Sport e crescita fisica: l’importanza dell’allenatore

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allenatore

Ci sono molti aspetti che riguardano la parte sportiva della vita dei nostri figli (e della nostra): l’educazione, la socialità, la gestione dello stress, la crescita fisica.

Ho chiesto a chi è più preparato ed esperto di me di aiutarci a sviluppare argomenti diversi in modo semplice e generale, le risposte che ho ricevuto sono entusiaste e molto illuminanti.

Oggi parliamo di attenzione al lato fisico della crescita sportiva con un amico che ha fatto di questo aspetto la sua professione. Alessandro Bracceschi è un amico dai comuni trascorsi di gioco pallavolistici, ora componente dello staff tecnico di alcune delle più blasonate squadre femminili; un curriculum molto ricco, iniziato con i corsi estivi per bambini, per poi passare a fare l’operatore di rieducazione motoria, fino alla scelta di diventare preparatore atletico di squadre professionali di pallavolo (nazionale bulgara femminile 5 stagioni, serie A italiana, serie A campionato turco, nazionale tedesca femminile ed altro). Non sto ad elencare i titoli vinti, ma vi assicuro che sono vari, numerosi e di altissimo livello.

Vi lascio leggere il suo intervento, in cui ritrovare le dritte per le scelte sportive dei nostri figli.

Salve a tutti sono Alessandro; tanto per avere un’idea di chi vi scrive, ho 33 anni sono fanese, laureato in Scienze Motorie e da 7 anni lavoro come preparatore per atleti, in particolar modo per squadre di pallavolo .

Mi è stato chiesto di provare a indirizzare qualche scelta per quel che concerne i nostri/vostri bimbi (ma non solo) in relazione a tutto ciò che è il mondo dello sport, allenamento e salute fisica.
L’argomento è sicuramente piuttosto ampio e delicato, per questo proverò con attenzione e sensibilità (per quanto mi è possibile), spesso portando riferimenti personali di vita vissuta. Non sono così vecchio ma proprio perchè  sono fresco di memoria del settore, magari un aiuto a chiarirvi qualche idea posso darvelo.

In realtà, come detto, il mio quotidiano è con atleti professionisti ormai maturi sia sportivamente che fisicamente-umanamente (almeno in teoria), ma nello stesso club nel quale lavoro da 6 anni, collaboro anche con il settore giovanile e in precedenza qualche corso estivo mi è toccato farlo (la gavetta!). Dunque, dicevamo, a Istanbul il mio impegno principale è la squadra senior più la gestione dell’aspetto fisico di tutti gli altri gruppi dai 13-14 anni in sù.

Per i gruppi dei più piccoli il mio intervento è più che altro di supervisione; cioè mi occupo di controllare il corretto sviluppo fisico delle ragazze, monitorare situazioni fisiche importanti (rapporti antropometrici squilibrati, scoliosi, valgismi o varismi di ginocchia o piedi) che necessitano di un indirizzo dal punto di vista medico.
In tutti gli altri casi ordinari la richiesta che faccio agli allenatori è lasciarle divertire, giocare, muoversi il più possibile.

E qui arriviamo ad un altro punto importante: fino a 11-12 anni per le ragazze e 12-13 per i ragazzi, il principale responsabile di quasi tutti gli aspetti dello sport all’interno del gruppo sportivo è l’ALLENATORE, al quale ci rivolgiamo, ovviamente su supervisione del vostro medico di famiglia, e che deve essere parte anche delle scelte sportive.

L’allenatore deve essere competente sia riguardo le tappe dello sviluppo fisico, sia a livello psicologico, deve cioè permettere ai bimbi di divertirsi, ampliare il più possibile la loro gamma e qualità di movimenti utilizzando il gioco in simbiosi con certe regole dalle quali non si può prescindere all’interno di un gruppo.
L’allenatore non deve avere mania di grandezza e non deve intervenire sulla crescita fisica del bambino, perché di potenza fino alle età sopra specificate, non c’è granché.

Continueremo da qui la prossima volta, fatemi pure qualche domanda se pensate possa esservi utile, sarò molto lieto di rispondervi.
Se voi genitori siete interessati a un programmino per allenarvi a casa… perché no!? Potrei indicarvi in ogni articolo un “killing home training”.
Scherzo? Forse. Forse no.

A presto

Alessandro Bracceschi, preparatore atletico

– di Lucia Busca

(foto credits: Ho John Lee su FlickrCC)

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2 COMMENTI

  1. Ciao Vans come dicevo nell’articolo, secondo me 11-12 per le femminucce e 12-13 per i maschietti sono le età giuste per iniziare a fare uno o anche più sport (se possibile) con una certa serietà. Prima, dai 7-8 anni, anche, e ben venga, ma senza pressione sul bambino di tipo soprattutto fisico. Giocare giocare e imparare regole del gioco e di convivenza con un gruppo di pari età e allenatori, rispettando orari e norme generali. Soprattutto al mondo tencologico di oggi muoversi e giocare con il corpo diventa ancora più importante.
    In bocca al lupo per la tua gravidanza e fammi sapere quando sei pronta per il KHT!!

  2. Adesso no che sono incinta, ma tra un po’ di mesi, si, voglio il killing home training!

    Domanda: ma da che età è consigliabile far fare sport ai bambini?

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