Quello che le mamme non dicono

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Molte blogger scrivono libri. E molti sono bei libri, perchè chi crea un blog, spesso, ha passione per la scrittura e la esercita con costanza e dedizione.
Però c’è una blogger che secondo me, e glielo dico da quando l’ho conosciuta, ha una rara dote comunicativa. Una donna che ha trovato una chiave personalissima per raccontarsi e per “arrivare” diretta ai suoi lettori. Io personalmente amo molto quello che scrive e come lo scrive.

E’ quella che può definirsi una blogger famosa ed ha scritto un libro davvero bello.
Wonderland, l’autrice del blog Ma che Davvero?, è adesso l’autrice di “Quello che le mamme non dicono” – Rizzoli. Mi verrebbe da dire: con lo pseudonimo di Chiara Cecilia Santamaria, ma mi dicono che questo è il suo vero nome… Anche se per me è sempre Wo’!

E’ un libro tratto dal suo blog, ma non è una copia del blog.
E’ molto divertente, scorre veloce e fa venir voglia di leggerne sempre un altro pochino, finchè non ci si ritrova ad averlo finito in un paio di giorni.
Ma il bello è che, con il tipico tono da Wonder, caustico ed autoironico, ci si ritrova a leggere una bellissima storia di maternità, vissuta in modo profondo e mai scontato.
In un libro apparentemente lieve, ci sono tutti i temi e i dubbi della maternità.

Non è facile trovarsi a leggere di argomenti seri e profondi, ridendo dall’inizio alla fine. Questo è il grande pregio di Chiara (e per una volta fatemela chiamare con il suo nome!): non ha paura di essere seria, non ha paura dei suoi sentimenti, nè di espimerli con onestà, non ha paura dell’intensità e non ha paura di ridere, di sè in primo luogo.
Wonder è una donna coraggiosa.

Volevo regalarvi un piccolo brano, ma mi ci è voluto un bel po’ per sceglierne solo uno. Alla fine ha vinto questo:
E’ diverso il modo in cui i figli si infilano nel cuore. Perchè si è abituati all’innamoramento, che è una specie di colpo secco, uno strappo che trasfigura il quotidiano e ti trasporta altrove. I figli invece nel quotidiano ci sguazzano. E’ da li che iniziano: a stravolgertelo nel modo più terreno possibile. Con pannolini sporchi, tosse, richieste, strilla, pianti, marmellata. E’ li che fanno la loro tana. In poco tempo, tutto quello che prima era definito e che credevi di conoscere, cambia forma.
Sì, anche tu

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in Mondadori
LaFeltrinelli

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9 COMMENTI

  1. Eccomi,
    ho letto il libro tutto d’un fiato, ho riso a crepapelle e mi sono commossa parecchio.
    Mi ritrovo in pieno nel senso di estraneità al cliché di mamma-perfetta-votata-al-martirio, all’appiattimento sui figli, al parlare solo di pannolini…
    A volte mi sento un marziano perché non so cosa dire alle mamme che trovo al parco o al nido, perché vado in crisi se non ho una mezzora ogni tanto per dedicarmi a una doccia in santa pace senza dover stare attenta che la Piccola allaghi il bagno, per il bisogno di uscire alla sera da soli come persone normali e la nostalgia per i viaggi e l’indipendenza.
    Amo mia figlia alla follia, ma sono una donna, una persona che prima di fare la mamma era altro e vorrebbe continuare a fare altro oltre che la balia, senza sentirsi un’egoista snaturata.
    Sono contenta di non essere l’unica a cui i panni della mamma perfetta vanno stretti, lo sospettavo ma vederlo scritto nero su bianco aiuta.
    Ancora complimenti!
    Ciao ciao

  2. Ho iniziato a seguire il blog di Wonder da quando ho scoperto di essere rimasta incinta. Sua figlia ha circa un anno in più della mia e ho fatto tesoro di tutti i suoi posts sull’insonnia dei neonati, preparandomi al peggio con la sua ironia!!!
    E’ molto vero quello che scrivi: Chiara ha saputo parlare delle cose più serie con un tocco leggero.
    Per alcune cose non è nelle mie corde, tipo il desiderio imperante di “rimanere come prima” che nella mia percezione, più che “curare il proprio aspetto” significa “essere in tiro” (la lotta per la ceretta, il parrucchiere ecc.). Ma credo che questo sia dovuto al fatto che quando sono rimasta incinta avevo ormai da qualche anno il desiderio vivo di tuffarmi nell’esperienza della maternità. Ero nauseata del mio lavoro e delle lotte con lo specchio per prepararmi per andare in discoteca ne avevo davvero le scatole piene.

    Tuttavia, ripensando a com’ero a 27 anni, è vero non avevo un fidanzato in gamba come il suo, ero single, ma soprattutto anche se avessi avuto un fidanzato, ero completamente presa dalla mia ambizione lavorativa. Davvero non so se avrei avuto il fegato di Chiara di guardarmi dentro come ha fatto lei, e di affrontare un terremoto senza che l’amarezza per qualche occasione persa sovrastasse l’affetto per mia figlia. Perché come si ricorda troppo poco, in Italia le donne che hanno figli si trovano bastoni fra le ruote in tutti i sensi. Gliel’ho già detto, ma lo ripeto qui: Wonderchiara è veramente una donna in gamba, e sua figlia è una bambina fortunata.

  3. ciao, io ho finito di leggerlo ieri sera e non posso che confermare tutto quello che hai scritto, mi è piaciuto tanto, anzi tantissimo. Mi è successo che tra una risata e l’altra mi sono anche commossa… sarà che la mia piccola ha la stessa età di quella di Wonder, sarà che anche io per tanti mesi non non dormito, sarà che è una storia di mamma in cui ci ritrovo tanto me stessa… insomma lo consiglio a tutte le future mamme e neomamme e anche ai neopapà per fargli capire un po’ del nostro mondo! buona lettura a tutti!

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