Quando sparisce il sonnellino
Intorno ai 3 anni di età, molti bambini iniziano a fare volentieri a meno del sonnellino pomeridiano. Alcuni iniziano 6 mesi prima, altri 6 mesi dopo, ma in ogni caso può essere un passaggio quasi drammatico per il genitore, come ci fa notare Raperonzolo con il suo solito sense of humor nel post Giro di boa.
Per il genitore segna l’abbandono del momento di calma post pranzo. Quello in cui riprendiamo fiato e ci dedichiamo a noi stessi, e a cui forse non siamo pronti a rinunciare tanto tranquillamente. Il Vikingo ha iniziato a non voler dormire il pomeriggio giusto allo scadere dei 3 anni. A volte ci voleva anche mezzora affinchè si addormentasse, un’eternità in confronto ai 5 minuti soliti. Se riusciva ad addormentarsi però, il sonnellino si trasformava in una dormita di 3 ore, con conseguenze infernali per la sera. E più l’addormentamento serale si spostava alle 10 o alle 11, più la mattina non si riusciva a tirarlo fuori dal letto senza lottare per riuscire ad arrivare in tempo all’asilo. Insomma alla fine per noi l’abbandono del sonnellino è stato un vantaggio. Rinunciare alla calma pomeridiana, ci ha regalato la calma serale del dopo cena, che valutiamo molto più preziosa. Inoltre, le attività del pomeriggio non sono più vincolate al suo sonnellino, offrendovi un grado in più di libertà.
Se vi accorgete che anche voi state affrontando questo genere di problemi, e non ve la sentite di tagliare tout court, il primo passo può essere quello di accorciare il sonnellino pomeridiamo gradualmente fino a raggiungere i 45 minuti o un’ora circa. In questo modo si da al bambino il tempo di adattarsi al nuovo ritmo. Dopo qualche settimana potete procedere all’eliminazione totale del sonnellino. Se invece il bambino si rifiuta di dormire, passate direttamente all’eliminazione.
Il tempo normalmente impegnato dal sonnellino, dovrebbe essere sostituito da un’attività rilassante. Il fatto che il bambino non dorma, non vuol dire che non abbia bisogno di riposarsi dal gioco. Questo è molto importante nel caso in cui vostro figlio abbia un livello medio di attività fisica abbastanza elevato. Ci sono bambini che riescono a controllarsi benissimo, e scelgono spontaneamente giochi più tranquilli quando si sentono stanchi. Il Vikingo invece appartiene a quella categoria di bambini che con la stanchezza aumenta il ritmo del gioco, che si fa sempre più frenetico. In questi casi bisogna intervenire ed invitarlo a trovare un gioco più tranquillo, magari un puzzle o un disegno, o leggere insieme un libro. Se di giorno sta all’asilo, l’insegnante saprà ovviamente cosa fare, ma nel weekend tocca a noi genitori.
Come sempre ogni passaggio ha bisogno del suo tempo, e inizialmente potrebbero insorgere dei problemi. Tra gli effetti più diffusi ci sono il fatto che il bambino crolli addormentato poco prima di cena se non direttamente al tavolo o un intensificarsi delle crisi di pianto e dei capricci. Cercate di mantenere il pargolo sveglio, per quanto difficile. Vi confesso che uno dei primi giorni senza sonnellino, rientrati a casa alle 4 dall’asilo, il Vikingo ha iniziato un bel capriccio da manuale, di quelli in cui ci si butta per terra e si sbattono i pugni. Io gli ho detto come sempre che quello era un capriccio, e che non era accettabile. Gli ho spiegato che mi rendevo conto che fosse stanco, ma che così non ci si comporta. Poi l’ho invitato a togliersi il tutone da neve. Cosa che è perfettamente in grado di fare da solo, ma che essendo un’operazione noiosa, richiede sempre il mio aiuto.
Essendo abituato a questo genere di reazione da parte mia, i capricci sono terminati subito, ma la stanchezza ovviamente no. Dopo un paio di minuti di silenzio, mi sono insospettita, e sono tornata all’ingresso a controllare quale fosse la situazione, e l’ho trovato addormentato sul pavimento vestito di tutto punto con il tutone e gli scarponcini. Potete immaginare i miei sensi di colpa! Insomma preparatevi a tutto.
Io ho trovato che un bagnetto appena tornati a casa lo aiuta a distendere i nervi prima della cena, tagliando così i capricci, e arrivando a tavola sani e salvi. Cercate di capire cosa funziona per vostro figlio. Se un paio di volte dovesse addormentarsi senza cenare, non è la fine del mondo. Recupererà a colazione. Ripetetevi come un mantra che è solo un periodo di aggiustamento, e che si tornerà alla normalità entro due o tre settimane.
Poi iniziate a pregustarvi il fatto che l’addormentamento serale procederà più facilmente, e che potrete finalmente godere di qualche ora di calma e intimità dopo cena.
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Lo so che questo post è vecchio ma io mi ci ritrovo adesso quindi per me è attuale..Effettivamente come dici tu almeno la sera si sta piu’ tranquilli anche se poi noi abbiamo sempre il problema di 2-3 risvegli notturni (quelli non passano ancora, eh) senza considerare che io la mattina mi sveglio alle 4.30 del mattino e il pomeriggio un sonnellino mi faceva comodo..mi sto pero’ abituando anche a questo…
I capriccetti serali ci sono effettivamente, anche io penso sono da imputare alla stanchezza…Cmq abbiamo anticipato i tempi per tutto..Cosi’ ad esempio lui cena – da solo – alle 19.15 e al massimo alle 20 si parte con la procedura ninna..che ora davvero dura pochissimo…dai 5 ai 15 minuti e si addormenta nel lettino…e noi ceniamo con calma.
Silvia, che dire, godetevi le serate in attesa di potervi godere anche le notti!
Eh sì! La verità è che se si è un po’ rigidi con gli orari nei primi 3 anni di vita poi, per fortuna, se ne raccolgono i frutti!
ciao a tutte. Può essere che la mia bimba, si soli 18 mesi, non voglia più dormire il pomeriggio? Oggi, dopo due ore di tentativi a vuoto ho desistito e l’ho tenuta sveglia. Da qualche giorno noto che fa sempre più fatica a dormire il pomeriggio (ci mette più di mezz’ora ad addormentarsi), si addormenta sempre più tardi e la sera è un’impresa metterla a letto prima delle 22.30-23. Confesso che alla pausa (mia) post-pranzo non rinuncio volentieri, ma vorrei anche un periodo di tranquillità post-cena con mio marito, senza perà andare a letto all’una di notte!
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