Stelle, galassie e misteri cosmici

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Ecco un libro per parlare ai bambini dello spazio, delle galassie e dei misteri cosmici che affascinano grandi e piccoli. Un libro divertente e informativo, con una grafica accattivante.

Mi ritrovo circondata da cinquenni, seduta accovacciata su una seggiolina a 30 centimetri da terra a parlare dei pianeti del sistema solare, e naturalmente degli anelli di Saturno: “e quindi se sono fatti di neve e sassi ci si può pattinare sopra!” esclama il Vikingo entusiasta. “Figo!” risponde l’AmichettoSuo. In effetti non posso negare che sarebbe figo poter pattinare sugli anelli di Saturno anche per me, che sui pattini sono una schiappa. Decido di sorvolare sulla poca scientificità dell’osservazione, dal fatto che non si potrebbe respirare, al fatto che nessun uomo sia mai andato così lontano nello spazio, e mi concentro su questa immagine fantastica.

E’ già un po’ di tempo che il Vikingo ci assilla con domande su stelle, galassie, e lo spazio. Sarà l’influenza della saga di Star Wars o l’avere due genitori cosmologi, ma la sua curiosità in materia non trova pace. E allora ho trovato un libro veramente molto bello che però ammetto essere destinato a bambini più grandi, quindi mi tocca fare un bel lavoro per tagliare alcuni discorsi troppo difficili. Il libro è scritto da uno scrittore svedese Jonathan Linström e si intitola Stelle, galassie e misteri cosmici E’ differente da qualsiasi libro di scienza per bambini che ho visto finora, perché è illustrato e parla un linguaggio semplice e diretto. Per esempio per parlare dell’enorme pressione dentro una stella, fa il paragone con il trovarsi sotto un mucchio di ippopotami, le galassie le descrivere come delle pizze cosmiche, e così via. E’ per questo che ho portato il libro con me all’asilo del Vikingo quando mi sono offerta di parlare con loro dell’argomento.

Dai pianeti e il sistema solare, passo a parlare del Big Bang, il grande botto con cui ha avuto inizio l’universo. Ohhh! esclama qualcuno chiaramente impressionato all’idea di un’esplosione, “e quindi noi siamo nati da un botto?” chiede MissIncredula con le sue treccine impertinenti. “Più o meno” rispondo io. Prima si sono formati gli atomi, semplificando un po’ il discorso, che sono le cose più piccole esistenti al mondo. Allora prendo un foglio di carta e inizio a dividerlo in due. Sento 14 occhi puntati fissi su di me. Lo piego di nuovo e lo taglio a metà, e continuo a piegare e tagliare a metà. “Quante volte pensate che riuscirò a dividerlo?” chiedo alla classe. “Mille volte!” dice uno con un certo ottimismo. Ma si rendono subito conto tutti quanti che non posso dividerlo più di una decina di volte. Gli spiego che se potessimo continuare a dividere quel pezzo di carta in due almeno sessanta volte, allora avremmo un atomo. Gli mostro il disegno sul libro, e tutti si impegnano immediatamente a dividere il proprio foglio di carta. “gli atomi sono come dei pezzi di lego che possono essere combinati a formare un po’ tutto, come te, per esempio. E una scarpa. O una stella. O un pipistrello.” leggo dal libro.

I lego sono una cosa che possono capire bene i cinquenni, e trovo che paragonare gli atomi ai mattoncini, non sarà originale, ma rende sicuramente bene l’idea. La parte però che ha attirato veramente la loro attenzione (più dei maschi che delle femmine a dire il vero) è quella che riguarda i fotoni, che sono i più veloci dell’universo, e riescono a fare più di 7 giri intorno alla Terra in un secondo!
A provare a saltare per vincere la forza di gravità invece si sono divertiti tutti, maschi e femmine, e anche ad immaginare un mondo privo di gravità. “Se non ci fosse la forza di gravità, e MissIncredula facesse un salto non tornerebbe più per terra, e volerebbe via per sempre nello spazio. E tra l’altro non ci sarebbe l’aria intorno alla Terra!” dico incerta dell’effetto di questa affermazione “Ma allora moriremmo tutti!” risponde as-a-matter-of-fact uno di loro. “Figo!” esclama l’AmichettoSuo.

Io mi sono divertita un mondo a fare questo incontro con loro, e questo libro è stata una gran fonte di ispirazione, nonostante i tagli effettuati, soprattutto sugli universi paralleli, il principio antropico e la vita di una stella, perché non volevo che tornassero a casa terrorizzati a dire ai genitori che la mamma del Vikingo ha detto che tra 5 milliardi di anni il Sole esploderà facendo scomparire la Terra 😉
Mi tengo da parte il libro e vedrò di riproporlo più in là, magari alle elementari, quando queste parti invece potranno essere le più gustose.
Intanto mi accontento di pattinare sugli anelli di Saturno insieme a mio figlio, che mi sembra già abbastanza figo!

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8 COMMENTI

  1. Ok, Silvia, te la sei voluta: sei ufficialmente interrogata sul principio antropico! Che poi ti va pure bene che è più filosofia che altro…
    Per noi è un pò presto, ma mi sa che mi conviene prenderlo e studiarmelo bene prima da sola…

  2. Sere’, vorresti dire che tu pensi che io non sappia quelle cose??? No, ecco, infatti non ne sapevo nulla prima di leggerlo col Piccolo Jedi. 🙂

  3. Serena, ma ti sei ricordata che questo libro lo hai prestato al Piccolo Jedi quando siamo venuti a Stoccolma due anni fa? Era ancora nuovo e lo conservavi per il Vikingo quando sarebbe stato alla sua portata e noi lo abbiamo preso in prestito per addormentarci la sera. Lo sfogliavamo con la massima cautela e ce lo siamo letto tutto in quattro sere.
    Indovina un po’ cosa si ricorda ancora oggi il Piccolo Jedi? I fotoni!!

    • @Silvia certo che me lo ricordo. Non ci posso credere che si ricordi ancora dei fotoni! Forse dovreste rileggere ora perché è sicuramente meglio a 7 anni e lo apprezzerebbe molto. sono certa che anche l’Ingegnere sarebbe felice e tu potresti imparare qualcosa di interessante 🙂
      @Francesca senza dubbio 🙂

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