Sei un marito grato: ti amo e ti rispondo

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Foto di Clotho98 utilizzata con licenza CC
Foto di Clotho98 utilizzata con licenza CC
Amore mio. È arrivata sera. Anzi, notte. E sei stremata dalla giornata. Le bambine dormono, speriamo. Almeno fino alle sei. Corri da diciotto ore, dalle sei di stamattina: biberon, colazioni, i vestiti per andare all’asilo, facciamo i capelli, dai che viene tardi. Poi in casa da sola, senza vedere nessuno, sola con la piccola. Qualche telefonata alla mamma, che sa sempre regalarti una parola di conforto. Le faccende fino a sera. La Tv non sempre aiuta, anzi. La tua laurea che fine ha fatto? Quante volte ci pensi. E il lavoro? In più di un’occasione ti ha voltato le spalle, incastrato, deluso, tradito. Soprattutto quando eri incinta. Quante volte non ti ho capita, quante volte ti ho trascurata. Eppure non hai mai ceduto, e mi sei stata sempre accanto. La vita di una mamma moglie è difficilissima, soprattutto quando cerchi di sbrigartela da sola per non pesare su nessuno. E tu hai un dono. Sei speciale perché ogni volta che inciampi sei in grado di rialzarti, sorridere e ricominciare. Ti amo. 
—A.
[testo tratto da Sei una mamma moglie speciale: grazie, ti amo” di Massimo Gramellini per Vanity Fair]

Il 14 ottobre sulla sua rubrica Ricominciamo su Vanity Fair, Massimo Gramellini ha pubblicato, con suo adeguato commento che vi invitiamo a leggere, questa lettera di A., un lettore che ha voluto dar voce alla sua gratitudine per il sacrificio costante dell’amatissima moglie.

Incredibilmente, oggi a noi ha scritto S., la moglie di A., chiedendoci di pubblicare la sua risposta, con la quale vuole esprimere i suoi incommensurabili sentimenti per il marito.

[Disclaimer: temiamo che la lettera di S. che leggerete qui di seguito sia un fake e non provenga realmente dalla moglie di A., perché ci è arrivata tramite l’indirizzo mail di Sara Boriosi, autrice di Rossodisara, già nostra ospite con questo post di gran successo. Quindi supponiamo che si tratti di un testo satirico di… pura fantasia. Forse.]

Mio amato A.,
ho appena steso la seconda carica di lavatrice e ti sto preparando la tisana relax, quella che ti piace e che ti concilia il sonno. Ma anche se il tempo corre sempre contro di me, sento in cuor mio di doverti ringraziare nottetempo dell’amore che mi riservi.
Mi ami nonostante questo corpo provato da due gravidanze e che non ho modo di curare come vorrei, e i capelli che non riesco a domare perché durante la giornata corro almeno diciotto ore tra biberon, colazioni, i vestiti per andare all’asilo e le bambine che non vogliono saperne di stare ferme quando le pettino.
Sei un marito grato, e la tua gratitudine è il propellente che mi permette di andare a dormire dopo aver messo a letto tutti, e preparato da mangiare per il giorno dopo così risparmio un po’ di tempo.
Certo, ogni tanto ripenso alla laurea presa con tanti sacrifici economici e rinunciando alla spensieratezza dei vent’anni, ma la soddisfazione di esserti accanto e tifare per il tuo successo annulla ogni frustrazione. Comunque l’università mi ha insegnato ad essere multitasking, e grazie a questo insegnamento declinato alla vita quotidiana, adesso posso usare la scopa per spazzare pur avendo le mani libere per fare altro.
È un po’ come quando andiamo a pranzo dai tuoi la domenica, e tua mamma si impensierisce sempre che io non ti curo abbastanza e non ti faccia mangiare bene: basta che le fai notare quanti chili ho messo su per tranquillizzarla e dar la colpa al tuo metabolismo, sempre sollecitato dallo stress quotidiano. Sei sempre dalla mia parte.
Sì, il lavoro mi ha voltato le spalle, ma la mia realizzazione si completa con i tuoi successi. Del resto non c’è da stupirsi, noi donne siamo così: dolcemente complicate e basta che tu mi conceda uno sguardo amorevole per cancellare fatiche e dimenticare ambizioni diverse dall’essere mamma e moglie.
E grazie per avermi risparmiato i “si potrebbe, si dovrebbe”; sapevamo entrambi che quando abbiamo deciso di mettere su famiglia, io mi sarei limitata agli elementari compiti di madre mentre a te sarebbe toccata la parte più gravosa, restare fuori di casa dieci o dodici ore al giorno lontano da cambi di pannolino e compiti educativi, in cambio di uno stipendio al quale non hai voluto che io partecipassi.
Sei paziente, lo sei quando senti nascere in me il germe di un bestemmione perché non ho chiuso occhio tutta la notte, le bambine sono ingestibili e tu sei andato all’allenamento; mi fai capire che sai di avermi trascurato un po’, e questa ammissione di colpa che intuisco mi acquieta, e trovo in me la missione che per un momento ho smarrito, colpa del ciclo vicino ma che ci vuoi fare.
Amore mio meraviglioso, sono io ad amare te perché sai riconoscere e apprezzare i miei sforzi, e questo è tutto quello che una donna desidera dal proprio compagno. Il riconoscimento e il sostegno a distanza, così potrai idealizzarmi come prima che iniziassimo a frequentarci.
Solo grazie alla tua regia io posso gestire la famiglia, reprimere le ambizioni e realizzarmi nell’archiviare la giornata così: con le ultime due cariche stese, la tisana relax pronta per il tuo sonno e sapere che solo dietro lo sguardo di un uomo che osserva e riconosce, una donna si sente viva e utile, come madre e come moglie; la fatica sparisce.
Hai finito la vaselina, ma non ti preoccupare: domattina dopo la scuola passo in farmacia.
Con infinto amore
–S.

– di Sara Boriosi

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5 COMMENTI

  1. Non capisco il sarcasmo sinceramente… se una donna deve restare a casa con un cucciolo piccolo -la piccola- non è colpa del marito, sarà semmai una scelta della mamma o della coppia. Se un marito capisce e accoglie la fatica di una mamma che resta a casa, che ha perso il lavoro, che non si sente riconosciuta dal mondo perché il lavoro di mamma non è riconosciuto come un valore ma come un momentaneo lapsus svilente della donna con le palle, perché prendersela con lui? Il sarcasmo l’avrei fatto anche io, ma non su un marito attento e aperto, piuttosto su una società che ‘odia’ le mamme, che non le supporta, che le tratta con maschilismo e paternalismo quando voglioni stare vicine ai loro piccoli, che non ne riconosce loro un valore e un ruolo nella società stessa.

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