Sovvenzioni per l’acquisto di latte artificiale

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Forse in pochi sono a conoscenza del fatto che il cosidetto decreto anticrisi, approvato alla Camera, prevede tra le azioni a sostegno delle famiglie a basso reddito il rimborso per l’acquisto di latte artificiale e pannolini per i primi 3 mesi di vita del bambino. Appena ho letto questa notizia mi sono posta una domanda: e i restanti mesi di allattamento chi li paga? Non sarebbe meglio utilizzare i soldi per agevolare l’allattamento al seno, che è gratuito per tutta la durata, sano, protegge il neonato da malattie evitando al genitore di perdere giornate di lavoro e quindi soldi. Insomma, un provvedimento che per essere gentile definirei per lo meno “poco lungimirante”.

Il gruppo dell’IBFAN, International Baby Food Action Network (Rete Internazionale per l’Alimentazione Infantile), sta raccogliendo firme per una petizione per modificare l’articolo del decreto. Riporto qui parte della lettera che il gruppo IBFAN sta facendo circolare:

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Riteniamo che la proposta attuale, anziché aiutare le famiglie disagiate le metta in maggiori difficoltà, e ne esponiamo le ragioni qui di seguito.

Sappiamo oramai, da anni di studi e ricerche, che i bambini alimentati con latte artificiale si ammalano più spesso e in maniera più grave rispetto a quelli allattati al seno. Questo si traduce in un aumento della spesa pubblica: aumento di visite pediatriche, di ricoveri in ospedale, di acquisto di medicinali. Significa anche maggiori spese per le famiglie: anche se l’assistenza sanitaria è gratuita, la maggior parte dei contratti lavorativi non prevede congedi pagati per i genitori che si assentano per la malattia dei figli.

Un figlio ammalato significa quindi uno stipendio più basso a fine mese.

Inoltre temiamo che, fornendo latte artificiale gratuitamente per i primi tre mesi, molte famiglie inizino ad utilizzarlo proprio per la sua gratuità, senza considerare che dal quarto mese in poi questo gravoso onere sarà interamente a carico della famiglia. A fronte di un risparmio di circa 250,00 euro nei primi tre mesi, grazie al decreto anticrisi, le famiglie dovranno infatti prevedere una spesa di altri 650,00 euro fino al compimento dei 12 mesi (1); questa spesa sarebbe evitata se il bambino fosse allattato al seno.

In una famiglia a basso reddito si corre il rischio concreto che, non riuscendo a far fronte alla spesa, si ricorra ad alimentare inadeguatamente il bambino, ad esempio aumentando la diluizione del latte artificiale o ricorrendo prematuramente al latte vaccino. Queste pratiche sono estremamente dannose per la salute.

Sappiamo anche che più del 95% delle donne può allattare, a patto che ci sia un adeguato sostegno da parte degli operatori sanitari, della famiglia, della società.
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Potete prendere visione del resto della lettera, ed eventualmente firmarla, al sito http://nolattegratis.altervista.org/

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11 COMMENTI

  1. Purtroppo ci sono mamme che non creano proprio latte tipo me, io non lavoro e mio marito porta a casa solo i soldi per pagare il prestito. Come faccio a comprare il latte a mia figlia? qualche aiuto?

  2. e per chi ne ha veramente bisogno non ci pensate mai?,ho conosciuto una neo mamma che non aveva latte al seno e doveva comperare quello in polvere.oppure ci sono casi in cui il latte materno non da sostentamento, cosa fare?

  3. Beh, in effetti… E poi i limiti di reddito a cui sarebbe applicabile sono piuttosto bassi.
    Qui è lo stesso problema dell’ammissione al gratuito patrocinio per il pagamento dell’avvocato nei giudizi civili e penali: c’è un limite di reddito, molto basso, al di sopra del quale non si è ammessi, ma in realtà ci sono persone con redditi di poco superiori al minimo che hanno il doppio svantaggio di avere un reddito basso e di non poter accedere al beneficio.
    Nel caso della sovvenzione per il latte, dato che il provvedimento più eclatante del decreto era la social card, che ha provocato non poche polemiche, tutti gli altri provvedimenti “minori” restano lettera morta…
    Cercherò di seguire la vicenda, se mai ci fossero novità

  4. “Alla fine di maggio 2009 non risultava ancora emanata alcuna norma di attuazione, quindi la disposizione è sostanzialmente inattuata”

    come non detto allora l’articolo 81, comma 29 del decreto-legge 25 giugno 2008, n. 112, convertito con modificazioni, dalla legge 6 agosto 2008, n. 133

    sostanzialmente dice che siamo soli.

    Silvia ti ringrazio per la tempestiva risposta

  5. Eccomi, non mi ero accorta che qui c’era bisogno della consulenza professionale. Allora, la sovvenzione è prevista dall’art. 19 comma 18 del così detto Decreto anticrisi (decreto legge 29.11.2008 n.185, convertito in legge 28.01.2009 n.2), in base al quale sono stanziati 2 milioni di euro per l’anno 2009 per il rimborso delle spese per l’acquisto di latte artificiale e pannolini per i neonati fino a 3 mesi di età. Destinatari dei rimborsi, però, sono esclusivamente i beneficiari delle provvidenze del Fondo di solidarietà per i cittadini meno abbienti (articolo 81, comma 29, del Dl 112/2008).

    Riporto il testo integrale del comma:
    18. Nel limite di spesa di 2 milioni di euro per l’anno 2009, ai soggetti beneficiari delle provvidenze del Fondo di cui all’articolo 81, comma 29, del decreto-legge 25 giugno 2008, n. 112, convertito, con modificazioni, dalla legge 6 agosto 2008, n. 133, e’ altresi’ riconosciuto il rimborso delle spese occorrenti per l’acquisto di latte artificiale e pannolini per i neonati di eta’ fino a tre mesi. Con decreto del Ministro del lavoro, della salute e delle politiche sociali, di concerto con il Ministro
    dell’economia e delle finanze, da adottare entro trenta giorni dalla data di entrata in vigore della legge di conversione del presente decreto, sono stabilite le modalita’ di attuazione del presente comma.

    Alla fine di maggio 2009 non risultava ancora emanata alcuna norma di attuazione, quindi la disposizione è sostanzialmente inattuata

  6. Caro Fabio, purtroppo non so aiutarti. Credo ci sia, ma non sono al corrente delle eventuali modalità. Spero qualcuno dei nostri lettori saprà darti qualche informazione utile. Ne approfitto per darti il benvenuto sul nostro blog.
    In bocca al lupo.

  7. c’è un decreto anticrisi che “prevede tra le azioni a sostegno delle famiglie a basso reddito il rimborso per l’acquisto di latte artificiale e pannolini per i primi 3 mesi di vita del bambino?”
    su internet non ne ho trovato traccia a noi farebbe comodo una mano siamo genitori da due mesi e da come sta andando il lavoro anche se e’ poco ci farebbe comodo dato che noi non godiamo di nessun aiuto statale o altro per il primo figlio e vi assicuro che ci sentiamo soli da quel lato anche perchè non si fa altro che dire che l’Italia sta diventando un paese di vecchi e che le nuove generazioni saranno sempre più popolate di stranieri ma non voglio fare nessun tipo di discorso di qualsiasi tipo raziale ma vedere solo la realta’ che vivo e che vedo a partire da alcuni miei colleghi che loro hanno preso incentivi da una parte o dall’ altra li hanno presi perche’sono stranieri…ma benvenga tutto ciò
    in poche parole chiedo di saper di più su questo decreto in modo da innoltrare una richiesta
    grazie in anticipo e buona giornata a tutti

  8. Sono daccordissimo sull’utilità di avere una pluralità di opinioni. In questo caso però siamo daccordo. E anche i promotori dell’iniziativa lo sono. Purtroppo ho tagliato la lettera per amor di brevità (mea culpa), ma l’idea è proprio quella di mantenere la sovvenzione per la percentuale di persone per le quali è impossibile allattare al seno, ma questa percentuale scenderebbe notevolmente se si investisse in strutture che operano per incoraggiare l’allattamento al seno, come è già avvenuto per iniziativa di alcune regioni più lungimiranti. Per le famiglie che riescono a far funzionare l’allattamento invece, il vantaggio economico sarebbe più a lungo termine, in quanto non si troverebbero a dover comprare latte artificiale dopo i primi tre mesi, oltre ai vantaggi economici per il fatto che il loro bambino non si ammalerebbe altrettanto frequentemente. Nella lettera integrale ci sono tutti i conti fatti sull’effettivo risparmio a lungo termine. Invito tutti a prenderne visione al sito che ho indicato nel mio post.

  9. Approfitto per una breve notazione a beneficio dei nostri lettori:
    il mio commento precedente è la chiara ed evidente prova che Serena ed io non siamo sempre d’accordo su ogni argomento. Questo non ci impedisce di scrivere questo blog insieme, di stimarci e di apprezzare comunque l’opinione dell’altra. Speriamo che questo sia per voi un vantaggio: vi offriamo due punti di vista diversi, due esperienze diverse e perciò, spero, una varietà di argomenti e di opinioni.
    Anche i vostri “non sono d’accordo” saranno per noi sempre preziosi.

  10. Mi trovi perfettamente d’accordo sul fatto che andrebbero impiegate delle risorse per favorire e promuovere l’allattamento al seno. Finora la promozione e l’informazione e, ancor più utile, l’assistenza concreta alle neomamme, in Italia è demandata, come molte ltre cose, esclusivamente alle associazioni di volontariato, prima fra tutte la Lega del Latte, che fa un lavoro encomibile e diffonde materiale eccellente. Direi che presto su questo blog dovremmo affrontare l’argomento dell’allattamento al seno e diffondere i link più utili.
    Ciò posto: perchè criticare un provvedimento che può sollevare una famiglia indigente che può avere reale necessità di latte artificiale? Io ho conosciuto persone fortemente convinte dei vantaggi dell’allattamento al seno, molto informate e che hanno tentato di praticarlo, ma per i motivi più vari non hanno potuto allattare. Spesso si è trattato di concreti motivi di salute della mamma o del bambino. In quel caso, se sei costretta a non allattare tuo figlio, hai un problema di slute e, per i più, hai anche problemi economici, non credo che guarderai al provvedimento con tanto scetticismo. Conosco una ragazza che ha dovuto partorire prima del tempo per operarsi di un tumore d’urgenza e poi fare la chemio… e certamente non potrà allattare la sua bambina. Non credo ch sarà tanto critica se per 3 mesi potrà ottenere un sussidio per il latte

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