Tema del mese: dormire

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Quanto abbiamo parlato di sonno su genitoricrescono!
Sonno perduto quando i bambini sono piccoli, sonno difficile, sonno disturbato, sonno che manca, sonno nostro di genitori e sonno dei figli: addormentarsi, svegliarsi, incubi, pavor notturno, poppate notturne, cosleeping, dormire nel lettino, metodo Estivill, Nopron, metodo Hogg, nessun metodo, panico!
Se incontro un neogenitore con il suo neonato, a me viene sempre in mente di chiedere: dorme? Come se fosse la differenza fondamentale tra un’esperienza comunque faticosa e una devastante.

Foto Heather Williams utilizzata con licenza Flickr CC

Il sonno è un grande tema della genitorialità: essere genitore è, prima di tutto – prima proprio come cronologia di eventi – cambiare il proprio sonno.
I figli cambiano la vita? Sì, certo, e la cambiano proprio a partire dal sonno, perché è la prima notte con un figlio che la vita inizia a cambiare. Quel primo sonno diverso da tutti gli altri, sarà il segno che nulla sarà più come prima.
E infatti il sonno non tornerà mai più come prima, neanche quando i figli diventano grandi. Perché ci sono pensieri nuovi, preoccupazioni, ansie, orari e abitudini nuove, sveglie per la scuola. Poi ci sono le notti in cui i ragazzi sono fuori e tornano tardi e ancora dopo quelle in cui ormai loro vivono da un’altra parte.

Il modo in cui si dorme è legato alla salute, al benessere psicofisico di ogni individuo, fa parte del nostro equilibrio. La mancanza di sonno influisce sulle attività quotidiane, ma anche sullo stato di salute a lungo termine. E questo vale a qualsiasi età. Perché se è vero che i figli “disturbano” il sonno dei genitori, capita molto spesso che loro abbiano un sonno disturbato. Se da piccolissimi fa parte della normalità e della fisiologia, perché si tratta di un modo di dormire non ancora adattato con i ritmi sociali e regolato solo dal ritmo personale, quando parliamo di bambini più grandi e poi di adolescenti, dormire poco o male influisce sull’attenzione, sull’umore e sul comportamento. Un bambino in età scolare che dorme poco, che va a letto tardi, è un bambino che accumula fatica. Per questo i ritmi e le routine sono essenziali, non solo per i piccoli, ma in ogni fase della vita in cui si vuole mantenere ordine. Infatti la prima e più ovvia trasgressione alle regole è proprio quella di andare a dormire tardi.
Insomma, vigilare sul sonno dei nostri figli è una buona norma per molti anni anche dopo l’infanzia e, soprattutto, lo è insegnare loro una “igiene del sonno”: perché si può sempre trasgredire alle routine, ma prendendosi poi il tempo di recuperare.

L’insonnia, quando non è dovuta a fattori esterni (tipo qualcuno che piange nella notte o chiama mamma e papà), è sempre un campanello d’allarme: ansia, patologie, o anche stati depressivi.

Poi c’è anche il “sonno della ragione”, quello che “genera mostri”. Oh, quanto di questo sonno vediamo intorno a noi! E invece dovremmo essere vigili, soprattutto finché abbiamo la responsabilità di figli, dovremmo essere pronti a non assopirci di fronte ai grandi temi sociali, a restare svegli e reattivi per contrastare chi vorrebbe venderci una realtà falsata. Ma forse questo è un altro discorso.

Si usa spesso l’espressione “dormire come un bambino” per indicare un sonno tranquillo e riposante. Ma noi genitori sappiamo benissimo cosa significa veramente.

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2 COMMENTI

  1. Buongiorno, chi mi dà qualche suggerimento per portare la fanciulla (3 anni e mezzo) a dormire nella sua cameretta? Il primo sonno si è concluso all’ora una antimeridiana per la presenza di mostri nella suddetta camera. La sua dichiarazione la sera successiva è stata “torno a dormire qui quando 5 anni”.
    …A me son venuti in mente i miei amici all’università che avrebbero smesso di fumare appena passato l’esame.
    Grazie

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