Storie dell’uomo verde

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La Staccata:

Storie dell’uomo verde è un libro di fiabe originale e ben scritto. Seppure l’ambientazione sia decisamente silvestre, nei vari racconti gli onnipresenti folletti delle foreste non fanno che una breve comparsata. In ogni caso, non si tratta dei tradizionali spiritelli con le orecchie a punta, ma di piccoli esseri impegnati in una lotta senza quartiere per il possesso dell’acqua di un ruscello. Il tutto si svolge in una storia che inizialmente potrebbe ricordare la tipica narrazione di un amore che si risolve con il solito principe azzurro che impalma un’inerme fanciulla. E invece no, il finale è totalmente diverso e la fanciulla non è per niente indifesa, viva Dio.

Parla anche di formiche che vogliono guardare le stelle negli occhi, di come il lavoro a contatto con la natura nobiliti l’uomo (e stavolta anche la donna), della leggenda di Dafne e Febo e di un bambino che riesce a sentire il rumore dell’erba che cresce perché “è bravo ad ascoltare. E questa cosa di ascoltare è importante, perché se non lo si fa non si impara a conoscere gli altri, e a sapere di cosa hanno bisogno. E questo vale per i prati come per le persone, veramente.”

In Storie dell’uomo verde il “c’era una volta” include anche una scuola speciale dove tutte le alunne sono dei fiori e il “vissero felici e contenti” rasserena gli animi di alberi che si domandano quale sia la loro funzione nel mondo e la scoprono (spesso in modo non del tutto indolore). Anche una vita statica e a prima vista inutile custodisce il suo perché, sempre.

Il libro è una raccolta di fiabe incentrata sul tema dell’ascolto: degli altri in primis, ma anche di sé stessi e soprattutto delle esigenze di esseri apparentemente insignificanti ma capaci di provare emozioni, amore, desideri e anche sofferenza. La natura in generale diventa protagonista e non più “contorno”; il verde che ci circonda non si limita a vegetare, ma fa parte integrante della nostra vita e l’accompagna silenziosamente senza per questo rimanere silente.

Il verde è addirittura capace di raccontare fiabe, basta saperlo ascoltare. E’ ciò che fa la protagonista del libro, una bambina a cui piaceva molto perdersi, perché poi era bravissima a ritrovarsi. Quando decideva di perdersi andava nel grande prato dietro casa e non aveva paura perché sapeva benissimo dove stava andando: a trovare l’uomo verde, che stava lì da sempre a custodire la foresta. A lui piaceva la solitudine, lo rassicurava dandogli la sensazione che nessuno sapesse della sua esistenza. Alla bambina piacevano le sue storie “verdi e marroni, con qualche tocco di colore delicato come una pennellata d’acquarello”, a casa non aveva nessuno che gliele raccontasse. “Era bello, essere da soli insieme”.

Reputo questo libro molto fresco perché insegna a rispettare la natura in modo non convenzionale e inoltre fornisce un’immagine decisamente forte e positiva delle “femminucce”, da secoli più o meno amabilmente bistrattate nelle fiabe. E’ anche utile a ribadire un concetto che troppo spesso noi genitori tendiamo a smemorizzare: ritagliare maggiori spazi da trascorrere all’aria aperta o a leggere delle fiabe ai nostri figli. Operazioni scontate che facciamo un po’ tutti? Non direi.

L’unico neo del testo, augurandomi che l’autrice non me ne voglia, è una fiaba che si chiama “Foglia di Quercia”. Mi ha incollato addosso tanta tristezza, invece mio figlio ha detto che era ricchissima di fantasia e l’ha apprezzata molto. E’ proprio questo il bello della doppia recensione: dalle nostre letture non scaturisce alcuna verità assoluta, ma semplicemente un giudizio personale e proprio per questo opinabile; sta a voi stabilire chi dei due abbia fornito quello più calzante.

Scommetto dieci a uno che vincerà come al solito Superboy, magari non stavolta perché la sua non è una vera e propria recensione, ma un ringraziamento rivolto ai “suoi lettori”. Come mai? Ha appena terminato il suo duro lavoro di studente, bisogna capirlo, anche se a dirla tutta deve ancora iniziare il diario delle vacanze. Il libro degli esercizi però l’ha terminato, è già un enorme sollievo.

Consiglio Storie dell’uomo in verde a partire dai 6/7 anni in su e mi congedo anch’io dai lettori (di Superboy, ovvio!) augurando loro un’estate strepitosa. Ci rivediamo a Settembre perché a giorni raggiungeremo il paesello natio spruzzato in ogni dove di verde, proprio come il libro che abbiamo appena recensito.

Torneremo a fine mese, con la speranza di riuscire a rilassarci un po’. Fra parentesi, Superboy non è l’unico a essere un po’ stanco; a Luglio e tutta la prima settimana di Agosto ho fatto anch’io i compiti per le vacanze. I miei, lo specifico, non quelli di mio figlio.

Superboy:

Questo libro se insegnava qualcosa proprio non l’ho capito ( e sì, è davvero stanchino il nostro Sommo Recensore Nano – ndr ) ma leggendolo mi è piaciuto, come tutti i libri. Qualsiasi libro mi piace, dalle enciclopedie ai libri di fantascienza, ai libri che durano pochissimo dalla A alla Z. Non so dire perché mi piace leggere, non c’è un motivo. Forse sono nato così e basta.

La storia che mi è piaciuta di più è stata “Il bambino che sentiva crescere l’erba” perché era speciale e molto attento a quello che gli accadeva attorno. Ascoltare l’erba che cresce non è normale, anzi: che io sappia non si può. Però nelle fiabe sì.
I prati parlavano a questo bambino, gli spiegavano che erano stanchi di vedere tutte le cartacce in giro e i bambini che stavano a casa a guardare la TV e a giocare con la Playstation e per questo si rifiutavano di crescere.

Un adulto non può ascoltare l’erba che cresce, neanche nelle fiabe, perché lavora e non ha fantasia (vabbe’, la mia mamma no, lei ce l’ha) e di solito va sempre di fretta. Un grande che legge questa storia in particolare ci pensa un pochino a cambiare, poco poco (credo) però penso che possa essere utile.

A pensarci bene qualcosa il libro me l’ha insegnato (anche se a me i libri piacciono tutti, questo l’ho già detto), ma adesso non mi viene in mente. Oggi ho finito tutti i compiti per le vacanze e sono un po’ stanco. Scrivere recensioni stanca, però sono felice di farlo. Magari a Settembre farò la prossima perché dobbiamo partire in vacanza, quindi sono in ferie. Vorrei salutare tutti i miei lettori e ringraziarli per i commenti carini che mi lasciano. Grazie e a presto!

La Staccata

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