Tema del mese: la fuga

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Foto ©genitoricrescono.

“Ci sono giorni, da quando sono madre, in cui ho voglia di fuggire” mi ha detto un’amica una volta. In effetti io la voglia di fuggire l’ho avuta da prima di avere i figli e sono fuggita all’estero, anche se in realtà penso di essere fuggita verso qualcosa, mentre altri fuggono da qualcosa.
Ci sono persone che fuggono dalla realtà, attraverso libri, o film, o mondi virtuali. Altri che fuggono viaggiando, andando lontano appena ne hanno la possibilità. C’è chi fugge dalle responsabilità, e chi fugge con l’amante. Chi fugge anche solo per qualche minuto chiudendosi semplicemente in bagno, e chi armi e bagagli si trasferisce dall’altro lato del globo, più lontano possibile da tutto e da tutti. Chi fugge davvero, facendo perdere le sue tracce alla famiglia e abbandonando i figli a domande alle quali difficilmente riusciranno a rispondere in una vita intera. Fuggono anche i figli: fuggono solo con la testa, con l’immaginazione, quando sognano un mondo pieno di possibilità. Altri fuggono perché crescendo hanno paura di quelle possibilità e non trovano genitori pronti a contenerli e rassicurarli: magari fanno sega, o filone a scuola per un giorno (anche se oggi, i registri elettronici, hanno reso la vita più difficile della nostra ai ragazzi), o fuggono dentro esperienze complicate e pericolose. Pochi quelli che fuggono davvero, fisicamente, ma molti quelli che tirano su un muro e fuggono in un mondo tutto loro.

A volte mi trovo a cercare il tasto rewind per tornare indietro, avere una seconda possibilità per cambiare le cose, tornare alla casella zero carica di esperienza e pronta a fare scelte migliori. Forse anche questo è voglia di fuggire dalla realtà, forse invece è solo voglia di ripensare alle proprie scelte di vita e trovarne un senso. Non lo so, davvero.
Ogni fuga, piccola o definitiva, è sempre una fuga da se stessi, da quello che si è diventati crescendo. Si fugge anche per un minuto, per un’ora, per un giorno, per essere un po’ diversi da ciò che siamo.

La voglia di trasformarmi in un opossum mi prende ogni volta quando torno a casa dopo il lavoro e c’è la cena da fare, la lavatrice da stendere, e i figli che pronunciano la parola mamma ogni 7 secondi di media.

In questo periodo dell’anno la voglia di evasione sembra farsi più forte, una specie di richiamo ancestrale: partire, muoversi, spostarsi, ora che la stagione lo permette. Un richiamo a uscire dal letargo per stare fuori, fuori all’aperto, ma anche fuori da quel senso di oppressione che ci regala l’inverno. Basta lavoro, basta scuola, basta doveri, abbiamo solo tanta voglia di vacanza, di quelle in cui si sta lì per ore senza fare niente.

Ma la voglia di fuggire non deve essere necessariamente un mettere un punto e a capo. Può essere anche data da piccole fughe quotidiane, da una uscita con le amiche, o una birra quando i figli si sono finalmente addormentati, o aprire un libro a fine giornata, prima di addormentarsi, e concedersi un’ora in una storia diversa dalla propria.

Le mie piccole fughe quotidiane sono fatte di gesti che per qualcuno potrebbe sembrare insignificanti, ad esempio il fermarsi a scrivere in un caffè prima di arrivare in ufficio, o tornare dal lavoro passeggiando invece che in autobus. Sono momenti solo miei, in cui mi prendo il tempo di stare con i miei pensieri, o a fare le mie cose, senza dover rendere conto a qualcuno, e mi aiutano davvero molto per sentirmi in controllo della mia vita.
Altre volte invece la voglia di fuga si fa più forte, e mi viene davvero voglia di tagliare i ponti ancora una volta e magari trasferirmi di nuovo a vivere in un altro paese.

Voi avete mai voglia di fuggire?

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3 COMMENTI

  1. Negli anni 80 cantavano: “fuggire, si ma dove?”
    Io sono una che il desiderio di fuggire, di base non lo prova mai.
    Quasi mai.
    L’ho provato e potrei provarlo ancora nel momento in cui individuassi un “dove” ben preciso verso cui indirizzare la fuga.
    E allora sarebbero dolori per tutti.
    Perchè sarebbe una fuga molto concreta e molto definitiva., che per ora non mi viene neppure in mente di mettere in pratica.
    Il cinemino con le amiche non lo considero neppure una fuga parziale. Piuttosto un diritto inalienabile.

  2. Secondo me aver voglia di fuggire dalla pesantezza della condizione di madre è un input sano!
    Si può aver bisogno di staccare e a me capita altrettanto spesso di aver bisogno di ricordare a me stessa che sono anche altro oltre che madre. Allora benissimo un cinema, un aperitivo, un’uscita da sola o con gli amici.
    Non è fuga da se’ stessi secondo me. E’ solo una pausa che rigenera.
    Leggere libri e guardare film invece sono modi magnifici per ampliare noi stessi, per vivere molte altre vite e non necessariamente per fuggire dalla nostra.

  3. Sì, mi è capitato e so che ricapiterà ancora ma, come fai tu, cerco di ritagliarmi piccole fughe quotidiane e qualche uscita con le amiche e mio marito senza figlio che mi permettono di mantenere la mia tranquillità e di affrontare meglio tutti i problemi. Buona giornata!

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