Riassettare casa senza liti: manutenzione ordinaria

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manutenzione-ordinaria-casaMandare avanti una casa è una lotta contro l’entropia e, a meno che non ti paghino, nessuno ti dirà mai grazie.
Cioè, uno può passare 8 ore di lavoro matto e disperatissimo a letamare, spalare, spolverare, incerare e lucidare e alla fine non si vede neanche mezzo risultato. Anzi, rischi pure che i coinquilini non spalatori si inalberino perché non ritrovano più l’amato letame al posto solito.

Cornuto e mazziato, avrebbe detto mio padre, opposizione e conflitto dice il tema del mese di GC. Ne approfitto per un post di transizione tra il tema scorso sul cambiamento, e quello corrente. Perché, fateci caso (e se ci avete seguito il mese scorso ci avrete fatto caso), i cambiamenti in genere sono faticosi perché a nessuno piace spostarsi dal confortevole status quo a qualcosa di nuovo a cui devi fare la fatica di abituarti e inevitabilmente sorgono conflitti.

Ma anche qui la saggezza della Casalinga Pigra viene in vostro aiuto e quindi vi darò alcune dritte su come sguisciare nel cambiamento in casa attraverso le opposizioni dei coinquilini, come affrontare l’entropia in modo visibilissimo e come sopravvivere alle opposizioni, che va bene che è meglio abbracciarle e farsene una ragione, ma anche no. Il tutto evitando i conflitti.

Per far questo mi appellerò ad alcune scoperte dell’acqua calda, supportate dai cari vecchi manuali di economia domestica riadattati al nostro motto che è sempre: massimo WOW col minimo sforzo. Fisico ed economico, che in tempi di crisi, signora mia, bisogna stare anche con l’occhio al portafoglio.

E distingueremo tra manutenzione ordinaria e manutenzione straordinaria, perché se io devo passare 8 ore a cambiare l’aspetto di casa mia, preferisco direttamente ridecorare qualcosa, che almeno la differenza si vede e lo spirito creativo l’ho sfogato. E se rifodero il divano, comunque devo spostarlo dal muro, pulirci dietro e buttare i 20 torsoli di mela mummificati prodotti da figlio piccolo che inevitabilmente ci trovo. Due piccioni con una fava.

Certo, il rischio della manutenzione straordinaria a sorpresa è che il mio coinquilino rientri, prenda atto del cambiamento e svenga. O si incazzi.

Vi lascio quindi con un aneddoto della mia prof, appassionata di brocante e antiquario, che aveva deciso di comprarsi una bellissima cassettiera di quelle panciute e di sostituirla al suo comodino. Sapendo in anticipo che il marito si sarebbe appellato ad argomenti pseudologici, tipo “non c’è spazio”, lei aveva iniziato una settimana prima a spostare il letto dal lato del marito, pochi centimetri alla volta. Una volta raggiunta la distanza necessaria a inserire la cassettiera al posto del comodino, gliel’aveva fatta trovare già pronta da mettere dicendo: “guarda, ci entra giusto giusto”.
Ecco, prendiamo esempio, noi amanti del cambiamento che ci tocca dividere (con grande gioia però) il nostro spazio vitale con coinquilini statici.

MANUTENZIONE ORDINARIA

Lo so, lo so che siete arrivate a sera, in casa sembra che sia esplosa una bomba e tocca darle quella raddrizzata minima per evitare, al rientro dei coinquilini, una tipica reazione consistente in: entrano in casa. Poggiano quello che hanno in mano. Si guardano intorno. Fanno lo sguardo sfiduciato. Sospirano. E se gli va bene voi siete lì che state facendo la respirazione yoga per evitare di rispondergli urlando: “Perché, cos’è che non ti starebbe bene?” prima ancora che aprano bocca.

Peggio sono quelli che, se non gli avete urlato contro, cominciano a sprimacciare, spostare, sistemare spolverare standovi tra i piedi e ripetendo, in male, l’unica cosa che avevate appena fatto, mentre tentate di mettere insieme una cena (fingiamo, per amor di semplificazione, di non avere bambini piccoli in casa e magari che questa è anche l’ora di punta in cui si ispeziona il freezer in cerca di idee per cucinare qualcosa che il grosso dei commensali mangi e non trovandolo, mentre i figli ululano per la fame, tocca tenerli lontano da snack che gli chiudono lo stomaco, e, come avviene sempre nelle ore di punta in cui sono coinvolti i figli, ce ne sarà sempre uno che deve fare la cacca proprio allora).

Cioè, avete presente la scena con voi che rientrate e, quasi con ancora il cappotto addosso e la pipì trattenuta, cercate di avviare una cena mentre loro decidono che quello è il momento di caricare o scaricare la lavastoviglie?

Bene, i cari manuali di economia domestica ci insegnano che la cosa migliore in questi casi è di pulire dove al marito cade l’occhio quando entra. Gli uomini hanno la visione a tunnel, tranquille che il resto manco lo vedono.

Quindi basta lanciare una tovaglia qualsiasi sul tavolo, che così sembra apparecchiato, tirare su il copriletto, che così il letto sembra rifatto, togliere il letame dal divano, semmai imboscandolo in un armadio qualsiasi senza distinzioni tra elementi solidi ed elementi liquidi o gassosi, che ci si pensa dopo, e raddrizzare un paio di tappetini e passatoie a caso.

Se avete letto anche le puntate precedenti di questa rubrica, sapete che bastano dei contenitori per imboscarci dentro in modo ordinato tutto quello che dovremo risistemare con calma, un giorno, chissà. Mio marito dice sempre che secondo lui, se buttasse uno qualsiasi dei miei scatoloni così com’è non ne avvertirei la mancanza per i successivi 10 anni. Mi appello alla crudeltà mentale.

Se avete suggerimenti su altre azioni minime dal grande effetto, per favore ditecele, nei commenti che fate opera di utilità sociale.

Si annuncia fin da ora che la Casalinga Pigra ha già redatto la seconda parte di questo vademecum per la manutenzione della casa e del menage familiare, denominato: “Manutenzione senza conflitti”.
Per meri motivi di sopravvivenza del lettore, la Manutenzione straordinaria sarà trattata in un prossimo episodio.

– di Mammasterdam

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4 COMMENTI

  1. aggiungerei di far trovare una pentola sui fuochi, che fa tanto donna affaccendata per la cura domestica. anche se dentro ci sono due fettine sconce o i 4 salti in padella.
    ma il peggio è quello che arriva, critica, e non solo non muove un dito per aiutare, ma lascia altro caos e sporco da sistemare.

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