Scrivo per gc

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Mamma che fai?”
“Scrivo”, rispondo io al figlio di turno che mi vede assorta e chiede notizie.
“E cosa scrivi?” Prosegue lui.
“Scrivo per gc”.
Capisce, mi fa un sorriso, e mi lascia assorta a rincorrere le parole che si inseguono veloci nella mia mente.

Un filo di ricordi lungo 7 anni

Scrivo per genitori crescono, si’, e lo faccio da oltre sette anni, faccio mente locale a quel 2012 in cui per la prima volta ho parlato di gemelli. Era un anno difficile per me, spesso ai miei post si mescolavano le lacrime per mio padre, che quel settembre avrei salutato per l’ultima volta. Ho condiviso quel dolore e altri qui, nel corso di questo lungo tempo.
Ho iniziato parlando di gemelli e la strada mi ha portato fino a qui. Ha preso spontaneamente la sua direzione, come veniva meglio, le parole e i racconti hanno fatto il loro corso.

Gli anni per me sono sette, ma genitori crescono di anni ne compie dieci, un intervallo lungo, intenso e ricco, in cui come lettori prima e come scrittori poi, ci siamo appoggiati e sentiti a casa come d’inverno sotto ad una coperta calda.
Ognuno ha lasciato qualcosa, io ho voluto più che altro raccontare di me, di ciò che mi succede intorno, con la speranza che fosse una terapia non solo per le mie lunghe giornate stanche, ma anche per chi si apprestava a leggermi.

Scrivere come terapia

Tante volte mi sono ritrovata a notte fonda, esausta, sotto la piccola luce del mio comodino, a scrivere.
Tener fede a questo impegno e’ sempre stata per prima cosa una medicina salutare, la chiusura di un post una autentica soddisfazione e una fine di giornata felice. Anche ora che sto scrivendo, mentre sento da lontano le voci dei miei figli che ancora si attardano, ridono, si rincorrono prima di andare a dormire.

Ho sempre scritto per come mi sentivo, affine al mio stato d’animo, ho condiviso la tristezza e il pianto, la stanchezza e l’incertezza. Qui tutto ha trovato il suo spazio.
Ho sentito che la condivisione era una forza potente, un motore per non sentirsi soli, come persone e come genitori persi nei meandri delle difficoltà quotidiane.
Con i miei racconti e nelle letture degli altri di gc, mi sono sentita accolta. Sempre. Con il tempo, ciò che era un territorio familiare ma appena conosciuto e’ diventato un rifugio in cui sentirsi a casa.

La risorsa comune

Si incrociano le storie narrate, i consigli, i pensieri, le domande, i commenti, i dubbi risolti e condivisi, le risposte, le esperienze. Un crocevia di destini che portano ad una risorsa comune: l’essere genitori come opportunità, pur nella difficoltà estrema a volte, di conoscere la strada giusta.

Foto Nicole, utilizzata con licenza Flicr CC

Mi si accavallano i pensieri mentre rifletto, accenno un sorriso al pensiero di tutti questi anni, al sorriso di Silvia una sera dentro a un portone, dopo un cena improvvisata a Milano in una sera d’inverno. Penso ad una foto di tutti noi anni fa, io con una giacca gialla a righe colorate, il sorriso di chi si riconosce come se si fosse abbracciato appena il giorno prima.
Mi guardo indietro mi e accorgo che e’ ormai ora di spegnere la luce.
Faccio un sospiro, rimbocco le coperte ai miei bambini e torno sui miei passi, ormai prossima a chiudere il giorno.

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