Razionali ed emotivi

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Una caratteristica un po’ meno nota del temperamento è quella che distingue le persone razionali da quelle emotive. Come ci spiega Mary Shedy Kurcinka in “Kids, Parents and Power Struggles”, razionali o emotivi si nasce, ma è solo dopo qualche anno che questi aspetti del carattere diventano evidenti. Inizialmente i bambini “provano” entrambe le possibilità in varie fasi della crescita, ma in età scolare, chi prima e chi dopo, arrivano ad affermare il loro modo preferito per prendere delle decisioni.
Le persone razionali seguono la ferrea logica del ragionamento per risolvere conflitti, problemi e decidere cosa è giusto e cosa è sbagliato. Gli emotivi invece si ascoltano e ascoltano gli altri per decidere cosa sentono sia giusto o sbagliato. La differenza non è sottile affatto.
Pur non essendo tutto o bianco o nero, si possono evidenziare alcuni comportamenti indicativi.

Il bambino razionale segue rigorosamente le regole del gioco, senza eccezioni per nessuno. Se il gioco è ad eliminazione, non esistono santi a cui affidarsi, ne eccezioni possibili per bimbi più piccoli, più timidi o più insicuri. Chi è dentro è dentro e chi è fuori è fuori. Le regole vanno rispettate.
Il bambino razionale ha un gran senso della verità e della giustizia, non sopporta i sopprusi e che si faccia torto a qualcuno. Ha uno spirito critico spiccato ed è in grado di trovare la falla di un ragionamento (e non si risparmia di puntualizzarlo). Preferisce spiegare cosa è successo piuttosto che come si sente, se ha litigato con il suo miglior amico o se ha perso una gara sportiva importante. Per questo motivo quando inizia a sbraitare contro il mondo perchè qualcosa è andato male e cercate di calmarlo con un abbraccio non fate altro che farlo infuriare di più. E’ meglio chiedergli di raccontare cosa è successo, e magari riflettere insieme sugli eventi, perchè per lui un abbraccio non aggiusta nulla. Attenzione però a non puntualizzare gli errori fatti o suggerire strategie, perchè non ama sentirsi impreparato o incompetente, e non vuole che qualcuno analizzi un suo comportamento al suo posto.
Il bambino razionale ama sapere il motivo per cui succedono le cose, e ama un buon dibattito. Infatti non solo non evita lo scontro dialogico, ma spesso lo va a cercare, magari assumendo una posizione appositamente opposta, per il semplice gusto di mettere alla prova le sua abilità logiche e dialettiche.

Il bambino emotivo è molto sensibile. Può accadere che pianga di fronte ad un film, per la sua enorme capacità di immedesimarsi ed empatizzare con gli altri. Per questo motivo potrebbe essere contento di aver vinto una gara, ma essere triste pensando a come debbano sentirsi gli avversari. Un bambino emotivo ha bisogno di un abbraccio e del conforto emotivo prima di essere in grado di analizzare una situazione e trovare una soluzione ad un problema. I bambini emotivi si preoccupano che tutti si sentano bene e partecipino al gioco. Prendono le difese dei più deboli e trovano un modo per raggirare le regole pur di non ferire nessuno, magari creando degli “emendamenti” ad-hoc. Il bambino emotivo non sopporta i conflitti e cerca sempre di trovare una soluzione che accontenti tutti, arrivando anche a cedere il suo giocattolo preferito se necessario. Potrebbe interiorizzare conflitti tra altri bambini o persone (ad esempio tra i genitori) facendosi venire mal di pancia o mal di testa. Non sopporta di essere criticato, e prende ogni critica come una conferma del suo fallimento. Ha bisogno di sentirsi stimato per riuscire bene in un compito che non gli è congeniale.

Resta naturalmente da capire cosa fare a seconda dei casi, e la Kurcinka non ci risparmia esempi e consigli. Eccone un assaggio.

Se pensi che tuo figlio sia razionale, potrebbe essere utile analizzare le strategie possibili prima. Ad esempio in caso di una gara sportiva a cui tiene, si potrebbe pensare a quale potrebbe essere il comportamento da tenere sia in caso di vittoria che in caso di sconfitta, sottolineando il fatto che in caso di sconfitta deve comunque congratularsi con i vincitori, e suggerendo un modo per sfogare la rabbia una volta tornati a casa.
Se un bambino razionale viene accusato erroneamente dai suo compagni di gioco di aver imbrogliato o spinto qualcun’altro, è molto probabile che prenderà l’accusa in modo molto duro, proprio grazie al suo senso di giustizia, e inizierà a litigare furiosamente con gli altri urlando che non è giusto, e che lui non l’ha fatto. In casi simili si potrebbe partire con il riconoscere il suo senso di giustizia, dicendo “capisco che per te è molto difficile essere accusato ingiustamente. Il tuo senso di giustizia è molto importante ed è un bene che al mondo ci siano persone che la pensino come te.” aiutandolo ad abbassare le armi, per poi proseguire suggerendo la prossima volta di dire qualcosa sul genere “mi dispiace se hai avuto l’impressione che ti stessi spingendo, non era mia intenzione”. Un bambino razionale non ama ammettere di aver sbagliato, e meno che mai chiedere scusa, figurarsi quando non pensa di avere torto. Imparare a farlo è difficilissimo, ma non per questo meno importante.

Se pensi che tuo figlio sia un emotivo, ricordati che di dare credito e spazio ai suoi sentimenti, prima di aiutarlo a risolvere il problema. L’empatia prima di tutto. Insegnagli che è normale essere tristi ogni tanto, e offrigli un abbraccio se ne ha bisogno. Di fronte ad un compito difficile, quale imparare ad andare in bicicletta, avrà bisogno di sentirsi rassicurato che gli vorrete ugualmente bene anche se non ci riuscirà. Il solo fatto di confermare i vostri sentimenti per lui, lo aiuterà a concentrarsi e a riuscire meglio nell’impresa. Per la loro voglia di accontentare tutti, i bambini emotivi rischiano di non far valere le proprie ragioni o di non far presente le proprie preferenze, accettando di giocare un gioco che non gli piace, o di vedere un film che non hanno voglia di vedere solo per non dispiacere a qualcuno. E’ quindi fondamentale insegnare loro ad essere più decisi nell’affermazione delle proprie idee.

Ovviamente non è sempre così facile, e ci sono le differenti combinazioni di razionale introverso, razionale estroverso, emotivo introverso e emotivo estroverso.
Se non siete sicuri quale è il modo preferito di vostro figlio, tentate sempre di offrire un abbraccio. Se lo rifiuta o si arrabbia, avete di fronte a voi un razionale, allora passate tranquillamente alla richesta “raccontami cosa è successo”.

E alla fine di questo post, io sorella maggiore razionale, colgo l’occasione per chiedere pubblicamente scusa alla mia povera sorellina emotiva, per tutte le volte che l’ho presa in giro perchè piangeva guardando un film in TV 😉

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9 COMMENTI

  1. Ciao a tutte, vorrei porre la questione delle “etichette” affibbiate ai bimbi da parte della gente ma in primo luogo dai genitori. Per caso se ne è già parlato da qualche parte?

  2. Ciao.mi chiamo Rita ,ho un figlio di 11 anni,frequenta la 5 elementare e’ molto intelligente,pero’ il suo problema e che vuole essere il primo in tutto:entrare a scuola appena suona la campanella e poi quando si esce idem,vuole sempre che sia lui il vincitore nello sport,nn vuole mai che i suoi compagni lo prendano in giro x scherzo….ma lui invece puo’ farlo!!!!sono stanca di dirgli che nn esiste solo lui al mondo e che deve imparare a fregarsene dei suoi compagnetti e di essere indifferente , ma lui piange x tutto !!!!!!!!!! cosa posso fare ancora xche’ lui nn si senta sempre rifiutato o preso in giro ???

  3. Beh, forse è presto ma… ho una figlia che rifiuta con urla atroci gli abbracci se è arrabbiata, ma piange davanti a qualunque cartone o libro… Cerca e vuole lo scontro logico ma se discutiamo si agita subito e ci chiede di non litigare quasi piangendo… Ditemi che prenderà una decisione su che parte stare! 🙂

  4. …..io con l’ape magà…fiumi di lacrime!!..i miei fratelli mi chiamavano lacrimuiz…ma del resto siamo duel leoncine!! 😉

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