Settimana mondiale dell’allattamento materno

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Dal 1 al 7 ottobre è la settimana mondiale dell’allattamento al seno. E’ passato un po’ di tempo da quando Pollicino ha smesso di volere il mio latte, e a pensarci un po’ di dispiacere per questo distacco lo provo ancora. L’allattamento materno è un qualcosa di speciale perché si tratta del rapporto tra due persone, e come tale è assolutamente unico. Non ci sono due allattamenti uguali tra loro. Fratelli e sorelle si attaccano in modo diverso, ciucciano per tempi diversi. Alcuni preferiscono la calma della casa, altri si si sfamano anche nel caos di un centro commerciale. Ci sono i piccoli sempre affamati e quelli che si sfamano in 5 minuti.

Ho ancora chiarissima la sensazione che ho provato quando Pollicino si è attaccato al mio seno dopo pochi minuti dal parto. Io non avevo ancora espulso la placenta, e lui era già li sul mio petto a ciucciare il mio colostro. Non potevo distogliere lo sguardo dal suo, mentre la sua manina stringeva il mio indice, mentre non ricordo nessuno dei volti dei medici e ostetriche intente a lavorare nelle mie parti basse.

L’allattamento al seno è la cosa più naturale del mondo. Si tratta di due individui che devono trovare il loro ritmo insieme in una danza senza tempo. Un rapporto di odori che si mescolano e inebriano.

L’allattamento al seno quando non funziona può essere un’esperienza devastante. La madre si sente sbagliata, sola e inutile. Sembra che al mondo ci sia solo lei a non riuscirci.

A volte l’allattamento al seno non funziona solo perché non si hanno i mezzi per farlo funzionare.
Perché ti portano via tuo figlio alla nascita invece di lasciarvi a trovare l’un l’altra. Perché alle prime ragadi non c’è nessuno a spiegarti come attaccarlo, e cosa fare. Perché il tiralatte invece di stimolare la produzione ti fa solo piangere.

A volte l’allattamento non funziona perché la madre ha paura, e non vuole provarci, e non trova nessuno al suo fianco a sorriderle e dirle: “va tutto bene!”
A volte l’allattamento al seno non funziona perché il seno fa male, e il capezzolo fa male, e nessuno ti aveva preparato a questo.
A volte l’allattamento al seno non funziona perché non si trovano le persone giuste al posto giusto, e sono tutti pronti a darti consigli sbagliati. Perché l’allattamento al seno è la cosa più naturale del mondo, ma non per questo è facile.

Io sono convinta che che una assistenza adeguata possa essere efficace a superare molti di questi problemi.
Le mamma che vogliono allattare e non ci riescono hanno bisogno di aiuto, e devono poterlo ricevere.
In Italia c’è molta strada da fare. Rimbocchiamoci le maniche.

Settimana mondiale dell’allattamento materno

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8 COMMENTI

  1. Io sono stata fortunata perche’ mi sono sentita seguita al nido in ospedale, e malgrado il cesareo ho avuto la montata lattea al 5° giorno dopo l’operazione, mia figlia è cresciuta subito moltissimo e malgrado una mastite e qualche colichetta, posso dire che è stata ed è tuttora un’esperienza veramente appagante, a cui per il momento non voglio rinunciare (mia figlia ha 10 mesi). Penso anche io che soprattutto all’inizio bisogna tapparsi le orecchie rispetto ai consigli dei nonni e dei parenti e seguire quello che dicono nei consultori, che se sono attivi, sono i migliori alleati delle neomamme !
    Invece Michela, se posso provare a risponderti, credo che il non avere abbastanza latte possa essere effettivamente molto spossante e stressante, se impone per esempio la doppia pesata e il calcolo della giunta. Specialmente in questo momento storico in cui si dà per scontato che la neomamma abbia sempre accanto i nonni, quando di fatto non è più così. Analoga difficoltà è creata dalla “invisibilità” dell’allattamento al seno, cioè si chiede alle donne di allattare, però devono NASCONDERSI perché la vista di una donna che allatta oggi crea molto imbarazzo se è fuori delle mura domestiche. Si dà evidentemente per scontato che nei primi mesi una STA A CASA perché assistita dalla famiglia che fa tutto per lei, la spesa ecc. E’ vero che sta a casa, ma perché è esclusa dalla vita sociale. Ma sarebbe un altro discorso.

  2. Io da una parte sono stata fortunata: TopaGigia non mi ha mai morso, non ho avuto ragadi ne’ altre cose dolorose che possono capitare, ma l’inizio e’ stato davvero difficile e frustrante (il latte mi e’ arrivato intorno al 15mo giorno e TopaGigia era denutrita…).
    Come mi disse Serena, quasi tutte abbiamo il latte, bisogna solo farlo venire. Magari si riesce ad allattare poco, o bisogna dare delle aggiunte (io l’ho dovuto fare), ma sono d’accordo con Michela, la mancanza di latte non e’ quasi mai un buon motivo per lasciar stare del tutto.
    Altre ragioni si, non ti va, non te la senti, pensi sia una cosa che non fa per te. Ma chi vuole ci riesce sempre, almeno per un po’ e almeno per qualche poppata. Ripeto, se siete in difficolta’ chiedete aiuto, ci sono milioni di persone pronte ad aiutarvi, e se posso permettermi non chiedete ai parenti e agli amici troppo stretti, spesso le persone che ci sono intorno si fanno di noi un’idea sbagliata e sono piu’ preoccupate dal rassicurarci che i bambini crescono bene anche col latte artificiale di quanto non siano interessate ad aiutarci a fare cio’ che vogliamo.
    L’unico consiglio che do’ a tutte le donne incinte che conosco e’: non importa quello che vi dicono ai corsi e che leggete sui libri, attaccate i vostri figli al seno in continuazione finche’ non vi arriva la montata, poi date il ritmo che ritenete piu’ giusto.

  3. E’ assolutamente vero,l’allattamento al seno è la cosa più naturale del mondo, ma non per questo semplice. Dalla mia esperienza personale pero’ ho visto anche molte amiche che alle prime difficolta’ hanno lasciato perdere perché era troppo sbattimento e troppa fatica. Non ho niente contro chi decide consapevolmente per mille ragioni di passare al latte artificiale, ma mi da un pò fastidio vedere come la scusa del “non ho abbastanza latte” venga usata tranquillamente per giustificare una scelta della quale non ci si vuole prendere la responsabilita’. Mi è piaciuta molto una ragazza al mare che mi disse di aver scelto da subito l’allattamento artificiale perché così si sentiva più libera e poteva tornare al lavoro quanto prima. Ecco questa è una persona consapevole che si prende le responsabilita’ delle proprie scelte. Mi danno un pò fastidio alcune amiche che continuano a dirmi che sono stata fortunata perché avevo il latte, quando invece mi sono impegnata, ho seguito alla lettera i consigli che ci erano stati dati al corso e mi sono documentata il più possibile. Certo ho faticato, ho perso notti di sonno,ho avuto le ragadi e ho rinunciato a molti dei mie spazi, ma penso ne sia valsa la pena. Mi sembra che questo mollare la presa perché l’allattamento al seno è faticoso faccia un pò il paio con questo nostro momento storico dove tutto deve essere facile e deve essere ottenuto subito, dove la parola sacrificio è sinonimo di sfiga. Molte di queste mie amiche quando hanno capito che cosa significava allattare, che non era solo tutto coccole e foto di bimbi con i pugnetti chiusi sul seno materno, hanno cambiato rotta convincendosi che le altre sono più fortunate e che tanto con il latte in polvere i bimbi crescono lo stesso. Certo poi ci sono le persone che davvero hanno fatto il possibile e poi giustamente alla fine hanno scelto di passare al latte artificiale ma questo è un altro discorso.
    Scusate lo sfogo, ma ‘sta storia del poco latte mi è sempre rimasta sullo stomaco.

  4. Io sto allattando esclusivamente al seno e mi rendo conto della fortuna che ho nel non avere avuto problemi ed essere una buona produttrice di latte 😉
    Anche se con le persone che conosco faccio la dura e non lo direi nemmeno sotto tortura, devo ammettere che un’esperienza meravigliosa!

  5. Quanto e’ vero Serena!!
    A quasi un anno e mezzo di distanza ti ringrazio ancora per l’aiuto e l’appoggio che mi hai dato in quei primi giorni disastrosi dei miei tentativi. Alle mamme che sono in difficolta’ posso solo dire NON ABBATTETEVI!! Se volete allattare e qualcosa non va, rivolgetevi alla lega del latte o a qualche altra mamma che ha avuto problemi simili (sicuramente qui fra noi ce ne sono a iosa). Io mi sono incaponita e ce l’ho fatta, allattare TopaGigia e’ stato stupendo. Ancora ieri ne parlavo con un’amica che non ci ha neanche voluto provare (e’ vero che ha due gemelle e sarebbe stato un lavoro a tempo pieno…), e mi venivano i lacrimoni e la pelle d’oca…

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