 15:27:54 +0000</pubDate>
		<guid isPermaLink="false">http://genitoricrescono.com/?p=5206#comment-4484</guid>
		<description>e gli ho detto &quot;mi dispiace&quot;</description>
		<content:encoded><![CDATA[<p>e gli ho detto &#8220;mi dispiace&#8221;</p>
]]></content:encoded>
	</item>
	<item>
		<title>By: butterfly</title>
		<link>http://genitoricrescono.com/tema-del-mese-nascite-non-nascite/comment-page-1/#comment-4483</link>
		<dc:creator>butterfly</dc:creator>
		<pubDate>Tue, 22 Jun 2010 15:25:21 +0000</pubDate>
		<guid isPermaLink="false">http://genitoricrescono.com/?p=5206#comment-4483</guid>
		<description>Ecco Antonella, proprio le emozioni; io credo che riuscire anche solo a scrivere delle nostre emozioni sia già una sorta di guarigione. Ma la lista della spesa serve, perché finché non butti giù tutto d’un fiato quello che ti è successo è difficile comprenderne veramente la portata.
A me è successo così, faticavo a riconoscere il mio dolore perché non riuscivo io per prima a dargli importanza, pensavo sempre che in fondo c’erano persone più sfortunate di me, dolori più grossi del mio… ma poi, ripercorrendo tutta la mia storia, dalla malattia di mio marito, fino alla perdita del mio bimbo mi sono detta che, piccolo o grande che fosse, il mio era comunque un dolore, un lutto e come tale doveva essere trattato.
Inizialmente ho cercato di farmene una ragione aggrappandomi al destino; “meglio ora che dopo” mi dicevo, “forse doveva andare così” ma era un pensiero che non mi faceva stare meglio, perché mi riportava sempre a quel “perché proprio a me”. Continuavo a credere che se avevo ricevuto del male, un fondo di colpa dovevo averlo anche io.
Poi all’improvviso mi sono liberata anche di questo senso di colpa, ho pensato che il destino non è giusto, è solo destino ed a volte, come in tante altre situazioni, ti rifila una fregatura. E così mi sono detta ok, la fregatura la prendo e me la tengo, cerco di superarla e di non permetterle di prendere il governo della mia vita, ogni tanto la ricordo ed allora un po’ male mi fa.
È anche vero che poi “la fregatura” qualche risvolto positivo lo ha avuto: il dover fare i conti con tutto quel dolore mi ha fatto crescere, ha fatto aumentare la consapevolezza che ho di me stessa e dei miei sentimenti, mi ha fatto imparare un sacco di cose su di me e sulla mia famiglia, ma continuo a pensare che io quelle cose avrei voluto impararle in modo diverso, percorrendo un’altra strada. Perché ora, invece, la nostra vita sarà sempre accompagnata dai “se”, dai “forse”, che certo diventeranno un po’ meno dirompenti ma mai invisibili.
Cercavo di superare il mio dolore dandogli una ragione, attribuendogli una qualsiasi motivazione cosmica, cercandogli una collocazione giusta nella mia vita.
Al contrario la mia liberazione è arrivata proprio pensando “col c… che doveva andare così”. Allora i miei pensieri maligni, la mia rabbia, il mio strazio mi sono apparsi sensati.
Ero distrutta, arrabbiata e sofferente, ed avevo ragione di esserlo.
Allora ho smesso di chiedere perdono al mio bimbo e gli ho det</description>
		<content:encoded><![CDATA[<p>Ecco Antonella, proprio le emozioni; io credo che riuscire anche solo a scrivere delle nostre emozioni sia già una sorta di guarigione. Ma la lista della spesa serve, perché finché non butti giù tutto d’un fiato quello che ti è successo è difficile comprenderne veramente la portata.<br />
A me è successo così, faticavo a riconoscere il mio dolore perché non riuscivo io per prima a dargli importanza, pensavo sempre che in fondo c’erano persone più sfortunate di me, dolori più grossi del mio… ma poi, ripercorrendo tutta la mia storia, dalla malattia di mio marito, fino alla perdita del mio bimbo mi sono detta che, piccolo o grande che fosse, il mio era comunque un dolore, un lutto e come tale doveva essere trattato.<br />
Inizialmente ho cercato di farmene una ragione aggrappandomi al destino; “meglio ora che dopo” mi dicevo, “forse doveva andare così” ma era un pensiero che non mi faceva stare meglio, perché mi riportava sempre a quel “perché proprio a me”. Continuavo a credere che se avevo ricevuto del male, un fondo di colpa dovevo averlo anche io.<br />
Poi all’improvviso mi sono liberata anche di questo senso di colpa, ho pensato che il destino non è giusto, è solo destino ed a volte, come in tante altre situazioni, ti rifila una fregatura. E così mi sono detta ok, la fregatura la prendo e me la tengo, cerco di superarla e di non permetterle di prendere il governo della mia vita, ogni tanto la ricordo ed allora un po’ male mi fa.<br />
È anche vero che poi “la fregatura” qualche risvolto positivo lo ha avuto: il dover fare i conti con tutto quel dolore mi ha fatto crescere, ha fatto aumentare la consapevolezza che ho di me stessa e dei miei sentimenti, mi ha fatto imparare un sacco di cose su di me e sulla mia famiglia, ma continuo a pensare che io quelle cose avrei voluto impararle in modo diverso, percorrendo un’altra strada. Perché ora, invece, la nostra vita sarà sempre accompagnata dai “se”, dai “forse”, che certo diventeranno un po’ meno dirompenti ma mai invisibili.<br />
Cercavo di superare il mio dolore dandogli una ragione, attribuendogli una qualsiasi motivazione cosmica, cercandogli una collocazione giusta nella mia vita.<br />
Al contrario la mia liberazione è arrivata proprio pensando “col c… che doveva andare così”. Allora i miei pensieri maligni, la mia rabbia, il mio strazio mi sono apparsi sensati.<br />
Ero distrutta, arrabbiata e sofferente, ed avevo ragione di esserlo.<br />
Allora ho smesso di chiedere perdono al mio bimbo e gli ho det</p>
]]></content:encoded>
	</item>
	<item>
		<title>By: Antonella</title>
		<link>http://genitoricrescono.com/tema-del-mese-nascite-non-nascite/comment-page-1/#comment-4479</link>
		<dc:creator>Antonella</dc:creator>
		<pubDate>Tue, 22 Jun 2010 10:48:02 +0000</pubDate>
		<guid isPermaLink="false">http://genitoricrescono.com/?p=5206#comment-4479</guid>
		<description>Ciao,
sono trascorsi dei giorni dal mio intervento e mi sono resa conto di aver semplicemente fatto una lista della spesa, ma non un racconto delle emozioni e di sentimenti provati nella mia esperienza.
La cosa senza dubbio più dolorosa e difficile da affrontare e superare è stata la diagnosi di sterilità così nuda e cruda e senza un reale motivo fisiologico. Proprio in un momento in cui la buonaparte delle amiche o conoscenti stavano vivendo invece questa bellissima esperienza.
Ho dovuto affrontare il pensiero del &quot;ventre vuoto che on conterrà mai vita&quot; e il &quot;perchè proprio a me?&quot; Mi sono chiusa nel MIO doore e non ho permesso a nessuno di avvicinarmi, fingendo ma dentro di me ero rabbiosa, prima di tutto con me stessa e pi verso il mondo intero. Tutti bambini mi davano fastidio, ho iniziato a frequentare coppie senza figli, poi quando arrivava la notizia della loro gravidanza, via fuggivo. 
Quando andvo, raramente a trovare le amiche che avevano appena partorito, con qualsiasi scusa cercavo di non toccare i loro bambini.
Poi finalmente una mattina guarandomi allo specchio mi sono resa conto che stavo facendo del male a me stessa ed ho iniziato ad elaborare il LUTTO.
Poi per fortuna la mia storia ha preso un altra strada e ogni sorriso e risata di Lilo e Stitch cancellano tutto</description>
		<content:encoded><![CDATA[<p>Ciao,<br />
sono trascorsi dei giorni dal mio intervento e mi sono resa conto di aver semplicemente fatto una lista della spesa, ma non un racconto delle emozioni e di sentimenti provati nella mia esperienza.<br />
La cosa senza dubbio più dolorosa e difficile da affrontare e superare è stata la diagnosi di sterilità così nuda e cruda e senza un reale motivo fisiologico. Proprio in un momento in cui la buonaparte delle amiche o conoscenti stavano vivendo invece questa bellissima esperienza.<br />
Ho dovuto affrontare il pensiero del &#8220;ventre vuoto che on conterrà mai vita&#8221; e il &#8220;perchè proprio a me?&#8221; Mi sono chiusa nel MIO doore e non ho permesso a nessuno di avvicinarmi, fingendo ma dentro di me ero rabbiosa, prima di tutto con me stessa e pi verso il mondo intero. Tutti bambini mi davano fastidio, ho iniziato a frequentare coppie senza figli, poi quando arrivava la notizia della loro gravidanza, via fuggivo.<br />
Quando andvo, raramente a trovare le amiche che avevano appena partorito, con qualsiasi scusa cercavo di non toccare i loro bambini.<br />
Poi finalmente una mattina guarandomi allo specchio mi sono resa conto che stavo facendo del male a me stessa ed ho iniziato ad elaborare il LUTTO.<br />
Poi per fortuna la mia storia ha preso un altra strada e ogni sorriso e risata di Lilo e Stitch cancellano tutto</p>
]]></content:encoded>
	</item>
	<item>
		<title>By: Silvia</title>
		<link>http://genitoricrescono.com/tema-del-mese-nascite-non-nascite/comment-page-1/#comment-4375</link>
		<dc:creator>Silvia</dc:creator>
		<pubDate>Thu, 17 Jun 2010 18:11:59 +0000</pubDate>
		<guid isPermaLink="false">http://genitoricrescono.com/?p=5206#comment-4375</guid>
		<description>Butterfly, è proprio questo contributo che stai dando a questa conversazione: stai facendo emergere dei temi che molte persone tengono chiusi in qualche angolo di se stesse. Magari, leggendo...</description>
		<content:encoded><![CDATA[<p>Butterfly, è proprio questo contributo che stai dando a questa conversazione: stai facendo emergere dei temi che molte persone tengono chiusi in qualche angolo di se stesse. Magari, leggendo&#8230;</p>
]]></content:encoded>
	</item>
	<item>
		<title>By: butterfly</title>
		<link>http://genitoricrescono.com/tema-del-mese-nascite-non-nascite/comment-page-1/#comment-4364</link>
		<dc:creator>butterfly</dc:creator>
		<pubDate>Thu, 17 Jun 2010 14:15:37 +0000</pubDate>
		<guid isPermaLink="false">http://genitoricrescono.com/?p=5206#comment-4364</guid>
		<description>Ciao,
scusate io continuo ad intervenire ma ad ogni commento mi si accende una lampadina, una illuminazione che mi sembra doveroso condividere. 
In un mio precedente commento avevo consigliato di vivere il proprio dolore fino in fondo ma ho dimenticato di aggiungere (sempre per quella che è stata la mia esperienza personale) due parole: senza vergogna.
Perché si, io ho provato anche vergogna; nel momento immediatamente successivo alla scoperta della morte del mio bimbo io mi sono sentita piccola così; una vergogna che non so nemmeno io da dove venisse. Eppure stringevo in mano le foto del mio primo figlio e le mostravo a tutti e dicevo “questo è il mio bimbo, guardate com’è bello” e pensavo “vedete ho un bimbo, sono madre, sono capace di essere madre, non sono solo un rottame con una pancia vuota che ormai non ospita più nessuno.”
Ora, superato il momento questi pensieri mi sembrano un passato lontano, riesco ad esternarli senza dolore, ora non ho dubbi sulla mia capacità di essere in futuro di nuovo madre. Come ha detto Silvia ora io sono salva, ed ho capito di esserlo proprio leggendo il suo commento. È strano ma mi sono sentita salva nel momento in cui una persona estranea è riuscita a percepire questo dalle mie parole.
Per questo continuo a scrivere; per chi ancora non si sente così; magari si identifica in qualche cosa di quello che dico, magari riesco a dargli una speranza in più…</description>
		<content:encoded><![CDATA[<p>Ciao,<br />
scusate io continuo ad intervenire ma ad ogni commento mi si accende una lampadina, una illuminazione che mi sembra doveroso condividere.<br />
In un mio precedente commento avevo consigliato di vivere il proprio dolore fino in fondo ma ho dimenticato di aggiungere (sempre per quella che è stata la mia esperienza personale) due parole: senza vergogna.<br />
Perché si, io ho provato anche vergogna; nel momento immediatamente successivo alla scoperta della morte del mio bimbo io mi sono sentita piccola così; una vergogna che non so nemmeno io da dove venisse. Eppure stringevo in mano le foto del mio primo figlio e le mostravo a tutti e dicevo “questo è il mio bimbo, guardate com’è bello” e pensavo “vedete ho un bimbo, sono madre, sono capace di essere madre, non sono solo un rottame con una pancia vuota che ormai non ospita più nessuno.”<br />
Ora, superato il momento questi pensieri mi sembrano un passato lontano, riesco ad esternarli senza dolore, ora non ho dubbi sulla mia capacità di essere in futuro di nuovo madre. Come ha detto Silvia ora io sono salva, ed ho capito di esserlo proprio leggendo il suo commento. È strano ma mi sono sentita salva nel momento in cui una persona estranea è riuscita a percepire questo dalle mie parole.<br />
Per questo continuo a scrivere; per chi ancora non si sente così; magari si identifica in qualche cosa di quello che dico, magari riesco a dargli una speranza in più…</p>
]]></content:encoded>
	</item>
	<item>
		<title>By: Serena</title>
		<link>http://genitoricrescono.com/tema-del-mese-nascite-non-nascite/comment-page-1/#comment-4322</link>
		<dc:creator>Serena</dc:creator>
		<pubDate>Tue, 15 Jun 2010 14:15:02 +0000</pubDate>
		<guid isPermaLink="false">http://genitoricrescono.com/?p=5206#comment-4322</guid>
		<description>Ieri ho conosciuto una coppia di anziani signori che affrontava la vecchiaia e la malattia senza il calore e il conforto di una famiglia ma con il dolore e l&#039;amarezza di una &quot;genitorialità&quot; tanto desiderata e negata...3 gravidanze, una a termine ma con esito tragico a causa di un parto con forcipe, le altre interrottesi in fase avanzata (6° mese) e successivi tentativi di adozione mai andati a buon fine. Il mio pensiero è subito andato al tema di questo mese e non ho potuto fare a meno di chiedermi quante &quot;non nascite&quot; di un tempo sarebbero state &quot;nascite&quot;, seppur faticose e sofferte, al giorno d&#039;oggi.
Non so se sia pertinente rispetto all&#039;argomento di cui si sta parlando, ma mi andava di condividere con voi questo mio pensiero; leggendovi sto trovando molti spunti di riflessione veramente molto interessanti!</description>
		<content:encoded><![CDATA[<p>Ieri ho conosciuto una coppia di anziani signori che affrontava la vecchiaia e la malattia senza il calore e il conforto di una famiglia ma con il dolore e l&#8217;amarezza di una &#8220;genitorialità&#8221; tanto desiderata e negata&#8230;3 gravidanze, una a termine ma con esito tragico a causa di un parto con forcipe, le altre interrottesi in fase avanzata (6° mese) e successivi tentativi di adozione mai andati a buon fine. Il mio pensiero è subito andato al tema di questo mese e non ho potuto fare a meno di chiedermi quante &#8220;non nascite&#8221; di un tempo sarebbero state &#8220;nascite&#8221;, seppur faticose e sofferte, al giorno d&#8217;oggi.<br />
Non so se sia pertinente rispetto all&#8217;argomento di cui si sta parlando, ma mi andava di condividere con voi questo mio pensiero; leggendovi sto trovando molti spunti di riflessione veramente molto interessanti!</p>
]]></content:encoded>
	</item>
	<item>
		<title>By: Antonella</title>
		<link>http://genitoricrescono.com/tema-del-mese-nascite-non-nascite/comment-page-1/#comment-4319</link>
		<dc:creator>Antonella</dc:creator>
		<pubDate>Tue, 15 Jun 2010 13:15:03 +0000</pubDate>
		<guid isPermaLink="false">http://genitoricrescono.com/?p=5206#comment-4319</guid>
		<description>Mi unisco a questo tema tanto coraggioso quanto dolorose per tante di noi.
Mi rifaccio al bellissimo blog ed anche libro  &quot;la solitudine delle madri&quot; di Marilde, credo che questa solitudine abbia inizio nel momento in cui, nella maggior parte dei casi da sole, si aspetta il responso del primo test di gravidanza che si compra in farmacia.
La mia è una storia difficile ma con due lieti fine.
GENNAIO 2000: a me e al mio ormai ex marito, ci fecero la diagnosi di STERILITA&#039;. Alla mia ricerca di un perchè il ginecologo che allora mi seguiva e che era anche un caro amico e che era il MIO medico di fiducia mi disse soltanto &quot;è così e non ci puoi fare nulla. capita&quot;
Elaboriamo, o per meglio dire elaboro il lutto, perchè quando ti cade in testa una diagnosi di questo genere solo questo puoi fare. Io ammiro tantissimo chi si è sottoposto, si sottopone e si sottoporrà alla fecondazione artificiale. io con il mio carattere non lo potrei fare.
Quindi decidiamo per l&#039;adozione.
Un suo brutto incidente di moto lo tiene a letto per circa 5 mesi ed io dietro di lui.
DICEMBRE 2000: 1° gravidanza che si interrompe alla 7/8 settimana senza intervento
MARZO 2001: 2° gravidanza che si interrompe alla 12 settimama. Ecografia alla 10 settimana c&#039;era il battito e poi sono iniziate delle piccole perdite scure. Ho dovuto subire un raschiamento
SETTEMBRE 2001: 3° gravidanza che si interrompe circa alla 18 settimana. Alla 15 settimana l&#039;ecografista (bravissimo) si rende conto che il feto non cresce come dovrebbe. E&#039; tutto a posto, non ci sono ci sono problemi cardiaci o o agli altri organi, solo non cresce e mi vuole rivedere dopo 10 giorni, il battito c&#039;è ancora ma è cresciuto quasi niente. Dopo quasi due ore di ecografia si accorge che nel cordone ombellicale c&#039;è stato un infarto e quindi di nutrimento ne passa pochissimo. Riposo assoluto e cortisone. 
Il ginecolgo (lo stesso della sterilità) mi dice che avremmo tentato di portare avanti la gravidanza il più possibile, anche eventualemente con un ricovero ma comunque se ci si riusciva forse non oltre la 30 settimana. Passo dei giorni infernali sperando e scusatemi se lo dico che anche questa gravidanza terminasse da sola. E così è stato alla successiva ecografia non c&#039;era più il battito. Subisco un altro intervento.
Cambio ginecolgo e mi butto nel mare grande apprrodo ad un centro di poliabortività perchè la diagnosi corretta era questa.
Mentre inizio tutte le analisi da protocollo rimango nuovamente incinta ed è GENNAIO 2002. EXTRAUTERINA interrotta farmacologicamente.
La mia doppia fortuna è stata oltre a salvare la tuba anche il fatto che si è capito il motivo: CONNETTIVITE INDIFFERENZIATA dovuta ad ANTICORPO ANTICARDIOLIPINA, ho una malttia auto immune facente parte della famiglia del LUPUS ERITOMATOSO.
GENNAIO 2003 nasce alla 36 settimama con cesareo la mia prima figlia . Gravidanza a rischio e terapia farmacologica a partire dalla 33 esima.
OTTOBRE 2005 nasce a termine la mia seconda figlia. A rischio di cesareo e terapia farmacologica fin dalla 29 esima.
per emtrambre ho fatto la villocentesi, assolutamente meno rischiosa di quel che si dica. nessun farmaco e nessun riposo.
per la prima sono andata dal migliore in Italia, oseri dire in Europa dal momento che è stato lui poi ad insegnarla in tanti posti del Nord Europa. ovviamente a pagamento.
Per la seconda, avevo 40 anni mi dicono che la passa la ASL. contatto un ospedale di Milano, prendono la mia prenotazione e molto gentilmente mi dicono di contattare a Roma un determinato centro pubblico e mi fanno il nome di una dottoressa, ma aggiungono anche che se ci sono problemi la mia villocentesi è prenotata da loro.
Vado dove mi dicono, la dottoressa non è ancora arrivata, vengo aggredita verbalmente dalle infermiere e da una dottoressa che cercano di convincermi che è molto meglio l&#039;amniocentesi, ma io rimango del mio punto. 
Poi finalmente arriva la dottoressa che cercavo e fa una romanzina alle infermiere e dottoressa per il loro modo. Entriamo subito in sintonia, sarà la mia ecografista fino alla fine
Il giorno dell&#039;esame, avevo l&#039;appuntamento alle 8.00, dovevo essere la prima. 
Mi fanno entrare per ultima, quasi alle 13,00 perchè il mio esame era diverso e più difficile!!!!!!!
Scusatemi se sono stata prolissa. Un abbraccio forte a tutte e sono vicina a tutte quante.
Antonella</description>
		<content:encoded><![CDATA[<p>Mi unisco a questo tema tanto coraggioso quanto dolorose per tante di noi.<br />
Mi rifaccio al bellissimo blog ed anche libro  &#8220;la solitudine delle madri&#8221; di Marilde, credo che questa solitudine abbia inizio nel momento in cui, nella maggior parte dei casi da sole, si aspetta il responso del primo test di gravidanza che si compra in farmacia.<br />
La mia è una storia difficile ma con due lieti fine.<br />
GENNAIO 2000: a me e al mio ormai ex marito, ci fecero la diagnosi di STERILITA&#8217;. Alla mia ricerca di un perchè il ginecologo che allora mi seguiva e che era anche un caro amico e che era il MIO medico di fiducia mi disse soltanto &#8220;è così e non ci puoi fare nulla. capita&#8221;<br />
Elaboriamo, o per meglio dire elaboro il lutto, perchè quando ti cade in testa una diagnosi di questo genere solo questo puoi fare. Io ammiro tantissimo chi si è sottoposto, si sottopone e si sottoporrà alla fecondazione artificiale. io con il mio carattere non lo potrei fare.<br />
Quindi decidiamo per l&#8217;adozione.<br />
Un suo brutto incidente di moto lo tiene a letto per circa 5 mesi ed io dietro di lui.<br />
DICEMBRE 2000: 1° gravidanza che si interrompe alla 7/8 settimana senza intervento<br />
MARZO 2001: 2° gravidanza che si interrompe alla 12 settimama. Ecografia alla 10 settimana c&#8217;era il battito e poi sono iniziate delle piccole perdite scure. Ho dovuto subire un raschiamento<br />
SETTEMBRE 2001: 3° gravidanza che si interrompe circa alla 18 settimana. Alla 15 settimana l&#8217;ecografista (bravissimo) si rende conto che il feto non cresce come dovrebbe. E&#8217; tutto a posto, non ci sono ci sono problemi cardiaci o o agli altri organi, solo non cresce e mi vuole rivedere dopo 10 giorni, il battito c&#8217;è ancora ma è cresciuto quasi niente. Dopo quasi due ore di ecografia si accorge che nel cordone ombellicale c&#8217;è stato un infarto e quindi di nutrimento ne passa pochissimo. Riposo assoluto e cortisone.<br />
Il ginecolgo (lo stesso della sterilità) mi dice che avremmo tentato di portare avanti la gravidanza il più possibile, anche eventualemente con un ricovero ma comunque se ci si riusciva forse non oltre la 30 settimana. Passo dei giorni infernali sperando e scusatemi se lo dico che anche questa gravidanza terminasse da sola. E così è stato alla successiva ecografia non c&#8217;era più il battito. Subisco un altro intervento.<br />
Cambio ginecolgo e mi butto nel mare grande apprrodo ad un centro di poliabortività perchè la diagnosi corretta era questa.<br />
Mentre inizio tutte le analisi da protocollo rimango nuovamente incinta ed è GENNAIO 2002. EXTRAUTERINA interrotta farmacologicamente.<br />
La mia doppia fortuna è stata oltre a salvare la tuba anche il fatto che si è capito il motivo: CONNETTIVITE INDIFFERENZIATA dovuta ad ANTICORPO ANTICARDIOLIPINA, ho una malttia auto immune facente parte della famiglia del LUPUS ERITOMATOSO.<br />
GENNAIO 2003 nasce alla 36 settimama con cesareo la mia prima figlia . Gravidanza a rischio e terapia farmacologica a partire dalla 33 esima.<br />
OTTOBRE 2005 nasce a termine la mia seconda figlia. A rischio di cesareo e terapia farmacologica fin dalla 29 esima.<br />
per emtrambre ho fatto la villocentesi, assolutamente meno rischiosa di quel che si dica. nessun farmaco e nessun riposo.<br />
per la prima sono andata dal migliore in Italia, oseri dire in Europa dal momento che è stato lui poi ad insegnarla in tanti posti del Nord Europa. ovviamente a pagamento.<br />
Per la seconda, avevo 40 anni mi dicono che la passa la ASL. contatto un ospedale di Milano, prendono la mia prenotazione e molto gentilmente mi dicono di contattare a Roma un determinato centro pubblico e mi fanno il nome di una dottoressa, ma aggiungono anche che se ci sono problemi la mia villocentesi è prenotata da loro.<br />
Vado dove mi dicono, la dottoressa non è ancora arrivata, vengo aggredita verbalmente dalle infermiere e da una dottoressa che cercano di convincermi che è molto meglio l&#8217;amniocentesi, ma io rimango del mio punto.<br />
Poi finalmente arriva la dottoressa che cercavo e fa una romanzina alle infermiere e dottoressa per il loro modo. Entriamo subito in sintonia, sarà la mia ecografista fino alla fine<br />
Il giorno dell&#8217;esame, avevo l&#8217;appuntamento alle 8.00, dovevo essere la prima.<br />
Mi fanno entrare per ultima, quasi alle 13,00 perchè il mio esame era diverso e più difficile!!!!!!!<br />
Scusatemi se sono stata prolissa. Un abbraccio forte a tutte e sono vicina a tutte quante.<br />
Antonella</p>
]]></content:encoded>
	</item>
</channel>
</rss>

<!-- Performance optimized by W3 Total Cache. Learn more: http://www.w3-edge.com/wordpress-plugins/

Minified using disk: basic
Page Caching using disk: enhanced
Database Caching 9/22 queries in 0.007 seconds using disk: basic
Object Caching 436/436 objects using disk: basic

Served from: genitoricrescono.com @ 2012-05-24 06:17:48 -->
