Scelta dello sport

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Con l’inizio della scuola iniziano anche le varie attività sportive dei nostri bambini, che spesso ci costringono a veri puzzle di orari, ma che sono ormai universalmente considerate imprescindibili.
I benefici dell’accesso ad un’attività sportiva fin da piccoli sono evidenti e, per i primi anni, sono molto più mentali che fisici: si evitano i lunghi pomeriggi in casa anche nella stagione invernale, almeno un paio di volte a settimana; si prende confidenza con il proprio corpo, si impara a conoscerlo ed a conoscerne le potenzialità; si sta in compagnia di altri bambini in un ambiente spesso più libero della scuola.
Al di sotto dei 6 o 7 anni basterebbe anche un po’ di attività fisica libera e “destrutturata”, come uscire in un parco per un’oretta al giorno, ma in questo noi italiani siamo paradossalmente i più restii: abbiamo il clima migliore, ma appena tira un alito di vento chiudiamo i bambini in casa! Quindi siamo gran “consumatori” di sport organizzato per bambini, anche se spesso incostanti ed un po’ disattenti.
La scelta dell’attività sportiva per i nostri bambini è frutto di compromessi tra tanti fattori: ci sono da conciliare le esigenze di più figli con diversi gusti e passioni, gli orari dei corsi e la loro compatibilità con il lavoro di noi genitori o con la disponibilità degli inossidabili nonni, la disponibilità di strutture vicino casa ed a prezzi accessibili. Alla fine l’importante è che i bambini si divertano e si muovano con piacere, che vivano lo sport come un’evoluzione del gioco, che imparino a rispettarsi e a rispettare gli altri.
Per i diversi sport ci sono diverse età di ingresso, al di sotto delle quali non si è ammessi ai corsi o comunque questi sono fortemente sconsigliati.
Non dobbiamo mai dimenticare che alcuni sport presentano delle regole di gioco da comprendere e delle tecniche che hanno bisogno non solo di un congruo sviluppo fisico, ma anche di capacità intellettuali più complesse: per intenderci, un bambino di 4 anni sa dare calci ad un pallone, magari anche con abilità, ma normalmente non sarà in grado di giocare una partitella di calcio, perchè non può comprendere la complessità del gioco di squadra.
Lo sport più frequentato dai bambini più piccoli è sempre il nuoto. Oltre all’evidente sviluppo fisico armonico e non traumatico, io ho l’opinione che saper nuotare fin da bambini sia una sorta di dovere civico. Per questo sono molto favorevole alla pratica del nuoto fin dai corsi di “acquaticità” (da pochi mesi a meno di 3 anni) o di “ambientamento” (dai 3 anni): un bambino che sa nuotare e, soprattutto, che non teme l’acqua e la conosce è più sicuro e da sicurezza ai suoi genitori.
Per farvi un’idea sull’età più giusta per iniziare gli sport più praticati dai bambini, vi rimando a questo articolo del Dott. Sergio Lupo, dirigente Medico dell’Istituto di Scienza dello Sport del C.O.N.I. (Fisiologia e Biomeccanica): “Lo sport fa veramente bene?” che è tra gli articoli più citati e scopiazzati del web sull’argomento.
Quando si avvicina un bambino allo sport, gli si offre un’altra dimensione, oltre a quelle della famiglia e della scuola, quindi gli si da un’occasione. Ricordiamoci, però, di rispettare sempre i suoi interessi e le sue inclinazioni e ne faremo una persona felice di muoversi.

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8 COMMENTI

  1. sono d’accordo sul non appesantire troppo i pomeriggi dei nostri seienni. qui a milano tutte le attività proposte sono per 1 solo pomeriggio. Anche la piscina è una volta alla settimana. mi sembra corretto per dei bimbi comunque ancora piccoli e che spesso desiderano semplicemente starsene a casa (o se fa bello, al parco) a giocare un po’ dopo una giornata intera passatata a scuola.(torno a lavorare ciaooooo)

  2. Clara, anche noi vorremmo introdurre una seconda attività, ma faccio fatica a trovare corsi con cadenza di una volta a settimana. Dato che il Sorcetto va già due volte a settimana in piscina (e, dato che a lui va bene, non mi sembra il caso di lasciarla), mi sembra assolutamente fuori luogo introdurre altri due pomeriggi impegnati. Eppure non trovo un corso di minibasket dove, presentarsi una sola volta a settimana, non sia visto male. Comunque per questo anno di prima elementare penso che sia meglio non introdurre altre novità: ci terremo il nostro nuoto!

  3. anche noi fin dai primi mesi di vita, sia per FranzBello che per CiccioPao abbiamo scelto il nuoto, sopratutto perchè è adatto ai bambini anche piccolissimi e la piscina è vicina a casa. Il sabato mattina in piscina è diventato un rito, anche se per FranzBello – ormai sei anni – i risultati tardano a vedersi e non so se qualcuno ne ha colpa. Tuttavia è vero che FranzBello ha imparato a non aver paura dell’acqua e si muove anche al mare con agilità, sicurezza e cautela.
    Da quest’anno dopo la scuola l’abbiamo iscritto a mini basket e direi che si vede già che è uno sport adatto ad un tipo come lui: si diverte, fa squadra, e non è individualista come il nuoto, nè implica che si impari necessariamente qualcosa (ad esempio a galleggiare) che sia indispensabile alla pratica dello sport stesso. Questa seconda attività sportiva servirà a spezzare la settimana e a fargli passare un pomeriggio di gioco insieme agli altri (utile durante l’inverno). I suoi compagni giocano quasi tutti a calcio. Per il momento non ce l’ha chiesto e noi pensiamo che non sia particolarmente interessato. Vedremo nei prossimi anni.
    CiccioPao ha due anni e mezzo e per ora non esiste alternativa al nuoto.

  4. Anche noi abbiamo proposto il nuoto con un certo successo da prima dei tre anni (saltando quello con mamma e papà in vasca, perchè al primo impatto a sei mesi era andata malissimo). Il risultato è ottimo, perchè oltre alla buona attività fisica che offre, io mi posso permettere di lasciarlo libero in estate al mare, dato che un’educazione precoce all’attività fisica permette ai bambini anche di capire i propri limiti e le norme di sicurezza. Devo dire, infatti, che il sorcetto, sebbene nuoti con una certa scioltezza, è molto più cauto di altri suoi coetanei che, pur se più insicuri in acqua, si lanciano in imprese al di sopra delle loro possibilità. Penso che la frequentazione della piscina gli abbia dato anche una buona coscenza delle norme di sicurezza: per esempio non gli viene spontaneo di giocare con un altro bambino spingendolo sott’acqua. E non certo perchè il mio sia un angelo, ma solo perchè gli hanno dato una cultura della sicurezza.
    Per il futuro vedremo e sceglierà lui. Per ora è molto preso anche dalla mtb con il papà: una volta a settimana nel w.e. (tempo permettendo, ma qui non ci lamentiamo anche d’inverno) vanno ad affrontare sterrati in bicicletta. Anche li la sicurezza è tutto: il Sorcetto non penserebbe mai di partire senza caschetto e, ogni volta che cade (perchè in mtb si cade!), sa che deve prima verificare di non essersi fatto male lui, poi, a seguire, di non aver danneggiato la bici. Solo fatto questo può ripartire.
    Secondo me questo lo rende più autonomo.

  5. noi abbiamo scelto il nuoto, fin da piccoli con la baby class (dove le mamme e i papa’ entrano in acqua) che continuiamo come un bel rituale ogni sabato mattina. La scuola offre corsi pomeridiani di varie cose, vedremo. Ma la cosa importante, a parte lo sport strutturato, e’ farli muovere! Qui raccomandano circa 60 minuti di attivita’ al giorno, fosse anche correre nel cortile. Le scuole fanno molto per cercare di raggiungere questo target, perche’ il problema dell’obesita’ dei bimbi e’ sentito molto, e devo dire che nei parchi sono soprattutto le bambine a sfoggiare ste panzette molli molli…

  6. La danza vale come sport in ogni caso e per i piccolini è molto divertente. Tra l’altro l’hip hop, da quello che ne so, va parecchio e prende piede tra maschi e femmine. Finalmente una disciplina che non suscita la sindrome di Billy Elliot!

  7. Quest’anno non abbiamo ancora deciso. Le giornate sono ancora abbastanza belle da poter stare ai giardini ed io non ho troppa voglia di scaracollarmi a destra e sinistra per un’attività doposcuola.Nella palestra della scuola in compenso si sono aperte le iscrizioni per il corso di hip hop, al quale ,credo, lo iscriverò. Vale come sport?

  8. Mia figlia ha 4 anni e quest’anno l’ho iscritta a un corso di propedeutica alla danza.
    Tentata fino all’ultimo da un corso di nuoto, alla fine ho fatto decidere lei, che, non avevo dubbi, ha scelto la prima.
    Però va bene così. Impara a conoscere il proprio corpo e si diverte.
    Non è da sottovalutare infatti l’uso in questa disciplina della musica, che, a questa età rende tutto più piacevole.
    In piscina verrà con me qualche fine settimana.Qui da noi, a Venezia, saper nuotare è comunque d’obbligo!

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