Tema del mese: il lavoro

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I due termini Lavoro e Famiglia sono sempre citati in contrapposizione. Ci avete fatto caso?
Lavoro e famiglia sono due elementi in contrasto: uno si espande, quando l’altra si ritrae e viceversa
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Vite dedicate al lavoro, in cui non c’è spazio per la famiglia. Tempo di lavoro che ruba ore al tempo per la famiglia. La scelta, spesso riferita alla donna, tra lavoro o famiglia.

Foto privata ©genitoricrescono
Foto privata ©genitoricrescono

Ma ha senso questa contrapposizione?
In effetti la vita delle famiglie, di tutte le famiglie, è strettamente legata al lavoro dei suoi componenti. Il lavoro condiziona le scelte, il grado di istruzione dei figli, il luogo in cui si vive, spesso anche la mentalità e l’equilibrio personale o di coppia.
Il lavoro o la sua mancanza o, come accade spesso oggi, la sua incapacità di produrre un reddito adeguato nonostante la gran quantità di ore che vi si dedicano, condizionano la vita nostra e dei nostri figli.

La stessa idea di conciliazione non può essere letta come la ricerca di un compromesso tra due elementi in contrasto, a meno di non rimanere sempre sospesi a metà.
Una persona, mentre lavora, non dovrebbe essere altro rispetto alla stessa persona quando dedica il suo tempo alla famiglia: per questo gli strumenti di conciliazione dovrebbero rendere possibile portare sul lavoro il proprio essere persone con una famiglia, genitori o anche figli di genitori che hanno bisogno di cure, perché la famiglia è anche quella da dove veniamo. E da quella non sfugge nessuno, anche chi non ha figli.

Una diversa organizzazione del lavoro è possibile? E’ necessaria?
Indubbiamente le possibilità di telelavoro sono aumentate in pochi anni in modo esponenziale. Lavorare da casa è ormai possibile per moltissime tipologie professionali.
Ma lavorare da casa è una soluzione? O sono i luoghi di lavoro a poter e dover cambiare? Per diventare più fluidi e più accessibili a chiunque, a prescindere dalla sua vita privata e familiare, regolati da orari più elastici e flessibili.

Parlare di lavoro e famiglia non è solo parlare di conciliazione, ma anche considerare il welfare, gli strumenti di politica sociale che dovrebbero consentire la conciliazione, le politiche volte al benessere dei cittadini, le norme che concedono diritti a chi lavora e a chi ha famiglia. Ci sarà un motivo per il quale il Ministero di chiama del lavoro e delle Politiche Sociali? Perché per lavorare in uno Stato servono norme e diritti e quelli fanno in modo che i cittadini possano dedicare il loro tempo al lavoro senza la pressione della vita privata che sfugge.

Questo mese parleremo di conciliazione, di progetti sociali, di lavoro “da casa” e “a casa” e di lavoro fuori casa, di lavoro delle donne e lavoro degli uomini, di studi e statistiche sul lavoro, di diritti, di centralità del lavoro nella vita familiare, di centralità della famiglia nella vita delle persone che lavorano.

“Fino a che non c’è questa possibilità per ogni uomo di lavorare e di studiare e di trarre con sicurezza dal proprio lavoro i mezzi per vivere da uomo, non solo la nostra Repubblica non si potrà chiamare fondata sul lavoro, ma non si potrà chiamare neanche democratica perché una democrazia in cui non ci sia questa uguaglianza di fatto, in cui ci sia soltanto una uguaglianza di diritto, è una democrazia puramente formale…
E allora voi capite da questo che la nostra Costituzione è in parte una realtà, ma soltanto in parte è una realtà. In parte è ancora un programma, un ideale, una speranza, un impegno di lavoro da compiere.
Quanto lavoro avete da compiere! Quanto lavoro vi sta dinanzi!

Pietro Calamandrei agli studenti – 1955 e oltre

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1 COMMENTO

  1. Ciao! Scopro oggi la vostra bella iniziativa di blogstorming e mi piacerebbe parteciparvi. Per quanto riguarda il tema del mese, ho scritto un post poco fa, va bene lo stesso?
    Grazie!

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