Il Servizio Nazionale di Cittadinanza: un programma per adolescenti in UK

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Il Servizio Nazionale di Cittadinanza è un programma governativo britannico rivolto agli adolescenti (dai 15 ai 19 anni) che consiste in un percorso formativo inteso a sviluppare le caratteristiche di una buona cittadinanza e facilitare il passaggio all’età adulta con l’acquisizione di competenze che valgono per la vita: lavoro di squadra, comunicazione, leadership, ma anche consapevolezza delle differenze sociali e coinvolgimento nella comunità.

Foto di Jean-Pierre Aribau utilizzata in licenza Creative Common su Flickr
Foto di Jean-Pierre Aribau utilizzata in licenza Creative Common su Flickr
Il programma si svolge in cinque fasi, alcune residenziali, altre da svolgere nella comunità in cui si vive, è volontario, e lo si può intraprendere nell’anno che si preferisce. Si svolge in due scaglioni, uno che comincia in autunno e uno che comincia in estate, e coincide, per le fasi residenziali, con i periodi di vacanza da scuola.

Nella prima fase introduttiva, i ragazzi e le ragazze cominciano a conoscersi durante eventi per spiegare il programma e gli scopi.

Nella seconda fase, comincia l’avventura, in senso letterale. In una residenza di outdoor appositamente attrezzata, i ragazzi e le ragazze trascorrono cinque giorni (quattro pernottamenti) a provare attività come arrampicata su roccia, canoa, abseiling, orientamento nella foresta, e varie attività all’aria aperta, che rafforzano il lavoro di squadra. Ci sono vari centri che accolgono questi gruppi, nei parchi nazionali o nelle zone protette, fra cui scegliere, con l’unico vincolo che il centro debba essere ad almeno un’ora di viaggio dalla propria abitazione.

Nella terza fase, di nuovo residenziale, si comincia a capire un po’ di più sulla propria comunità, sulle problematiche, sulle caratteristiche: altri cinque giorni vengono passati tipicamente ospiti di una università o college, svolgendo attività di pianificazione, e quindi sviluppando leadership, autostima, comunicazione. Vengono identificati dei progetti che i ragazzi possono perseguire in gruppi, nelle fasi successive.

La quarta e la quinta fase vedono la realizzazione di un Progetto di Azione Sociale, pianificato dai ragazzi, nelle proprie comunità: l’idea è che siano progetti che si possano portare avanti in due blocchi di 30 ore ciascuno, il primo blocco in full time, cinque giorni da sei ore ciascuno, e il secondo blocco come part time. I progetti possono essere dei più diversi, ci sono stati negli anni passati ad esempio gruppi che hanno realizzato cose tipo un giardino sensoriale (piantato da zero in una zona in disuso), o una campagna per sensibilizzare su problematiche LGBT+, o per raccogliere fondi per un pronto soccorso in un villaggio remoto, eccetera.

E, cosa importante, il tutto è progettato dai ragazzi, sotto una guida pastorale degli educatori del programma: il filo conduttore di tutti questi progetti sono momenti di auto-riflessione supportati, in cui i  ragazzi vengono incoraggiati a riflettere sulle proprie decisioni e sul modo in cui interagiscono con gli altri, allo scopo di sviluppare i loro talenti ma anche la loro autostima.

Il programma è massicciamente sovvenzionato da fondi governativi, con un contributo da parte delle famiglie di soltanto 50 sterline, per tutto, incluso le settimane residenziali, e in alcune regioni anche questo piccolo contributo viene assorbito dai fondi locali.

Come spesso accade, anche questo programma viene periodicamente valutato da organismi indipendenti per capire se davvero sta muovendosi nella direzione desiderata. I dati sembrano dimostrare che in effetti il programma ha un buon impatto sulla comunicazione, lavoro di squadra e leadership, così come nel coinvolgimento nella comunità, e per traslazione anche nel passaggio all’età adulta. I ragazzi intervistati alla fine di un programma si sentivano molto più positivi nell’affrontare il futuro, e contenti di aver potuto conoscere e lavorare con persone con cui normalmente non avrebbero avuto modo di fare amicizia.

E soprattutto, la schiacciante maggioranza, quasi il 97%, dei partecipanti si è dichiarato orgoglioso di aver potuto realizzare in autonomia qualcosa di importante. E questo mi pare uno dei regali più belli che possiamo auspicare per un adolescente.

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