Il ragù dell’integrazione

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gc5desNegli ultimi anni hanno preso piede anche in Italia alcuni alimenti tipici di altre culture. È molto interessante che l’arrivo del Kebab nelle pizzerie d’asporto o la diffusione del cous-cous nei supermercati, non abbia fortunatamente generato polemiche sui mass media.
Perché? Mi sono chiesto. Non so. Forse siamo molto più aperti alle altre culture di quanto non vogliamo credere.
Però poi alla mensa della scuola specificano che il ragù è fatto solo con carne bianca è vien fuori il putiferio: “Lo fanno per i musulmani, ci portano via i nostri millenari valori cristiani” (che poi il passaggio evangelico sul ragù devo essermelo perso).
Non mi stupisce, in ogni caso; qualche anno fa al lavoro abbiamo avviato un servizio di autonomia abitativa dove dei ragazzi disabili dovevano imparare a cucinare, lavare, stirare, ecc. Le quattro educatrici coinvolte erano bravissime, menti aperte, vision sul futuro incrollabilmente ottimista. Litigarono sul ragù.

Il ragù fatto in casa. Foto Wikimedia Commons
Il ragù fatto in casa. Foto Wikimedia Commons

Nessuna lo faceva nel modo giusto (a detta delle altre tre) ed in ogni caso nessuna lo faceva come lo avrebbe fatto la mamma del ragazzo interessato per cui non ci si accordava mai.
Grandi trattative internazionali per la pace sono nulla rispetto alla condivisione della ricetta del ragù.
Temiamo per i nostri incrollabili valori, ragù compreso, e poi in realtà non siamo nemmeno capaci di metterci d’accordo tra di noi. Nonostante questo lo mangiamo sempre, in qualsiasi ristorante, in mensa, da amici. Non ci dicono come lo fanno e siamo felici.
Magari, se invece di discutere su come sia giusto fare, lo facessimo e basta, vivremmo tutti molto più sereni.

E comunque basta litigare che la ricetta VERA, la sola possibile di ragù la conosceva mia nonna:

  • Soffriggi la cipolla con un po’ d’olio di oliva
  • Rosola 500 gr di macinato fino a quando non diventa di un colore brunito
  • Aggiungi la passata di pomodoro (una quantità che va dai 500 ai 1000 gr a seconda della consistenza che vi piace, l’umidità dell’aria e l’umore del momento)
  • Lasciar “pippare” a fuoco lento per ALMENO un’ora
  • Poi se un’ora non basta (e non basta!) fate anche un po’ di più (tipo: dalla mattina, all’ora di pranzo)
  • Sale q.b.

Perché abbiamo millenari valori, ma andiamo ancora tanto a vista.

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