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Il referendum: riflessioni sul nucleare

Scritto il 2 Jun 2011 da Elisa 45 Comments

E’ sempre difficile affrontare temi che possono toccare le opinioni personali, specie in questo momento. Ma credo che parlare, o almeno accennare, ai temi dei referendum, in una rubrica per eco-genitori sia quasi doveroso. E lo è perchè i temi del referendum sono direttamente collegati alle nostre scelte quotidiane, tanto quanto l’andare in auto piuttosto che in bici o a piedi.

In particolare il tema del nucleare è delicato perchè legato alle fonti di energia e sappiamo che, come il petrolio, anche l’uranio da cui si ottiene l’energia nucleare non è una fonte rinnovabile. Questo secondo me è il nodo centrale, più di tutta la questione dei rischi, delle scorie, dei costi, etc.

La questione su cui qui mi piace mettere l’accento e far riflettere è quella dell’etica ecologica: io credo che gli ecologisti non debbano aver paura di dire che vogliono limitare il più possibile la loro impronta sulla terra. E questa è una (una!) chiave di lettura possibile, espressa con la consapevolezza che solo un’azione collettiva può portare ad un eventuale rinnovamento, e che troppi compromessi alla fine non paghino per nessuno.

La mia impressione è che se l’uomo cerca l’armonia con la terra, anche a costo di qualche rinuncia, forse ne avrà da guadagnare a lungo termine, in un futuro che è già pieno di incertezze per molti altri motivi.

Il rischio di sbagliare purtroppo c’è, ma cercare di sbagliare … in positivo è sicuramente meglio che in negativo. La questione è sempre la stessa: ci consideriamo parte di questo universo o siamo dei predatori senza scrupoli? Fino a dove possiamo arrivare?

In ogni caso, ribadendo che questa è una mia personalissima opinione (e sicuramente Silvia e Serena dopo questo post mi banneranno da GC per il resto dei miei giorni !!), vorrei rimandare alle considerazioni di persone autorevoli, non a quelle di una mamma idealista.

Quindi ho cercato in giro un po’ di personaggi a favore del nucleare e altri contrari, prendendo spunto da chi ne sa più di noi comuni mortali, o meglio genitori comuni :D

Ho scoperto, ad esempio che moltissimi studiosi di grande rilievo in campo medico-scientifico come  Margherita Hack, Umberto Veronesi sono a favore del nucleare, e con loro anche un certo Barak Obama, chi sarà mai? Sono stati definiti ecologisti eretici, se fossimo nel Medioevo sarebbero già alla forca! In sostanza dicono che il nucleare rappresenta un’energia pulita, la cui produzione va resa sicura e affiancata ad esempio agli investimenti sulle rinnovabili, con la consapevolezza che queste ultime non risolverebbero da sole il problema della crescente domanda di energia del pianeta.

In sostanza propongono un nucleare sicuro (a pensarci bene chi non lo vorrebbe?), riorganizzato e rinnovato. Il vantaggio sono i danni minori rispetto alle emissioni prodotte dai combustibili fossili.

Giusto per confonderci ancora di più le idee, un certo Carlo Rubbia, premio Nobel per la fisica, invece è contrario. In realtà è contrario all’utilizzo dell’uranio (che per dire in Italia non abbiamo e la cui lavorazione è costosissima e inquinante) e propone l’utilizzo di un altro metallo, il torio come combustibile nelle centrali. Il torio sembrerebbe migliore quanto a produttività e meno dannoso quanto a scorie. E perchè non ne parla nessuno?

Qui mi sa che entrano gli interessi degli stati, la questione delle armi, degli interessi a lungo termine, dell’impegno di capitali e molti altri discorsi nei quali non mi azzardo ad entrare, visto che ho l’impressione che dietro al nucleare ci sia molto di più (per approfondire si può leggere qualcosa qui).

Adesso che vi ho confuso un per benino le idee vi invito ad andare a votare! Che sia per il SI, che sia per il NO, andiamoci (le istruzioni qui!) Almeno per il rispetto di chi per secoli ha cercato di farci ottenere questo diritto (si vede che insegno storia?).

Dell’acqua parliamo un’altra volta :D . Vi ho convinti?

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45 Comments »

  • desian ha scritto:

    Buongiorno a tutti. Vero, è difficile dirimere questioni così complesse. Ci sono però alcuni elementi sui quali personalmente sto riflettendo. La prima è di carattere generale: molto spesso noi cittadini “normali” ci lamentiamo del fatto che non abbiamo alcuno strumento per intervenire e produrre cambiamenti nella nostra realtà politica. Invece il referendum è proprio uno di questi strumenti. Il fatto che negli ultimi anni, per l’azione ideologica di una certa parte politica (non soltanto partitica), il referendum sia stato bistrattato fino a farcelo diventare inutile ha dell’incredibile. Possiamo dire come la pensiamo, possiamo dire “sì” oppure “no” e non lo facciamo più. Questo è a mio avviso il primo motivo per cui il referendum è momento irrinunciabile della nostra partecipazione e del nostro essere cittadini.
    Poi un’eccezione, sul nucleare. C’è una dichiarazione uscita su “Il Giornale” il 26 aprile scorso, del Presidente del Consiglio: « Se fossimo andati oggi a quel referendum, il nucleare in Italia non sarebbe stato possibile per molti anni a venire. Abbiamo introdotto questa moratoria responsabilmente, per far sì che dopo un anno o due si possa tornare a discuterne con un’opinione pubblica consapevole. Siamo convinti che il nucleare sia un destino ineluttabile»
    Ecco, per formazione io dubito sempre delle scelte “ineluttabili” perché le credo figlie dell’ideologia e non del ragionamento. Una dichiarazione del genere, secondo me, svela il senso vero di certe posizioni: il nucleare non è necessario ma è ineluttabile. Perché?
    Ultima considerazione e quella per me più importante: pochi giorni fa la Germania, uno dei Paesi più industrializzati al mondo (quindi con enormi fabbisogni energetici) decide di spegnere, di qui a qualche anno, tutte le sue centrali nucleari e di potenziare le rinnovabili. Articoli sulla questione si possono legge sui maggiori quotidiani nazionali, non so come mettere qui i link. Questa scelta ha, sinceramente, del clamoroso. La Germania intera pensa di poter fare a meno del nucleare. Sono impazziti o sanno qualcosa che noi non sappiamo o non vogliamo sapere?
    Buona Festa della Repubblica! :)

  • Daniela ha scritto:

    Ci penso e mi scervello da quando si parla di referendum…

    E’ un’energia pulita, che ci serve. Ma sul sicuro… Insomma, a parte che in Italia con la cultura che abbiamo (ma si, tanto non se ne accorge nessuno) di sicuro c’è ben poco. E poi tutto si usura, tutto si logora, l’impianto sicurissimo (ma il 100% esiste?) oggi, lo sarà fra 50anni? Considerato i costi di un impianto non è facile mantenerlo, cambiarlo…

    E poi le scorie. Queste benedette scorie, che se ne fa? Ecco, nessuno ne parla, non si possono smaltire, si nascondono, e poi? Boh.

    Insomma, il nucleare mi spaventa, a lungo termine. Dire no e basta mi sembra da faciloni, le alternative? L’energia ci serve, la usiamo, e se almeno non inquinasse… Ma di alternative se ne cercano poche. Eppure, come dice Desian, se anche la Germania sta rinunciando al nucleare qualche possibilità diversa ci sarà!

    Io comunque a votare ci vado di sicuro! Intanto se il post sull’acqua me lo mettete prima, chissà che non mi chiarisca di più le idee anche quello ;-)

  • Silvia ha scritto:

    A me spaventa molto il nucleare in Italia. Mi spaventano le infiltrazioni camorristiche e mafiose nella fornitura dei materiali per la costruzione delle centrali e negli appalti in genere, nei processi di smaltimento delle scorie.
    Prima ancora di capire se il nucleare è una scelta possibile o conveniente a livello planetario, mi chiedo se non sia una follia qui da noi: non siamo in grado di controllare l’appalto di un’autostrada, figuriamoci quelli connessi a una centrale nucleare.

  • Morgaine le Fée ha scritto:

    I motivi per cui il nucleare in Italia mi spaventa sono esattamente quelli che ha elencato Silvia qui sopra.
    Non si tratta tanto di quanto sia sicura la tecnologia in sé, ma come veramente verrebbero realizzati gli impianti, maneggiate le scorie, eccetera.
    perfino in Germania, paese sicuramente non infiltrato e corrotto come il nostro, ci sono stati degli scandali relativamente a come le scorie sono state gestite, con tanto di corruzione dei laboratori che dovevano analizzare il rischio delle scorie in stoccaggio.

  • Giovanna ha scritto:

    Il problema dell’uranio è anche che in Italia non ce n’è!!!!!! quindi bisognerebbe importarlo esattamente come si fa con il petrolio.

    Veronesi è favorevole al nucleare, mentre Margherita Hack ha precisato meglio il suo pensiero e si è detta favorevole alla continuazione della ricerca sul nucleare. Ha scritto un articolo su micromega.

    Rubbia parla di energia nucleare ricavabile da altri elementi diversi all’uranio (torio e plutonio) e nessuno ne parla perchè l’energia nucleare ricavata dall’uranio serve per l’industria bellica….è per questo che è stata sviluppata non certo per ricavare energia per uso civile. Quindi la ricerca su torio e plutonio non interessa perchè non può essere sfruttata a fini bellici.

  • Lorenza ha scritto:

    Io sono in teoria a favore del nucleare, ma non in Italia per i motivi già detti.
    Temo però che non si raggiungerà il quorum, soprattutto vista la disinformazione e la tv che ha taciuto il più possibile :-(
    @Daniela, i referendum sull’acqua sono 2: sul 1°, con il sì si esprime parere sfavorevole alla gestione dell’acqua da parte dei privati.
    Sul 2°, con il sì si esprime parere sfavorevole al fatto che i gestori privati aumentino le tariffe per remunerare il capitale: in pratica, se diminuiscono i consumi il gestore aumenta la tariffa per garantirsi il rendimento previsto. E’ quello che è successo in alcuni comuni toscani, hanno fatto una campagna contro gli sprechi, i consumi sono diminuiti ma la bolletta è aumentata…
    hope it helps

  • CloseTheDoor ha scritto:

    D’accordissimo con Silvia e seguenti: se non ce l’hanno fatta i Giapponesi, che in quanto ad onestà hanno da insegnarci…..

  • Gloria ha scritto:

    Come al solito, a costo di passare per la solita ecologista talebana, come ho già detto su facebook, io faccio fatica a raccogliere l’invito ad andare a votare “che sia per il no o per il sì”…

    Stavolta tocca andare a votare Sì e basta! Perché pensare che il nucleare sia ineluttabile? Perché non pensare alle energie rinnovabili in maniera seria (soprattutto per le industrie)?

    Perché, infine, non pensare a una riduzione dei consumi? E con riduzione dei consumi non parlo di spegnere gli elettrodomestici in stand by, ma nemmeno di leggere a lume di candela, eh! Riprogettare gli edifici (anche pubblici) per evitare dispersioni di energia, spegnere i monumenti di notte nelle città, sfruttare la building automation, installare mini-centrali idroelettriche, o eoliche, o geotermiche…

    Qui la discussione si fa infinita, però seriamente, perché credere davvero che il nucleare “sarebbe” l’unica, se non fossimo in Italia?

  • francesca ha scritto:

    non ho nessun dubbio sul nucleare, sono CONTRARIA (quindi voterò si! giusto?) un pò per le ragioni elencate da Silvia, un pò perchè uno dei presumibili siti presi in considerazione per un’eventuale centrale è a pochi km da casa mia! (scusate se sono egoista)
    quello su cui ho un pò le idee confuse è la questione dell’acqua, chi ne sa di più?

  • Cosmic ha scritto:

    che ci sia anche altro dietro al nucleare non c’è dubbio. del resto non c’è anche dietro alle fonti cosiddette “rinnovabili”? non ci sarebbero interessi economici anche se si puntasse più sull’eolico o sul solare (e sul fotovoltaico da noi è già successo qualche scandalo non trascurabile). detto questo, tu dici che dovremmo fare scelte “in armonia” con l’ambiente, ma cosa lo è davvero? chi rinuncerebbe a ettari di boschi o parchi naturali per metterci pannelli solari o pale eoliche? perchè non crediamo alle favole: le fonti “rinnovabili” sono poco efficienti e se si vuole puntare solo su quelle almeno alle tecnologie attuali non basta avere un pannellino sul tetto per risolvere i nostri problemi. carbone, petrolio, gas, non sono più sicuri o puliti del nucleare, tutto il contrario. riguardo alla sicurezza, non esiste una fonte di energia priva di rischi, anzi diciamo che non esiste nessuna attività umana che lo sia. non dimentichiamo che la diga del Vayont, costruita per convogliare acqua a una centrale idroelettrica – e cioè produrre energia “rinnovabile” – ha causato 2000 morti.
    apprezzo molto di questo articolo il fatto che si siano citati pareri di persone autorevoli, in un paese in cui si ascoltà più ciò che dicono Celentano (grandissimo cantante, ma che ne sa lui di energia?) o Beppe Grillo (populista, che pur di attirare seguaci usa le menzogne più bieche), è comunque uno sforzo per mostrare le cose per quello che sono e non andare dietro alle solite ideologie che non portano da nessuna parte. per quanto riguarda ciò che dice Rubbia, è un parere molto autorevole e mi interessa, ma non è del tutto disinteressato.
    infine, a chi dice che l’Italia è in mano alla camorra e non può costruire centrali nucleari dico 2 cose: 1) secondo questo ragionamento TUTTO ciò che si costruisce in Italia non è affidabile e non vedo perchè siamo ancora tutti qua invece che essere scappati all’estero. 2) se continuiamo a pensarla così siamo e saremo sempre un paese di serie B. siamo noi che non crediamo nel nostro paese e ci meritiamo chi ci governa.

  • kosenrufu mama ha scritto:

    certo che vado a votare e assolutamente si. Riflettevo come le energie rinnovabili siano assolutamente democratiche, cioè, il sole, il vento ci sono e tutti potenzialmente potrebbero giovarne, mentre altre energie, beh sappiamo quanti e che tipo di intermediari ci sono fino a che arrivano in casa nostra.
    Credo che questa volta senza pudore possiamo dire, parlare, convincere ad andare a votare, tutti i si sono giusti, credo come mai in passato.
    Inoltre in Giappone purtroppo la situazione sta peggiorando ed è un concreto esempio di come nessuna centrale neanche la più sicura sia effettivamente sicura, perchè la natura è più forte. Mi chiedo se l’epicentro del terremoto fosse stato sotto la centrale quale sistema di sicurezza avrebbe tenuto.

  • Barbara ha scritto:

    Ok, manca una voce convinta pro nucleare e allora arrivo io :)
    Metto le mani avanti: non voglio convincere nessuno, spero solo di dare spunti di riflessione per una scelta più consapevole al momento del voto, e penso che la disinformazione sul nucleare sia scandalosa.
    Io sono favorevolissima, per diversi motivi. Il primo, è che abbiamo bisogno di energia, sia a livello domestico che a livello industriale, non ce ne scordiamo. Penso che una delle ragioni per cui lo sviluppo italiano sia così lento sia proprio il costo dell’energia. Nessun’altra fonte di energia ha l’efficienza del nucleare. Sarà battuta solo dalla fusione (nucleare anche quella, eh) quando finalmente si riuscirà a fare.
    Noi adesso l’energia la compriamo, per la maggior parte. E buona parte di quella che compriamo guarda un pò è ricavata dal nucleare di altri. Dovremmo boicottare anche quella, no?
    Penso inoltre, e sto per dirla grossa, che in un certo senso il nucleare sia più pulito dei combustibili fossili e non (petrolio, gas, carbone etc): bruciando roba immettiamo continuamente nell’atmosfera sostanze dannose e sporche, in più ci sono tutte le questioni geopolitiche che ci rendono totalmente dipendenti da paesi a volte poco affidabili (vi ricordate il black out di un paio d’anni fa?). Le scorie del nucleare, per quanto delicate, sono forse più trattabili perchè non volatili. Certo, una gestione responsabile è d’obbligo, ma per quello ci vuole una buona legge che è proprio quello che io spero. Il nucleare è “peggio” del petrolio solo in caso di incidente, ma anche gli incidenti si possono rendere il più possibile controllabili.
    Io personalmente penso che la chiave per uno sviluppo sostenibile sia la diversificazione: portare avanti tutte le energie, puntando ovviamente sulle rinnovabili ma anche parandoci la schiena con qualcosa di solido ed efficiente. Non ci dimentichiamo che viviamo nel paese in cui i verdi hanno bloccato l’impianto di pale eoliche (chiedo venia, non ricordo dove) perchè deturpavano il paesaggio…
    Vabbè, non mi dilungo. Sono pronta a rispondere delle mie opinioni :)

  • Barbara ha scritto:

    Scusa Cosmic, sei stata più veloce di me!

  • francesca ha scritto:

    ma pensate davvero che con il nucleare si possano “eliminare” o quanto meno ridurre le produzioni di altre energie più “sporche”?
    faccio un esempio legato alla mia personale esperienza:
    lavoro a brindisi, dove c’è la più grande centrale europea che brucia carone (un mostro!); la puglia è forse tra le regioni che ha investito di più nelle energie rinnovabili (ci sono pale eoliche e pannelli fotovoltaici ovunque! chissà poi perchè…) ma pensate che il quantitativo di carbone bruciato dalla centrale sia diminuito?
    assolutamente no! le navi che trasportano carbone sono aumentate!
    come mai? perchè se investiamo nelle energie rinnovabili non diminuisce la produzione di energia “sporca”? perchè le cose dovrebbero cambiare col nucleare?

  • Serena ha scritto:

    Vorrei riallacciarmi a quello che ha scritto Cosmic, per aggiungere una riflessione sui metodi di produzione di energia. Infatti non si dovrebbe parlare di produzione di energia, perché l’energia non si produce, ma si trasforma. Se prendi l’energia dal vento, stai togliendola al vento e usandola per qualcos’altro. Questo significa che quel vento, o quella corrente marina, sarà più debole. Se la prendi ad una cascata, vuol dire che cambierà la temperatura dell’acqua del lago sottostante (e moriranno specie animali e piante). Se coprissimo il pianeta di pale eoliche ci sarebbero delle conseguenze per il sistema dei venti, che a loro volta sono fondamentali per la circolazione dell’acqua (e molto altro). Io sono favorevole alle energie rinnovabili, ma bisogna fare attenzione a non illudersi che queste implichino impatto zero o minimo. L’impatto è sempre molto alto, ma bisogna fare i conti con i vantaggi e gli svantaggi, i rischi, gli effetti secondari, gli investimenti. E proprio gli investimenti insieme al dubbio sulla capacità di gestione, sono quelli che mi fanno dubitare che l’Italia dovrebbe investire nel nucleare, perché vista la situazione di arretratezza, sarebbe meglio investire su alternative sostenibili, invece di tornare indietro al nucleare. Investire sulla ricerca è l’unica strada che possa tirarci fuori dagli impicci energetici in cui ci siamo cacciati (e parlo a livello globale), sia essa ricerca di un’energia nucleare più pulita, che sappia gestire o riutilizzare le scorie, o di sviluppo di quelle cosiddette pulite. Invece l’unica ricerca veramente finanziata è quella per scopi bellici (da cui appunto deriva il nucleare come è conosciuto oggi).
    Spero di aver aggiunto uno spunto di riflessione importante alla discussione.

  • Daniela ha scritto:

    Barbara, sono d’accordo sulla parte positiva che evidenzi. Pulita, efficace, ecc ecc ecc. Non c’è storia, è un’ottima energia.

    Però… i rischi sono altissimi! Ecco, i miei dubbi sono: le scorie come si smaltiscono? C’è un modo di non averle ancora lì fra decenni? E poi gli incidenti… io non credo esista niente di indistruttibile davvero, e qui se capita il costo è altissimo, si parla di morti e danni alle persone enormi! Ne vale la pena?

    Non sto ribattendo, sto davvero chiedendo, soprattutto sullo smaltimento delle scorie, ne so davvero poco, e per quel che ne so, non c’è santo che tiene, qui nella mia provincia c’è un deposito di scorie da decenni, ci sono già state delle fughe in un fiume vicini, tutto naturalmente nascosto il più possibile, si è poi parlato di smaltirle, non so più in che modo, ma è un lavoro di anni e anni e costi non indifferenti… Ecco, non è che le lasciamo in eredità a figli e nipoti che poi non sapranno come evitare radiazioni & co? (affermazione da disinformata…).

    Sui rischi… purtroppo mi bastano quelli per dire no. A parte la discussione mafia/non mafia, qui l’ottica del fare alla buona e farci la cresta è diffusissima, in tutte le cose, anche qui al nord, troppo. E quindi già si parte col rischio di non fare un impianto sicurissimo. Ma anche se lo facessimo, quanto lo sarà davvero? E al primo incidente, quanto pagheremo? Ok, l’esempio è sempre quello della centrale in Francia, qui dietro l’angolo, vecchia… Certo, è vero, ma se ci facciamo del male perché tanto possono farcelo loro, non se ne esce più…

  • LaDistratta ha scritto:

    Avete già detto più o meno tutto quello che penso, vorrei solo aggiungere una cosa: per fare la mia scelta sul referendum sono partita da questa domanda “sarei felice di avere come vicino di casa una Centrale Nucleare?”
    Per me il punto è questo, io NON la vorrei, non mi sentirei sicura, avrei paura per la mia vita e per il futuro dei miei figli. Gli incidenti succedono, se già ne abbiamo risentito per le centrali dall’altra parte del mondo, figuriamoci averla “in casa”, in qualunque punto dell’Italia.

  • Close The Door ha scritto:

    Non so se qualcuno lo ha già detto, ma avete letto che a Fukushima hanno ammesso che c’è stata fusione: vuol dire che le barre si sono sciolte. Siccome l’uranio è molto più pesante di qualunque altro metallo, quando è fuso è più caldo di qualunque contenitore, che quindi si scioglie anch’esso. Quindi cola direttamente sul cemento… sta li per giorni finché, se va proprio male, lo sgretola e poi cola sotto, va nelle faglie, etc…

    Per la popolazione vuol dire: costruzione di un bel muro di raggio 100km intorno alla centrale, senza porte, e dimenticare quel territorio… L’unica cosa che è andata meglio che a Chernobyl è che in Giappone c’erano più livelli di contenimento e ‘sta roba non è stata sparata in aria dalle esplosioni… per il resto lì ci son almeno tre reattori aperti e fusi, cioè tre cose da coprire con sarcofaghi di cemento… milioni di tonnellate di cemento… su territorio altamente sismico. Cosa succederà? Sprofonderà per il peso? Si romperà tutto di nuovo al primo grave sisma? Boh? Non ho proprio idea di come potranno fare…

  • deborah ha scritto:

    Aggiungerei anche una piccola osservazione a quelli che mi dicono che tanto, ce le hanno in Francia e in Slovenia, le centrali. Se dovresse esserci un incidente ci sarebbero conseguenze anche da noi.
    Certo, conseguenze…
    Ma averla sotto il sedere, la centrale, non è mica come averla a centinaia di km, eh? no perchè, provate a dirlo a uno di chernobyl o a uno di fukushima se non era meglio abitare un po’ più in là.
    Ora, anche a coloro che sono favorevoli al nucleare chiedo: voi ve lo mettereste un bel reattore dietro casa?
    Vorrei qualche alzata di mano.
    Io, secondo i piani governativi, potrei avercelo + o – a 30km.
    Mi rendo conto che sono considerazioni terra terra, però quando guardo mia figlia non mi sembrano poi così peregrine.

  • Mestieredimamma ha scritto:

    Vorrei fugare ogni dubbio, come ho già scritto sulla pagina GC di facebook: io sono per il SI al referendum :-D cioè il nucleare non lo voglio. Non lo voglio sotto casa, non lo voglio sotto terra, non lo voglio quando guardo le mie bimbe.
    Il post l’ho scritto in accordo con Silvia e Serena con un taglio volutamente informativo e la discussione mi sembra stia facendo il resto.
    I dubbi più grossi che ho sono:
    - la sicurezza delle scorie: non riusciamo a gestire i rifiuti urbani, le ecomafie sono ovunque e vogliamo imbarcarci in una cosa del genere?
    - l’uranio: non è rinnovabile, noi non ce l’abbiamo (e allora per produrci da soli l’energia ed essere indipendenti andiamo a comprare l’uranio altrove? qui c’è qualcosa che non quadra… Poi estrarlo e arricchirlo si inquina così tanto da non rispettare il protocollo di Kyoto, così ho letto in giro.
    Per me è sufficiente per votare SI

    Infine vorrei citare quanto detto nel documento del MIR di cui ho messo il link sul post (questo è il link diretto al file pdf http://www.peacelink.it/mir/docs/3533.pdf) scusate, è lunga ma vale la pena
    “L’energia nucleare è la fonte che dà più potere ai politici perché spendono i soldi del futuro: è come una magia finanziaria. Gli appalti atomici garantiscono ai politici questo vantaggio immediato: mettono le mani subito su risorse oggi inesistenti che impegnano il Paese per decenni, anche quando quei politici non saranno più al governo. E più è grande l’opera maggiore è il potere da gestire, maggiori le promesse da poter fare, maggiori i voti da incassare. E maggiori i rischi di tangenti che, su appalti di miliardi di Euro, sono quanto mai appetibili: la pressione delle lobby nucleariste sono formidabili, mentre su sole e vento non ci sono interessi economici concentrati ma diffusi, e quindi di natura molto più democratica.

    elisa

  • Giovanna ha scritto:

    Il problema delle scorie nucleari è irrisolto in tutto il mondo. Negli Stati Uniti è da 20 che si cerca un sito sicuro per stoccare le scorie. Avevano scelto un deserto di sale, ma hanno scoperto che anche quello non va bene.
    Uno dei problemi più grandi legati alle scorie e come fare ad avvisare chi ci sarà tra 2000-3000 anni che lì ci sono scorie nucleari pericolose. Ecco il problema più grande dell’energia nucleare è proprio questo si coinvolgono nelle nostre scelte anche le generazioni future, parliamo infatti di sostanze come il plutonio che dimezzano la loro radioattività in 24000 anni.

  • mammadifretta ha scritto:

    io sono per votare sì, vomito di fronte alle campagne astensioniste e del no…sono prive di senso, doicono idiozie, se il carbone fa male spengo la centrale ed è finita, ma se spengo una centrale nucleare ho 25000 anni di radioattività..poi in italia i rifiuti nucleari sanitari sono negli scantinati degli ospedale(vedi inchiesta de l’espresso) mentre il sito individuao da enel è a caserta8E diamoli alla camorra). quello del nucleare è un incubo, in italia è un delirio.

  • supermambanana ha scritto:

    io sono (sono stata, ormai ho votato) molto piu’ combattuta sui quesiti sull’acqua in verita’… il nucleare: credo che Silvia abbia riassunto benissimo la situazione, in Italia non e’ il caso, per la geologia e per
    la politica del bel paese; ma a parte questo, ovviamente il nucleare e’ ormai una tecnologia in declino, ma altrettanto ovviamente ci serve energia (e se sentite i problemi dei tedeschi che subiranno di piu’ per la chiusura delle centrali, senza contare quelli che avranno i cavi che trasportano l’energia delle eoliche che passano dalle loro terre, capite bene che l’impatto zero e’ come il chilometro zero, un po’ una bella favola)

  • Cosmic ha scritto:

    sono un fisico sanitario e posso dire di saperne abbastanza di radiazioni ed effetti sulla salute (è il mio campo). condivido quello che hanno scritto Barbara e Serena, essere a favore dell’energia nucleare non vuole dire essere contro le energie “rinnovabili”, ma essere per la diversificazione e per l’utilizzo ottimizzato di tutte le tecnologie oggi disponibili. si parla solo di rischi del nucleare, mai dei rischi delle altre fonti, nè del loro impatto sull’ambiente. non pensate che i pannelli fotovoltaici e le pale eoliche non ne abbiano. si parla di “scorie radioattive”, i combustibili fossili non è che non producano scorie, semplicemente ce le respiriamo tutti i giorni invece che sotterrarle. riguardo all’incidente di Fukushima, non voglio minimizzare ma la disinformazione che si è vista nei nostri quotidiani è vergognosa. notizie scritte da persone incompetenti, ho trovato errori e ‘sviste’ da far accapponare la pelle a partire da unità di misura sbagliate e titoli allarmistici che non avevano alcun significato scientifico. la zona di Fukushima è una zona ad alta densità industriale. non credo che solo la centrale nucleare sia stata danneggiata dallo tsunami, chissà quante sostanze chimicamente tossiche sono state rilasciate nell’acqua e nell’ambiente ma nessuno si cura di darcene notizia, perchè tanto solo la radioattività fa audience. e non dimentichiamoci che tsunami+terremoto hanno causato 30mila morti, il fatto di Fukushima è una briciola rispetto al disastro e alla catastrofe complessiva. si parla di quelli che sono stati costretti ad allontanarsi dalle proprie case perchè nelle vicinanze della centrale… ma quanti di loro hanno ancora una casa tutta intera? è davvero quello il problema di un paese devastato da un terremoto al di sopra di ogni immaginazione?
    riguardo a Chernobyl, se volete credere a Greenpeace invece che alla IAEA o all’OMS fate pure. se è per questo si può credere anche agli oroscopi. non voglio minimizzare neanche qui, solo dire le cose come stanno: un incidente provocato perchè si stavano svolgendo dei test assolutamente fuori dalla normale amministrazione dell’impianto e contravvenendo a tutte le normali norme di sicurezza e di buon senso, avvenuto in Unione Sovietica, 25 anni fa, in una centrale che oggi sarebbe obsoleta. il bilancio delle vittime ad oggi (Chernobyl Forum del 2005) dichiara che ci sono stati 65 morti subito dopo l’incidente, un aumento dell’incidenza dei tumori alla tiroide che sono stati curati al 99% (in tutto 15 decessi), mentre NON si sono riscontrati aumenti di tumori di altro tipo e leucemie nella zona intorno alla centrale, nè di malformazioni nei discendenti. dunque se trovate quel video su youtube messo in giro anche da quel cialtrone di Beppe Grillo di bambini malformati e mostruosi, sappiate che è una bufala: il numero di nati malformati in quella zona si è rivelato essere assolutamente coerente con le normali statistiche della popolazione Ucraina. si stima inoltre che abbia fatto più danni la ‘paura delle radiazioni’ (molti sono stati gli aborti e le malattie di natura psicosomatica) che le radiazioni stesse. se vi interessa, trovate altri dettagli su wikipedia (oltre che sul documento ufficiale).

    a chi si chiede se io mi farei costruire una centrale sotto casa rispondo: Si, e ci andrei anche a lavorare. i dipendenti della centrale di Fukushima lavoravano su due turni, chi era a casa al momento del terremoto è morto, chi era al lavoro si è salvato. inoltre le centrali nucleari costituirebbero un’occasione di sviluppo tecnologico e competenze su cui una volta eravamo all’avanguardia, ma che dopo lo sciagurato referendum di tanti anni fa abbiamo perso. a chi dice che non siamo in grado di gestirle rispondo che siamo un paese di serie B anche e soprattutto perchè siamo un paese oscurantista che non si fida della scienza e delle tecnologie (in un solo paese industrializzato al mondo si ostacolano o addirittura vietano la ricerca e l’utilizzo di OGM e biotecnologie, energia nucleare, cellule staminali embrionali ecc. contemporaneamente), con questo atteggiamento resteremo SEMPRE un paese di serie B.

    infine, a chi pensa che con il sole e il vento possiamo risolvere tutti i nostri problemi energetici propongo di mettersi un pannello solare sul tetto, o una pala eolica in giardino (quest’ultima poi ho dei dubbi che tutti gli ‘ecologisti’ se la farebbero mettere), staccandosi dalla rete elettrica. voglio proprio vedere se ha la corrente 24 ore su 24, per 365 giorni l’anno.

  • Gabriella ha scritto:

    Molto sinceramente le ultime affermazioni di Cosmic qui sopra, non si possono leggere. E davvero mi stupisce tutto l’andamento di questa conversazione.
    A Chernobyl non ci sarebbe stato alcun incremento di tumori???
    E scommetto che le recenti ricerche effettuate nei dintorni delle centrali francesi che dimostrano l’elevatissima incidenza di tumori, di aborti spontanei e di malformazioni, magari nemmeno quelle esisterebbero!
    Mi stupisce, perché al di là di chi vive nelle zone interessate, basta andare in un qualunque ospedale con un reparto oncologico pediatrico e parlare col personale, per scoprire che a partire dal disastro di Chernobyl IN ITALIA c’è stato un incremento spropositato di tumori a carico della tiroide e di tipo ematologico, soprattutto.
    Ma casualmente non ci vengono forniti i dati, come d’altra parte anche in altri casi, quando ci sono forti interessi in gioco.
    Vogliamo continuare a credere (come Cosmic) che elevati livelli di radiazioni non procurino alcun danno alla salute? Benissimo, ma allora prendiamoci la briga di andare a vedere coi nostri occhi quegli ospedali in Ucraina, andiamo personalmente a parlare con chi quella gente prova a curarla (e non ci riesce, altro che 99% di guarigione!), prendiamoci la responsabilità di andare a dire a quei genitori ventenni che hanno l’80% di possibilità di avere figli malati, che questo non dipende da Chernobyl, ma da un orribile scherzo della sorte!
    E quanto all’ultima inaccettabile provocazione di Cosmic rispondo che preferirei di gran lunga rinunciare alla corrente elettrica 24 ore su 24, piuttosto che avere un figlio malato!

  • Daniela ha scritto:

    Cosmic, sono d’accordo su tutto, sul fatto che Chernobyl è roba vecchia, che ora è tutto diverso, che le fonti di ora non possono bastare, ecc ecc ecc…

    Ma chi mi dice che anche la centrale supertecnologica di oggi non sarà obsoleta quando il problema sarà delle mie figlia? chi mi dice che non capiterà un pazzo che farà ancora test fuori da ogni programmazione? Chi mi dice che qualcuno non chiuderà un occhio su una cosa fondamentale per risparmiare un po’?

    Ok, può succedere con qualunque altra cosa, succede quando si costruiscono scuole, strade, palazzi… Però se crolla un palazzo il dramma finisce lì. Se “crolla” una centrale… ecco, preferirei avere la corrente solo per poche ore al giorno, a quello sopravvivo!

  • Giovanna ha scritto:

    Facciamo anche finta che tutto quello che ha scritto Cosmic sia vero, che lavorare e vivere vicino ad una centrale nucleare sia una specie di Eden che solo pochi eletti riescono a comprendere….

    resta una sola domanda:

    l’Italia non ha giacimenti di Uranio…..siamo sicuri che i Paesi che lo posseggono Canada, Stati Uniti, Niger, Uzbekistan non ci speculeranno sopra?? siamo sicuri che i giacimenti di Uranio potranno bastare per molti anni??

    Inoltre una precisazione:
    i pannelli solari servono per la produzione di acqua calda;
    i pannelli fotovoltaici che sono differenti dai primi (!) servono per la produzione di energia elettrica.

  • mammadifretta ha scritto:

    risottolineo che i siti delle centrali sono prevalentemente al sud, dove non sappiamo gestire neanche la spazzatura normale(a palermo la situazione è simile a quella di napoli) o meglio sull’immondizia ci si mangia. E non credo che quella radioattiva faccia eccezione. E la mafia non è solo al sud. SDe non si dice si per ideologia, lo si faccia almeno per buon senso.Vi invito a cercare su google “ecomafia”, che non è una mafia a impatto zero.

  • LGO ha scritto:

    Allora, premesso che comunque io preferirei NON avere un tumore curabile piuttosto che averlo ;-) , sullo spirito dell’intervento di Cosmic sono vagamente d’accordo. Siamo arrivati in fretta e disinformati a un referendum importante ed ora è ovvio che in vista del confronto finale le posizioni si siano radicalizzate, quindi da tutte le parti si sentono un po’ affermazioni esagerate e si ragiona di pancia più che di testa. Resta il fatto che un incidente nucleare è possibile (e questo è un dato di fatto: ne abbiamo avuti due in in poco poù di vent’anni e NON possiamo essere sicuri di evitare in futuro né errori umani né eventi naturali catastrofici), che i suoi effetti non si esauriscono nell’arco né di qualche anno né di qualche decina e né di qualche centinaio, che non abbiamo risolto il problema delle scorie, etc. etc. Bisogna anche considerare secondo me che in tutto il mondo il nucleare si sta seriamente riconsiderando, e questo vuol dire che le tecnologie diventano costose, che le liste d’attesa per la costruzione delle centrali diventano lunghe (una centrale “vive” qualche decina d’anni, poi diventa roba vecchia) e il costo diventa poco competitivo.
    Inoltre, e qui credo di non essere affatto d’accordo con Cosmic, le condizioni ambientali contano tantissimo. Mi dispiace, ma qui in Italia non abbiamo neanche una legge elettorale degna che ci permetta di votare per persone che stimiamo: di far finta di non sapere come vengono gestiti gli appalti pubblici (e anche le cose private, quanto a questo) io non me la sento. Continuiamo a fare ricerca, e vediamo se riusciamo a diventare un paese serio, prima.
    In fondo, io ai miei figli non metto in mano i fiammiferi. Non ancora :-)

  • supermambanana ha scritto:

    Cosmic, io non sono AFFATTO un’esperta, ma ho varie volte aiutato l’associazione Chernobyl Children Life Line qui in UK (http://www.ccll.org.uk/) e insomma se devo stare ai loro dati la situazione e’ ANCORA OGGI abbastanza problematica specie per i bambini – l’associazione fra le altre cose paga ad un certo numero di bambini all’anno, da quasi venti anni, un periodo di permanenza in UK o Europa, e sostiene che anche pochi mesi lontano dalle radiazioni ANCORA OGGI riesce a prolungare l’aspettativa di vita di questi bimbi di qualche anno…. La WHO (quindi non Green peace!) dice che ci sono 500mila bambini a rischio in Bielorussia, e stanno ancora monitorando piu’ di un milione di persone. Ora con tutto cio’ non voglio fare della retorica antinucleare, ma parlare di oroscopi non mi pare il caso ecco.

  • Serena ha scritto:

    @supermambanana grazie per questi riferimenti. Infatti anche io mi ricordo che qualche anno entrai in contatto anche in Italia con alcune famiglie che ospitavano questi bambini proprio per toglierli dalle radiazioni tutt’ora presenti, ma non avevo dati o riferimenti in merito.
    Io ho scritto il mio commento per chiarire il fatto che non esiste energia a impatto zero sull’ambiente, ma sono contraria anche io al nucleare. Credo che i soldi per la ricerca, che in Italia sono sempre pochi, dovrebbero essere investiti in altro modo. Io credo anche che una rieducazione ai consumi sia fondamentale insieme agli sviluppi tecnologici per la produzione di energia, e qui su ecogenitori crescono parliamo anche di questo.

  • mammadifretta ha scritto:

    ecco che fine fanno i rifiuti radioattivi, per esempio http://italiadallestero.info/archives/7557

  • Gloria ha scritto:

    @Cosmic: io a dire il vero sto pensando ad una casa ecologica in legno, proprio (guarda caso) con un impianto geotermico/pannello solare termico e pannello fotovoltaico/minieolico. Proprio per staccarsi completamente dall’energia termica intanto (elettrica con celle di accumulo non è ancora possibile per legge, credo, ma si arriva a pareggiare quello che immetti e quello che consumi). Case come queste sono possibili (vedi la LEAF House e ci vivono persone come noi, e io ci vivrei eccome.

    Se poi rinunciare al nucleare volesse dire non avere l’energia elettrica 24 ore su 24, ma avere invece energia pulita e sicurezza ambientale… penso che non sarebbe un problema insormontabile.

  • Il referendum: riflessioni sull'acqua | genitoricrescono.com ha scritto:

    [...] riflessioni sull’acqua Scritto il 8 Jun 2011 da mestieredimamma No Comment Dopo le riflessioni sul nucleare di qualche giorno fa, eccoci a parlare di acqua, in vista del referndum del 12 e 13 giugno. Acqua [...]

  • Cosmic ha scritto:

    ci tengo a precisare che non penso che ciò che è successo a Chernobyl o a Fukushima siano avvenimenti da trascurare o sottovalutare, anzi. il senso del mio commento voleva essere un altro. si parla di rischi del nucleare mai di rischi delle altre fonti energetiche. sarebbe più corretto invece fare un confronto, non si può parlare di rischi in senso assoluto senza termini di paragone. purtroppo un confronto di questo tipo, su cui anche i massimi esperti non sono concordi, nei nostri mezzi di informazione non si è mai visto. certo si preferisce sentire cosa ne pensano Celentano e la Santanchè, un dibattito fra esperti (di economia, di reattori, di radioprotezione…) pro e contro non è stato trasmesso da nessuna televisione, nè pubblicato in alcun quotidiano. è questo che mi fa rabbia e mi scandalizza.
    nessuno dice che chi vive a Chernobyl stia bene così. però le evidenze sono ben diverse da quella che è l’immaginazione comune.
    @Gabriella: sono stata a una conferenza sul tumore alla tiroide proprio per i 25 anni di Chernobyl. quello che si diceva è che non è possibile conoscere la causa dell’aumento di alcune forme (in genere benigne o comunque curabili nel 99% dei casi) di tumore alla tiroide, perchè i tumori sono aspecifici. quello che i medici nucleari pensano è che oggi si diagnosticano anche più casi, e più precocemente, perchè si dispone di strumenti diagnostici migliori: in pratica una volta non te ne accorgevi e morivi di metastasi dappertutto, oggi sai che hai un nodulo alla tiroide e lo togli.
    va bene leggere delle statistiche sull’aumento dell’incidenza di alcuni tumori, ma rispetto a cosa? in che percentuale? e soprattutto quanto incidono in un mondo in cui una persona su 4 muore di tumore? e badate bene che l’aumento dell’incidenza dei tumori è dovuto anche e soprattutto all’aumento dell’aspettativa di vita. una volta si moriva a 40 anni di polmonite, oggi si muore a 80-90 di tumore. insomma, è chiaro che la cosa non si riduce solo a questo e sto banalizzando molto. ma direi che la scienza e la tecnologia ci hanno permesso un miglioramento della qualità della vita, oltre che a un pauroso aumento dell’aspettativa di vita stessa. si può rinunciare al progresso e alla tecnologia ma a che prezzo?
    @Gloria: quello che scrivi è molto bello ma non tutti possono permettersi la casetta in legno ecosostenibile. e poi farebbe davvero la differenza? davvero pensate che il mondo si possa salvare con questi piccoli escamotage? ma se volete vuotare l’oceano con il cucchiaino liberi di provarci…

  • Gloria ha scritto:

    @Cosmic: neanche io sono sicura di potermela permettere la casetta in legno ecosostenibile, sai, ma rinucio volentieri ad andare a cena fuori, comprare prodotti industriali, usare i pannolini usa e getta, gli assorbenti usa e getta, i piatti e le posate di plastica. Di fare queste cose non se le possono permettere pochi ricchi, ma tutti quanti, perché sono cose a costo quasi zero. Ma non tutti le fanno, anzi la maggioranza non le fa. Io non penso di vuotare l’oceano col cucchiaino, ma se tutti quanti si comportassero in maniera diversa, e prendessero consapevolezza di alcune cose fondamentali, cambieremmo sicuramente qualcosa.

    Lo stesso vale per la casa: sono certa che se il fotovoltaico anziché aver riempito in Italia i campi più belli, riempiendo le tasche solo di pochi già ricchi e non (come avrebbe dovuto essere) permettendo ad ogni famiglia di avere energia pulita con il suo pannello sul tetto, saremmo già un passo avanti, e non si farebbe il discorso del “io non me lo posso permettere”. Perché ti assicuro che certe scelte non sono “radical chic”, ma percorsi a cui quando si prende coscienza di alcune cose vengono naturali. E rinunciando a qualcosa (tante cose) magari alla fine ce li possiamo permettere anche se avremmo pensato di no…

  • Barbara ha scritto:

    @Gloria, tu hai ragione ed è tutto molto bello (anche se io non sono convinta che con vari impianti una casa si possa rendere energeticamente indipendente, ma se lo dite voi ci credo), ma ti sei chiesta qual’è la percentuale di energia casalinga che “spende” l’Italia? Ovvero, di tutta l’energia che consumiamo, quale frazione è per uso domestico e quale per uso diciamo civile? Tu puoi anche fare il bucato a mano con l’acqua scaldata col gas, ammesso e non concesso che questo ti migliori la vita, ma pretendi comunque (e giustamente) le luci per le strade, gli ospedali perfettamente efficienti 24 ore su 24, le metropolitane e i treni, milioni di servizi che vanno a energia elettrica. A casa lavi i piatti a mano, ma al ristorante la legge prevede (con buona ragione) la lavapiatti a vapore ad alta temperatura… per non parlare di tutti i prodotti industriali, TUTTI. E questo solo per fare pochi esempi. Poi tu sei disposta a fare a meno dell’elettricità sempre e comunque a casa tua, ma per esempio in ospedale? Nelle scuole? Nelle stazioni? Insomma pensi davvero che potremmo fare a meno della disponibilità di energia sempre e comunque? Come nazione, intendo, non come singoli a casa propria?
    Per carità, non sono una consumista sfrenata, anzi, ma ripeto quello che ho già detto e che ha ripetuto anche Cosmic: per chi in qualche modo è dentro l’ambiente, la disinformazione sul nucleare è davvero urticante. Sentire tanti amici che vanno a votare si domenica contro il nucleare “perchè è pericoloso” o “perchè è inquinante” o peggio ancora perchè “meglio investire nelle fonti rinnovabili”, tutti convinti di essersi informati abbastanza ascoltando i dibattiti in TV o uno spettacolo di Beppe Grillo (con tutto il rispetto) mi fa quasi perdere la speranza di rivedere il mio paese in piedi e con le spalle dritte. Dico solo: informatevi. E soprattutto, ascoltate chi non la pensa come voi: potrebbe darvi un punto di vista nuovo e diverso, quell’altro lo avete già.

  • supermambanana ha scritto:

    @Barbara il punto e’ che ci saremmo pure informati e come dicevo sopra non sono affatto anti-nucleare in principio, a parte eventuali riserve sulla tutto sommato obsoleta tecnologia, ma e’ la combinazione centrale nucleare IN ITALIA che diventa, per come sono le cose adesso nel nostro Paese, purtroppo, una combinazione non sottoscrivibile, le condizioni devono cambiare seriamente prima di poter metter la firma in calce ad un progetto cosi’ importante.

  • Barbara ha scritto:

    @Supermambanana, ti rispondo citando la fine del primo commento di Cosmic (posso?): “infine, a chi dice che l’Italia è in mano alla camorra e non può costruire centrali nucleari dico 2 cose: 1) secondo questo ragionamento TUTTO ciò che si costruisce in Italia non è affidabile e non vedo perchè siamo ancora tutti qua invece che essere scappati all’estero. 2) se continuiamo a pensarla così siamo e saremo sempre un paese di serie B. siamo noi che non crediamo nel nostro paese e ci meritiamo chi ci governa”.

  • Barbara ha scritto:

    Insomma, io non dico che il nucleare sia la panacea di tutti i mali, ma sono convinta che ne abbiamo bisogno. E infatti, indirettamente, lo usiamo. Lo compriamo dagli altri, che ci ridono dietro perchè se lo fanno pagare caro e ci espongono a tutti i rischi di un incidente.

  • supermambanana ha scritto:

    ecco e sul fatto di “comprarlo dagli altri” e soprattutto sul “ci ridono dietro” (ma chi?) mi sento anche di dire “e allora”? In un mondo ideale, una volta capito che la centrale nucleare davvero sia la soluzione al problema, ci si metterebbe daccordo fra le varie nazioni vicine per decidere quale punto sia geologicamente migliore per collocarla: non dovendo essere legati geograficamente come nel caso dei pozzi di petrolio, possiamo metterci a tavolino e decidere tutti insieme che magari in italia non ci sono siti poi adatti, e invece accettare che sia in francia o chenneso e comprare energia di li’, non ci trovo nulla di male, solo una razionalizzazione di risorse. Mi spingerei anche a dire che l’italia (e gli altri) dovrebbe contribuire a creare la centrale in francia (per dire) in modo da dividerne le spese, e guadagnarci tutti.

  • supermambanana ha scritto:

    poi sui punti di cosmic che riprendi, sul primo non posso commentare perche’ io sono effettivamente scappata all’estero :-P e sul secondo, beh ti daro’ ragione quando in effetti l’italia avra’ scelto chi ci governa pensando con la testa e non con la pancia delle raccomandazioni. Quando cio’ accadra’ allora si, posso pensare di riparlare della questione, ma non prima, e non soprattutto con il nucleare promosso PROPRIO dalle persone elette nelle condizioni di cui sopra.

  • Barbara ha scritto:

    Beh, ci ridono dietro i francesi, soprattutto, dai quali compriamo parecchia energia… Nel tuo mondo ideale va ovviamente tutto bene, ma perchè dovrebbero darci tutti i lati positivi e nessuna “rogna” quando possono chiederci tanti soldi per l’energia? Direi che proprio non gli conviene, no? Non hanno proprio bisogno di noi che li aiutiamo a costruire le centrali, possono farlo benissimo da soli magari a ridosso delle Alpi, dove oltretutto i rischi li condividiamo…
    Sulle scelte politiche, beh, il problema si è riproposto dopo 30 anni…

  • LGO ha scritto:

    Da quello che so non compriamo a caro prezzo dalla Francia, ma a basso. Mentre le nostre centrali a ciclo combinato possono regolare la produzione, una centrale nucleare non si può spegnere e riaccendere :-) quindi l’eccesso viene venduto a basso costo all’Italia. Compriamo dalla Francia non perché ci serve ma perché ci conviene.
    Poi: stiamo parlando di energia elettrica. Ma il grosso dei consumi energetici è per il riscaldamento, i trasporti…e quelli sorry ma il nucleare non ci aiuta. Finché non avremo le automobili a plutonio…
    Neanche il fotovoltaico ci aiuta granchè: noi che non abbiamo la casetta in campagna ma siamo stipati nelle città (e siamo in tanti, e non per nostra scelta) con i pannelli sul tetto ci facciamo poco (meglio di niente, ma sempre poco).

    Il nucleare è costoso e pericoloso. Capisco che essere un paese di serie B non faccia piacere a nessuno (a qualcuno in realtà sì) ma è un dato di fatto. Io ho toccato con mano come vengono gestiti i rifiuti radioattivi (avete presente persone che fanno scomparire i dosimetri? Lavoratori che dovrebbero perlomeno potersi fare una doccia dopo un turno al deposito e non hanno l’acqua in casa: cose così) e pur non considerando il nucleare un frutto del diavolo, non ho dubbi sul mio sì al referendum.

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