Senza auto, si può?

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Qualche giorno fa parlavo con un caro amico di mobilità sostenibile e ne sono uscite delle belle riflessioni oltre a un desiderio sempre più forte di smettere. Smettere con tutte ste auto, ovviamente :).
Noi, in famiglia, nonostante la sensibilità per l’ambiente e il piacere di fare movimento fisico non siamo certo un esempio. Si ok, cerchiamo di muoverci in bici o a piedi, di usare il carrellino porta bimbi quando possibile, mio marito ha inziato a fare in treno parte dei 200 km quotidiani, ma comunque abbiamo 3 mezzi e 2 patenti. La mia auto, la sua, e il camper scassone.
La nostra zona è mal servita dai mezzi pubblici, specie per girare la città, ma credo che sia soprattutto una questione di cultura e di abitudine quella di non porsi il problema e di muoversi in auto anche per tratti brevi.
Stiamo ragionando sull’eliminazione di un’auto che significherebbe risparmiare almeno 4 mila euro all’anno, tenendo conto di costi fissi e variabili, incluso l’ammortamento del mezzo.
Ma significa anche cercare un’alternativa vera, fare un percorso, stare in pista, con uno stile ben preciso e ragionato.
Quello che voglio dire è che a spingerci verso questa idea non è tanto il risparmio economico (che pure non guasta) ma il desiderio di muoversi in una direzione chiara, almeno finchè possiamo farlo, perchè siamo in salute e le nostre gambe sembrano funzionare, le bimbe non sono più piccolissime e ormai possono pedalare anche loro, perchè una scelta di sobrietà è sempre positiva e sensata, e perchè l’aria che respiriamo è pessima e accanto a casa vogliono costruire l’ennesimo parcheggio. Magari se inziamo noi qualcuno ci seguirà. O magari siamo solo dei poveri illusi.
La cosa che però in assoluto ci piacerebbe di più e su cui stiamo cercando idee e soluzioni concrete, anche con alcuni amici, è quella della condivisione dei mezzi.
Mi spiego: proprio quel caro amico con cui parlavo mi raccontava che accanto a casa sua ci sono 2 pensionati, marito e moglie, entrambi con un’auto di proprietà e senza impegni fissi di lavoro: le loro auto sono quasi sempre ferme in garage. Meno male, ma che spreco! Anche nel mio palazzo ci sono di media 2 mezzi a famiglia, nonostante i vicini lavorino quasi tutti in zona (io lavoro a casa, quindi sono la meno giustificata!) e solo uno dei componenti della famiglia stia fuori tutto il giorno o quasi.
La sensazione che mi coglie sempre più spesso è proprio quella per cui viviamo in modo sostanzialmente assurdo. Cioè le auto costano una follia, respiriamo aria inquinata, andiamo in palestra (io no eh… tanto per chiarire ;)) o facciamo uno sport qualsiasi e poi prendiamo l’auto per andare a fare stupidissime commissioni o per non arrivare sudati al lavoro o per risparmiare tempo. La maggior parte dei problemi di traffico e inquinamento si potrebbero risolvere solo così, potenziando la cosiddetta utenza debole, da sempre sentita come un problema e non come una soluzione da chi si occupa di studiare i piani del traffico e della mobilità, e iniziando a muoversi per davvero senza motore.
Un trucco c’è per risolvere le difficoltà maggiori: partire prima, usare bici pieghevoli da mettere in treno/autobus per chi viaggia coi mezzi e andare più piano (per sudare meno e non far scappare i colleghi).
L’altro barbatrucco è la condivisione, che fortunatamente ha un trend crescente ma funziona bene solo nelle grandi città. Nei piccoli centri è ancora l’iniziativa dei singoli ciò che può aiutare a scradicare questa insana mentalità per cui l’auto è la rappresentazione della famiglia e deve sempre essere a disposizione.
Io non ho mai provato il car sharing perchè da me non c’è, e nemmeno il bike sharing che la bici ce l’ho sempre a disposizione, ma sappiate che si possono condividere viaggi lunghi e brevi e ci sono anche gli autostop regolamentati. Magari in un prossimo post possiamo recensire qualche servizio dei numerosi a disposizione proprio grazie alla rete.

Voi cosa ne pensate? Sto impazzendo? Avete mai usato mezzi in condivisione con persone che non siano i vostri genitori o fratelli o mogli o mariti?

Elisa di Mestieredimamma.it

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12 COMMENTI

  1. è grandiosa l’idea, mi piace.
    e lo vorrei fare, sopratutto perchè dove lavoro non c’è parcheggio,e la benzina è ormai proibitiva non se ne può più.

    Quindi accetto consigli su come fare a raggiungere il mio posto di lavoro.
    1- I mezzi pubblici sono pressoche inesesistenti (già ho sperimentato, uscire alle 19 dal lavoro e arrivare a casa alle 21, per soli 9 km di distanza :-(.
    2- la strada per arrivare al lav. è trafficatissima non ci sono ne marciapiedi ne piste ciclabili essendo l’unica strada che collega Ostia Lido a Fiumicino Aeroporto.

    a piedì? non credo
    in bici? magari
    cambiare città e lavoro? mi piacerebbe ma non è attualmente possibile.

    Fatemi sapere
    Ciao Monica

  2. Io non ho scelta. Lavoro fuori città in un posto non servito dai mezzi pubblici. Esiste una navetta aziendale i cui orari sono incompatibili con i miei, che porto il pupo al nido tardi al mattino e sono part-time, mentre la navetta copre gli orari standard di ingresso uscita aziendali e non ha fermate in punti raggiungibili a un orario raccordabile con quelli del nido.

  3. Io abito al Lido di Venezia e lavoro a Venezia. La mia auto per la maggior parte del tempo sta ferma sotto casa, a meno che non sia troppo freddo per girare in bici o non mi muova con il ferry boat per andare in continente ;). Ve lo dico subito. Abitare al Lido di venezia vicino al centro storico è stata una scelta fortemente voluta. Un po’ per abitudine, un po’ per inclinazione, a me, solo l’idea di abitare in un posto intensamente trafficato, faceva venire l’ansia (e la nausea per gli odori dei gas) . Però, per chi vive qui, è facile usare la bici. Ci sono strade dove passa un auto ogni tanto, se si esclude la via principale. Basta andare a Mestre per capire quanto è difficile abbandonare l’auto a favore della bici o dei mezzi pubblici, che sono sempre stracarichi e puzzolenti, soprattutto nelle ore di punta. Sembra che alle volte convertirsi ad altri mezzi sia un sacrificio, quando invece può diventare un piacere..

  4. Credo che essere senza macchina sia un lusso che si possono permettere quelli che vivono in grandi città. Noi abbiamo vissuto per un anno a Londra ed eravamo senza auto. Siamo stati benissimo.
    Ho camminato tantissimo con il mio bimbo in passeggino, ho usato la bici, ho sfruttato i mezzi pubblici.
    C’è da dire però che avevo il supermercato sotto casa, la farmacia nella via di fronte e tutti i servizi di cui avevo bisogno a un massimo di 10 minuti a piedi da casa.
    Ora invece, nel mio paesotto di provincia, nel quale vivo in periferia, ho tutto lontano (supermercati, farmacie, ecc.).
    Inoltre lavoriamo entrambi lontani, in direzioni diverse, con orari completamente diversi (e i miei sono pure strani e variabili, quindi sarebbe impossibile anche condividere l’auto con qualcuno…)
    Insomma, tornare a vivere senza macchina…. magari!

  5. Io vivo a roma con compagno e 2 figli piccoli (4 e 1 anno), senza macchina. lavoriamo tutti e due a una discreta distanza da casa, i piccoli vanno in scuole comunali nel municipio di residenza, ma non vicine a casa. noi facciamo così: il papà accompagna la più grande a scuola con la bici e poi va a lavoro (6 km circa) io accompagno il piccolo e vado a lavoro con i mezzi. vado a prenderli tutti e due io, sempre con i mezzi pubblici. quando piove accompagno io bambini, la spesa la faccio vicino casa oppure online con consegna a domicilio, nel quartiere dove viviamo (Pigneto) ci spostiamo comodamente a piedi o in bici, e ci muoviamo in città senza problemi. sappiamo tutti quanti limiti ha il trasporto pubblico a Roma, ma senza macchina si fa tutto comunque, e al limite, in casi estremi, ci si può sempre organizzare con qualcuno. usiamo sempre in treno per andare a trovare amici e parenti. la macchina (che abbiamo avuto per anni) non la rimpiangiamo affatto.

  6. Si e no. noi abbiamo l’ abbonamento all’ auto condivisa, prima che me la rubassero avevo la bicicarro da trasporto figli piccoli e pigri, e ad Amsterdam nella maggior prte dei posti in centro fai prima in bici o in tram che in macchina. ma per me il grosso vantaggio della macchina resta la gestione dei tempi morti. Se per andare in un posto, specie fuori dalla tangenziale, anche con le code ci metto la metà del tempo che con i mezzi, per me questo è un argomento sostanziale. Una mi può dire e rallenta, e vivi in maniera più dolce, ma non posso. Finché voglio il lusso di prendermi i pomeriggi per i figli, prendo la macchina.
    Poi come Supermambanana, ho fatto delle scelte strategiche: abito davanti al supermercato, che fa tanto, e da quando figlio 2 sta in una scuola vicino casa tutte le volte che il tempo n è troppo inclemente ci andiamo in bici a scuola, ma per rirpenderlo non ce la faccio: lui esce alle 14.45 e il fratello, dall’ altro lato dell’ acqua, alle 15. Macchina, la sua bici sta a scuola da una settimana in attesa del giorno giusto per tornare in bici senza ammalarci e senza i postumi dell’ influenza.

  7. Resto tentatissima dal car sharing, ma non riesco a fare il salto. Vorrei eliminare la mia macchina, ma ho un contratto che scade a fine giugno e poi chissà che fine farò. Vorrei una bella bici, ma a Roma è impegnativo assai (lo so bene, ho vissuto 2 anni in bici da studentessa (Serena ti ricordi?) oltre che pericoloso… insomma una parte del mio cervello continua a stare lì, e prima o poi lo farò!

  8. Beh ultimamente si sente un sacco parlare di carpooling… spero si diffonda anche in Italia!
    La scorsa estate sono andato a trovare degli amici in Francia e ho trovato un passaggio su http://www.carpooling.it, io ero quello più stranito perché era la prima volta, ma all’estero lo fanno davvero tutti in scioltezza! 😉 esperienza da ripetere…

  9. io non ho la patente, e ho tagliato il problema alla fonte 🙂 per fortuna qui i mezzi funzionano bene, e anche per emergenze o viaggi veloci i taxi sono abbastanza economici e pratici. Il mister guida, e abbiamo una diesel piccolina che usiamo solo praticamente per la piscina il sabato, la spesa settimanale e ogni tanto per andare a lavorare se dobbiamo arrivare presto in ufficio e non vogliamo svegliarci alle 5 🙂 Il resto delle volte andiamo in bus o in combinazione treno+bici. Al lavoro offrono uno schema per cui puoi comprare la bici oppure l’abbonamento bus (o entrambi!) con un sovvenzionamento, nel senso che ti anticipano tutto e poi tu paghi a rate, e siccome il conto e’ fatto prima delle tasse, in sostanza diventa una spesa scaricabile dalle tasse. L’altra grande mossa due anni fa e’ stato cambiare casa e spostarci a 5 minuti a piedi dalla scuola, e questo ha davvero tagliato la testa al toro, la macchina resta in garage la maggior parte della settimana

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