Privacy su internet

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privacyCosa condividete voi in internet?
Foto, opinioni, video, messaggi, informazioni, pensieri, ricerche, aneddoti, sfoghi, idee, interessi…
Tutto quello che condividiamo in rete, resta. Lì, a disposizione di chi vorrà cercarlo, tra un’ora o tra tanti anni.
Di per sé questo è il bello di internet ed è utile: il web conserva la memoria, ci permette di intrecciarla con la memoria di altri, conserva informazioni, idee, immagini. Attraverso i motori di ricerca ci permette di raggiungere i contenuti condivisi da altri e di coniugarli con i nostri.

MA.

Ma il web non è selettivo. Non conserva solo le cose buone, che ci assomigliano, che siamo contenti di ritrovare in rete anche dopo tanto tempo. Conserva TUTTO. Conserva anche tante cose di cui noi ci scordiamo dopo poco tempo.
E’ impietoso il web: può tirarci fuori da un motore di ricerca qualcosa di impensato sul nostro conto, qualcosa che avevamo dimenticato. Una vecchia foto, un vecchio commento un po’ stupidotto, un vecchio video imbarazzante.
Non solo. Il web può conservare su di noi tante, tantissime informazioni che, se incrociate tra loro, possono dire di noi molto più di quello che crediamo di aver condiviso.

A questo proposito ho trovato interessantissimo l’intervento di Gianluca Neri (Mr. Macchianera) nell’incontro plenario di Navigare Sicuri a Palermo, nel quale si parlava di privacy in internet e furto d’identità.
Gianluca Neri ha dimostrato come sia possibile entrare nell’account di posta di una persona, con poche semplici mosse, senza essere hacker. Una procedura che, ovviamente, non è detto che funzioni, ma che, comunque PUO’ funzionare.
Come? Avete presente quelle domande bizzarre che alcuni siti vi fanno selezionare per comunicarvi la password in caso l’aveste dimenticata? Il cognome da nubile di vostra madre, il nome del primo insegnante, il nome dell’animale di casa, ecc…
Risposte che pensate di poter dare solo voi, o al limite qualche stretto familiare.
Sbagliato! Quando ci si esprime liberamente, soprattutto sui social network, si possono fornire tantissime informazioni senza rendersene troppo conto.
Pensate se avete tra gli amici su facebook vostra madre e l’avete appunto contrassegnata come familiare “mamma”. Ecco che il cognome da nubile di vostra madre è rintracciabile con una velocissima ricerca.
E il nome del gatto? Magari avete postato la foto di Pippo con il suo nome in tag o nella didascalia.

Questo è solo un esempio tra tanti di come sia facilissimo violare la privacy di una persona e penetrare nelle informazioni più private. Un esempio che, fortunatamente, ha catalizzato l’attenzione dei ragazzi presenti in sala a Palermo (non volava una mosca mentre parlava Gianluca!).
Da qui una serie di regole e buone prassi per usare il web liberamente per condividere i propri contenuti, senza incorrere in spiacevoli inconvenienti.

La localizzazione dei propri post è davvero necessaria? E’ bene far sapere che si è fuori casa, magari per tanto tempo? Cosa potrebbero pensarne gli svaligiatori di appartamenti?
L’indicazione di chi sono i nostri familiari stretti può avere controindicazioni? Per esempio, se io mi tutelo e non localizzo i miei post, ma mio figlio (che io ho indicato come tale nel mio profilo) racconta ai quattro venti che saremo in vacanza tutti insieme per una settimana… torniamo a far felici i topi d’appartamento.
Il nostro profilo sui social network è davvero protetto? Conosciamo bene le regole della privacy dei siti che utilizziamo? Sappiamo gestire le nostre condivisioni?
L’alternativa è solo quella di non condividere e non essere presenti sui social network?
No davvero, questo snaturerebbe gran parte della partecipazione attiva alla rete.

Allora vi consiglio di guardare il video dell’intervento di Gianluca Neri, con il suo decalogo per la protezione della privacy sul web. Ma non guardatelo da soli. Chiamate anche i figli: difendere la privacy è una questione di famiglia e una competenza da apprendere, tutti insieme.

Sull’argomento vi proponiamo anche questo nostro post di qualche tempo fa: Di web, privacy e lupi cattivi

BULLISMI-1-50x70Volete proporre ai vostri ragazzi una lettura interessante sull’argomento? Scaricate l’e-book realizzato da Navigare Sicuri “Iniziazione“, direttamente dal sito.

Pensi di avere qualcosa da dire sull’uso consapevole della rete sia da parte dei genitori, che dei ragazzi? E’ in corso un Blogstorming speciale. Se hai un blog, puoi partecipare ed arricchire il dibattito.

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1 COMMENTO

  1. Anch’io ho partecipato a Navigare Sicuri a Milano… e mi sono venuti i brividi, a me che pensavo di essere “una mamma tecnologica”, informata, magari non esperta… ma mi sono anche accorta di come è difficile trasmettere ai figli ciò che sappiamo senza esagerare senza essere visti come genitori “preistorici”, “troppo ansiosi”… e quindi formarsi per formare è sempre un buon inizio…

    Sai bisognerebbe raccogliere tutti i post scritti dalle mamme blogger… perché ognuno mette in luce un punto di vista diverso, aspetti non colti perché si era concentrati su altro.

    Bel post e grazie di aver scritto nero su bianco, ciò che ho nella mente ma che al momento del bisogno potrei non ricordare bene… così saprò dove tornare per farlo leggere alla figlia a momento debito;)

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